Come si aiuta un figlio maschio ad avere autostima?

Sette consigli per coltivare l’autostima di tuo figlio

Come si aiuta un figlio maschio ad avere autostima?

L’autostima dei nostri figli è un bene prezioso. Una piantina delicata che va protetta, e innaffiata ogni giorno. Ha bisogno di tempo per crescere, e di molta pazienza per provare, cadere, sbagliare e poi rialzarsi un po’ più forti. Un volta qualche anno fa ho detto una cosa molto saggia ad una amica.

Lei mi fece notare che il Vikingo, che allora aveva 2 anni e mezzo, aveva le scarpe invertite. Io le ho risposto sorridendo che la prima volta che un bambino riesce a fare una cosa da solo non si deve assolutamente correggere, per non minare la sua autostima, e l’ho lasciato andare in giro per la città con la destra al posto della sinistra e viceversa.

Ma basta veramente avere piccoli accorgimenti come questo per crescere l’autostima dei proprio figli? Ecco quindi che ho deciso di condividere con voi alcuni punti che ho imparato in tante letture confrontate con la vita di tutti i giorni e che continuo a ripetere a me stessa nella speranza di riuscire ad aiutare i miei figli a crescere sicuri di sé.

Naturalmente sarò felicissima se aggiungete nei commenti i vostri consigli.

Le buone abitudini è bene prenderle fin dall’inizio

Sin dal primo giorno di vita è importante sintonizzarsi sui bisogni del bambino. Quando piange perché lo fa.

Ha fame? Sonno? Sete? Ha il pannlino sporco? Ha bisogno di coccole? Interpretando al meglio i suoi bisogni e rispondendo più o meno prontamente per soddisfarli si comunica al bambino un senso di sicurezza, perché si sente amato.

E visto che non si ama qualcuno che non vale la pena di amare, cresce automaticamente la sua autostima. E’ il processo naturale alla base delle teorie di attaccamento: creare una base sicura in cui il bambino si sente a suo agio, e da cui decide di partire nelle sue esplorazioni.

Attenzione alle critiche

. Un bambino tende a comportarsi in base alle etichette che gli vengono assegnate. Se direte a vostra figlia che non è veloce a correre, lei inizierà a crederci e smetterà di provarci. Se dite a vostro figlio che è imbranato, lui finirà per comportarsi da tale. Puntando alle cose che sa fare bene invece otterrete l’effetto opposto.

Lodando vostra figlia perché è brava ad arrampicarsi sugli alberi le farà acquistare sicurezza in se stessa e magari riuscirà meglio anche in altre attività fisiche, inclusa la corsa. Se vedete che vostro figlio non eccelle in una attività, puntate ad una attività in cui riesce bene.

Una volta acquisita un po’ di sicurezza sarà più semplice ritornare a provare quella in cui riusciva peggio e i risultati saranno certamente migliori.

Scegliere gli amici

I compagni di gioco sono importanti per la determinazione dell’autostima. Se gli incontri di gioco vedono sempre il predominare di un bambino su un altro allora è meglio fare un taglio e puntare su altri bambini.

Anche un dueenne che viene continuamente sovrastato da un coetaneo più deciso può vedere vacillare la sua autostima.

Se il bambino è più grande è ancora più importante, visto che l’influenza delle amicizie diventa via via più fondamentale nella formazione del carattere di una persona.

Questo è molto più semplice quando i bambini sono piccoli, e diventa chiaramente più complicato con l’età. Si può però cercare di invitare a casa più spesso bambini che vediamo avere un’influenza positiva sull’autostima di nostro figlio, ed evitare fin quanto possibile, quelli che agiscono in modo negativo.

Usare verbi invece di aggettivi

Non giudicare l’operato di tuo figlio, fagli vedere invece che stai seguendo con attenzione quello che fa, ma senza necessariamente esprimere un giudizio di merito. “Stai giocando con le costruzioni! Hai costruito una macchina.

Hai fatto anche i finestrini!” E’ importare lasciare spazio al bambino per parlarti di quello che sta facendo “si, ho deciso di usare solo le costruzioni nere per i finestrini, così di distinguono dal resto” Il fatto che tu stia descrivendo cosa sta facendo lo fa sentire osservato, e amato, e in più lo autorizza ad aggiungere spiegazioni e a stabile un rapporto con te. Questo gli darà confidenza nel fatto che tu sei interessato a quello che fa, molto più di un “bella questa macchina che hai costruito!” Ciò non toglie che se la macchina è bella si può anche dirlo, ma magari non come prima scelta.

Ascoltare con il corpo, non solo con le orecchie

Io confesso che ogni volta che mio figlio inizia a spiegarmi i dettagli delle armi e dei diversi livelli di bravura dei Ninja-go rischio di addormentarmi.

La tentazione è forte di supplicarlo di smettere per carità, o di tirare fuori il mio telefono di nascosto dalla tasca per fingere di controllare delle email di lavoro. Quando lo faccio mi rendo subito conto che ho perso un’occasione importante. Lui smette di raccontarmi dei suoi ninja, tra il deluso e il rassegnato.

