Come insegnare ai bambini a dormire da soli

Far addormentare i bambini: tecniche e metodi | Sitly Blog

Come insegnare ai bambini a dormire da soli

Mamme stanche di tutto il mondo, unitevi! L’ora è giunta di far addormentare il vostro piccolo nel lettino.

Basta trascinarsi come uno zombie col bambino in braccio dalla camera al salone alla cucina, basta corse in macchina (appena metto in moto crolla!),  basta ninne nanne cantate nel cuore della notte a bambini dagli occhi sgranati. Far addormentare i bambini nel lettino e velocemente si può. Vuoi sapere come? Continua a leggere!

Le situazioni di vita quotidiana  che abbiamo appena tratteggiato sono talmente diffuse che esistono centinaia di metodi per far addormentare i bambini.

Alzi la mano chi non ha comprato almeno un libro con la solita “tecnica infallibile per addormentare i neonati” in 5 minuti.

Anche trabocca di video per insegnare, a genitori ormai allo stremo, metodi per addormentare bambini dal sonno difficile: musica, rumore bianco, trucchetti vari.

Sei stanca e avresti bisogno di una mano?  Cerca una baby sitter su Sitly. Registrarsi  è gratis!

Noi abbiamo chiesto a un’esperta, la dottoressa Simonetta Scazzosi, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva, di darci qualche dritta per abituare i bambini a fare la nanna nel lettino, con tranquillità e velocemente.

Abbiamo interpellato un’esperta anche perché la difficoltà ad addormentarsi in certi casi può essere legata alle paure dei bambini. Vediamo cosa ci ha detto.

In coda, troverete anche un paragrafo dedicato in modo specifico al sonno del neonato. 

Rituali consolidati

Il momento di andare a letto deve essere incluso in un rituale sereno, da ripetere tutte le sere. Ad esempio può essere costituito così: gioco tranquillo, bagnetto, pigiamino,  camomilla, lettura di una storia.

I rituali sono, soprattutto per i bambini molto piccoli, dei fattori che danno sicurezza e fiducia. Il bambino sa cosa aspettarsi, quindi è sereno e non avrà richieste particolari che vadano al di là del rituale concordato con il genitore.

(Il rituale della sera può essere anche un buon momento per le filastrocche che piacciono ai bambini).

Niente fretta

Cerca di fare attenzione ai tempi necessari per mettere in atto le diverse azioni che costituiscono il rituale, abbandonando la fretta. I tempi del bambino sono infatti diversi rispetto a quelli dell’adulto. L’attenzione per i – diversi – tempi genitori / figli è molto importante. Come abbiamo visto, spesso c’è questo alla base dei capricci dei bambini.

Coccole e baci

Non deve mancare il momento delle coccole, dei baci, delle carezze e dello scambio di sguardi, magari proprio mentre si legge o si racconta una fiaba al bambino. Questo sarà il tempo della vicinanza autentica, esclusiva, piacevole e rilassante in cui il genitore mostra al bambino di volergli bene.

Voce calma e pacata

Mantieni un tono di voce calmo e pacato che infonda tranquillità nel bambino. Un tono di voce nervoso o incerto può trasmettere un senso di inquietudine. Con l’effetto di ostacolare il rilassamento necessario per addormentarsi.  (Se hai modo, osserva una brava baby sitter come si comporta con i bambini, e con quanta calma e autorevolezza parla loro).

Un ambiente idoneo al riposo

La differenza fra il momento della veglia (giorno, luce) e del riposo (notte, buio) deve essere marcata. Quando metti a letto il bambino per farlo addormentare, la stanzetta deve essere nella penombra.

Inoltre, aggiungiamo noi, la temperatura ideale per far addormentare i bambini è dai 20 ai 23 gradi: né fredda né troppo calda.

Ed è un’ottima idea che nel lettino il bambino trovi il suo pupazzo della nanna, un ottimo regalo per bambini di 2 anni, soprattutto.

Accoglienza quando serve

Quando il bambino non vuole dormire e ti fa le più disparate richieste, valuta attentamente come rispondere. Se assecondi ogni sua richiesta, gli dimostri che i suoi comportamenti sono il modo più efficace per ottenere ciò che desidera (cioè non dormire).

Ma se le richieste sono dovute al fatto che il bambino ha paura di addormentarsi, devi invece prestare attenzione.

E in questo caso la tua funzione è di trasmettere al bambino il messaggio che, pur essendo pronta ad aiutarlo,  sei allo stesso tempo certa che non gli accadrà nulla e che riuscirà, pur restando nel suo lettino, a superare le sue paure.

Rassicurare ma non restare

Quando il bambino è nella sua cameretta e piange, cerca di  far passare 5-10 secondi prima di intervenire, rientra nella stanza del bambino per mostrargli che non lo hai abbandonato, accarezzalo, tranquillizzalo con la voce ma poi  non restare con lui.

Importante, se vuoi far addormentare i bambini, è non accendere la luce.

Se il bambino chiama ancora puoi tornare al suo lettino dopo averlo lasciato piangere un po’ più a lungo, aumentando gradualmente il tempo di attesa, finché poco alla volta riuscirà a dormire tranquillo.

