Come si cambia il pannolino? I consigli della pediatra

Come togliere il pannolino? I consigli del pediatra e della pedagogista

Come si cambia il pannolino? I consigli della pediatra
martedì 26 maggio 2020

Togliere il pannolino è un grande cambiamento e come tale va gestito al meglio.

In questo momento mille domande frullano nella tua testa: qual è il metodo giusto per togliere il pannolino? esiste una strategia per affrontare il passaggio senza traumi? Vasino o riduttore? Non lasciarti rapire dall'ansia e dalla preoccupazione, leggi con attenzione i consigli del pediatra e della pedagogista e realizza questo cambiamento con serenità, rispettando i tempi del tuo bambino.

Quando togliere il pannolino

Secondo il pediatra Stefano Piccolo di SOS BIMBO, prima di interrogarci su come togliere il pannolino bisogna soffermarsi sul quando.

Uno dei consigli fondamentali per uno spannolinamento senza traumi, è quello di gestire un cambiamento per volta: prima di togliere il pannolino assicuriamoci che il bambino o la bambina non stia già affrontando la separazione dal ciuccio.

Si tratta infatti di cambiamenti importati per i più piccoli ed è opportuno non sovraccaricarli con richieste eccessive.

A che età togliere il pannolino? Non esiste un'età giusta, si può iniziare a 18 mesi ed è consigliabile non superare i due o tre anni.

Per capire quando togliere il pannolino il genitore può far riferimento a dei segnali, la loro presenza indica che è arrivato il momento giusto! Quindi prima di iniziare lo spannolinamento assicurati che il bambino o la bambina…

  1. Abbia sviluppato una comunicazione comprensibile;
  2. Inizi ad essere indipendente nei momenti del pasto;
  3. Lasci il pannolino asciutto per molto tempo;
  4. Mostri interesse nei confronti dell'argomento, ad esempio la presenza del vasino stimola la sua curiosità.

Se per togliere il pannolino vengono superati i tre anni, intorno ai 42 mesi (tre anni e mezzo o quattro anni) è opportuno confrontarsi con il proprio pediatra di fiducia. 

Come togliere il pannolino

Ogni bambino o bambina ha dei ritmi unici che vanno rispettati, ecco perché è opportuno non affidarsi a metodi che promettono di togliere il pannolino in pochi giorni.

All'inizio potrebbero anche sembrare efficaci, ma nella maggior parte dei casi ci si ritrova di fronte ad uno spannolinamento difficile da gestire e con genitori stressati e preoccupati, che ripetono all'unisono: “non riesco a togliere il pannolino a mio figlio!”.

Secondo il pediatra Stefano Piccolo, per togliere il pannolino senza traumi e con serenità, le strategie da non dimenticare sono tre: pazienza, sorriso ed empatia! Il tempo minimo necessario allo spannolinamento è di due mesi ed ogni piccola novità introdotta ha bisogno di almeno dieci giorni per poter essere accolta, accettata e assimilata dal bambino. Ma arriviamo al dunque: come togliere il pannolino? Sii paziente e segui questo metodo in 6 passi:

  1. Prediligi il vasino e non il riduttore. Lascialo tra i giocattoli del bambino per 10 giorni, il bambino familiarizzerà con lo strumento e diventerà curioso sull'utilizzo. 
  2. Nei successivi 10 giorni cambia spesso il pannolino, così facendo il bambino proverà fastidio alla sensazione di umidità prodotta dal pannolino sporco;
  3. Posiziona il vasino in bagno e dopo ogni cambio butta il pannolino nel vasino, mostra al bambino il gesto oppure invita a praticarlo in prima persona. Anche questo passaggio deve durare 10 giorni;
  4. Per i successivi 10 giorni chiedi al bambino di sedersi sul vasino, indossando il pannolino;
  5. Durante gli ultimi 10 giorni togli il pannolino, chiedi al bambino di sedersi sul vasino sia di giorno che di notte;
  6. Premia il bambino tutte le volte che fa la pipì nel vasino! Non avere reazioni negative se dovesse sporcarsi.

Prima di togliere il pannolino è fondamentale interrogarsi su una scelta importante: meglio usare il vasino o il riduttore? Devi sapere che il 30% dello sforzo nella defecazione avviene a carico delle gambe e dei piedi che devono essere ben saldi a terra, per questo motivo è opportuno optare per il vasino. L'utilizzo del riduttore, lasciando le gambe e i piedi del bambino a penzoloni, trasferisce lo sforzo totalmente a carico dell'ano con il rischio di formazione di ragadi. 

Togliere il pannolino ai maschietti potrebbe richiedere più tempo! Lo spannolinamento può essere diverso tra maschietti e femminucce: le femminucce sono solite raggiungere questo traguardo prima dei maschietti.

Può anche succedere che il bambino, intorno ai quattro anni, ritorni a bagnare il letto nonostante il controllo della minzione sembrasse raggiunto.

La spiegazione, secondo il dottor Stefano Piccolo, è molto semplice: intorno ai due anni il bambino controlla la pipì con la parte istintiva del cervello, con lo sviluppo globale il controllo passa a carico dell'altro emisfero. Questo passaggio spiega questa improvvisa ma temporanea regressione.

Il pediatra Piccolo inoltre raccomanda: bisogna togliere il pannolino di notte! E' importante creare sin da subito un'abitudine stabile nella giornata del bambino, non confonderlo con repentini ripensamenti o mettendo e togliendo il pannolino in base agli eventi o ai momenti della giornata. Può succedere che il bambino o la bambina faccia la pipì a letto, è il genitore a doversi dotare di pazienza, un gran sorriso e profonda empatia.

Strategie educative per togliere il pannolino

Per togliere il pannolino con serenità bisogna avere il giusto approccio educativo. Ecco perché insieme ai consigli del pediatra, è utile far riferimento ad un pedagogista.

Le strategie educative della dottoressa Vittoria Mariniello, pedagogista ed ex educatrice di nido, possono aiutarti ad affrontare al meglio questo importante cambiamento. La prima cosa da fare, per avere un buon approccio educativo, è cambiare punto di vista.

Anziché chiederti come si toglie il pannolino, poniti una domanda diversa:

Cosa posso fare per aiutare mio figlio ad affrontare il cambiamento?

Devi essere consapevole del fatto che il tuo atteggiamento, il linguaggio e l'ambiente che crei in casa hanno una diretta conseguenza sul comportamento di tuo figlio; dunque per uno spannolinamento felice e sereno devi fare innanzitutto un lavoro su di te. Sono quattro le strategie per togliere il pannolino che puoi adottare e tutte richiedono il tuo impegno attivo: 

1) Stimola il comportamento attraverso l'imitazione

Mentre dal punto di vista pediatrico non è consigliabile stimolare la pipì (minzione), dal punto di vista pedagogico puoi stimolare l'interesse nei confronti di questo comportamento diventando un esempio per tuo figlio o tua figlia.

E' ormai risaputo che durante i primi anni di vita l'apprendimento del bambino avvenga attraverso processi imitativi (modeling), non ti resta che sfruttare questa conoscenza per accompagnare il cambiamento dello spannolinamento.

Quando stai per andare in bagno palesa la tua azione attraverso il linguaggio (“Sai, devo fare la pipì! Ora vado in bagno!”), avrai reso il tuo comportamento una fonte di apprendimento! Ripetuto nel tempo il tuo esempio diventerà un modello al quale agganciarsi per la sua futura autonomia.

2) Interessa il bambino utilizzando libri illustrati

I libri illustrati aiutano il bambino ad attivare la curiosità nei confronti della pipì, della cacca e del vasino.

Prima di togliere il pannolino al bambino, assicurati che abbia familiarizzato con il vasino e con l'idea di utilizzarlo: lascialo tra i suoi giochi insieme a dei libri illustrati sull'argomento.

Puoi utilizzare i libri sia prima di togliere il pannolino come strategia per stimolare la curiosità, sia durante l'utilizzo del vasino come intrattenimento.

Prepara una cesta in vimini e al suo interno inserisci almeno tre o quattro libri, posizionala nel bagno vicino al vasino in modo da far sentire il bambino a suo agio soprattutto durante la defecazione, che richiede un po' di tempo e pazienza. Libri per togliere il pannolino molto amati da bambine e bambini sono:

  • Posso guardare nel tuo pannolino? 
  • Basta Pannolino!
  • Il vasino del pirata

3) Potenzia la motivazione con strumenti ed escamotage educativi

Quando il bambino o la bambina inizia ad usare il vasino, potenzia la sua motivazione! Incoraggia con parole dotate di positività tutte le volte che fa la pipì nel vasino ed evita reazioni negative se dovesse sporcare o bagnare la mutandina.

Puoi utilizzare, come strategia per alimentare la motivazione, una Potty Training Chart ovvero un calendario del vasino da apporre in bagno con degli sticker da attaccare ogni qual volta il bambino usa il vasino.

All'interno dello Shop trovi un calendario del vasino da stampare! L'azione stessa di apporre uno sticker funge da motivatore del comportamento.

Quando si è di fronte ad uno spannolinamento difficile è possibile utilizzare la strategia cognitivo-comportamentale del rinforzo positivo, ovvero premiare il bambino al termine di una sequenza di utilizzi del vasino. Oppure puoi optare per un approccio educativo orientato all'obiettivo e non al premio, ad esempio fissare insieme al bambino un'esperienza che desidera realizzare e utilizzare la cacca o la pipì nel vasino come sotto-obiettivi per il raggiungimento dello scopo.

4) Stabilisci una routine e affronta la paura

Togliere il pannolino è un grande traguardo, per affrontare il cambiamento gli adulti devono diventare promotori di sicurezza.

Il bambino è sereno quando sa che cosa aspettarsi dall'ambiente che lo circonda, ecco perché è utile stabilire una routine per i bisogni: sedersi sul vasino appena svegli, prima del pranzo o prima di uscire.

Anche se il bambino o la bambina non comunica espressamente un bisogno, è importante creare dei gesti rituali che vanno ad inserirsi stabilmente nella sua quotidianità.

Fondamentale è affrontare la paura! Sia la tua che la sua. Alcuni genitori vivono nel timore che il piccolo possa sporcare i vestiti o il letto, dando vita a reazioni spropositate e instaurando nel bambino o nella bambina una vera e propria paura della pipì e della cacca.

E' importante vivere con serenità questi momenti: si tratta di esperienze che vanno accolte perché aiutano nel processo di crescita. Può succedere che, prima che l'evento si saldi come abitudine, la bambina o il bambino abbia paura di fare la cacca nel vasino.

 In questo caso è possibile inventare una canzone buffa o una filastrocca dedicata alla cacca e canticchiarla intanto che ci si reca verso il bagno, per distogliere l'attenzione del piccolo e ridurre la sua ansia.

Ora è il tuo momento! Mettendo in pratica ognuno di questi consigli per togliere il pannolino, riuscirai a supportare efficacemente il bambino in questa fase di importante cambiamento. 

Источник: https://eduspace.it/28/come-togliere-il-pannolino-i-consigli-del-pediatra-e-della-pedagogista.html

Cambio pannolino: come farlo nel modo corretto

Come si cambia il pannolino? I consigli della pediatra

È assolutamente normale da neo-mamma avere dei dubbi sul primo cambio pannolino. Anche se le nonne si prodigano nel dispensare consigli e l’ostetrica in ospedale ti ha mostrato come fare, al rientro a casa dopo il parto, tutto sembra complicarsi!

In effetti all’inizio gestire sia bambino che pannolino, lavaggio e crema, con due mani “soltanto” può apparire un’impresa. Ma l’importante è organizzare a dovere lo spazio dedicato a questa attività e leggere questi consigli.

Come cambiare il pannolino in poche e semplici mosse

Il momento del cambio pannolino, una volta superate le incertezze iniziali, diventa perfino divertente. Mamma e bimbo diventano sempre più complici e questo delicato momento di igiene personale si trasforma perfino in un pretesto di gioco e risate. 

All’inizio però non sempre fila tutto liscio…Sono tanti i neonati che cominciano a strillare in questa posizione e la situazione può non migliorare nel tempo.

Ci sono bambini che, anche quando diventano più grandi, vogliono essere cambiati in piedi! Oppure ci sono piccoli appena nati che, al cambio pannolino, cominciano a starnutire: ecco che la mamma va in apprensione e si agita. L’importante è sapere che non si tratta di nulla di grave. 

E che di solito invece le cose filano per il verso giusto.

Cosa serve

Come già accennato, lo spazio destinato al cambio, con tanto di fasciatoio, deve essere organizzato al meglio. Questo per due motivi principali:

  • evitare al bambino spostamenti nella stanza o tra una stanza all’altra, che potrebbero causare un raffreddamento, visto che è svestito
  • procedere in totale sicurezza, perché il bambino non può essere lasciato solo neppure per un istante sul fasciatoio, col rischio di cadere

Quindi innanzitutto bisogna pensare a dove posizionare il fasciatoio. Il posto ideale è in bagno, accanto al lavabo così da poter detergere le parti intime con l’acqua corrente ad ogni cambio.

Se lo spazio in bagno manca, allora l’opzione migliore è quella di scegliere un fasciatoio con cassettiera sottostante, da posizionare in cameretta. In tal caso bisogna avere l’accortezza di riempire una bacinella di acqua tiepida, per procedere al lavaggio del piccolo.

Ecco una lista di ciò che occorre avere a portata di mano, quindi senza avere bisogno di spostarsi dall’altra parte della stanza:

  • Pannolini
  • Crema allo zinco
  • Asciugamani o i pratici panni in cotone sterilizzato disponibili in commercio
  • Cambi completi per il bebè, dalla biancheria intima alle tutine
  • Sacchetto per riporre il pannolino sporco
  • Salviettine

In alcuni casi un giochino può aiutare a calmare il bambino, se comincia a strillare. In realtà i pediatri consigliano di mantenere attiva l’attenzione del piccolo su ciò che sta avvenendo, di spiegare i gesti del cambio e renderlo partecipe. Tante volte però, il pianto insistente non consente questo “dialogo”…Un giochino lo aiuterà a distrarsi!

