Come insegnare le regole di pulizia a un bambino che va a scuola?

Faccende domestiche con i bambini: come insegnare ad essere ordinati!

Come insegnare le regole di pulizia a un bambino che va a scuola?

Ordine e pulizia sono in gran parte buone abitudini di vita che i genitori dovrebbero trasmettere ai loro figli. Dovrebbero creare routine salutari fin dalla tenera età, come andare a dormire, fare il bagno, pulire i denti, svolgere i loro compiti. Ma come instillare ordine e pulizia nei tuoi figli?

A volte per noi genitori è noioso dovere tenere dietro ai bambini ogni volta che finiscono di fare i compiti o giocare in modo che raccolgano le loro cose e le mettano nei posti che giusti. Idem quando non rifanno il lorro letto o buttano i vestiti ovunque. Tuttavia, dovremmo tenere presente che sono bambini e, noi, adulti, i loro esempi da seguire.

Ho provato allora a pensare e cercare in rete  alcuni consigli in modo che questo non sia un problema.

1.Insegnare le faccende domestiche: Assegna responsabilità

Assegnare progressivamente responsabilità alle faccende domestiche, specialmente quelle relative alla sua stanza, alla sala giochi, al mantenimento dell'ordine dei giocattoli. Non travolgerlo con troppe responsabilità, e collabora solo all'inizio per spiegargli bene tutto, ma poi  lascialo fare da solo.

2. Faccende domestichen con i bimbi: Non fare tutto!

È un errore fare tutto a tuo figlio. Nei primi mesi la sua dipendenza da te è assoluta, ma poi questo cambia e, a poco a poco, il bambino guadagna spazio per la sua libertà e indipendenza.

È un errore non permettergli di godere di questa indipendenza che a volte va anche caricata di responsabilità.

Chiedigli di raccogliere i piatti dove consuma il cibo, di mettere i suoi vestiti sporchi nel posto predisposto e di non lasciare i giocattoli sparsi per tutta la casa.

3.Faccende domestiche con i bimbi: Lavorate come se foste una squadra

Fallo partecipare alle attività di pulizia. Chiedi aiuto quando stai già pulendo e così sarà disposto a collaborare quando gli chiedi di farlo. Se è curioso rispetto a quello che stai facendo, non allontanarlo perchè devi sbrigarti, ma fagli svolgere qualche piccolo compito.

4. Faccende domestiche con i bimbi: La migliore ricompensa

Un altro modo per coinvolgerli è attraverso i giochi o le sorprese, non solo per l'ordine e la pulizia della loro persona e della loro stanza, ma per l'ordine e la pulizia nei loro compiti, nella loro vita come un'abitudine. Anche se crediamo che la migliore ricompensa sia che si grodranno uno spazio piacevole e si sentiranno più a loro  agio con se stessi e il loro ambiente.

5. Faccende domestiche: ogni cosa al suo posto!

 È più facile tenere una stanza e una casa in modo da avere sempre tutto a posto rispetto a quelle case che sono veri e propri monumenti al disastro . Quindi più ordinati siamo noi ed è la casa, più è facile per il bambino interiorizzare quell'ordine e pensare che la pulizia è normalità e il contrario è il caos.

6. Faccende domestiche: ordine = autostima

Ci sono storie o storie per bambini per incoraggiare l'ordine e la pulizia nei bambini. Inoltre, la pulizia è un riflesso dell'autostima. Una famiglia con un'alta stima di sé tenderà a mantenere il posto dove vive pulito e in ordine. Al contrario, una famiglia in conflitto è più incline al disordine (ovviamente la regola non vale per tutti).

7. Faccende domestiche: Suggerimenti

Ecco alcune idee che possono aiutarti a insegnare ai bambini l'ordine e la pulizia!

-Tieni i suoi giocattoli all'altezzagiusta  per renderli più facili da mettere a posto.

-Per iniziare, prepara un tavolo di ordini e le attività di pulizia ogni due giorni per due settimane o un giorno per settimana: Ricorda che sei il loro esempio.

-Quando finisci di mangiare, insegnagli a riporre il suo piatto.

-Mantieni la tua vita, il luogo di lavoro, la stanza e gli altri spazi della casa in ordine per non punirlo con la frase “se non presti attenzione, ordinerai la tua stanza”.

-Pulire non è una punizione è uno stile di vita che genererà frutti interessanti una volta che lo fai e lo farà tuo figlio. -Imposta gli orari per ciascuna delle loro attività e abitudini. Un bambino con una routine definita è più incline a mantenere l'ordine nei suoi spazi.

-Parla o spiega in modo semplice qual è l'ordine e la pulizia e ciò che rappresenta nelle nostre vite.

-Evita i rapporti sessisti e gli stereotipi nel lavoro di pulizia della casa. Sia i ragazzi che le ragazze hanno la stessa responsabilità per l'ordine e la pulizia dei loro spazi. I compiti devono essere distribuiti equamente

Tra i 2 e i 3 anni

In questa fascia di età i bambini sono troppo piccoli per fare le faccende domestiche complicate, ma già possono iniziare a collaborare in alcune attività semplici.

In questo modo si abitueranno fin da piccoli ad aiutare in casa. Le faccende che possono svolgere questi bambini sono:

  • Lasciare i loro vestiti sporchi nel luogo corrispondente
  • Raccogliere i giocattoli
  • Buttare la spazzatura nel cestino corrispondente
  • Annaffiare le piante
  • Mangiare da soli
  • Aiutare a pulire i liquidi o il cibo che cade a terra

Tra i 4 e i 6 anni

A questa età i bambini sono già più alti e hanno più forza e sono già più coscenti di quello che gli accade intorno.

Le faccende domestiche nelle quali possono aiutare sono già un po’ più complicate:

  • Scegliere i propri vestiti e vestirsi
  • Dare da mangiare e da bere agli animali domestici
  • Apparecchiare e sparecchiare
  • Aiutare a lavare i piatti
  • Pettinarsi e asciugarsi da soli
  • Spolverare

Tra i 7 e i 10 anni

I bambini di 7-10 anni possono già portare a termine faccende ancora più complicate, anche se ancora hanno bisogno della supervisione adulta in determinate attività.

Queste sono le faccende domestiche che possono realizzare:

  • Fare il letto da soli
  • Spazzare per terra
  • Ripiegare i vestiti e metterli a posto nell’armadio
  • Cucinare piatti semplici sotto la supervisione di un adulto
  • Lavare per terra
  • Preparare lo zaino per scuola
  • Svegliarsi da soli la mattina

Tra i 10 e i 12 anni

A queste età i bambini sono già totalmente coscenti di tutto quello che gli succede intorno e sono molto più responsabili.

È il momento che comincino ad aiutare in alcune faccende con più responsabilità e autonomia, come cucinare, farsi il bagno da soli o fare una lavatrice.

Queste sono le faccende adeguate per questa fascia di età:

  • Preparare alcuni piatti senza la supervisione
  • Farsi il bagno da soli
  • Portare a spasso il cane
  • Prendersi cura di un fratello più piccolo
  • Fare una lavatrice
  • Fare la lavastoviglie
  • Pulire il giardino
  • Pulire la loro stanza
  • Stendere i panni

Più di 12 anni

A partire dai 12 anni i bambini già sono capaci di sbrigare ogni tipo di faccenda.

A tutto quello menzionato prima, gli si possono aggiungere queste responsabilità:

  • Andare a buttare la spazzatura
  • Opere di cucito semplici, come cucire bottoni
  • Fare la spesa
  • Pulire superfici maggiori
  • Aiutare un fratello più piccolo con i compiti
  • Stirare

Cosa ne pensate? Sarà possibile insegnare l'ordine ai nostri bimbi?

Источник: https://ceraunamamma.it/post/faccende-domestiche-con-i-bambini-come-insegnare-ad-essere-ordinati

Come e da quando insegnare ai bambini a pulirsi il sederino

Come insegnare le regole di pulizia a un bambino che va a scuola?

Come e da quando insegnare ai bambini a pulirsi il sederino? Ecco un piccolo piano d'azione per rendere indipendenti i piccoli, anche in bagno.

Educare i bambini all'autonomia significa anche renderli indipendenti in ogni momento della giornata, soprattutto quelli che non trascorrono con i loro genitori perché sono a scuola.

Togliere il pannolino per avventurarsi nel mondo dei grandi che fanno la pipì nel water (o, con un passaggio intermedio, nel vasino) è una vera sfida e lo è ancora di più portare a termine questa operazione, dall'inizio alla fine, tutto da solo.

Insegnare ai bambini a pulirsi il sederino (così come poi, successivamente, anche dargli modo di fare la doccia da soli) è molto importante quindi non solo a fini pratici, ma anche di autostima: ma quando si comincia? Come insegnare l'igiene personale ai bambini in questo senso? Ecco un piccolo specchietto e qualche consiglio per orientarsi.

Come insegnare ai bambini a pulirsi il sederino da soli

Il metodo Montessori è sempre molto valido per insegnare l'autonomia ai bambini anche in bagno. E questo perché da sempre è orientato allo sviluppo delle competenze del bambino in ogni ambito in cui questo si ritrova a dovere e potere fare da solo, proprio per imparare a essere sempre più autonomo.

L'igiene personale dei bambini passa anche per altri step importanti, prima di quello del sederino: l'importante è seguire i suoi ritmi senza forzarlo e renderlo indipendente, passo dopo passo, in tutti quelli che sono i passaggi fondamentali del prendersi cura di sé.

Ecco, in ordine dall'attività che il bambino può cominciare a compiere a partire dai 2 anni, quali sono questi passaggi:

  • Dai due anni e mezzo: lavarsi mani e denti tutti i giorni, più volte al giorno.
  • Dai tre anni: lavarsi il viso da solo ogni mattina appena sveglio
  • Dai tre anni: si può insegnare ai bambini a pulirsi le parti intime da soli dopo la pipì, con una salvietta o la carta igienica
  • Dai quattro anni: il bambino può andare in bagno da solo e gestire in autonomia tutti i momenti post-pipì, mentre si farà aiutare ancora per quelli più complicati (ad esempio dopo la defecazione) dalla mamma o dal papà così da capire la corretta procedura di pulizia.
  • Dai 5 anni in su: il bambino può essere reso autonomo nella pulizia del sederino

Autonomia in bagno per i bambini

Secondo il metodo Montessori, i bambini che vanno alla scuola materna devono essere in grado di andare in bagno da soli e pulirsi quanto meno dopo la pipì. All'arrivo alla scuola primaria invece devono essere autonomi con la pulizia del sederino.

Abituare il bambino ai rituali dell'igiene quotidiana e personale è un buon primo passo per fargli capire che, certi gesti, devono essere ripetuti con regolarità. Per quanto riguarda il modo in cui insegnare ai bambini a pulirsi il sederino, è molto importante che il gesto venga mostrato da mamma o papà per far capire l'importanza anche igienica del gesto.

Il movimento che deve essere insegnato al bambino lo porta a pulire il sederino dall'interno verso l'esterno: questo per evitare che batteri dell'intestino si posizionano e proliferino nelle parti intime di bambini e bambine. Sciacquarsi con acqua è il passaggio successivo, che i genitori spesso delegano con maggiore ritardo ai bambini per avere la sicurezza che l'azione sia fatta bene. 

Ma anche lavarsi dopo aver fatto la cacca, per i bambini, è una grande conquista: intorno ai 6 anni devono essere in grado di regolare la temperatura dell'acqua, selezionare il detergente intimo da usare e sciacquarsi da soli, avendo cura di asciugarsi molto bene per evitare irritazioni. Il training per l'autonomia può iniziare già dai 4 anni, quando i bambini sanno già compiere gesti molto precisi con la pipì, per poi aiutarli ad affrancarsi anche con tutti gli altri gesti dell'igiene personale.

Poesie e filastrocche sull'igiene per bambini

Un modo per insegnare i passaggi fondamentali di una buona igiene personale ai bambini che culmina anche con la capacità di pulirsi il sederino da soli sono le filastrocche, da cantare insieme a partire dai 3 anni. Ecco le più belle.

La filastrocca delle Mani

La mano, la mano,

che organo strano,

è capace del gesto più arguto

o di un semplice saluto.

Puoi dire ciao con la mano,

mandare un saluto lontano

con un piccolo gesto o una Bic,

col computer o un semplice clic.

Potrai sempre abbracciare,

potrai scrivere oppure remare.

Con le mani puoi comunicare,

indicare, applaudire e parlare

pure tutte le lingue straniere:

un «okay» non conosce barriere.

Potrai dire chi ha vinto o chi ha perso

con un semplice pollice verso,

afferrare o mollare la presa,

«dare il cinque» ch'è un gesto di intesa;

schioccare le dita per farti notare

o usarle anche tu per contare,

per dire silenzio o in segno di gloria:

due dita a «V» voglion dire vittoria.

Incrociare le dita per scaramanzia

far baciamano per galanteria,

le mani giunte per stare in preghiera,

per lavarsi il viso mattina e sera,

quanto più spesso lavarsi le mani

per stare bene e vivere sani.

Portar la vita in palmo di mano,

amarla forte e guardare lontano.

Mimmo Mòllica  ©

Filastrocca Tocca Tocca

Tocca la testa, tocca la bocca

tocca il naso, tocca l'occhio

tocca la gamba, tocca il ginocchio

filastrocca vecchia vecchia,

tocca la schiena, tocca l'orecchia

tocca il pollice, il mignolino,

tocca le spalle, tocca il piedino

tocca la pancia, tocca il petto

tocca la coscia, tocca il culetto

per guadagnare un altro confetto

Filastrocca per lavarsi (Bruno Tognolini)

Lavati mondo e asciugati al sole

Da cima a fondo e da fondo a cima

Con l'acqua fresca delle parole

E col sapone della bella rima

Perché i bambini si sono già alzati

Viso ed orecchie e denti lavati

E scintillanti si guardano intorno

Pronti per un altro giorno

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/psicologia/insegnare-ai-bambini-a-pulirsi-il-sederino

Come lavare le mani (per proteggersi dalle infezioni)

Come insegnare le regole di pulizia a un bambino che va a scuola?

Con le mani durante la giornata tocchiamo moltissimi oggetti e persone. Le mani diventano così un ricettacolo di germi e possono essere fonte di trasmissione di infezione: i virus e i batteri presenti sulle mani vengono trasmessi al nostro organismo quando portiamo le mani alla bocca, o al naso o ci tocchiamo gli occhi.

Questo accade anche – e soprattutto! – per i nostri bambini: toccano oggetti, il pavimento, condividono giochi e in un attimo portano le mani alla bocca, strofinano occhi e nasino.

L’unico modo per evitare che questo accada è lavarle frequentemente.

Educare il bambino al lavaggio frequente e corretto delle mani può essere però complicato.

Ecco come aiutarlo ad una corretta igiene delle mani.

Quando lavare le mani?

Dobbiamo ricordare al nostro bambino di lavare le mani:

  • prima di mangiare (compresi gli spuntini);
  • dopo aver usato il bagno;
  • ogni volta che rientra in casa dopo aver giocato all’aperto o in luoghi pubblici;
  • dopo aver avuto contatto con animali;
  • dopo aver starnutito o tossito (se si copre la bocca con le mani), o dopo aver soffiato il naso;
  • se ha avuto contatto con qualche amichetto o familiare ammalato.

Dobbiamo avere pazienza ed incoraggiare il piccolo a lavare frequentemente le mani non solo in casa o quand’è con noi, ma ricordargli di farlo anche quando è a scuola, con gli amici o in qualsiasi altro posto.

I bambini imparano dai grandi e il miglior modo per trasmettere una buona abitudine è dare il buon esempio.La mamma e il papà, per la propria salute e per quella del proprio bambino, dovranno essere i primi a ricordare di lavare le mani negli stessi momenti e in più

  • prima di maneggiare cibo per la preparazione dei pasti;
  • dopo aver toccato cibo crudo, in particolare carne, pesce, pollame e uova;
  • prima e dopo aver cambiato il pannolino del piccolo;
  • dopo aver maneggiato spazzatura o soldi;
  • sempre, appena rientrati in casa.

Come lavare le mani correttamente con acqua e sapone?

La corretta pulizia delle mani del nostro bambino richiede il rispetto di alcune semplici regole.

Bambino piccolo che non sa lavare le mani da solo

Se il bimbo è piccolo e siamo noi ad aiutarlo dobbiamo:

  • bagnare le mani del bambino con acqua corrente;
  • applicare sapone per le mani (meglio quello liquido che la saponetta, poiché questa, esposta all’aria, può essere una superficie su cui proliferano germi) su entrambi i palmi ed aiutare il bambino a strofinarle per bene, palmo contro palmo, sul dorso, tra le dita e sotto le unghie;
  • continuare a strofinare per almeno 20 secondi in modo da rimuovere efficacemente i germi (tenendo chiuso il rubinetto dell’acqua per evitare inutili sprechi);
  • sciacquare per bene le mani con acqua corrente;
  • asciugarle con un piccolo asciugamano personale o con carta usa e getta;
  • chiudere il rubinetto usando asciugamano o carta usa e getta (senza toccare il rubinetto con le mani).

Bambino più grande che può lavare le mani da solo

Se il bambino è più grande, dovremo istruirlo correttamente affinché sia capace di lavare le mani accuratamente da solo. Dobbiamo ricordargli i 5 momenti fondamentali:

  1. bagna le mani;
  2. insapona per bene;
  3. sfrega, sfrega, sfrega;
  4. risciacqua con acqua corrente;
  5. asciuga.

Per quanto tempo lavare le mani?

L’errore che si compie più frequentemente è un lavaggio rapido delle mani, che spesso si riduce al passaggio sotto l’acqua per qualche istante.

Può essere d’aiuto, per lavare le mani per un tempo adeguato, insegnare e canticchiare con il proprio bambino un ritornello o un motivo che duri 20 secondi durante il lavaggio (ad esempio “Tanti auguri a te”), in modo da esser certi di aver effettuata una corretta pulizia.

E se manca l’acqua e il sapone?

Il modo migliore per mantenere le mani pulite è utilizzare acqua e sapone, soprattutto quando le mani sono visibilmente sporche o unte.

Quando questo non è possibile, o ci si trova in situazioni in cui non è disponibile acqua e sapone, possiamo utilizzare gel o salviettine disinfettanti a base idroalcolica. È preferibile scegliere prodotti disinfettanti che contengano almeno il 60% di alcol.

Possono essere usati a tale scopo anche prodotti galenici (cioè preparati dalle farmacie e provvisti di apposita etichetta).

Rispetto al sapone, gli igienizzanti in gel (pur essendo molto più pratici in alcune situazioni), non rimuovono altre sostanze presenti sulla cute (ad esempio il grasso o l’unto) e non sono indicati in caso di mani molto sporche.

Anche per le soluzioni disinfettanti è necessario strofinare accuratamente il prodotto su tutta la superficie delle mani (sul palmo, sul dorso e tra le dita), fino a che non siano asciutte.

Questi prodotti sono un po’ più aggressivi e tendono a seccare la pelle; quindi non è consigliato utilizzarli troppo di frequente. Inoltre quando il bambino utilizza questi gel è necessario sorvegliarlo, in modo che non lo ingerisca o non lo porti a contatto con gli occhi.

In commercio esistono anche detergenti con azione battericida. Questi prodotti non vanno utilizzati spesso ma solo in modo sporadico in quanto, essendo più aggressivi, distruggono anche la normale flora cutanea, fondamentale per il benessere della cute e per la difesa dalle infezioni di germi patogeni.

Gel igienizzanti galenici e “fai da te”: sono davvero sicuri?

Nel 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fornito indicazioni in merito alla preparazione di prodotti per l’igiene delle mani, da utilizzare ove non siano disponibili i prodotti igienizzanti “industriali” pronti all’uso.

La ricetta OMS per un litro di prodotto è la seguente:

  • 833 ml di alcol etilico al 96%;
  • 42 ml di acqua ossigenata al 3% (o 10 volumi);
  • 15 ml di glicerina (glicerolo) al 98%;
  • acqua distillata o bollita e raffreddata, quanto basta per arrivare ad un litro di prodotto.

Ma attenzione: come indicato dall’Istituto Superiore di Sanità, la ricetta proposta dall’OMS è ad uso di farmacie ed appositi laboratori che ne possono garantire la corretta preparazione, etichettatura e conservazione. Sono sconsigliate le preparazioni casalinghe “fai da te”: alcuni componenti sono altamente irritanti e possono avere pericolosi effetti collaterali.

Oltre a lavare le mani… qualche consiglio contro i germi

Possiamo evitare la diffusione dei germi anche riducendo il contatto di questi con le nostre mani e con quelle del nostro bambino.

Questo è possibile con due importanti accorgimenti:

  • mantenere gli ambienti puliti: una particolare attenzione va tenuta soprattutto per la zona della cucina e sulle superfici utilizzate per la preparazione dei cibi. Per la pulizia della zona del bagno e del cambio dei pannolini è consigliato l’utilizzo di soluzioni a base di ipoclorito di sodio, cioè della normale candeggina (attenzione a tenere fuori della portata dei bambini candeggina ed altri prodotti disinfettanti!);
  • prendere qualche precauzione quando il nostro bambino o qualche familiare è ammalato: spesso i bambini, ma anche gli adulti, quando raffreddati o con la tosse starnutiscono o tossiscono liberamente oppure utilizzando le mani come scudo. Così facendo i germi si diffondono nell’ambiente e si depositano su tutte le superfici che tocchiamo dopo, se non laviamo immediatamente le mani.  La prima precauzione da assumere per evitare di diffondere germi sarà certamente quella di coprire bocca e naso ma non utilizzando le mani e utilizzando invece un fazzoletto monouso, che deve essere buttato immediatamente dopo averlo utilizzato. Se non abbiamo un fazzoletto, utilizzarecome barriera l’incavo del braccio piegato a livello del gomito

Questo eviterà di contaminare le nostre mani e tutte le superfici degli oggetti che sono intorno.

Mani pulite… ma senza esagerare

Come abbiamo detto, la pulizia delle mani (e degli ambienti) è una misura fondamentale per la salute del bambino e la nostra. Questo però non significa limitare l’attività del bambino nel gioco o sterilizzare ogni oggetto che il bambino tocca.

Ricordiamo che ci sono una quota di germi sulla cute e sulle mucose che sono fondamentali per il nostro benessere e che un uso eccessivo di prodotti troppo aggressivi contribuisce ad una selezione di germi resistenti (esattamente come avviene in caso di uso improprio degli antibiotici).

Articolo scritto in collaborazione con il Dr. Giuseppe Longobardi

Leggi anche Come fare il bagnetto ai bambini Come pulire le orecchie dei bambini Come pulire gli occhi dei bambini Come rimuovere un tappo di cerume

Источник: https://www.amicopediatra.it/come-fare-per/come-lavare-le-mani_igiene/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: