Come aumentare la produzione di latte con rimedi naturali e non solo

Come aumentare la produzione del latte materno

Come aumentare la produzione di latte con rimedi naturali e non solo

Aumentare la frequenza e la durata delle poppate. Non saltare le poppate pensando che così si arriva a sera con più latte. Se il segno è sgonfio, non è un cattivo segno ma si è raggiunto un punto di equilibrio. Alla sera asseconda il bambino … anche se è faticoso. Questi alcuni dei 10 modi più efficaci per non avere problemi di produzione di latte materno

Esistono dieci modi per aumentare la produzione del latte, o meglio, per non far diminuire la produzione del latte. Il principale è aumentare il numero di poppate giornaliere e non saltarle nell'illusione di creare delle scorte; importante anche conoscere la fisiologia della produzione del latte, per stare rilassate e non farsi assillare dal pensiero di non averne.

Perché, tranne pochi casi, tutte le donne possono soddisfare la richiesta di latte del proprio bambino fino allo svezzamento.

Ecco le dieci cose da sapere.

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Dai benefici per mamme e bebè alle strategie per cominciare bene e ridurre i rischi di problemi al seno, dai diritti della donna che allatta ai consigli sullo stile di vita, dalla fisiologia…

  1. Aumenta il numero delle poppate,
  2. Non saltare poppate,
  3. Seno sgonfio? Buon segno!,
  4. Alla sera asseconda le richieste del bambino,
  5. Non contare il numero di poppate,
  6. Bimbo irrequieto? Sono gli 'scatti' di crescita,
  7. Verifica posizione, attacco e suzione,
  8. Non dargli acqua quando l'allattamento è esclusivo,
  9. Più calma e meno stress aiutano l'uscita del latte,
  10. Verifica se il latte è davvero poco con l'aiuto di una persona competente.

1. Aumenta il numero delle poppate

È il metodo più scientifico ed efficace, sottolineato anche nell'ottavo dei 10 passi indicati dall'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) nell'ambito del Progetto Ospedale Amico del Bambino, che raccomanda appunto di “incoraggiare l'allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento”.

Il seno è strutturato secondo un meccanismo perfetto per cui produce tanto latte quanto ne viene richiesto attraverso la suzione, per questo più il bambino succhia e svuota il seno, più latte si produce.

“Quando il bambino succhia al seno, si verificano degli stimoli tattili a livello di capezzoli, areola e tessuti mammari che vengono trasmessi al cervello e determinano la sintesi due ormoni, la prolattina e l'ossitocina: il primo agisce sulle cellule dell'alveolo mammario attivando la produzione del latte, il secondo spreme gli alveoli conducendo il latte attraverso i dotti fino al capezzolo.

La produzione del latte dunque si adegua sempre alla richiesta del bambino. E per soddisfare la sua richiesta, basta attaccarlo tutte le volte che lo desidera, soprattutto nei primi tempi, lasciandolo attaccato fino a quando non si stacca da sé, senza orologio alla mano,” spiega Lorenzo Colombo, neonatologo presso la Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

2. Non saltare poppate

Saltare poppate è uno dei metodi comunemente utilizzati nella convinzione di arrivare a sera con buone 'scorte'. Ma è sbagliato per due motivi.

Primo perché la maggior produzione del latte avviene proprio durante la suzione e secondo perché, man mano che il latte si accumula, si accumula anche una sostanza denominata FIL, cioè Fattore di Inibizione della Lattazione, che invia al cervello il segnale 'il serbatoio è pieno' ed è necessario rallentare la velocità di sintesi del latte.

Quando invece il seno viene svuotato, viene rimosso anche il FIL ed ecco che al cervello arriva il segnale di produrre altro nutrimento.

“Ancora una volta, quindi, per far produrre il latte è sufficiente allattare il bambino quando lo richiede,” dice Martina Carabetta, Consulente Professionale in Allattamento Materno, fondatrice del primo ambulatorio IBCLC in Italia centrale, Latte & Coccole. “.

3. Seno sgonfio? Buon segno!

Molte mamme vanno in crisi perché notano che, dopo le prime settimane, in cui il seno appariva bello gonfio e turgido, col trascorrere del tempo diventa sempre più morbido, fino a sembrare, in alcuni momenti, svuotato. E così si lasciano prendere dallo sconforto di non avere abbastanza latte.

