Come aiutare i bambini nella fase 2: i consigli degli esperti

Contents
  1. Coronavirus: genitori e figli in quarantena consigli di convivenza
  2. Prendersi del tempo per spiegare ai più piccoli cosa sta accadendo
  3. Reinventarsi attraverso attività semplici ma educative
  4. L’importanza degli spazi per i genitori
  5. Un gruppo di supporto psicologico
  6. Coronavirus: come preservare l’equilibrio mentale dei bambini
  7. Bambini diversi, reazioni diverse
  8. Trasmettete calma (anche a costo di fingere)
  9. Stabilite una routine flessibile
  10. Siate onesti (ma non dite più del necessario)
  11. Pro e contro del tempo trascorso davanti allo schermo
  12. Giocate con loro
  13. Come aiutare i bambini nella fase 2
  14. I consigli degli esperti
  15. La scuola che manca
  16. GENITORI | Università Cattolica del Sacro Cuore
  17. I ragazzi sono meno social, riscoprono il dialogo con i genitori e l’amore al balcone
  18. Come sopravvivere in casa a un adolescente scalpitante
  19. Genitori e figli adolescenti trasgressivi
  20. Genitori imperfetti?
  21. Come aiutare bambini e ragazzi a comprendere l'emergenza e ad affrontare la sfida della didattica a distanza
  22. Coronavirus: come passare la quarantena con i bambini
  23. Libri tv e molto altro: i consigli di Famiglia Cristiana per le famiglie con bambini piccoli o con figli adolescenti, per i giovani adulti, per gli anziani lontani dai loro cari
  24. Cosa succede nella testa dei bambini
  25. Coronavirus e bambini, le paure che non sanno confessare
  26. Coronavirus: come preservare l’equilibrio mentale dei bambini
  27. Qual è la prima cosa che farai appena potrai uscire?
  28. Coronavirus: come spiegarlo ai bambini
  29. Un vademecum su come parlare ai nostri figli del COVID-19

Coronavirus: genitori e figli in quarantena consigli di convivenza

Come aiutare i bambini nella fase 2: i consigli degli esperti

È marzo e, alle soglie della primavera che porta con sé i primi raggi caldi del sole, per contrastare la pandemia ritorna per molti l’obbligo di rimanere in casa.

Tutto ad un tratto si rompono i ritmi della quotidianità in parte ripresi, si perdono le abitudini, si sovverte la gestione delle giornate e soprattutto, in zona rossa, non si può uscire di casa se non per motivi necessari. Interi nuclei familiari si sentono così spinti da un necessario e complesso bisogno di riassestamento per far fronte a esigenze diverse raggruppate sotto lo stesso tetto.

Una delle grandi difficoltà sta nelle necessità differenti di genitori e figli: il lavoro, la cura della casa, la scuola e il gioco si fondono in un unico spazio e in un tempo complementare. 

Diventa così prioritario inventare un nuovo modo di vivere; mamme e papà si organizzano subito con calendari giornalieri per riuscire a far felici tutti, almeno in parte.

In questa fase è fondamentale non riempire allo stremo il tempo ma cercare di seguire una routine il più possibile simile a quella precedente; svegliarsi e fare colazione, lavarsi il viso e mettersi la crema, dirsi buongiorno, insomma sostenere un modo di vivere pieno ma non sovraccaricato. 

Ma come continuare nel tempo ad affrontare un’emergenza simile, tanto più disorientante perché priva di una precisa tempistica?

Il “mondo educante” si interroga e deve trovare risposte veloci, in grado di stare al passo con la realtà che cambia da un giorno all’altro, di rispondere in modo diverso dal solito ma mantenendo lo stesso atteggiamento di accompagnamento e di cura.

Prendersi del tempo per spiegare ai più piccoli cosa sta accadendo

Prioritario diviene aiutare i genitori a riflettere sull’importanza del fermarsi e prendersi un tempo per spiegare ai bambini, in modo adeguato all’età, quello che sta accadendo intorno a loro: questo importante passo aiuta i bambini a capire e a percepire la straordinarietà del momento sentendosi al tempo stesso al sicuro, protetti e tutelati ma anche attivi in questa battaglia. Restare a casa significa aiutare e aiutarsi e non vivere passivamente una situazione. 

A volte quindi mettiamo da parte i calendari, lasciamo che ci sia un po’ di vuoto, di noia, così da trovare il tempo per assimilare insieme tutto ciò che sta accadendo intorno a noi e riuscire a non esserne travolti.

Per sostenere i genitori in questa direzione si possono selezionare e suggerire contenuti dal web (video, letture ecc.) che possano spiegare ai bambini la situazione di emergenza nel modo più adeguato e comprensibile possibile. Ne abbiamo raccolti alcuni in un articolo: Coronavirus, come spiegarlo ai bambini: video e info utili anche per adulti.

