Come aiutare il bambino a separarsi dal ciuccio

Contents
  1. Come togliere il ciuccio:strategie per aiutare il bambino a non farne più uso
  2. Come togliere il ciuccio per farlo addormentare
  3. Strategie per togliere il ciuccio
  4. Una fatina ha portato via il ciuccio
  5. Rendere il ciuccio meno gradevole
  6. Avvisare il bimbo di ciò che sta per accadere
  7. Come togliere il ciuccio? Consigli pratici e 5 modi fantasiosi per dirgli addio
  8. Come e quando togliere il ciuccio: le cose da sapere!
  9. Non togliere il ciuccio all’improvviso
  10. Trovare il momento giusto
  11. Qual è il momento giusto per togliere il ciuccio?
  12. Ci vuole pazienza!
  13. Togliere il ciuccio: tanto modi fantasiosi per farlo!
  14. E voi sapete di altri modi fantasiosi da suggerire?
  15. Separarsi dal ciuccio: come convincere i bambini
  16. Qual è la funzione psicologica del ciuccio?
  17. Consigli utili per convincere il bambino a separarsi dal ciuccio
  18. L’importanza di osservare
  19. L’importanza di limitare
  20. Come aiutare i bambini a separarsi serenamente dal ciuccio
  21. Come usare correttamente il ciuccio
  22. Cosa succede in caso di utilizzo prolungato del ciuccio
  23. A quale età è opportuno togliere l’abitudine del ciuccio
  24. Come aiutare il bambino a separarsi serenamente dal ciuccio
  25. A piccoli passi e con gradualità
  26. Non solo ciuccio per consolarsi
  27. Coerenza e serenità
  28. Evitate i momenti difficili
  29. Preparate il bambino al cambiamento
  30. Siate pazienti
  31. Siate fantasiosi
  32. Come togliere il ciuccio: ogni mamma ha il suo trucco
  33. Per mamme decise: toglierlo di botto
  34. Per mamme pazienti: azionare il countdown
  35. Per mamme interventiste: tagliare il ciuccio
  36. Per mamme furbe: renderlo amaro
  37. Per mamme raffinate: leggere ibri tematici
  38. Per mamme romantiche: la fata dei ciucci
  39. Quando togliere il ciuccio
  40. Come togliere il ciuccio senza traumatizzare il bambino

Come togliere il ciuccio:strategie per aiutare il bambino a non farne più uso

Come aiutare il bambino a separarsi dal ciuccio

Togliere il ciuccio ai bambini è probabilmente l’impresa più ardua che un genitore deve affrontare.

Tuttavia, è qualcosa che prima o poi deve essere affrontata… Come si può agire per non far soffrire i bambini e non causare traumi? Come persuaderli a lasciare il succhiotto che adorano tanto? Scopriamo insieme come togliere il ciuccio senza turbare l’equilibrio dei nostri piccoli!

Il ciuccio per i bambini è qualcosa di rassicurante, di gratificante, da cui non vorrebbero mai separarsi, proprio come la mamma, che vogliono sempre accanto.
Ecco che lo tengono per dormire e subito dopo mangiato lo acchiappano per succhiarlo, come se da quell’oggetto uscisse una bevanda gustosa!

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Ma è possibile togliere il ciuccio senza traumi? Per cominciare, bisogna tenere presente due cose fondamentali:

  • bisogna scegliere il momento giusto: il momento giusto per togliere il ciuccio al bambino è subito dopo il compimento del primo anno di età.Inoltre, bisogna accertarsi che la scelta cada in un momento in cui il bambino non sta attraversando altre nuove esperienze che potrebbero turbarlo, come ad esempio, il passaggio dal pannolino al vasino o magari l’ingresso all’asilo
  • mostrarsi affettuose ma decise: è inevitabile che il bimbo pianga all’assenza del ciuccio, ma bisogna essere forti, anche se molto affettuose, e non cedere ai primi pianti.Sarà importante, quindi, circondare il piccolo di attenzioni ma tenere duro e resistere fino a quando non avrà passato questa fase
  • coinvolgere chi si occupa del bambino: la scelta di togliere il ciuccio dev’essere una scelta condivisa anche da chi si occupa del bambino durante la giornata. La sua linea di condotta dev’essere conforme a quella tenuta dai genitori.Fondamentale sarà istruire, quindi, chi si prende cura del piccolo sulla strategia scelta per togliere il ciuccio.

Come togliere il ciuccio per farlo addormentare

Il momento in cui il bambino generalmente adora prendere il ciuccio è quando deve addormentarsi. Come fare per toglierlo? 

Iniziare facendo “sparire” il ciuccio certo non vale la pena, sarebbe una vera sofferenza per il piccolo. Un’azione graduale, invece, è senza dubbio preferibile per abituarlo all’assenza del ciuccio.

Il primo passo da fare per i genitori è quello di iniziare a togliere il ciuccio di giorno.

Durante la giornata, infatti, è più facile abituare il bambino a rinunciare al succhiotto perché impegnato in altre attività.

Dunque, durante il gioco, le passeggiate al parco o le uscite è importante far capire al bambino che non è più necessario il ciuccio.

Se piange bisognerà distrarlo con altri giochi o pupazzi portati con sé, così da avere qualcosa “alternativa” la cui presenza lo gratifica.

Un pupazzo, un orsacchiotto, un sonaglino, potranno suscitare la sua curiosità e togliergli dalla testa l’amato ciuccio. Anche in questo caso vale la regola di essere forti e di non cedere, altrimenti tutta la fatica fatta fino a quel momento sarà vana.

Anche quando fa il riposino pomeridiano bisognerà aiutarlo ad addormentarsi senza il ciuccio, magari cantando una ninna nanna o raccontando una favoletta che pian piano lo farà scivolare nel sonno.

E’ importante che capisca che lo amate e quindi anche in questo caso le attenzioni vanno moltiplicate. Inoltre, può essere utile gratificarlo con dei regalini per aver acconsentito a togliere il ciuccio, che lo faranno felice e gli faranno sentire meno la mancanza del succhiotto.

Una volta superata questa fase sarà possibile iniziare a togliere il ciuccio anche la notte.Se il piccolo, di giorno, avrà già rinunciato volentieri al ciuccio, non opporrà resistenza e si abituerà anche la notte a stare senza.

In caso contrario, sicuramente ci saranno pianti e malumori, ma mai cedere per non compromettere il risultato raggiunto.

Per facilitare questa fase, si potrà ricorrere magari a delle strategie:

  • convincerlo a fare cambio con qualcosa
  • inventare qualcosa come “il cane lo ha mangiato”
  • logorare il ciuccio e fargli vedere che non è più buono da mettere in bocca

Vi consigliamo di leggere anche un importante opuscolo del Ministero della salute (capitolo 2), che può essere utile per la gestione del ciuccio durante l’allattamento.

Strategie per togliere il ciuccio

Esistono diverse strategie per togliere il ciuccio ad un bambino. Le più utilizzare sono:

Una fatina ha portato via il ciuccio

Per convincere il bambino a togliere il ciuccio un modo ideale da attuare da parte dei genitori è quello di inventare qualcosa che faccia parte del suo mondo fantastico.

Ad esempio, raccontare la storia della fatina dei ciucci che viene per portarlo via. Il bambino così inizia ad essere consapevole che dovrà disfarsi del ciuccio per regalarlo alla fatina.

Quando lei lo porterà via gli lascerà un dono, che ovviamente bisogna fargli trovare accanto al cuscino al risveglio.

Rendere il ciuccio meno gradevole

I bambini generalmente non amano i sapori sgradevoli e quindi, se il ciuccio comincia ad essere aspro o brutto non lo vorranno più. Provarlo a passare nel limone oppure nell’aceto può essere una buona idea per fargli perdere l’abitudine del ciuccio.

Avvisare il bimbo di ciò che sta per accadere

Abbastanza efficace è la strategia di porre il bambino di fronte ad un evento che avverrà a breve: ad esempio, ditegli che fra tre giorni il ciuccio scomparirà e che da quel momento dovrà farne a meno. Non si tratta di una scelta, ma di qualcosa che dovrà accadere senza che nessuno possa fare nulla. Quindi, non state chiedendo il permesso, ma lo state avvisando che ciò che dite accadrà.

L’efficacia di una strategia rispetto ad un altra dipenderà, sicuramente, dal carattere del bambino ma la chiave per togliere il tanto amato ciuccio sarà sopratutto l’amore e la fermezza da parte dei genitori.

Источник: https://www.metodomontessori.it/informazioni-utili/come-togliere-il-ciuccio-le-strategie-per-aiutare-il-bambino-a-non-farne-piu-uso

Come togliere il ciuccio? Consigli pratici e 5 modi fantasiosi per dirgli addio

Come aiutare il bambino a separarsi dal ciuccio

La mia prima bimba ha abbandonato il suo amico ciuccio a 4 anni abbondanti. E non è stata un’impresa semplice! Ero all’inizio della gravidanza della mia seconda figlia e volevo cercare di anticipare il momento dell’addio al succhietto a prima della nascita della sorellina, per non far coincidere i due momenti, già molto delicati.

Certo è che non è facile per un bambino togliere il ciuccio. Perché il ciuccio è qualcosa di più di un oggetto per i bambini, è un compagno che dà conforto,  rassicura e calma nei momenti di agitazione, di rabbia o di stanchezza.

Come e quando togliere il ciuccio: le cose da sapere!

Io non sapevo esattamente come l’avrei aiutata a dirgli addio, ma sapevo che:

Non togliere il ciuccio all’improvviso

È importante prepararli e non far scomparire il ciuccio improvvisamente, coinvolgerli in questo processo,  renderli protagonisti per evitare disagi. Ma, fatta questa scelta, è fondamentale tenervi fede senza ripensamenti, per non creare confusione nel bambino.

Trovare il momento giusto

È preferibile non fare questo passo in fasi già delicate, come l’arrivo di un fratellino o di una sorellina, un cambio di casa o di asilo. È necessario che ci sia il maggior grado di tranquillità possibile.

Qual è il momento giusto per togliere il ciuccio?

Non c’è un modo più giusto di un altro per farlo. Chi conosce i propri figli meglio di mamma e papà? Siamo noi a dover scegliere quello da usare partendo dai bambini stessi, facendo leva sui loro interessi e sulle cose che gli piace fare.

Ci vuole pazienza!

Anche noi genitori dobbiamo essere pronti e soprattutto pieni di pazienza, e pazienza, e pazienza!

Togliere il ciuccio: tanto modi fantasiosi per farlo!

Detto questo, perché non pensare a qualche modo un po’ fantasioso per aiutare i bambini a salutare il loro succhietto?  Poi alla fine vi dirò come abbiamo fatto noi!

  1. il topino dei ciucci: così come per i denti, si potrà lasciare sotto il cuscino il ciuccio per il topino che passerà nella notte per portarlo nel suo paese, dove i ciucci sono preziosissimi! In cambio lascerà una lettera per ringraziarlo/a accompagnata da un piccolo regalo.
  2. si può organizzare una gita al mare, al fiume, al lago, dove raccontare la storia del pesciolino col singhiozzo: “sai che qui abita un pesciolino molto timido, ma così  timido che ogni volta che si vergogna gli viene il singhiozzo. Quando inizia può durare per ore ed ore e sott’acqua questo é un problema perché ad ogni singhiozzo il povero pesciolino ingoia tanta acqua ed è proprio stufo! Ci vorrebbe un bimbo generoso che gli regali il suo ciuccio, così ogni volta che gli viene il singhiozzo, lui lo mette in bocca e l’acqua non entra più, lo vuoi aiutare tu?!” Se spinti da un’onda di generosità potremmo provare a far finta di lanciarlo in acqua… E il gioco è fatto!
  3. scegliere dei semini con cui piantarlo in giardino o in balcone*, curare la piantina dei ciucci tutti i giorni per farla  germogliare, ricordandogli che è una pianta davvero speciale, perché crescerà con lui giorno dopo giorno. Si può realizzare insieme un piccolo calendario dove contare i giorni per la nascita del germoglio (questa idea ci è stata suggerita da una mamma della Community di MammeAcrobate, che ringraziamo).
  4. scrivere una lettera da parte di uno dei personaggi preferiti ( Peppa Pig, Dottoressa Peluche, Spiderman & Co.), un appello a tutti i bimbi per chiedergli di donare i loro ciucci per permettere la realizzazione di un missione speciale e segretissima! Si può scrivere insieme una lettera di risposta e preparare insieme un bel pacchettino per la spedizione. Come dire di noi ai loro personaggi del cuore?
  5. cucire il ciuccio all’interno del suo peluche della nanna. Un modo per averlo sempre vicino è cucire il succhietto all’interno del peluche preferito del vostro bambino, quello con cui dorme la notte e guai a chi lo tocca! Una soluzione che lo farà sentire più tranquillo perché penserà che non ci sarà un distacco definitivo.
  6. appenderlo all’albero dei ciucci. Esiste un’usanza danese che invita i bambini ad appendere il proprio succhietto al ramo di un albero, l’albero dei ciucci, con coraggio e determinazione. Una bella tradizione per effettuare un rito di passaggio con mamma e papà, con i quali scegliere l’albero più adatto in un luogo che diventerà uno dei vostri posti, dove ricordare e raccontare la storia.
  7. i tre giorni per diventare grande. Dialogate con il bambino e spiegate, con toni dolci ma decisi, che è arrivato il momento di separarsi dal ciuccio. Per tre giorni, ogni sera preparatevi all’evento “divento grande” e fate il countdown organizzando una piccola festa. Oltre a un regalino e un dolcino proponete una scatolina dove mettere a dormire e conservare il succhietto.
  8. leggete libri sull’argomento. Scegliete una storia a sera da leggere finché il bambino decide di abbandonare il ciuccio. Coinvolgetelo nel racconto e fate percepire quanto sia un ostacolo al gioco e alla conversazione. Tra i vari libri, segnaliamo: Il ciuccio di Nina, la bimba che regala il suo ciuccio a un lupo che diventa mansueto e coccolone e ne ha quindi più bisogno di lei; Capitan Ciuccio, il famigerato Capitano alla ricerca di nuovi tesori che ogni volta che parla alla sua ciurma non è capito finché non decide di non metterlo più; Basta ciuccio!, che allontana gradualmente i bambini dal succhietto proponendo loro di toglierlo durate alcune attività e giochi.
  9. legarlo a un palloncino e lasciarlo vagare nello spazio… della cameretta. Potete comprare un palloncino con il bambino e decidere insieme di far diventare il ciuccio un esploratore dello spazio, che vivrà fantastiche avventure sulla luna e scoprirà i pianeti. Legato al palloncino in alto al soffitto, tutte le sere racconterà le sue storie fin quando il piccolo potrà farne a meno e lo lascerà andare, libero di “vagare nello spazio”.
  10. Approfittare della notte di Natale per lasciare il succhietto vicino al latte e ai biscotti per Babbo Natale e le sue renne. Ci sono tante renne appena nate che hanno bisogno di un amico succhietto per crescere serene e, un giorno, trainare la slitta con tutti i regali. Pensa se proprio il tuo ciuccio farà felice una di queste renne?

Noi abbiamo scelto quest’ultimo modo e la notte di Natale il ciuccio è stato preso in consegna da “Babbo Natale” e al suo posto è comparsa una lettera di ringraziamento e un augurio speciale perché senza il succhietto lei potesse crescere lo stesso felice e diventare grande grande come mamma e papà!

Qui ha funzionato, ma forse era davvero solo arrivato il momento giusto!

E voi sapete di altri modi fantasiosi da suggerire?

Pubblicato a maggio 2014 / Aggiornato a febbraio 2020

Источник: https://www.mammeacrobate.com/come-togliere-il-ciuccio/

Separarsi dal ciuccio: come convincere i bambini

Come aiutare il bambino a separarsi dal ciuccio

Per convincere i bambini a separarsi dal ciuccio occorre comprendere cosa rappresenta per loro e quale compito psicologico assolve.

Un libro molto conosciuto nella letteratura per l’infanzia rappresenta una bambina profondamente legata al suo ciuccio, al punto di non volersene separare per nulla al mondo.

Una bambina come tante ma che nel momento in cui incontra il lupo che vuole mangiarla, gli consiglia vivamente il suo ciuccio per potersi calmare…Da quel momento in poi, non le servirà più, forse perché ha trovato qualcos’altro che la fa sentire bene.

Questo piccolo libro descrive con poche immagini e altrettante parole tutto ciò che c’è da sapere su cosa rappresenti il ciuccio per il bambino.

In ogni caso, conoscere la funzione e l’importanza questo fantastico oggetto possiede per il bambino, può aiutare a comprendere come procedere per convincerlo a separarsene.

Qual è la funzione psicologica del ciuccio?

In genere la necessità di dare il ciuccio al bambino si presenta intorno ai 3 mesi di vita, in relazione all’allattamento, per prolungarne i tempi di assenza.

Questa abitudine di succhiare qualcosa, che potrebbe essere anche il pollice, non ha importanti conseguenze, ma la sua intensità può avere varie cause.

Le principali fanno tutte riferimento al bisogno di consolazione del bambino (e la bambina del libro ce lo mostra con chiarezza) il quale ricorrerà al ciuccio proprio in quelle occasioni in cui ha più bisogno di sentirsi rassicurato.

In altre parole il bambino sente di avere necessità del ciuccio in tutti quei momenti in cui gli manca qualcosa o qualcuno (generalmente la mamma), in cui sta per vivere un distacco (inserimento a scuola), o un abbandono (come quando si addormenta).

Il ciuccio allora gli permetterà, come oggetto transizionale, di richiamare la figura materna e di renderla quindi controllabile e gestibile direttamente dal bambino.

Consigli utili per convincere il bambino a separarsi dal ciuccio

È chiaro, quindi, considerate le profonde radici emotive, che per togliere il ciuccio non basterà impedirgli di succhiare, anzi. In ogni caso con la repressione si otterrebbe il risultato opposto: un attaccamento esasperato e ossessivo!

Ecco alcuni consigli utili per accompagnare il bambino in questo percorso di separazione dal ciuccio.

L’importanza di osservare

  • Osservare in quali situazioni il bambino richiede il ciuccio e lo stato d’animo precedente e successivo la suzione. Aiuterà il genitore a comprendere la fase e il tipo di necessità emotiva del ciuccio per il bambino, per poter procedere con gradualità e consapevolezza.
  • Se dall’osservazione l’adulto ha notato che il bambino è molto agitato e ha un alto livello di necessità di consolarsi con il ciuccio, dovrà continuare a osservare per poter capire come agire sulle cause di quel malessere. In altre parole, il ciuccio è l’ultimo dei problemi. Evidentemente il bambino sta vivendo un momento di difficoltà e quindi dovrà essere aiutato a gestire al meglio il recupero della sensazione di benessere.

L’importanza di limitare

  • Se non ci sono particolari situazioni turbolente e non sono previsti momenti difficili della vita del bambino (come il trasferimento in una nuova casa, la nascita di un fratellino, etc), si può iniziare a limitare l’uso del ciuccio in un determinato momento della giornata, come ad esempio quello delle ninne.
  • Il bambino ben presto si abitua a poter avere il ciuccio solo per poco tempo durante il giorno. Tuttavia, se sentisse la necessità di consolarsi anche in altri momenti della giornata, il genitore dovrà aiutarlo a trovare nuovi modi e canali espressivi per rintracciare quella stessa sensazione piacevole al di fuori della suzione. In molti casi, la lettura di una storia prima di addormentarsi, il contatto fisico con l’adulto, accarezzare il pupazzetto di stoffa o l’etichetta della coperta, possono essere altrettanto gratificanti. L’obiettivo, è semplicemente decentrare la bocca come luogo del piacere consolatorio…
  • Una volta data la regola di un utilizzo circoscritto del ciuccio, il genitore dovrà mantenere la parola data senza mai tornare indietro. Il rischio è di confondere il bambino. Non permettendogli di individuare nuovi canali consolatori, rimarrebbe ancorato al ciuccio, destinato in ogni caso a dover essere abbandonato. Pertanto il genitore dovrà ridurne sempre di più il tempo di utilizzo, finché un giorno il bambino non lo troverà più tra le sue scelte consolatorie. La graduale limitazione di esposizione al succhiotto, permetterà anche al genitore di agire tenendo conto delle attuali risorse del bambino, in modo che sia certo che vivrà il distacco definitivo con serenità. 

Convincere i bambini a separarsi dal ciuccio spesso rappresenta una difficoltà solo per gli adulti. I bambini, infatti, se vivono in un contesto sereno e caratterizzato da ascolto e comprensione dei loro bisogni, non incontrano alcun problema.

Articolo scritto e redatto da FLAVIA INTRALIGI | Tutti i diritti sono riservati 

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Источник: https://theoldnow.it/separarsi-dal-ciuccio-come-convincere-i-bambini.html

Come aiutare i bambini a separarsi serenamente dal ciuccio

Come aiutare il bambino a separarsi dal ciuccio

L‘atto di succhiare dal seno, ma anche dal biberon quando è necessario, è fondamentale per la sopravvivenza del neonato.

Il riflesso della suzione comincia già nei primi mesi dal concepimento: spesso è possibile vedere nelle ecografie il feto con il ditino in bocca.

La suzione, oltre a svolgere un ruolo fondamentale per la nutrizione, ha però anche un effetto consolatorio, ed è questo il motivo per cui spesso i bambini alimentati al seno lo cercano non solo per alimentarsi ma anche per rassicurarsi e calmarsi.

Questa funzione consolatoria, oltre che dal seno, viene svolta anche dal dito portato alla bocca o dall’uso del ciuccio (chiamato proprio per questo motivo “pacifier” nella lingua anglosassone!).

In questo caso quindi il ciuccio (come avviene anche per altri oggetti quali coperta, orsacchiotto di pelouche …) ha il valore di “oggetto transizionale” che simbolicamente svolge la funzione del seno materno.

Come usare correttamente il ciuccio

Fatta la doverosa premessa che il ciuccio non è indispensabile, ma può essere comunque di aiuto per la sua funzione consolatoria, ecco alcuni suggerimenti per un corretto utilizzo del ciuccio:

  • ● nel bambino allattato al seno, non utilizzarlo nelle prime settimane, ma solo quando ormai l’allattamento si è stabilizzato e consolidato (quindi dopo il primo mese di vita);
  • cercare di limitare l’uso, in particolare cercare di usarlo prevalentemente nei momenti di maggiore difficoltà del bambino (per esempio per favorire l’addormentamento);
  • non usare mai sostanze edulcoranti (tipo zucchero o miele, abitudine molto consolidata fino ad alcuni anni fa ed ora fortunatamente molto meno diffusa), che sono fattori di rischio per lo sviluppo di carie dei denti decidui;
  • stare attenti ad una corretta igiene, in particolare non usare la saliva dei genitori per “pulirlo” in quanto è possibile trasmettere germi.

Cosa succede in caso di utilizzo prolungato del ciuccio

Il ciuccio può danneggiare il palato, portando a malocclusioni dentali.

Ovviamente il fattore tempo è molto importante: per più ore al giorno e per più anni lo si usa e maggiori saranno i danni al palato.

In generale, possiamo dire che se si abbandona l’uso entro i due anni non ci sono danni importanti al palato.

Successivamente invece è facile che possano comparire delle malocclusioni (comunque risolvibili spontaneamente o con eventuale terapia ortodontica) con il classico “buco” (chiamato morso aperto), che compare tra gli incisivi superiori che sporgono in avanti e quelli inferiori che invece vengono spinti verso indietro.

A quale età è opportuno togliere l’abitudine del ciuccio

Se il bambino si è abituato ad utilizzare il ciuccio, è bene non iniziare a togliere l’abitudine troppo presto, quando ancora è molto forte il bisogno di suzionenon nutritiva, perché il bambino potrebbe facilmente sostituire il ciuccio con il pollice (con danni maggiori al palato).  Si può iniziare intorno ai 2 anni di vita, tenuto conto delle abitudini e della sensibilità del bambino. E’ però opportuno non prolungare l’uso del ciuccio oltre il 3-4 anni, per evitare danni permanenti al palato.

Come aiutare il bambino a separarsi serenamente dal ciuccio

Proprio perché il ciuccio svolge una importante funzione consolatoria a volte risulta difficile la separazione e questo momento può essere più o meno traumatico per il bambino e per la famiglia.

Ecco quindi alcuni consigli per aiutare il bambino a separarsi serenamente dal ciuccio.

A piccoli passi e con gradualità

Iniziate gradualmente a diminuire l’uso del ciuccio, già a partire da 8-12 mesi di vita lasciando che il bambino utilizzi il ciuccio per consolarsi quando ne ha bisogno (per esempio quando è stanco, o al momento dell’addormentamento) ma abituandolo con gradualità a restare senza ciuccio quando è occupato in attività piacevoli (come il gioco).

Con la crescita, si può mano a mano cercare di ridurre progressivamente il tempo di utilizzo.

Quando arriverà il momento di togliere definitivamente il ciuccio, sarà più facile per il bambino separarsene.

Non solo ciuccio per consolarsi

Utilizzate altri oggetti con funzione consolatoria (pelouche, copertina, pezzo di stoffa morbida) in modo che il ciuccio non sia per il bambino l’unico oggetto transizionale cui ricorrere nei momenti di necessità.

Coerenza e serenità

Quando avete deciso di togliere il ciuccio al bambino in modo definitivo, è importante che siate coerenti e che siate preparati a qualche momento di sconforto da parte del vostro bambino. Siate sereni: l’abbandono del ciuccio è una importante tappa della crescita, che aiuta il vostro bambino a “diventare grande”.

Non cedete alla tentazione di restituire il ciuccio una volta che lo avrà abbandonato, solo perché il bambino magari lo chiede disperatamente: dovreste ricominciare tutto da capo e il bambino si rinforzerà nella convinzione che, piangendo, otterrà la restituzione del ciuccio!

Evitate i momenti difficili

Evitate di programmare la separazione in un momento difficile per la famiglia (per esempio preoccupazioni o problemi di salute dei genitori, trasloco…) o per il bambino stesso (per esempio nascita di un fratellino o di una sorellina, ingresso all’asilo), rimandando nel caso ad un periodo più tranquillo. Non si può chiedere al bambino di rinunciare ad una consolazione come il ciuccio proprio nel momento in cui ha maggior bisogno di essere rassicurato.

Preparate il bambino al cambiamento

Preparate il bambino al cambiamento, spiegandogli in parole semplici quello che accadrà: comprendere che separarsi dal ciuccio lo farà sentire più grande, che il ciuccio è per i bambini più piccoli e che a lui non serve più, aiuterà il vostro bambino a sentirsi partecipe di questo cambiamento e lo renderà (forse) un po’ più collaborativo.

Siate pazienti

Nei momenti di sconforto, quando il bambino reclama il ciuccio, potete provare a portare la sua attenzione su altro: un gioco piacevole, la lettura di un libretto, un momento di coccole.

Non abbiate un atteggiamento punitivo o mortificante nei confronti del bambino: se riuscirete ad essere empatici e positivi, il bambino si sentirà rassicurato e meno smarrito per la mancanza del ciuccio e sarà più facile per lui imparare a farne a meno.

Siate fantasiosi

La mamma e il papà conoscono il proprio bambino meglio di chiunque altro. Sono quindi i genitori che potranno scegliere come rendere più sereno l’abbandono del ciuccio.

Si possono usare piccoli premi al raggiungimento dei vari traguardi (per esempio un suo minore utilizzo o alla separazione definitiva) e gratificare il bambino quando riesce a non usare il ciuccio.

Oppure si può ricorrere a piccole storie come quella della fatina dei ciucci (o di un personaggio dei cartoni animati che il bambino ama) che li prende per donarli ai bambini più piccoli. Ci sono molti libri illustrati per bambini che possono aiutarvi a raccontare con fantasia al vostro bambino perché si deve separare dal ciuccio.

E’ anche possibile coinvolgere il bambino rendendolo consapevole del percorso di separazione, preparando insieme un cartellone (a forma di montagna, o di gioco dell’oca o di altro) in cui sarà disegnato l’obiettivo (la cima della montagna, la casella “traguardo”): il bambino potrà ogni giorno in cui resta senza ciuccio spostare di una casella una bandierina per avvicinarsi al suo traguardo.

Qualunque strada scegliate per aiutare il vostro bambino a separarsi dal ciuccio, cercate di rendere questo momento (per quanto impegnativo) sereno e costruttivo.

Источник: https://www.amicopediatra.it/crescita/come-aiutare-i-bambini-a-separarsi-serenamente-dal-ciuccio_genitorialita/

Come togliere il ciuccio: ogni mamma ha il suo trucco

Come aiutare il bambino a separarsi dal ciuccio

Come togliere il ciuccio? Penelope ha quasi tre anni ed è ancora molto legata al suo ciuccio.

Non lo usa per andare a scuola, ma lo chiede ancora durante la giornata e sempre la notte.

Ogni volta che le dico che si è perso, si è rotto, lo hanno rubato o le prepongo di regalarlo a Babbo Natale, alla befana, alla nonna o un angioletto, mi guarda interdetta per un secondo e poi inizia a urlare.

Devo trovare una strategia.

Qui di seguito una serie di considerazioni e trucchetti che ho trovato in rete su come togliere il ciuccio, tutti proposti e testati dalle mamme.

Per mamme decise: toglierlo di botto

Farlo di punto in bianco. Farlo sparire e basta e fornire una scusa plausibile al bambino, che vi chiederà senz’altro spiegazioni. Questa tecnica è valida se sei modo decisa e non ti farai impietosire o destabilizzare da pianti e/o crisi di astinenza.

Per mamme pazienti: azionare il countdown

Alcune mamme pensano che sia più saggio procedere in modo graduale, anche per non privare il bambino in modo troppo repentino della sua fonte di conforto.

Alcune mamme fanno un vero e proprio countdown per qualche giorno.

Bisogna comunicare al bambino che è venuto il momento di separarsi dal ciuccio e spiegargli quello che succederà. Ogni giorno, con voce ferma e gentile, ricorda al bambino la necessità di separarsi dal ciuccio e la distanza temporale.

Per mamme interventiste: tagliare il ciuccio

Questo è il trucco che mia nonna ha usato per me, anche io ero una fanatica del ciuccio, sarà un fattore genetico. Me ne ha tagliato prima la punta, poi lo ha accorciato sempre di più fino a che non ne è restato nulla.

A quel punto sembra che me ne sia totalmente disinteressata. Ho visto che questo trucco è ancora molto in voga e penso che sarà il primo tentativo che farò, anche solo per provare a vedere se mia figlia ha le mie stesse reazioni.

Per mamme furbe: renderlo amaro

Mettere una goccia di succo di limone o aceto potrebbe essere una buona idea.

In generale si tratta secondo me di una buona soluzione perché comporta che sia il bambino a scegliere di non volere più il ciuccio e può risultare meno invasivo di una privazione imposta dal genitore.

Per mamme raffinate: leggere ibri tematici

Come al solito c’è sempre un buon libro che può aiutare un bambino nella sua crescita. Ce ne sono molti anche sull’abbandono del ciuccio. Questa è un’altra cosa che farò senz’altro.

Fra i vari libri, i piace molto. Ci sono belle immagini che posso guidare nei giorni il processo di consapevolezza del bambino e aiutarlo nel tanto temuto distacco.

Il libro di Nina è molto carino, è disponibile qui su Amazon.

Per mamme romantiche: la fata dei ciucci

Raccontare al bambino una bellissima storia, dove alla fine una fatina dolcissima chiede il permesso di usare un pò il ciuccio. In cambio la fatina gli farà trovare una piccola sorpresa. La sera, prima di addormentarlo, organizza tutto con lui: metti il ciuccio in un sacchetto o una scatola sul suo comodino. La mattina, fagli trovare un regalino.

Quando togliere il ciuccio

I pediatri dicono che dopo il primo anno il ciuccio deve essere eliminato.

Potrebbe portare a malformazioni allo sviluppo della dentatura e del palato. Inoltre potrebbe dare problemi di linguaggio (o un certo ritardo nella pronuncia corretta) perché i bambini con il ciuccio sempre in bocca non imparano la corretta articolazione dei suoni.

Come togliere il ciuccio senza traumatizzare il bambino

Per alcuni bambini il ciuccio è un affare serio e la sua separazione potrebbe rappresentare un momento molto delicato.

Per questo motivo sarebbe meglio non accavallare questo evento con altri eventi importanti o in qualche modo destabilizzanti. Non farlo mentre stai facendo l’inserimento al nido, o state cambiate casa o scuola, quando stai affrontando lo spannolinamento o quando sta arrivando un fratellino o una sorellina.

Scegli un momento in cui il bambino è tranquillo e sereno e coinvolgi le persone che stanno con lui durante il giorno.

Sii molto determinata ma dolce, ricordati che il ciuccio è la sua fonte di conforto.

Tu come hai fatto? Accetto tutti i suggerimenti devo farlo adesso.

Источник: https://www.latuttologa.it/come-togliere-il-ciuccio/

Gravidanza
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