Come nascono le paure dei bambini?

Ansia nei bambini

Come nascono le paure dei bambini?

L’ansia nei bambini è una dei disturbi più diffusi, con tutto il carico di sofferenza che ne deriva.

Mattia è estremamente timido. A casa riesce a parlare liberamente con la sua famiglia, ma a scuola o con chi non conosce Mattia si comporta differentemente. È terrorizzato di fare la cosa sbagliata e di essere preso in giro.

Odia parlare di fronte alla classe, anche se ha studiato tanto e a casa sa la lezione benissimo, è troppo impaurito e si blocca, facendo scena muta.

 All’intervallo, di solito sta da solo, intimorito all’idea di andare a chiedere agli altri bambini di giocare.

Nicolò ha 10 anni e si preoccupa continuamente. Si preoccupa per i compiti, si preoccupa per la salute dei suoi genitori, si preoccupa di non aver dato da mangiare al cane e che morirà di fame. I genitori di Nicolò non gli fanno più vedere il TG della sera perché, quando accade, passa i due giorni successivi a preoccuparsi sulle notizie che ha sentito.

Non dicono più a Nicolò le novità che lo riguardano fino all’ultimo momento, perché quando lo fanno, lui li perseguita senza tregua con continue domande su cosa succederà.

Questo interrogatorio avviene anche quando il bambino deve fare qualcosa di spiacevole, come una verifica a scuola o se deve andare dal dentista, in quanto Nicolò chiede ai suoi genitori informazioni e rassicurazioni centinaia di volte.

L’ansia nei bambini

Tutti i bambini hanno paure e fobie, è una parte normale del loro sviluppo, e queste possono assumere diverse forme.

Ad esempio, sappiamo che i bambini molto piccoli sviluppano la paura di separarsi dalla loro madre nello stesso momento in cui iniziano ad aver paura degli estranei e delle nuove persone.

  Un po’ più tardi, molti bambini hanno paura del buio e, a un certo punto, alcuni bambini iniziano a immaginare mostri sotto il letto o ladri alla porta. Quando queste paure si sviluppano, generalmente sono parte del normale processo di sviluppo in cui tutti passano.

Tuttavia, a volte le paure, le preoccupazioni e l’ansia del bambino possono raggiungere un punto in cui iniziano ad essere un problema.

Queste paure eccessive spesso sono temporanee, ma possono causare così tanta sofferenza nel bambino che un genitore sente il bisogno di aiutare il proprio figlio a passare questa fase.

Dall’altra parte, alcuni bambini hanno paure ed ansia a un’intensità molto più elevata degli altri ed alcuni continuano a provare queste preoccupazioni anche per diverso tempo dopo che gli altri bambini hanno smesso di provarle.

Alcune paure sono comprensibili e sono basate su cause ovvie. Ad esempio, alcuni bambini possono avere paura del buio in seguito a un furto in casa. In altri casi, i genitori fanno più fatica a capire le paure e l’ansia di loro figlio.

Ad esempio, un bambino può avere l’ansia di essere stupido anche se a scuola o negli sport sta andando bene, oppure un altro può iniziare ad avere paura che sua mamma muoia in un incidente d’auto senza che vi sia un motivo scatenante.

Leggi anche: Mamma non lasciarmi: il disturbo d’ansia da separazione

Molti adulti pensano che l’infanzia sia un periodo di spensieratezza, senza alcuna responsabilità. Potrebbe sorprendere invece sapere che l’ansia nei bambini è il problema più comune riportato dai bambini di ogni età. Disturbi d’ansia veri e propri sono diagnosticati nel 10% dei bambini, mentre paure meno intense, ma sempre stressanti, sono ancora più comuni.

Quando raggiunge un certo livello, l’ansia nel bambino è un segno reale che sta soffrendo, non è un modo per ricevere attenzione. L’ansia può anche causare forte interferenza nella vita del bambino, facendo calare le prestazioni a scuola, interferendo con le amicizie e influenzando l’intera famiglia.

Inoltre, in alcuni casi, l’ansia durante l’infanzia può essere l’inizio di una difficoltà simile in età adulta.

I Disturbi d’ansia nei bambini

I disturbi d’ansia nei bambini sono tra le più comuni condizioni di sofferenza nei bambini e negli adulti. Ci sono diversi tipi di disturbi d’ansia con sintomi diversi.

Tuttavia, tutti condividono una caratteristica comune: una preoccupazione prolungata ed intensa, sproporzionata rispetto alla situazione attuale e che influenza la vita quotidiana e la felicità della persona che la prova.

I sintomi di un disturbo d’ansia nei bambini possono verificarsi improvvisamente o gradualmente e persistono nel tempo. I bambini con problemi di ansia possono anche non sapere quale sia la causa delle loro emozioni e preoccupazioni.

L’ansia nei bambini può manifestarsi in diversi modi tra cui le seguenti:

  • Ansia generalizzata. I bambini si preoccupano eccessivamente per molte cose, come la scuola, la salute, la sicurezza dei membri della famiglia, o il futuro in generale. Pensano costantemente al peggio e insieme a questa preoccupazione possono avere sintomi fisici come mal di testa o mal di stomaco, tensione muscolare e affaticamento. Le loro preoccupazioni possono causare la perdita di giorni di scuola o rifiutarsi di partecipare alle attività sociali.
  • Disturbo ossessivo compulsivo (OCD). In un bambino con disturbo ossessivo compulsivo l’ansia prende la forma di ossessioni (pensieri intrusivi, eccessivi e preoccupanti) e compulsioni (azioni ripetitive per cercare di alleviare e neutralizzare l’ansia).
  • Fobie specifiche.  Sono intense paure di situazioni specifiche non necessariamente pericolose, come l’altezza, i cani o il volare in aereo. Queste fobie molto spesso portano i bambini ad evitare ciò di cui hanno paura.
  • La fobia sociale (ansia sociale). Il bambino teme di agire davanti agli altri a causa della paura di provare imbarazzo o vergogna.
  • Attacchi di panico. Questi episodi di ansia possono verificarsi senza una ragione apparente. Provocano in genere una paura improvvisa e intensa che si presenta insieme ad alcuni sintomi fisici, che possono includere un cuore in gola, mancanza di respiro, vertigini, intorpidimento o formicolio.

Cosa si può fare per aiutare il bambino a gestire l’ansia?

I trattamenti per l’ansia nei bambini sono utilizzati con successo da anni, in forme diverse a seconda del tipo di ansia (e del tipo di bambino) che ci si trova davanti, in quanto ogni bambino esprime le sue preoccupazioni in modo diverso.

Dal momento che i fattori che influenzano l’ansia nel bambino sono diversi (i pensieri ansiosi, l’evitamento delle situazioni temute, le strategie genitoriali, il temperamento del bambino, eccetera), l’intervento di psicoterapia lavora su ogni aspetto in modo focalizzato.

Leggi anche: Come funziona la psicoterapia nei bambini

Il trattamento dell’ansia nei bambini è mirato innanzitutto a modificare i pensieri e le credenze che lo portano a vedere il mondo come un posto estremamente pericoloso, mentre in un secondo momento l’obiettivo della terapia dell’ansia è accompagnare il bambino ad affrontare gradualmente ciò che lo preoccupa. I genitori non sono lasciati da soli: il terapeuta analizza con loro le strategie utilizzate in modo da trovare le modalità di gestione dell’ansia più efficaci per loro figlio.

Questa tipologia di trattamenti per l’ansia ha obiettivi specifici, una durata prestabilita e coinvolge tutti gli ambiti di vita del bambino.

Nel video qui sotto, il dott. Nahum spiega cinque strategie che potete utilizzare quando l’ansia di vostro figlio diventa troppo forte..

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Le Paure dei bambini di 2-9 anni: Ecco Come Gestirle ⋆ Aiamc

Come nascono le paure dei bambini?

Due occhi sgranati cercano la mamma, si attaccano a lei e con voce tremolante dicono “Aiuto! Mamma ho paura!”
Ma paura di cosa?
Del buio, di entrare in acqua in piscina, di un insetto, di affrontare il primo giorno di scuola o del mostro sotto il letto…

I genitori possono trovarsi spiazzati di fronte a questi timori, ingiustificati per un adulto, rischiando reazioni sbagliate: a volte accogliendo e coccolando soprammisura il figlio, dimostrandogli, con questo comportamento di protezione, che hanno ragione ad avere paura, altre, esortano il bambino ad essere coraggioso, lasciando trasparire il messaggio che provare paura sia qualcosa di assolutamente sbagliato.

Ma che cos’è davvero la paura?

Una emozione, naturale, sana e utile!

E l’emozione può essere definita come una reazione soggettiva a un evento saliente, caratterizzata da cambiamenti fisiologici, esperienziali e comportamentali.

Ogni emozione assume una valenza differente in base all’influenza di alcuni fattori specifici come la situazione iniziale o contesto, l’interpretazione cognitiva e soggettiva, la risposta comportamentale messa in atto e l’automatica e specifica reazione fisiologica.

La paura è fondamentale per la nostra sopravvivenza: ci mette in allarme davanti a situazioni minacciose o che potrebbero arrecarci danno e ci consente di attivare risposte di attacco o fuga con correlati fisiologici ben definiti.Insomma senza una giusta dose di paura saremmo già estinti.

Partendo da questa precisazione è facile capire come le paure dei bambini siano assolutamente naturali e derivino dalla continua esplorazione della realtà, tuttasconosciuta e quindi possibile fonte di minaccia.

La paura permette al bambino di comprendere la natura pericolosa dell’ignoto e mettersi al riparo attraverso diverse strategie, apprendere abilità di vigilanza e resistenza.

Tipologie di Paure

Possediamo diverse tipologie di paure:

  • quelle innate, presenti fin dalla nascita, perlopiù associate a cambiamenti fisiologici repentini, come un forte rumore o un lampo;
  • quelle più prettamente legate alla crescita come la paura dell’estraneo (8/9 mesi),
  • dellaseparazione dal genitore (12/18 mesi con apice a 2/3 anni);
  • dei mostri, delle streghe, del temporale e del buoi (3/5 anni)
  • paure di minacce alla propria incolumità come quella dei ladri, di essere rapiti, delle malattie (6/12 anni);
  • paure legate all’immagine di sé, al corpo che cambia, al giudizio degli altri (adolescenza).
  • le paure derivate da possibili eventi traumatici passati, come la paura del dottore associata al dolore fisico se, per esempio, ci ha fatto una puntura, dell’acqua, se una volta abbiamo bevuto facendo il bagno o di essere maltrattati se in passato li abbiamo osservati o subiti.

Paura dei mostri e dei fantasmi

Accanto alle paure legate alla realtà o a situazioni oggettive, ce ne sono altre associate alla fervida fantasia dei bambini: un esempio su tutti la paura dei mostri.

Solitamente si manifesta intorno ai 3 anni di età e finisce normalmente a 6-8 anni, periodo in cui il bambino comprende l’inesistenza dei mostri assimilando e imparando a gestire le angosce e le paure in essi rappresentate.

Questi spaventi derivano dal mondo interno del bambino fatto di preoccupazioni, e insicurezze di fronte all’ignoto, che viene proiettato all’esterno e rappresentato nelle figure fantastiche che animano la realtà del bambino.La loro produzione deriva dal normale pensiero animistico del bambino che vede tutto, appunto, come animato.

Oltre

ai mostri possono avere paura dei fantasmi, delle streghe, degli zombi, del lupo cattivo e dell’uomo nero…figure che diventano reali per il bambino rappresentando una minaccia contro cui lottare ogni giorno, specialmente la notte nel buio.

Mamma e papà non dovrebbero minimizzare ma piuttosto cercare di entrare nel mondo dei loro figli e cercare
di comprendere la natura dei personaggi fantastici e quale significato assumono per loro.

Solo in questo modo possiamo aiutarli a sperimentare una sensazione di sicurezza e, nel tempo, a trovare strategie per sconfiggere i mostri e interiorizzare la paura imparando a gestirla.

Potrebbe, per esempio, essere utile costruire con i bambini una fiaba in cui loro e il mostro diventano amici, oppure dove il mostro presenta delle fragilità o caratteristiche
positive o ancora dove viene sconfitto sperimentando così una percezione di autoefficacia.

Bellissimi gli esempi riportati dalla Pixar nel cartone Monster & Co, cito la giornalista Karin Ebnet che del cartone animato scrive: “Un film che guarda in faccia le paure infantili, le esorcizza con una risata e riappacifica i bambiniMomento maggiormente critico, ovviamente, la notte, in cui il bambino vive il distacco dalle figure genitoriali e, a causa del sonno, percepisce la perdita di controllo, sentendosi in pericolo.Il timore della separazione è qualcosa che viene sperimentato normalmente e superato in modo differente in base alla relazione con il genitore.

Fornire al bambino elementi rassicuranti può favorire il distacco e quindi anche la creazione di un buon feeling con l’oscurità.

Paura del giudizio dei genitori

Gioca infatti un ruolo fondamentale lo stile educativo in cui il bambino cresce, che può incrementare la numerosità delle paure, impedire lo sviluppo di adeguati sistemi di controllo dell’angoscia o far nascere nuove paure legate al sé.

Genitori eccessivamente ipercritici che contestano e sottolineano ogni errore del figlio possono far sorgere un sensodi inadeguatezza e di incapacità, con riduzione eccessiva dell’autostima e blocchi emotivi o evitamenti nel compiere delle azioni, per il timore di commettere errori.Eccessive richieste di precisione, tipiche di uno stile perfezionistico, possono indurre nel bambino, ancora una volta, la paura di sbagliare vivendo ogni situazione come se fosse una “verifica” con grande carico di angoscia e preoccupazione di deludere le

aspettative.

Ugualmente un’eccessiva iper-protezione rende la realtà eccessivamente angosciante e trasmette la convinzione che il pericolo sia ovunque, creando uno stato di allarme continuo e totalmente inadeguato.

Quindi cosa possiamo fare?

Riassumendo: ci sono paure tipiche e funzionali alle diverse età che permettono, se ben superate, l’acquisizione di sicurezze rispetto al sé e alla realtà, grazie anche alle figure di riferimento e al loro supporto.

Per esempio, se la paura è quella del buio è possibile abituare gradualmente il bambino a restare da solo in un ambiente senza luce, si possono utilizzare delle lucine e accompagnarlo nell’esplorazione degli ambienti poco illuminati, scegliere un compagno

fedele da portare con sé, un pupazzo, una bambola, un gioco…la classica copertina di Linus, aiutandolo a comprendere che la realtà non cambia.

Quello che c’è nella stanza con la luce, rimane nella stanza con il buio.

Un buon modo per favorire il distacco dai genitori prima del sonno e quindi affrontare le tenebre notturne è quello del racconto di una favola che presenti il buio e l’oscurità in modo fantasioso e divertente. In esse le cose pericolose possono essere minimizzate e rese simpatiche. Se sono meno spaventose possiamo affrontarle.

Come superare le paure nei bambini

Poiché legittime e naturali, le paure dei bambini non vanno criticate ma accolte e ascoltate con cura e reale attenzione. L’adulto deve aiutare il bambino ad esprimere il proprio vissuto e a comunicarlo così da ridurre la tensione e trasmettergli un senso diaccettazione e supporto.

Sentire di non essere solo nella lotta contro quanto temuto è per i piccoli molto importante perché sperimentano la possibilità di affrontare l’ignoto con maggiore sicurezza e senza sentirsi soli.Cerchiamo di non sminuire mai i loro timori, nemmeno i più bizzarri. Dobbiamo piuttosto aiutarli a superarli ed interiorizzare delle strategie funzionali.

Non diciamo “non avere paura” o “non fare il fifone “ perché queste frasi alimenteranno in lui l’idea di essere sbagliato e che non è possibile esprimere liberamente le proprie emozioni andando erroneamente a inibirle e nasconderle.

È fondamentale riuscire a entrare nel loro mondo e nei loro racconti per comprenderne il vissuto e il significato dei singoli comportamenti.Agire all’interno della sua realtà, in un contesto conosciuto e controllato, consente di comprenderne la natura e ridurre l’ansia sperimentata nella lotta alla paura.

Utile utilizzare le favole, le fiabe o i racconti dove è possibile identificare e riconoscere le paure ma soprattutto dove sono evidenziate modalità funzionali per superarle. Il gioco e il disegno sono inoltre un buon palcoscenico in cui il vissuto emotivo prende vita e può trovare la sua espressione.

Presentare eroi positivi che affrontano le sfide con coraggio e ridimensionando le avversità, trasmette al bambino fiducia e presenta in modo ludico strumenti e modelli di comportamento per gestire quanto non conosce.Tutto deve avvenire nel rispetto dei modi e dei tempi dei bambini, ricordando che ognuno è unico e diverso.

Le paure devono fisiologicamente ridursi ed esaurirsi ma, seppur ci siano finestre temporali riconosciute per questa naturale evoluzione, non sono rispettate da tutti in modo preciso: mai fare confronti e mai dire al bambino frasi come

“sei grande per avere paura di…” perché attacchiamo la sua autostima, facendolo sentire un “fifone” incapace e inadeguato.

È bene essere modelli positivi per il bambino: mostrare angosce, preoccupazioni e paure eccessive trasmette al bambino l’immagine di una realtà incontrollabile e pericolosa. Le paure del genitore vengono interiorizzate andando a incrementare la rosa già proficua di preoccupazioni e ansie.

Quando ci dobbiamo preoccupare e quando dobbiamo rivolgerci ad uno psicologo infantile?

Le “paure sane” hanno la caratteristica di essere tipiche dell’età del soggetto, passeggere, mutevoli e facilmente gestibili, diversamente quelle “non sane” che terrorizzano il soggetto, hanno la caratteristica di essere permanenti e possono creare inlui dei veri e propri blocchi emotivi.

Tra i campanelli di allarme sicuramente la presenza di una paura specifica in età non consona, bambini che hanno paura ad affrontare tutto e tutti o più semplicemente quando l’intensità dell’angoscia raggiunge livelli tali da rappresentare un limite nel

normale svolgimento delle attività quotidiane o nella costruzione delle relazioni.

Come abbiamo già detto il non superamento delle paure può avere delle ripercussioni sul normale funzionamento del bambino e sul suo sviluppo futuro.

Nel dubbio, quindi, rivolgiamoci con fiducia a uno specialista anche solo per una consulenza: saprà tranquillizzarci se giudicherà i timori adeguati all’età o suggerirci le giuste strategie per aiutare efficacemente i nostri bambini.

Articolo scritto da
Michaela Fantoni Psicoterapeuta – Milena Rota Dottore in PsicologiaCentro Elpis Ispra (Varese)Michaela FantoniTitolare Centro Elpis, Centro Multidisciplinare per la salute e il benessere psicofisico.

Psicoterapeuta, si occupa dei principali disturbi dalla prima infanzia alla terza età.Specializzata in psicologia dello sport, da Pechino ad oggi ha sempre avuto atleti alle Olimpiadi.

Ha fatto parte del Team Olimpico Londra 2012, componente commissione sanitaria FIC ed è stata la Psicologa responsabile del Progetto AcquaRio, per la preparazione di nuotatori paralimpici per le Olimpiadi di Rio 2016, (7 atelti qualificati e 7medaglie). Attualmente psicologa della FINP.

Formatore in azienda, porta le sue esperienze finalizzate al benessere e all’incremento della perfomance attraverso formazione tradizionale, formazione esperienziale, sport outodoor e percorsi di coaching. E’ docente, supervisore, membro eletto nel Consiglio Direttivo e responsabile dell’areascuola e rapporti con i soci di AIAMC.

Formatore in ambito scolastico e consulente su progetti educativi. Esperta DSA. Responsabile equìpe n. 17 ASL Varese, RegioneLombardia, soggetti autorizzati a effettuare prima certificazione diagnostica valida ai fini scolastici secondo quanto previsto dalla L.170/2010

Milena Rota

Collaboratrice Centro Elpis, Dottore in Psicologia Clinica dello Sviluppo e Neuropsicologia, Mindfulness pratictioner, allenatrice programmi legati allo sviluppo motorio e relazionale. Operatrice in servizi e progetti educativi di sostegno allo sviluppo in bambini problematici. Interventi sulla prevenzione dello stress lavoro correlato in azienda. Redattrice su CrescitaPersonale.it

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Источник: https://www.aiamc.it/come-gestire-paura-nei-bamibini/

Paure dei bambini: cosa sono e come gestirle | Sitly Blog

Come nascono le paure dei bambini?

Le paure dei bambini: fasi naturali della crescita o qualcosa di cui preoccuparsi? Paura del buio, dei mostri, paura dei rumori: tutti i bambini – in forme e momenti di versi – le hanno sperimentate.

E in tutti i genitori la paura del bambino ha avuto una risonanza.

Se ti interessa saperne un po’ di più continua a leggere! Abbiamo chiesto a un’esperta di psicologia dell’età evolutiva di chiarirci un po’ le idee.

Con la consulenza della dottoressa Simonetta Scazzosi, psicologa clinica e psicoterapeuta esperta in psicologia dell’età evolutiva e psicologia scolastica, abbiamo fatto un breve viaggio all’interno delle paure dei bambini, passando in rassegna le più comuni e diffuse.

Innanzituto una premessa: la paura ha una fondamentale importanza per la sopravvivenza dell’individuo ed è presente fin dai primi istanti di vita. Insomma: in tutte le specie animali è il meccanismo che protegge dai pericoli.

Quindi, di base, è una reazione normalissima!

Vediamo quindi quali sono le principali paure dei bambini e cosa significano.

Paure dei bambini legate alle fasi di crescita

Gli psicologi chiamano queste paure “naturali”.  Sono quelle che i bambini sperimentano più frequentemente in età prescolare (da 0 a 6 anni). Si chiamano così perché sono presenti nel percorso di crescita di ogni individuo, e sono quindi prive di connotazioni patologiche.

Mio figlio ha paura dei rumori forti

I neonati hanno paura dei rumori forti e improvvisi e degli oggetti che si avvicinano troppo velocemente. Molto spesso hanno paura quando avvertono sensazioni sgradevoli associate alla fame, alla sete, al freddo, al caldo e  manifestano chiaramente le loro paure con il corpo: con tremiti, pianti, sobbalzi, irrigidimento.

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Mio figlio ha paura degli sconosciuti

Intorno all’ottavo mese di vita emerge solitamente la paura degli sconosciuti, tappa fondamentale che segnala la capacità del bambino di distinguere i volti conosciuti da quelli che non lo sono, anche se talvolta basta che la mamma cambi pettinatura o montatura degli occhiali perché il bambino scoppi in lacrime spaventato.

Mio figlio ha paura della cacca

Anche in questo caso, tranquilla, tutto normale! Verso i 2/3 anni il bambino inizia a controllare il proprio corpo (cammina e corre, è più autonomo fisicamente) e gli sfinteri.

Questo gli dà un grande senso di potenza ma al tempo stesso  gli impone delle regole nuove (è tempo di passare al vasino!)  e può far venire paura di quello che esce dal suo corpo e che viene inghiottito dal water.

Mio figlio ha paura delle malattie

Come dicevamo, intorno ai tre anni l’affinamento delle capacità motorie e il controllo sugli sfinteri alimentano nel bambino un senso di potere sul proprio corpo e sull’ambiente circostante.

Ma la maggiore consapevolezza del suo corpo lo porta anche a rendersi conto della sua fragilità. Per questa ragione i bambini diventano più sensibili ai pericoli fisici chepotrebbero minacciarli.

 Quindi, alla minima sbucciatura o al più piccolo dei graffi reagiscono con scene drammatiche e reazioni emozionali esagerate.

Mio figlio ha paura dei tuoni / dei mostri / delle streghe / dei lupi …

Spesso i bambini in questa fase lamentano anche paure legate ad elementi primari: temporali, tuoni, acqua fuoco. Oppure a esseri irreali (mostri, streghe, fantasmi, orchi…) o animali (lupi, draghi…).

 Grazie allo sviluppo dell’attività fantastica, infatti, i bambini, soprattutto fra i 3 ed i 6 anni, sono in grado di rappresentare le loro emozioni e ansie.

Che prendono la forma di mostri, streghe cattive o animali feroci.

Tutti gli elementi che incutono loro paura hanno in comune il fatto di rappresentareuna minaccia all’incolumità fisica e all’autonomia. Potrebbero infatti distruggere il bambino o le persone che lui ama.

Mio figlio ha paura del buio

I  problemi legati al sonno possono avere a che fare con le naturali paure dei bambini.

Talvolta i bambini faticano ad addormentarsi perché hanno paura del buio, in quanto proiettano in esso tutti quegli elementi in grado di spaventarli.

 Ecco quindi che nel buio è come se si materializzassero mostri, streghe e fantasmi minacciosi che spingono il bambino a richiedere la vicinanza dei genitori.

Paura di addormentarsi nel bambino

Soprattutto intorno ai due anni, quando il bambino è più attivo e ricettivo agli stimoli esterni, iniziano a manifestarsi difficoltà nell’addormentamento. Anche nei bambini che non avevano mai avuto problemi!

Il bambino appare molto stanco ma si oppone al fatto di andare a letto e pur di non dormire inizierà a piangere o a fare lerichieste più disparate.  Ho sete, ho fame, devo fare la pipì, ho freddo, dammi un altro pupazzo, dammi la mano, prendimi in braccio. Questo è naturale: le giornate, cariche di esperienze e di nuove scoperte eccitano il bambino e rendono faticoso il rilassamento.

In altri casi il momento del sonno evoca una sensazione di separazione dal mondo circostante simile alla morte.

Naturale che il bambino non voglia andare a letto o addormentarsi! Durante il sonno si possono inoltre manifestare sogni inquietanti o addirittura incubi.  Capaci di spaventare il bambino a tal punto da produrre delle resistenze al sonno.

Un buon modo per confortare il bambino è quello di farli trovare nel lettino un pupazzo della nanna, non a caso un ottimo regalo per bambini di 2 anni o giù di lì.

Mio figlio ha paura di morire

Intorno alquinto anno il bambino raggiunge un ulteriore stadio di sviluppo emotivo ed intellettivo. Manifesta il suo bisogno di conoscere ciò che per lui è ancora incomprensibile.

Inizia perciò a porre domande sulla morte, sul sesso e sull’origine della vita.

Anche se queste domande possono metterci in difficoltà come genitori, dobbiamo cercare di rispondere con traquillità, semplicemente  e con chiarezza.

La paura della morte, propria o dei genitori, è spesso legata ai sentimenti di aggressività che il bambino ha ma che naturalmente non riesce a comprendere né a gestire.

La paura della separazione

Nel bambino, ogni conquista di maggiore autonomia si accompagna alla paura. Quando i bambini imparano a gattonare e a camminare, iniziano ad esplorare l’ambiente circostante e a scoprire cose nuove. Quello che provano è al tempo stesso  piacere e paura.

Un piacere legato al senso di libertà e la paura associata al timore di perdere il contatto con i genitori e quindi di rimanere privi dei propri punti di riferimento, che è  una delle principali paure dei bambini. D’altronde, tutte le fasi importanti di vita del bambino sono accompagnate dalla paura della separazione, o di perdere il contatto fisico o l’amore della mamma.

Pensiamo all‘inserimento al nido, all’inserimento alla scuola dell’infanzia ma anche all’ingresso alla scuola primaria.

Se vuoi approfondire, ti consigliamo di leggere anche questo post sull’ansia da separazione nel bambino.

Paure dei bambini legate all’educazione

Queste paure dei bambini non possono essere definite “naturali”. Sono invece frutto degli approcci educativi dei genitori, che sono in grado di incidere profondamente sullo sviluppo affettivo dei figli.

I genitori autoritari e la paura della punizione

I genitori autoritari sono quelli che stabiliscono regole fisse senza ammettere eccezioni e soprattutto senza riconoscere le caratteristiche del bambino che hanno di fronte. Tali regole sono così difficili da seguire che il bambino incappa continuamente in trasgressioni. E in punizioni.

La punizione potrà essere reale o minacciata, fisica o verbale, ma comunque riuscirà a provocare nel bambino un senso di inquietudine e ansia.Il bambino infatti inizierà a temere la reazione dei suoi genitori, e allo stesso tempo avrà paura di quella parte cattiva di sé che lo fa sempre sbagliare.

I genitori iperprotettivi e la paura di agire

I genitori iperprotettivi, all’opposto di quelli autoritari, cercano  di crescere i loro figli in un mondo ovattato, privo di frustrazioni e di pericoli. Evitano ai propri figli ogni tipo di sforzo, si sostituiscono a loro, mettono in guardia il bambino da ogni cosa: “Stai attento”, “Non fare questo, non fare quello”, “Non correre, potresti cadere!”

I bambini educati all’insegna dell’iperprotezione crescono insicuri, impacciati, timorosi e dipendenti. Si aspettano sempre di trovare qualcuno che faccia le cose al posto loro e non sviluppano una sana consapevolezza delle proprie qualità e dei propri limiti.

I genitori lassisti e la paura del mondo esterno

I genitori rinunciatari adottano la filosofia del ‘lascia fare’. Sono indulgenti e remissivi, sia perché stabilire e seguire delle regole è faticoso prima di tutto per loro, sia perché temono che manifestando fermezza potrebbero perdere l’affetto dei figli.

I bambini educati in questa totale libertà non imparano a definire ciò che è bene e ciò che è male. Non possono assumere il giudizio dei genitori come parametro di riferimento per costruirsi un sistema di valori e una personalità coerente.

Quindi, crescono insicuri e hanno paura di affrontare le situazioni.

I genitori perfezionisti e la paura di sbagliare

Nell’educare i figli i genitori perfezionisti non lasciano nulla al caso: devono diventare perfetti! I bambini crescono sforzandosi costantemente di compiacere i propri genitori, si prefiggono standard molto elevati e quando non riescono a raggiungerli cadono vittima dei sensi di colpa e della frustrazione. Sin da piccoli temono continuamente di sbagliare, di deludere, di non essere all’altezza delle situazioni.

I genitori in conflitto tra loro e la paura della separazione

Le situazioni coniugali conflittuali alimentano nei figli diverse paure. I bambini infatti temono di perdere l’amore dei genitori, di essere  allontanati da uno di essi o di essere coinvolti in liti violente. Dato il loro naturale egocentrismo, spesso si sentono responsabili del clima familiare e iniziano ad avvertire sensi di colpa.

Talvolta invece cercano di essere particolarmente bravi per  provare a ‘sistemare le cose’. Ma quando si scontrano con il fallimento dei loro tentativi, sprofondano ancor di più nella paura. Spesso in queste situazioni i bambini possono manifestare sintomi fisici per attirare l’attenzione e sollecitare i genitori a prendersi cura di loro.

Se ti interessa saperne un po’ di più sull’impatto degli stili educativi sul percorso di crescita dei bambini, ti consiglio di dare un’occhiata al nostro post sulle azioni efficaci per diventare un bravo genitore (o almeno provarci)!

Questo video pubblicato dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma  riassume brevemente quanto abbiamo detto sulle paure dei bambini e, in coda, dà qualche semplice consiglio di comportamento: guardalo fino in fondo!

Источник: https://www.sitly.it/blog/paure-dei-bambini/

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