Come allattare in pubblico con discrezione

Allattamento al seno in pubblico: si o no?

Come allattare in pubblico con discrezione

Allattamento al seno in pubblico: si o no? Allattare il tuo bambino è un tuo diritto. La legge italiana non lo vieta, anche se è ancora un tabu.

In Italia non esistono leggi pro o contro l'allattamento in pubblico e di conseguenza molto dipende dal luogo in cui ci si trova a dover allattare e dal buon senso.

L'Italia ha aderito alla campagna globale “Ospedale amico dei bambini” dove si favorisce l'allattamento al seno cercando di istruire i sanitari e le neomamme sulle qualità del latte materno rispetto a quello artificiale.

Uno dei temi principali di questa campagna favorisce l'allattamento a richiesta, ovvero ogni volta che il bambino ne sente il bisogno. Ecco quindi che sì, si può allattare in pubblico.

Allattamento al seno in pubblico: l'abbigliamento

Se stai per uscire e sai che starai fuori molte ore tali da poter aver bisogno di allattare fuori casa, puoi aiutarti con abbigliamento adeguato. In commercio esistono molti abiti e maglie perfette per l'allattamento.

Puoi anche indossare una maglia scollata o larga, così da facilitare l'allattamento. Anche una camicia con i bottoni sarà perfetta. Se invece preferisci i vestiti, ci sono marchi premaman con scollatura ideata apposta per l'allattamento.

Nascondono il seno e rendono così il momento con il tuo bambino più intimo.

Anche una fascia porta bebè può essere molto utile sia per portarlo con te ovunque avendo comunque le mani libere e sia perché potrai allattarlo senza che gli altri si accorgano di questo momento. Un accessorio fondamentale è sicuramente il reggiseno da allattamento che ti permette di offrire il tuo seno senza doverti spogliare completamente come ti costringerebbe un normale reggiseno.

Allattamento al seno in pubblico: cerca un luogo tranquillo

Se sei in un locale o al ristorante, puoi scegliere un tavolo un po' in disparte e con la sedia che dia la schiena alla sala. Quando inizi ad allattare, cerca di distogliere l'attenzione dalle persone che ti sono intorno e concentrati sul tuo bambino. Una volta cominciata la suzione invece, puoi riprendere a dialogare tranquillamente con gli altri.

Già dopo i 3 mesi di vita del neonato, il numero di mamme che allattano si riduce a quasi la metà e si abbassa fortemente (al 6,5 per cento) dopo i sei mesi dal parto.

L'Unicef da tempo promuove la realizzazione di specifiche aree dedicate all'allattamento.

Esperimento condotto con successo a Milano (ma seguito anche in molte altre città d'Italia) tramite la creazione di Baby Pit Stop, luoghi deputati a mettere le mamme in condizione di andare ovunque e di allattare i propri bambini quando lo richiedono.

Si tratta di ambienti creati sia all'interno di strutture infantili (ospedali, consultori, nidi) o anche negli esercizi commerciali maggiormente frequentati (come ad esempio i supermercati). Un logo esterno indica la presenza di questi ambienti attrezzati dove poter cambiare il pannolino e “fare il pieno” di latte (v. immagine in copertina).

Si segnala, poi l'iniziativa del Comitato per le pari opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Bari che ha sollecitato e ottenuto la individuazione di ambienti idonei a consentire l'allattamento per le mamme che frequentano le aule di giustizia: così nel 2007 sono state realizzate le stanze di allattamento presso la sede del Tar e gli uffici del giudice di Pace.

Allattamento al seno in pubblico: le leggi nel mondo

In Inghilterra per molto tempo non era ammesso allattare in locali dopodiché si è fatto un notevole passo avanti con l'Equality Act del 2010 che ha reso illegale la discriminazione verso le mamme che allattano. 

In Francia, Germania e Scandinavia sono più aperti verso l'allattamento al seno mentre in Danimarca i ristoratori possono vietare alle proprie clienti di allattare in pubblico e anche cacciarle dal locale se non rispettano il divieto.

Il Consiglio Nazionale per l'uguaglianza danese preferisce infatti tutelare i clienti che potrebbero sentirsi disturbati dall'allattamento in pubblico.

Perfino gli Stati Uniti sono molto indietro da questo punto di vista: in alcune zone si deve combattere con divieti mentre alcuni stati hanno realizzato delle leggi per permettere questa pratica.

In Arabia Saudita, per esempio, alle donne non è permesso mostrare il seno in pubblico, anche per allattare; questo nonostante il fatto che l'Islam incoraggi le donne ad allattare al seno i propri figli per circa due anni.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/allattamento/allattamento-al-seno-in-pubblico

Allattamento in pubblico: come allattare al seno libere dai tabù

Come allattare in pubblico con discrezione

Allattare in pubblico è spesso considerato un vero e proprio tabù. Il motivo? Semplice. Nella nostra società, il seno viene spesso visto come mero oggetto sessuale e, molto più raramente, per quello che è: un organo funzionale destinato al nutrimento dei bambini.

Ciò fa sì che alcune persone si sentano in diritto di gridare allo scandalo alla vista di mamme impegnate in un poppata al parco, in un locale o in giro.

Ma con quali ragioni? L’allattamento al seno è una delle cose più naturali al mondo e in Italia, così come in molte altre nazioni, non c’è nessuna legge che ne vieti la pratica in pubblico.

Tuttavia, vincere un tabù come questo non è cosa semplice e non c’è da meravigliarsi se ancora oggi molte mamme si sentono in imbarazzo all’idea di allattare in pubblico.

Ma vale davvero la pena farsi scoraggiare da vecchi pregiudizi e rinunciare a questo bellissimo momento di intimità con il tuo bambino? Noi crediamo di no. Proprio per questo vogliamo darti dei consigli su come allattare al seno tuo figlio in modo sereno e indisturbato dovunque tu sia. Sei pronta? Iniziamo.

Come allattare in pubblico serenamente

La prima cosa di cui devi convincerti è che non c’è nulla di sbagliato o di cui vergognarsi nell’allattare al seno pubblicamente: è un diritto tuo e, soprattutto, del tuo bambino. E ricorda che, nel farlo, il tuo atteggiamento può influire molto sulle reazioni degli altri.

Fare pratica per sentirsi sicure

Se sei al primo figlio, fare un po’ di pratica in casa guardandoti allo specchio può aiutarti a prendere confidenza con i vari passaggi da affrontare e renderti più sicura.

Esercitarsi è molto importante per una poppata efficace, in quanto ti permette di capire come far attaccare bene il bimbo in una posizione che sia comoda per entrambi. Con il giusto allenamento imparerai inoltre a capire i segnali del tuo piccolo prima di arrivare al pianto.

In questo modo eviterai di attirare l’attenzione delle persone mentre ti accingi a scoprire il seno e renderà il processo molto più semplice e sereno. 

In aggiunta, osservarti mentre allatti ti aiuterà a capirecosa vedono gli altri e come coprirti. Ti stupirà notare che una volta che il bimbo si sarà attaccato la porzione di seno visibile è davvero minima.

Le prime volte

Se sei alle prime armi, iniziare ad allattare in pubblico insieme ad altre mamme può aiutarti a scioglierti un po’ e a prendere confidenza con te stessa e lo spazio circostante.

Quando sei in gruppo e non hai modo di isolarti, concentrati sull’allattamento senza farti distrarre da chi ti sta intorno. Non appena la suzione sarà iniziata, potrai tornare a chiacchierare tranquillamente.

Come vestirsi per allattare in pubblico

La prima regola non scritta sull’allattamento, in pubblico e in generale, riguarda l’abbigliamento. Se stai per uscire e prevedi di trattenerti in giro fino all’ora della poppata, vestiti comoda.

Scegliere un abbigliamento pratico renderà l’allattamento al seno molto più agevole.

Il nostro primo consiglio è quello di indossare un reggiseno per allattare, di quelli con doppia bretellina facilissimi da sganciare.

Estate

In estate puoi indossare un top o una canotta scollati ed elastici. La scollatura ampia facilita l’estrazione del seno dall’alto ed evita di scoprire la pancia o altre zone del corpo. In alternativa, puoi anche optare per una camicetta o una maglietta con bottoni o cerniera, abiti facili da aprire e chiudere con discrezione.

Inverno

In inverno la scelta di canotte e top scollati resta ottimale. Sopra ad essi puoi indossare una maglia qualsiasi, purché sia larga.

In questo modo, infatti, dopo aver attaccato il bambino, il maglione cadrà morbido sul seno coprendo le parti a vista e tenendo più calda te e il tuo piccolo.

In alternativa, puoi optare per un maglione scaldacuore (cache-coeur) comodo e pratico.

Come puoi vedere, non devi comprare nulla di particolare. I vestiti che hai possono andare benissimo. Tuttavia, se cerchi il massimo comfort, acquistare appositi capi di abbigliamento per l’allattamento non può che aiutare.

Le canottiere, le maglie e i vestiti per l’allattamento sono dotati di comode aperture in corrispondenza dei due seni. Esse ti consentono di attaccare tuo figlio facilmente e con discrezione, senza che nessuna parte del corpo risulti visibile.

Fascia per allattare in pubblico

Nel momento in cui il tuo piccolo inizia a sorreggere bene la schiena (2/3 mesi), utilizzare una fascia porta bambino quando sei in giro potrebbe rivelarsi una mossa strategica.

Infatti, oltre ai molteplici vantaggi del portare discussi nel precedente articolo sul babywearing, la fascia ti consente di allattare comodamente il tuo piccolo dovunque,garantendo una poppata super-discreta.

Nel caso di bambini molto piccoli diventa quasi impossibile capire se stiano allattando o meno.

Allattare in fascia è, inoltre, semplicissimo. Ti basta allentare un pò la legatura per far sì che il bambino raggiunga il seno, sempre restando in verticale.

Copripoppata, lenzuolini e sciarpe

Se vuoi evitare sguardi curiosi e indiscreti, i copripoppata fanno proprio al caso tuo. Si tratta di mantelline lavabili, spesso dotate di tasche, da utilizzare per coprire tuo figlio durante l’allattamento, garantendovi la giusta privacy. 

Se non vuoi acquistare un copripoppata, puoi utilizzare tranquillamente le coperte, i lenzuolini, i foulard e le sciarpe di cui disponi. Ricordati di portarli con te sempre, sia in estate che in inverno.

Il posto giusto per allattare al seno

Il nostro ultimo consiglio è legato alla scelta del luogo in cui allattare. Non esiste un posto giusto in assoluto, in quanto potresti ritrovarti a dover allattare dovunque.

Tuttavia, prima di iniziare la poppata, ti consigliamo fortemente di dare un’occhiata in giro per trovare un posto tranquillo e appartato.

Sistemarti al riparo da luoghi affollati ti permette di garantire al bimbo la calma necessaria per mangiare serenamente, in più, ti tiene al riparo da qualche sguardo di troppo. Scegliere una panchina lontana dal chiasso o dare le spalle alla confusione generale di un locale è più che sufficiente.

Bonus – Allattamento al seno: attenzione alla postura

Allattare un bimbo richiede uno sforzo fisico non indifferente. Assumere una postura adeguata è importante sia per la mamma che per il bambino. Essa ti aiuta a ridurre l’impegno richiesto ad ogni poppata e a garantirne la massima efficacia. 

Come spiegato in questo articolo di Philips, utilizzare un cuscino da allattamento può essere un ottimo aiuto, soprattutto durante i primi mesi di allattamento. Non a caso si tratta di un accessorio ampiamente consigliato da ostetriche e pediatri. Ma scopriamo subito insieme di cosa si tratta.

Cuscino da allattamento

I cuscini per l’allattamento sono progettati per alleviare gli sforzi della mamma, riducendo il carico da sostenere e le tensioni corporee, e per posizionare il bambino in maniera corretta durante la suzione. Tenere il neonato nella posizione ottimale aiuta a ridurre le eventuali tensioni dei capezzoli e fa sì che il piccolo non si stacchi prima di aver finito di mangiare. Ciò riduce inoltre il rischio di rigurgiti, facilitando la fase digestiva.

Alcuni cuscini per allattare sono pensati per essere utilizzati già a partire dagli ultimi mesi della gravidanza, quando dormire diventa un’impresa. Questi ultimi ti aiutano a stare più comoda e a riposare meglio.

Ultime considerazioni

Ricordati, non hai alcun motivo di nasconderti o vergognarti. In Italia, nessuna legge ti vieta di allattare tuo figlio in pubblico e se il buon senso delle persone o dei gestori dei locali vengono meno, tieni presente che l’allattamento al seno è un tuo diritto e puoi farlo valere.

Tra l’altro, la nostra nazione ha preso parte alla campagna globale “Ospedali amici dei bambini” in favore dell’allattamento al seno, pratica incoraggiata oltretutto dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Non c’è alcun motivo per cui debba rinunciarvi.

Sii sicura di te stessa e comportati in maniera naturale, vedrai che andrà tutto per il meglio.

Источник: https://casatabata.com/allattare-al-seno-libere-dai-tabu/

Lecito per una donna allattare in pubblico?

Come allattare in pubblico con discrezione

Non esistono nel nostro Paese norme che vietino l’allattamento in pubblico; ciononostante si tratta di una pratica spesso vista come un tabù: sono auspicabili buone prassi tese a incoraggiare l’allattamento al seno, invece raccomandato dalla legge nell’esclusivo interesse del bambino.

Non tutti gli atti, solo per il fatto di essere naturali, si possono lecitamente compiere in pubblico. Nessuno si sognerebbe di espletare le proprie funzioni fisiologiche mentre cammina per strada o fare l’amore al ristorante dopo una romantica cena, se non a rischio (assai probabile) di essere arrestato per atti osceni in luogo pubblico.

Ci chiediamo, allora, se questo possa dirsi anche per una mamma che scopre il seno per allattare il proprio bambino. Un gesto dolcissimo, quanto mai naturale e, senza ombra di dubbio, un gesto di amore.

Ma può essere questo un motivo sufficiente per poterlo compiere sotto gli occhi di tutti senza conseguenze giuridiche?

I tabù

La domanda non è poi così scontata. Accade a volte di sentir parlare di episodi in cui viene chiesto alle mamme che allattano in luoghi pubblici di appartarsi in zone più riservate.

Tanto per fare degli esempi emblematici, citiamo il caso di una docente bacchettata dall’American University per aver allattato la figlioletta dinanzi ai propri studenti: la donna, che quel giorno era stata costretta a portare la piccola a lezione, ha dichiarato (con un’espressione ritenuta “poco professionale” dall’Università): «ho dovuto scegliere tra sacrificare la mia vita professionale o farmi strada a fatica sul lavoro».

Altro ancora, il recente caso di una donna ospite di un hotel londinese invitata da un cameriere a coprire il proprio bambino con un grande tovagliolo in quanto la condotta violava, a dire dell’uomo, il regolamento della direzione. Episodio che ha suscitato scalpore e a seguito del quale un gruppo di donne ha organizzato per protesta un allattamento in massa davanti all’albergo.

Insomma, è innegabile che l’allattamento al seno in pubblico desti ancora in molte persone imbarazzo e scandalo e sia tutt’altro che incoraggiato.

In Danimarca, ad esempio, è ammesso il divieto di allattamento in pubblico da parte dei ristoratori, sulla base della considerazione che in tali casi occorre tutelare quegli avventori che potrebbero sentirsi disturbati alla vista di un simile gesto.

Le cose non migliorano di molto negli Stati Uniti, dove la pratica dell’allattamento è ammessa a macchia d’olio, nell’ambito comunque di un generale atteggiamento di intolleranza, al punto che alcuni Stati hanno dovuto emanare delle specifiche leggi ad hoc per consentirla.

In Inghilterra, solo nel 2010 una legge [1] ha dichiarato legittimo l’allattamento in pubblico.

In Italia non esiste alcunalegge che proibiscel’allattamento in pubblico; ciò non toglie che esso non è consentito in ogni luogo o circostanza: si pensi, ad esempio, che in Parlamento non è permesso alle nostre deputate e senatrici – a differenza di quanto avviene per le colleghe di Strasburgo – l’allattamento quando sono in aula. E, in ogni caso, a dirla tutta, esiste un generale atteggiamento sociale che non favorisce questa pratica.

Ma qui non si tratta di un problema dei soli adulti, bensì prima di tutto di un bisogno di tutela dei bambini stessi.

In più occasioni, infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), si è espressa nel senso di favorire l’allattamento esclusivo al seno almeno per i primi sei mesi di vita del bambino; ciò in quanto è scientificamente provato che i bambini allattati al seno si ammalano di meno.

Un orientamento espresso da numerose norme nazionali e internazionali cui ha aderito anche il nostro Paese.

Cosa prevede la legge

Segnaliamo qui di seguito le molte disposizioni volte a favorire l’allattamento al seno da parte delle neomamme:

– la Raccomandazione Oms ai servizi sanitari dei paesi membri, affinché gli operatori sanitari siano aggiornati, e le donne informate, sui vantaggi dell’allattamento al seno e su come favorirlo e mantenerlo [2];

– la Direttiva Oms che vieta la pubblicità o promozione al pubblico di preparati per lattanti ed altri sostituti del latte materno, nonché di biberon e tettarelle; l’obbligo delle etichette di contenere avvertenze sui rischi dell’uso di preparati sostituitivi del latte materno; il divieto di distribuzione alle madri di campioni gratuiti, direttamente o tramite operatori sanitari [3];

– la Raccomandazione Oms tesa a promuovere immediatamente l’allattamento al seno, anche prima di lasciare la sala parto [4];

– la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia che stabilisce che “Gli Stati […] in particolare adottano ogni adeguato provvedimento per fare in modo che tutti i gruppi della società, in particolare i genitori e i minori, ricevano informazioni sulla salute e sulla nutrizione del minore, sui vantaggi dell’allattamento al seno, sull’igiene e sulla salubrità dell’ambiente e sulla prevenzione degli incidenti e beneficino di un aiuto che consenta loro di mettere in pratica tali informazioni” [5];

– la Dichiarazione degli Innocenti che impegna tutti gli stati firmatari (fra cui l’Italia) ad adoperarsi per mettere tutte le donne in grado di attuare l’allattamento materno esclusivo almeno fino ai 6 mesi di vita del bambino: in essa si legge, inoltre, che i bambini dovrebbero continuare ad essere allattati al seno, ricevendo allo stesso tempo alimenti complementari adeguati, fino oltre i due anni di età [6];

– la campagna globale “Ospedali amici dei bambini” (cui ha aderito anche l’Italia) rivolta a creare negli ospedali le condizioni ottimali al successo dell’allattamento al seno. [7].

Tra i punti salienti dell’iniziativa quella di: definire e fare conoscere ai sanitari una linea di condotta per l’allattamento al seno; informare le future mamme sui vantaggi e le tecniche dell’allattamento al seno, aiutandole da subito ad allattare; non somministrare ai bebè (salvo necessità) alimenti diversi dal latte materno; sistemare il neonato nella stessa stanza della mamma durante la permanenza in ospedale; incoraggiare l’allattamento al seno tutte le volte che il neonato sollecita di essere allattato; non usare tettarelle o succhiotti durante il periodo dell’allattamento al seno; favorire la creazione di gruppi di sostegno alla pratica dell’allattamento al seno, in modo che le madri vi si possano rivolgere dopo la dimissione dall’ospedale;

– la Direttiva Cee che vieta la pubblicità ed altre forme di promozione al pubblico di prodotti alimentari per neonati e di latti di proseguimento: le etichette di questi prodotti non devono idealizzare l’allattamento artificiale, anzi devono esplicitamente attestare la superiorità di quello materno [8];

– il Decreto del Ministero della Sanità sui prodotti alimentari per lattanti in linea con la predetta direttiva [9];

– la normativa in tema di congedi per l’allattamento [10] spettanti alla madre lavoratrice dipendente (o, in taluni casi, al padre lavoratore) durante il primo anno di vita del bambino e che consistono in 2 riposi retribuiti giornalieri di un’ora ciascuno.

La prassi

Tale normativa che sottolinea l’assoluta importanza dell’allattamento al seno contrasta, tuttavia, con un generale atteggiamento sociale che tende, invece, a scoraggiare tale pratica.

Basti considerare che le statistiche dimostrano che, già dopo i 3 mesi di vita del neonato, il numero di mamme che allattano si riduce a quasi la metà e si abbassa fortemente (al 6,5 per cento) dopo i sei mesi dal parto.

Infatti, spesso la donna – specie quella che lavora – per la necessità pratiche dettate dai problemi della gestione di tempi e luoghi in cui allattare il proprio bambino e dagli ostacoli che spesso si frappongono a tale pratica, preferisce che il piccolo si nutra da un biberon e anche, a volte, per mano di altri soggetti (i nonni, un tata, ecc.).

È difficile, infatti, predeterminare la quantità e i tempi delle poppate, così come poter prevedere il momento in cui il bambino mostrerà di aver fame, sicché dinanzi all’alternativa dei molteplici problemi pratici legati al necessario allattamento in luoghi pubblici, molte donne – piuttosto che scegliere di rimanere in casa fino allo svezzamento del piccolo – preferiscono abbandonarsi alla scelta dei rimedi alternativi.

Le mamme, quindi, dovrebbero essere messe condizione di poter allattare in qualsiasi luogo, senza subire restrizioni sociali di alcun tipo.

Ma in che modo?

Le proposte per favorire l’allattamento al seno

L’Unicef da tempo promuove la realizzazione di specifiche aree dedicate all’allattamento.

Esperimento condotto con successo a Milano (ma seguito anche in molte altre città d’Italia) tramite la creazione di Baby Pit Stop, luoghi deputati a mettere le mamme in condizione di andare ovunque e di allattare i propri bambini quando lo richiedono.

Si tratta di ambienti creati sia all’interno di strutture infantili (ospedali, consultori, nidi) o anche negli esercizi commerciali maggiormente frequentati (come ad esempio i supermercati). Un logo esterno indica la presenza di questi ambienti attrezzati dove poter cambiare il pannolino e “fare il pieno” di latte (v. immagine in copertina).

Si segnala, poi l’iniziativa del Comitato per le pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Bari che ha sollecitato e ottenuto la individuazione di ambienti idonei a consentire l’allattamento per le mamme che frequentano le aule di giustizia: così nel 2007 sono state realizzate le stanze di allattamento presso la sede del Tar e gli uffici del giudice di Pace.

Allattamento: di necessità si fa virtù

In ogni caso, in mancanza di specifiche e idonee strutture è bene che ogni mamma non dimentichi che quello di allattare in pubblico è, per prima cosa, un diritto suo e del suo bambino e che il senso di pudore o di riservatezza così come il rischio di possibili sguardi imbarazzati non deve costringere a rinchiudersi nelle quattro mura domestiche.

Il consiglio è allora quello di prendere dei piccoli accorgimenti in modo da allattare in modo più discreto e anche pratico con minori disagi o difficoltà di sorta:

cercare un luogo più tranquillo dove appartarsi, ciò al primario scopo di offrire al piccolo un luogo il più possibile lontano da confusione, chiasso e sguardi indiscreti (ad esempio, in un parco una panchina più distante dal passeggio e dai giochi);

– indossare abbigliamento comodo che permetta di allattare il bambino senza troppe scomodità e senza doversi scoprire troppo: ad esempio una camicia larga, una maglia che si sollevi facilmente, reggiseni specifici per l’allattamento facili da sbottonare.

Ricordiamo, inoltre, alle lettrici mamme che, nella neonata sezione “Donna” del nostro portale, è possibile ottenere una consulenza gratuita da esperti in tema di allattamento al seno e non solo (per accedere all’area donna clicca qui).

Ci piace concludere questo articolo ricordando le parole di papa Francesco che, in occasione delle messe celebrate nel corso del suo pontificato, ha invitato le mamme a sfamare in chiesa i piccoli battezzandi.

Ascoltando i vagiti dei neonati, il Papa, nel ringraziare Dio per il dono del latte, ha detto: «il coro più bello è questo dei bambini… Se i vostri bambini piangono perché hanno fame … potete dare loro il latte, anche adesso».

Uno smacco ai tanti tabù sociali da parte del Pontefice, il quale in quelle occasioni ha fatto della Cappella Sistina un pit stop di eccellenza.

Siamo certi che tutte le mamme presenti avranno saputo rispettare la sacralità del luogo allattando i propri bebè con la discrezione che conviene al caso.

[1] L’Equality Act 2010.

[2] Raccomandazione OMS-UNICEF del 1979 finalizzata a “favorire e sostenere l’allattamento al seno”.

[3] Direttiva OMS del 1981 :”Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno”.

[4] Raccomandazione OMS del 1985, “Tecnologia appropriata per la nascita”.

[5] Art. 24 n.2 Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia del 20 Novembre 1989.

[6] “Dichiarazione degli Innocenti” OMS-UNICEF del 1990.

[7] “Ospedali Amici dei Bambini” OMS – UNICEF del 1991.

[8] CEE, Direttiva 321 del 14/4 /91) “Commercializzazione alimenti per lattanti e alimenti di proseguimento”.

[9] 6 aprile 1994: Decreto Ministeriale n.500 emanato dal Ministro della Sanità, di concerto con il Ministro dell’Industria, commercio e Artigianato.

[10]

Источник: https://www.laleggepertutti.it/80538_lecito-per-una-donna-allattare-in-pubblico

Allattare al seno in pubblico: si o no?

Come allattare in pubblico con discrezione

Il momento dell’allattamento non è solo un atto dovuto per nutrire il tuo bambino ma un rapporto unico di intimità tra te e tuo figlio che solo una mamma può capire fino in fondo.

Se, come la maggior parte delle associazioni sostengono, allatti tuo figlio a richiesta, può capitare che il tuo bambino possa far capire di avere fame anche in momenti in cui non sei tra le mura domestiche e ti vedi costretta ad allattarlo in pubblico.

Questa situazione può provocare imbarazzo sia a te che agli altri, specie in una società che vede il seno come un oggetto sessuale.

Indice

  • 1 Cosa fare?
  • 2 Allattare in pubblico si o no?
  • 3 La legge mi tutela?

Cosa fare?

Innanzitutto ricorda che non stai facendo nulla di male: essere una mamma è un dono e non qualcosa da nascondere! E soprattutto tuo figlio ha diritto ad essere nutrito e se ha fame devi rispondere al suo bisogno. Per cui non serve vergognarti o scusarti più di tanto.

Aiutati con l’abbigliamento: se stai per uscire e sai che starai fuori molte ore tali da poter aver bisogno di allattare fuori casa indossa un top o una canotta scollata in modo da poter estrarre il seno senza troppi problemi e dall’alto.

Magari usa una maglietta larga da metterci sopra in modo che con la testa del bambino che copre la parte nuda, il tuo seno non sarà assolutamente visibile. Se fa molto caldo e preferisci indossare un solo indumento scegli un modello scollato o una camicia con bottoni in modo da non doverti esibire in movimenti inconsulti per offrire il tuo seno al bambino.

Puoi anche usare un foulard o una sciarpa per consentire anche a tuo figlio di vivere questo momento in totale privacy e tranquillità.

Anche una fascia porta bebè può essere molto utile sia per portarlo con te ovunque avendo comunque le mani libere e sia perché potrai allattarlo senza che gli altri si accorgano di questo momento.

Un accessorio fondamentale è sicuramente il reggiseno da allattamento che ti permette di offrire il tuo seno senza doverti spogliare completamente come ti costringerebbe un normale reggiseno.

Cerca un luogo tranquillo dove poter allattare il tuo bambino: fallo soprattutto per lui, in modo che possa bere il suo latte lontano dalla confusione della folla.

Se sei in un ristorante o in un bar puoi posizionarti di spalle alla sala in modo da assicurarti di non mostrare il tuo seno.

Sarà davvero difficile che qualcuno ti manifesti il suo dissenso e se lo fa devi far valere il tuo diritto di essere una mamma che allatta.

Puoi “allenarti” a casa provando ad allattare non appena cogli i segnali del bambino senza arrivare al pianto che, oltre ad essere negativo per il tuo bimbo perché più irritato e potrebbe essere complicato attaccarlo al seno, richiamerebbe l’attenzione di chi ti sta attorno e tu ti vedresti doppiamente imbarazzata armeggiando con vestiti, bottoncini e chiusure.

Cerca comunque quando allatti di distogliere l’attenzione dalle persone che ti sono intorno e concentrati sul tuo bambino. Una volta cominciata la suzione puoi riprendere a dialogare con gli altri che, probabilmente, non avranno fatto caso a quanto accaduto.

Se sei a fare compere? Cerca di allattarlo magari in aiuto nel parcheggio prima di cominciare lo shopping in modo da aver già soddisfatto i suoi bisogni e tu potrai essere libera di passare qualche ora di relax.

Allattare in pubblico si o no?

Sembra incredibile ma in un mondo invaso da nudi femminili esposti ovunque tra pubblicità, internet e tv una donna che allatta in pubblico per alcuni viene considerato un gesto di cattivo gusto.

Molti sono i casi di donne che diventano oggetto di sguardi indignati ed occhiatacce mentre allattano o addirittura che vengono allontanate da locali o musei perché hanno risposto al bisogno del loro bambino.

Anche il più noto dei social network ovvero non è capace di gestire questo tema: non sono poche le foto di donne che allattano che sono state censurate o rimosse perché non rispettavano i termini stabiliti (lo scatto di una mamma nuda con il neonato, pubblicata in un gruppo chiuso specifico per mamme, è stata rimossa da dopo un’ora).

E’ un problema soprattutto culturale: si è davvero poco abituati a vedere una donna che allatta il proprio bambino specie se questo avviene per più di sei mesi, periodo dopo il quale c’è chi parla addirittura di perversione.

Siamo cresciuti con l’abitudine del ciuccio e del biberon (quando eravate piccole come davate da mangiare alla vostra amata bambola?) mentre il seno viene sdoganato come un oggetto legato al piacere sessuale ed è per questo che ci si indigna quando una mamma lo utilizza per nutrire il proprio bambino.

Per non parlare di chi chiama in ballo i principi del galateo (che sono stati messi nel dimenticatoio per argomenti probabilmente più rilevanti) dichiarando sconveniente e poco elegante allattare magari in un hotel di lusso o in un ristorante d’alta classe.

Quando allatti il tuo bambino devi pensare (e devi esporre queste convinzioni a chi ti ostacola!) che la prima persona da tutelare è il tuo bambino senza dimenticare che sia l’Unicef che L’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno sottolineato come l’allattamento al seno sia salutare rispetto a quello artificiale e che tuo figlio non può sottostare ad orari stabiliti da altri ma deve essere soddisfatto ogni volta che mostra di avere fame. E’ una teoria ancora poco diffusa ma occorre informare chi non ne è a conoscenza per sradicare una consuetudine antica e sorpassata.

In alcune scuole, il personale dei consultori familiari organizza incontri sull’alimentazione infantile raccogliendo l’esperienza di allattamento al seno da alcune mamme che mostrano come funziona.

Questo ha suscitato grande interesse sia nei bambini più piccoli sia nei ragazzi e ragazze delle scuole superiori, che si trovano ad affrontare un argomento nuovo, avendo la possibilità di discuterne direttamente con un’esperta, la mamma che allatta.

La legge mi tutela?

La legge da questo punto di vista è davvero indietro e non solo in Italia.

In Inghilterra, ad esempio, per molto tempo non era ammesso allattare in locali dopodiché si è fatto un notevole passo avanti con l’Equality Act del 2010 che ha reso illegale la discriminazione verso le mamme che allattano.

Anche se non di rado capitano ancora episodi di mamme allontanate da luoghi pubblici solo perché “colpevoli” di allattare. Eppure oltre l’80% degli inglesi ha dichiarato di non aver alcun problema nel vedere una mamma allattare suo figlio in pubblico.

In Francia, Germania e Scandinavia sono più aperti verso l’allattamento al seno mentre in Danimarca i ristoratori possono vietare alle proprie clienti di allattare in pubblico e anche cacciarle dal locale se non rispettano il divieto.

Il Consiglio Nazionale per l’uguaglianza danese preferisce infatti tutelare i clienti che potrebbero sentirsi disturbati dall’allattamento in pubblico.

Perfino gli Stati Uniti sono molto indietro da questo punto di vista: in alcune zone si deve combattere con divieti mentre alcuni stati hanno realizzato delle leggi per permettere questa pratica.

In Italia non esistono leggi pro o contro e di conseguenza molto dipende dal luogo in cui ci si trova a dover allattare e dal buon senso di chi lo gestisce.

E’ anche vero che l’Italia ha aderito alla campagna globale “Ospedali amici dei bambini” dove si favorisce l’allattamento al seno cercando di istruire i sanitari e le neomamme sulle qualità del latte materno rispetto a quello artificiale.

Uno dei temi principali di questa campagna favorisce l’allattamento a richiesta, ovvero ogni volta che il bambino ne sente il bisogno. Ovviamente una mamma non deve vedersi costretta a rimanere in casa tutto il tempo quindi dovrebbe essere per lei possibile offrire il latte al suo bambino anche quando è fuori, in un locale o magari al parco.

Un progetto sicuramente lodevole che si sta realizzando in molte città italiane è il “Baby Pit Stop” ovvero degli spazi all’interno dei locali pubblici dedicati ad una mamma che allatta: molti bar, farmacie, ristoranti, supermercati ecc stanno dedicando delle aree apposite per permettere alle mamme di “fare il pieno” di latte o cambiare il pannolino, come avviene in Formula Uno.

E quindi? Tiriamo un po’ le somme.

Allattare non produce rumori molesti né odori sgradevoli (come invece può accadere con qualcuno che fuma o mangia accanto a noi qualcosa di molto aromatico), non richiede uno spazio eccessivo (basta una sedia alla quale si può fare anche a meno se si usa la fascia). Infine se si usa la giusta discrezione il seno non si vede ma si intuisce soltanto. E allora dov’è il fastidio? Esclusivamente nella testa di chi guarda ci sarebbe da dire.

La migliore soluzione sta probabilmente nel tuo atteggiamento: preferisci sopportare qualche sguardo indignato o rinunciare ad offrire al tuo bimbo il suo prezioso latte? A te la scelta.

Источник: https://www.allattamento.org/blog/allattare-in-pubblico.htm

Gravidanza
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