Internet, la TV, ma in piccola dose anche i videogiochi diventano centrali per rimanere in contatto con parenti, con la scuola e con gli amici in questo “mondo a distanza”. Affianchiamo sempre i più piccoli durante l’utilizzo così da renderlo un momento di condivisione, ricerca di informazioni o semplice gioco, in tutta sicurezza.

Sono anche un modo per tutti, adulti, bambini e ragazzi, per rimanere in contatto con gli amici, i nonni e tutte le persone che in questo momento sono distanti da noi ma che con l’aiuto delle nuove tecnologie possono riavvicinarsi un po’ anche se virtualmente.

Quindi consideriamo lo spazio per lunghe video telefonate per tutti i componenti della famiglia perché in questo momento la tecnologia è un’alleata preziosa ed anche un privilegio.

È giusto mantenere la qualità delle relazioni per un aiuto reciproco che fa bene a tutti.

Reinventarsi attraverso attività semplici ma educative

Altro contributo importante che può fornire chi lavora nel campo dell’infanzia è suggerire ai genitori stimoli diversi da poter utilizzare con i propri figli nel corso della giornata. 

Il proporre attività in vari ambiti – creativo, lettura, cucina, esperimenti botanici, giochi con le storie, musica e movimento – si rileva fondamentale in quanto da una parte permette ai bambini di trovare stimoli in un momento di totale svuotamento di vita e dall’altra fa sperimentare ai genitori diverse possibilità con i propri figli. 

L’importanza degli spazi per i genitori

Non dimentichiamoci però che anche gli adulti hanno bisogno dei loro spazi, è giusto concederseli così come concediamo ai più piccoli un riposino o un po’ di tempo in più con i videogiochi e la TV. Anche gli adulti devono estraniarsi un po’ ad ascoltare un po’ di musica, a leggere etc. per mantenere una routine un po’ più simile a quella precedente all’emergenza. 

Gli adulti impareranno a fare i conti con i loro limiti, cercando di non mortificarsi. Per cui se un giorno siamo stati maggiormente presi dal lavoro, incollati alla scrivania e non abbiamo trascorso il tempo di qualità che volevamo con nostro figlio possiamo perdonarci, impegnandoci a non fare lo stesso domani. 

È difficile per tutti, con pesi e modalità diversi.

Per trovare consigli per genitori e bambini, spunti per molte attività e molto altro puoi visitare le pagine dei nostri Spazi Mamme e Fiocchi in Ospedale, dove i nostri operatori e i nostri partner sono molto attivi quotidianamente per rimanere al fianco di tutti anche in questo momento di emergenza.

Per noi il lavoro fornito da chi lavora nel sociale nella prima fase di risposta alla pandemia fino ad oggi è stato ed è proprio incentrato sulla “possibilità”: possibilità di mantenere la vicinanza, possibilità di sostenere i nuclei famigliari nonostante il blocco della quotidianità, possibilità di leggere nell’emergenza un prezioso momento di incontro tra genitori e figli. 

Un gruppo di supporto psicologico

Sono tante le domande dei genitori, e non solo, su come gestire l’aspetto emotivo, psicologico e sociale dei bambini/e e ragazzi/e durante questo periodo di emergenza. 
Insieme alla nostra psicologa e ai nostri operatori esperti di emergenze condivideremo su un gruppo ad hoc molti consigli utili e risponderemo alle vostre domande, ai vostri dubbi e alle vostre preoccupazioni. 

Il gruppo è aperto a tutti e il supporto psicologico è gratuito. Iscriviti qui al Gruppo Supporto Emotivo e Psicologico per famiglie e scrivi le tue domande.

Emergenza Coronavirus Italia: scopri cosa abbiamo fatto fino ad ora con i fondi raccolti.

Источник: https://www.savethechildren.it/blog-notizie/coronavirus-genitori-e-figli-quarantena-consigli-di-convivenza

Coronavirus: come preservare l’equilibrio mentale dei bambini

Come aiutare i bambini nella fase 2: i consigli degli esperti

Qualche settimana fa a Chicago, un ragazzo di 14 anni ha fatto una lista dei componenti della famiglia che pensava potessero morire e di quelli che pensava potessero sopravvivere. A Cincinnati, un bambino di sei anni si è preoccupato dal fatto che se non avesse potuto celebrare il suo compleanno con gli amici, non sarebbe diventato grande.

I sintomi fisici del nuovo coronavirus sono ben documentati. E anche se i bambini sono meno predisposti ad ammalarsi, stiamo iniziando a comprendere cosa possa significare la pandemia per la salute mentale dei bambini e per il loro benessere emotivo.

