Come sarà il Natale 2020 con la pandemia secondo le anticipazioni del Governo

La proposta del presidente di Gimbe:

Come sarà il Natale 2020 con la pandemia secondo le anticipazioni del Governo

Coronavirus, il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, palermitano, lancia la proposta: “Dovremmo fare un lockdown durante le vacanze di Natale come la Germania, ma gli italiani farebbero la rivoluzione”.

Il numero uno della fondazione che promuove la ricerca scientifica indipendente e che dall'inizio dell'epidemia di Coronavirus sta analizzando con costanza e precisione tutti i dati sul contagio in Italia, fa notare: “Purtroppo non siamo pronti a misure così dure, ma serve un piano rigoroso per ridurre i contatti ed evitare che la terza ondata si innesti direttamente nella seconda. Affidare tutto alla responsabilità individuale è un rischio che non possiamo permetterci. Paghiamo mesi di disagio e la gente non vede l’ora di uscire. Mi rendo conto sia impopolare dirlo, ma non è il momento: rischiamo una tempesta perfetta”. 

E intanto il governo di Giuseppe Conte valuta un nuovo Dpcm che trasformi tutta l'Italia in zona rossa o arancione da Natale 2020 a Capodanno 2021 o forse addirittura fino al 7 gennaio.

La nuova stretta, anticipata ieri mentre si discuteva degli spostamenti tra i comuni e che potrebbe essere invece “a singhiozzo” (ovvero suddifiso in brevi periodi a ridosso delle feste), è stata annunciata ieri durante la riunione dei capodelegazione dopo che i numeri degli ultimi bollettini della Protezione Civile hanno certificato il rallentamento della discesa; in più, spaventano le immagini degli assembramenti nelle vie dello shopping nelle grandi città. E c'è anche chi ipotizza direttamente un lockdown hard a Natale. 

Un nuovo Dpcm per l'Italia zona rossa o arancione da Natale a Capodanno?

Oggi per per il punto della situazione si vedranno i capidelegazione della maggioranza con gli esperti del Comitato tecnico scientifico e i ministri Luciana Lamorgese (interni), Francesco Boccia (Affari regionali) e Alfonso Bonafede (Giustizia).

Sul tavolo del governo ci sono tre scenari: portare l'Italia in zona rossa o arancione per otto giorni dal 24 dicembre al primo gennaio, oppure nei giorni festivi e prefestivi (24-27 dicembre, 31 dicembre – 2 gennaio e dal 5 al 7 gennaio, oppure direttamente dal 24 dicembre al 7 gennaio).

E lo strumento per il mini-lockdown di Natale, ha scritto ieri l'agenzia di stampa Ansa, sarà un nuovo decreto ministeriale che contemporaneamente potrebbe recepire anche la famosa deroga agli spostamenti nei piccoli comuni sotto i cinquemila o i quindicimila abitanti su base territoriale.

Sul tavolo dell'esecutivo ci sono allo studio:

  • interventi per fermare gli assembramenti nelle vie dello shopping e nei centri delle grandi città attraverso maggiori controlli;
  • chiusure anticipate degli esercizi commerciali;
  • coprifuoco potenziato con la stretta su bar e ristoranti, e limitazioni agli spostamenti tra regioni (che si interromperanno già dal 21 per effetto del Dpcm 3 dicembre) e all'interno dei territori.

Insieme, il governo dovrebbe consentire di uscire dai comuni al di sotto dei 5mila abitanti con un limite di raggio d'azione chilometrico (si parla di 20 o 30 chilometri) attraverso una mozione di maggioranza che verrebbe discussa e approvata mercoledì in Senato bocciando quella del centrodestra che invece punta a far saltare il blocco per tutti i comuni. Viene quindi data per acquisita la scelta di consentire una possibilità di spostamento il 25, 26 dicembre e l'1 gennaio fuori dal territorio comunale, a chi abiti nelle cittadini più piccole. 

L'obiettivo – spiega una fonte di governo all'agenzia di stampa Agi – è applicare il modello Merkel, che ha evocato un lockdown duro presentando misure anti-Covid più stringenti in vigore dal 16 dicembre. Sulla linea rigorista soprattutto i ministri Boccia e Franceschini ma anche il premier Conte e le altre forze politiche della maggioranza.

L'eventualità di estendere le misure ora applicate per le zone rosse e arancioni anche alle regioni gialle nei giorni critici sul modello Merkel porterebbe quindi ad una stretta in primo luogo sui negozi e poi sulla libertà di movimento per scongiurare il rischio della terza ondata che ieri è stato prefigurato dall'Istituto Superiore di Sanità dopo le festività. 

Italia zona rossa da Natale: la stretta fino a Capodanno o alla Befana

Il Corriere della Sera annuncia oggi che Conte ha intenzione di lanciare un appello su prima del varo dei nuovi provvedimenti.

E fa sapere che stamattina toccherà al Cts delineare i vari scenari e poi suggerire i rimedi adeguati a evitare che quanto accadrà durante le festività faccia nuovamente impennare la curva epidemiologica.

Tenendo anche conto della riapertura delle scuole prevista per il 7 gennaio (e che potrebbe essere rimandata, anche se il governo ad oggi non può permettersi una retromarcia sul punto). Il quotidiano spiega che saranno i prefetti a individuare i luoghi dove dovrà essere bloccata la circolazione:

La vera insidia arriva dagli affollamenti nelle vie dello shopping e nei centri storici, dove bar e ristoranti possono rimanere aperti fino alle 18. Su esercizi commerciali e locali pubblici la stretta sarà pesante. L’ipotesi è una modifica al Dpcm in vigore che ora ne prevede l’apertura per i giorni festivi. Si torna indietro, si pensa alla serrata. 

Oggi si deciderà se far scattare il provvedimento già il 19 e 20 dicembre – come vorrebbe l’ala rigorista del governo – o se invece slittare a ridosso del Natale.

“Il problema è che noi il 7 gennaio dobbiamo riaprire tutto, a cominciare dalle scuole – spiega un ministro a La Stampa – e non possiamo rischiare di non farlo perché qualcuno vuole andare a fare shopping o a cambiare i regali di Natale”.

Il quotidiano di Torino delinea tre ipotesi per il lockdown delle feste: 

  • la linea dura di Speranza prevede la chiusura di tutti i negozi ad eccezione di chi vende beni essenziali, consentendo deroghe agli spostamenti per il pranzo con i parenti; 
  • in una versione più soft le restrizioni più rigorose varrebbero dal 24 dicembre al 2 gennaio;
  • la terza opzione prevede la variante zona arancione, che vieterebbe lo spostamento tra i comuni ma lascerebbe aperti i negozi.

Sempre secondo il quotidiano si valuta di anticipare al 19 il blocco degli spostamenti, ma molte persone hanno già prenotato treni e aerei per raggiungere amici e parenti.

Possibile anche l’anticipazione del coprifuoco dalle 22 alle 20 o addirittura alle 18.

Secondo Repubblica le stime, in assenza di una stretta più pesante di quella già prevista, prevedono a fine gennaio un picco di morti fino a due volte superiore a quello già toccato.

Mini-lockdown: l'ipotesi di una stretta “a singhiozzo” tra Natale e la Befana

Il Messaggero invece spiega che le nuove misure restrittive che potrebbero essere, nelle zone a più basso indice di contagio, di tipo “arancione”: negozi aperti, ristoranti chiusi, divieto di superare i confini del proprio Comune.

La stretta potrebbe essere a singhiozzo: cominciare da sabato e domenica prossimi, riprendere dal 24 al 27 dicembre; ripartire di nuovo dal 31 dicembre al 2 gennaio e dal 5 al 6 gennaio. Sempre che, come suggerisce il Cts, non si decida invece per un periodo più lungo: da sabato prossimo al 10 gennaio.

Il quotidiano precisa anche che a decidere il dietrofront è stato un vertice d’emergenza convocato ieri sera da Giuseppe Conte, con i capidelegazione Dario Franceschini, Roberto Speranza, Alfonso Bonafede, Teresa Bellanova e i ministri Francesco Boccia e Federico D’Incà. Una sorta di gabinetto di guerra aperto dai report allarmati di Franceschini (Cultura), Speranza (Salute) e Boccia (Regioni).

In un'intervista al Corriere della Sera il ministro Boccia già prefigura le intenzioni del governo sulla stretta: “Dobbiamo dirci fino in fondo se la pausa natalizia deve servirci a mettere in sicurezza il Paese o se deve essere guidata solo dalla volontà di favorire il business. In questo momento affari e salute non solo conciliabili.

E ho il massimo rispetto per chi ha sulle spalle il peso delle attività economiche. Dobbiamo metterci in testa che quando c’è un’epidemia e non c’è un farmaco, bisogna evitare gli spostamenti. Non lo dico io, ma la scienza. Noi del Pd come ha ribadito Zingaretti vogliamo misure più restrittive, altro che apertura.

Quanto all’economia, il governo ha stanziato in miliardi il più grande piano dal Dopoguerra”.

Источник: https://www.palermotoday.it/cronaca/coronavirus-nuovo-dpcm-zona-rossa-arancione.html

Nuovo Dpcm Natale 2020: in arrivo il decreto di Conte con le regole per le feste

Come sarà il Natale 2020 con la pandemia secondo le anticipazioni del Governo

Milano, 29 novembre 2020  – Sono giorni di attesa per il Dpcm del Natale 2020. Il decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che detterà le regole anti-Covid per le feste, dovrebbe arrivare entro il 4 dicembre.

Sono numerosi i nodi da sciogliere per il premier e il ministro della Salute Speranza. Norme particolarmente attese in Lombardia, da oggi entrata ufficialmente in zona arancione. Un allentamento molto atteso nella regione più colpita dall'emergenza Covid-19, dove i numeri, seppure in contrazione, sono ancora alti.

 Nell'ultimo giorno da zona rossa, la Lombardia ha fatto registrare 4.615 nuovi casi di coronavirus e 119 morti (21.512 in totale dall'inizio della pandemia). I tamponi effettuati sono stati 37.286, per un rapporto nuovi positivi/tamponi del 12,4%.

In calo i ricoveri, sia in terapia intensiva (-6, 919 in totale) sia negli altri reparti  (-253, 7.616 in totale). I guariti/dimessi erano invece 4.736. I numeri che confermano il contenimento dei contagi fatto registrare nell'ultimo periodo. Un miglioramento che è valso la zona arancione.

Ma la guardia resta alta. Soprattutto per il periodo natalizio. 

Consumi crollati del 20%

Il Natale 2020, segnato dal Covid, non sarà come tutti gli altri. E gli effetti dell'emergenza si fanno sentire sull'economia della “locomotiva d'Italia”.

“Sarà senza dubbio un Natale molto difficile – commenta Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza -. L'emergenza sanitaria peggiora una situazione economica gravissima, in particolare per le imprese ancora in lockdown come i pubblici esercizi.

A livello generale si registra una contrazione dei consumi di oltre il 20 per cento mentre raddoppia il fatturato del commercio on line.

 Per evitare che l'emergenza sanitaria diventi economica e sociale sono più che mai urgenti indennizzi adeguati alle perdite e cancellazione degli oneri fiscali per le imprese più penalizzate”.

 Secondo una stima dell'Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza il Covid deprime il Natale dal punto di vista economico con un calo del 20,3% dei consumi rispetto al 2019.  Del resto, saranno molti meno i soldi della tredicesima spesi per gli acquisti: 2 miliardi e 716 milioni di euro contro i 3 miliardi e 408 milioni dello scorso anno (-692 milioni). 

Le misure anti-Covid per il Natale 2020

Quali sono le misure attualmente sul tavolo? Sarà un Natale blindato? Sciolto il nodo degli spostamenti di fascia per le regioni ora gli occhi sono puntati sul nuovo Dpcm, atteso nei prossimi giorni.

Un decreto che dovrà trovare un equilibrio tra le istanze economiche e quelle sanitarie. Allo stato attuale sembra prevalere la linea della massima cautela.

L'obiettivo è evitare gli errori commessi durante l'estate e scongiurare l'arrivo di una terza ondata.

Ecco i punti principali e le ipotesi del governo

Spostamenti tra regioni

La linea di tendenza dell'esecutivo sembra chiara: dal 18 o 19 dicembre non potremo spostarci nemmeno fra le regioni gialle.  Confermato ovviamente a maggior ragione il divieto di uscire dal proprio comune per chi è invece in fascia arancione o rossa.

I governatori cercano ancora di evitarlo ma il governo sembra determinato. Resterà invece consentito tornare nella regione dove si ha la residenza o il domicilio.

Resterebbero solo alcune pochissime eccezioni (con necessaria autocertificazione): come per esempio andare a trovare un parente stretto in difficoltà o solo. Ma la discussione è aperta.

Coprifuoco

Nel prossimo dpcm dovrebbe rimanere per tutte le Regioni il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Sembra non essere passata, al momento, la linea di un coprifuoco più permissivo solo per le vigilie delle feste maggiori, Natale e Capodanno.

Ristoranti

Per quanto riguarda la situazione dei ristoranti nelle zone gialle dovrebbe rimanere la chiusura alle 18, con blocco totale però a Natale e Santo Stefano. Passando alle regioni arancioni e rosse, bar e ristoranti dovrebbero rimanere chiusi tutto il giorno.

Chi torna dall'estero

Per chi torna dall'estero sarà obbligatorio sottoporsi al tampone e osservare la quarantena.

Il governo deve ancora decidere se l'obbligo riguarderà tutti i Paesi o solo quelli a vocazione sciistica (tipo Austria o Svizzera per intenderci).

Sembra comunque necessario un accordo europeo e sembra anche esclusa l'ipotesi di una chiusura delle frontiere.

Negozi

Per favorire lo shopping natalizio si pensa ad allungare gli orari dei negozi in zona gialla fino alle 21, purché però questo permetta di rispettare il coprifuoco che scatta alle 22. Per le altre zone dovrebbero rimanere in vigore le regole dei colori, con i negozi chiusi nelle rosse.

Messe

Potrebbero essere anticipate le tradizionali messe di mezzanotte. Su questo è in corso un confronto con la Cei, che appare ben disposta. Non è escluso inoltre che possa essere aumentato il numero delle celebrazioni nel corso della giornata, per evitare assembramenti.

Cenoni in famiglia

Rispetto ai tradizionali cenoni, non essendo possibile imporre obblighi nei luoghi privati, non si esclude che ci si limiti a raccomandazioni: non più di 6 a tavola è l’indicazione degli ultimi giorni. I commensali consigliati sono i parenti stretti e i conviventi

Impianti sci chiusi

La mancata apertura degli impianti per le festività natalizie, pare ormai cosa certa dopo le ultime esternazioni dei componenti del Governo.

 Un tema molto sentito in Lombardia, dove il Natale senza lo sci rischia di costare caro: 700 milioni dei circa 10 miliardi di fatturato generato a livello nazionale dal turismo invernale legato alla neve – secondo le stime diffuse da Confindustria e Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) – arrivano dalla Valtellina e dalla province di Bergamo, Brescia, Lecco, Como. Due terzi dei ricavi si concentrano in un mese, dall’8 dicembre – la festa dell’Immacolata che coincide con l’apertura della stagione sciistica – all’Epifania. 

Scuola

L’orientamento prevalente è riportare tutti in classe, nelle zone gialle, non prima del 7 gennaio.

Ma nelle aree a più basso contagio, dove a oggi per le superiori c’è didattica a distanza al 100%, i liceali potrebbero gradualmente rientrare a scuola già dalla metà di dicembre, magari riducendo la percentuale della Dad.

Il confronto è aperto in vista del varo del nuovo dpcm: tutte le scelte, viene sottolineato, sia quelle su dicembre che quelle su gennaio, dipenderanno dai dati del contagio.

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Dpcm Natale: esce oggi. Le deroghe per gli spostamenti

Come sarà il Natale 2020 con la pandemia secondo le anticipazioni del Governo

Bologna, 18 dicembre 2020 – La stratta di Natale è stata annunciata stasera dal premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa in diretta.

Ha annunciato le nuove regole e anche qualche deroga, come quella che prevede, durante le feste di Natale e anche nei giorni da zona rossa, la possibilità di andare a visitare un congiunto non convivente.

Lo possono fare al massimo due persone (ma i figli under 14, le persone portratrici di handicap o non autosufficienti al seguito non valgono nel calcolo) e una sola volta al giorno tra le 5 e le 22. La persona che si va a visitare deve, però, abitare nella stessa regione.

Confermate anche le deroghe per i residenti nei comuni con meno di 5mila abitanti. Però potranno muoversi solo entro un raggio di 30 chilometri e senza andare nei capoluoghi di provincia, anche se rientranti nel raggio, per non aumentare gli assembramenti nei centri maggiori.

AGGIORNAMENTO / Dpcm Natale: le regole in un'Italia divisa tra rossa e arancione

Ecco le prime anticipazioni dell'attesissimo Dpcm Natale che uscirà dal consiglio dei ministri convocato alle 18. E' una richiesta che è arrivata al Governo da molti governatori, Stefano Bonaccini in testa: “Attenzione a non lasciare gli anziani da soli a Natale”, ho ripetuto come un mantra in queste ore. E così (si dice) sarà.

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Zona rossa e zona arancione

Dal 24 dicembre al 6 gennaio l'Italia sarà zona rossa nei giorni festivi e prefestivi e zona arancione nei giorni lavorativi. Il coprifuoco resta fissato tra le 22 e le 5 del mattino.

Il 28, 29 e 30  dicembre assieme al 4 gennaio l'Italia sarà zona arancione: stop ai viaggi tra regioni e anche tra comuni, bar e ristoranti chiusi ma negozi aperti (volendo fino alle 21). Coprifuoco alle 22 e auocertificazione sempre in tasca. 

Il 24, 25, 26, 27, 31 dicembre e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio zona rossa: vietato uscire di casa, negozi, bar e ristoranti chiusi (tranne alimentari, farmacie, tabacchi, edicole e librerie), vietati tutti gli spostamenti anche all'interno del proprio comune. Sarà però permesso andare a mesa.

Le due ipotesi

“Se non combattiamo la pandemia sanitaria rischiamo di non poterci permettere la ripartenza, nelle forme e nei tempi adeguati”, èl'avviso del presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini durante la visita al Tecnopolo di Bologna accanto al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Per quanto riguarda le misure del Dpcm, “tra le Regioni c'erano posizioni simili, se non coincidenti: serviva una stretta“, sottolinea Bonaccini. “Quello che è importante è che si dia un messaggio al Paese in fretta, bene che questa sera ci sia il Consiglio dei ministri che decida. Stanno arrivando i giorni di vacanza, di festività e bisogna che gli italiani abbiano certezze“.

Inoltre, altro richiamo arrivato dalle Regioni, “serve uniformità per evitare messaggi al Paese troppo disomogenei”.

Quanto all'Emilia-Romagna “ha dimezzato l'Rt nell'ultimo mese, vuol dire che la zona arancione è servita.

Abbiamo una situazione di stabilizzazione” ma non si può ancora dire che sia finita “dobbiamo cercare di ridurre ulteriormente la curva”.

In mattinata, davanti alle alle telecamere di Mattino 5, su Canale 5 aveva ricordato: “L'importante è avere tutti la consapevolezza che ci sia un grande rigore per evitare terza ondata”.

“Che la terza ondata della pandemia possa arrivare”, lo dicono un po' tutti gli scienziati – argomenta -, ma il punto è come arriva.

Se sarà lieve la si gestirà in maniera differente che se arriverà alta”.

Sull'ordinanza della Regione Veneto: “Capisco Zaia”

Poi affronta un altro dei temi caldi, l'ordinanza varata ieri dalla Regione Veneto, che da domani limita gli spostamenti tra i comuni.

“Il mio collega Zaia ha preso misure più restrittive in ragione del fatto, e lo capisco, che il Veneto in questo momento è la regione che ha i numeri più alti dal punto di vista del rapporto con la popolazione”, dichiara Bonaccini.

“Ristori celeri”

“Abbiamo chiesto tutti quanti con forza e ognuno si sta organizzando anche nel proprio territorio per metterci del suo, ristori più celeri possibili.

Si possono chiedere sacrifici, c'è chi ne ha già fatti tanti, ma bisogna che le risorse promesse arrivino”, prosegue il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini a Mattino 5, parlando delle richieste fatte al Governo.

“Lo Stato – aggiunge – deve ristorare coloro che sono costretti a chiusure e restrizioni. Avviene in tutti i Paesi. Ci sono Paesi che sono stati in grado di dare le risorse molto velocemente, in Italia non sempre è accaduto. Quello che chiediamo è rigore nel garantire che coloro che chiudono o devono ridurre un'attività vengano aiutati velocemente”.

“Scuola, riaprire le superiori il 7 gennaio”

Stefano Bonaccini torna a 'spingere' per la riapertura delle scuole superiori il 7 gennaio. “Sono tra coloro che pensano che i nostri ragazzi hanno già fatto troppa didattica a distanza. Quindi bisogna essere organizzati bene”, sottolinea Bonaccini, oggi ospite di Mattino 5.

Bonaccini ne parla a proposito dell'allargamento progressivo della cittadinanza da vaccinare contro il Covid.

Su quel fronte “stiamo lavorando bene col Governo e il commissario Arcuri – sottolinea Bonaccini – la prima tranche parte ai primi di gennaio, tutti gli operatori sanitari e tutti gli ospiti delle residenze per anziani riceveranno il vaccino. In Emilia-Romagna avremo circa 200.000 dosi per riuscire a fare questo lavoro”.

La seconda tranche, prosegue Bonaccini, “dovrebbe partire a marzo e si comincerebbe dagli ultra sessantenni comprese anche le categorie più esposte, dalle forze dell'ordine al personale socio-sanitario e coloro che trasportano”.

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