Procedimento

È dunque giunto il momento del fatidico cambio. Ecco come procedere:

  1. Adagia il bambino sul fasciatoio, accompagnando la testolina con la mano
  2. Ora svestilo e slaccia il pannolino sporco
  3. Con una mano “aggancia” entrambi i piedini e sollevali. In questo modo puoi utilizzare, con l’altra mano, le salviette per eliminare “il grosso”. Se invece si tratta solo di pipì, meglio evitare la salviettina (che alla lunga diventa irritante) e procedere con una rinfrescata con acqua pulita.
  4. Lascia le salviette o la carta igienica sporca nel pannolino e richiudilo, così da buttarlo nel sacchetto del residuo. In alternativa potete anche utilizzare un mangiapannolini, che costituisce un’opzione più igienica in grado di trattenere i cattivi odori.
  5. Prendi in braccio il neonato, con la testa nell’incavo del gomito e mantenendo le gambine alzate. Procedi con la detersione sotto l’acqua corrente ma utilizzando solo saponi specifici (se si tratta solo di pipì puoi evitare di usare il sapone ogni volta).
  6. A questo punto adagia di nuovo il piccolo sul fasciatoio. È questo il momento di tamponare con l’asciugamano (senza strofinare) e controllare bene che ogni residuo di sporco sia scomparso. Soprattutto in caso di femminuccia è fondamentale lavare sempre dall’alto verso il basso ed evitare assolutamente di far entrare in contatto l’organo genitale con le feci, col rischio di infezioni o cistiti.
  7. Se la temperatura della stanza lo permette, lascia qualche secondo in più il piccolo senza pannolino. L’aria asciuga la pelle e lui si diverte! Se è estate, è molto piacevole il sollievo dal caldo che purtroppo il pannolino accentua. In inverno, è preferibile riscaldare bene l’ambiente, magari accendendo per qualche minuto uno scaldotto o termoventilatore
  8. Nel frattempo stendi un velo di crema allo zinco (meglio evitare il borotalco) e prendi un pannolino pulito. Alza di nuovo le gambe del piccolo, sistema il pannolino sotto il sederino. Abbassa le gambe, alza la parte anteriore del pannolino fino all’ombelico. Se si tratta di un maschietto, l’accortezza è che l’organo genitale resti posizionato in basso. 
  9. Tieni ferma questa parte del pannolino con una mano e con l’altra tira le linguette adesive poste sui lati. Se la misura del pannolino è quella giusta, devono posizionarsi al centro quasi a sfiorarsi. Così non si rischia di stringere troppo o al contrario di lasciarle troppo larghe, col rischio di fuoriuscita alla prima pipì!
  10. Terminato di rivestire il bambino, posizionalo in un luogo sicuro, prima di riordinare il bagno, buttare il pannolino e mettere a lavare i vestitini sporchi.

Ogni quanto cambiarlo

Quante volte è necessario cambiare il pannolino al neonato? In media il neonato va cambiato ogni 2-3 ore. Di solito c’è sempre la necessità di farlo dopo la poppata.

Se invece sta dormendo, non è il caso di svegliarlo, se è tranquillo. In ogni caso può accadere anche che ci sia necessità di un cambio tra una poppata e l’altra, soprattutto se si è fuori casa e i tempi si dilatano.

Basterà dare un’occhiata ogni tanto per accertarsi che il piccolo sia pulito. 

Anche durante la notte è bene controllare, almeno dopo la poppata notturna. In seguito al terzo-quarto mese, il neonato di solito perde la poppata notturna. Pertanto, si può effettuare un cambio pannolino all’ultima poppata verso le 23 e aspettare le 6-7 del mattino per la successiva (e conseguente cambio del pannolino).

Infine capita spesso che il bambino risulti pulito dopo la poppata e che si addormenti.

Come comportarsi allora? Va cambiato prima o dopo la pappa? Molto probabilmente farà pipì durante il sonno oppure evacuerà appena sveglio, messo in posizione verticale.

Ovviamente va cambiato, prima di passare alla poppata. Ed ecco che può verificarsi una seconda evacuazione, mentre mangia addirittura o immediatamente dopo. 

Che fare? Armarsi di pazienza e cambiarlo di nuovo, ovviamente!

Alcuni consigli

Ecco alcuni consigli supplementari per un cambio pannolino corretto:

  • come già sottolineato, è assolutamente fondamentale non lasciare mai il bambino incustodito sul fasciatoio, neppure per pochi secondi. Basta davvero un attimo perché si rigiri su stesso col rischio di cadere dal fasciatoio
  • inoltre un consiglio utile è di limitare l’utilizzo delle salviettine ai casi di vera necessità (quando si è fuori casa ad esempio). Questo perché soprattutto nei primi mesi, la pelle del bambino è delicatissima e l’uso di salviettine, per quanto specifiche, può causare irritazioni 
  • anche la qualità del pannolino è un elemento importante per il benessere del neonato. Non deve risultare troppo rigido, da ostacolare i movimenti delle gambe. Non deve assolutamente “sbriciolarsi” a contatto con il bagnato e le linguette non devono rompersi troppo facilmente o risultare poco adesive

Infine, alcuni bambini soffrono di reflusso, dopo aver mangiato.

Poggiarlo subito sul fasciatoio per cambiare il pannolino aumenta il disturbo e spesso capita che il neonato rigurgiti il latte appena bevuto.

In questi casi allora è bene tenere il bambino in posizione verticale appoggiato sulla spalla, per qualche minuto supplementare, dopo il classico “ruttino”. 

Se fa solo pipì, è bene lasciarlo addormentare, per poi cambiarlo “a pancia vuota” quando si sveglia, prima della nuova poppata. Se invece ci sono le feci, allora si dovrà avere l’accortezza di cambiarlo sostenendo la schiena, con l’aiuto di un’altra persona o posizionando un cuscino sotto spalle e testa.

Dermatite

Può accadere di veder formare nella zona genitale del bambino, un’area arrossata, scorticata e con puntini rossi.

Si tratta di dermatite da pannolino che, di solito, si risolve in 2-3 giorni, utilizzando una crema specifica.

Molto più comune è invece l’eritema da pannolino: un leggero arrossamento che si può scongiurare utilizzando, dopo ogni cambio pannolino, una crema allo zinco. 

Il consiglio è di acquistare prodotti specifici anche per la detersione, perché il comune sapone per le mani o anche l’intimo utilizzato dalle mamme risulta comunque troppo aggressivo per il ph della pelle del neonato (perlomeno nei primi mesi di vita).

Quando rivolgersi al pediatra

Nonostante le cure, la dermatite può peggiorare e protrarsi oltre il terzo giorno. Nei casi più gravi la pelle può presentare delle ferite fino a sanguinare, possono formarsi delle bolle o addirittura croste che per il piccolo sono davvero dolorose (e il pianto ad ogni minzione è causato proprio dal bruciore che gli provoca).

In tutti questi casi è indispensabile consultare il pediatra, che prescriverà le cure del caso. Di solito la crema allo zinco non basta più e bisogna acquistare una pomata specifica in farmacia per risolvere il problema. 

Источник: https://www.primus.it/igiene/cambio-pannolino/

Cambio Pannolino Neonato: Quando Farlo – I consigli del pediatra

Come si cambia il pannolino? I consigli della pediatra

State per diventare genitori e i dubbi legati al momento del cambio del pannolino sono assolutamente inevitabili. In questo post vogliamo fornirti qualche utile suggerimento su:

  • Ogni quanto cambiare il pannolino del neonato
  • Le fasi del cambio pannolino
  • Come e quando usare talco e salviette
  • Consigli per calmare il neonato durante il cambio

Quante volte cambiare il pannolino ai neonati?

Durante i primi mesi di vita del bambino i cambi sono molto frequenti. Ci sono neonati infatti che evacuano dopo ogni poppata, arrivando così a sporcare anche più di 10 pannolini al giorno. Con il tempo i bisogni e le esigenze tendono ovviamente a stabilizzarsi, e i cambi si riducono a circa 5 al giorno.

In genere si consiglia di cambiare il supporto almeno una volta nelle fasi principali della giornata: mattina, pomeriggio (meglio due!) e sera, prima di andare a dormire.

Ogni quante ora bisogna cambiare il pannolino?

Non esiste una risposta definitiva in merito. La più ovvia sarebbe di cambiarlo ogni volta che il bebè è sporco, anche solo di pipì. È consigliato cambiare il pannolino circa ogni 3-4 ore, anche se noti non essere particolarmente bagnato.

Ricorda: asciutto non vuol dire pulito! Cambi frequenti a intervalli regolari, garantiscono igiene e pulizia alle parti genitali del tuo bambino, che sono particolarmente delicate e soggette a irritazioni. Se ti accorgi invece che il bimbo ha fatto la pupù, inutile dire che bisogna cambiarlo nell’immediato.

E la notte? In questo caso facciamo un’eccezione per favorire il sonno del piccolo…e dei genitori! I pannolini odierni hanno una buona resistenza e trattengono per ore in maniera molto efficace, quindi se il bambino ve lo permette, approfittate per riposare e ricaricare le energie!

Cambio del pannolino in 5 step

  • Lavati bene le mani e adagia il piccolo sul fasciatoio (va bene anche il letto o un mobile con materassino che attutisca eventuali colpi del bebè)
  • Slaccia il bodino e arrotola il tessuto in modo da non farlo scivolare durante il cambio.
  • Slaccia il pannolino ma non rimuoverlo. Se le feci sono abbondanti può infatti tornarti utile per eliminare l’eccesso. Soprattutto durante i primissimi mesi di vita del neonato, è consigliato l’uso di dischetti in cotone per pulire il bambino nell’immediato, prima di lavarlo con acqua.
  • Asciuga bene. Per prevenire eventuali arrossamenti, applica una crema cambio lenitiva e protettiva. Se invece noti dei lievi rossori, si consiglia l’applicazione di un prodotto a base di ossido di zinco, per almeno 3-4 giorni. In questi casi inoltre, così come consigliato nell’Opuscolo del Ministero della Salute “Quando nasce un bambino”, è spesso sufficiente se le condizioni ambientali lo consentono, detergere e asciugare delicatamente la zona arrossata e lasciarla esposta alla circolazione d’aria mediante l’uso di un pannolino applicato in modo ampio e molto largo, oppure ponendo per qualche ora il neonato a pancia in giù adagiato su un pannolino “aperto” per raccogliere eventuale pipì. Se nonostante gli accorgimenti, la situazione non migliora, contatta il Pediatra perché potrebbe trattarsi di infezioni come la Candida.
  • Rimetti il pannolino. Alza leggermente il sederino del bebè, infila il pannolino e richiudi bene le alette. Fai attenzione che non sia né troppo stretto né troppo largo, perché non assolverebbe alla sua funzione.

Se ti è utile, guarda il Video su come cambiare il pannolino.

Si può usare il talco sulla pelle del bambino?

Sì. Il talco finemente micronizzato non ostruisce i pori della pelle permettendo la naturale traspirazione. Aiuta a togliere l’umidità dopo il bagnetto e al cambio del pannolino e non fa danni sulla pelle se impiegato con moderazione.

Ciò a cui bisogna prestare attenzione è non rovesciare con troppo vigore il barattolo, in quanto la polvere potrebbe essere inalata dal bambino. Meglio quindi porre una piccola quantità di prodotto sul palmo della mano per poi distenderla sul sederino e nelle pieghe dell’inguine del bebé.

Il talco aiuta anche contro la sudorazione eccessiva, soprattutto nelle pieghe delle gambe e delle braccia e sotto le ascelle.

Quando non usare il talco? In caso di:

  • Dermatite da pannolino e pelle molto irritata, perché potrebbe peggiorare la situazione.
  • Esposizione ai raggi solari: perché potrebbe favorire la comparsa di macchie cutanee.
  • Bambino asmatico: in quanto polvere, potrebbe scatenare una crisi.

L’uso delle salviette detergenti è consigliato?

Sì, purché non sostituiscano l'uso dell'acqua corrente, non contengano alcol e parabeni e siano caratterizzate da una composizione a base di ingredienti quanto più naturali possibili dalle caratteristiche anche lenitive ed emollienti, come la camomilla, olio di mandorle e aloe vera, in grado di alleviare gli arrossamenti da pannolino e prevenire le irritazioni.

Come calmare il bambino al cambio del pannolino?

È abbastanza frequente che il piccolo possa spazientirsi durante il cambio. Ragion per cui è fondamentale non lasciarsi prendere dall’ansia di fare tutto troppo in fretta, con il rischio di non pulire e asciugare il bebè in maniera adeguata.

Trasformare il momento del cambio in una fase ludica è molto importante, in quanto favorisce non solo la serenità del neonato ma anche del genitore.

I bambini amano la routine, quindi creare delle abitudini anche durante questi momenti della giornata, è sempre un’ottima soluzione. Canta delle canzoncine o recita delle filastrocche, porta con te il suo peluche preferito o poni sul fasciatoio dei giochini che attirino la sua attenzione, in linea con la sua fascia di età.

Parola d’ordine: organizzazione. Un conto è fare le cose di fretta, l’altra è avere tutto l’occorrente a portata di mano! Pannolini, salviettine, dischi di cotone, asciugamano, pasta cambio, bodino ed eventuali cambi d’abbigliamento: tutto deve essere al suo posto!

Ti potrebbe interessare: Spannolinamento, come affrontarlo senza stress!

Источник: https://www.sterilfarma.it/i-consigli-del-pediatra/cambio-pannolino-quando-ogni-quanto-farlo-e-pratici-consigli/

Come cambiare il pannolino?

Come si cambia il pannolino? I consigli della pediatra

Il cambio del pannolino è un momento speciale e delicato da dedicare al neonato. Ecco i consigli della pediatra su come cambiare il pannolino

Se è vero che la pace nel mondo inizia dal fasciatoio, i momenti delle cure ripetute, giorno dopo giorno, agiscono e agiranno sull’inconscio profondo del bambino sia fisicamente sia emotivamente e i gesti eseguiti, bruschi e frettolosi o calmi e delicati, hanno e avranno conseguenze sulla percezione di se stesso e degli altri anche per il resto della vita.

Il cambio del pannolino è il momento, assieme alla poppata, più delicato, implica il contatto con le parti più intime del corpo e prevede una totale vulnerabilità da parte del neonato.

Il momento delle cure fisiche va considerato con il massimo rispetto e visto come uno dei momenti cruciali in cui sviluppare la fiducia e la relazione col bambino.

Ciò vuol dire che tutti gli aspetti dell’accudimento devono essere fatti con la collaborazione del neonato: il piccolo è invitato a partecipare a tutti i passaggi e niente può esser fatto senza il suo consenso.

Il cambio del pannolino è lento e delicato e chi lo fa deve essere pienamente coinvolto con il piccino perché si tratta di un momento speciale da dedicare a quel lui in particolare. L’attenzione piena è essenziale alla creazione della fiducia.