Nelle prime settimane di vita, in particolare nei primi 40 giorni, vi è la cosiddetta fase della calibrazione,”fase in cui mamma e bambino si conoscono e creano una loro sintonia” dice il neonatologo Colombo “una fase in cui il bambino impara a richiedere un bene che per lui è essenziale e l'organismo materno impara a rispondere alle sue richieste. Trascorse le prime settimane, si crea un equilibrio tra domanda ed offerta, il senso di tensione scompare ed il seno diventa più morbido”.

4. Alla sera asseconda le richieste del bambino

Nella maggior parte dei casi, la 'crisi' delle mamme arriva la sera, quando vedono il bambino più lamentoso e il seno più sgonfio ed è facile arrivare alla conclusione: “piange perché non ho latte, quindi sarà necessaria l'aggiunta”.

“Il bambino la sera generalmente ha una modalità diversa di attaccarsi al seno” spiega Martina Carabetta: “se la mattina tende a fare poppate a distanza più prolungata, la sera fa le cosiddette 'poppate a grappolo', cioè richiede il seno poco e spesso, vuoi perché la composizione del latte la sera è diversa, vuoi perché cerca consolazione prima della nanna, vuoi perché potrebbe essere più stanco o avere qualche colichetta ed il seno materno lo tranquillizza”.

Ma questo non significa che di sera non c'è latte, perché la ghiandola mammaria, come qualunque organo, funziona 24 ore su 24, quindi se il bambino succhia, il latte esce sempre.

5. Non contare il numero di poppate

Assai spesso la produzione del latte diminuisce perché si tende ad equiparare l'allattamento naturale con l'allattamento artificiale, che prevede una riduzione progressiva del numero di poppate giornaliere man mano che il bambino cresce.

Ecco che se a 4-5 mesi il bambino cerca il seno tante volte al giorno, si attribuisce questo ad una infondata scarsità di latte, così come si tende a ridurre volutamente il numero di poppate convinte che sia giusto così, con l'unico risultato di far diminuire fisiologicamente la produzione del latte.

“I motivi per cui un bambino cerca il seno materno sono davvero tanti e non si limitano solo all'esigenza di nutrimento” aggiunge Martina Carabetta.

“Quando fa caldo, ad esempio, può chiedere poppate più brevi e ravvicinate, perché vuole più acqua per dissetarsi; quando lui o la sua mamma sono ammalati, può cercare il seno più spesso non solo per consolarsi dei fastidi che ha, ma anche per prendere dalla mamma gli anticorpi che il sistema immunitario materno ha preparato. Così come quando ha bisogno di certe sostanze, attraverso la suzione invia input che stimolano il seno a produrle. L'allattamento è un meccanismo talmente complesso che non si può ridurre al conteggio delle poppate nelle 24 ore”.

6. Bimbo irrequieto? Sono gli 'scatti' di crescita

Un importante aspetto che deve essere considerato è che durante il loro sviluppo, i bambini attraversano dei momenti particolarmente delicati durante i quali compiono dei veri e propri 'scatti' dal punto di vista motorio, cognitivo ed emotivo, definiti touchpoint.

“Queste fasi, molto impegnative per il loro organismo, sono precedute da prevedibili fasi di irrequietezza del bambino e conseguente destabilizzazione dei suoi genitori” spiega Colombo.

“E come ogni individuo, che nei momenti di incertezza e disorientamento si attacca alle sue figure di riferimento per trarne rassicurazione e sostegno, così anche il bambino potrebbe richiedere il seno materno più spesso, per placarsi, sentirsi protetto, accudito, coccolato, soprattutto nelle ore serali”.

7. Verifica posizione, attacco e suzione

Posizionamento del bambino, attacco al seno e modalità di suzione sono fondamentali, perché, se sono corretti, il bambino dà la giusta stimolazione alla ghiandola mammaria, svuota bene il seno ed invia l'impulso a produrre più latte.

La giusta posizione è stare sedute su una sedia o una poltrona comoda, con dei cuscini che sostengono schiena, braccio e bambino, le gambe rilassate e ben poggiate a terra o su un rialzo; va bene anche la posizione da sdraiata (molto comoda soprattutto la notte) con un cuscino dietro la schiena del bambino in modo che non si giri e tenga la testa in asse con schiena e sederino.

Reggendo la mammella con una mano 'a cucchiaio', si avvicina il bambino al seno in modo che il suo corpo sia ben allineato, la testa sia rivolta verso il capezzolo e il naso appoggiato (ma non schiacciato) sul seno; le labbra devono essere ben aperte, così da afferrare non solo il capezzolo ma anche una porzione di seno. Se succhia correttamente, la mandibola si muove, si sente deglutire ritmicamente e non si avvertono schiocchi (che sarebbero segno che il bambino sta ingurgitando aria).

8. Non dargli acqua quando l'allattamento è esclusivo

Il latte materno assolve a tutte le esigenze del bambino, compresa la sete, perché è costituito in prevalenza di acqua.

Per questo durante l'allattamento esclusivo non bisogna somministrare alcun altro liquido, neanche in giornate molto calde.

Offrire il biberon potrebbe dare al bambino una finta parvenza di sazietà e allungare i tempi tra una poppata e l'altra, con l'unico risultato di far diminuire la produzione del latte.

Senza considerare che tra capezzolo e biberon il neonato potrebbe confondersi e finire col preferire la modalità di suzione meno faticosa, costituita dal biberon. Per lo stesso motivo si consiglia di non dare al bambino il ciuccio almeno per tutto il primo mese- mese e mezzo di vita, in modo da non confondere le due tecniche di suzione.

9. Più calma e meno stress aiutano l’uscita del latte

Lo stress può interferire con l'allattamento. “Se la mamma è agitata, il bambino lo percepisce e si sente più insicuro, piange di più e tende ad attaccarsi ancor di più a lei, proprio allo scopo di tranquillizzarsi, col rischio di creare ulteriore stress alla sua mamma, che può attribuire il pianto alla carenza di latte,” dice il neonatologo.

Alla base della produzione del latte c'è un equilibrio ormonale molto sottile, che viene temporaneamente alterato quando la mamma si sente stressata, stanca o insicura – aggiunge la consulente in allattamento Carabetta -.

In particolare viene inibita la produzione di ossitocina e di conseguenza il latte può far più fatica ad uscire.

Ma, così come velocemente si inibisce, altrettanto velocemente l'ossitocina riparte quando la mamma si mette tranquilla e rilassata ad allattare il suo bambino”.

10. Verifica se il latte è davvero poco con l’aiuto di una persona competente

Se ad un certo punto ti sembra che il latte sia diminuito, non arrivare a conclusioni affrettate, ma verifica insieme al pediatra o a una consulente esperta in allattamento materno se il latte è diminuito davvero.

I principali segnali che fanno capire se il bimbo sta bene ed è adeguatamente nutrito, dice il neonatologo, sono: “la pelle appare ben idratata, il bambino bagna ogni giorno almeno sei pannolini di urine chiare, le feci sono liquide e di color giallo oro”.

E aggiunge: “Inutile invece fare la doppia pesata per sapere quanto ha mangiato per poppata, perché la quantità di latte ingerito può essere molto diversa da una poppata all'altra”.

Così come è necessaria la valutazione di un esperto per interpretare uno scarso aumento di peso: di norma un bambino ha un incremento ponderale di almeno 130 grammi a settimana nei primi due mesi, dopodiché segue la sua curva di crescita.

Conclude il neonatologo: “Ma non c'è da allarmarsi se una settimana l'incremento è inferiore, basta continuare ad allattare serenamente e valutare nelle settimane successive quel che succede”.

A chi rivolgersi per consigli competenti sull'allattamento:

Tutti gli approfondimenti del magazine sul tema allattamento

Aggiornato il 23.07.2020

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/allattamento/modi-infallibili-per-aumentare-la-produzione-del-latte-materno

I migliori cibi e rimedi naturali per produrre più latte materno

Come aumentare la produzione di latte con rimedi naturali e non solo

L’allattamento al seno è uno dei migliori regali che una neomamma può dare al suo bambino appena nato. Il latte materno è altamente nutriente per i bambini, con un equilibrio ottimale di grasso, zucchero, acqua e proteine.

Tutti questi nutrienti sono essenziali per lo sviluppo fisico e mentale di un bambino. L’allattamento al seno riduce anche il rischio di un bambino di sviluppare asma o allergie, malattie respiratorie e otiti.

Aiuta anche a sviluppare un legame fisico ed emotivo tra la madre e il bambino. Anche le madri che allattano hanno dei vantaggi: molte hanno meno perdite di sangue, miglior restringimento dell’utero, perdita di peso e minore depressione post-parto.

Riduce anche il rischio di cancro al seno, malattie cardiovascolari e artrite reumatoide.

Il latte materno è nutriente, sano e gratuito! Ma l’allattamento al seno non è per niente che facile. Sebbene in alcune donne possa essere un processo naturale e semplice, per altre può essere una vera e propria battaglia. Un problema improvviso, l’esaurimento causato dal parto e cose collegate possono causare danni alla capacità di una donna di allattare al seno.

Ma anche coloro che non hanno alcun problema potrebbero notare una diminuzione del latte materno. L’OMS raccomanda che il latte materno venga somministrato al bambino fino a 6 mesi.

Ma cosa si può fare quando il corpo di una donna rifiuta di collaborare? Prima di tutto, non sentitevi in colpa, il vostro corpo non è rotto! Essere un genitore è difficile e questo è solo il primo ostacolo.

E siamo qui per aiutarvi a superarlo!

E’importante per prima cosa accettare di soffrire di questo problema, e che vi è poca produzione di latte materno.

In secondo luogo, se una donna sa che lei di non produrre latte a sufficienza, allora non c’è da vergognarsi a parlarne e a cercare una soluzione.

Ancora una volta, ricordate, non vi sentite in colpa solo perché il vostro corpo non produce abbastanza latte: ci sono migliaia di madri che affrontano una simile situazione.

Perchè il seno produce poco latte

Perchè la vostra produzione di latte materno è bassa, mentre qualcun’altra sembra essere una vera e propria dispensa di oro liquido? A volte il problema è semplice: essendo madri da poco, forse potreste non sapere tutto sull’allattamento al seno.

Si tratta di qualcosa di completamente nuovo per voi, rilassatevi. In primo luogo, cercate di scoprire se lo state facendo correttamente o no.

A volte, il vostro corpo può avere abbastanza latte materno, ma il bambino potrebbe semplicemente non essere in grado di prenderlo.

Come aumentare la produzione di latte materno mangiando

Tradizionalmente, le Nonne utilizzavano impacchi caldi, acqua d’orzo, latte, tè al finocchio, semi di cumino e aglio per aumentare la produzione di latte, ma i tempi sono cambiati, ecco i migliori cibi che contribuiscono a migliorare la produzione di latte materno.

Farina d’avena

La farina d’avena aiuta le madri ad aumentare la quantità e la qualità del loro latte materno. Essa stimola la produzione di ossitocina, un ormone che aiuta il processo di nascita, stringendo il legame con il bambino e producendo il latte.

Inoltre aiuta a prevenire l’anemia da carenza di ferro, comune nelle neomamme. Una ciotola di farina d’avena calda serve anche per rilassare molte donne che soffrono di stress e depressione dopo il parto.

Questo cereale integrale naturale ricco di fibre è facile da preparare e facilmente digeribile, ma evitate farina d’avena istantanea preconfezionata, che di solito contiene sale e zucchero in eccesso.

Fate la vostra farina d’avena cotta con un cucchiaio di miele, cardamomo, noci tritate, frutti di bosco o zafferano per migliorare gusto e profilo nutrizionale. Potete anche mangiare biscotti di farina d’avena.

Mandorle

Le mandorle e altra frutta a guscio, come noci e anacardi, sono super sane per le madri che allattano. Le mandorle sono ricche di proteine, fibre, vitamine, minerali e antiossidanti importanti per la salute generale della madre e del bambino appena nato.

Esse sono anche una buona fonte non-casearia di calcio. Inoltre, i grassi monoinsaturi nelle mandorle aumentano la ricchezza del latte materno.

Sono ottime per uno spuntino sano per aiutarvi a rimanere sazie tra i pasti: godetevi 5 o 6 mandorle ogni giorno, a patto che non siano tostate o salate.

Olio di cocco

L’olio di cocco è considerato ottimo sia per le madri incinte e che per quelle che allattano.

Esso contiene acidi grassi essenziali come gli acidi grassi omega-3 che aiutano la produzione di ormoni responsabili della produzione di latte materno.

Inoltre, l’olio di cocco ha proprietà immunostimolanti e può fornire alla neomamma l’energia necessaria richiesta per prendersi cura del bambino. Le mamme che allattano dovrebbero assumere da 1 a 3 cucchiai di olio di cocco al giorno, anche come condimento per insalate o salse.

Arance

L’alto contenuto di vitamina C delle arance è importante per la produzione di latte materno. Le arance sono anche ricche di altri nutrienti quali vitamine A e B, calcio, magnesio, potassio e fosforo.

Sono l’ideale per rafforzare il sistema immunitario e reuperare dall’aumento di peso causato dalla gravidanza. Durante l’allattamento, bevete circa 2 bicchieri di succo d’arancia al giorno, da assumere assieme ad acqua, zuppe e latte scremato per mantenere il corpo idratato.

Attenzione: evitate di bere troppo succo d’arancia, in quanto l’acido citrico potrebbe causare fastidi al bambino.

Uova

Questo cibo gustoso e versatile è ottimo per stimolare la produzione di latte materno. Le uova sono ricche di proteine, luteina, vitamina B12 e D, riboflavina, acido folico e colina.

I tuorli d’uovo sono uno dei pochi alimenti ricchi di vitamina D, importante per i neonati. Le proteine di buona qualità nelle uova hanno un perfetto equilibrio di tutti e 8 gli aminoacidi essenziali.

Includete un paio di uova nella vostra dieta quotidiana, che potrete preparare in vari modi, come uova strapazzate, sode o in frittata.

Salmone

Il pesce, soprattutto il salmone, dovrebbe essere incluso nella dieta di una donna in gravidanza e di una neomamma. Il salmone è una fonte eccellente di proteine ​​e acidi grassi omega-3, importanti per lo sviluppo del sistema nervoso di un bambino.

Il salmone contiene anche la vitamina D, di cui molte donne sono carenti. Mangiare 2 porzioni di salmone a settimana durante la gravidanza migliora l’apporto di acidi grassi importanti per i neonati.

Mangiatele al forno o alla griglia, optando per salmone selvatico e non d’allevamento, che può contenere un alto quantitativo di mercurio.

Carote

Durante la gravidanza e l’allattamento al seno le donne dovrebbero assumere alimenti ricchi di vitamina A come le carote. La vitamina A aiuta il sano sviluppo del feto e del neonato, sviluppando soprattutto i polmoni.

In più, le carote contengono alfa e beta-carotene, che migliora la salute del tessuto del seno e l’allattamento. Includete le carote in insalate o minestre, o iniziate la giornata con un bicchiere di succo di carota fresco.

Infine, un impacco di carote crude applicato al seno può trattare l’ingorgo mammario durante l’allattamento.

Spinaci

Spinaci e altre verdure a foglia verde come cavoli, bietole e broccoli, sono un must per le madri che allattano. La vitamina A negli spinaci assicura un sano sviluppo del bambino, mentre i suoi antiossidanti ne aumentano l’immunità. E’ anche una ottima fonte non-casearia di calcio per le madri vegane.

Questo ortaggio a foglia contiene anche acido folico, che aiuta a prevenire i vari difetti della nascita se consumato durante la gravidanza. Inoltre, gli spinaci sono di grande beneficio per le donne che hanno avuto molta perdita di sangue durante il parto. Le madri che allattano dovrebbero mangiare spinaci cotti, piuttosto che crudi in insalate o panini.

Per preparare gli spinaci, semplicemente sbollentateli in acqua bollente.

Riso

Un altro alimento che può aumentare la produzione di latte materno è il riso integrale, molto migliore del riso bianco grazie al suo alto contenuto di fibre e nutrienti.

Ricco di carboidrati complessi, il riso aiuta a mantenervi pieni più a lungo e mantenere un livello di zucchero nel sangue costante.

Inoltre fornisce le calorie necessarie per il corpo per produrre il miglior latte materno possibile per sostenere la crescita e lo sviluppo del bambino nella fase iniziale.

Rimedi a base di erbe e piante

Ci sono diversi rimedi della Nonna per aumentare la quantità di latte materno. Grazie alla naturopatia e ad altre forme alternative di medicina, potrete correre in cucina e prendere gli ingredienti che aumenteranno la vostra produzione di latte materno.

Fieno greco

Molti rimedi naturali non si avvicinano nemmeno all’efficacia, l’efficienza e la capacità dei semi di fieno greco per aumentare la produzione di latte materno.

Il fieno greco è una spezia e un condimento, ed è ricco di fitoestrogeni, che contribuiscono ad aumentare la produzione di latte materno legandosi con i recettori degli estrogeni.

Ma è importante ricordare di evitare l’assunzione di semi di fieno greco in caso di diabete o asma: potrebbero avere un effetto negativo sulla vostra salute.

Come si usa: Il modo migliore e più efficace è quello di macinare i semi. Prendete un bicchiere di latte e versateci un cucchiaio di polvere di semi di fieno greco. Bevetene tre bicchieri tutti i giorni per migliorare la vostra produzione di latte.

Torbangun

Questo è un rimedio tradizionale indonesiano noto contribuire a stimolare la produzione di latte materno senza effetti negativi sul bambino o sulla madre. E’una pianta comunemente conosciuta come borragine di paese, o borragine indiana, ed è una dei migliori rimedi della Nonna per aumentare il latte materno.

Come si usa: La madre dovrebbe utilizzare le foglie della pianta in una zuppa o in un qualsiasi altro cibo liquido, e masticare bene.

Moringa oleifera

La moringa oleifera è un ingrediente molto comune nella cucina indiana meridionale. Tuttavia si trova anche in Italia, e può aiutare le madri che allattano aumentando anche la loro produzione di latte materno.

Come si usa: Il modo migliore e più efficace è quello di berne il succo ogni giorno. Questo aiuterà le vene e i vasi sanguigni ad aprirsi e a stimolare le ghiandole mammarie, per avere un aumento nella produzione di latte materno.

Semi di finocchio

Questo meraviglioso piccolo seme può fare miracoli per le madri che allattano.

Come si usano: Si possono masticare direttamente i semi di finocchio: contribuiranno a migliorare la digestione e ad aumentare la produzione di latte. Aumentano anche la fornitura di vitamina C al corpo. Si può anche mettere dell’acqua a bollire, aggiungere alcuni semi di finocchio e bere il tutto.

Cardo mariano

Il cardo mariano è una piccola pianta da fiore nota per aiutare le neomamme: gli estrogeni vegetali in essa contenuta riescono infatti a stimolare la produzione di latte.

Come si usa: Potete fare un tè facendo bollire i semi di cardo mariano, da due a tre volte al giorno. In alternativa, ci sono capsule disponibili sul mercato facilmente reperibili.

Galega

La galega è una pianta originaria del Medio Oriente e diffusa in Europa e può contribuire a migliorare la produzione di latte materno. E’ nota per contenere il galattogeno, che contribuisce a migliorare la crescita del tessuto mammario che, a sua volta, migliora la produzione di latte materno.

Come si usa: In primo luogo, non assumete mai la galega fresca: è velenosa e tossica. Al contrario, aggiungete le foglie secche in acqua bollita e bevete questo tè. Sono anche disponibili sono sul mercato delle capsule.

Se i rimedi della Nonna non funzionano

La maggior parte di questi rimedi della Nonna sono noti da anni e si dice che facciano miracoli. Ma nel caso peggiore, se nessuno di questi rimedi funziona, niente panico. Andate dal medico poichè a volte, il corpo si rifiuta semplicemente di produrre abbastanza latte.

Parlate con il vostro medico. Potrebbe prescrivervi analisi costose, ma fatelo per la vostra sanità mentale. Il latte materno è migliore di sicuro, ma la cosa importante è garantire che il vostro bambino abbia abbastanza alimentazione. E ricordatevi di mantenere la calma: una madre felice può rendere il bambino felice.

Che cosa potreste sbagliare?

Provate infine questi piccoli cambiamenti: forse le cose che fate le state facendo male.

La giusta postura

Molte neomamme potrebbero sedersi nella posizione sbagliata mentre si alimentano i loro neonati. E’importante parlare con il proprio medico o con l’infermiere per conoscere il modo migliore per nutrire il vostro piccolo e consentire un maggiore flusso di latte. Parlare e chiedere, non c’è vergogna nel chiedere come fare le cose per bene.

Dieta corretta

Il modo migliore per migliorare aumentare la produzione di latte materno è quello di alimentarsi normalmente e più frequentemente possibile. Questa regola mantiene i tessuti e le ghiandole mammarie ben funzionanti.

Nulla vi aiuta a rimanere in buona salute come una buona dieta. E’ di vitale importanza mangiare frutta sana e fresca e verdure a foglia verde. Le donne hanno bisogno di nutrizione per il loro corpo in una fase in cui hanno un bambino di nutrire. Evitate i fast food e le cene fuori, che possono ostacolare la produzione di latte sano.

Corretta assunzione di liquidi

E’ importante mantenere il corpo idratato per assicurarsi che abbia abbastanza fluido per la produzione di latte. Bevete molta acqua e succhi di frutta fresca per mantenere il corpo attivo. Anche quando vi sedete a mangiare, tenete una bottiglia d’acqua nelle vicinanze e continuate a sorseggiare.

Источник: https://www.rimedinonna.com/8083-migliori-cibi-produzione-latte-materno/

Come aumentare il latte materno: consigli efficaci

Come aumentare la produzione di latte con rimedi naturali e non solo

Una neomamma ha sempre mille dubbi sulla crescita e il benessere del proprio bambino. Soprattutto se si tratta del primo figlio le domande che ti poni sono comuni a tutte le donne che hanno appena partorito: una di queste riguarda la quantità del latte materno.

Purtroppo il tuo seno non si può controllare come un biberon e di conseguenza le insicurezze aumentano a causa della (normalissima) poca conoscenza del tema. Come fare?

Non ho abbastanza latte!

Non hai o pensi di non averne? Cosa ti fa pensare di avere poco latte? Cerchiamo di fare ordine.

Ad esempio avere un seno piccolo o sgonfio non significa avere poco latte: nel primo caso occorre davvero poco spazio per le ghiandole designate alla produzione di latte di conseguenza un seno piccolo non è sinonimo di scarsa quantità così come una quinta non significa che avrai tanto latte (ma le ghiandole sono semplicemente circondate da molto grasso).

Nel secondo caso invece un seno sgonfio (o per meglio dire morbido) non è assolutamente un segnale di poco latte ma, al contrario significa che il tuo seno è perfettamente calibrato alle richieste di tuo figlio e non si verifica un ingorgo: un seno duro e dolorante (tranne nel caso di montata lattea) è infatti il segnale di qualcosa che non va e occorre quindi rimediare immediatamente magari anche con l’aiuto del medico o di un consulente per l’allattamento.

Come si fa a capire se il tuo latte è abbastanza per le richieste di tuo figlio? Innanzitutto tieni sotto contro le sue urine e feci: se bagna sei pannolini al giorno (anche solo di pipì) vuol dire che sta ricevendo il nutrimento necessario specie se dimostra una buona crescita mensile.

Come aumentare il latte

In ogni caso la produzione del latte materno si stimola con l’allattamento a richiesta ed esclusivo: cerca di offrire il latte al tuo bambino subito dopo il parto e offrigli il tuo seno ogni volta che te lo chiede.

Le ghiandole mammarie infatti rispondono alla tua richiesta continua di latte producendone altro in modo da calibrarsi al fine di soddisfare appieno il fabbisogno nutritivo del tuo bambino.

Non è necessario quindi aspettare tre ore come avviene per quello artificiale (tranne nel caso tuo figlio soffra di coliche o reflusso per cui è sempre meglio consultare un medico al riguardo).

Evita che si attacchi sempre allo stesso seno ma alternali in modo da evitare che un seno produca meno latte dell’altro.

E’ consigliabile offrirgli un seno a poppata piuttosto che alternarli durante la stessa perché la composizione del latte è più leggera all’inizio e più consistente e nutriente dopo.

Non saltare le poppate notturne magari sostituendole con il latte artificiale: sono le poppate in cui il bambino succhia più quantità di latte favorendo ulteriormente la produzione (oltre ad impedire eventuali ingorghi mammari).

Fatti consigliare da un’ostetrica o da un professionista per la corretta posizione da assumere durante l’allattamento: ti eviterà dolori inutili che potrebbero ostacolare la suzione oltre ad eventuali irritazioni o peggio la comparsa delle ragadi.

Cerca di effettuare un allattamento esclusivo senza offrirgli il ciuccio, che può rivelarsi utilissimo per tranquillizzare il tuo bambino ma può anche disabituarlo alla suzione.

Lo stesso vale per il biberon anche se riempito di latte materno ma l’uso della tettarella (molto più facile da succhiare rispetto al capezzolo) potrebbe disabituarlo alla suzione al seno (sicuramente per lui più impegnativa).

Resisti dalla tentazione di dare un’aggiunta al bambino di latte artificiale specie se vedi poco latte. Questo potrebbe pregiudicare la continuazione dell’allattamento per cui meglio consultarsi prima con un esperto.

Lo stesso vale per acqua, tisane o camomilla: a  tuo figlio può benissimo bastare il suo latte perché possiede tutti i nutrienti di cui ha bisogno.

Cura la tua alimentazione

Cerca di alimentarti con una dieta sana ed equilibrata (quando allatti consumi 500 calorie per cui il tuo fabbisogno energetico aumenta in questo periodo della tua vita). Incrementa l’uso di frutta e verdura che offriranno al tuo latte un ottimo apporto di vitamine e sali minerali.

Prova a diminuire l’uso di caffè o bibite che contengono la caffeina che riducono la produzione di latte e stimolano eccessivamente il sistema nervoso del neonato.

E’ anche importante bere molta acqua perché è la materia prima necessaria per favorire la produzione di latte materno. Molto consigliate anche bevande naturali come centrifugati di frutta e verdura, te e tisane preparate con erbe specifiche per allattamento.

Alcuni esempi sono la galega, il finocchio (si può consumare crudo, cotto o sotto forma di tisana) e il fieno greco con il quale si può preparare un ottimo infuso e che ha inoltre una buona funzione ricostituente (ideale per una mamma che ha appena partorito!).

Dalle ottime proprietà galattogene anche l’anice verde che in più conferisce al latte materno un sapore dolciastro molto gradito al neonato. Basta far bollire una tazza d’acqua e aggiungere un cucchiaino di preparato lasciandolo in infusione per circa trenta minuti.

Un aiuto arriva anche dall’omeopatia: se la montata lattea tarda ad arrivare puoi assumere Actaea  racemosa 9 CH, un medicinale utilizzato durante il travaglio per  favorire la dilatazione uterina ed è utile anche per indurre la  montata lattea.

Se invece il seno è duro e dolente ma il latte scarseggia puoi provare la Pulsatilla 9 CH che agisce sulle mucose respiratorie e sulle secrezioni ed è indicato per mamme particolarmente ansiose ed emotive.

Per stimolare la produzione di latte è anche indicato il Ricinus 5 CH (5 granuli prima di ogni poppata) perfetto per stimolare la prolattina.

Mentre se si ha la necessità di riattivare un flusso di latte bloccato il rimedio è Urtica Urens 9 CH.

Esistono inoltre in commercio integratori pensati proprio per favorire la produzione di latte come, ad esempio, Più latte o Lactogal Plus: entrambi sono a base di Galega e hanno una funzione galattogoga. Chiedi comunque consiglio al tuo medico prima di assumerli.

Una mamma stanca non fa bene a se stessa e al bambino

Non farti sopraffare dallo stress: cerca di essere il più possibile rilassata e tranquilla.

Non porti negativamente davanti ad un eventuale rifiuto del seno da parte del bambino, cerca di non lasciarti influenzare dalla preoccupazione sulla salute di tuo figlio e non vedere quindi tutto in negativo: una mamma stressata non stimolerà l’ossitocina, l’ormone adibito al rilascio del latte che, anche se presente, non uscirà fluido perché sei troppo tesa.

Inoltre ritagliati un po’ di tempo per riposare. Una mamma come fa a smettere di pensare a suo figlio e riposare? Non solo può ma deve proprio per il bene di suo figlio: cerca di dormire quando lo fa lui e rimanda a data da destinarsi eventuali faccende domestiche (chiedi aiuto ad amici e parenti o a tuo marito).

Il tiralatte per stimolare la produzione del latte

Un ottimo alleato per le donne che pensano di avere poco latte è sicuramente il tiralatte: dato che è constatato quanto la produzione di latte sia direttamente proporzionale all’uso e quindi alla richiesta il tiralatte non fa altro che favorire la produzione del latte materno perché estrae il latte passando alle ghiandole mammarie il messaggio che occorre aumentarne la produzione.

Puoi utilizzarlo ad esempio quando il bambino dorme e passano diverse ore tra una poppata e l’altra. Il latte estratto può essere poi congelato e utilizzato al bisogno (ideale ad esempio se sei a lavoro e qualcun altro deve occuparsi del tuo bambino).

In commercio ce ne sono di diversi ma solitamente si dividono in due tipi: manuale ed elettrico. All’inizio però può non essere facile soprattutto da un punto di vista psicologico dato che vedi quanto latte esce e puoi sentirti quasi sotto esame.

Tieni conto che, come precedentemente accennato, la fuoriuscita di latte è determinata dall’ossitocina che è molto influenzata dallo stato d’animo: mentre usi il tiralatte guarda una foto di tuo figlio o pensa a lui e cerca di non essere tesa o nervosa perché può risultare controproducente.

Источник: https://www.allattamento.org/blog/come-aumentare-il-latte-materno.htm

Gravidanza
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