Come insegnare le buone maniere ai bambini: regole di buona educazione

Come educare bene i bambini

Come insegnare le buone maniere ai bambini: regole di buona educazione

Serve tempo, e non poco, per vincere la scommessa dell’educazione dei bambini. Tempo mai sprecato. Servono collaborazione e complicità, magari con una sana distinzione dei ruoli, di entrambi i genitori, senza mettere tutte le parti più faticose e più rognose sulle spalle delle mamme.

E serve una buona dose di fortuna, che nella vita non dovrebbe mai mancare. Mettete insieme questi ingredienti, aggiungetene altri di vostra conoscenza, e vi rendete conto di quanto sia complicata, ma allo stesso tempo appassionante, questa partita con i nostri figli.

Anche perché ogni volta che un bambino cresce, insieme a lui crescono e maturano anche i genitori. 

COME EDUCARE BENE I BAMBINI 

Nell’educare i nostri figli, infatti, dobbiamo mettere nel conto la possibilità di sbagliare, e consideriamo che il mestiere di genitore è affascinante quanto difficile. Però possiamo provare a condividere alcune esperienze, ed a farle diventare dei consigli utili per la comunità di Non sprecare.

Ma torniamo a parlare di buoni metodi per educare i figli, specie quando sono ancora piccoli.

Tanti sforzi pedagogici spesso non ottengono i risultati sperati generando, piuttosto, veri campioni di maleducazione che in nome della libertà creativa – guai a frustrarla – imperversano prepotenti e sguaiati a scuola e al supermercato, per la strada e al parco, in casa propria e altrui. Rimproverarli non si può perché ha un effetto deleterio sull’autostima (la loro) e sopportarli neppure perché ha un effetto devastante sul sistema nervoso (il nostro).

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COME INSEGNARE AI BAMBINI IL RISPETTO DELLE REGOLE

Confondere la spontaneità con la villania, l’esuberanza con la grossolanità, far passare per fantasioso quel che che è banalmente sgarbato è un’abitudine comune a molti genitori: i maleducati sono sempre i figli degli altri.

 Innegabile che volgarità e rozzezza siano dilaganti. E non certo per colpa dei bambini senza educazione ma per merito esclusivo dei genitori, che quell’educazione non possono insegnarla perché non l’hanno imparata mai.

Educazione e buone maniere, poche regole che venivano impartite dai genitori attraverso l’esempio e la pratica quotidiana, sono sconosciute ai più, la lingua universale della gentilezza è da annoverare tra quelle in via di estinzione.

Non dovrebbe stupire, quindi, che fiorisca una manualistica rivolta ai giovani genitori che spiega cos’è l’educazione e come la si insegna.

IDEE: Giochi estivi per i bambini

GALATEO PER BAMBINI

A partire dalle regole più banali, per esempio che si risponde ai saluti e che li si porge per primi quando si entra in una stanza dove ci sono già altre persone.

Chi non lo sa? Ci sono genitori che hanno bisogno di questi libri, spiega Nessia Laniado, scrittrice ed esperta di terapia della famiglia, autrice di “Bon ton per bambini” (Red, pagine 93, euro 12.

90), l’ultimo dei suoi libri dedicato all’educazione dei più piccoli, e in genere sono quelli che cercano il consenso dei propri figli, che vorrebbero essere loro amici piuttosto che loro educatori, che si cullano nell’errata convinzione che lasciare i bambini liberi di scegliere sia il modo giusto per crescerli autonomi e giudiziosi.

Già il termine bon ton sembra appartenere a un’altra epoca: va da sé che il galateo moderno non può essere un noioso elenco di norme cervellotiche né un manuale di rituali oziosi o di frasi fatte.

Piuttosto, serve un’etica del concreto, calata nelle manifestazioni quotidiane, nei piccoli gesti e nella sollecitudine, una via per affinare se stessi e avere un’autentica attenzione ai bisogni di chi ci circonda.

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COME EDUCARE BENE I PROPRI FIGLI

Non basta la cortesia: per stare al mondo bisogna ricorrere alla gentilezza, un atteggiamento mentale. Si tratta di instillare nel bambino alcuni principi basilari di comportamento come autentica espressione di attenzione nei confronti dell’altro.

Un’etica delle piccole cose, di gesti semplici ma significativi riflessa anche in altri due manuali sullo stesso tema – l’educazione – ma rivolti direttamente ai più piccoli: Giusi Quarenghi spiega ai diretti interessati come si diventa un gentil bambino, una persona che non ha bisogno di farsi dire, ripetere, urlare un milione di no in “Manuale di buone maniere per bambini e bambine” (Rizzoli, euro 12.50). Per diventare un gentil bambino si ha bisogno di esempi. Se un papà ha l’abitudine di insultare gli altri auotomobilisti quando è al volante, è molto probabile che il suo bambino prenda l’abitudine di insultare gli altri bambini. Se una mamma è un’urlatrice, è facile che la sua bambina diventi un’urlatrice.

LIBRI SULL’EDUCAZIONE DEI FIGLI

In sintesi: i divieti devono essere coerenti, reciproci e rispettosi e un buon esempio vale più di mille parole.

Anche se qualche spiegazione ci vuole: perchè bisogna cedere il posto in auto o sul metro a chi ha più bisogno di stare seduto? E come mai non si deve interrompere chi sta parlando? Davvero è necessario aprire la porta a chi non è in grado di farlo? A queste e a molte altre domande risponde Annie Grove con “Leon e le buone maniere” (Giralangolo, 11 euro), un libro destinato ai piccolissimi molto illustrato e con poche ma azzeccate parole che descrivono le buone maniere (e che potrebbero tornare utili ai genitori tempestati dai perché).

CONSIGLI UTILI PER L’EDUCAZIONE DEI FIGLI 

Educazione positiva. Per insegnare la felicità a scuola e trasformare i bambini in adulti sani e consapevoli

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Galateo per bambini: 40 regole per una buona educazione

Come insegnare le buone maniere ai bambini: regole di buona educazione

La giornalista e scrittrice Nessia Laniado nel suo libro “Galateo dei bambini” spiega come educare i piccoli a comportarsi bene a casa, a tavola, al ristorante, nella cura del corpo e con gli altri

Regole per una buona educazione

Secondo uno studio dell'Ipsa (Istituto italiano di studi transdisciplinari) condotto dallo psicoantropologo Massimo Cicogna, i bambini italiani sono i più maleducati d'Europa. Questo dato deve fare allarmare i genitori.

Infatti, la maleducazione non è altro che il sintomo di un disagio: rivela l'incapacità di gestire i conflitti e di esprimere le proprie emozioni.

Questa incompetenza, crescendo, si può trasformare in difficoltà di avere relazioni, inadeguatezza nel fare scelte appropriate e in disagio psicologico.

“Inoltre, le buone relazioni sono alla base non solo dello sviluppo emotivo e sociale del bambino, ma anche di quello cognitivo” spiega la scrittrice giornalista Nessia Laniado nel suo libro “Galateo per bambini” (Red Edizioni).

Insegnare come comportarsi in ogni situazione e come adattarsi in modo efficace alle novità significa aiutare i bambini a sviluppare la loro intelligenza emotiva che è alla base del successo personale nella vita e nella società.

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Accontentate sempre il vostro bambino, difendetelo anche se ha torto marcio e non rimproveratelo mai … Il tema è serissimo, cioè l'educazione dei nostri figli, ma una volta tanto…

Come si saluta e come si ricevono gli ospiti

Il saluto è il biglietto da visita di una persona. “È presentandosi con un bel sorriso e stendendo la mano che i bambini generano simpatia e predispongono gli adulti nei loro confronti” dice l'autrice.

È quindi importante, fin dai primissimi anni, presentare ai bambini chi avete di fronte, insegnando loro a fare 'ciao' con la manina e, poi, quando sapranno parlare, a guardare negli occhi e a salutare le persone per nome.

Ecco come salurare e ricevere gli ospiti:

  1. Abituate il bambino a salutare i docenti della scuola o dell'asilo quando esce e quando entra. Così come a salutare quando si entra in un negozio, in un bar o quando a casa viene un ospite.
  2. Insegnate a guardare negli occhi quando saluta.
  3. Quando è più grande insegnategli a dare la mano, che non deve essere né floscia né “tritasassi”.
  4. Quando viene gente a casa vostra, se è grandicello abituatelo a prendere cappotti e ombrelli. L'ospite va assistito sia quando si toglie il cappotto sia quando lo rimette. Il cappotto deve essere tenuto per il bavero e, se necessario, si deve aiutare la persona a trovare la manica in cui infilare il braccio.
  5. Mai mostrare curiosità verso il diverso. Disabili o persone che vengono da altri Paesi possono attirare l'attenzione dei bambini: i piccoli li fissano, li indicano e manifestano il loro stupore. È opportuno spiegare in anticipo la situazione, facendo leva su sentimenti che il bambino conosce, ad esempio “Non è bello guardare le persone solo perché ti sembrano diverse. È come quando hai paura che i compagni ti prendano in giro quando cadi oppure entri in un posto dove nessuno ti conosce”.

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I nostri figli ci guardano, non dimentichiamocelo mai. E ci imitano. “Tutte le nostre azioni da genitori vengono percepite dai nostri bimbi come normali. Noi però non educhiamo solo…

La conversazione educata

Saper parlare in modo educato è fondamentale per stringere rapporti interpersonali.

Ecco come intraprendere una conversazione educata:

  1. Spiegategli che non si interrompe mai qualcuno che sta parlando.
  2. Spiegate al bambino che non si deve parlare nell'orecchio, escludendo altri dalla conversazione.
  3. Le parolacce non vanno mai usate. E se sfuggono a noi genitori, scusiamoci e impegniamoci a non dirle più.
  4. Non si urla quando si parla al cellulare, soprattutto se si è in un luogo pubblico.
  5. Proponete di scrivere lettere al posto di e-mail. “Scrivere lettere è un modo di comunicare ormai in disuso, ma proprio per questo ricco di fascino. Le lettere rimangono, non si cancellano. Inoltre scrivere una lettera ci aiuta a esprimere sentimenti che troveremmo difficili da dichiarare a voce: scuse, emozioni, richieste di spiegazioni, condoglianze. Tutte cose che il telefono e, ancor più, l'email renderebbero indiscrete o banali”. Creare insieme al bambino una carta da lettere personalizzata, può anche essere un gioco divertente.

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I genitori sanno che dovrebbero insegnare ai figli a dire sempre “per favore” e “grazie”, ma questo è solo l'inizio delle regole delle buone maniere. Ci sono…

Comportarsi bene a tavola

  1. Offrire e ricevere cibo è una delle più importanti prove di decoro e competenza sociale. Ecco perché le buone maniere a tavola sono molto importanti. E solo se si imparano da piccoli diventano un modo istintivo di comportarsi, un linguaggio corporeo che trasmette un messaggio impossibile da esprimere a parole.
  2. Insegnategli ad apparecchiare la tavola: non è solo un compito per aiutarvi nella gestione della casa, ma è soprattutto un modo con cui impara diversi concetti di organizzazione spaziale come: 'destra e sinistra'; di sequenza: 'sopra-sotto', 'davanti e dietro'.
  3. Appena il bambino può fare a meno del bavaglio spiegategli come usare il tovagliolo.
  4. Quando si inizia il pasto, il tovagliolo va posato sulle ginocchia. Prima e dopo aver bevuto ci si pulisce la bocca con il tovagliolo.
  5. Come si impugnano le posate.

     Quando si ha il coltello in mano, il coltello si tiene con la mano destra e la forchetta con la sinistra (per i mancini è il contrario) e non vanno impugnate come armi da combattimento.

  6. Come si usa il coltello. Non va mai portato alla bocca.

    Quando si taglia, l'indice va tenuto lungo il manico, per imprimere la forza necessaria al taglio. Il suo uso va limitato all'indispensabile: solo per tagliare i cibi che non possono essere spezzettati con la forchetta.

  7. Le posate a fine pasto.

    Quando il bambino ha terminato di mangiare, spiegategli come disporre le posate: forchetta e coltello vanno messe sul piatto nella posizione delle lancette dell'orologio quando sono le 6 e 30. Proibito lasciare le posate sopra il cibo avanzato.

  8. Come si sta seduti a tavola.

     La corretta posizione è con la schiena diritta e i gomiti stretti vicino ai fianchi e con le mani sopra la tavola, senza invadere lo spazio vitale del vicino. È vietato mettere i gomiti sul tavolo e circondare il piatto col braccio.

    Quando non si è impegnati nel maneggiare le posate, mentre si aspetta tra una portata e l'altra, sul tavolo è permesso appoggiare gli avambracci, mai i gomiti.

  9. Correggete la postura del piccolo senza rimproverarlo né far commenti per non metterlo in imbarazzo. Alla fine del pasto lodatelo se è riuscito a osservare le regole.

  10. Abituatelo ad aspettare che tutti siano seduti a tavola per cominciare a mangiare.
  11. Come si deve esprimere se una pietanza non gli piace. Proibitegli di usare espressioni come “Fa schifo!”; “Lo odio!”; “Puzza!” Inoltre, stabilite la regola che si assaggia tutto quello che viene portato in tavola e poi, se non è di proprio gradimento, ci si può servire di altre portate.

Come comportarsi con alcuni cibi

  • Pane: va spezzato con le mani sul piatto, in modo da evitare che le briciole cadano sulla tovaglia.
  • La 'scarpetta': si può fare ma con pane e mani, mai con la forchetta.
  • Frittata e torte. Si tagliano con la forchetta e non con il coltello.
  • Olive. Si deposita il nocciolo sulla forchetta e poi lo si mette sull'orlo del piatto.

Alcune regole del bon ton

  • Stuzzicadenti: non vanno mai usati!
  • I piatti da portata si passano al vicino che siede a destra.
  • Al momento di servirsi si deve tener conto che rimanga abbastanza cibo per gli altri.
  • Si porta il cibo alla bocca, e non viceversa.
  • I bocconi devono essere piccoli, masticati con grazia, a bocca chiusa, senza far rumore, evitando i due estremi: la voracità e la lentezza esasperante.
  • Alla fine del pranzo la zona attorno al proprio piatto dovrebbe essere pulita, senza macchie, resti di cibo, stuzzicadenti, bustine vuote, pepe, sale e zucchero sparpagliati.
  • Vietato dondolarsi sulla sedia.

Buone maniere al ristorante

Quando si va al ristorante con i bambini è importante non disturbare i vicini di tavolo con urla e schiamazzi.

  1. I posti a tavola: li decidono mamma e papà e non si cambiano nel corso della cena.
  2. Non ci si alza senza chiedere permesso.
  3. Insegnate a salutare i camerieri quando si arriva e quando si va via.
  4. Vietato giocare con le posate, la saliera, la zuccheriera, gli stuzzicadenti o l'oliera.
  5. Non si osservano i tavoli dei vicini, né si indicano gli altri avventori.
  6. Si parla a bassa voce, non si urla; non si litiga con fratelli e cugini.
  7. Si spengono i telefonini o si silenziano.
  8. Si inizia a mangiare dopo che tutti sono stati serviti, a meno che uno dei piatti ordinati richieda un tempo molto lungo per la preparazione.
  9. Nel caso in cui il bambino faccia una scenata, portatelo fuori dalla sala da pranzo, e rimanete con lui ribadendo con calma le regole del comportamento a tavola. Soltanto quando si sarà calmato rientrate in sala. 

Il galateo del corpo

“Presentarsi agli altri puliti e in ordine è il primo suggerimento pratico per farsi amare”.

  • E' importante fin dai primissimi anni di vita educare i piccoli all'igiene personale: bagni, docce, pulizia dei denti e lavaggio delle mani, prima e dopo i pasti.
  • Come gestire il raffreddore: insegnate al bambino a tenere sempre un fazzoletto pulito a portata di mano, in modo da potersi coprire la bocca ed evitare di diffondere germi.
  • Spiegategli che quando sbadiglia deve mettersi una mano davanti alla bocca.
  • Evitare le gomme da masticare.
  • Mai parlare a bocca piena, sorbire rumorosamente il brodo, bere quando non si è ancora mandato giù il boccone.
  • Mai grattarsi la testa o le parti intime in pubblico.
  • Proibito infilarsi il dito nel naso o in un orecchio.

Regole per la televisione e videogiochi

Tv, computer, videogiochi fanno ormai parte dell'esperienza quotidiana. E' quindi importante che i genitori insegnino ai bambini a usarli, conoscerli e gestirli nel modo appropriato.

  1. Mai usare la tv come sottofondo, ma solo per vedere qualcosa di specifico.
  2. Dopo che si è visto un programma è buona abitudine far parlare il bambino di ciò che ha visto. Il racconto del piccolo serve per creare una distanza tra ciò che ha visto e la realtà, aiutando a riflettere e ad allontanare eventuali paure.
  3. Fate attenzione che i programmi siano adeguati all'età del piccolo (ad esempio, evitare di esporre un bambino piccolo a serie televisive adolescenziali).
  4. Evitare film e videogiochi violenti: alcune ricerche dimostrano che esiste una correlazione tra la visione di scene violente e comportamenti violenti e maleducati.
  5. No alla tv nella camera del bambino.
  6. Limitare l'uso della tv e dei videogiochi: se il bambino ha meno di 10 anni, gli psicologi consigliano di non superare le 2 ore al giorno; se ha più di 10 anni si fissa un certo numero di programmi e di videogiochi che può vedere abitualmente, li si elenca su un foglio e ci si attiene rigorosamente alle regole date. Questo tempo può essere diminuito o abolito se il bambino si comporta male, non ha buoni risultati a scuola, non contribuisce al buon funzionamento della casa.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/galateo-per-bambini-le-regole-per-una-buona-educazione

C’ERA UNA VOLTA LA BUONA EDUCAZIONE

Come insegnare le buone maniere ai bambini: regole di buona educazione

A cura di Micaela Munno

La nostra vita è inquinata da sgarberie, furberie, maleducazione; bisogna iniziare da piccoli ad apprendere le buone maniere ma non è mai troppo tardi rendersi conto di come regole equilibrate e  rispetto per gli altri siano necessari per vivere meglio.

Una volta si insegnava la buona educazione, le persone avevano rispetto degli adulti e anche dei più piccoli, si dava persino del “Voi” o del “Lei”, a parenti, nonni, genitori. Non si rispondeva mai scortesemente ai genitori.

 Ma a poco a poco, con il passare degli anni, qualcosa è cambiato, la buona educazione e il vivere comune, sono andati persi. Oggi sembra che non ci sia più educazione e rispetto per le persone, si è diventati più egoisti e si pensa solo a se stessi.

 La maleducazione rende la vita più arida, l’indifferenza verso e dagli altri toglie il piccolo aiuto quotidiano della gentilezza e dell’armonia.

Buone maniere, ricordo di altri tempi

Sembra allora che le buone maniere siano un ricordo di altri tempi; al volante, a tavola, in ufficio, a scuola, la cattiva educazione ha preso il sopravvento.

Tutti i giorni siamo in presenza di episodi di cattiva educazione, dall’automobilista che ignora totalmente la presenza di pedoni che cercano invano di attraversare la strada, il signore che porta a spasso il cane evitando di raccogliere i suoi bisogni, chi grida al cellulare pensando che il mondo intero debba essere interessato ai fatti suoi, chi getta dal finestrino carte e cartacce, chi parcheggia sulle strisce o sul marciapiede impedendo ai pedoni il passaggio, chi camminando sul marciapiede tra il viavai della folla ti viene addosso e non chiede neanche scusa perché evidentemente pensa che lo spazio sia solo suo, o peggio chi non lascia il passaggio ai più anziani costringendoli a fermarsi in un angolino…l’elenco potrebbe essere molto lungo.

La buona educazione è qualcosa di interiore, una grammatica, trasmessa dalla famiglia e illimitata, non si finisce mai di imparare.

“L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra” (Mandela)

La regola fondamentale, per i genitori, è essere educati.

I bambini emulano il comportamento dei genitori, se vedono che i loro genitori si rivolgono in modo gentile agli altri, che dicono grazie o per favore, che salutano entrando ed uscendo da un negozio o dalle case altrui allora anche loro si comporteranno di conseguenza. Gli adulti, dunque, devono ricordasi il significato delle regole di buona educazione e scegliere quelle regole di base importanti per i bambini.

Il saluto gentile, gesto di rispetto e espressione di amicizia; l’attenzione verso gli anziani, le donne incinte, i malati, che devono essere favoriti; lo stare in silenzio nei luoghi pubblici ed evitare di interrompere le altre persone mentre parlano; non giocare con gli oggetti degli altri senza il permesso di farlo; a tavola, non alzarsi prima degli altri, in quanto vorrebbe significare: non voglio condividere con te, non girare per casa fra una portata ed un’altra; non buttare immondizie per terra.

Importante, inoltre, riuscire a dare ordini allegramente e con determinazione, in modo da rendere simpatiche le regole stesse anche ai bambini, trasmettendo loro che il mondo non è a loro disposizione ma bisogna imparare a rispettare gli altri e soprattutto farsi rispettare.

La parola “educazione” non deve essere ritenuta una cosa medievale; essere educati non vuol dire essere deboli e subire sempre la volontà degli altri, bensì, accantonare ogni forma di prevaricazione e di arroganza nei confronti degli altri.

L’educazione è lo strumento che ci fa ricordare che esistono anche gli altri e ci fa apprezzare la libertà individuale. Spesso significa semplicemente prestare attenzione agli altri e solo imparando il rispetto per gli altri si può capire se anche gli altri ci rispettano.

 La persona educata, dunque, è una persona migliore per gli altri e per se stessa, sa  vivere bene e gustarsi la vita, contrariamente, a coloro che sono scontrosi e arrabbiati con il mondo.

 Solo sforzandoci ad adottare queste norme di buona educazione, riusciremo a vivere in armonia ed elevare il livello di civiltà della nostra società.

“L’educazione è il pane dell’anima” ( Mazzini)

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Le 40 regole della buona educazione per i bambini – Articoli Giovani Imprese

Come insegnare le buone maniere ai bambini: regole di buona educazione

La scrittrice NessiaLaniado ha pubblicato il libro; “Galateodeibambini“, per educare i bimbi a comportarsi bene in ogni situazione, dalla tavola di casa a quella del ristorante, fino agli atteggiamenti da assumere verso sé stessi e verso gli altri.

La buona educazione

Secondo uno studio dell’Ipsa, ovvero l’IstitutoItaliano di StudiTransdisciplinari svolto dallo psicoantropologoMassimoCicogna, quelli italiani sono i bambini più maleducati del continente e ciò rivela l’incapacità dei genitori di gestire il conflitto ed il tutto va a creare un grande disagio che molto spesso risulta essere di difficile gestione.

Le relazioni sono indispensabili per ogni individuo, per garantirne lo svilupposociale ed emotivo e partecipare all’evoluzione dello sviluppocognitivo.

Insegnare ai bambini come comportarsi fin da piccola porta allo sviluppo dell’intelligenzaemotiva che sarà molto importante per il futuro del bambino.

Come si salutano e si accolgono gli ospiti

Se si accoglie una persona con un bel sorriso, si farà una buona impressione e si susciterà simpatia nell’altro, quindi i bambini devono imparare a salutare gli ospiti prima con la manina e poi quando imparano a parlare, a salutare mantenendo un contattovisivo.

Bisogna aiutarlo in questa azione, in modo da spronarlo.

Comportarsi educatamente a tavola

Le buonemaniere a tavola sono fondamentali e si imparano già da piccoli: bisogna saper apparecchiare la tavola imparando a gestire lo spazio, usando il tovagliolo per pulirsi e utilizzando le varie posate in maniera corretta. Non vanno usati terminiscurrili e si mangia quando tutti sono seduti.

Come relazionarsi al cibo

Anche il cibo merita la sua attenzione: evitare di mandare le briciole per terra ed evitare di fare la scarpetta con la forchetta sono buoni esempi da seguire.

Sarebbe utile non utilizzare stuzzicadenti ed è assolutamente vietato dondolarsi sulla sedia.

Come comportarsi al ristorante

Bisogna insegnare ai bambini a nondisturbare le persone che ci circondano, che i camerieri vanno trattati con gentilezza e si deve parlare a bassavoce per non disturbare gli altri.

Il galateo del corpo umano

Uno degli insegnamenti principali, è relativo all’importanza di curare la propria igienepersonale.

Quando si sbadiglia va insegnato che bisogna coprirsi la bocca con una mano, così come nel caso della tosse a cui si andrà ad aggiungere un fazzoletto.

Non si parla con la boccapiena e non si infilano le dita nel naso.

Come ci si deve comportare con i videogiochi e la televisione

Bisogna scegliere dei programmi che siano adatti all’età del bambino andando quindi ad evitare trasmissioni troppo violente. Questi strumenti andrebbero limitati nel tempo e gestiti in appositispazi della casa.

Infine, se si prende un mezzopubblico bisogna essere educati ed occupare solamente un posto.

Inoltre, durante il viaggio bisogna rimanereseduti e non andare ad infastidire gli altri passeggeri.

Se si esce con gli adulti, non bisogna fare capricci per ottenere l’ennesimo giocattolo.

Il bambino deve imparare che non sempre può ottenere ciò che vuole, altrimenti crederà che nella vita basterà piangere per averla sempre vinta.

Источник: https://www.agi.go.it/curiosita/le-40-regole-della-buona-educazione-per-i-bambini/

Insegnare le buone maniere: indispensabile ma difficile

Come insegnare le buone maniere ai bambini: regole di buona educazione

Per noi genitori insegnare le “buone maniere” non è come dirlo: un lavoro duro che richiede pazienza, energia e costanza per aiutare i nostri figli a diventare degli adulti rispettosi e rispettati.

Un po’ di storia

Una volta, diversi anni fa, a educare i bambini e le bambine erano le scuole private tenute da religiosi o “la signorina”.

Era un metodo duro che non teneva conto delle esigenze dei bambini, della loro età, dei loro bisogni ma li vedeva in prospettiva. Si trattava di formare gli adulti di domani ed allora ecco la severa e implacabile sequela di cose da fare e di cose da non fare assolutamente perchè l’etichetta e le sue regole dovevano essere seguite.

Poi è arrivata la scuola basata sul metodo per cui i bambini dovevano restare liberi di esprimere al massimo tutto quello che sentivano e nei modi più spontanei.

I bambini così rompevano, distruggevano e facevano quel che volevano senza regole.

Le buone maniere?

Parole senza senso e come tali messe sdegnosamente da parte.

E oggi?

Come capita sempre nell’evoluzione della storia e della società, si è arrivati ad un via di mezzo.

Più ragionevolmente ci si mantiene nella dimensione che non tutto è permesso, nemmeno ad un bambino.

Cosa si intende per buone maniere?

Per semplificare la si può riassumere in questo modo: le “buone maniere” sono quel comportamento, quell’insieme di norme e di modi di essere con gli altri che fanno di un individuo una persona che sa stare a suo agio con gli altri. E che mette gli altri a proprio agio con lui.

Questo cosa significa?

Moltissimo: ogni persona adulta lo ha sperimentato e lo sperimenta sulla sua pelle ogni giorno.

Avere buone maniere vuol dire crearsi intorno un ambiente favorevole fatto di disponibilità, di sicura risposta alle nostre domande.

Infatti tutti sappiamo che di fronte ad un atteggiamento aggressivo, maleducato o prepotente nessuno ha voglia di rispondere con un sorriso disponibile.

Lo stesso atteggiamento lo abbiamo anche nei confronti di un bambino (anche se con i più piccini siamo più tolleranti).

Tutti possiamo capire e giustificare un capriccio: si sa i bambini li fanno, sia che siano o no figli nostri, ma c’è modo e modo.

E siccome, si dice, il bambino di oggi fa intravedere l’adulto di domani, tutto lo sforzo di noi genitori è di cominciare da subito a dare buoni insegnamenti, a riprendere il bimbo quando sbaglia, a insegnargli la buona educazione insomma come vengono chiamate in modo globale “le buone maniere”.

Per noi genitori è un lavoro di tutti i giorni, da fare quando se ne presenta l’occasione, ripetendo sempre le stesse cose perchè l’apprendimento non è così immediato.

Pensiamo a questo: quando incontriamo un bambino ben educato siamo sempre favorevolmente impressionati, ma dobbiamo renderci conto che quel bimbo non è nato così, dobbiamo considerare invece che dietro questo modo di essere c’è l’impegno costante della sua famiglia.

Papà e mamma d’accordo

Una volta scelta una linea di comportamento, una volta deciso cosa è permesso e cosa è vietato fare, è necessario che entrambi i genitori siano d’accordo e non abbiano cedimenti inopportuni.

Si è vista mille volte una scenetta di questo genere: la mamma sgrida il figlio perchè ha fatto qualcosa che non doveva. Il bambino piange e si rifugia tra le braccia del papà che lo consola e dice alla mamma che ha esagerato. Magari si accende anche una discussione e tra i due litiganti il terzo gode.

Infatti ha vinto il bambino che si è evitato una sgridata, ha trovato un difensore anche per la prossima volta e … non capisce più se può fare o non fare quella determinata cosa.

Può sembrare che queste situazioni siano un po’ fantastiche e invece sono all’ordine del giorno.

Situazioni sempre attuali:

  • Cedere il posto. Non è cosa d’altri tempi è attualissima. In treno, in autobus, sui     mezzi, un bambino, anche se piccolo, può facilmente e senza fatica restare in piedi o in braccio alla mamma.

    Alzarsi all’invito della mamma per far sedere una persona anziana, una futura mamma o semplicemente un adulto, può diventare una buona scuola per insegnargli a vedere le esigenze degli altri. Il sorriso di     ringraziamento che riceverà sarà un ricompensa gratificante.

       

  • In viaggio e al ristorante.  All’inizio è tutto divertente, ma poi l’interesse viene meno e con lei la petulanza fino alla maleducazione. Cosa fare? Prepararsi prima.     Spiegare al bambino che tutti hanno il diritto di stare il più tranquilli possibile.

    Quindi anche se “lui” è il più piccolo     deve starsene seduto al suo posto, non come un pupazzo, ma come se fosse “grande”. Niente avanti e indietro, niente pianti e niente giochi rumorosi.

    Sembra un drastico elenco di dinieghi, ma a chi non è capitato di doversi sorbire capricci ingiustificati di bambini ineducati? 

E’ impossibile tutto questo? No, se mamma e papà spiegano al loro bimbo il rispetto per gli altri con relativi diritti.

Источник: https://iltuobimbo.it/formazione-e-educazione/insegnare-le-buone-maniere-indispensabile-ma-difficile/

Gravidanza
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