A ogni bimbo vanno dedicati momenti speciali: durante il cambio del pannolino, ai pasti e prima e dopo il sonnellino, a seconda dell’età.

L’attenzione della mamma, e dell’accudente, non è solo sul compito pratico da eseguire, ma è aperta agli interessi del bambino relativi alle cure che riceve e/o all’ambiente circostante.

L’accudimento in generale e il cambio del pannolino nello specifico, si trasformano in uno speciale movimento, qualcuno ha detto una danza.

La mamma, e chi per lei, guidano il movimento, la danza, facilitano la conversazione e si adattano al bambino, senza dimenticare quello che devono fare.

Durante il cambio del pannolino il bambino non riceve qualcosa con cui giocare, ma è coinvolto al fine di non dissociarsi da quello che avviene nel suo corpo.

 Un neonato può capire cosa chiede la mamma per il cambio del pannolino, e quando cresce la conversazione riguarda gli interessi passati, presenti e futuri. Col tempo questo creerà un profondo senso, da parte del bambino, di essere pensato dal suo operatore speciale, mamma o papà, durante tutto il giorno, aprendo così una porta naturale verso l’apprendimento e l’uso del linguaggio.

La mamma si adatta ai movimenti del bambino, gli permette di rotolarsi sul pancino, in seguito di stare in piedi sul fasciatoio se è ciò che desidera.

Fasciatoi specifici rendono questa libertà di movimento possibile e così facendo il bisogno di movimento del piccolo può essere assecondato e il piccino è felice e coinvolto.

 Cambiando il pannolino in modo corretto, le ripercussioni per il bambino e la relazione con la sua mamma saranno varie e importanti. Il bambino è appagato emotivamente e poco alla volta interiorizzerà l’attenzione piena, calma e gentile che avrà ricevuto.

Cure non frettolose e delicate sono momenti ricchi e gratificanti in cui sviluppare una relazione a due, chiave per raggiungere un attaccamento sicuro e favorire l’insorgenza di quell’esplorazione giocosa in cui l’iniziativa parte dal bambino stesso.

Quando cambiare il pannolino

  • Il cambio del pannolino va effettuato ogni volta che sia necessario, prima o dopo le poppate a seconda delle abitudini del bambino. Spesso conviene far poppare a volontà da un seno, cambiare il pannolino quando il bimbo si stacca o si appisola, e quindi offrire l’altro seno.

    Durante i primi mesi è possibile che il bambino non gradisca le operazioni igieniche, vuoi per il cambio di temperatura, vuoi per i modi bruschi di fare, vuoi perché ha fame… in tali casi cercherà spontaneamente il seno come consolazione.

  • Se il bambino soffre di reflusso conviene cambiarlo prima delle poppate o cercare di tenere comunque sul fasciatoio un cuscinetto sotto le spalle e la testa, in modo da non abbassare troppo il tronco, cosa che indurrebbe il reflusso.
  • Se il bambino viene allattato di notte nel lettone non è necessario alzarsi per cambiarlo (salvo “inondazioni”). Un pannolino pulito prima dell’ultima poppata serale (generalmente verso mezzanotte) può consentire di lasciarlo tranquillo fin verso le sei di mattina.

Il cambio del pannolino, per quanto detto precedentemente, è un momento in cui l’attenzione del piccolo è molto vigile: è usuale che egli scelga un oggetto semplice e a forte contrasto cromatico vicino al fasciatoio (l’interruttore della luce, un tratto del disegno delle mattonelle…) vi fissi l’attenzione e lo riconosca successivamente. Questo costituirà il suo primo giochino scelto autonomamente.

Dermatite da pannolino

In alcuni casi il bebè può manifestare una antipatica manifestazione nota come dermatite da pannolino, causata da un micete, Candida Albicans, che spesso causa problemi su una possibile dermatite pre-esistente. In questi casi l’area di pelle interessata ha un colore rosso intenso, è scorticata ed è circondata da piccoli puntini rossi.

È compito del pediatra prescrivere una crema adatta e dare le giuste indicazioni. Se ben trattata la dermatite si risolve solitamente in 2 o 3 giorni. La maggior parte dei bambini manifesta un eritema da pannolino. Il sederino è spesso a contatto con umidità, batteri, ammonio e con il continuo sfregamento del pannolino.

Consigli per il cambio del pannolino

  • Cambiare frequentemente il pannolino è la regola.
  • Mantenere l’area asciutta e pulita.
  • Durante la notte il pannolino va controllato almeno una volta.
  • Lavaggi frequenti e vigorosi possono privare la pelle, a questa età molto delicata, delle sue naturali barriere protettive.

    La parte in oggetto va lavate con delicatezza in ogni punto, comprese le pieghe della pelle.

  • Non si usano fazzolettini rinfrescanti se il bimbo ha un arrossamento, perché possono aumentare l’irritazione.

  • Possiamo mettere il bambino seduto in un lavandino o una vaschetta di acqua tiepida per alcuni minuti ad ogni cambio di pannolino, per rendere più facile la pulizia e dargli sollievo.
  • Non si usa sapone, ma se le feci sono molto appiccicose usiamo un detergente delicato, poi asciughiamo bene l’area lavata.
  • Asciugare bene o lasciare il bambino senza pannolino per un po’ di modo che la pelle si asciughi all’aria o tamponiamola molto delicatamente con un asciugamano soffice.
  • Lasciamo la pelle all’aria per il maggior tempo possibile.
  • Chiudiamo il pannolino largo e non usiamo mutandine strette di plastica.
  • Proteggiamo la pelle con creme e pomate, le più adatta al nostro bambino, seguendo i consigli del Pediatra.

Cambio del pannolino, VIDEO

Antonia Donvito, puericultrice, ci spiega in quest'utilissimo video qual è il modo giusto per cambiare un pannolino.

Occorrente per il cambio pannolino

Per il cambio abbiamo bisogno di:

  • L’ambiente deve essere ben riscaldato, specie d’inverno.
  • Un piano di appoggio sicuro (letto o fasciatoio).
  • Un pannolino pulito.
  • Acqua corrente, migliore delle salviette profumate imbevute di soluzioni o saponi che non devono essere usate nei neonati.
  • Salviettine umidificate/salviette o panni in tessuto puliti e acqua tiepida.
  • Una coperta per neonato o un piccolo asciugamano facili da lavare.
  • Lozioni e creme per le irritazioni della pelle del bimbo dovute al contatto con il pannolino.

Cambio del pannolino in 10 mosse

  1. Adagiamo il bambino sul fasciatoio con delicatezza e facciamo attenzione che non cada.
  2. Laviamoci bene le mani.
  3. Stacchiamo gli adesivi del pannolino sporco ma senza toglierlo.

    Se stiamo cambiando un maschietto sistemiamo un piccolo asciugamano in modo da prevenire accidentali emissioni di pipì, mentre se stiamo cambiando una femminuccia laviamola e asciughiamola dal davanti al dietro per evitare contaminazioni batteriche e infezioni dovute alle feci, che potrebbero passare dall'ano alla vagina con una possibile successiva infezione.

  4. Puliamo la parte di cute che è stata coperta dal pannolino con acqua o salviettine umidificate o con salviette in tessuto imbevute in acqua tiepida. Laviamo accuratamente l’area tra le pieghe della pelle. Nei maschi che presentano ancora la parte terminale del pene coperta da una sottile pellicina (prepuzio), lavare solo la zona esterna.

    Nei bimbi più grandicelli, abbassiamo delicatamente il prepuzio e laviamo anche la punta del pene, per rimuovere eventuali depositi di smegma (una sostanza secreta dai genitali, mischiata a cellule cutanee, sebo e materiali umidi provenienti dalle urine).

    Nelle femmine, si procede sempre con movimenti dall’avanti all’indietro (per non contaminare l’area con i germi intestinali presenti nelle feci), ricordando di detergere anche la zona vulvare, tra le grandi e piccole labbra.

    Solo dopo aver asportato ogni traccia di materiale fecale e aver ben sciacquato dal sapone, si divaricheranno leggermente le grandi labbra nelle femminucce per far scorrere dell’acqua pulita, il tutto con grande delicatezza e tenendo il più possibile la schiena della bimba dritta e le gambine divaricate (come se stesse seduta sul bidet).

  5. Apriamo il pannolino pulito e sistemiamolo aperto vicino a noi in modo che sia facilmente raggiungibile senza doverci spostare troppo dal bambino.
  6. Solleviamo le gambe del bambino dalle caviglie tenendo con una mano entrambe le caviglie del bimbo e con la mano libera rimuoviamo il pannolino sporco e sostituiamolo con il pannolino pulito.

    Il pannolino pulito dovrà essere sistemato sotto la schiena del bambino, poco oltre l’altezza della vita e il lato del pannolino con le linguette adesive deve trovarsi sotto il bambino.

  7. Applichiamo la crema anti irritazione consigliata dal pediatra, poiché la pelle del neonato è molto delicata.

  8. Portiamo la parte davanti del pannolino tra le gambe del bambino tirando leggermente il pannolino e usiamo una mano per trattenerlo con delicatezza sulla pancia del bimbo, mentre con l’altra mano, rimuoviamo la protezione della linguetta adesiva da uno dei lati del pannolino e attacchiamola alla parte davanti del pannolino stesso.
  9. Facciamo la stessa cosa dal lato opposto. Le linguette possono essere staccate e riposizionate più volte.
  10. Assicuriamoci che il pannolino non sia troppo stretto o troppo largo: in alto, sul davanti, tra il pannolino ed il pancino deve esserci lo spazio per due dita.

gpt inread-altre-0

Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/igiene/consigli-per-cambio-pannolino.html

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: