Come nascono i bambini: come rispondere?

Come spiegare ai propri figli come nascono i bambini

Come nascono i bambini: come rispondere?

Come nascono i bambini? Prima o poi arriverà il momento in cui anche tuo figlio ti porrà questa domanda. Per non essere impreparata, ecco a te 7 semplici consigli che possono aiutarti ad affrontare al meglio questo argomento col tuo bambino.

Mamma, papà, come nascono i bambini?“: ecco una delle domande più temute da tutti i genitori! Arriva sempre quel momento, prima o poi, in cui una mamma e un papà si chiedono come spiegare ai propri figli come nascono i bambini.

Come affrontare l'argomento e offrirgli la dovuta educazione sessuale?

Ci sono genitori che parlano di cicogne, di cavoli, di api e fiorellini: un approccio del genere, così fantasioso, è indicato o meno per rispondere alle giuste curiosità e domande del proprio bambino? O sarebbe meglio affrontare la questione in maniera più scientifica, per esempio mostrando ai propri figli dei libri illustrati?

Spiegare come nascono i bambini ai propri figli può diventare un vero incubo, ma è importantissimo ascoltare le domande che loro stessi ti pongono e dar loro delle risposte realistiche senza mostrargli un atteggiamento di vergogna o di imbarazzo: fagli capire che possono fidarsi di te e delle tue parole, e che si tratta di un argomento che non devono avere paura di affrontare!

Di seguito troverai 7 consigli su come affrontare la questione di come nascono i bambini con tuo figlio nel migliore dei modi. E visto che spesso questa curiosità nasce quando un bimbo vede la sua mamma in dolce attesa, ecco a te un video utilissimo per prepararlo all'arrivo del fratellino:

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Video di Francesca Clerici

Quando il tuo bambino ti pone la fatidica domanda su come nascono i bambini, la prima cosa da fare è quella di mostrarti pronta all'ascolto.

Il rischio è quello di provare un forte imbarazzo, ma ti toccherà superarlo e fare molta attenzione a quello che il tuo bambino ti sta chiedendo.

Le domande che può farti sono diverse ed è bene scoprire esattamente che cosa ti sta domandando, perché magari in quel momento la sua curiosità non riguarda l'atto sessuale in sé. Prova quindi a investigare facendogli delle domande a tua volta.

Chiedigli secondo lui come nascono i bambini e, in base alla risposta che ti da, capirai se ha la maturità per un certo tipo di risposta o se è meglio non scendere ancora troppo nei dettagli anatomici.

Assicurati quindi sempre di aver compreso bene la sua domanda e di non lanciarti subito in un discorso che per lui potrebbe essere ancora troppo precoce.

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La domanda “come nascono i bambini” può essere posta in età diverse, ciascuna delle quali prevede un approccio e una risposta differente.

Molto dipende anche dalla maturità del bambino, e chi meglio di una mamma può sapere se il proprio piccolo è pronto per affrontare il discorso in maniera più adulta o meno?

Se a chiedere come nascono i bambini è un bambino di tre anni, sarà bene dargli una risposta semplice, senza addentrarsi in dettagli che risulterebbero solo confusionari, ma – allo stesso tempo – senza inventarsi favolette come quelle della cicogna, che diventerebbero solo controproducenti. Si potrà rispondergli, ad esempio, che i bambini nascono dalla mamma e dal papà, che quando i semini che sono dentro il papà entrano nel corpo della mamma, che ha al suo interno degli ovetti, può succedere che un semino entri dentro un ovetto e da lì nasca il bambino. Semplice e realistico!

A mano a mano che il bambino cresce, poi, al semino e all'ovetto si potranno sostituire il pene e la vagina o altri termini preferiti per designare gli organi sessuali.

In età scolare è necessario diventare più specifici, ma sempre senza perdere la chiarezza! A volte basta rispondere ai propri figli che i bambini nascono quando un uomo e una donna si accoppiano in un certo modo.

Se il bambino fa altre domande, allora si possono spiegare i meccanismi, magari – invece – per quel momento a lui basterà quella sola informazione. Ricorda sempre, come da regola numero 1, di ascoltarlo, che la vostra diventi una vera conversazione e non un monologo!

Come abbiamo visto negli esempi precedenti, la chiarezza e la semplicità sono importantissime per affrontare questo argomento così spinoso, ma – allo stesso tempo – così bello e naturale! Il tuo bambino si sentirà paradossalmente più a suo agio se tu userai dei nomi scientifici per indicare i genitali senza creargli alcun tabù.

Se il bambino arriva a farti questa domanda significa che dentro di sé sta già immaginando una risposta e inventare delle favole lo porterà a non crederci e a preferire, magari, la versione che gli ha già dato un compagno di classe…

Sii sempre realistica quindi, usa dal principio le parole giuste: “fare l'amore” è una cosa da grandi, ma si chiama proprio così!

4. Assicurati che il tuo bambino stia capendo!

Mentre una mamma o un papà spiegano ai propri figli come nasce un bambino, è sempre bene che si assicurino – di volta in volta – che i piccoli stiano capendo.

Nessuno è infallibile, e magari abbiamo scelto un approccio che non era giusto per loro o abbiamo accelerato un po' i tempi o ecceduto in dettagli che in quel momento non erano necessari…

Osserva sempre le sue reazioni a quello che dici: se cerca di divincolarsi, ride imbarazzato o fa le smorfie, è probabile che quella spiegazinoe non sia adatta alla sua età o alla sua maturità. Se invece annuisce, ti guarda negli occhi e segue il tuo discorso, significa che puoi continuare così!

Per affrontare questo spinoso argomento con tuo figlio, potresti servirti di qualche aiuto “esterno”, come una bambola, ad esempio, ma solo se fatta con una conformazione anatomica corretta.

Di grande aiuto possono risultare anche i tanti libri disponibili sull'argomento, pieni di storie e disegni utilissimi per soddisfare nel migliore dei modi le curiosità del tuo bambino.

Sfogliarli e leggerli assieme, spiegandogli attraverso le immagini tutti i meccanismi riproduttivi, sarai agevolata nel tuo compito.

6. Fa in modo che la sua educazione sessuale sia anche affettiva

Non dimenticare, inoltre, di spiegare al tuo bambino che i bambini nascono prima di tutto da un atto d'amore, che la sessualità è l'espressione fisica di un sentimento.

Si tratta di un concetto molto importante per la loro educazione sessuale: non bisogna assolutamente sottovalutare i dettagli fisici, che vanno comunque spiegati, ma è sempre bene far capire ai propri figli che il sesso non dev'essere slegato da una componente affettiva e di rispetto dell'altra persona.

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Infine, non avere paura di prendere tempo: se la domanda di tuo figlio è arrivata in un momento o in un contesto tale da risultare inopportuna o in cui non avresti potuto dedicargli tutta l'attenzione e la calma che l'argomento merita, è sempre bene rimandarela conversazione a quando sarete a casa tranquilli insieme.

Non liquidarlo in poche parole, insomma, se non è il momento adatto per parlare di queste cose: rimanda piuttosto a quando potrete approfondire. E intanto anche tu avrai il tempo di riflettere sulla maniera migliore per affrontare “il discorsetto”, senza sentirti spiazzata o impreparata.

Источник: https://www.alfemminile.com/essere-genitori/come-nascono-i-bambini-s4012176.html

Mamma come nascono i bambini?

Come nascono i bambini: come rispondere?

Si sa, prima o poi la fatidica domanda arriva e ai genitori tocca rispondere ai curiosi quesiti da parte dei bambini, del tipo “Come veniamo al mondo? Chi c’è dentro la pancia? E come ha fatto a finire li? E come ne esce?” Sarà il genitore a dover dare una risposta a questo grande mistero che è la vita, accompagnandolo in questa scoperta verso il mondo circostante.

A tal proposito si è espressa Paola Scalari, psicologa dell’età evolutiva:“E invece una risposta al bambino va sempre data, qualunque età egli abbia”. “La curiosità non va ‘tappata’, perché, se mostriamo di volerla reprimere, è come se gli dicessimo di non farci domande sconvenienti”.

L’aspetto essenziale da rispettare è determinato dal genitore: quest’ultimo deve dare una risposta proporzionale all’età del bimbo. Inoltre, facendosi un esame di coscienza, deve comprendere quanta facilità o quanto imbarazzo viene generato dall’argomento in questione dentro di sé.

Gli esperti consigliano di iniziare in maniera chiara, pulita, e reale, all’interno di una cornice estremamente semplice, senza mai eccedere rispetto a ciò che gli viene richiesto. I bambini amano chi sa affrontare le spiegazioni in modo diretto, intuiscono le emozioni delle persone adulte.

Quindi è bene che il genitore, da solo o in coppia, si prenda del tempo, come del resto è importante non girare troppo intorno alla questione, lasciando che sia il piccolo a decidere modi e tempistiche, senza sopraffarlo con informazioni che, magari, ancora non è pronto o interessato a ricevere.

Nel momento in cui farà a domanda, vorrà dire che sarà pronto a sapere.

Come spiegare ai bambini il concepimento

Nel momento in cui il bambino chiede, vuol dire che sta già immaginando qualcosa.

Quindi, aggiungere nel racconto elementi come fate, cicogne e altro ancora protegge temporaneamente il genitore, ma non aiuta molto il bambino, che a quel punto si affiderà alla storia che gli risulta migliore tra quelle ascoltate.

Di solito è quella raccontata da qualche amichetto. Infatti, si tratta di favole, storie astratte e controproducenti se si vuole dare una formazione responsabile ai propri bambini.

Tra l’altro, le parole “pisellino” e “patatina” andranno benissimo dal momento che rispettano quella magia insita nei bambini piccoli.

Oppure, si può utilizzare l’esempio del semino che nella terra fa germogliare un fiore. Allo stesso modo, il semino del papà nella casetta della mamma fa germogliare un bambino.

Bisogna specificare che si tratta di un incontro speciale di due parti del corpo fatte l’una per l’altra.

Man mano che il bambino cresce, si arriverà a raccontare del seme del papà che entra nella vagina della mamma per poi rimanere nell’utero, una sorta di stanzetta sicura dove si trova tutto quello di cui il futuro bambino ha bisogno per crescere. Terminato il tempo di nove mesi, il bimbo uscirà da un buchino che la mamma ha nella sua vagina, dove una porta lo farà uscire e lo metterà al mondo.

Il genitore ha il compito di usare, durante il discorso, le parole corrette, selezionando quelle che sente più sue, inventando la sua storia, rispettando i tempi del bambino, ma anche i suoi.

Inoltre, la capacità del bambino di scegliere i genitori come guida dipende da quanto loro hanno fatto per meritarsi la sua fiducia.

Per questo, se rispondono alla domanda in modo scorretto o superficiale, comportano poi la loro esclusione dalle confidenze del figlio.

Come spiegare ai bambini la sessualità

Secondo il professor Vincent Guilamo-Ramos della New York University’s Silver School of Social Work «Molti genitori temono che parlando di sesso, i ragazzi possano iniziare a praticarlo prima, ma è vero il contrario».

A tal proposito, pediatri ed esperti di genitorialità consigliano, infatti, di insegnare ai bambini di chiamare i genitali con i loro nomi reali. Per pensare bene alla risposta che volete dargli/le, potete chiedergli cosa ne pensa.

Questo, inoltre, vi aiuterà a venire a conoscenza di quello che lui/lei già sa, andando a colmare le lacune. Verso i 5/6 anni i bambini iniziano a capire e ad essere curiosi, ma all’inizio non entrate nel dettaglio.

Potrete raccontare che i genitori a volte si uniscono in un grande abbraccio e che questi momenti possono contribuire al concepimento di bambini. In questo modo, eviterete che il bimbo venga informato dai suoi compagni o peggio dalla rete.

Ricordategli/le che nel termine “fare l’amore”, la parola “amore” è tutto, è davvero fondamentale. È un atto sessuale, ma deve essere collegato ad altre emozioni, come il rispetto e la sensibilità.

Da un lato per un genitore la sessualità rappresenta un tabù o un argomento imbarazzante, ma dall’altro deve sempre ricordarsi che i figli imparano a vedere il mondo attraverso i suoi occhi, quelli di genitore.

Da dove escono i bambini quando nascono

I bambini di oggi, soggetti a numerosi stimoli come tv, web, libri e amichetti, non accettano più la storiella che vengono portati dalla cicogna o che nascono sotto un cavolo.

Se il bimbo è molto piccolo, e magari è curioso perché sta per nascere un fratellino, si può rispondere che i bambini stanno al caldo nella pancia della mamma finché non diventano abbastanza grandi da poter uscire.

Oppure, che nascono dall’amore tra mamma e papà, oppure ancora che sono una piccola stella luminosa che piano piano, nel caldo della pancia, cresce e si fortifica.

Specie in età prescolare, i bimbi si dimostrano molto incuriositi dalla presenza di un’altra vita nella pancia di una donna. Si rendono conto, allo stesso tempo, che esiste un “prima” e un “dopo”.

Quindi è lecito che da parte loro possa arrivare la domanda su come avvenga il passaggio del piccolo verso il mondo esterno. Se i bambini da cui parte la domanda sono molto piccoli, è bene utilizzare parole semplici.

Ad esempio, si può dire che c’è una fessura, una porta piccola nella patatina che a un certo punto consente la fuoriuscita del bimbo.

Come spiegare il parto ai bambini

Il genitore può fornire al bambino anche alcuni dettagli sul parto. Ad esempio, può dirgli che il piccolo nella pancia della mamma si forma lentamente, e quando tutto sarà pronto deciderà di nascere. A quel punto, la mamma se ne accorge e lo farà uscire attraverso un buchino che ha tra le sue gambe.

Se il bimbo o la bimba in questione dovesse chiedere di vedere questo “buchino”, è ovvio che il genitore gli risponderà di no perché sono cose personali e intime, ma a tal proposito ci sono video e illustrazioni di libri. Questi, in modo molto efficace, riusciranno a soddisfare la curiosità dei bambini rivolta alle varie parti del corpo e a trasmettere la naturalezza del processo con cui il bambino viene al mondo.

Alla domanda “Vale la pena sottolineare il dolore che si prova durante il parto?” gli esperti credono sia opportuno non sottolineare questo aspetto.

Infatti, si andrebbe a generare nel bambino un senso di colpa per aver fatto soffrire la sua mamma.

Inoltre, il genitore può rivelare al bimbo che il parto può creare un po’ di dolore ma che, per questo motivo, si porta la mamma in ospedale dove viene aiutata dai dottori.

Come spiegare ai bambini come nascono i bambini libri consigliati

I bambini possono comprendere qualsiasi cosa se quest’ultima viene spiegata loro con le parole giuste, e soprattutto adatte alla loro età e alle loro emozioni. A tal proposito, i libri possono rivelarsi molto utili per fare da guida ad un genitore imbarazzato.

Tra questi, troviamo ad esempio “E io dove stavo?”, libro del 1997 che continua ancora oggi ad essere apprezzato da genitori e insegnanti per introdurre il tema della nascita attraverso un linguaggio semplice e misurato. I testi sono accompagnati da illustrazioni realistiche che mostrano gli apparati maschile e femminile.

Tra gli altri, c’è “Col cavolo la cicogna!” di Alberto Pellai e Barbara Calaba, che trattano l’argomento in modo chiaro e onesto. “I bambini nascono così” di Silvia Baroncelli, infine, è invece un libro del 2014 accompagnato da illustrazioni dai toni dolci e morbidi.

Il linguaggio utilizzato è calmo, corretto, sobrio e rassicurante.

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Come nascono i bambini? Come rispondere alla domanda delle domande

Come nascono i bambini: come rispondere?

“Come nascono i bambini?”.  Poche domande mettono in crisi le mamme e i papà come questa, quasi fosse il segnale di non ritorno verso l’innocenza perduta, e l’inizio della fine. Ma cosa vogliono sapere veramente i bambini? E qual è il modo migliore per rispondere alle loro lecite curiosità?

“Il nostro atteggiamento nei confronti del nostro corpo è fondamentale; il fatto di sentirci a nostro agio dentro la pelle dipende dal permesso, ricevuto o meno nella prima infanzia, di ‘vivere’ il nostro corpo. Come trasmettere questi atteggiamenti positivi, così cruciali per la loro felicità, ai nostri bambini? Anziché farci tormentare dai dubbi, cerchiamo di mettere in atto alcuni semplici principi. Con nostro sommo stupore, scopriremo che l’impresa è molto meno arqua di quanto pensavamo”¹

Ecco dunque alcune rapide indicazioni per sentirsi più sicuri (tratte dal volume “Sessualità e bambini“, di Nessia Laniad, Red edizioni):

  1. Adattiamoci ai suoi tempi. Dice Marcello Bernardi: “Non importa che il bambino sia informato su tutto: l’importante è che si senta autorizzato a chiedere delle informazioni“. Quando rispondiamo alle domande dei bambini dobbiamo tenere presente che il loro livello di comprensione è molto diverso dal nostro, e che molti concetti verranno assimilati solo quando avranno acquisito le esperienze necessarie.
  2. Evitiamo di fornire informazioni non richieste. Se il bambino non chiede, significa che la sua attenzione al momento non è focalizzata su questo aspetto, e di conseguenza le informazioni date sarebbero inutili.
  3. Non lasciamo senza riposta le domande del bambino. Questo significa sia evitare di portare il bambino a credere che esistano domande vietate, sia rifiutare tutte quelle risposte difficili da riferire alla realtà umana (come il cavolo, la cicogna, ecc.).
  4. Limitiamoci a rispondere alla sua domanda. Quando il bambino è piccolo, è inutile spiegargli cosa sono ovuli e spermatozoi, perché questo sfuggirebbe alla sua esperienza concreta. E’ più utile fornirgli una risposta a lui comprensibile e che al contempo risulti rassicurante: tutti i bambini sono frutto dell’amore, e crescono nel grembo della mamma. L’educazione sessuale prenderà forma man mano che il bambino manifesta il desiderio di saperne di più.
  5. Parliamo di sentimenti. La prima cosa da dire è che i bambini nascono dall’amore: quando un uomo e una donna si amano, desiderano baciarsi, accarezzarsi, stare vicini e dormire assieme. Il concepimento non va presentato come una mera funzione riproduttiva, nè come una sequenza di atti meccanici, ma come una realtà legata alla sfera dei sentimenti. Si tratta dunque della capacità di trasmettere il concetto che il sesso è amore, gioco, energia vitale dal quale nasce, appunto, la vita.

Il mio punto di vista è che la riproduzione, al pari di qualsiasi altra funzione biologica ed evolutiva delle specie, è un fatto naturale, ovvero strettamente legato alla natura, e come tale va considerato. Gli stessi organi sessuali esistono per uno scopo, in modo non diverso da occhi, naso, piedi e unghie.

Sono parti di noi, e il fatto che nominarne alcune metta più in difficoltà rispetto ad altre (nessuno fa fatica a pronunciare la parola “gomito”, ma “pene” sì), è un fatto prettamente culturale ed educativo.

Quando i bambini ci chiedono come sono nati hanno semplicemente bisogno di sentirsi rassicurati sulle loro origini, e sono dunque molto lontani dall’associare a questo qualsiasi forma di imbarazzo o volgarità.

Quello che vogliono sapere da noi non sono le nostre abitudini sessuali, nè ci guarderanno in modo diverso una volta scoperto a cosa servono quelle parti del corpo che la mamma e il papà (ovvero le femmine e i maschi) presentano in modo diverso. Siamo fatti così.

I libri sono di certo un ottimo ausilio per approcciare l’argomento con i piccoli.

Ci tengo a sottolineare che non vanno usati come sostituti di un sano confronto, facendo così passare il messaggio che lasciamo rispondere loro alle domande che mamma e papà non si sentono di affrontare: servono piuttosto come finestre diverse sullo stesso orizzonte. Un orizzonte al quale è possibile guardare insieme con curiosità, apertura, gioco, libertà.

Vi presento alcuni testi, molto diversi tra loro. Il mio consiglio è di leggerli tutti prima di proporli al bambino, per farsi un’idea di come vengono impostati e scegliere quello nel quale ci sentiamo più a nostro agio.

Programma di educazione sessuale 3-6 anni, Mondadori

Questa collana è un vero e proprio corso divulgativo di educazione sessuale, proposto in modo diverso a seconda della fascia d’età di riferimento ( 3-6, 7-10, 11-14, 15-1 8 anni). Ha il vantaggio (e contemporaneamente lo svantaggio) di essere molto didattico: spiega le cose come stanno, mettendo in secondo piano l’aspetto giocoso e frizzante proprio di altri testi sull’argomento.

Come sono nato? Usborne edizioni

Questo libro cartonato con le alette permette di rispondere in maniera semplicissima alle domande dei più piccoli.

Anna Fiske, Come si fanno i bambini, Salani

Volete raccontare le cose così come sono? Questo è il libro per voi. Testo e disegni sono al contempo ironici e puntuali, e lo rendono uno strumento adattissimo a quei genitori che si sentono così a proprio agio sull’argomento, da saperci ridere su.

Racconta proprio tutto:  come si sente una mamma durante i nove mesi di gestazione (voglie e nausee comprese), non nega che partorire sia faticoso (e che la mamma è tosta, ha tante forze!), e si conclude con un gioioso inno alla vita e alla straordinarietà di ciascuno di noi.

Ha il vantaggio di proporre i vari modi in cui un figlio può arrivare (ad esempio la fecondazione assistita), aprendo la comunicazione su più fronti.

Un altro testo divulgativo semplice e immediato è questo:

Brita Granström, Mick Manning, E io dove stavo? Editoriale scienza

Questo libro è e sarà sempre il mio preferito sull’argomento.

I genitori di questo libro raccontano svariate versioni (i bambini si trovano sotto i sassi, ma alcuni si fanno come i biscotti, e altri escono dal tubetto come dentifricio).

Fratellino e sorellina ascoltano le storie strampalate di mamma e papà, e scoppiano a ridere: “Non abbiamo mai sentito un simile mucchio di cretinate tutte assieme! Ah, ah ah! […] A quanto pare non avete la minima idea di come nascono i bambini. E’ meglio che ve lo facciamo vedere con qualche disegno”.

Ma c’è una versione che è la più bella di tutte, conosciuta da ogni singola creatura vivente del nostro pianeta da sempre: quella, semplicemente, vera.

Un libro ottimo per spiegare ai bambini piccoli la meravigliosa avventura di una vita che nasce, senza esclusione di particolari, con grandissima ironia e leggerezza.

E allora, se da Babette Cole impariamo che come ci si riproduce è una cosa che sanno tutti da sempre, perché non affrontare l’argomento dimostrando ai bambini quanto questo è vero? Tutte le creature viventi del pianeta sono biologicamente codificate per mandare avanti la propria specie, ed è davvero divertente e curioso per noi umani venire a scoprire come. Lotte, stratagemmi di corteggiamento, comportamenti bizzarri: in questo libro ci sono tutte le risposte in merito a riproduzione, gestazione e accudimento del mondo animale.

Isabelle Jameson, Maud Legrand, Come si fanno i bambini, Pulce

Se i bambini ci spiazzano con le loro domande… noi possiamo spiazzarli con alcune risposte! E’ quello che propone questo albo illustrato nel quale, alla domanda: “Come si fanno i bambini?”, mamma e papà si guardano confusi e impacciati, e abbozzano le classiche teorie di api, cavoli e cicogne. Ma la risposta che il piccolo si aspettava era molto, molto più semplice di così. Sarà la sua sorellina a fornirgliela, con efficacia e candore disarmanti:

“Come si fanno i bambini?”.

Così:

¹ Nessia Laniado, Sessualità e bambini, Red edizioni

Источник: https://leggimiprima.it/2020/07/10/come-nascono-i-bambini-come-rispondere-alla-domanda-delle-domande/

Gravidanza
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