Far addormentare i neonati: cosa c’è da sapere

Alcune delle accortezze che abbiamo visto essere necessarie per far addormentare i bambini sono valide anche per i neonati: la temperatura della stanza, la tranquillità che la mamma deve avere, la calma e l’affettività fisica che rassicurano il piccolo e lo fanno addormentare. Idem, la necessità di instaurare dei ritmi regolari durante la giornata, ritmi e abitudini che devono essere rispettati da tutti coloro che si occupano del bebè, nonni o baby sitter.

Esistono poi altri accorgimenti specifici dovuti alla diversa fase evolutiva di un neonato di tre mesi rispetto, per esempio, a un bambino di due anni.

I ritmi dei bambini fino a 4 mesi sono indipendenti dalla luce e dal buio: piuttosto dipendono dal bisogno di nutrirsi o di bere o per altre sensazioni (leggi il nostro post sul pianto del neonato per saperne di più).

Per questo è la mamma che deve adeguarsi ai ritmi del neonato. Questo può essere molto stancante, per cui è bene che – se possibile – la mamma si faccia aiutare. Da una nonna, o anche da una baby sitter per neonati.

 

Far addormentare un neonato in braccio: sì o no

No. In realtà è meglio adagiare il neonato nel lettino quando è insonnolito, pronto al sonno ma non del tutto addormentato. Così imparerà a “cullarsi” da solo, a passare dal dormiveglia al sonno. L’ideale è quindi dopo la poppata e il ruttino.

Suggerimento: fagli indossare il pigiamino per notte prima di allattarlo, e al momento di cambiare il pannolino puliscilo con una salvietta umidificata e non con l’acqua, per non rischiare di svegliarlo del tutto. Idem quando si sveglia di notte. Un trucco per farlo addormentare prima? Non guardarlo negli occhi (se ci riesci).

I neonati sono molto facilmente stimolati, basta lo sguardo della mamma per “rimetterli in moto”.

La giusta posizione per far dormire un neonato

A pancia in giù? Di lato per evitare che il bambino si soffochi con il rigurgito? No, questi sono luoghi comuni. La migliore posizione per mettere a il neonato nel lettino è:

  • sulla schiena
  • senza cuscino
  • con i piedini che toccano il fondo del letto in modo che non possa finire con la testa sotto le coperte oppure in un sacco-nanna (legg il nostro post sull’abbigliamento del neonato per saperne di più).

Molti genitori temono che il neonato che dorme sulla schiena abbia maggiori rischi di soffocare in caso di rigurgito. Al contrario, un neonato che dorme a pancia in su ha minori rischi di morte in culla . Per saperne di più, leggi il nostro post su come ridurre il rischio di SIDS – Sudden Infant Death Syndrome.

Un piccolo vademecum, che riassuma un po’ quello che abbiamo detto sulle tecniche per far addormentare i bambini? Eccolo qui, dalla rivista in pdf dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

E tu ci vuoi raccontare la tua esperienza? Come va (o come è andata) con tuo figlio?

Источник: https://www.sitly.it/blog/far-addormentare-i-bambini/

Come abituare un neonato a dormire da solo nel lettino

Come insegnare ai bambini a dormire da soli

Abituare un bimbo a far la nanna nel proprio lettino non è molto semplice ma è fondamentale che questo passo venga fatto quanto prima, seguendo qualche piccolo consiglio per rendere tutto più facile.

In quest’articolo vi forniremo alcuni consigli e best practices per abituare più facilmente i propri bimbi neonati a dormire autonomamente nei propri lettini.

Abitua il tuo bambino a dormire da solo fin dai primi mesi

Il contatto con i genitori aiuta i piccoli a rilassarsi più facilmente e, quindi, anche ad addormentarsi.

L’ideale sarebbe però cercare di far dormire il bambino da solo a partire dai primi mesi di vita, per far sì che i genitori possano mantenere i propri spazi e la propria intimità.

Scegliere di far dormire da solo un bimbo dall’inizio aiuta anche a far sì che egli cresca più sicuro e patisca meno la cosiddetta “ansia da distacco o separazione” (quest’ultima non va assolutamente confusa con la paura della solitudine che si sviluppa negli adulti).

Per i neonati andare a dormire è un vero e proprio momento di separazione che porta tanta paura nel non ritrovare i propri genitori al risveglio.

La separazione dai genitori viene vissuta spesso come qualcosa di negativo ed è frequentemente accompagnata da grida e pianti.

In tal caso puoi ricorrere a lettini e culle particolari, come quelle che ti spieghiamo nel prossimo paragrafo.

Aiutati con le culle “fianco letto“

Più tempo passa e più diventa difficile far abituare il neonato a stare nel proprio lettino da solo per dormire.

Per far sì che il processo vada per il verso giusto è essenziale che i genitori siano entrambi fermi e decisi senza cadere in sensi di colpa se sentono piangere disperatamente il bambino o se non riesce a dormire.

I primi mesi di vita può essere difficile mettere il bambino in un’altra stanza, ma si può optare per una culla next-to-me o fianco-letto, ossia particolari culle da affiancare al letto matrimoniale.

In questo modo i genitori avranno il proprio spazio nel quale dormire ed il piccolo potrà stare accanto a loro senza cadere nella paura da separazione.

Dopo qualche tempo si può iniziare a trasferire il bambino in una culla vera e propria e spostare tutto in quella che sarà la cameretta definitiva. Questo passaggio va effettuato possibilmente prima che il bambino possa camminare.

Sull’importanza che le culle fianco letto hanno nel facilitare un sano sviluppo del sonno nei bambini, ne parlando diversi siti e portali specializzati.

In tal senso, vi suggeriamo la lettura di maggiori approfondimenti su Giochiprimainfanzia.it, che spiegano nel dettaglio tutte le dinamiche inerenti il rapporto tra culle next to me e sonno nei bambini.

Sii paziente ed attua una routine

L’approccio più gettonato per insegnare al bambino l’abitudine di dormire da solo richiede pazienza e un pò di fermezza. Gli esperti, infatti, consigliano di lasciare il piccolo nel lettino o nella culla resistendo all’impulso di correre a consolarlo anche se si sente piangere per un pò.

Secondo questa modalità, se i piccoli prendono l’abitudine di venire coccolati per addormentarsi difficilmente impareranno a stare soli prima della nanna e questo vuol dire che, anche durante la notte qualora si svegliassero, avrebbero sempre bisogno di un genitore per riprendere sonno nuovamente.

Il pianto è una sorta di effetto collaterale, un “allenamento” per imparare a dormire da soli e, quindi, il bimbo va lasciato sostanzialmente sfogare.

A livello pratico, però, può aiutare mettere il bimbo nel lettino quando ci si accorge che sta per addormentarsi ma non ha ancora preso sonno del tutto.

Qualora iniziasse a piangere occorre aspettare circa 3 minuti prima di andare a prenderlo o consolarlo restando nella stanza del piccolo non oltre 2 minuti, tenendo le luci spente e parlando a bassa voce ma senza prendere in braccio, uscendo nuovamente anche se il bimbo non dorme e piange ancora.

Successivamente si ripete questo passaggio dopo 5 minuti e poi, dalla terza volta in poi, dopo 10 minuti.

Tale schema va applicato anche se il bambino dovesse svegliarsi dopo essersi addormentato.

Nelle notti seguenti si aumentano i minuti di attesa tra la messa in culla e l’ingresso del genitore a rassicurare. In questo modo nell’arco di una settimana circa il bimbo imparerà a dormire da solo.

Consigli alternativi

Altre teorie vanno da tutt’altra parte, affermando che i bimbi che stanno imparando a fare la nanna soli non vanno lasciati piangere ma devono essere consolati per creare un rituale che favorisca il riposo più tranquillo.

Bisogna avere orari regolari, evitando di tenere svegli i bambini a lungo con la speranza di “sfinirli” e farli addormentare, perché si rischia l’effetto opposto.

I cambi di ritmi devono avvenire gradualmente e la zona notte dei piccoli deve essere confortevole e va realizzata seguendo le necessità del bimbo.

Se non ama il buio totale si può mettere qualche lucina che dia sicurezza oppure utilizzare delle musiche o dei suoni rilassanti per favorire la nanna.

I genitori, secondo questa teoria, devono andare a consolare il bambino se si sveglia e non riesce a riaddormentarsi, ma al tempo stesso devono anche imparare a distinguere il “vero” pianto dal capriccio.

Conclusioni

Non esiste di certo un metodo migliore dell’altro ma tutto va sostanzialmente “calibrato” sul bambino, a seconda anche del carattere e di eventuali esperienze che sta facendo.

Non esiste nemmeno un’età standard nella quale iniziare il passaggio nel lettino da soli, anche se pure qui vige la regola “prima è meglio è“. Un altro consiglio utile è di far imparare al bimbo una cosa alla volta.

Se sta iniziando ad usare il vasino, ad esempio, è bene concentrarsi su quello ed evitare di “caricarlo” con un’altra abitudine nuova da apprendere.

Bisogna agire con calma e pazienza cercando sempre di usare toni e linguaggi positivi ed incoraggianti affinché il momento della nanna non si trasformi in qualcosa di teso e negativo.

Источник: https://www.seesound.it/come-abituare-un-neonato-a-dormire-da-solo-nel-lettino/

VUOI CHE IL TUO BAMBINO SI ADDORMENTI DA SOLO? ECCO COME FARE!

Come insegnare ai bambini a dormire da soli

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Ti ritrovi tutto storto a dormire sul pavimento della stanza del tuo bambino ogni notte, o vieni preso a calci dal tuo bimbo, che trasforma il letto in un “ring”?
Se desiderate che il vostro bambino dorma da solo nel suo letto, ecco qui un piano per voi.

È importante sapere che tutti sviluppiamo dei rituali di addormentamento. Come un adulto potrebbe aver bisogno di un cuscino preferito o di una coperta, e di seguire una routine come la lettura di un libro.

I bambini spesso si abituano ad addormentarsi solo se hanno i genitori nelle vicinanze. (Questo può succedere nella prima infanzia o apparire improvvisamente dopo una vacanza in famiglia.

)
Questa associazione può far “regredire” il bambino quando il genitore cerca di assentarsi e non riescono a dormire.

Piuttosto che affrontare una discussione, il genitore stanco più facilmente cede e finisce prono sul pavimento, o prende il bambino nel letto.

In realtà, un bambino non ha bisogno di un genitore durante la notte. Il bambino ha bisogno di riposo. E dormire da soli è meglio per tutti.

Inoltre, imparare ad addormentarsi da soli, è una dote importante da raggiungere. Lo aiuta a  comprendere che si può essere soli ed essere al sicuro, allo stesso tempo. (Dopo tutto, i suoi genitori sono nella stanza accanto.)

Come insegnare ai bambini a dormire da soli

È possibile insegnare al bambino ad addormentarsi con un metodo gentile e supportivo. Qui, sono indicati sei passi per una migliore notte di sonno, per tutta la famiglia.

  • Esaminare i propri sentimenti. I genitori possono facilmente sentirsi in conflitto con la separazione. Si può  godere di questa particolare vicinanza, o sentire che in qualche modo permetta di recuperare il tempo perso durante il giorno. È meglio cercare di organizzare momenti speciali da condividere, come averlo vicino mentre si prepara la cena o  pianificare qualcosa di singolare durante il fine settimana.
  • Spiegare al bambino il cambiamento. Se si vuole che il bimbo capisca il nostro ragionamento, cosicché non si senta abbandonato e sia più cooperativo, si potrebbe dirgli, per esempio: “è importante per i bambini imparare ad addormentarsi da soli nei loro letti. Questo è il modo in cui i bambini possono ottenere il miglior riposo, e li aiuta a crescere sani e forti. Anche mamma e papà possono stare meglio così. Mamma e papà hanno il compito di mantenerti in buona salute, e hanno intenzione di aiutarti a farlo”.
  • Passare attraverso la vostra naturale routine serale. Le routine sono di fondamentale importanza per i bambini perché associano l’andare a dormire con attività come la lettura di libri o parlando di cosa è successo durante il giorno e sono pronti a lasciarsi andare quando è il momento di “spegnere le luci”.
  • Spostare a una sedia. Se di solito vi sedete sul letto o  vi sdraiate accanto a lei, imparate sedervi su una sedia accanto al letto. Se protestano dite: “Mamma è più a suo agio in questo modo”, e cominciate a leggere un libro. Rassicurateli in un modo gentile, ma fermo e vedrete che andrà bene.Ogni notte spostate lentamente la sedia sempre più lontano dal letto.
  • Di tanto in tanto, prendete delle pause per il bagno, in modo che il bambino inizi ad abituarsi a brevi assenze, e potrebbe persino addormentarsi nell’ attesa del vostro ritorno. Dopo qualche tempo, ponete la sedia davanti alla porta. Comunicate la vostra presenza (“Sono qui”), e se  esce dal letto per venirvi incontro ripetetegli con fermezza,  di “tornare a letto”. Lentamente, uscire dal suo campo visivo, ma restando vicino alla porta così potrete ancora controllare se sono svegli o se stanno prendendo sonno.Continuate ad aggiungere interruzioni fino a quando vi sentirete liberi di dire, “Io vado in cucina a lavare i piatti, poi torno a rimboccarti le coperte.”

Mettete da parte almeno una settimana o due per lavorare su questo, dopodiché vi sentirete meno sotto pressione. Non disperatevi se ci vuole più tempo. È necessario dedicare a ciò tutto il tempo di cui si ha bisogno. Questa è un’abitudine difficile da rompere, ma con pazienza, fermezza e supporto questo approccio dovrebbe valere lo sforzo.

FONTE:

psychologytoday.com

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Источник: https://www.iwatson.com/vuoi-che-il-tuo-bambino-si-addormenti-da-solo-ecco-come-fare/

Far dormire i bambini da soli: come abituarli

Come insegnare ai bambini a dormire da soli

Abituare un bambino a dormire da solo, non è semplice. È però necessario che impari a farlo anche se ha paura o piange. Vediamo quando e come farlo.

Nella maggior parte dei casi il contatto con i genitori aiuta i bambini a rilassarsi e, di conseguenza, ad addormentarsi. Anche i genitori, però, hanno bisogno di spazi in cui mantenere la loro intimità, e il la camera da letto è uno di questi, per questo sarebbe meglio abituare il bambino a dormire da solo sin dai primi giorni di vita.

Questa scelta porta con sé anche altri vantaggi, primo fra tutti aiutare il bambino a sviluppare una personalità più sicura e a combattere l'ansia generata al distacco. Infatti il momento di andare a dormire rappresenta per il piccolo una vera e propria separazione dai genitori associata alla paura di non ritrovare, al risveglio, il proprio mondo di affetti.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che quando il bambino è piccolo farlo dormire da solo riduce il rischio di soffocamento. Infine, non bisogna sottovalutare la possibilità che dormendo nel letto con la mamma il piccolo faccia fatica ad abituarsi agli orari dell'allattamento.

Perché abituare un bambino a dormire da solo

Poiché più passa il tempo più il distacco dai genitori diventa difficile, alcuni esperti consigliano di far dormire il bambino nella sua stanza già quando è molto piccolo, anche prima che compia il primo anno di vita.

Un bimbo che dorme ancora nella culla non riesce infatti a uscire dal suo letto per correre nella camera dei genitori, e questo eviterà di fargli credere di poter andare da mamma e papà in qualunque momento della notte, proprio come se fosse un gioco.

In ogni caso, per riuscire nell'intento è prima di tutto importante che i genitori siano uniti e fermi nelle loro decisioni, e che entrambi ricordino che non è necessario sentirsi in colpa se un bambino non riesce a dormire tutta la notte. In questo modo sarà meno difficile averla vinta sulle lacrime del piccolo.

Come abituare un bambino a dormire da solo?

Fra gli approcci consigliati ce n'è uno che richiede di portare pazienza proprio da questo punto di vista; infatti secondo alcuni esperti per abituare il bambino a dormire da solo ci si dovrebbe rassegnare alla possibilità di lasciarlo piangere per un po' prima di correre a consolarlo.

La teoria alla base di questo approccio sostiene che se il bambino si abitua a essere coccolato per addormentarsi non riuscirà mai a farlo da solo. Di conseguenza, anche nel caso in cui si dovesse svegliare durante la notte finirebbe inevitabilmente per aver bisogno di un genitore per potersi riaddormentare.

Secondo i sostenitori di questa teoria il pianto sarebbe un inevitabile effetto collaterale dell'allenamento del bambino ad addormentarsi da solo. Dal punto di vista pratico, il loro consiglio è mettere il bimbo nella sua culla o nel suo lettino quando è assonnato ma non ancora addormentato, dargli la buonanotte e lasciarlo solo già al primo tentativo.

Nel caso in cui si dovesse mettere a piangere è bene attendere 3 minuti prima di correre a consolarlo. Solo trascorso questo tempo si può tornare nella stanza per non più di 1 o 2 minuti, lasciando la luce spenta e parlando a voce bassa e con tono rassicurante, senza però prenderlo in braccio e andandosene prima che si sia addormentato, anche se sta ancora piangendo.

Se il bambino non dovesse riaddormentarsi si può tornare a consolarlo, ma solo dopo aver aspettato per 5 minuti dall'inizio del nuovo pianto. A partire dal terzo tentativo, invece, i minuti di attesa devono essere 10. E se il bambino dovesse riaddormentarsi per poi svegliarsi nuovamente andrà riproposto lo stesso schema.

A partire dalla seconda notte i minuti di attesa devono salire a 5 per il primo pianto, 10 per il secondo e 12 per il terzo, e ad ogni notte successiva bisogna avere la forza di attendere sempre più a lungo. In questo modo nell'arco di una settimana al massimo il bambino dovrebbe abituarsi a dormire da solo.

D'altra parte, c'è anche chi sostiene che i bambini che si stanno abituando a dormire da soli non dovrebbero essere lasciati a piangere in solitudine, anzi, rispondere rapidamente alle richieste del piccolo rappresenterebbe una vera e propria opportunità per stabilire un legame e sviluppare rituali che garantiscano un riposo tranquillo e profondo. Al contrario, lasciare il bambino piangere da solo potrebbe portarlo ad associare al sonno emozioni negative che il piccolo potrebbe portare con sé per sempre.

I sostenitori di questa seconda teoria consigliano prima di tutto di stabilire orari regolari, senza cedere alla tentazione di tenere il bambino sveglio fino a tardi per farlo stancare il più possibile. Infatti quando sono molto stanchi i bambini possono fare ancora più fatica ad addormentarsi; al contrario, metterli a letto presto potrebbe anche aiutarli a dormire più a lungo.

Eventuali cambiamenti negli orari devono essere graduali. Inoltre è importante creare un ambiente confortevole; la scelta migliore varia da bambino a bambino: alcuni hanno bisogno di più silenzio e più buio rispetto ad altri.

In generale, le coperte non dovrebbero essere fredde ma la stanza non deve essere nemmeno troppo calda. La biancheria utilizzata durante la notte deve essere comoda e il piccolo non deve essere vestito troppo.

Anche se questo approccio prevede di non aspettare a consolare un bambino che si sveglia piangendo, non consiglia di rispondere a qualsiasi rumore del piccolo. Mamma e papà dovrebbero piuttosto imparare a distinguere il vero pianto dalle piccole lamentele, entrando eventualmente nella stanza per verificare se sta dormendo senza però disturbarlo.

Creare delle abitudini

In realtà sembra che non esista un metodo migliore rispetto a un altro: tutto dipende dalle reazioni del piccolo e dalle altre esperienze che sta affrontando.

Nemmeno l'età più adatta per iniziare ad abituarli a dormire in una stanza tutta loro è la stessa per tutti i bambini; in caso di dubbi, il modo migliore per sapere quando farlo è chiedere consiglio al proprio pediatra.

Decidere di iniziare ad abituarlo a dormire in una camera diversa da quella dei genitori nello stesso periodo in cui si sta imparando a usare il vasino potrebbe, ad esempio, non essere una buona idea. Cogliere, invece, l'occasione di un trasloco per proporgli di avere finalmente una cameretta personale potrebbe rivelarsi una scelta vincente.

Qualunque sia l'approccio prescelto, alcuni consigli restano invariati. In particolare, è importante accompagnare il bambino lungo questa esperienza, creando un'atmosfera serena e piccole abitudini che lo aiutino a prepararsi al sonno.

Ciò che conta è mantenere il più possibile la calma, ad esempio utilizzando sempre un linguaggio positivo e incoraggiante, in modo che il piccolo non percepisca il momento di addormentarsi come un attimo di tensione.

In ogni caso, non bisogna dimenticare che quando si tratta di abituare un bambino a dormire da solo la tenacia dei genitori è considerata la chiave del successo dell'impresa.

Источник: https://www.bepanthenol.it/it/essere-mamma/il-tuo-bambino/abituarlo-a-dormire-da-solo/

Come insegnare ai bambini a dormire da soli

Come insegnare ai bambini a dormire da soli

Ecco qualche utile consiglio per insegnare ai vostri bambini a dormire da soli, sapendo che nell'altra stanza ci sono sempre la mamma e il papà

Oramai sieta bituati ad avere una routine per la nanna del vostro bambino. Nel tardo pomeriggio bagnetto, poi pigiama, cena e pulizia dei denti. Ultimo step è la scelta di un bel libro da leggere prima di dormire nel proprio letto.

Ah certo, da non dimenticare anche un bicchiere d'acqua sul comodino, perché potrebbe venire sete durante la notte. Dopo poche pagine, finalmente il bimbo si è addormentato, accendete la luce della notte e vi rilassate anche voi per un momento, prima di andare a letto.

Poi eccolo lì, nella notte, che prontamente si presenta nel lettone in compagnia del suo peluche preferito. Perché proprio non riesce a dormire un'intera notte nel proprio letto?   

Dormire da soli: come fare

Molti genitori concedono ai figli di dormire nel lettone (co-sleeping) un po' per stanchezza, un po' per abitudine presa magari nel primo anno di vita del bambino.

Quando però i bambini crescono, il distacco dal letto dei genitori, e di conseguenza da mamma e papà, risulta più difficile. I bambini crescono, lo spazio che occupano è sempre più grande e normalmente si muovono tanto durante la notte.

In questo modo rendono il sonno dei genitori complicato (e anche il proprio)

Il sonno è una delle cose più importanti per qualsiasi età, quindi il giusto modo per riposare è importante per tutta la famiglia. Per prendere in mano la situazione ci vuole tempo e soprattutto pazienza. Ecco qualche utile consiglio per insegnare al vostro bambino a dormire da solo.

  • Non aspettate che il bambino sia troppo stanco. Meglio andare a letto sempre alla stessa ora. La routine è una buona abitudine per insegnarli a dormire da soli.
  • Mandatelo a dormire con il suo peluche o la sua bambola preferito. In questo modo sentirà una presenza di fianco e si sentirà al sicuro.
  • Lasciate accesa una lucina. In commercio ci sono le luci della notte proprio apposta per i bambini. Alcune hanno anche forme diverse come luna, nuvola o animale preferito
  • Leggete storie e favole. In questo modo accompagnerete il bambino fino al momento del sonno
  • Dopo i 3 anni, se il bimbo è ancora sveglio dopo le coccole, la storia e la ninna nanna, provate comunque ad allontanarvi e rassicuratelo dicendo che sarete nella stanza accanto
  • Se di solito vi sedete sul letto o vi sdraiate accanto a vostro figlio, imparate sedervi su una sedia accanto al letto
  • Di tanto in tanto, prendete delle pause per il bagno, in modo che il bambino inizi ad abituarsi a brevi assenze, e potrebbe persino addormentarsi nell' attesa del vostro ritorno
  • Trasmetti al tuo bambino fiducia e sicurezza, facendogli capire che è in grado di dormire anche senza mamma e papà accanto. Il suo letto è accogliente, è tutto suo e dormire lì è proprio un passo importante di crescita e di autonomia
  • Se, durante la notte, si sposta nel letto bisogna fargli capire che comprendete le sue difficoltà. Provate ad accompagnarlo con calma nel suo letto, senza sgridarlo, prendendosi un po' di tempo per stargli ancora accanto, rassicurarlo e sostenerlo.
  • Lodatelo quando riesce a dormire nel suo letto una notte intera

Non rinunciare al proprio posto nel letto

Spesso, visto che il bambino si muove spesso e si dorme male, uno dei due genitori deve rinunciare al proprio posto nel letto coniugale. Questo sarebbe un grande errore per l'equilibrio della coppia. 

Secondo il Dr. Oliviero Bruni, neuropsichiatra infantile, esperto di disturbi del sonno nel bambino, una cattiva qualità del sonno può comportare diversi disturbi che molti non attribuiscono ad una alterazione del sonno:

  • ridotte performance scolastiche e problemi di apprendimento: il 28% dei bambini con insufficiente quantità di sonno si addormenta a scuola una volta a settimana; il 22% facendo compiti; il 32% è troppo stanco per fare sport.
  • sonnolenza, disattenzione, ridotta memoria di lavoro, scarso controllo impulsi e disregolazione del comportamento rischio traumi accidentali;
  • obesità, disturbi metabolici, predisposizione al diabete; aumento rischio di sviluppare ADHD, disturbo oppositivo-provocatorio e disturbi depressivi;
  • in adolescenza abuso di alcool, cannabis e altre droghe, depressione, intenzioni suicidarie
  • Non ultimo è da considerare che il problema del sonno del bambino può avere ripercussioni su tutto l'ambito familiare determinando una scarsa salute fisica e mentale dei genitori, favorendo lo sviluppo di una depressione materna e un notevole stress familiare.

Fonti articolo: Società Italiana Pediatria

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/pianto-e-sonno-il-bambino/dormire-da-soli.html

Come Aiutare un Bambino a Dormire da Solo: consigli utili

Come insegnare ai bambini a dormire da soli

Una fase di transizione molto importante nella vita di un bambino è il momento in cui deve cominciare a dormire da solo nella sua cameretta.

Abituati a essere presi in braccio e al rassicurante contatto con la mamma e il papà, molti bambini affrontano con difficoltà questo spostamento e molti genitori fanno fatica a separarsi dai loro piccoli.

Con questo articolo vogliamo darvi dei piccoli consigli sul comportamento da adottare per aiutare i vostri figli a passare dal co-sleeping al dormire da soli, affrontando questo distacco in maniera naturale e serena.

Perché è importante che i bambini imparino a dormire da soli

Insegnare ai bambini a dormire da soli è utile e necessario al loro sviluppo per diversi motivi.

Finché sono molto piccoli, intorno a 1 anno di età, risulta utile non farli dormire nel lettone con mamma e papà per abituarli a dei precisi ritmi di allattamento, utili per garantire una certa quantità e qualità di sonno ristoratore anche alla mamma e al papà.

Potete scegliere di farli dormire in un lettino o in una culla, anche se si trova nella stessa stanza con voi. La vicinanza del corpo con i genitori spesso calma i bambini anche da molto piccoli, soprattutto nei primi mesi di vita.

Quando sono un po' più grandi, insegnare ai bambini a dormire da soli li aiuterà a sviluppare il loro senso di autonomia e di sicurezza.

Inoltre, guadagnarsi i propri spazi fin da piccoli, il proprio lettino e la propria cameretta, è un'importante conquista per ogni bambino, che aiuterà a superare più facilmente l'ansia da distacco anche in altre tappe importanti della vita, quando con la crescita dovrà affrontare degli eventi importanti come il primo giorno di scuola, la prima gita e la prima notte fuori casa.

Saranno infatti diverse le occasioni della vita in cui il bambino dovrà dormire senza la mamma o il papà: si pensi per esempio a un viaggio di lavoro di uno dei genitori, alle vacanze estive dai nonni, a quando andrà al nido o verrà affidato alle cure della baby-sitter. Se avrà imparato presto ad addormentarsi nella sua stanza anche senza la presenza di un genitore, potrà affrontare queste situazioni con più serenità e anche i genitori potranno stare più tranquilli. Molto importante, quindi, è iniziare subito dopo la nascita con le buone abitudini.

Quando iniziare a dormire da soli?

Su quando sia il momento giusto per cominciare a far dormire il bambino nella propria cameretta ci sono diverse teorie: alcuni esperti di psicologia infantile sostengono che sia meglio abituarli presto, anche prima del compimento del primo anno di vita.

In questa fase non sono in grado di alzarsi e camminare per andare nella stanza dei genitori, per cui, dopo i primi probabili pianti, si abitueranno a dormire da soli.

I genitori dovranno armarsi di pazienza e cercare di resistere alla tentazione di correre al primo lamento del bambino, anche se sicuramente non sarà facile per una madre o un padre sentire il pianto del proprio figlio.

Ovviamente non bisogna ignorarli e lasciarli piangere senza considerazione: basterà fare tutto con le giuste dosi e con i giusti tempi procedendo con una separazione graduale.

Altre teorie sostengono che questo passaggio può avvenire in maniera più graduale, anche dopo il compimento dei 2-3 anni, sfruttando una serie di trucchi e di strategie per far sentire il bambino a proprio agio nel nuovo ambiente, ossia la sua cameretta, e aiutandolo ad affrontare in maniera meno brusca il distacco notturno dai genitori.

Per riuscire nell'intento dovrete comprendere i loro sentimenti e le loro paure e cercare di rispettare i loro tempi, senza forzarli o obbligarli a stare da soli in cameretta prima del tempo o all'improvviso.

Se per esempio il bambino si sveglia dopo un incubo, è normale che il genitore lo rassicuri.

Non fare questo li porterebbe a vivere con angoscia il momento di andare a letto e potrebbe renderli timorosi del distacco anche in altre circostanze.

Tutti i genitori hanno affrontato questa fase e hanno messo a punto alcune tecniche e strategie per insegnare ai loro bambini a dormire da soli, senza traumi e in maniera serena e naturale, in modo che il riposo dei bambini sia tranquillo e allo stesso tempo anche gli adulti possano avere a disposizione le giuste ore di sonno. Vediamole insieme e scegliete quella che secondo voi è più adatta al vostro piccolo.

Un ambiente confortevole

Cominciamo intanto dalla camera del bambino, ossia il luogo dove dovrà dormire da solo e che dovrà diventare il valido sostituto del vostro caldo lettone appena sarà abbastanza grande.

Un ottimo modo per fare in modo che i bambini si abituino a dormire nel loro lettino e nella loro cameretta, è quello di farli affezionare e abituare a tale ambiente. Rendetelo quindi bello e confortevole, con oggetti e colori a misura di bambino, e magari trascorreteci del tempo insieme a loro durante l'arco della giornata.

Anche la messa a letto dovrà essere studiata a regola d'arte: la stanza deve essere calda ma non troppo, affinché il bimbo non sudi durante la notte, e le coperte e il cuscino morbidi e confortevoli. Anche l'alimentazione è importante: la sera, potreste proporre ai vostri bambini un pasto non troppo pesante per favorire un riposo più tranquillo.

Nella stanza ci dovrebbe essere buio, in modo da conciliare il sonno e non svegliare il bimbo la mattina con le prime luci dell'alba, ma nulla vieta di lasciargli una piccola lucina soprattutto nel primo periodo. Molti bambini infatti si sentono rassicurati dalla presenza di una piccola luce, che gli permetta di vedere i profili degli oggetti e della stanza nel caso di risvegli notturni.

Potete scegliere una lucina colorata a risparmio energetico, una lucina a timer, che si spegne durante la notte quando il bambino si sarà ormai addormentato, ma che gli servirà per addormentarsi tranquillo, o le lucine adesive, a forma di stelline, che potete attaccare sui mobili e sulle pareti, per rendere ancora più magica e rassicurante la cameretta dei vostri bimbi.

Il rituale della nanna

Una strategia molto utile per far abituare i bambini a dormire da soli, è quella di creare un rituale preciso e scandito attorno al momento di andare a letto.

I bambini piccoli infatti sono molto abitudinari e hanno il bisogno di sapere cosa li attende, perché questo li rassicura e li aiuta ad affrontare le situazioni e il futuro con maggiore sicurezza.

Risulta quindi utile ideare una sorta di rituale o una procedura per mettere a letto i bambini, con una serie di azioni semplici che si ripetono ogni sera e che possono essere svolte anche da persone diverse dalla mamma, se non poi in futuro in autonomia dai bambini stessi.

Intanto l'ideale sarebbe stabilire un orario fisso per andare a letto, cercando di mantenerlo nel tempo.

Alcuni genitori cercano di tenere svegli i bambini fino a tardi, in modo da far sì che dormano tutta la notte, ma in realtà spesso questo porta l'effetto contrario: quando sono molto stanchi i bambini fanno molta più fatica ad addormentarsi e metterli a letto rischia di divenire un'impresa ardua.

Stabilite quindi un orario fisso per metterli a nanna, e fate precedere la vera e propria messa a letto da una serie di gesti che ripeterete ogni sera: lavarsi i denti, mettersi il pigiama, rimboccargli le coperte, una storiella della buonanotte, un bacio sulla fronte e luce spenta.

Chiaramente, in base al vostro carattere e a quello del vostro bambino, potete fare delle piccole modifiche al rituale: potete far ascoltare delle musiche rilassanti al vostro bambino, oppure cantargli voi una ninna nanna della buona notte, oppure leggergli una fiaba: l'importante è che siano azioni che potrete ripetere le notti seguenti.

I sostituti della mamma

Una volta messo a punto un efficace rituale della buona notte, il bambino si sarà abituato a essere messo a letto in questo modo e, con il tempo, potranno farlo anche altre persone diverse dalla mamma o dal papà.

Per introdurre questi sostituti, conviene seguire la stessa tecnica che usano in alcuni asili: le prime volte, per aiutare i bambini ad addormentarsi senza un genitore e il contatto fisico diretto, le mamme si fermano con le maestre per vegliare sul loro bambino fino al momento in cui non si sarà addormentato.

Allo stesso modo, potete coinvolgere nel vostro rituale della buonanotte i fratelli maggiori o la baby sitter, in modo che i bambini si abituino anche alla loro presenza, li eleggano a figure di riferimento, parte della loro sfera affettiva, e si affidino a loro nel momento prima del sonno.

Altri sostituti della mamma e del papà possono essere gli zii o i nonni, in base alle necessità e alla struttura della vostra famiglia. Se siete spesso fuori per lavoro, sapere di poter lasciare il vostro bambino a dormire da loro, senza timori e senza problemi, vi farà stare sicuramente più tranquilli.

Il giocattolo della buonanotte

Un altro utile alleato per scacciare l'ansia e la paura e far addormentare tranquilli i vostri bambini, è quello che gli studiosi chiamano l'oggetto transizionale.

Altro non è che un semplice oggetto, in genere un peluche morbido e coccoloso o la loro bambola preferita, che i bambini possono portare nel lettino con loro per facilitare la fase di addormentamento.

Lasciate quindi che siano i bimbi a scegliere l'oggetto che preferiscono e permettete loro di portarlo sotto le coperte o vicino al letto, in modo che li faccia sentire al sicuro.

Quando saranno cresciuti, tale oggetto rimarrà un ricordo prezioso della loro infanzia, che potranno tenere in camera o passare ai propri figli, per aiutarli a dormire e farli sentire protetti per tutta la notte.

Источник: https://www.fruttolo.it/fruttolo-magazine/come-aiutare-un-bambino-dormire-da-solo

Gravidanza
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