Quando invece mi faccio forza, e oltre ad annuire ritimicamente ad ogni sua ripresa di fiato, mi dico che questa è una cosa importante per lui, e devo assolutamente cercare di prestare attenzione con tutta me stessa, gli si illuminano gli occhi.

L’ideale sarebbe se io imparassi qualche cosa per condividere con lui questa conoscenza, ma per questo secolo dovrà accontentarsi del fatto che io riesca ad ascoltarlo per intere mezzore e a porgli qualche domanda circostanziata.

Il bambino è responsabile

Il bambino ama essere responsabilizzato. Provate ad assegnategli dei compiti commisurati alla sua età: ad un anno può passarvi le mollette della biancheria, a 2 anni può spolverare con un panno umido i ripiani bassi di una libreria, a 3 anni riesce a dividere la biancheria bianca da quella colorata.

Un bambino di 4 anni può apparecchiare e sparecchiare la tavola, uno di 5 anni può pelare una carota, a 6 anni può preparare un panino da solo per la merenda. Un bambino di 7 anni può cucinare qualche piatto semplice da solo dopo averglielo insegnato. E così via.

Quando ad un bambino viene affidato un compito si sente normalmente orgoglioso di questa cosa, soprattutto se si fa un po’ di scena dicendo che è un compito speciale giusto per lui.

Cercare di avere aspettative ragionevoli

E’ difficile evitare confronti con altri bambini, ma se si riesce a concentrarsi su chi è l’individuo che si ha davanti si riescono a fare miracoli. Accetta la sua persona, le sue debolezze e sottolinea i suoi punti di forza. Non avrà necessariamente voglia di seguire i tuoi passi, e la cosa più importante è di non avere nessuna delusione per questo motivo.

Se tu hai iniziato a camminare a 10 mesi non è detto che tuo figlio farà lo stesso. E se tu hai iniziato a leggere da solo a 3 anni lui potrebbe farlo 3 anni più tardi. Se sei un campione di tennis, può anche accadere che lui odierà il tennis, anzi magari odierà qualsiasi sport. Fattene una ragione e concentrati su cosa vuole fare lui.

Assicurati di fargli sentire che qualsiasi cosa lui sceglierà di fare tu sarai sempre al suo fianco. Ad un certo punto ho notato che il padre dei miei figli con la voglia di incoraggiare i bambini a spingersi oltre i propri limiti, gli mostrava per primo le cose. Ad esempio arrampicandosi sugli alberi per primo per fargli vedere che si poteva arrivare in alto.

L’effetto che stava ottenendo era esattamente l’opposto. Più il padre spingeva i limiti, più il figlio si sentiva insicuro si riuscire un giorno ad essere bravo come lui. Dopo averci ragionato su, e cambiato atteggiamento, la situazione è migliorata all’istante.

Ora il figlio è diventato bravissimo ad arrampicarsi e le parole di incoraggiamento del padre, che lo osserva dal basso, lo aiutano a spingersi sempre più in alto.

La cosa più importante di tutte però credo sia che l’effetto sull’autostima dei nostri figli è dato dalla somma di tutti i nostri comportamenti (e non solo i nostri). Quindi non sono le singole azioni che facciamo ad essere importanti, ma la spinta generale.

Cerchiamo quindi di perdonarci sempre i nostri errori, e di ricordarci che sbagliare è parte della vita del genitore.

Anzi per darci una mano a vicenda, se ne avete voglia, condividete nei commenti un errore che vi siete accorti di fare, e che stava minando l’autostima di vostro figlio, e magari se lo avete cambiato con successo raccontaci in che modo lo avete cambiato.

Prova a leggere anche:

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  • 8/9 anni: l’età del distacco
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  • Tema del mese: fare gruppo. Appartenere.

Источник: https://genitoricrescono.com/sette-consigli-coltivare-autostima-figlio/

Autostima in 7 regole: ecco come crescere bambini sicuri

Come si aiuta un figlio maschio ad avere autostima?

Dargli obiettivi realistici, complimentarsi per i successi, criticarlo ma in modo costruttivo, credere in lui, aiutarlo al momento giusto, fare il tifo per lui e fargli coltivare i suoi talenti. Sono questi i 7 consigli del pedagogo francese Bruno Hourst per crescere figli capaci di affrontare le avversità della vita

La stima di sé è l'arma fondamentale per riuscire nella vita e si costruisce principalmente durante l'infanzia.

Parola dello psicologo e pedagogo francese Bruno Hourst, secondo il quale è proprio la mancanza di autostima il maggior freno allo sviluppo e all'espressione delle proprie capacità.

Aiutato dai genitori, dunque, un bambino può crescere sano, forte ma anche ricco di resilienza non solo nel fisico ma anche nello spirito. Ma come possono i genitori aiutarlo a crescere consapevole di se e del proprio valore? Insomma, come motivare i bambini tutti i giorni?

Sotto trovate 7 semplici regole da applicare nella vita di tutti i giorni, oltre ai consigli sull'importanza di incoraggiare i bambini a dire quello che pensano, rafforzare la memoria del successo e il senso di invisibilità.

La 7 regole per coltivare l'autostima di tuo figlio

  1. Per evitare che si scoraggi, se l'obiettivo è impegnativo si può aiutare il bambino a tagliare il traguardo attraverso alcune tappe. Se, ad esempio, ha 4 in matematica, è irrealistico pretendere un 8 a breve termine.

    È invece più facile che riesca ad arrivare al 5 la volta successiva, al 6 quella dopo ancora e al 7 alla terza prova per raggiungere l'8 alla quarta.

  2. Per rafforzare la memoria dei successi (quali che siano: anche un goal alla partita all'oratorio) può essere utile creare un “calendario dei successi”, sul quale annotarne uno ogni settimana perché sia immediatamente visibile.
  3. Se rompe un piatto apparecchiando, non bisogna aggredirlo immediatamente.

    Invece, è meglio prima complimentarsi per aver assolto al suo compito, e poi dirgli che “però sarebbe stato meglio se il piatto fosse stato ancora intero”. In generale, funziona molto bene la “regola del sandwich”: un complimento, una critica, un complimento (“Grazie per avermi aiutato, ma non hai ancora sistemato camera tua.

    Ah, dimenticavo: ancora bravo per l'8 in italiano”).

  4. Basta una frase: “Ho fiducia in te, ce la farai”. Sembra una banalità, ma il fatto di sapere che qualcuno crede in lui, per il bambino è fondamentale, e lo aiuta ad aver fiducia nelle proprie capacità per affrontare senza paura anche situazioni nuove.

    Una fiducia che si può rafforzare anche affidandogli qualche responsabilità in casa (adeguata alla sua età, ma senza mettere l'asticella troppo in basso: il “ti piace vincere facile” fa danni).

  5. Quando lo scoramento prende il sopravvento a causa di una caduta nella strada verso il traguardo, bisogna aiutare il bambino a rialzarsi.

    Facendogli capire che nella vita un fallimento può sempre capitare, ma che alla lunga gli sforzi vengono comunque ricompensati.

  6. Il rafforzamento positivo nei confronti del bambino si ottiene anche con piccole cose: “Simpatica la tua maglietta”, “Bella questa pettinatura”, “Il tuo zaino è molto più ordinato di una volta”… Però bisogna evitare di fare l'errore di sovrastimare le sue capacità: dirgli in continuazione “sei un genio”, per esempio, rischia di essere controproducente. Perché, alla prova dei fatti, potrebbe accorgersi di non essere veramente a un livello molto più alto di compagni e amici. E cadere dall'alto di un piedistallo fa più male.
  7. La buona riuscita a scuola non sempre va di pari passo con le capacità di ciascuno: Einstein (giudicato uno studente mediocre dai suoi professori) ne è l'esempio. Quindi, per preparare un bambino alla vita, è bene fargli coltivare i suoi talenti e le sue passioni, senza pregiudizi: preferite che vostro figlio diventi un ottimo cuoco o un pessimo medico?

(Fonte: articolo pubblicato sul settimanale francese Avantages)

Coltivare la memoria del successo

Secondo lo psicologo e pedagogo francese Bruno Hourst, in un articolo pubblicato sul proprio sito, per aiutare i propri figli a diventare degli adulti sicuri di se e del proprio valore bisogna coltivare la “memoria dei successi”: se un bambino si rifiuta di fare qualcosa perché non è certo di riuscire, non saprà mai davvero se invece sarebbe stato in grado di svolgere quel compito.

“Il rifiuto – spiega Hourst – si basa generalmente sulla “memoria dei fallimenti” a cui è andato incontro in passato: il bambino, così come l'adulto, non riesce a immaginare di essere in grado di fare qualcosa perché non si ricorda di essere mai riuscito a fare qualcosa si analogo”.

Ecco allora che bisogna aiutarlo a ricordare i suoi successi, anche i più piccoli, anche quelli che sembrano insignificanti: un bel voto in un compito in classe, per esempio, oppure il fatto di essere riuscito a declamare una poesia davanti a 20 persone, o ancora l'aver imparato ad andare in bicicletta senza rotelle.

Piccole vittorie, senza dubbio, che però possono spingere il bambino a raggiungere traguardi più ambiziosi grazie alla “memoria del successo”.

L'errore comune, rimarca invece il pedagogo, è quello, commesso da molti genitori e insegnanti, “di rimarcare più spesso l'errore rispetto alla buona riuscita, instillando l'idea che il successo è “normale” mentre lo sbaglio è “anormale”. Per di più sostenendo l'idea moralizzatrice che non è bello vantarsi e che bisogna sviluppare la modestia nei bambini. Invece il rifiuto di riconoscere i successi non aiuta né a crescere né a far radicare la fiducia in sé e l'autostima del piccolo”.

Con il rischio, una volta adulto, di sviluppare quella che gli psicologi chiamano “la sindrome dell'impostore”: tutti i propri fallimenti diventano normali, tutti i successi altrui anormali (poiché vengono imputati alla fortuna, all'azzardo, a un intervento esterno…).

Quindi, condensando, la prima regola per Hourst è quella di “ricordare al bambino i successi passati, che diventano il fondamento per quelli futuri”.

Combattere il senso di invisibilità

La “memoria del successo” è importante anche per sconfiggere il senso d'invisibilità che, se è drammatico già per un adulto (basta pensare agli effetti del mobbing), per un bambino è assolutamente devastante.

“In certe occasioni – spiega Hourst – siamo sicuri che potremmo partecipare o apportare il nostro contributo. Ma non esistiamo, nessuno si interessa a quello che potremmo dire, pensare, sentire o fare. È un sentimento comune a molti bambini, a casa o a scuola, allorché pensano (a torto o a ragione) di “non esistere”, di essere “invisibili” per i familiari e gli insegnanti.

In questi momenti è importante aiutarli, con mezzi positivi, a rendersi di nuovo “visibili” a se stessi e agli altri, perché questa “visibilità” psicologica è importante per sviluppare l'autostima e per prevenire comportamenti disturbati o distruttivi, come l'autoesclusione da un gruppo, la violenza su se stessi, sugli altri e sulle cose o l'adesione a gruppi di “cattivi ragazzi” in cerca di visibilità”.

Anche in questo caso, secondo il pedagogo, è utile la “memoria dei successi”: discutendone, si aiuta il bambino a tornare visibile. Ed è utile farlo in forma visibile, magari creando un “calendario dei successi”, o una “scatola dei successi”, che contengano l'indicazione di tutti i traguardi raggiunti.

(Articolo originale di settembre 2013)

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/psicologia/autostima-in-7-regole-ecco-come-crescere-bambini-sicuri

Autostima e adolescenza: 4 regole per motivare

Come si aiuta un figlio maschio ad avere autostima?

Come aiutare tua figlia ad avere autostima? Quali sono le tecniche di dialogo per comunicare con tuo figlio adolescente? Che tu sia un genitore o un insegnante, liberati subito dai dubbi e scopri le 4 regole fondamentali per motivare (Photo credit: MC Hammer. Remixed: Giuseppe Franco).

Genitori, autostima e adolescenza

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Voglio parlarti in questa guida di come motivare e comunicare meglio con gli adolescenti, i ragazzi che si trovano in quella fase particolare della vita compresa tra infanzia e maturità.

Mi rivolgo principalmente ai genitori, anche se le regole di cui ti parlerò sono valide per tutti coloro che si relazionano quotidianamente con ragazzi adolescenti ( ad esempio gli insegnanti o allenatori sportivi di giovanissimi allievi).

Premessa. Quando comunichiamo è necessario trasmettere nel migliore dei modi il messaggio al nostro interlocutore.

Lo stesso vale per gli adulti, i genitori in particolare, che si relazionano con i figli adolescenti.

E’ importante trovare le giuste parole da dire, osservare con attenzione gli atteggiamenti dei ragazzi e condividere le stesse emozioni per iniziare a  comunicare.

Come adulto che ti relazioni con un adolescente devi rappresentare anche il buon esempio, il modello di riferimento, mantenerti motivato e avere una buona autostima.

Giuseppe, cosa significa autostima?

L’autostima è il valore che attribuiamo a noi stessi, come ci percepiamo, quanto ci amiamo e quanto siamo capaci di ottenere o fare qualcosa:

  • avere un atteggiamento positivo
  • sentirsi soddisfatti di se stessi il più delle volte
  • avere una visione sana di se stessi

Fra poco, appena avrai capito come motivare gli adolescenti, ti renderai conto che dopo aver costruito una buona relazione con tuo figlio anche la tua autostima migliorerà.

Ecco le 4 regole fondamentali di cui ti parlerò:

  1. Mettiti nei suoi panni, ascoltalo
  2. Diventa il primo fan di tuo figlio
  3. Gli errori, sono opportunità
  4. Guidalo verso gli obiettivi

1) Mettiti nei suoi panni, ascoltalo

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La regola principale, direi fondamentale, è mettersi nei panni di un adolescente e ascoltarlo (Photo credit: SCA – hygienematters.com). Appena riuscirai ad entrare in sintonia con tuo figlio sei già pronto a comunicare con lui e motivarlo nei migliore dei modi.

Mettersi nei suoi panni, in che modo Giuseppe?

Per facilitarti il compito, prova a ricordare quando eri adolescente, come vivevi il rapporto con lo studio, il rapporto col sesso e tutte le difficoltà vissute in quel periodo.

Se rimani fermo nella posizione da adulto, gli atteggiamenti di tuo figlio, i racconti o le emozioni potrebbero sembrarti banali e tuo figlio si sentirà poco compreso.

Concentrati e ascolta tuo figlio, tua figlia perché sta comunicando.

Giuseppe, che tipo di ascolto intendi?

  • Resisti alla tentazione di criticare o giudicare appena comincia a parlare
  • Osserva il linguaggio del corpo quando affronta un argomento specifico ( come gesticola, se abbassa lo sguardo o meno etc.etc)
  • Memorizza bene i nomi di amici e insegnanti, le parole che utilizza
  • Ascolta il tono della voce quando affronta temi particolari

Ricordo ancora Valerio che lamentava del suo rapporto con la figlia Anna di 17 anni e non riusciva a farsene una ragione. Poi ho capito che la figlia era stata lasciata dal fidanzato e Valerio le ripeteva continuamente (in buona fede): “Che cosa vuoi che sia, passa!”

Per quanto Valerio potesse avere ragione, la figlia Anna voleva semplicemente essere compresa in un momento difficile.

Ho suggerito a Valerio: prima rivivi con lei tutte le emozioni, i racconti e le parole che ha voglia di pronunciare e poi spiega cosa succede col passare del tempo.

A volte basta solo ascoltare perché gli altri ci comunicano quello che vogliono. L’ascolto è fondamentale e vedrai che tuo figlio si sentirà motivato a proseguire la strada verso l’età adultà.

2) Diventa fan di tuo figlio adolescente

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Innanzitutto come dobbiamo porci con i ragazzi adolescenti? Molte volte i genitori o gli insegnanti trattano gli adolescenti come degli adolescenti o addirittura come se fossero dei bambini (Photo credit: MC Hammer).

Giuseppe sono adolescenti! Come dovrei comportarmi?

Tutto quello che vogliono: è essere trattati da adulti. Credo sia il modo migliore per motivare gli adolescenti. Parla con tuo figlio o figlia come se ti rivolgessi ad un adulto e sostieni le idee che ti propone. Stai vicino a lui, trattalo come l’uomo o la donna che sta per diventare.

Gli esempi sono tanti:

  • Confrontati e chiedigli il parere su qualsiasi cosa
  • Concedigli libertà di scelta e indipendenza di fare errori
  • Offrigli aiuto quando pensi sia assolutamente necessario
  • Renditi sempre disponibile quando ha bisogno di parlare

Diventa il suo fan numero uno!

3) Rapporto genitori-figli: errori, sono opportunità

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mp3

Se tuo figlio, un tuo alunno, ti propone un’idea, un progetto e credi che qualcosa sia sbagliata, ricordati  sempre  di apprezzare il suo impegno ed evita di concentrarti solo sugli errori (Photo credit: Maykbaird). Spiega come può migliorare dai suoi sbagli invece di rimproverarlo.

I genitori, come ho avuto modo di capire da diversi racconti, non permettono ai figli di imparare dagli errori. Mai come in questo caso è opportuno ricordare il proverbio: “Sbagliando si impara”. Quando ti trovi insieme a tuo figlio dinanzi ad un errore, devi cercare di immaginare nuove soluzioni ed esplorare insieme le conseguenze delle scelte.

Potresti stimolare la discussione con le seguenti domande:

  • Per quale motivo credi sia successo?
  • Quale sensazione hai, come ti senti?
  • Cosa pensi si possa fare per migliorare in futuro?

e poi la domanda più semplice e nello stesso tempo straordinaria: “Come posso aiutarti?”

4) Guidalo verso gli obiettivi

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Accompagna tuo figlio verso gli obiettivi (Photo credit: Richard Barret-Small).

 Io quando mi relaziono con studenti adolescenti chiedo sempre di sforzarsi di individuare gli obiettivi.

Già seguire una lezione è un pretesto, è un’occasione per trovare l’obiettivo finale.

Giuseppe, ti ascoltano sempre?

Evito innanzitutto di avere pregiudizi sul fatto che non mi possano ascoltare e mi impegno ad utilizzare le migliori tecniche per una comunicazione efficace. Qualche ragazzo si darà una risposta subito, altri eviteranno, l’importante è abituarli a pensare agli obiettivi da raggiungere.

Gli adolescenti sono ancora in cerca dei percorsi futuri e spesso di avvicinano ad un hobby, ad uno sport, a delle passioni per la pura gioia del momento, senza contare che in futuro potrebbero cambiare idea. Dovresti parlare con tuo figlio, farlo ragionare sulle scelte senza imporre nulla, l’unica cosa è aiutarlo ad individuare le cose in cui davvero crede e sostenerlo.

Di cosa ti ho parlato:

  1. Mettiti nei suoi panni, ascoltalo
  2. Diventa il primo fan di tuo figlio
  3. Gli errori, sono opportunità
  4. Guidalo verso gli obiettivi

Relazionarsi con gli adolescenti è difficile, però ritengo che dopo aver ascoltato la guida, hai già le basi per costruire una buona relazione con i tuoi figli, con i tuoi alunni ed accompagnarli verso il successo personale.

Qual è il prossimo passo?

Analizza ogni singolo punto con attenzione.

Se poi vuoi approfondire ogni aspetto di quello che hai letto e ascoltato, puoi accedere direttamente al corso per genitori => clicca qui.

A presto!

Источник: https://www.motivazionepersonale.com/autostima-e-adolescenza-4-regole-per-motivare/

Adolescenti insicuri e con bassa autostima. Cosa possono fare i genitori per aiutarli ad essere più sicuri?

Come si aiuta un figlio maschio ad avere autostima?

L’autostima corrisponde al valore che ciascuno di noi attribuisce a se stesso, al grado di accettazione di sé, alla fiducia che si ripone nelle proprie capacità e nel saper affrontare le proprie esperienze di vita e alla rappresentazione che ogni persona ha di sé.

Avere un buon livello di autostima riveste un’importanza centrale in adolescenza, in quanto permette al ragazzo, se pur con difficoltà, dubbi o incertezze, di affrontare le sfide della crescita, di costruirsi un’immagine positiva di sé, di relazionarsi con i coetanei, di fare delle scelte, di sperimentarsi e di muoversi nel mondo con una certa sicurezza e disinvoltura.

L’autostima va nutrita sempre, sin dalla primissima infanzia, in modo tale che quando si arriva all’adolescenza si hanno già delle basi solide, che permettano la costruzione della propria identità e di sviluppare un senso di fiducia verso il mondo esterno e verso le proprie capacità.

Infatti, i ragazzi, anche quando giocano a fare i “grandi” e si mostrano sicuri e indipendenti, in realtà hanno fortemente bisogno di essere sostenuti, soprattutto da un punto di vista emotivo, apprezzati e valorizzati dagli adulti di riferimento, insieme alla necessità di sentirsi accettati dal gruppo dei coetanei.

I genitori, devono essere consapevoli dell’importanza del loro ruolo: le loro parole e i loro comportamenti hanno un peso, condizionano profondamente il figlio, soprattutto i loro GIUDIZI. Per un figlio, sapere che un genitore  nutre e nutrirà fiducia in lui, che lo accetta e crede nelle sue potenzialità, lo aiuta ad accrescere la stima di sé e a essere più sicuro.

NON VA MAI DIMENTICATO CHE UN FIGLIO PIU’ SICURO, E’ UN FIGLIO MENO CONDIZIONABILE DAGLI ALTRI E DAL GRUPPO, CHE CERCHERA’ MENO L’OMOLOGAZIONE SOCIAL E SOCIALE E AVRA’ PIU’ AUTONOMIA.

Per tale ragione è importante imparare anche a cogliere le insicurezze di un figlio e ad incoraggiarlo, altrimenti col tempo si rischia di cucirgli addosso delle etichette con le quali si identificherà.

Come riconoscere i segnali di una bassa autostima nel figlio adolescente?

1. Assume una postura di chiusura ad esempio con le spalle ricurve, utilizza un tono di voce flebile, cammina con la testa china verso il basso e ha uno sguardo sfuggente, senza riuscire a guardare l’altro dritto negli occhi.

2. Appare timido, insicuro oppure al contrario, è irritabile, spavaldo e aggressivo.

3. Non prende iniziativa nelle attività o nelle relazioni con gli altri.

4. Reagisce male alle vostre critiche o giudizi e li vive come attacco alla sua persona.

5. Ѐ rinunciatario e passivo, teme i cambiamenti e rifugge le situazioni in cui sente di non essere all’altezza.

6. Si chiude spesso in se stesso, si estranea e preferisce attività solitarie.

7. Ricerca continuamente attenzioni, conferme e approvazioni.

8. Ha difficoltà a gestire le frustrazioni e gli insuccessi, si demoralizza o ha reazioni emotive intense quando riceve delle critiche oppure quando si sente al centro dell’attenzione con gli occhi degli altri puntati addosso.

9. Ha una cattiva opinione di se stesso, tende a sminuirsi e a sottovalutare le sue capacità e risorse.

10. I suoi pensieri sono spesso caratterizzati da una sorta di pessimismo, come se tutte le attività che deve svolgere sono destinate ad avere esito negativo.

11. Fa spesso i raffronti con gli altri.

12. Ha paura di non farcela, si mette troppi problemi e si pone troppe domande. A volte può tornare e ritornare anche sulle stesse cose.

Come sostenere la sua autostima? Ecco 8 consigli utili

1. OSSERVATE E ASCOLTATE.

Per entrare in connessione con vostro figlio, osservate i suoi gesti, come si muove e quello che dice, per cogliere il suo punto di vista, e soprattutto chiedetevi “In cosa non si sente abbastanza?”, “Come posso aiutarlo?”.

I ragazzi, anche se tendono ad allontanarsi e ad essere più autonomi, hanno bisogno di sentire che voi ci siete sempre per loro, che li capite al volo quando c’è qualcosa che non va e che siete in grado di sostenerli.

2. NON SMINUITE I SUOI VISSUTI. Dovete cercare di mettervi nei suoi panni per entrare in sintonia con lui. Se restate fermi nella posizione di adulti, rischiate di banalizzare i suoi atteggiamenti, le sue emozioni e le sue parole.

Frasi come “Ma dai, che vuoi che sia!”, “Non mi sembra grave, si supera!” non spronano il figlio, piuttosto mettono un muro e non lo fanno sentire compreso: il più delle volte non sono alla ricerca di soluzioni, ma bensì di una spalla su cui potersi sfogare.

Dunque, l’ascolto e la condivisione sono fondamentali, in quanto permettono a vostro figlio di sentirsi preso sul serio e di aprirsi con voi anche nei momenti di difficoltà.

3. NON FATE PARAGONI. Ogni ragazzo è unico, nelle sue caratteristiche, nei suoi interessi e nelle sue abilità. Cercate di non crearvi aspettative irrealistiche su di lui, evitando di fare inutili pressioni.

Infatti, fare confronti continui con i fratelli o con gli amici, non serve assolutamente a nulla, se non a comunicare il vostro disappunto, il fatto che non siete felici di lui e che lo vorreste diverso, alimentando i suoi vissuti di inadeguatezza e le sue fragilità interne.

4. RINFORZATE LE SUE RISORSE. Troppe volte, ci si concentra sugli aspetti più negativi del figlio, perdendo di vista le sue risorse e i suoi punti di forza.

Quindi, evitando di attaccarlo e ferirlo con continui commenti negativi, mettete in luce le sue potenzialità, riflettete insieme a lui su quello in cui riesce, spronatelo a non restare chiuso ma a mettersi in gioco e a sperimentarsi, soprattutto nelle attività che più gli interessano e da cui trae piacere. I limiti non devono essere vissuti come un ostacolo insormontabile ma come un’opportunità e uno stimolo di crescita: bisogna mettersi in gioco e impegnarsi a fondo nell’obiettivo, anche se ci può volere molto tempo, si può cadere, si può farsi male ma non per questo bisogna arrendersi, ma alzarsi e riprovarci ancora e ancora.

5. LODARLO SI’, MA NON TROPPO.

È importante rinforzarlo attraverso commenti positivi come “Bravo, ce l’hai fatta!”, “Hai raggiunto l’obiettivo, continua così!”, soprattutto quando riesce a superare i suoi limiti, le sue paure e i suoi blocchi, così che creda sempre di più in se stesso. Bisogna, allo stesso tempo, però, evitare di fare complimenti esagerati, in quanto possono creare pressioni eccessive, insinuare la paura di deludere le vostre aspettative e perdere di valore e non essere credibili.

6. RASSICURATELO SULL’ASPETTO FISICO.

In adolescenza, spesso i ragazzi non si piacciono fisicamente, si sentono brutti, hanno paura di mostrare alcune parti del loro corpo e temono di essere derisi.

Non prendete mai in giro vostro figlio sui suoi difetti, non fate battute sarcastiche e non ridicolizzate il suo vissuto, ma aiutatelo a valorizzare le sue particolarità e ad apprezzarle gradualmente.

7. NON SOSTITUITEVI E NON PROTEGGETELO TROPPO.

Lasciategli quel giusto spazio di autonomia e di movimento nel seguire le sue aspirazioni e nel prendere decisioni: se lo proteggete troppo e gli spianate la strada, crescerà poggiandovi su di voi, senza mai sentire di poter contare su se stesso e senza sperimentare la propria auto-efficacia,  “Io, ce l’ho fatta da solo, con le mie forze!”, aspetto fondamentale per credere e acquisire sicurezza in se stessi.

8. VALORIZZATE LE SUE OPINIONI. E’ importante coinvolgerlo sempre di più nelle decisioni familiari e fargli sentire che il suo pensiero e le sue idee contano e hanno un valore importante per voi.

Non trattatelo più come un bambino, non sostituitevi a lui e non imponete a priori il vostro punto di vista.

Piuttosto confrontatevi con lui in modo costruttivo, così che possa avere un ruolo, rispettando la sua opinione e chiedendo sempre il suo parere: “Tu che ne pensi? “, “Come ti senti rispetto a questa cosa?”.

L’ansia di un genitore può influenzare l’autostima e le scelte di un figlio

Redazione AdoleScienza.it

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5 Azioni Pratiche per Aumentare la tua Autostima

Come si aiuta un figlio maschio ad avere autostima?

Aumentare l’autostima e la fiducia in sé stessi non ci rende automaticamente dei supereroi, ma rappresenta il primo passo per affrontare al meglio le sfide di tutti i giorni e i nostri obiettivi più ambiziosi.

Una bassa autostima può rappresentare un enorme ostacolo nel percorso verso i nostri sogni ed obiettivi. Quando smettiamo di credere in noi stessi, nelle nostre potenzialità e nelle nostre capacità, il mondo esterno e chi ci circonda inizia a prendere decisioni che spetterebbero soltanto a noi.

La buona notizia è che il nostro livello di autostima non è scritto nei nostri geni. Non puoi scegliere di che colore sono i tuoi occhi o i tuoi capelli, ma puoi sempre imparare a rispettarti maggiormente, a riconoscere i tuoi limiti e ad apprezzare i tuoi pregi. Proprio così, si può imparare ad accrescere l’ autostima.

Già in passato ti ho parlato di 5 lezioni per accrescere la fiducia in te stesso; questa volta voglio parlarti di 5 azioni pratiche che, nel mio caso, si sono dimostrate particolarmente efficaci per aumentare l’autostima:

Cura il tuo aspetto

Ho sempre preferito l’essenza all’apparenza, ma curare se stessi, migliorare il proprio aspetto fisico e il modo in cui ci vestiamo può avere un importante impatto sulla nostra autostima. A volte, quando ci sentiamo giù di corda e fuori forma, un po’ di attività sportiva, una bella doccia ed il nostro capo di vestiario preferito sono un toccasana per aumentare la fiducia in noi stessi.

Ripensa il modo in cui ti pensi

Curare il proprio aspetto non solo ci fa sentire meglio, ma ci aiuta a creare una nuova immagine di noi stessi. Gran parte del nostro livello di autostima è legato all’immagine che proiettiamo di noi stessi nella nostra mente.

Non sempre questa immagine è reale e spesso tendiamo a dare maggior peso ai nostri difetti piuttosto che ai nostri pregi e ai nostri punti di forza. Questa immagine non è scolpita nella pietra: per scoprire come avere autostima, modificala come se avessi a disposizione uno di quei programmi di ritocco digitale.

Non si tratta di mentire a se stessi, ma al contrario di equilibrare i nostri pregi e difetti per una maggiore stima di sé e del proprio valore.

Impara a definire i tuoi obiettivi

Un’altra importante componente della nostra autostima è legata agli obiettivi che riusciamo a centrare.

In alcuni periodi la nostra vita sembra costellata da continui fallimenti che ci fanno perdere autostima; le cause possono essere molteplici: la dannata sfortuna (molto meno di quanto crediamo), la nostra mancanza di auto-disciplina (spesso, ma non sempre), la procrastinazione continuargli inevitabili ostacoli che non avevamo preventivato.

Eppure, spesso non riusciamo a centrare i nostri obiettivi a causa di come li definiamo. Obiettivi migliori possono condurci a risultati migliori e di conseguenza ad una maggiore autostima.

Scrivi un diario personale

Il più delle volte ricordiamo benissimo i nostri fallimenti e tendiamo a dimenticare i nostri successi e i nostri punti di forza; per questo motivo un diario personale, in cui raccogliere quotidianamente i nostri pensieri e le nostre esperienze (positive e negative), può aiutarci ad avere un’immagine più oggettiva dei risultati che abbiamo raggiunto nel passato e ad avere una percezione diversa della stima di sé e del proprio valore.

Conoscere te stesso, quello che hai già affrontato ed il modo in cui ne sei uscito, può essere una spinta fondamentale per aumentare la fiducia in te stesso.

Parla lentamente

Non smetterò mai di sorprendermi di come il nostro corpo e la nostra gestualità influenzino la nostra mente e viceversa. Un famoso detto americano dice “fake it till you make it” (fai finta, finché non ci riuscirai): questo significa che ancor prima di avere un’elevata autostima dovresti fingere di comportarti come qualcuno molto confidente.

Qualche esempio pratico? Prova a parlare lentamente: chi parla in modo fermo e pacato dimostra di avere piena padronanza dell’argomento e di non doversi precipitare per esprimere la propria opinione.

“Quando crediamo in noi stessi possiamo sperimentare la curiosità, la felicità, la sorpresa e tutte quelle emozioni che ci rendono profondamente umani.”

E.E. Cummings.

Nella tua esperienza, quali azioni ti hanno permesso di aumentare la fiducia in te stesso? Se ti va, condividile nei commenti, beh… sempre se credi di esserne all’altezza! ;-)

Ps. Mi auguro che le strategie che ti ho proposto ti aiutino davvero a riconquistare un po’ di “centimetri” per i tuoi livelli di autostima. Vorrei però essere estremamente chiaro su un punto: l’autostima non è una torta preconfezionata che possiamo preparare in un quarto d’ora mescolando 3-4 ingredienti.

Per tornare a credere in noi stessi dobbiamo intraprendere un percorso graduale fatto di sfide quotidiane.

Per rispondere ai lettori che vogliono migliorare l’autostima e che mi hanno chiesto di approfondire queste tematiche, ho pubblicato APP – Autostima Passo Passo, un vero e proprio (per)corso digitale che ti accompagnerà, passo dopo passo, alla riconquista della fiducia in te stesso. Puoi scoprire di cosa si tratta e scaricare la tua copia cliccando qui.

Foto tratta da internet

Источник: https://www.efficacemente.com/piu-autostima/5-azioni-pratiche-per-sviluppare-lautostima-di-un-supereroe/

Gravidanza
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