C'è davvero tanto da metabolizzare: l’interruzione delle normali attività, l’improvvisa separazione dagli amici, e, ovviamente, la paura stessa del virus. Queste difficoltà si aggravano per i bambini che fanno affidamento sui pasti a scuola, o le cui famiglie stanno affrontando problemi di salute o l’improvvisa perdita del lavoro.

E quindi come possiamo aiutare i nostri figli durante questo periodo di cambiamento e incertezza? Ecco cosa ci dicono i professionisti di salute mentale e gli educatori esperti in merito a quello che abbiamo finora osservato e a quello che, da genitori, possiamo fare per essere d’aiuto.

Bambini diversi, reazioni diverse

I bambini stanno reagendo in modo diverso alla pandemia in corso. Alcuni stanno approfittando della situazione per godersi il tempo libero da scuola, mentre altri stanno sperimentando quello che lo psicologo clinico di Chicago John Duffy descrive come “un livello di paura che si avvicina al terrore”.

“Quello che mi dicono i bambini è che hanno paura dell’ignoto” spiega Duffy, autore di Parenting the New Teen in the Age of Anxiety”. Gli esperti stanno vedendo anche alcune differenze tra bambini più o meno piccoli, così come con i bambini che già soffrivano di depressione e ansia.

I genitori dei bambini più piccoli potrebbero notare maggiori comportamenti di attaccamento e regressione, così come anche più incidenti in bagno o gesti di auto-conforto come succhiarsi il pollice. L’interruzione della routine può essere particolarmente difficile per i bambini piccoli che trovano grande conforto nell’uniformità delle abitudini.

I genitori dei bambini più grandi dovrebbero invece aspettarsi un umore altalenante e irritabilità. Per loro, la distanza sociale può rappresentare la vera difficoltà. “Preadolescenti e adolescenti si sintonizzano emotivamente l’uno in relazione all’altro” spiega Duffy. La separazione dai coetanei può quindi essere vissuta come “infelice” e innaturale.

I bambini sono iper-consapevoli dei loro corpi, e anche del benessere loro e dei membri della famiglia, ha detto Rachel Herbst, psicologa che gestisce servizi integrati di salute comportamentale in assistenza primaria presso l’ospedale pediatrico di Cincinnati. Inoltre, i più piccoli assorbono lo stress degli adulti che hanno intorno. “L’ansia è molto più contagiosa di qualsiasi virus e i bambini la assorbono tutta”.

I genitori dei bambini a cui hanno precedentemente diagnosticato depressione e ansia potrebbero trovare questa pandemia particolarmente impegnativa. Non aiuta il fatto che i metodi per la protezione – il costante lavarsi e disinfettarsi le mani – siano già di per sé cause d’ansia. C’è un elemento di ossessione e pensiero compulsivo anche semplicemente in queste regole, dice Duffy.

“Non importa quanto proviamo a essere misurati, alcuni bambini saranno super sensibili a questo messaggio e avranno bisogno di aiuto per ricalibrarsi quando la crisi acuta sarà passata” dice Tara Peris, professoressa associata di psichiatria e scienze bio-comportamentali presso l’UCLA Semel Institute for Neuroscience and Human Behavior. Peris è anche co-direttrice dell’UCLA’s Childhood OCD, Anxiety and Tic Disorders Program.

L’ansia è spesso gestita come una risposta che avviene in assenza di una minaccia. Ma in questo caso, alcuni dei pericoli sono più che reali. Questo significa che alcune delle consuete risposte all'ansia devono essere regolate, dice Peris.

“Quello che dicevo ai bambini che lottavano con stati d’ansia e depressione prima di questo periodo era: ‘Puoi essere in ansia in risposta a una situazione nuova e spaventosa. Le tue emozioni sono lì per un motivo, e la nostra ansia è naturale, normale e necessaria’”.

La chiave, spiega Peris, è trovare un modo utile per gestire l’ansia.

Per fortuna, i trattamenti comprovati per l’ansia e la depressione possono aiutare i bambini a riconoscere e affrontare le preoccupazioni, a praticare nuovi metodi di gestione delle situazioni difficili e a lenire i sintomi fisici. E questi metodi non sono utili solo per i bambini predisposti all’ansia – queste sono strategie che tutti noi possiamo usare, dice Peris.

E mentre procediamo in questa strana e nuova normalità, ecco alcuni suggerimenti degli esperti su come possiamo aiutare la salute mentale dei nostri bambini.

Trasmettete calma (anche a costo di fingere)

Essere d’esempio in questo momento è davvero importante, ha detto Ty Hatfield, co-autore di ParentShift: Ten Universal Truths That Will Change the Way You Raise Your Kids e co-fondatore del programma Parenting From the Heart. I bambini imparano da noi come gestire lo stress e risolvere i problemi quando le cose diventano difficili.

Genitori, questo significa prendervi cura di voi stessi. Se trovate il tempo, fate esercizio. Fatevi un bagno caldo. Ascoltate la musica. Leggete un libro. Qualunque cosa vi faccia stare bene. E moderate il vostro consumo di news e social media.

“Guardare le news non fa parte del prendersi cura di sé stessi” dice Hatfield.

Stabilite una routine flessibile

Non deve essere una scaletta di codici a colore con intervalli di 15 minuti, schede didattiche, lezioni di francese e lavoretti manuali. Ma l’organizzazione fa sentire i bambini al sicuro, specialmente durante i periodi di confusione.

“Non siate rigidi con la scaletta”, dice Peris. “È normale che i bambini irrompano nelle nostre telefonate o su Zoom. Questa sarà la vita reale in tutto il suo splendore. Ma una routine strutturata è qualcosa che i genitori possono fare per preservare, in maniera determinante, la salute mentale di tutti”.

Siate onesti (ma non dite più del necessario)

Con i bambini più piccoli, siate concisi e dritti al punto. Lasciate che le domande del bambino guidino la conversazione. Ma siate onesti, dice Duffy: “I bambini di qualunque età diventeranno ancora più ansiosi se non vi percepiranno sinceri”.

 Dite loro quello che sapete e non sapete. Ma controbilanciate il tutto confortandoli che molte persone stanno lavorando per questa situazione, e che la distanza sociale è il modo giusto per gestirla. Rassicurateli del fatto che sono al sicuro e protetti.

Ancora più importante, dice Linda Hatfield, co-autrice e co-fondatrice di Parenting From the Heart, fate capire loro che sapete come si sentono. Per esempio: “Sembra che tu sia preoccupato di ammalarti”. Oppure, “So che sei triste perché non puoi giocare con i tuoi amici oggi”.

 “I bambini sono un groviglio di sentimenti”, spiega. “Quando comunicate con loro attraverso il linguaggio delle emozioni, questo aiuta a farli sentire compresi e ascoltati.

Li aiuta a farli sentire come se il loro mondo avesse senso, come se l’altra persona fosse realmente in contatto con loro”. 

Pro e contro del tempo trascorso davanti allo schermo

Questo non è il momento di demonizzare lo schermo. I genitori devono farci affidamento per poter lavorare. Ma lo schermo può fornire una cattiva fonte di connessione e conforto.

 Michelle Icard, autrice del libro Middle School Makeover, gestisce un gruppo con genitori di ragazzi delle medie.

E ha notato un trend interessante in quel gruppo d’età: un ritorno ai film e agli show televisivi dei tempi in cui i ragazzi erano più piccoli.

“Penso che questo sia un momento di grande incertezza, e quindi si trova grande conforto nel fatto di poter tornare alle abitudini di quando si era piccoli” ha spiegato Icard. E comunque, troppo tempo trascorso davanti a uno schermo potrebbe contribuire a far sentire i bambini agitati e ansiosi, dice Duffy.

La raccomandazione è quindi non più di due ore al giorno, nelle ore marginali della giornata. L’unica eccezione di Duffy: il film per la famiglia. “Se la famiglia guarda riunita un film, allora si crea una dimensione privata che potrebbe generare una sorta di resilienza nel tempo”, spiega. 

Giocate con loro

“Il contrappeso al tempo trascorso davanti agli schermi sono il movimento e l’attività fisica”, afferma Duffy. Quindi giocate ad acchiapparella, costruite fortini e catturate la loro immaginazione.

 “Incoraggio sempre gli adulti a considerare quello che accade quando restiamo davanti a uno schermo per un periodo troppo lungo”, dice Duffy. “Dopo puoi percepire la tensione e l’agitazione.

E il sollievo che proviamo quando spegniamo e ci mettiamo a fare qualcos’altro è salutare, cruciale e importante”.

La buona notizia è che, dal punto di vista della salute mentale, potremmo sperimentare alcuni lati positivi in quello che sta accadendo ora, dice Emily King, una psicologa accreditata a Raleigh, nella Carolina del Nord, specializzata in autismo, ADHD e ansia. 

I bambini a volte hanno agende troppo fitte, il che può portare a stress e fatica, spiega. I bambini autistici, in particolare, possono trarre beneficio da una pausa dalla scuola, che per loro può essere travolgente e magari anche troppo lunga.

Per poter mantenere le nostre famiglie in salute, viene chiesto a tutti noi di rallentare e rivalutare, spiega. “Questo potrebbe riportarci ai nostri valori basilari facendoci comprendere cosa è davvero importante”.

Источник: https://www.nationalgeographic.it/scienza/2020/04/coronavirus-come-preservare-lequilibrio-mentale-dei-bambini

Come aiutare i bambini nella fase 2

Come aiutare i bambini nella fase 2: i consigli degli esperti

Come aiutare i bambini nella fase 2: gli esperti e i pedagogisti ci offrono dei consigli su come sostenere i piccoli dopo la quarantena

Da un'indagine dell'American Health Association è emerso come 1 bambino su 5 sta dimostrando sintomi depressivi e stato di infelicità per via della mancata relazione con i coetanei.

E secondo una ricerca pubblicata su Psychology Today è incrementato il tempo dei più piccoli trascorso davanti ai dispositivi elettronici.

Ma come aiutare i bambini nella Fase 2 e come sopperire all'assenza della scuola dalle loro vite?

I consigli degli esperti

Eva Balducchi, co-fondatrice di Baby e Junior College di Monza e Seregno, spiega:

Purtroppo, la Fase 2 dell’emergenza sanitaria continua a incidere negativamente sui più piccoli e le scuole, anche quelle materne o gli asili nido, devono avere un progetto didattico lontano dal mero accudimento, volto a condurre ogni bambino nella sua individualità, nel suo percorso di crescita e di sviluppo delle competenze cognitive, emotive, relazionali, linguistiche e motori. Questo processo è veicolato ogni giorno dalle educatrici ed educatori che attraverso la quotidianità e la routine accompagnano i bambini al raggiungimento degli obiettivi di crescita consoni alle fasi evolutive per età. L’isolamento sociale ha colpito i bambini, molto più degli adulti, i quali in ragione della loro fase di maggior crescita e sviluppo, necessiterebbero invece di numerosi stimoli visivi, auditivi, dei processi di pensiero e di emulazione. Vanno sensibilizzate le famiglie sull’importanza di mantenere vivo il contatto con la scuola, in questo particolare ed estremamente delicato momento storico. La nostra realtà ha attivato per i bambini attività didattiche on-line, contrariamente a quanto si possa pensare, anche il solo ascolto di voci e suoni più o meno noti può accompagnarli in un percorso di stimolazione cognitiva e relazionale importanti per la loro crescita. D’altro canto, lo stesso isolamento avrà ricadute psicologiche sui più piccoli anche in fase di reinserimento nella comunità scolastica il cui difficile compito sarà affidato alle educatrici professioniste e alla direzione scolastica, nel ruolo di pedagogista. In questa fase potrà essere stato senz’altro d’aiuto non aver perso l’abitudine alla musicalità vocale delle insegnanti e a certe sollecitazioni

Gli esperti consigliano di:

  • Non sottovalutare l’importanza della didattica a distanza: le lezioni in videoconferenza favoriscono gli stimoli visivi e auditivi dei bambini, consentendogli di restare in contatto coi propri docenti e compagni di classe, mantenendo un senso di continuità del percorso scolastico.
  • Proporre attività ludiche che ricordino l’ambiente scolastico: dedicarsi a laboratori artistici fatti in casa, raccontare storie ambientate a scuola o guardare cartoni animati che ne parlino è fondamentale per non far pesare sui bambini l’assenza relazionale del gruppo classe.
  • Recuperare i concetti di memoria culturale e tradizione familiare: i genitori dovrebbero dedicarsi ad attività in cucina con i propri figli, magari riscoprendo vecchie ricette, e compiere lavori manuali come quello della maglia, combinando espressione creativa, rilassamento e azione.
  • Non sopperire la routine: si tratta di un vero e proprio rito ciclico che, soprattutto per i più piccoli, aiuta ad orientarsi a livello spaziale, relazione e temporale, sviluppando una sicurezza interna per compiere le semplici azioni quotidiane.
  • Portare i bambini all’aria aperta almeno un’ora al giorno: la chiusura forzata in casa destabilizza il loro equilibrio psicofisico. Per questo è fondamentale non sopprimere le esigenze di movimento all’aperto, garanzia di una corretta salute fisica e mentale.

La scuola che manca

Secondo una ricerca pubblicata sul portale CBS, tra educatore e bambino si instaura un rapporto di fiducia reciproca, che tende a decadere con una chiusura prolungata delle strutture, aumentandone i capricci e l’aggressività.

Queste considerazioni vengono confermate anche da un rapporto della Società Italiana per lo studio dello Stress Traumatico, secondo cui molti bambini stanno reagendo all’isolamento sociale con atteggiamento di iperattività, maggiore irritabilità, disturbi del sonno, discontinuità nel gioco e comportamenti regressivi. Gli educatori devono avere uno sguardo da pedagogisti rivolto ai più piccoli, che sono passati dall’avere agende stracolme di impegni, prima dell’emergenza Covid-19 , al rimanere senza la loro scuola, senza le attività extra, ma soprattutto privati del contatto con i loro coetanei.

La chiusura forzata e prolungata delle scuole ha costretto i più piccoli ad affrontare un difficile periodo di desocializzazione che ha destabilizzato le loro routine quotidiane, incidendo soprattutto nella fascia 0-10. In questo momento difficile si sta perdendo la dimensione antropologico culturale data dai legami che si creano all’interno di un gruppo.

Per i più piccoli c’è il rischio che il legame con la scuola si spezzi e che i tempi si confondano in quanto passato e presente sono meno distinti.

Ricordiamoci che i bambini vivono il presente e le routine gli danno le sicurezze necessarie alla loro crescita, ed è per questo che il nostro compito in qualità di insegnanti, educatori e genitori, è di non far mancare questa dimensione.

Abbiamo assistito ad un vero e proprio cambio di forma sociale, dal solido verso il fluido come diceva il sociologo polacco Bauman, ed è quello che sta accadendo anche con la scuola. Per queste ragioni occorrerebbe ripristinare tre parole chiave: memoria culturale, rito e continuità.

Come dice Assmann, la memoria culturale ha un ruolo innegabile nella costruzione dell’identità collettiva e tutti i componenti di una cultura, dal linguaggio, ai miti, ai riti costruiscono un orizzonte simbolico comune entro il quale ogni individuo si riconosce e trae coscienza della propria appartenenza sociale. Per fare in modo che questo processo non si interrompa possiamo portare le scuole nelle nostre case, far fare ai nostri figli i giochi simbolici legati alla scuola, raccontare storie ad essa legate e soprattutto non facciamo mancare della didattica a distanza. Anche per i più piccoli, che sembrano apparentamene distratti questo momento è essenziale, facendogli sentire le voci dei loro amici ed educatori, oppure la canzone conosciuta e legata alle ruotine della scuola, non potrà che essere di aiuto per tenere ben saldo questo legame. Non bisogna interrompere il processo di sviluppo di sé, quel “essere- nel- mondo”, come diceva Heidigger, è possibile solo attraverso l’altro

spiega Ivanka Popova, esperta pedagogista.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/come-aiutare-i-bambini-nella-fase-2.html

GENITORI | Università Cattolica del Sacro Cuore

Come aiutare i bambini nella fase 2: i consigli degli esperti

L’emergenza che stiamo vivendo incide in modo profondo sul mondo intero, sul nostro paese e sulle vite di tutti.

Le nostreenergie sono assorbite dalla riorganizzazione della vita lavorativa e familiare, dall’impegno necessario per rispettare le nuovenorme sociali per il bene comune, dall’enorme afflusso di notizie.

Le famiglie sperimentano la fatica e le preoccupazioni legate alla gestione dei figli e alle loro reazioni emotive diversesecondo l’età; il legame coniugale è spesso messo a dura prova.

A questo si aggiungono in moltissimi casi i timori per lasalute dei propri familiari più anziani, o l’impossibilità di assisterli e di star loro vicini.

L’équipe del Consultorio propone consigli e approfondimenti per la quotidianità della vita famigliare: suggerimenti su comespiegare gli eventi ai bambini e ai ragazzi, proposte per riorganizzare tempi e spazi in casa a vantaggio del benessere diciascuno, approfondimenti su vissuti generati dall’incertezza e dai cambiamenti in corso negli adulti, negli adolescenti e neibambini, modalità per sostenere le persone care anche se lontane.La mobilitazione in corso nel nostro Paese mette a disposizione molte risorse, qui e sulla nostra pagina (in

continuo aggiornamento) sono riproposti alcuni link che pensiamo utili.

Ragazzi sempre davanti allo schermo, le preoccupazioni dei genitori

Gli adolescenti iperconnessi, ancor più durante la pandemia, allarmano i genitori: homeschooling, videogiochi, tv, chat…

Lo psichiatra Federico Tonioni, che dirige il Centro Pediatrico Interdipartimentale per la Psicopatologia da Web, presso la Fondazione Policlinico Gemelli, rassicura: “non bisogna drammatizzare un fenomeno che ha riguardato anche noi adulti: così i giovani hanno trovato la loro autonomia e indipendenza” durante il confinamento a casa.
Per approfondire il tema della psicopatologia da web

Come superare i problemi emotivi dovuti al coronavirus?

Sul sito di Medici Senza Frontiere un percorso interattivo per conoscere e gestire le emozioni suscitate dalla pandemia. Consigli chiari e indicazioni concrete per diverse situazioni.

Fase2: la fatica dei bambini a tornare al “prima»

Le relazioni non sono connessioni e disconnessioni da risolvere con un click, acceso/spento, e il ritorno ai ritmi di “prima” può essere difficile. L’articolo di Donna.it – la Repubblica approfondisce le dinamiche di questo periodo e spiega come aiutare i bambini in questa fase.

Come affrontare la Fase 2?

Percepire la vulnerabilità può far assumere una maggiore responsabilità verso noi stessi e gli altri? L'emergenza pandemica permetterà di ripensare le regole della convivenza in nome di una responsabilità globale? Vittorio Lingiardi e Guido Giovanardi esplorano il tema e offrono spunti per approfondire nell’articolo pubblicato da Il Sole24Ore.

Idee per fare esercizio fisico in casa e divertirsi con i bambini

“L’attività fisica è una componente chiave della resilienza emotiva e del benessere”, spiega un pediatra intervistato dal National Geographic, che offre molti spunti per includere in modo divertente il movimento nelle routine giornaliere di genitori e figli.

L’ansia nei bambini
L’articolo di Uppa.it guida i genitori a comprendere l’ansia dei figli, ascoltandoli e supportandoli: come aiutare i bambini a riconoscere l'ansia, ad accoglierla come emozione, a sostenerli nell’imparare a gestirla, per evitare che diventi un disturbo ricorrente.

Macché sdraiati. Bravi ragazzi
L’articolo del il Giornale.it è dedicato ai ragazzi tra i 12 e i 18 anni: di loro non si parla, sono dimenticati e silenziosi, eppure esemplari.

È la generazione che soffre di più, ed è quella che sta mostrando il meglio. Altro che «sdraiati».

I ragazzi hanno compreso l'emergenza e hanno tirato fuori le risorse migliori per affrontarla: pazienza, responsabilità, silenzio.

Fase 2 e la sindrome della capanna
Secondo la Società italiana di psichiatria (Sip) – citata dall'articolo del Il Mattino – molti italiani manifestano la “sindrome della capanna”, ossia hanno paura di uscire e lasciare la protezione della loro casa. È una reazione normale e transitoria, che se si prolunga può però portare a difficoltà di adattamento.

“Aperto per ferie”, l'estate per bambini e ragazzi in tempo di pandemia
È il progetto della Chiesa Cattolica che, come tutte le estati, si prenderà cura dei bambini, dei ragazzi e dei giovani, con proposte calibrate in base a ciò che i protocolli di sicurezza permetteranno di fare. Tutti i dettagli nell'articolo di Avvenire e sul sito web.
 

Fase2: i bambini hanno paura di uscire, allarme dei pediatriIl quotidiano spagnolo El Pais ha dedicato un approfondimento alle difficoltà psicologiche che i bambini incontrano nell’isolamento (ripreso da Huffingtonpost), che per alcuni esperti sarebbero comunque passeggere.

In questo tempo quarantena ORGANIZZARE LA QUOTIDIANITA’ in casa aiuta i figli e i genitori: rassicura i più piccoli, facilita la convivenza con i ragazzi, permette ai genitori di riuscire a lavorare da casa, attenua le difficoltà dovute alla convivenza forzata, soprattutto se in piccoli spazi.

L’équipe del Consultorio propone (sul suo sito) il CARTELLONE SETTIMANALE della FAMIGLIA, uno strumento operativo per facilitare la gestione della famiglia, coinvolgendo i figli secondo la loro età e favorendo l’utilizzo delle risorse creative di ciascuno.

Cliccare qui per visualizzare il CARTELLONE DELLA FAMIGLIA e le indicazioni per la sua realizzazione.

L’esempio che proponiamo è uno spunto da cui partire, da adattare in base alle esigenze e ai bisogni di ogni famiglia. Tramite lo Sportello di ascolto gli operatori del Consultorio sono disponibili per approfondimenti e chiarimenti sull’utilizzo del CARTELLONE.

Fare ordine e programmi al tempo del Coronavirus
La pedagogista montessoriana Annalisa Perino raccomanda di preparare insieme ai figli un programma della giornata, di coinvolgerli nei turni di lavoro e di aiutarli a rispettare il tempo dei genitori soprattutto se lavorano in smartworking.  Leggi l’articolo di Uppa.it

Le famiglie come stanno affrontando l'emergenza?
Sei famiglie su dieci hanno vissuto forti momenti di stress durante il momento più drammatico dell’emergenza sanitaria, soprattutto quelle con bambini piccoli e figli adolescenti, ma per il 72% delle famiglie, questo periodo pesantissimo ha lasciato anche momenti positivi. Lo spiega una ricerca del Centro di Ateneo di Studi e Ricerche sulla Famiglia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Leggi l'articolo di Avvenire

I ragazzi sono meno social, riscoprono il dialogo con i genitori e l’amore al balcone

L’inchiesta del Corriere della Sera raccoglie testimonianze di ragazzi e commenti di esperti, per descrivere i vissuti degli adolescenti in quarantena: accanto alla perdita della vita alla quale erano abituati e ci sono le ri-scoperte di legami e valori. Nella difficile situazione attuale «si mostrano capaci di dare buona prova di sé sia in famiglia sia a livello sociale in senso più ampio».  Leggi l’articolo di Elisabetta Andreis

Come sopravvivere in casa a un adolescente scalpitante

Il pedagogista Daniele Novara aiuta i genitori a comprendere le difficoltà dei ragazzi nel restare forzatamente in casa, nella fase della loro vita dove è primario il bisogno di svincolo dai genitori. Leggi l'articolo

Genitori e figli adolescenti trasgressivi

Nella ristrettezza delle mura domestiche c’è la possibilità di reimpostare le relazioni: i pedagogisti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore affrontano il difficile tema dei comportamenti irresponsabili e delle trasgressioni, che alcuni ragazzi possono mettere in atto di fronte alle restrizioni imposte dall'emergenza: infrangere divieto di stare in casa, di incontrarsi in gruppo, o approfittare delle chat per fare scherzi fuori luogo. Leggi qui l'articolo

Genitori imperfetti?

Il rapporto con i figli è messo alla prova dai profondi cambiamenti che si stanno vivendo: la raccomandazione di Uppa.it è di non cercare di essere genitori “perfetti”, perché “l’autenticità batte la perfezione 10 a 0”. Leggi l’articolo di Silvana Quadrino, psicologa e psicoterapeuta

Come aiutare bambini e ragazzi a comprendere l'emergenza e ad affrontare la sfida della didattica a distanza

I genitori sono mediatori delle informazioni, che irrompono nella vita di bambini e ragazzi. Devono anche sostenerli nello sforzo richiesto dal nuovo impegno scolastico. Gli esperti di psicologia e pedagogia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore offrono suggerimenti in aiuto dei più giovani. Leggi l'articolo

Coronavirus: come passare la quarantena con i bambini

L’articolo del National Geographic analizza le difficoltà dei genitori, soprattutto quelli che devono lavorare da casa, nel gestire i figli. Pianificazione e coerenza sono le parole chiave suggerite dagli esperti, che raccomandano anche di non trasformare questo periodo solo in “scuola e compiti” e di introdurre sorprese e divertimento nel menù delle giornate. Leggi di più

Libri tv e molto altro: i consigli di Famiglia Cristiana per le famiglie con bambini piccoli o con figli adolescenti, per i giovani adulti, per gli anziani lontani dai loro cari

Libri, film e serie tv, mostre on line, corsi di ginnastica o di cucina e molto altro: sono le risorse selezionate da Famiglia Cristiana “per affrontare la quarantena riscoprendo cultura e intrattenimento (leggero e intelligente)”. Leggi di più

Cosa succede nella testa dei bambini

La giornalista Claudia Bellanti, con l’aiuto di psicologhe e psicopedagogiste, cerca di indagare cosa immaginano e sentono i bambini di età prescolare. L’articolo considera i vissuti nelle diverse situazioni di vita dei bambini, che possono essere rassicuranti e protettive, o di lutto di un membro della famiglia (come sta avvenendo in molte famiglie del Nord Italia), o critiche.

Coronavirus e bambini, le paure che non sanno confessare

Walter Veltroni, autore del lungometraggio “I bambini sanno”,  in questi giorni di emergenza  raccomanda di “non fidarsi, per una volta, del loro sorriso”, di “predisporsi a fare i conti con paure che faranno fatica a confessare (perché i bambini di fronte a una minaccia tendono a proteggere i genitori).” Il suo consiglio agli adulti  è parlare, disegnare, leggere, giocare, vedere la televisione con loro, per “alimentare la loro fantasia che è il principale serbatoio di ottimismo che in questo momento possano avere”.

Coronavirus: come preservare l’equilibrio mentale dei bambini

I bambini stanno metabolizzando l’interruzione della scuola e delle altre attività, la separazione dagli amici, la paura del virus: cosa si può fare per il loro benessere emotivo? Con l’aiuto di professionisti della salute mentale e di educatori esperti, l’articolo evidenzia la varietà delle reazioni dei bambini e come aiutarli concretamente attraverso il dialogo rassicurante, le routine, il gioco condiviso.

Qual è la prima cosa che farai appena potrai uscire?

Le risposte dei bambini chiusi in casa per il coronavirus nel servizio della giornalista Valeria Teodonio, rivelano che “rivedere i nonni è il desiderio preferito”, “moltissimi sognano di giocare all’aria aperta e di rivedere gli amici” ed anche di poter “tornare a scuola”.

Coronavirus: come spiegarlo ai bambini

Le raccomandazioni del National Geographic sono di parlare con calma, andando incontro ai bambini, aiutandoli a sentirsi utili.  L’articolo sottolinea l’importanza di mantenere la normale routine e suggerisce come essere realistici sull’eventualità di ammalarsi.

Un vademecum su come parlare ai nostri figli del COVID-19

Indicazioni su come fare domande e ascoltare, parlare con sincerità, offrire rassicurazione, come gestire le conversazioni con cura.

Источник: https://progetti.unicatt.it/progetti-rome-emergenza-covid-19-genitori

Gravidanza
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