Come comportarsi se il bambino batte la testa

Il mio bambino ha picchiato la testa: cosa devo fare?

Come comportarsi se il bambino batte la testa

I traumi cranici sono molto comuni. Per ovvi motivi, i bambini non stanno mai fermi, vogliono giustamente giocare. E’ normale.

Rappresentano una delle cause più frequenti di ricorso al pronto soccorso pediatrico. Nella maggior parte dei casi (>95%) si tratta di un trauma cranico minore. In una minoranza di casi ci possiamo trovare di fronte ad un trauma cranico maggiore.

Nei Paesi sviluppati il trauma cranico maggiore è la principale causa di morte e di disabilità nel bambino sopra l’anno di vita. Questo a causa delle possibili lesioni al cervello.

 Si stima per il nostro Paese che circa 300.000 bambini vengano condotti ogni anno ad un Pronto Soccorso per tale problema. Sempre in Italia a seguito di un trauma cranico circa un bambino ogni 1.

500 nati muore entro i suoi primi 16 anni.

Sicuramente quello del trauma cranico non è quindi un problema da sottovalutare. Va detto che non esistono regole generali applicabili a tutti i Bambini. Ogni paziente è un caso a sé stante per le variabili che entrano in gioco. L’età del paziente, il grado di collaborazione del piccolo, l’incostante comparsa di sintomi, l’entità del trauma.

Entità del trauma

Nel trauma cranico del bambino la prima cosa da fare è verificare l’entità del trauma. Da che altezza è caduto? Su cosa ha colpito? Ha messo le manine avanti o ha picchiato la testa senza frenare la caduta? C’è il bernoccolo?

Tutto questo perché nel trauma cranico conta tantissimo l’energia dell’impatto. Un conto e cadere mentre si sta imparando a camminare (da circa 60 cm) un conto è, ad esempio, la caduta dal fasciatoio (da oltre 120 cm). Anche il tipo di pavimento ha la sua importanza, un il marmo o le piastrelle sono molto diverse da un tappeto o il parquet.

D’accordo, ma quando il bambino ha picchiato la testa noi cosa dobbiamo fare? Subito dopo il trauma occorre verificare come sta il bambino.

Non ha dolore? Ottimo segno.

Non ci sono segni sulla zona di impatto? Buon segno, vuol dire che non vi è stato un trauma importante.

C’è il bernoccolo? Questo segno ci indica che ci è stato un trauma. Contrariamente a quanto si creda, il bernoccolo non vuol dire che il trauma si “sfoga” e che quindi possiamo stare tranquille. Anzi, vuol dire che il bambino ha preso una bella botta.

 Se la caduta è stata importante (es. fasciatoio) va fatta attenzione a non muovere il bambino. Potrebbe esserci una concomitante lesione della colonna vertebrale. Il consiglio in questo caso è di non spostarlo.

 Di muovere il meno possibile il collo e la colonna e chiamare il 118 per avere consigli su come comportarci.

Trauma cranico maggiore

Nel trauma cranico maggiore, quello che può causare gravi conseguenze, il bambino può evidenziare subito sintomi che non vanno assolutamente trascurati.

In primo luogo come già accennato la forza del trauma è un fattore importante da considerare. Altrettanto importante è valutare la perdita di coscienza o alterazioni dello stato di coscienza. Stiamo parlando della capacità di aprire o meno gli occhi. Che può essere spontanea o stimolata.

Della reazione al trauma. Nel bambino piccolo sotto i due anni il pianto è la risposta normale. Nel bambino più grande è la capacità di parlare. Il bambino può rispondere in maniera adeguata, oppure confusa. Oppure peggio può dire parole inappropriate o emettere suoni incomprensibili.

Da valutare è anche la risposta alle indicazioni che fornite al bambino. Se fa quello che gli dite va tutto bene. Altrimenti ci possono essere dei problemi. Soprattutto se il bambino presenta comportamenti anomali. La presenza di un ematoma non va mai sottovalutato. E’ un indice che il trauma è stato importante.

Il vomito soprattutto se ripetuto e la cefalea importante sono altri due fattori negativi. Così come la insorgenza di vertigini, disturbi alla vista, acufeni, affaticamento o convulsioni. La perdita di sangue o liquidi dal naso, bocca, orecchie sono fattori di gravità importanti.

Chiamare il 118

Di fronte a questi sintomi va chiamato il 118. Meglio non prendere il bambino e correre in pronto soccorso. Come già accennato potrebbe esserci una lesione della colonna vertebrale. Potremmo fare più danno.

 Chiediamo al telefono consigli su come comportarci. Inoltre  l’ospedale più vicino a voi potrebbe non essere attrezzato per una emergenza di questo tipo.

Il 118 invece è informato su dove portare il bambino affinché riceva le cure migliori.

Trauma cranico minore

Se il bambino ha subito un trauma non particolarmente violento. Se non ha perdita o alterazioni della coscienza. Piange ma risponde in maniera adeguata, apre bene gli occhi e si comporta normalmente, fa quello che gli dite e non mostra comportamenti strani.

Possiamo stare più tranquilli. È comunque buona regola affidare sempre la valutazione del piccolo dal pediatra di fiducia o al pronto soccorso pediatrico.

Cosa succede al pronto soccorso

Tutti i pronto soccorso pediatrici sanno ormai gestire bene i traumi cranici. Qui il vostro bambini verrà visitato e valutato attentamente. Il pediatra insieme al neurochirurgo valuteranno in primo luogo se effettuare una TC.

 E’ l’esame fondamentale per capire se ci sono lesioni al sistema nervoso centrale. Ricordiamo che la TC sottopone il bambino ad una elevata quantità di radiazioni.

Va quindi usata in base al giudizio delle valutazioni fatte in pro

Radiazioni nei bambini, facciamoci grande attenzione

In caso non fosse necessaria la TC il bambino potrebbe essere trattenuto in pronto soccorso per una osservazione breve. L’osservazione può durare dalle 6 alle 48 ore in base alle caratteristiche del trauma e alla visita del bambino.

Se il bambino viene dimesso

Per fortuna nella stragrande maggioranza dei casi il bambino viene dimesso subito o dopo una brevissima osservazione poiché è andato incontro ad un trauma lieve.

In questo caso dovete fare particolare attenzione alla presenza di:

  • vomito più di due volte
  • mal di testa, che peggiora o dura più di un giorno
  • convulsioni o “scosse”
  • dolore al collo
  • sanguinamento da un orecchio o dal naso
  • perdita di un liquido chiaro dal naso
  • disturbi della vista, dell’udito o della parola
  • cammina con difficoltà o ha difficoltà a muovere un braccio o una gamba
  • comportamento anormale, piange più a lungo del normale, si muove in modo confuso o ha le vertigini

In questo caso va riportato al pronto soccorso pediatrico.

Il piccolo potrebbe manifestare alcuni sintomi nei primi giorni dopo la dimissione come stanchezza, scarsa concentrazione, lieve cefalea, inappetenza, problemi di memoria, malessere senza vomito, disturbi del sonno. In caso di mancata scomparsa dei suddetti sintomi entro una settimana è strettamente raccomandata la visita medica.

Cosa abbiamo imparato

I traumi cranici nei bambini sono molto frequenti. Nella maggior parte dei casi sono lievi. Dobbiamo fare sempre però molta attenzione.

 Riconoscere i traumi cranici gravi o maggiori e chiamare il 118. Nel caso di traumi cranici lievi o minori conviene sempre far vistare il bambino o dal pediatra di fiducia o presso un pronto soccorso.

 In fondo non ci costa niente e ci da tutte le sicurezze del caso.

Источник: https://pediatra-milano.it/trauma-cranico-bambini/

Trauma cranico, che cosa fare se il bimbo batte la testa

Come comportarsi se il bambino batte la testa

Il bimbo batte la testa: è un evento che spaventa molto ma nella stragrande maggioranza dei casi il bambino se la cava con un bernoccolo o una ferita superficiale. Ecco come comportarsi e i segnali ai quali prestare attenzione

Il bambino cade e picchia la testa

Il bambino ha battuto la testa. Per fortuna, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un evento innocuo, che non ha conseguenze: basta mettere un po' di ghiaccio sul bernoccolo e tenere sotto controllo il bambino e tutto si risolve.

D'altra parte, però, è altrettanto vero che il trauma cranico nei bambini può essere molto serio, tanto da costituire la causa principale di mortalità nei piccoli sotto i due anni. Ecco come comportarsi.

Che cosa fare: medicare eventuali ferite

La cute del cuoio capelluto è molto irrorata di vasi sanguigni, per cui basta una piccola botta per provocare una ferita con perdita di sangue anche abbondante, o un brutto bernoccolo, segno di un ematoma sottocutaneo.

Per attenuare il bernoccolo, il rimedio migliore è applicare del ghiaccio o una pezzuola fredda, che limita la formazione dell'ematoma.

Per medicare la ferita, invece, basta passare una garza imbevuta di un comune disinfettante – comprimendo la zona per una decina di minuti se l'emorragia stenta ad arrestarsi – e poi mettere un cerotto.

Ovviamente, se la ferita appare piuttosto profonda o la perdita di sangue non si arresta, è bene recarsi in ospedale, dove si valuterà se mettere qualche punto di sutura.

Valutare la situazione

Le cadute non sono tutte uguali: battere la testa su un tappeto mentre si muovono i primi passi è diverso che batterla con forza cadendo da un fasciatoio o scivolando in una vasca da bagno.

Nel primo caso, molto probabilmente il bambino piangerà ma già dopo pochi minuti – o addirittura istanti – sarà tornato ai suoi tentativi di mettersi in piedi.

Sempre meglio tenerlo d'occhio nelle ore successive, ma difficilmente emergerà qualcosa di insolito.

Negli altri casi – o in situazioni un po' più incerte, come una caduta dal letto, che è a un'altezza media – meglio prestare più attenzione.

Al minimo dubbio, la prima cosa da fare è contattare il proprio medico o recarsi al pronto soccorso: gli specialisti stabiliranno il da farsi, che si tratti di un'indicazione a tenere sotto il controllo il bambino a casa, di un breve periodo di osservazione in pronto soccorso o di un ricovero.

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Segnali da tenere d’occhio

Indipendentemente da quella che è sembrata l'entità della caduta, ci sono alcuni segnali che devono far scattare un campanello d'allarme e spingere a portare il bambino al pronto soccorso, per verificare che non ci sia un ematoma interno o una frattura del cranio. Succede quando il bambino:

  • vomita;
  • perde sangue dall'orecchio o dal naso;
  • perde conoscenza;
  • appare in stato confusionale;
  • ha convulsioni;
  • si comporta in modo diverso dal solito (per esempio risulta insolitamente tranquillo, quando invece è molto vivace, oppure piange e si agita più del normale);
  • accusa un forte mal di testa;
  • avverte stanchezza e indolenzimento a un braccio o a una gamba;
  • accusa un forte dolore al collo, che potrebbe essere espressione di una frattura cervicale;
  • mostra un estremo pallore;
  • mostra uno stato di sofferenza generale;
  • ha una pupilla (il “pallino” nero al centro dell'occhio) più grande dell'altra;
  • fa fatica a parlare.

Anche se al momento il bambino si riprende normalmente e sembra tutto a posto, per precauzione è bene osservarlo nelle 24 ore successive, perché eventuali conseguenze possono manifestarsi anche a distanza di qualche ora.

Bisogna svegliare il bambino per controllarlo?

Alcuni medici consigliano di svegliarlo ogni 2/3 ore anche durante la notte per verificare che si svegli senza troppa difficoltà e reagisca normalmente al segnale della mamma. Altri non ritengono necessario svegliarlo per forza, ma consigliano di vedere comunque come sta, sempre ogni due/tre ore.

Si può valutare se sta dormendo “come al solito”, e magari provare a toccarlo o spostarlo per vedere se reagisce appunto come al solito (in genere, i bimbi “disturbati” nel sonno cambiano posizione).

Se sembra che ci sia qualche anomalia, effettivamente vale la pena svegliarlo e vedere come reagisce e se riconosce mamma e papà.

Bibliografia e fonti

Fonti per questo articolo:

consulenza di Angelo Lavano, Direttore della cattedra di neurochirurgia dell'Università “Magna Grecia” di Catanzaro; consulenza di Francesco Luzzana, del pronto soccorso dell'ICCS Città studi di Milano; materiale informativo su Johns Hopkins Medical; materiale informativo sul sito dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma

Revisionato da Valentina Murelli

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/salute/cosa-fare-se-il-bimbo-batte-la-testa

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