Come passare tempo di qualità con i figli piccoli senza rimpianti

Genitori e figli: l’importanza di passare insieme un tempo di qualità

Come passare tempo di qualità con i figli piccoli senza rimpianti

Tuttavia, grazie alle numerose ricerche e agli studi fatti dagli esperti del settore, i genitori sono sempre più chiamati a rendersi partecipi e a diventare attivi in quel processo chiamato educazione.

I bambini sono individui estremamente empatici e attenti all’umore e alle esigenze altrui, specialmente se questi altri sono la mamma e il papà.

Spesso, già da piccoli, cercano di far loro capire come abbiano bisogno di passare del tempo di qualità, seppur poco al giorno. Se i genitori non sono abbastanza attenti e non sanno rispondere in modo esaustivo al bisogno di affetto fisico ed emotivo del piccolo,  il bambino, una volta cresciuto, potrebbe mostrare i tipici segnali di “adolescente ribelle” e “difficile da gestire”.

Studi recenti vengono in aiuto dimostrando che si iniziano a perdere i figli non in strada, frequentando le cosiddette cattive compagnie, bensì in casa, nel momento in cui il figlio adolescente capirà che non esiste, o peggio ancora, che non c’è mai stata una collaborazione e un dialogo possibile con i propri genitori.

Il tempo di qualità e il tempo di quantità

Le mamme e i papà di oggi sono esortati il più possibile a passare del tempo di qualità con i propri figli, sin da quando sono piccoli. Questo concetto può far storcere il naso ai più, poiché il lavoro, la gestione della casa e i numerosi impegni possono scoraggiare la voglia di sedersi alla sera e iniziare un gioco fatto di fantasia o leggere un libro con i propri figli.

Se entro i tre anni di età per lo sviluppo e l’autonomia del bambino conta la quantità e la qualità del tempo che si passa insieme, dopo questa età, ed entro i dodici anni, la quantità non ha più alcuna importanza.

Il fatto che è davvero rilevante è la qualità del tempo che si passa con i propri figli (4-12 anni). Dopo quest’età, la quantità e la qualità vanno nuovamente di pari passo, anzi, gli adolescenti che passano più tempo con i propri genitori sono quelli che hanno anche meno problemi con i guai e la giustizia.

Che cosa significa passare del tempo di qualità con i propri figli?

Questo fattore è determinato dall’essere totalmente presenti e partecipi nell’attività che si sta svolgendo con il proprio bambino o con quello che il proprio figlio sta raccontando alla mamma o al papà.

In poche parole significa che bisogna lasciar stare telefoni, lavoro o televisione per potersi dedicare completamente al rapporto genitore-figlio quando il nucleo famigliare è in casa.

Se si riflette attentamente, questo impegno giornaliero non è poi una cosa così impossibile: ai bambini è sufficiente poter raccontare la loro giornata ai genitori oppure apprezzano moltissimo che la mamma o il papà raccontino loro una storia o leggano un libro prima di andare a dormire.

Questo, anche se è reputato poco tempo al giorno, viene considerato del tempo di qualità in cui il bambino sa di poter contare sull’attenzione esclusiva che l’adulto gli riserva.

Se si instaurano questi rituali, una volta diventato adolescente, il proprio figlio saprà di poter contare sempre sulle figure genitoriali di riferimento e sarà al corrente di avere un solido sostegno famigliare alle spalle.

L’educazione di qualità

Un’educazione di qualità fonda le sue radici nella prima infanzia.

Molti genitori di adolescenti ribelli e difficili da gestire non riescono a comprendere le motivazioni che sono alla base di questi comportamenti.

Bisogna sottolineare quindi che i genitori devono essere in grado di intuire le emozioni dei propri figli, aiutandoli a gestire i momenti di stress e frustrazione sin da quando sono piccoli, senza delegare ad altre figure esterne alla famiglia il compito (per esempio insegnanti, tate, baby sitter).

Di conseguenza è importante sottolineare come una sana educazione non permette di assecondare tutti i capricci e i vizi del bambino. Tutti i piccoli hanno bisogno di sentirsi dire dei no quando è necessario, così come hanno sempre bisogno di sentirsi spiegare la motivazione del rifiuto.

Agendo in questo modo è molto probabile che i bambini, una volta divenuti adolescenti, non andranno a cercare fuori dall’ambiente famigliare, o nelle compagnie sbagliate, quello che gli è mancato in casa per tutti quegli anni.

Ovviamente potranno passare momenti più difficili e di leggera crisi, ma se i genitori sono riusciti a creare fin dalla nascita del piccolo un rapporto solido, aperto alla comunicazione e al rispetto, allora il figlio saprà rivolgersi ai genitori come risorsa e come guida, orientandosi sulla giusta strada da seguire per il suo futuro.

Dr. Roberto Prattichizzo              

Psicologo Clinico – Psicoterapeuta

Dr. Simone Ferrazzo

Psicologo Clinico

Источник: https://www.centropsy.it/psicologia-clinica/psicologia-clinica-famiglia/genitori-e-tempo-di-qualita-con-i-figli/

Arriva l’estate… tempo di famiglia, tempo con i nostri figli

Come passare tempo di qualità con i figli piccoli senza rimpianti

Sopraffatti da ritmi incalzanti, da incastri rocamboleschi e dal susseguirsi di molteplici impegni quotidiani, lamentiamo sempre la mancanza di tempo, oggetto del desiderio di grandi e piccini.

Di tempo per noi, per fare quello che più ci interessa, ci rilassa, ci fa stare bene.

E soprattutto di più tempo per stare con i nostri figli, che non sia solo quel che resta alla fine di una interminabile giornata.

Tempo con i nostri figli, un tiro alla fune tra doveri e desideri

Nella nostra esperienza di lavoro e confronto con le famiglie, abbiamo constatato spesso e con dispiacere che, stretti nella morsa del tempo, i genitori sono travolti da incontrollabili e profondi sensi di colpa, percepiscono un affanno costante nel tentativo di conciliare, e di farlo al meglio, vita lavorativa e vita familiare. Accanto a loro, i bambini, mai paghi dei momenti trascorsi con mamma e papà, desiderano un “per sempre”, unità di misura del naturale egocentrismo infantile, da trascorrere con loro.

È così che la quotidiana lotta contro il tempo si trasforma in un tiro alla fune in cui quella stessa fune rischia di sfilacciarsi per l’inconciliabilità dei doveri degli adulti e dei desideri dei piccoli, sotto gli occhi di un tiranno che continua a scorrere imperturbabile.

Il difficile equilibrio tra qualità e quantità

La soluzione è allora da ricercare in quel “per sempre” del pensiero bambino? Avere più tempo è sinonimo automatico di maggiore qualità e serenità?

Inutile negarlo: avere una maggiore distensione dei ritmi quotidiani aiuterebbe, e molto! Se non altro per abbassare il livello di stanchezza, ridurre il nervosismo accumulato e alleggerire quella sensazione di non avere più posto in testa neanche per un solo altro pensiero.

Ma non è esclusivamente nella quantità che risiede la soluzione.

Il dibattito tra quantità di tempo e qualità è stato indagato a lungo da numerose ricerche da Harvard, a Yale, all’American Accademy of  Pediatrics, solo per citare nomi che trasmettono da subito l’idea di impegno e autorevolezza.

E le conclusioni, nella maggior parte dei casi, mettono in guardia dal pensare che la quantità vinca sempre sulla qualità, semplicemente perché le due cose non vanno di pari passo.

Star bene anche senza mamma e papà

È naturale, umano, che i bambini desiderino stare con mamma e papà, ma è fondamentale per il loro sano sviluppo che abbiano l’occasione di vivere tante esperienze anche lontano dai genitori: per scoprire che possono comunque stare bene, divertirsi, impegnarsi, affrontare difficoltà e superarle.

È questa una sicurezza che si costruisce con la crescita, che da esterna diviene interiore, perché l’immagine dei genitori è nel pensiero. Una sicurezza che si acquista con l’autonomia e con il fare, entrambi passaggi indispensabili verso l’autostima e il senso di autoefficacia.

I bambini hanno bisogno di tempo non strutturato da passare con se stessi per conoscersi e pensarsi.

Certo, un tempo che aumenta con l’età, ma necessario per fare esperienze da soli, per stare con altri adulti e scoprire diverse modalità e tipologie di relazione, diversi linguaggi verbali e non.

Un tempo per stare con  i coetanei, per litigare, per fare pace, per inventarsi giochi, per vivere la noia e trovare in autonomia una soluzione per uscirne. Un tempo per poter essere anche lontani dallo sguardo dei genitori.

Genitori che non sono solo genitori

Altrettanto fondamentale è che i genitori rimangano individui, continuino a essere compagni, amici, fratelli, figli, lavoratori, lettori, sportivi… insomma, è importante che i bambini vedano genitori che rimangono individui con passioni, interessi e relazioni indipendenti da loro.

Il rischio che si corre quando non si riesce a garantirsi i rispettivi spazi di autonomia è di avere genitori fagocitanti e figli soffocati da una relazione iperesclusiva e asfittica.

Ecco perché quantità non è sempre sinonimo di qualità!

Trasmettere l’autonomia con l’esempio

I bambini ci imitano, meglio che non lo dimentichiamo mai, abbiamo avuto occasione di dirlo anche qui su Occhicielo, quando con Francesca de Robertis riflettevamo sull’importanza di “educare con l’esempio”. Ne siamo convinte ancora oggi e sempre di più.

Non perdiamo l’occasione allora di dare ai nostri bambini un esempio di autonomia e gioia, la gioia di stare insieme non soltanto perché siamo consapevoli che loro ne hanno bisogno ma soprattutto per scelta, volontà e piacere.

Allo stesso tempo, mostriamo ai nostri figli anche la nostra capacità di stare bene, seppur lontani per un po’.

Per quanto difficile, ogni giorno, proviamo a pensare davvero che possiamo trascorrere un bel tempo con i nostri figli indipendentemente dalla sua quantità, perché così, in quel tempo, potremo portare qualità e potremo renderlo ricco, formativo, affettivo, divertente, capace di accogliere le paure, le arrabbiature e le tristezze dei nostri bambini. Così, in quel tempo, potremo diventare sempre più capaci di conoscere e riconoscere il nostro piccolo come individuo a sé.

Allontanarsi e riavvicinarsi per vedersi meglio

Nell’allontanarsi e riavvicinarsi siamo obbligati a rimettere a fuoco quello che vediamo, portiamo racconti, esperienze, sentimenti. Portiamo vita. Ci ritroviamo.

E nel ricongiungimento riusciamo a essere veramente lì, nel momento presente, senza rimpianti e troppi sensi di colpa, senza provare nostalgia per un tempo più lungo che non ci è concesso.

È nel ritrovarsi e nel piacere di questo atto che abbiamo la qualità, che non significa di certo perfezione, anzi! Ma di sicuro autenticità.

In questo tempo dichiariamo ai nostri figli che siamo felici di essere tornati da loro, che ci sono mancati, che li abbiamo pensati.

Non dimentichiamoci di aggiungere che siamo stati bene, raccontiamo qualcosa della nostra giornata, sia per renderli partecipi e per mostrare loro concretamente cosa significa raccontare sia per non trasmettere l’idea che solo loro sono capaci di farci stare bene, una responsabilità troppo, troppo, grande e pericolosa.

La bellezza di un tempo quotidiano esclusivo e certo

Dedichiamo un tempo esclusivo a loro, quotidiano e sicuro, se pur breve, che possano attendere e prefigurarsi.

Cerchiamo di ritrovarci veramente, eliminiamo le distrazioni, sediamoci accanto a loro e chiediamo che cosa hanno voglia di fare.

Giochiamo insieme e proviamo a farlo secondo le loro regole, che quasi mai corrispondono a quelle dei grandi. Lasciamo che siano loro a insegnarci qualcosa sul gioco, o a farcelo ricordare.

Coinvolgiamoli attivamente nelle attività quotidiane. Facciamoci aiutare a svolgere incombenze domestiche e trasformiamo quel tempo in un momento di racconti e ascolto. Quanto può essere bello cucinare insieme o rifare il letto con lotta di cuscini inclusa! Proviamo a creare un filo che unisca quello che è catalogato come dovere e quello che, invece, è per sua natura un piacere.

Lasciamo del tempo vuoto, non strutturato. Non cediamo alla frenesia di riempire ogni istante che trascorriamo con i nostri figli con attività organizzate, pensando così di recuperare il tempo perso.

Anzi, superiamo la paura di perdere tempo e proviamo il piacere di “stare con”, sottraendo i bambini per questo tempo prezioso da attività dirette da altri, in cui si trovano a eseguire, a dimostrare, a imparare qualcosa di definito.

Di situazioni così, certamente importanti, ce ne sono già tante nella loro settimana.

Scopriremo il piacere di stare insieme con una lentezza così ricca di possibilità da poter essere considerata un vero lusso.

Un tempo per raccontare e ascoltare

Raccontiamo ai bambini le nostre passioni, i nostri interessi, spieghiamo loro come sono nati, come ci fanno sentire, e coinvolgiamoli. Non facciamolo, però, affinché diventino anche le loro passioni, ma per permettere ai nostri figli di scoprire il piacere di condividere e conoscere qualcosa che piace e fa stare bene noi.

Facciamo lo stesso con i loro interessi: domandiamo, mostriamoci curiosi rispetto a quello che amano e che li interessa. Cerchiamo di non fare domande frettolose mentre siamo impegnati in altro.

Anche se fatichiamo a interessarci realmente a una determinata attività, proviamoci almeno: lo scopo non è appassionarci anche noi a ciò che li coinvolge, ma piuttosto trasmettere ai nostri figli l’idea che ci curiamo realmente di quello che fanno e della loro unicità.

Creiamo un appuntamento fisso, se riusciamo settimanale, una cosa semplice, ma eccezionale, da attendere e desiderare: una cena sul divano, una breve passeggiata… un momento normale in sé, che acquista però un sapore straordinario, perché si ripete, rassicura, dimostra con la sua concretezza che mamma e papà scelgono di stare con il loro bambino e che, al pari dei tanti altri impegni di dovere e di piacere, c’è anche questo: una scelta, un desiderio.

Estate: un tempo per stare insieme

E poi arriva l’estate! Le vacanze soprattutto, che ci vengono in aiuto permettendoci di fare tutte queste cose con una calma sicuramente inconsueta, complici le serate più lunghe, gli impegni e i ritmi meno pressanti – almeno per i bambini – e la possibilità di concedersi qualche evasione: momenti di eccezionalità che lasciano dolci tracce di memoria indelebili, in un tempo che si dilata e, finalmente, sembra essere nostro complice. Un tempo in cui quantità e qualità possono trovare il loro equilibrio ideale.

Ma fare esperienza di un tempo di qualità con i nostri figli quando siamo più rilassati e predisposti non ha il solo vantaggio di regalarci dei momenti belli.

Ci offre anche una opportunità: riuscire a trasportare una modalità di relazione piena e soddisfacente per grandi e piccoli anche nei momenti in cui le condizioni esterne non ci sembreranno così favorevoli.

E tutto ciò perché avremo sperimentato e interiorizzato il modo più giusto per noi per stare nel momento presente, vivendolo appieno.

Buon tempo di qualità, allora! E buone vacanze!

Non conosci ancora i libri Occhicielo?

Per scoprire i libri della collana Occhicielo, fai clik sul banner qui sotto, visita la nostra pagina libri e buona scoperta!

Iscriviti alla nostra newsletter

Se vuoi intraprendere il viaggio nell’educazione emotiva insieme a noi, iscriviti alla nostra newsletter! Un modo per tenerci in contatto e per tenerti sempre aggiornato sulle nostre iniziative e novità.

Источник: http://www.occhicielo.it/2019/07/16/arriva-lestate-tempo-di-famiglia-tempo-con-i-nostri-figli/

Come costruire una relazione profonda con tuo figlio

Come passare tempo di qualità con i figli piccoli senza rimpianti

Qualche giorno fa una coppia di genitori in consulenza da me per le esplosioni di rabbia della loro bambina mi pone questa domanda: “Ma cos’è che fanno le altre famiglie che noi non facciamo?” Posto che ogni famiglia è unica, io riscontro alcune caratteristiche che si ripetono nelle famiglie in cui ognuno sembra trarre gioia dalle reciproche relazioni. Così spinta di questa coppia, mi sono messa a riflettere su cosa permette di creare una relazione profonda e forte con i figli in famiglia.

La prima risposta che mi viene da scrivere è questa: per vivere in una famiglia in cui i figli crescono felici, educati, rispettosi e sani bisogna lavora sulla relazione che abbiamo con i nostri figli.

Se la relazione è forte e solida non c’è bisogno di disciplina e punizioni perché per natura il bambino desidera vivere in armonia e collaborazione con noi. E solitamente tutto il percorso di crescita in queste situazioni si svolge senza troppi intoppi.

Non che non incontrino problemi questi genitori; ma è come se riuscissero ad affrontarli con tranquillità e stando dalla parte dei figli.

Una relazione forte richiede tempo ed energia

E’ chiaro che costruire una relazione solida richiede impegno. La relazione con i figli non è diversa dalla relazione con il partner. E come tutte le relazioni richiede impegno e investimento. Di tempo ed energia.

E qui sento già tanti che mi rispondono: “ma io riesco a malapena a preparare la cena e metterli a letto. Arrivo a sera che sono distrutto!” E’ senz’altro vero che nel mondo caotico di oggi abbiamo poche energie a disposizione.

Ma di solito, quando si riesce ad essere presenti in modo attento e responsivo nei confronti dei figli, la relazione sboccia e anche noi ci sentiamo più energici e attivi. Oltre a sentirci gratificati nel nostro mestiere di genitori.

E questo crea un meraviglioso circolo virtuoso per cui la relazione con i nostri figli ci nutre e ci gratifica. E non rappresenta più solo una fonte di fatica o sacrificio.

Il tempo per vivere questa relazione è adesso

Un bellissimo studio di due psicologi della University of Illinois mostra come uno dei maggiori rimpianti delle persone sia di non essere riusciti a costruire relazioni profonde con le persone importanti della propria vita.

In modo analogo  quasi tutti i genitori riguardando indietro all’epoca in cui i loro figli erano piccoli sentono che avrebbero voluto passare più tempo con loro.

Ecco dunque che quando comincio a parlare dell’importanza di costruire un legame solido adesso molti mi rispondono con  “Ma io amo molto i miei figli e glielo dico sempre”.

Sì certo. E’ ovvio che come genitori amiamo i nostri figli ma bisogna trasformare queste parole in azione. L’amore deve prendere una forma attiva. Non basta dire ai figli che li si ama. Serve che questo amore sprizzi da ogni cosa che facciamo con loro.

E come si fa a costruire una relazione forte?

Si fa che si mette la relazione con i propri figli in cima alla lista delle priorità della nostra vita. E qui voglio sfatare il mito del “passo poco tempo con i miei figli, ma è di qualità”.

E vi faccio un piccolo esempio: nelle relazioni sentimentali o di amicizia quando vi vedete poco o pochissimo con la persona in questione, vi viene facile aprirvi e connettervi immediatamente? O c’è bisogno di un po’ di tempo condiviso?

Con i bambini è uguale. Nelle relazioni che contano non basta la qualità. Ci vuole anche la quantità. Ovvero più tempo si passa insieme, più è facile che le interazioni siano significative. Per chi ha i bambini piccoli è più intuitivo ma vi spingo a riflettere cosa succede man mano che i figli crescono.

Arrivati all’adolescenza spesso i figli sono impegnati in mille attività fuori di casa e i genitori anche. Con il risultato che spesso trovare anche l’opportunità di incrociarsi e scambiare due parole un po’ più profondamente diventa pressoché impossibile. Immaginatevi rimanere in connessione emotiva.

I figli hanno bisogno di attenzione

Lo so che nella vita moderna siamo tutti sottoposti a mille pressioni ed impegni. E proprio per questo, se non liberiamo del tempo nella nostra agenda da dedicare alla nostra relazione con i figli, semplicemente non ci sarà mai spazio per creare relazione.

I bambini e i ragazzi hanno bisogno della nostra attenzione per poter crescere in modo positivo. E ancora meglio hanno bisogno di un tempo in cui ci si dedica esclusivamente a quello specifico bambino.

Esattamente come una pianta ha bisogno di acqua e luce, i nostri figli per crescere bene hanno bisogno di una relazione forte con noi. Osservate nelle vostre giornate quanto tempo trascorrete con i vostri figli senza alcuna interferenza esterna.

Ovvero provare ad entrare in connessione mentre si ha la testa incollata allo schermo della tv o mentre si risponde freneticamente all’ennesimo messaggio sulla chat di classe.

La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti….

Come diceva John Lennon nella bellissima canzone “Beautiful Boy”, riprendendo una frase di Allen Saunders: La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti….Cosa voglio dire? Che in realtà  per costruire una relazione solida e profonda non bisogna fare niente di speciale.

Dovremmo semplicemente tenere a mente che le relazioni con i nostri figli in realtà si costruiscono sullo sfondo di una giornata normale. Mentre si va a fare la spesa, o mentre si è in macchina per andare al campo di calcio. La maggior parte della relazione si costruisce attraverso il modo in cui gestisci le situazioni della vita quotidiana.

Come reagisci se è lento al mattino, come accogli il suo tentativo di raccontarti qualcosa, come accogli o respingi l’espressione delle sue emozioni. Cosa fai se non vuole fare i compiti o se non vuole andare a letto. Il modo in cui gestisci queste situazioni è la parte fondante della relazione che crei con tuo figlio.

Ma è anche alla base dell’idea che il bambino si forma rispetto alle  relazioni e a come vanno gestite.

Quando si ripetono interazioni negative….cerca di risolverle al più presto

Cerca di riflettere se ci sono interazioni che si ripetono in modo continuativo. E prova a trovare soluzioni per risolverle. Non vale la pena di vivere la vita in uno stato di irritazione perenne.

Spesso quando si ripetono delle interazioni negative corri il rischio che il legame tra te e tuo figlio si allenti gradualmente. Ogni situazione può essere usata per avvicinare o allontanare le persone.

Quando senti che tuo figlio sta cercando di tenerti lontano o ti accorgi che c’è qualcosa che non funziona tra voi, prova a trovare un momento per fermarti e riflettere con calma su quello che accade. C’è sempre un modo per risolvere anche le situazioni più complesse.

Non rinunciare mai alla relazione con tuo figlio. Non alzare mai le mani in segno di rinuncia: i nostri figli hanno bisogno di sentire tutta la nostra fiducia.

La fiducia di credere sempre e comunque che le situazioni si risolvono

Se c’è una cosa di cui i figli di tutte le età hanno bisogno è la nostra fiducia. Tuo figlio deve sapere e sentire che credi in lui. Ha bisogno di incoraggiamento. E nei momenti in cui fa fatica ne ha bisogno ancora di più. Ricorda che tuo figlio crea un’immagine di sé e del mondo che lo circonda in ogni momento della sua vita.

E se l’unica cosa che passa sono le critiche o le correzioni, non riuscirà a vedersi come una persona capace di cose buone. Comincerà a dubitare di essere una buona persona. E automaticamente comincerà a fare cose che le persone buone non fanno. E’ come una profezia che si auto-avvera. Più tu hai un’opinione negativa di lui e più lui cercherà di corrispondere a questa immagine.

Lo ricordo soprattutto ai genitori di adolescenti.

Comunicare con tuo figlio ad ogni età

E qui arriviamo ad un altro ingrediente essenziale per costruire una relazione profonda. La comunicazione. L’aspetto principale è che ci sia comunicazione: e non è sempre così scontato.

I bambini cercano sin da piccolissimi di entrare in connessione con noi attraverso la parola e il linguaggio.

E se li ascoltiamo sin da piccoli continueranno a cercarci per raccontarci cose anche da adolescenti.

Ogni volta che tuo figlio inizia la conversazione e tu per qualsiasi motivo (perché hai la testa sul computer, perché stai chattando al telefono, perché stai pensando a cosa cucinare!) non gli presti ascolto, stai perdendo un’ottima occasione per conoscerlo un po’ di più. Ma non solo.

Gli stai insegnando che parlare è inutile, tanto non interessa a nessuno quello che ha da dire. Teniamo anche conto che un ottimo modo per far tacere anche i più chiacchieroni è quello di porre delle domande dirette e chiuse. Molto più facile e strategico cogliere invece le aperture alla comunicazione da parte dei nostri figli.

Fargli sentire che ci interessa e ci piace quello che raccontano.

Se sei genitore di un adolescente ti suggerisco di cogliere ogni più piccola occasione in cui tuo figlio mostra il desiderio di raccontarti qualcosa.

Lascia stare per un attimo qualsiasi cosa tu stia  facendo e mostrati subito interessato e  attento.  So che non è semplice quando si ha una vita professionale impegnata e molte responsabilità a cui assolvere.

 Ma i ragazzi che sentono che per i genitori ci sono altre priorità spesso si rivolgono altrove quando hanno delle necessità emotive.

Essere emotivamente disponibili

E arriviamo così all’ultimo aspetto che vorrei sottolineare. E che in realtà è quello fondamentale e che sta alla base di tutti gli altri. Per costruire relazioni solide che reggono nel tempo dobbiamo imparare ad essere genitori emotivamente disponibili. Presenti senz’altro ma anche con uno spazio emotivo in cui possa starci tuo figlio e la sua vita.

Sin dalla nascita un bambino è in grado di leggere con grande precisione gli stati d’animo di mamma e papà. Crescendo questa competenza n0n viene meno. Anzi i ragazzi continuano ad accorgersi e notare se  noi ci siamo emotivamente per loro.

Essere disponibili è uno stato della mente. Avere uno spazio mentale per essere emotivamente vicini ai nostri figli. Per saper cogliere e osservare ciò che accade nella loro vita. Per poter intervenire laddove necessario.

Per vedere il suo bisogno e poter rispondere nel modo più adeguato possibile. Così come con un neonato non ha senso offrire sempre e solo il seno come risposta ad ogni pianto, anche con i bambini e poi i ragazzi è importantissimo saper cogliere con precisione qual è il bisogno che esprime.

Talvolta è la necessità di vicinanza. Altre volte sarà il desiderio di una maggiore autonomia. Ci sono momenti in cui tuo figlio ti chiede di chiacchierare e altri in cui ha solo bisogno di un abbraccio. Sta a noi saper leggere e interpretare.

E chiedere spiegazioni quando non capiamo bene cosa ci sta dicendo. Con un atteggiamento di apertura e curiosità.

Essere vicini per poter sentire i loro bisogni

Un momento particolarmente importante è quello in cui ci si rivede dopo la scuola o le attività della giornata. Intercettarli ed esserci permette di avere un momento di vicinanza e  ascoltare gli eventi principali della loro giornata. Ottimo per figli di tutte le età.

Ma con i ragazzi un po’ più grandi è fondamentale creare prossimità fisica perché si aprano possibilità di comunicazione. Così per esempio può essere utile stirare nella stanza in cui il ragazzo fa i compiti.

O approfittare di un momento in cui ti trovi in macchina solo con lui. Porsi come obiettivi di creare delle situazioni in cui vi possano essere aperture, senza che passino come delle richieste esplicite di parlare.

Cosa che gli farebbe chiudere immediatamente la bocca.

Come hai visto alla base di tutto c’è l’idea di creare una forte vicinanza emotiva che ti permetta di essere parte della vita di tuo figlio.

Coltivare questa relazione quando i bambini sono piccoli permette di arrivare all’età dell’adolescenza con un conto in banca emotivo all’attivo. E’ il principale fattore di protezione che puoi dare a tuo figlio.

Quando immancabilmente comincerà a fare una vita sociale al di fuori della famiglia, sarà il legame e la relazione forte con te che lo aiuterà ad evitare situazioni rischiose.

Ma non solo. Rimango fortemente convinta che il mestiere faticoso ed eroico del genitore ha senso solo se esiste questo legame forte. Anche di fronte alle fatiche o ai momenti difficili, ti permetterà di riuscire a vedere tuo figlio con lo stesso amore e stupore di quando lo hai preso in braccio la prima volta.

E tu come senti di essere nella tua relazione con tuo figlio? Come superi i momenti di fatica?

WhatsAppPin It

Источник: http://www.thefamilytrainer.com/come-costruire-una-relazione-profonda-con-tuo-figlio/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: