Come crescere dei bambini felici

Contents
  1. Come crescere un bambino felice
  2. Quando si forma la sua personalità?
  3. Come capire se è sereno?
  4. I consigli per crescere un bambino felice
  5. Anche i piccoli possono essere tristi
  6. 10 regole per crescere figli felici e sereni da 0 a 21 anni
  7. 3. Fai in modo che viva un ritmo quotidiano armonico
  8. 4. Fai di tutto per essere tu stessa serena e felice
  9. 5.Impedisci che perda la naturale fiducia in sé
  10. 6. Mantieni alta la sua autostima innata
  11. 7. Evita la miccia che accende i “capricci”
  12. 8.Dedicagli tempo di qualità
  13. 9.Sii autorevole e non autoritario
  14. 10.Fai attenzione alle sue paure
  15. 4 consigli per crescere bambini felici che diventeranno adulti liberi
  16. 1 La felicità dei bambini comincia dai genitori
  17. 2 Insegnare loro i Valori lasciandoli al contempo liberi
  18. 3 L'importanza di crescere in un ambiente amorevole
  19. 4 Connessioni e legami
  20. Come crescere figli felici? Ce lo spiegano le mamme danesi
  21. 1 – Play (gioco)
  22. 2 – Authenticity (autenticità)
  23. 3 – Reframing (ristrutturazione)
  24. 4 – Empathy (empatia)
  25. 5 – No Ultimatums (nessun ultimatum)
  26. 6 – Toghetherness (intimità)
  27. Come crescere bambini felici
  28. COME CRESCERE BAMBINI FELICI
  29. BAMBINI FELICI
  30. COME RENDERE FELICE UN BAMBINO
  31. IL METODO DANESE PER CRESCERE BAMBINI FELICI
  32. I Consigli di Maria Montessori per crescere bambini felici
  33. Di certo possiamo dire che la felicità è un’abitudine che s’impara da bambini e che, se ben radicata, ci rende adulti solidi, capaci, performanti e soddisfatti
  34. Sono passati più di cent’anni da quando nel 1907 Maria Montessori aprì la prima casa dei bambini, ma le sue idee non sono assolutamente passate di moda
  35. Ogni esperienza rappresenta dunque un’occasione di apprendimento e un primo passo nella costruzione della felicità
  36. Capire in cosa sperimentano degli ostacoli e fare in modo di appianarli, mettendoli nella condizione di essere autonomi
  37. A volte bastano piccoli accorgimenti per ottenere grandi cose in famiglia

Come crescere un bambino felice

Come crescere dei bambini felici

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La gioia di vivere e l’equilibrio si sviluppano fin da quando il bebè è nella culla, grazie all’affetto e all’esempio di mamma e papà.

Non serve coprirlo di regali e dargliela vinta in ogni occasione perché è l’amore che conta, oltre alla capacità di aiutarlo a far scattare la fiducia in se stesso, apprezzando i suoi primi successi e abituandolo ad accettare qualche piccola sconfitta.

Perché, in fondo, il sogno di ogni genitore è proprio quello di vedere il sorriso sul suo visino e di guardarlo giocare beato.

In poche parole, avere un bambino sereno non vuol dire avere un figlio sempre allegro, ma piuttosto insegnargli ad affrontare la vita in modo positivo, a stabilire buone relazioni, a gioire delle proprie emozioni e ad affrontare con equilibrio le inevitabili difficoltà. Ma come crescere un bambino felice? Scopriamolo insieme grazie ai consigli della dottoressa Paola Scalari, psicologa responsabile del Centro di psicologia dell’età evolutiva di Venezia.

Quando si forma la sua personalità?

Una personalità serena nasce nei primissimi anni di vita, anche se sembra strano preoccuparsi di argomenti tanto complessi quando il bambino sa a malapena pronunciare il suo nome.

  • Quanto conta il carattere. Chi ha la fortuna di ereditare da mamma e papà i “geni del buonumore” e un’indole ottimista e socievole è naturalmente avvantaggiato. Ma ci sono bambini che già in culla dimostrano una naturale simpatia e sono sempre pronti al sorriso. E altri piccoli, più introversi e sensibili, che dimostrano diversamente il proprio stato d’animo.
  • Quanto influisce l’ambiente. L’atmosfera gioca un ruolo fondamentale. L’ideale è una famiglia in cui c’è tranquillità, con i genitori che non si fanno prendere la mano da ansia e preoccupazioni, ma soprattutto che fanno “sentire” ai figli che li amano “comunque”, al di là dell’aspetto fisico che hanno o delle doti intellettuali che potrebbero non avere. Senza dimenticare che la felicità è contagiosa: un bambino che cresce tra gente abituata a vedere il bicchiere mezzo pieno, anziché mezzo vuoto ha molte probabilità di sviluppare un atteggiamento più gioioso.

Come capire se è sereno?

Al di là delle differenze di carattere, i bambini felici hanno caratteristiche in comune: fiducia, autostima, curiosità. Come tutti fanno i capricci e scoppiano in pianti inconsolabili, ma sanno superare in fretta la crisi.

Sono capaci di stabilire, in modo adeguato alla loro età, un buon rapporto con altri bambini e con gli adulti. Il bambino felice dimostra le proprie emozioni, belle e brutte.

Sin dalla prima infanzia bisogna imparare a leggere nei gesti e negli atteggiamenti le tracce del suo benessere. Dopo i tre-quattro anni si può cominciare a parlarne. Perché in questa età speciale il bambino comincia a dare un nome a quello che sente.

Non è ancora in grado di dire che è geloso del fratellino, ma va incoraggiato a spiegare quello che sente.

  • Distingui tra la tua e la sua felicità. Di solito è felice chi ha una famiglia felice. Però non è detto che le cose che rendono contento un bambino siano le stesse che gratificano i genitori.
  • Ricordati che è una persona autonoma. Fin dalla prima infanzia bisogna imparare a riconoscere nel figlio un individuo indipendente, che potrebbe rivelare gusti, inclinazioni e desideri diversi dai propri. È normale per i genitori sognare un futuro brillante per i propri figli, o che seguano le proprie orme nel lavoro e nello sport, ma senza forzature.
  • Non forzarlo. Inutile pretendere di allevare un campione di nuoto se il bambino fin da piccolo ha paura dell’acqua: forzarlo ad andare in piscina in questo caso può solo renderlo infelice. Facendolo sentire inadeguato si gettano le basi per complessi e insicurezze difficili da superare.
  • Incoraggia le inclinazioni. Talvolta i bambini fin dalla prima infanzia rivelano un’attrazione speciale per disegno, musica o danza. Quando esistono delle inclinazioni, vale sempre la pena di incoraggiarle. Pazienza se interromperà la tradizione di famiglia e da grande non farà l’avvocato.

I consigli per crescere un bambino felice

  • Aiutalo ad accettare le sconfitte. Pianti, dispetti, capricci sono all’ordine del giorno nell’infanzia. E i genitori istintivamente vorrebbero risparmiare al bambino anche il più piccolo dispiacere. Ma anche se fosse possibile, non sarebbe utile. Serve invece, e molto, insegnargli ad accettare anche una piccola frustrazione. I genitori sono uno specchio nel quale i bambini vedono il comportamento da tenere per ogni situazione e lo imitano: per questo, è importante dimostrarsi equilibrati, affrontare ogni problema con serenità e, quando arrabbiarsi è inevitabile, basta farlo senza diventare isterici.
  • Spingilo ad avere fiducia in se stesso. La curiosità, la voglia di scoprire cose nuove sono molle fondamentali per la crescita. Ma la preoccupazione che ogni esperienza si trasformi in un pericolo è naturale nei genitori. I genitori dovrebbero dosare permessi e divieti, tarandoli sulle sue capacità e non sui propri timori, così gli si fa capire che “può farcela” da solo, un toccasana per la sua autostima. Il bambino felice non è quello lasciato libero di fare tutto: è quello che viene aiutato a capire ciò che gli è concesso e ciò che gli è proibito. Per questo, una linea di condotta coerente è molto importante: meglio un divieto in meno, ma definitivo.

Anche i piccoli possono essere tristi

Occorre ricordare, infine, che anche i bambini possono soffrire di depressione: è un disturbo raro, ma capita che piccoli di 4-5 anni vedano il mondo in bianco e nero, non abbiano voglia di giocare, siano sempre tristi e chiusi in un mondo tutto loro. Naturalmente non si parla del malumore passeggero, ma di un atteggiamento costante, che si ripete giorno dopo giorno per settimane. Ecco alcuni segnali che devono far riflettere.

  • Cambiamento di carattere: un bambino vivace che improvvisamente è sempre troppo quieto, oppure un piccolo tranquillo che diventa nervoso e scontento.
  • Modificazione dell’appetito.
  • Disturbi del sonno: dorme troppo o troppo poco.
  • Stanchezza ingiustificata: disinteresse per qualunque progetto (dalla gita in campagna al pomeriggio al luna park).
  • Difficoltà di concentrazione: si distrae davanti ai cartoni animati, non segue il racconto della favola preferita.
  • Incapacità di dimostrare gioia: indifferenza davanti a un regalo, scarsa partecipazione nei giochi con altri bambini

Che fare se il bambino presenta alcuni di questi comportamenti? È opportuno rivolgersi al medico, che consiglierà l’atteggiamento più adatto per aiutarlo a superare il momento di difficoltà. 

Источник: https://quimamme.corriere.it/bambini/psicologia-infantile/crescere-un-bambino-felice

10 regole per crescere figli felici e sereni da 0 a 21 anni

Come crescere dei bambini felici

E se l’esperienza dimostrasse che i segreti per crescere un bambino in salute e felice sono nascosti dietro la semplicità? A volte bastano piccole azioni quotidiane concrete per rendere più leggero e piacevole il ruolo di genitore e per garantire al bambino la crescita e le attenzioni che si merita. Vediamole insieme con queste 10 regole

1. Osservalo e ascoltalo

Gli occhi sono lo specchio dell’anima e guardare il bambino evitando la superficialità gli permette di sentirsi amato, accolto, di sentire che lui esiste e che esiste per l’amore di mamma e papà, il vero motore e l’alimento che lui desidera ancor prima del cibo. Quindi:

  • guardalo negli occhi quando ti rivolgi a lui.
  • abbassati alla sua altezza ogni volta che ti è possibile quando vuoi comunicargli qualcosa.
  • Chiedigli spesso come si sente: si sentirà ascoltato e imparerà a sua volta a osservare i suoi sentimenti e le sue emozioni.
  • Quando rientra da scuola o dalla scuola materna, per esempio, evita di chiedergli “Come è andata?” (lui si proietta nel fare e nella performance) e chiedigli piuttosto “Come ti senti? Come sei stato stamattina a scuola?” (si sente messo al primo posto e sente che per mamma e papà è importante innanzitutto lui come individuo e non per quello che fa)

2. Ricordati sempre che non è un adulto

Quante volte abbiamo sentito “Fai l’ometto”, “Non piangere che sei grande!” rivolto a bimbi di tre-quattro anni? Davvero a quell’età sono così grandi? Non lo crediamo. È importante che i bambini possano vivere pienamente l’infanzia: giocare, giocare, giocare, essere amati, serviti, aiutati, coccolati, sostenuti.

Se non lo facciamo, alimentiamo in loro una grande lacuna che andranno a ricercare negli anni successivi quando invece dovrebbero iniziare a manifestarsi. Quanti adulti conosciamo non autonomi affettivamente che riempiono i vuoti affettivi con il cibo, il fumo, che hanno bisogno di sentirsi continuamente riconosciuti dall’esterno?

Come applicare in pratica questo consiglio? Ecco due consigli importanti.

  • Evita l’imposizione “forzata” delle regole: il bambino impara con l’esempio e attraverso l’imitazione. La regola imposta lo proietta precocemente in una modalità adulta non adatta alla sua età. Per esempio, se vuoi che alla fine di tutti i pasti si lavi i denti, evita la ramanzina e prendilo per mano, andate insieme in bagno e inizia a lavarteli, tu dandogli la possibilità con il tempo di osservarti e di imitarti.
  • Se desideri che impari o che collabori coinvolgilo sempre attraverso il gioco. Per esempio, le pulizie della cameretta possono diventare il gioco dei pirati che puliscono la nave e quindi ci sarai tu che sei il capitano, poi ci saranno il mozzo, ecc. Vedrai che il giorno seguente ti chiederà: “quando puliamo di nuovo la stanza, mamma?”

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3. Fai in modo che viva un ritmo quotidiano armonico

Per il bambino sono fondamentali la routine e i piccoli riti quotidiani perché gli danno sicurezza, lo orientano anche quando non ha ancora la nozione del tempo, gli danno un senso di confine entro il quale può muoversi serenamente. Per ottenere questa armonia puoi:

  • Rendere gli orari della giornata il più possibile simili di giorno in giorno;
  • Evitare di cambiare i posti a tavola o di mangiare una volta a tavola, poi ogni tanto sul divano, ecc.
  • Creare un rito della buonanotte e un rito del buongiorno che accompagnino tuo figlio dolcemente al sonno o alla ripresa della giornata.
  • Evitare giochi troppo movimentati la sera a favore di silenzio, luci soffuse e letture o giochi tranquilli che non lo carichino energeticamente ma favoriscano la calma e il passaggio al sonno.

4. Fai di tutto per essere tu stessa serena e felice

Il bambino impara per imitazione e assorbe tutto dall’ambiente senza possibilità di filtro. Avere un buon esempio da seguire evita di dover spendere tempo e fatica con un metodo educativo da vecchi tempi fatto di imposizioni, ripetizioni, premi e punizioni.

Prenditi degli spazi tutti tuoi per ricaricarti con le cose che ti piace fare: anche noi abbiamo un bambino interiore che chiede le sue attenzioni.

Se li hai, risolvi i tuoi conflitti con il passato e i rancori che hai verso gli altri e verso te stesso: molto spesso quando ci arrabbiamo con i nostri figli, la vera motivazione si nasconde dietro una nostra frustrazione e non in quello che possono aver fatto loro.

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5. Impedisci che perda la naturale fiducia in sé

Il bambino nasce con un’estrema fiducia nella vita e nelle sue possibilità, soltanto che a volte inconsapevolmente l’adulto mina dalle fondamenta questa sicurezza, per esempio quando lo paragoniamo ad altri (il bambino crede che preferiamo altri a lui e inizia a perdere fiducia).

Ecco gli aspetti fondamentali da conoscere per preservare la fiducia di tuo figlio:

  • I paragoni lo demoralizzano e lo fanno sentire inadeguato: ogni bambino è unico con i suoi talenti e le sue debolezze. Dirgli di guardare chi crediamo abbia fatto meglio di lui o sia più bravo di lui non fa altro che scoraggiarlo e non porta a nulla.
  • Il giudizio lo sminuisce: lui è perfetto così com’è. Se ha “sbagliato” in qualcosa molto probabilmente è perché gli mancava qualche informazione a riguardo, o perché non lo ha fatto apposta o perché era stanco o forse distratto.
  • Sii abbondante nel comunicargli quanto lo ami, quanto gli vuoi bene e quanto lui sia meraviglioso sempre.
  • Tuo figlio agisce sempre per un motivo preciso: evita di dirgli “bravo” quando fa qualcosa che ti piace e evita le “facce brutte” o i rimproveri quando fa qualcosa che secondo te non deve fare: lui ha sempre una motivazione per agire in un certo modo e il rischio è che si convinca che per avere la tua protezione e il tuo amore lui debba fare solo le cose che piacciono a te, allontanandosi dalla sua natura e dai suoi sentimenti.

6. Mantieni alta la sua autostima innata

Accettare i bambini e i ragazzi per quello che sono è il principio d’oro per farli sentire sempre sicuri di sé, forti e capaci. Lascialo sperimentare e imparare attraverso il gioco, evitando di stargli troppo addosso con spiegazioni razionali sul perché delle cose.

Per esempio, se tuo figlio vuole toccare la pentola sul fuoco e tu non vuoi perché temi possa scottarsi, è inutile che glielo dici e glielo spieghi, magari abbozzando anche una teoria sul calore. Se sente l’impeto di farlo cercherà comunque di soddisfarlo.

E allora cosa puoi fare? Lascialo sperimentare (che non vuol dire andartene dalla cucina e lasciare che si ustioni). Puoi dirgli con amore che può toccare la pentola ma con attenzione perché brucia (mentre si sta scaldando sul fuoco e non scotta ancora).

Sarà lui ad attivare le sue risorse difensive, a sentire in anticipo il calore e ad andarci con calma, ma intanto sarà riuscito a provarci, a rispondere a una sua curiosità e a verificarla nella pratica. In questo modo difficilmente i bambini tornano a sfidarci o si fanno del male.

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7. Evita la miccia che accende i “capricci”

Il capriccio è sempre l’espressione di un bisogno del bambino che non è stato accolto. Prima di arrabbiarti e porti sul suo stesso piano chiediti che cosa ti è sfuggito, che cosa lui ti sta comunicando, che cosa puoi aver sbagliato nell’interagire con lui. Questo vale non solo per i bambini più piccoli ma anche e sempre per gli adolescenti.

Sii il più possibile neutrale e invece di arrabbiarti prova a chiederti: “Perché si sta comportando così? Se fossi io al suo posto vorrei davanti qualcuno che si arrabbia e non mi capisce o vorrei essere compreso e accolto?”

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8. Dedicagli tempo di qualità

Meglio due ore trascorse con i nostri figli nella completa presenza e nella dedizione totale che tutta una giornata insieme nella noia e nella frustrazione.Puoi iniziare prendendoti un’ora in cui senti di poter stare a sua disposizione e senza pensare ad altro stai semplicemente con lui, asseconda i suoi giochi, ascoltalo, divertilo.

Se hai cose da fare e anche lui di cui occuparti, fai il possibile per coinvolgerlo in modo divertente.

Non dargli modo di pensare che il carico della lavatrice o la cena da preparare siano più importanti di lui: parlagli mentre prepari, o coinvolgilo, facendolo sempre sentire al primo posto.

9. Sii autorevole e non autoritario

A te piacciono le imposizioni e gli obblighi restrittivi? Anche a tuo figlio non piacciono un granché.

L’autoritarietà porta a sentire il bisogno di ribellarsi e di trasgredire, mentre l’autorevolezza si lascia percepire come guida, sostegno e comprensione alimentando il senso di fiducia:

  • chiedi a tuo figlio le motivazioni del suo comportamento, dagli un buon esempio, se è già un ragazzo puoi spiegargli il perché delle cose (magari aiutandoti con degli esempi tratti dalla vita quotidiana).
  • Comportati tu stessa in maniera impeccabile così da essere per lui un buon esempio
  • Ascoltalo, accoglilo e comprendilo in modo che ti stimi: la stima verso il genitore è il vero strumento per essere una guida efficace. Non serve altro per farsi ascoltare.
  • In caso di disagi emotivi l’accoglienza e il “mettersi” dalla sua parte sono fondamentali per fargli sentire di essere sostenuto e di potersi esprimere liberamente.

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10. Fai attenzione alle sue paure

Che sia bambino o adolescente, non ha ancora la maturità interiore per affrontare in autonomia ciò che lo spaventa. Ridicolizzarlo o prenderlo in giro quando è preoccupato per qualcosa o ha paura non aiuta il bambino a trascendere i suoi timori. Fai in modo che nell’ambiente attorno a lui nessuno lo ridicolizzi.

Puoi sostituire il classico “Ma dai, cosa vuoi che sia!” con il “Ti capisco, come mai ti fa così paura? Cosa senti? Come posso aiutarti?

E infine, risolvi tu per lui le sue paure facendogli vedere come si fa attraverso il tuo esempio di neutralità, lucidità e sicurezza: avrà molta fiducia e stima nei tuoi confronti e avrà gli strumenti per completare la sua maturità affettiva così da essere autonomo una volta adulto.

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Che cosa può rendere inefficaci questi suggerimenti? Solo una cosa: dimenticarteli o lasciare che l’iniziale difficoltà nell’abituarti ad applicarli abbia il sopravvento sulla tua forza di volontà nei primi tempi.

Sono principi che rispettano totalmente la natura del bambino e del ragazzo e i loro veri bisogni nelle fasi di crescita. Sono gli stessi che abbiamo utilizzato in un centro residenziale per bambini in affido famigliare per cinque anni, ottenendo ottimi risultati, così come durante il supporto a molti genitori in difficoltà con la gestione quotidiana dei loro cuccioli.

Aggiornato il 21.05.2018

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/psicologia/10-regole-per-crescere-figli-felici-e-sereni-da-0-a-21-anni

4 consigli per crescere bambini felici che diventeranno adulti liberi

Come crescere dei bambini felici

Un bambino felice è un adulto che affronta la vita con coraggio e con passione. Ecco perché, quando chiediamo a chi ha bambini piccoli cosa si aspetti dal futuro dei propri figli, la risposta più matura che possa dare è forse la più semplice: “voglio che siano felici”.

La felicità, se da una parte è un concetto astratto e molto soggettivo, dall'altra fa riferimento a qualcosa di molto concreto, ad una libertà da conquistarsi.

Un individuo felice non è certo una persona spensierata e frivola, ma un essere umano in grado di godersi i vari aspetti della vita, senza abbattersi, ma piuttosto cercando soluzioni di fronte ai problemi quotidiani.

Tutto ciò presuppone sì un'inclinazione, una predisposizione dell'animo che non è (o almeno, non solo) scritta nei geni, quanto la risultante di tutta una serie di esperienze che si stratificano nella nostra mente già nei primi mesi di vita.

Ecco perché è importante insegnare ai bambini come essere felici sin da piccoli. Nel loro percorso di vita anche il minimo dettaglio, la minima attenzione, risultano importanti per comprendere la realtà esterna.

Così come è essenziale la loro “prima uscita”, cioè l'imprinting culturale che ricevono nel tentativo di dare risposte immediate a ciò che, giusto o sbagliato, accade loro intorno.

Nel compilare questa piccola lista di consigli, che potremmo ribattezzare 'La guida per crescere bambini contenti e genitori felici', noi di Viaelisa ci teniamo quindi a sottolineare ancora una volta l'importanza dei processi educativi diretti e indiretti.

Il benessere dei bambini non è qualcosa di lontano e distante, ma è proprio l'aspetto più importante del nostro presente.

Anche se non ci pensiamo quasi mai, la crescita delle nuove generazioni è più importante di qualsiasi altra cosa: dell'abbattimento delle tasse e dell'assistenza sanitaria, dell'inflazione e dell'aumento del costo della benzina.

1 La felicità dei bambini comincia dai genitori

I bambini sono come spugne, si dice. I nostri figli sono come specchi alla cui vista non possiamo sottrarci. Il loro umore è direttamente proporzionale al nostro stato d'animo e, proprio per questa ragione, dobbiamo partire dal lavoro su noi stessi.

Il nostro umore, proprio perché è in grado di condizionare il loro, conta di più. Così spesso succede che genitori felici hanno figli felici, mentre i figli di genitori depressi soffrono il doppio del tasso medio di depressione.

Per fortuna non si tratta di una regola scritta da nessuna parte e ogni individuo ha una incredibile capacità di riscatto personale.

2 Insegnare loro i Valori lasciandoli al contempo liberi

Esiste anzitutto un concetto profondo di libertà ed è qualcosa che ha a che fare con la possibilità di amare ed essere amati, di rispettare gli altri, di seguire i propri sogni.
Tutti i genitori vorrebbero figli felici, ma nessuno conosce la formula esatta per la felicità.

Ecco perché non è possibile stabilire con certezza quale sia il giusto livello di libertà che un genitore può concedere ai propri figli.

Si tratta di bilanciare due aspetti, la naturale pulsione genitoriale a trasferire nella prole concetti e valori che hanno fatto parte della propria vita deve convivere con la possibilità che i figli possano intraprendere autonomamente la propria strada.

3 L'importanza di crescere in un ambiente amorevole

È vero, non tutti i figli nascono uguali. Anche tra fratelli possono emergere sostanziali differenze di fondo. Facciamo un esempio. Nella famiglia Bianchi c'è Marco, il secondogenito di 7 anni, che si sveglia tutte le mattine arrabbiato e scontroso. Marco è un bambino un po' cupo, sembra ci sia nato così.

Susanna, sua sorella di tre anni più grande, è completamente all'opposto, 'buona come il pane', si direbbe. Questo naturalmente è ciò che ci dicono i cromosomi. Ma c'è dell'altro, oltre alla genetica c'è l'ambiente.

L'ambiente, inteso anzitutto come insieme di esseri viventi e di relazioni che si innescano fra questi. In questo senso non c'è aggettivo che sintetizzi meglio le caratteristiche che un ambiente ottimale per crescere figli deve avere.

Un genitore, un nonno, un fratello maggiore amorevole “prova o dimostra affetto, benignità, premura” nei confronti degli elementi più piccoli della famiglia.

4 Connessioni e legami

Questo è un punto piuttosto semplice da capire, più difficile però da mettere in atto.

In che modo un genitore può far sì che suo figlio non si senta solo, abbandonato, ma in ogni momento si senta parte di una famiglia – sia reale che allargata alle amicizie più intense? In altre parole, in che modo è possibile rendere piena e felice la vita di un bambino attraverso le relazioni? Ogni semplice legame può trasformarsi in una più profonda connessione con i familiari, qualcosa che ha a che fare con la sensazione di essere ben voluti, amati, accettati, compresi, desiderati.. in altre parole riconosciuti a tutti gli effetti come membri della famiglia.
Attraverso queste connessioni, non solo costruiamo solide basi per la felicità futura dei nostri figli, ma scongiuriamo anche il rischio di insorgenza di problematiche quali il disagio emotivo, la prepotenza e la violenza.

Источник: https://www.viaelisa.it/en/viaelisa-blog/23_4-consigli-per-crescere-bambini-felici-che-di.html

Come crescere figli felici? Ce lo spiegano le mamme danesi

Come crescere dei bambini felici

Partiamo da un dato: la Danimarca domina ogni anno la classifica dei paesi più felici al mondo.

Anche quest'anno infatti, secondo il World Happiness Report commissionato dalle Nazioni Unite, il paese scandinavo è al primo posto e in generale è sempre ai vertici della classifica.

Sistema sociale, governo o prodotto interno lordo sembrano non essere sufficienti a spiegare tanta felicità. Da cosa dipende quindi?

Le autrici di “PARENT, il metodo danese per crescere bambini felici” hanno formulato una teoria tanto semplice quanto rivoluzionaria: non saranno le mamme danesi le “responsabili” di tanti bambini felici? Che crescendo e diventando gli adulti di domani diffonderanno questa felicità a loro volta? Iben Sandahl, psicologa danese, e Jessica Alexander, giornalista americana (ma sposata con un danese) non hanno dubbi e hanno stilato una vera e propria guida pratica a beneficio dei genitori di tutto il mondo.

Secondo le due autrici, il segreto della felicità dei bambini (e della serenità familiare in generale) si può racchiudere in un acronimo: P.A.R.E.N.T. (genitore).

I 6 punti chiave sono: Play (gioco), Authenticity (autenticità), Reframing (ristrutturazione), Empathy (empatia), No Ultimatums (nessun ultimatum) e Toghetherness (intimità).

Vediamo brevemente, punto per punto, di cosa si tratta e come applicarlo anche nella nostra quotidianità.

1 – Play (gioco)

Per le mamme italiane strutturare la giornata dei propri figli tra scuola, sport e corsi di tutti i tipi è diventata la norma. In Danimarca invece si dà molta importanza al gioco libero, che insegna ai bambini a gestire emozioni e stress.

Giocare all'aperto (anche in inverno!), creare modi e tempi di gioco, rapportarsi tra coetanei e fratelli senza l'interferenza di un adulto sono tutte attività importanti per la crescita dei bambini.

Ricordiamocelo la prossima volta che siamo tentate di riempire l'agenda dei nostri figli peggio di un manager d'azienda!

Leggi anche: Giocando si conosce il mondo

2 – Authenticity (autenticità)

“La sincerità crea una maggiore consapevolezza di sè”. Parti da questo presupposto e cerca di dire sempre la verità a tuo figlio. Non lodarlo eccessivamente: troppi complimenti minano l'autostima e suonano falsi.

Davanti a un disegno non bisognerebbe dire subito che è un “capolavoro”: si illude il bambino di essere un “genio”.

Le autrici consigliano di focalizzarsi sulle reali abilità del bambino: fare domande sul tipo di colori usati, sul soggetto o sulle emozioni provate dal bimbo nella realizzazione del disegno aiuta i piccoli a concentrarsi sul compito svolto. Oltre a insegnare l'umiltà.

3 – Reframing (ristrutturazione)

Cambiare punto di vista: cioè affrontare una situazione spiacevole focalizzandosi sul lato positivo delle cose.

Un atteggiamento semplice ma in grado di cambiare completamente il nostro atteggiamento nei confronti della vita.

Questa capacità è alla base della resilienza: acquisire le risorse necessarie per superare un evento traumatico, trasformando le difficoltà e cambiando il punto di vista.

Leggi anche: Sviluppare la resilienza nei bambini con l'aiuto delle fiabe

4 – Empathy (empatia)

L'empatia si sviluppa fin dai primissimi mesi di vita: il neonato infatti si connette alle emozioni e agli stati d'animo della mamma e si “allena” a farlo in seguito con le altre persone.

Naturalmente dobbiamo essere anche noi a stimolare i nostri figli a sviluppare l'empatia, cercando di comprendere le sue emozioni. Se il piccolo è triste non sminuiamolo ma cerchiamo di chiedergli perché si sente così e quali emozioni prova.

L'empatia, la capacità di mettersi nei panni degli altri, è un grande passo verso la felicità collettiva.

Leggi anche: Come aiutare tuo figlio a sviluppare empatia

5 – No Ultimatums (nessun ultimatum)

Ovvero: più autorevolezza e meno autoritarismo, esattamente come fanno i genitori danesi. Punizioni, sculacciate o, appunto, ultimatum, generano un circolo vizioso di paura e incomprensioni reciproche.

Le autrici spiegano che “Comandare incutendo paura comporta un problema, perché non si promuove il rispetto: si promuove la paura“. Le regole devono essere imposte con autorevolezza, calma e affetto. Senza urli e minacce. Certo all'inizio non sarà facile, soprattutto se si è già innescato il meccanismo dell'autorità.

Ma le autrici ricordano anche che “calma genera calma“: non cercare di calmare tuo figlio urlando più di lui!

Leggi anche: Educare senza urlare

6 – Toghetherness (intimità)

È quello che i danesi chiamano “hygge”: passare del tempo insieme ad amici e parenti e creare un'atmosfera accogliente in casa. Per loro è un vero e proprio stile di vita che vede coinvolti genitori e figli ma anche una stretta rete sociale e familiare.

Giocare insieme, cucinare e godere in generale della reciproca intimità e compagnia rafforzano il benessere di ciascuno.

Come fare a portare un po' di questo “hygge” in casa nostra? Le autrici consigliano di creare una calda atmosfera in casa (accendendo candele o facendo piccole decorazioni fatte a mano), ma anche di smettere di lamentarsi, organizzare attività di gruppo e incoraggiare il gioco dei bambini (senza dispositivi elettronici!).

Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni, di Jessica Alexander e Iben Sandhal (Newton Compton)

Источник: https://www.donnamoderna.com/mamme/parent-metodo-danese-crescere-figli-felici

Come crescere bambini felici

Come crescere dei bambini felici

Una ricerca dell’Istituto Superiore della Sanità ha provato a sondare gli stili di vita di 14mila neomadri italiane per scoprire le regole d’oro per crescere i figli in buone condizioni di salute. E innanzitutto felici, sapendo bene che la felicità non può mai essere considerata un traguardo, ma almeno un obiettivo.

Gli esperti della Sanità, in particolare, si sono meravigliati per due dati che sono venuti fuori dalla ricerca: la maggioranza delle madri non legge mai nulla, la sera, ad alta voce ai propri piccoli, neanche una favoletta breve; e soltanto una minoranza allatta al seno.

Due cose, la lettura delle favole e l’allattamento naturale, che invece, danno salute, serenità, e perfino felicità ai bambini.

COME CRESCERE BAMBINI FELICI

Tutti noi vorremmo che i nostri figli fossero sempre allegri, di buon umore, non capricciosi e obbedienti. Dimentichiamo però che l’umore, con le sue oscillazioni, non riguarda solo le persone mature, ma anche l’età più giovanile. E sottovalutiamo alcuni gesti, perfino semplici, che possono dare più serenità e allegria ai nostri figli.

LEGGI ANCHE: Come insegnare la gentilezza ai bambini attraverso il buon esempio e il gioco

BAMBINI FELICI

Insegnare la felicità come regola di vita, per sentirsi bene, stare in pace con se stessi senza frustrazioni, rimpianti e rimorsi.

In alcune scuole del nord Europa la felicità è diventata una materia di studio, anche all’università. Noi pensiamo che i bambini siano felici solo per il fatto di essere bambini ma anche l’infanzia ha le sue paure.

Dunque non sprechiamo la possibilità di rendere felici i nostri figli.

COME RENDERE FELICE UN BAMBINO

Ecco 10 consigli per trasmettere loro la felicità come valore fondante della vita:

1 – Leggere ai bambini: fin da quando sono molto piccoli leggete ai bambini le storie della buonanotte, le fiabe classiche che insegnano loro che c’è sempre un rimedio nella vita, c’è sempre un modo per uscire dalle brutte situazioni on umiltà e dolcezza. Oltre ad essere un momento “educativo” è anche un momento molto intimo tra genitori e bambini ed è una buona abitudine da coltivare.

2 – Chiedere scusa: quando si sbaglia bisogna chiedere scusa. Basta questa semplice parola, a volta, per far tornare i bambini ad essere sereni dopo aver commesso una piccola marachella. E quando siamo noi adulti a sbagliare, non arrampichiamoci sugli specchi e diamo il buon esempio.

3 – Educazione e buone maniere: essere gentili con gli altri è un modo per sentirsi bene e per far sentire bene chi vive intorno a noi. La gentilezza è un valore importante da trasmettere ai nostri figli.

4 – Sorridere: Molto spesso, come genitori, siamo presi da tanti problemi e non sempre sorridiamo. Invece bisogna insegnare ai bambini il valore di un sorriso: è contagioso come uno sbadiglio e non costa nulla, sviluppa endorfine e ci fa stare bene. Giochiamo insieme a loro, passiamo del tempo con loro. Senza tablet, smartphone, televisione.

5 – Non giudicare: Di fronte ai bambini è importante avere sempre una parola buona per le persone.

Non giudichiamo i comportamenti in maniera negativa, non usiamo il sarcasmo o l’ironia e cerchiamo di spiegare sempre le ragioni che sono dietro ad un gesto che a loro sembra incomprensibile: il rimprovero di una maestra, l’atteggiamento dell’arbitro di calcio e così via.

Se insegniamo ai bambini a rispettare le opinioni degli altri si sentiranno più consapevoli e felici e non vivranno il giudizio degli altri come una sconfitta ma come un arricchimento.

6 – Niente è per sempre: esistono dei momenti molto belli e anche dei periodi meno belli. Ma non bisogna abbattersi per questo motivo.

Nulla dura per sempre: è bene insegnare ai bambini che tutto ha un inizio e una fine.

Sapranno godere appieno di ogni situazione della vita, senza rammaricarsi quando una vacanza finisce o quando hanno preso un brutto voto. Tutto si può recuperare.

7 – Spiegare e non punire: Noi genitori di oggi siamo figli degli anni in cui i genitori erano temuti. Soprattutto i padri.

Oggi la famiglia “tradizionale” non esiste più: le mamme, spesso, non sono casalinghe e lavorano, i nonni, a loro volta, lavorano ancora, ci sono famiglie allargate e monogenitoriali e, a volte, piacerebbe a tutti i genitori avere quel certo ascendente nei confronti dei figli. Ma bisogna rallegrarsi se questo non accade.

Il dialogo e la spiegazione del perchè un gesto, una parola, un comportamento, vadano bene oppure no, a livello di felicità da parte del genitore e del bambino, pagano sempre. Sarebbe più semplice dare la classica punizione. Ma poi il genitore si sentirebbe in colpa e il bambino infelice. Dunque tanto vale sedersi e parlare.

8 – Elogiare e non sminuire: non diamo per scontato che i nostri figli si comportino bene. E’ giusto rimproverarli quando sbagliano e, nello stesso modo, è giusto elogiarli quando fanno bene.

9 – Nessuno è migliore degli altri: insegniamo ai nostri figli che non sono migliori o peggiori di altri. Che ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti. In termini di autostima lo aiuteremo a sentirsi migliori.

10 – Essere onesti: in un mondo popolato da furbi e prepotenti insegniamo ai nostri figli ad essere onesti con se stessi e con gli altri. Questo li aiuterà a sentirsi più felici perché sapranno che i risultati raggiunti non sono frutto di raggiro ma del loro impegno e della loro fatica.

IL METODO DANESE PER CRESCERE BAMBINI FELICI

La Danimarca è uno dei paesi più felici del mondo e infatti da oltre 40 anni si aggiudica la vetta della classifica del World Happiness Report delle Nazioni Unite.

Cosa che ha suscitato molta curiosità, a tal punto che la psicologa Iben Sandahl e la giornalista americana Jessica Joelle Alexander, sposata con un danese, hanno deciso di indagare sulla questione e scoprire come mai i danesi siano tanto felici.

Ce lo svelano in un libro, divenuto popolare in tutto il mondo, “Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni”.

Dove si scopre che alcuni dei segreti sono l’empatia e il modo peculiare dei genitori danesi di relazionarsi con i propri figli. Il libro in questione è una guida che spiega come mettere in pratica nella vita di tutti i giorni il cosiddetto metodo P.A.R.E.N.

T, acronimo di play, authenticity, empathy, no ultimatums, toghetherness. Eccolo spiegato in pillole.

Play. Secondo le autrici i danesi concedono ai propri bambini molto tempo per giocare liberamente, anziché programmare i pomeriggi con tante attività. In questo modo i piccoli diventano meno ansiosi, più autonomi e imparano a gestire le emozioni.
Authenticity.

La sincerità è fondamentale in famiglia, anche quando si fanno complimenti. Non serve infatti esagerare con complimenti fasulli tanto per accontentare i bimbi, meglio soffermarsi su altro facendo, per esempio, delle domande sul lavoro eseguito per dimostrare interesse.
Reframing.

Trovare il lato positivo delle situazioni, anche quelle spiacevoli, è importante per insegnare ai bambini la resilienza.
Empathy. L’empatia è fondamentale perché aiuta i bambini a connettersi con le emozioni altrui.
No Ultimatums.

Se l’autorevolezza piace ai danesi, l’autoritarismo no. Ecco perché nella loro educazione non privilegiano metodo punitivi né ultimatum.
Togetherness. Parola d’ordine della famiglia danese è intimità.

Che si coltiva stando insieme ad amici e parenti, creando un clima accogliente in casa, passando del tempo con i bimbi a giocare, a preparare del cibo, a gustare qualcosa di buono. Tutti insieme.

TANTI CONSIGLI PER IMPARARE LA FELICITÀ:

Источник: https://www.nonsprecare.it/10-consigli-per-crescere-bambini-felici

I Consigli di Maria Montessori per crescere bambini felici

Come crescere dei bambini felici

A regalare un pò di speranza in questo periodo a dir poco surreale ci sono proprio loro. C’è il loro sorriso sincero. Il loro entusiasmo, il loro cuore pieno di gioia al saperci vicini, forse oggi come non mai.

Di certo possiamo dire che la felicità è un’abitudine che s’impara da bambini e che, se ben radicata, ci rende adulti solidi, capaci, performanti e soddisfatti

Certamente tutte le mamme e tutti i papà vorrebbero poter crescere bambini felici e senza traumi, e farebbero qualsiasi cosa per strappare un sorriso ai loro marmocchi.

L’eccessiva accondiscendenza, così come la troppa rigidità, tuttavia, non sono il metodo più giusto per renderli tali.

Sono passati più di cent’anni da quando nel 1907 Maria Montessori aprì la prima casa dei bambini, ma le sue idee non sono assolutamente passate di moda

La studiosa, nella sua visione, associava proprio l’autonomia del bambino al suo senso di realizzazione e quindi di felicità.

E la cosa non deve stupirci troppo, perché è una dinamica che ritroviamo anche nella vita dei grandi.

Ogni esperienza rappresenta dunque un’occasione di apprendimento e un primo passo nella costruzione della felicità

E’ proprio vero, quello del genitore è il mestiere più difficile, ma anche a noi grandi piacciono le sfide che ci portano a godere dei risultati più agognati.

spiegava agli adulti, interpretando la volontà dei bambini e rassicurandoli sul fatto che

Capire in cosa sperimentano degli ostacoli e fare in modo di appianarli, mettendoli nella condizione di essere autonomi

Successivamente provare a mettere in pratica i suoi consigli di seguito elencati, come un prontuario pronto per l’uso.

A volte bastano piccoli accorgimenti per ottenere grandi cose in famiglia

  • Ricordate sempre che i bambini imparano da tutto ciò che li circonda. Siate il migliore esempio per loro.
  • Se criticate molto i vostri figli, la prima cosa che impareranno sarà giudicare.
  • Se li elogiate regolarmente, impareranno a dare valore alle cose.

  • Se mostrate loro ostilità, impareranno a litigare.
  • Se li ridicolizzate frequentemente, saranno timidi.
  • Aiutate i vostri figli affinché crescano sicuri di sé stessi in ogni istante, solo così potranno imparare a fidarsi degli altri.

  • Se li sottovalutate, svilupperanno un sentimento negativo di colpevolezza.
  • Fate loro capire che le loro idee ed opinioni sono sempre ben accette, in questo modo si sentiranno bene con sé stessi.

  • Se vivono in un ambiente in cui si sentono curati, integrati, amati e necessari, impareranno a trovare l’amore nel mondo.
  • Non parlate male dei vostri figli quando sono vicino a voi, e neanche quando non lo sono.

  • Concentratevi sulla loro crescita e il loro sviluppo, affinché avvengano in maniera ottimale; date sempre valore alle cose positive dei vostri figli affinché non rimanga spazio per le cose negative.
  • Ascoltateli sempre e rispondete loro quando vi si avvicinano con una domanda o un commento.

  • Rispettateli nonostante abbiano commesso un errore. Correggeranno i loro sbagli più in là nel tempo.
  • Dovete essere disposti ad aiutare i vostri figli se hanno bisogno di qualcosa, ma dovete anche essere capaci di lasciare che trovino le cose da soli.
  • Quando vi rivolgete a loro, fatelo sempre nel migliore dei modi. Offrite loro il meglio di voi.

(Questo post è realizzato in collaborazione con Naturino, un brand che amiamo e che scegliamo per i nostri bambini.

Le sneakers che indossa Ascanio potete trovarle sullo shop on line).

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Источник: https://www.familywelcome.org/lifestyle/consigli-maria-montessori-per-crescere-bambini-felici/

Gravidanza
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