Come combattere lo stress? Basta chiamare la mamma

Come combattere lo stress

Come combattere lo stress? Basta chiamare la mamma

Lo “stress” è la risposta, evoluzionisticamente determinata, a fattori interni o esterni che richiedono un intervento immediato da parte dell’organismo (Sapolsky, 2004).

Lo stato di stress mobilita una grande quantità di energie tale da migliorare la performance per un breve lasso di tempo (Selye, 1930). Solitamente tale attivazione si riduce quando le cause vengono rimosse e l’organismo può velocemente rientrare in uno stato di normalità.

Nelle società contemporanee, tuttavia, accade spesso che le richieste dell’ambiente permangano per lungo tempo. Questo ben al di là delle capacità del nostro organismo di sostenere una situazione stressante. Ad esempio, una condizione di indigenza economica, orari di lavoro troppo lunghi, giornate lavorative costellate di richieste, problemi familiari o malattie croniche.

In questi e molti altri casi, la risposta di stress non è disattivata portando ad un esaurimento delle risorse e a effetti collaterali chiamati “sindrome metabolica” (Sapolsky, 2004).

Inoltre, è stato dimostrato come la condizione di stress cronico porti assuefazione tale che la persona inizia ad abituarsi e a perdere consapevolezza dei sintomi fisici e sociali che la caratterizzano.

I segnali più comuni della risposta di stress sono (APA, 2008):

  • Presenza di emozioni come la rabbia, l’irritabilità, ansia e depressione
  • Dolori muscolo-tensivi come emicranee, dolore alla schiena, alla mandibola, al collo.
  • Problemi digestivi come acidità di stomaco, reflusso gastro-esofageo, diarrea, costipazione e sindrome del colon irritabile.
  • Aumento della pressione sanguigna, accelerazione del battito cardiaco, sudorazione, tremori, fiato corto o senso di oppressione al petto.

Ecco, quindi, che diviene necessario trovare delle strategie utili per ridurre l’attivazione fisiologica e combattere lo stress.

Consapevolezza

Il primo passo è monitorare i segnali che la mente e il corpo mostrano quando si è sotto stress.

Ogni persona vive questo stato in modo differente e, dunque, è necessario chiedersi: “cosa penso? Cosa provo e quali sensazioni ho quando sono sotto stress?”.

Ad esempio, alcune persone hanno difficoltà a concentrarsi, altre si sentono irritabili e furiose, altri ancora provano stanchezza e scarso appetito.

Lo stress è una risposta aspecifica (Selye, 1930), attivata da una qualunque situazione percepita come superiore alle proprie forze E’ quindi importante individuare gli eventi quotidiani che portano ad attivare la risposta di stress. Hanno a che fare con la famiglia? Il lavoro? La cura della casa?

Definire e prendere nota di queste situazioni si rivela molto utile per combattere lo stress e prevenirne e gestirne gli effetti collaterali.

Una volta capaci di riconoscere i segnali di stress e le situazioni che li attivano è necessario gestire l’attivazione fisiologica insita nella risposta di stress.

Affrontare lo stress

Una seconda strategia è quella di fare un passo indietro da queste situazioni e darsi il permesso di prendere una pausa. Dedicarsi a qualcosa che riduca lo stato di stress non potrà che migliorare il modo di affrontarlo.

Di seguito sono presentate alcune di queste attività.

Esercizio fisico

Molte ricerche ormai hanno dimostrato come l’esercizio fisico abbia un potente effetto anti-stress (Jackson, 2013). Se affrontato con regolarità, l’esercizio produce delle sostanze chiamate endorfine.

Queste contrastano le sensazioni spiacevoli di stress e producono sensazione di energia e vitalità. La letteratura (Hamer et al., 2008) mostra come anche 20 minuti di camminata al giorno possano essere di beneficio per molte ore.

Respirazione diaframmatica

Il ritmo e la tipologia di respirazione può avere un grande impatto sugli aspetti fisiologici dello stato di stress. In generale possono essere distinti due tipi di respirazione. Quella alta o clavicolare che coinvolge i muscoli del torace e quella bassa o diaframmatica che utilizza in misura maggiore il diaframma (il muscolo a cupola adibito proprio alla respirazione).

Solitamente in periodi di forte stress a causa delle tensioni muscolari, le persone utilizzano principalmente il primo tipo di respirazione.

Così facendo tuttavia riempiono meno i polmoni  e aumentano il ritmo respiratorio. Al contrario, la respirazione diaframmatica ha un ritmo più lento e costante.

L’attivazione fisiologica dell’organismo può essere notevolmente ridotta da questo tipo di respirazione (Ma et al., 2017).

Per apprendere questa respirazione può essere utile sdraiarsi su un letto e poggiare le mani sulla pancia, se durante l’inspirazione questa si gonfia allora la respirazione è diaframmatica.

In caso contrario, si dovrà cercare, molto gentilmente, di gonfiarla ad ogni inspirazione. È utile sottolineare come non si debba sforzarsi di “buttare fuori” la pancia.

Basta rilassare i muscoli addominali per far spazio alla contrazione del diaframma.

Una volta imparato questo tipo di respirazione, valida per combattere lo stress, si potrà effettuare brevi sessioni di dieci minuti al giorno.

L’inspirazione deve durare per circa tre secondi, mentre l’espirazione per cinque secondi.

Allungare il tempo di fuoriuscita dell’aria dai polmoni stimola naturalmente la nostra risposta di rilassamento attraverso il nervo vago (Russo et al., 2017).

Meditazione

La letteratura indica che praticare quotidianamente una forma di meditazione permette di ridurre la tensione psicologica e fisica (De Vine et al., 2012).

Non sorprende, quindi, che uno dei protocolli più efficaci per la gestione dello stress sia il Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR; Kabat-Zinn, 2014; Khoury et al., 2015).

Esso prende le mosse dalla meditazione mindfulness che mira a sviluppar un nuovo modo di rapportarsi ai propri pensieri e alle proprie emozioni.

Tecniche di rilassamento

Il rilassamento è quello stato psicofisiologico in cui l’attività del corpo si stabilizza su livelli di normalità. Quando si è in questo stato il fisico non è sollecitato per rispondere a richieste ambientali e pertanto è percepito come uno stato di benessere e serenità.

Al fine di ridurre lo stress, soprattutto se cronico, può essere utile apprendere delle tecniche di rilassamento. La procedura più diffusa e storicamente efficace è il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson (1929). Essa prevede l’alternarsi di momenti in cui sono contratti volontariamente alcuni muscoli e momenti in cui questi muscoli sono rilasciati.

Ad esempio, si potrà iniziare a stringere le mani per cinque secondi per poi rilasciarle improvvisamente per i successivi quindici.

Si passerà poi alle braccia, alle spalle, alle cosce, ai piedi e al volto, per poi  iniziare nuovamente il ciclo e completarlo tre volte.

Se l’esercizio viene fatto giornalmente, in poche settimane diventerà sempre più semplice richiamare lo stato di rilassamento permettendo di entrarci anche semplicemente pensando di rilassarsi.

Igiene del sonno

Un aspetto spesso sottovalutato nella strategie per combattere i sintomi dello stress è il rispetto della quantità e della qualità di sonno di cui l’essere umano ha bisogno.

Quando siamo sotto stress gli ormoni responsabili dell’attivazione fisiologica (glicocorticoidi) stimolano il cervello rendendo difficile l’addormentamento o disturbando le fasi profonde del sonno.

Allo stesso tempo, essendo il sonno il momento in cui il cervello si ricarica di energia, la privazione di ore di riposo porta a difficoltà di memoria e concentrazione durante la veglia. Queste in effetti sono esse stesse un motivo di stress.

Ecco perché curare l’igiene del sonno è fondamentale per ridurre lo stress. I principali accorgimenti sono:

  • Garantirsi almeno sette ore di sonno a notte.
  • Costruirsi una routine del sonno prima di coricarsi, ad esempio facendo sempre le stesse cose nei dieci minuti precedenti all’andare a letto.
  • Mangiare in modo leggero la sera così da non essere ancora nella fase digestiva quando ci si corica.
  • Dedicarsi ad attività rilassanti nei novanta minuti precedenti all’andare a letto.
  • Confinare l’assunzione di sostanze stimolanti come caffè, té, cioccolato o nicotina alla mattina e mai prima di andare a letto.
  • Garantire un ambiente adeguato per il riposo, quindi una buona qualità dell’aria e una temperatura intorno ai diciotto gradi.

Mantenere le relazioni sociali

Frequentemente quello che accade quando le richieste, soprattutto lavorative, aumentano è la riduzione delle attività sociali e di svago.

Questo, se apparentemente risulta comprensibile, ha degli effetti deleteri sul benessere psicologico e fisico. Avere momenti di condivisione con persone care ha un potente effetto anti-stress sull’organismo umano.

La connessione con gli altri regola lo stato emotivo e permette all’organismo di riequilibrarsi.

Pertanto è importante allocare del tempo durante la settimana per questi momenti. Altrimenti è molto probabile che “il lavoro si espanda fino a occupare tutto il tempo disponibile” (Parkinson, 2002).

Al tal fine è fondamentale cambiare la prospettiva che si ha di queste ore iniziando a considerarle utili alla propria vita professionale e personale.

Sono un tempo funzionale a ricaricare le energie (Choen, 2004; Bowen et al., 2014).

Concludendo, la risposta di stress è una formidabile capacità del nostro organismo. Si è sviluppata migliaia di anni fa, per affrontare sfide (cacciare/difendersi) che oggi nella nostra cultura incontriamo molto difficilmente.

È calibrata per sforzi momentanei e definiti nel tempo, non certo per essere lo stato abituale di attivazione. Occorre quindi imparare a gestire lo stress e, soprattutto, disattivarne le reazioni quando inutili.

Bibliografia

  • Jackson, E. M. (2013). The Role of Exercise in Stress Management. ACSM’s Health & Fitness Journal, 17(3), 14–19. doi:10.1249/fit.0b013e31828cb1c9
  • Hamer, M., Stamatakis, E., & Steptoe, A. (2008). Dose-response relationship between physical activity and mental health: the Scottish Health Survey. British Journal Of Sports Medicine, 43(14), 1111-1114. doi: 10.1136/bjsm.2008.046243

Источник: https://www.ipsico.it/news/come-combattere-lo-stress/

Coronavirus

Come combattere lo stress? Basta chiamare la mamma

  • Introduzione
  • Tra gli operatori sanitari
  • Buddy system
  • In casa e in famiglia

In un’emergenza come quella che stiamo vivendo in seguito alla pandemia di COVID-19, la paura della situazione nuova, inattesa e potenzialmente dannosa per la salute nostra e per quella dei nostri famigliari e la necessità di una condizione di isolamento sociale comportano una inevitabile sensazione di perdita di controllo, innescando reazioni di stress. D’altra parte ottenere informazioni chiare e seguire le raccomandazioni può aiutare a recuperare il controllo sulle circostanze della nostra vita, aumentando la nostra capacità di reagire positivamente, e riducendo l’ansia e l’angoscia che si accompagnano all’incertezza di una situazione in continua evoluzione.

Il 6 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha divulgato alcuni consigli da seguire per gestire lo stress associato alla emergenza sanitaria globale del COVID-19 che ha sintetizzato in due infografiche.

A partire da quei documenti ecco un approfondimento sui comportamenti consigliati per gestire lo stress e mitigare l’ansia, rivolto alle persone confinate in casa e in particolare ai genitori di bambini da zero a tre anni.

Che cosa possiamo fare per evitare che la paura si trasformi in angoscia?

Di fronte al pericolo la paura è nostra amica: nel corso della propria storia, senza la paura la specie umana probabilmente si sarebbe estinta, sopraffatta dal pericolo. Ma se la paura diventa eccessiva ci rende vulnerabili. Seguire i consigli che ci vengono dati è un modo per riconoscere il ruolo della paura, senza farsi sopraffare.

Tristezza, angoscia, perfino panico, sono risposte emotive comprensibili, ma che scaturiscono da valutazioni poco realistiche. I pensieri catastrofici spesso ci assalgono quando siamo più vulnerabili, come nei momenti di inattività o durante la notte.

Possiamo considerarli una sorta di “bugie” prodotte dal nostro cervello, di fronte alle quali non sempre la nostra ragione riesce ad avere la meglio. Quando una minaccia è visibile, d’istinto siamo portati a scappare, e più ci allontaniamo più la paura diminuisce.

In questo caso la minaccia è invisibile e dunque fuggire è impossibile: non sapremmo in quale direzione andare. Non ci rimane che allontanare il più possibile la minaccia da noi.

In che modo? Mettendo in atto quei comportamenti virtuosi che sentiamo ripetere ogni giorno: stare il più possibile in casa, mantenere una distanza di sicurezza dagli altri, lavarsi spesso le mani senza temere di esagerare, limitare i contatti fisici anche tra familiari. Più mettiamo in atto comportamenti di questo tipo, più ci sentiamo protetti, rassicurati, meno ansiosi.

Noi siamo quello che pensiamo. Le nostre reazioni emotive, e quindi il nostro stato di benessere o malessere, dipendono anche dalla nostra percezione e immaginazione.

È facile capire quindi che, per stare bene, dobbiamo dirottare il pensiero su cose che ci diano piacere, distrarre la mente impegnandoci in attività concrete che ci appassionano: leggere, parlare, cucinare, curare le piante, occuparci degli animali domestici, videochiamare parenti e amici.

Attenzione all’autosuggestione

Quando si è in uno stato di allerta e magari anche in una condizione di deprivazione sensoriale per noia o mancanza di idee, potremmo essere più soggetti a ingigantire le normali sensazioni e a metter in atto reazioni sproporzionate e inopportune. La difficoltà è capire se stiamo esagerando.

Proviamo allora a chiederci che cosa penseremmo se quella sensazione o quel comportamento venisse espresso da un nostro famigliare (moglie, marito, figlio). Di solito questo re-indirizzamento ci pone in una posizione di maggiore obiettività e maggiore razionalità. In questa posizione, potremo immaginare quale nostro intervento sarebbe efficace nel rassicurare la persona cara.

E questo potrebbe aiutarci a trovare una strada per auto-rassicurarci e abbassare i livelli di ansia.

Devo stare in casa, come faccio a far passare il tempo?

Riflettiamo che oggi dobbiamo restare in casa, ma avendo comunque il mondo di fuori a portata di mano, con la possibilità di parlare con chi vogliamo, di leggere ciò che ci interessa, di guardare ciò che ci piace, persino andare per negozi virtuali a fare shopping.

Insomma, tutte le numerose opzioni messe a disposizione dalla nostra tecnologia.

Ma ci sono anche altre possibilità: riscoprire il piacere del clima familiare, reimpostare la routine quotidiana su ritmi più lenti e piacevoli, condividere attività, rispolverare giochi di quando eravamo più poveri di tecnologia.

Per chi ha la fortuna di possedere un giardino o un terrazzo con piante, fare giardinaggio o ridisegnare lo spazio ha un forte potere rilassante. Può bastare anche il davanzale di una finestra per rilassarsi coltivando piante aromatiche da usare in cucina.

Anche avere animali domestici a cui dedicarsi, può essere d’aiuto: la relazione con un animale è spesso appagante tanto quanto la relazione con altri esseri umani.

Infine, continuare a svolgere attività motoria anche in casa è importante per mantenere la salute, sia fisica, sia mentale.

Suggerimenti per mamma e papà con neonati e bimbi piccoli

“Se hai cura del tuo benessere psico-fisico, hai contemporaneamente cura del tuo bambino”

In questo periodo di isolamento forzato, anche alle mamme e ai papà che hanno neonati e bambini molto piccoli è stato chiesto di cambiare il proprio stile di vita e di restare a casa insieme ai più piccoli. È un tempo che viene regalato, del quale si può approfittare per godere della presenza dei nostri cari e scoprirli in una quotidianità inusuale.

Può accadere anche che questo periodo riveli la nostra vulnerabilità e tante paure e ansie che sono tipiche di una neo mamma o neo papà emergano in modo esagerato e incontrollato. Potrebbe capitare di sentirsi tristi, stressati o confusi o potrebbe capitare di avere paura di non riuscire a proteggere i propri piccoli. Ecco allora qualche suggerimento per le mamme e i papà con un neonato:

  • mettiamo il bambino sulla pancia e ascoltiamo una bella musica rilassante e mentre coccoliamo il nostro bimbo cerchiamo di respirare lentamente: ci rilasseremo entrambi
  • cerchiamo di fare lunghe docce rilassanti ed esercizi di respirazione, soprattutto la sera prima di andare a dormire
  • prendiamoci cinque minuti, chiudiamo gli occhi e concediamoci una vacanza mentale dove vogliamo
  • se possibile trascorriamo qualche momento all’aria aperta con il bimbo
  • prolunghiamo il momento del cambio pannolino con un piacevole massaggio al nostro bambino
  • non abbiamo paura di non trovare attività stimolanti per i nostri figli: la relazione con noi è ciò che li appaga di più
  • cerchiamo di prenderci piccoli spazi per noi quando il bambino dorme: leggiamo un buon libro, occupiamoci di noi, cerchiamo di dormire a nostra volta o anche solo di riposare
  • abbiamo cura del nostro aspetto: vestiamoci bene, dedichiamo del tempo al trucco
  • ascoltiamo buona musica
  • balliamo con in braccio il nostro bimbo
  • cerchiamo di seguire una corretta alimentazione, con cibi naturali e freschi
  • non trascuriamo le nostre esigenze: nostro figlio è importante, ma prima ci siamo noi. Se non stiamo bene, il piccolo potrebbe soffrirne e noi sentirci peggio
  • utilizziamo registrazioni con i suoni della natura, da ascoltare mentre facciamo addormentare il bambino
  • non sentiamoci colpevoli dei sentimenti di inadeguatezza che potremmo provare, i pensieri negativi si possono cambiare e non ci impediranno di essere una brava madre o un bravo papà
  • lasciamo al nostro partner momenti esclusivi col bimbo
  • se abbiamo delle preoccupazioni cerchiamo di limitarle a un solo momento nell’arco della giornata: quindici minuti quando il bimbo dorme. Può aiutare prenderne nota per iscritto.
  • ricordiamoci che questa situazione d’emergenza è passeggera
  • manteniamo un pensiero basato sulla realtà
  • non prendiamo qualsiasi sintomo fisico come un segnale di una malattia più grave
  • asserviamo i nostri bimbi per scoprire quali progressi stanno facendo.

Ed ecco qualche suggerimento per mamme e papà con un bimbo di 1-3 anni:

  • cerchiamo di dare una struttura regolare alla giornata
  • se il bimbo gattona o ha iniziato a camminare favoriamo queste attività estremamente gratificanti per lui
  • se possibile, passiamo del tempo insieme all’aria aperta
  • alterniamo attività movimentate (come lotta con i cuscini, ginnastica per terra, ballare insieme) ad attività più rilassanti (un disegno, le costruzioni, la lettura di fiabe), a momenti in cui non offriamo alcuna stimolazione ma incoraggiamo la sua autonomia
  • facciamo insieme biscotti e torte o un lavoretto: lasciamo che ci aiuti in semplici attività
  • osserviamo il nostro piccolo, cercando di capire quale attività predilige
  • pargliamogli tanto, insegnandogli nuove parole
  • coinvolgiamo il nostro partner in attività col bimbo
  • facciamo chiamate e videochiamate con parenti e amici.

Se ci sentiamo comunque tristi e scoraggiati e pensiamo di avere bisogno di aiuto, non esitiamo a chiederlo, rivolgendoci al medico curante e al pediatra.

Источник: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-gestione-stress-ambito-domestico

Come combattere lo stress in modo naturale

Come combattere lo stress? Basta chiamare la mamma

Lo stress è riconosciuto come il male del nuovo millennio, quella malattia silenziosa, asintomatica che colpisce, nel mondo occidentale, 7 persone su 10 almeno una volta nella vita.

Purtroppo i ritmi di vita frenetici, l’incertezza economica e lavorativa e il crollo della relazioni sociali hanno contribuito a far esplodere il fenomeno.

Spesso ci si rifugia nei farmaci per la cura di stress, ansia e depressione, quando in realtà il miglior trattamento è la prevenzione. Ecco alcuni suggerimenti utili.

Praticare esercizi fisici

L’allenamento è una delle migliori armi contro lo stress. Sembra contraddittorio, ma porre stress fisico al corpo aiuta a sollevare la mente. I benefici diventano più evidenti man mano che si allena con regolarità. Chi pratica attività fisica costante è meno propensa a sviluppare ansia, come dimostra uno del 2006.

Le ragioni sono molteplici. In primis lo sforzo fisico riduce la produzione di quegli enzimi, come il cortisolo, che sono alla base dell’insorgenza dello stress. Allenarsi aiuta anche a rilasciare endorfine, sostanze chimiche che hanno la capacità di migliorare l’umore, oltre ad agire da antidolorifici naturali.

Si nota, nelle persone che praticano molta attività sportiva, anche una migliore qualità del sonno, fattore determinante per condurre una vita priva di ansia e stress.

Infine, essere allenati produce un effetto positivo sul cervello, perché una migliore forma fisica conferisce sicurezza, sia nello sport che nella vita sociale.

Bisogna però stare attenti a non esagerare e a portare il fisico oltre la sua soglia di stress; allenarsi dalle 3 alle 4 volte a settimana permette di bilanciare gli equilibri fisici e mentali.

Assumere integratori

Sono molti gli integratori alimentari che permettono di ridurre ansia a stress. Ecco i più comuni:

–          Balsamo di limone: appartenente alla famiglia della menta, è stato a lungo studiato per i suoi effetti antistress.

–          Acidi grassi omega-3: uno studio dell’Università di Medicina dell’Ohio ha dimostrato come l’integrazione di acidi grassi omega-3 permetta di ridurre gli stati di ansia del 20% rispetto ad un campione corrispondente che assumeva placebo.

–          Tè verde: contiene molti polifenoli, antiossidanti che producono diversi effetti benefici sulla salute. La sua azione serve ad innalzare il livello di serotonina, riducendo così ansia e stress.

–          Valeriana: la radice di valeriana è un popolare rimedio per il sonno, grazie al suo effetto tranquillizzante. Contiene acido valerenico, responsabile dell’alterazione dei recettori del GABA (acido gamma-aminobutirrico).

–          Kava kava: pianta originaria del pacifico occidentale, è dotata di radici dall’effetto sedativo, a lungo utilizzato a scopo rilassante dalle popolazioni del Sud Pacifico. Negli ultimi anni la sua fama si è diffusa anche in Occidente, dove viene consumata per il trattamento di stress e di stati di ansia.

Seguire una dieta completa di tutti i nutrienti

Il benessere mentale segue quello fisico, tanto che il nostro cervello risponde in conseguenza alla stimoli che riceve dal nostro corpo, specialmente dall’apparato digerente. Bruciori di stomaco, gastriti e in genere problemi intestinali, provocano disagio, prima fisico e poi mentale.

Basta immaginare una giornata in cui i dolori di stomaco o il mal di testa non mollano la presa: tutto diventa più difficile, cresce l’irritabilità e ogni attività, anche la più semplice, diventa complessa.

Se a questo si aggiunge anche la difficoltà a dormire, bastano pochi giorni per veder affiorare i primi sintomi di stress e ansia.

Mangiare correttamente e tenere il proprio corpo in salute è fondamentale anche per la mente. Per maggiori effetti benefici è bene seguire un’alimentazione equilibrata, che fornisca tutti i nutrienti necessari al sostentamento di tutte le funzioni fisiologiche. La dieta a zona può essere una valida soluzione, ma va studiata con attenzione insieme ad uno specialista.

Passare il tempo con amici e famiglia

Le attività sociali sono il motore che regola il nostro umorismo: ridere, scherzare, trovarsi in un ambiente dal forte senso empatico permette di scaricare stress e tensioni accumulati in giornata, favorendo una migliore qualità della vita. Specie nei momenti difficili, che spesso precedono gli stati di ansia, ritrovarsi con le persone care e più vicine è di vitale importanza. La rassicurazione è uno degli antidoti contro lo stress.

Uno studio ha dimostrato che le persone, in particolare di sesso femminile, che passano il tempo libero con amici e figli, rilasciano maggiori quantità di ossitocina, il cosiddetto ormone dell’amore, che stimola il desiderio sessuale, l’affettività e l’empatia.

Maggiore è la qualità delle relazioni sociali, migliori sono i benefici da esse ottenuti.

Fare yoga

Lo yoga è diventato uno dei rimedi più diffusi, a tutte le età, per combattere ansia e stress. A prescindere dal tipo di yoga, l’obiettivo è condiviso: rilassare corpo e mente, attraverso gli esercizi e la respirazione. Lo yoga riesce e a trattare patologie serie come la depressione con la stessa efficacia dei farmaci, escludendo i loro effetti collaterali.

La causa di questi effetti benefici sembra risiedere nell’impatto positivo dello yoga sul nostro sistema nervoso centrale, grazie all’abbassamento dei livelli di cortisolo, della pressione del sangue e del battito cardiaco e all’aumento dell’acido gamma-aminobutrico, il neurotrasmettitore che regola gli stati d’umore.

Praticare la respirazione profonda

Lo stress mentale attiva il sistema nervoso simpatico, segnalando al corpo di andare in stato di difesa. Durante questa reazione, vengono rilasciati gli ormoni dello stress e l’organismo entra in una fase di sintomi fisici che includono la respirazione più rapida, il battito cardiaco più elevato e la costrizione dei vasi sanguigni.

Praticare gli esercizi di respirazione profonda è un utile rimedio contro questa situazione di stress, perché favorisce l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico, responsabile del controllo dei sistemi di rilassamento.

Sono diversi i tipi di respirazione profonda, dalla respirazione diaframmatica a quella addominale. L’obiettivo è però comune: focalizzarsi sul respiro, rendendolo più profondo e lento. Attraverso la respirazione profonda si può entrare anche in uno stato meditativo, in cui poter ritrovare il relax interiore e affrontare gli stati di ansia.

Источник: https://www.multipoweronline.it/guide/combattere-lo-stress.html

Gravidanza
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