Come aiutare i bambini a sviluppare la memoria

Scuola: 4 tecniche di memorizzazione per ricordare parole, numeri e concetti

Come aiutare i bambini a sviluppare la memoria

Una verifica o un'interrogazione: che ansia! Come fare a immagazzinare i concetti chiave senza farsi prendere dal panico? Come imparare una sequenza di numeri, delle parole, ricordarsi delle date? E un discorso? Potete aiutare vostro figlio con queste tecniche di memorizzazione. Ce le ha consigliate Matteo Salvo, un vero e proprio campione di memoria.

“È solo questione di metodo”. Comincia così la nostra lezione con Matteo Salvo, International Master of Memory e Guinness World Record ai Campionati Mondiali di Memoria di Londra 2013. Un vero e proprio Memory Man.

Perché “ogni persona ha un cervello da campione, basta allenarlo con il metodo giusto”, spiega. “Le tecniche di memoria sono metodi scientifici studiati per immagazzinare qualsiasi tipo di informazione e fissarla nella nostra memoria a lungo termine, potenziando la capacità di apprendimento”.

Quindi sì, imparare è per tutti. Memorizzare anche. Bisogna solo sapere come farlo, grazie a qualche trucchetto e alla giusta tecnica di memoria.

Ci sono infatti delle “scorciatoie” che si possono spiegare facilmente ai propri figli e rendere tutto un gioco: per esempio si possono utilizzare le mappe mentali per ricordare concetti e informazioni complesse, i loci ciceroniani per ricordare elenchi ma anche discorsi, le immagini creative per ricordare parole, nomi o numeri.

Vediamo quindi insieme a Matteo Salvo che cosa si può fare per allenare al meglio la propria memoria. Le varie tecniche sono spiegate anche nei suoi libri.

È uscito nei giorni scorsi Professione: studente 30 e lode, edizioni Gribaudo: scritto insieme a Elisabetta Galli, Dottore di Ricerca in Giurisprudenza, consulente aziendale e formatore strategico, è dedicato agli studenti universitari.

Della stessa casa editrice c'è anche Studiare è un gioco da ragazzi, per bambini e ragazzi.

1 – Ricordare discorsi o elenchi grazie ai loci ciceroniani

Questa tecnica viene proprio da Marco Tullio Cicerone, conosciuto per la sua arte oratoria, e serve per memorizzare elenchi di informazioni (ma anche discorsi) utilizzando la memoria visiva. Senza foglietti o appunti! Le parole più complesse e astratte vanno divise in immagini concrete, che poi vengono associate nell'ordine in cui compaiono.

Vediamo in che cosa consiste la tecnica di Cicerone.

Occorre prendere una serie di punti familiari di un percorso a noi noto e associare questi punti ai passaggi chiave di un discorso (o a un elenco di cose che si vuole ricordare). Quando si ripercorre mentalmente il percorso tornano alla mente anche i punti chiave di quello che si vuole dire.

“In questo modo ci si ricorda una precisa scaletta degli argomenti che si vogliono esporre”, spiega Matteo Salvo. “E questa tecnica ha lasciato il segno anche nel nostro modo di parlare. Avete in mente quando diciamo 'in primo luogo', 'in secondo luogo' e così via? Dobbiamo questi modi di dire alle trascrizioni delle orazioni di Cicerone” commenta il campione di memoria.

Cerchiamo di capire meglio come funziona con un esempio: nel nostro discorso c'è un cane, un film e una gita scolastica.

Basta mettere all'inizio del nostro percorso (sotto al cancello di casa) l'immagine del nostro cane che ci corre dietro, nel secondo punto (la fermata dell'autobus che prendiamo tutti i giorni) la televisione che trasmette il nostro film preferito appoggiata su una panchina e al terzo (l'entrata della scuola) un autobus con il motore acceso e pronto a partire.

Quando utilizzarli? Servono per memorizzare un elenco di informazioni con la stessa importanza. I passaggi di un discorso, la lista della spesa (così potete farvi aiutare dai vostri figli a ricordarla rendendola una sfida), ma anche un mazzo di carte. Meglio non usarla invece per studiare concetti, perché si perdono così le varie gerarchie tra le informazioni.

Le stanze romane sono… simili

Sono una variante dei loci, ma ci si trova in questo caso in un ambiente chiuso. Prova a fare immaginare a tuo figlio un percorso nella vostra casa. Percorretela stanza per stanza, individuando delle tappe. I concetti chiave del discorso vanno associati a queste tappe.

Attenzione però a non prenderli troppo vicini e a seguire un ordine senza mai tornare indietro: rischiereste di confondervi.

2 – Paradosso, azione e vivido: ricordare le parole con P.A.V

Memorizzare non è noioso, anzi! Per ricordarsi di qualcosa si può giocare con il proprio figlio e accendere la fantasia come non mai. Basta associare un'immagine che abbia queste tre caratteristiche: più è fuori dall'ordinario, più il concetto in seguito sarà facile da evocare.

Paradosso: per esempio se devo memorizzare un chicco di caffé lo posso immaginare grande come un'anguria, oppure per ricordare una piccola balena la posso visualizzare come un pesce rosso straripante nella boccia di casa. “Più le associazioni sono bizzarre, strane o divertenti, più coinvolgiamo la memoria emotiva e di conseguenza anche quella a lungo termine” spiega Matteo Salvo.

Azione: non immaginare situazioni statiche, ma dinamiche: quindi, tornando alla piccola balena, ci saranno dei cacciatori in miniatura nel nostro acquario che cercheranno di acciuffarla.

Vivido: che coinvolge i cinque sensi in modo chiaro.

Hai sentito che odoraccio ha quella balena? E perché è fucsia?

Un altro esempio: per ricordare le parole valanga e piede, immagina una gigantesca slavina che viene verso di te, verso il tuo piede immenso. Fortunatamente arriva solo fino alle dita…! Sei salvo!

3 – Ricordiamo i numeri grazie alle forme e i suoni

Abbiamo visto cosa fare con le parole, proviamo ora con i numeri. Un numero di telefono, una formula, un pin, un sequenza, un numero civico: come metterselo in testa?

Come spiega Matteo Salvo, “ci sono diverse tecniche per farlo: the rhyme system, the shape system”.

The rhyme system

Si associa a ogni numero un'immagine che faccia rima (o assonanza):

Quindi:

  • 1 è l'orso bruno,
  • il 2 è il bue,
  • il 3 è il re,
  • il 4 è il gatto,
  • il 5 le lingue,
  • il 6 lei,
  • il 7 le fette,
  • l'8 il botto,
  • il 9 Giove,
  • e lo 0 il pero.

Per ricordarsi il pin 4960 basterà immaginare un gatto con arriva su Giove e incontra una lei che mangia un pera caduta da un pero.

The shape system

C'è anche un'altra tecnica: si collega al numero una forma associabile allo stesso.

  • 1, una candela
  • 2, un cigno (il collo è il segmento che sale)
  • 3, una molla
  • 4, una sedia (con un omino seduto sulla destra)
  • 5, un gancio
  • 6, una ciliegia
  • 7, una falce
  • 8, un pupazzo di neve
  • 9, un palloncino
  • 10, una botte

Quindi per ricordare 4960 basterà immaginare una sedia con sopra un palloncino e una ciliegia che cadono insieme dentro a una botte.

La conversione fonetica

C'è anche un'altra tecnica anche se è la meno diffusa. Ci vuole più tempo per impararla, ma consente di ottenere ottimi risultati.

Con questo sistema si associa a ogni numero un certo tipo di suono ed è stato divulgato dal filosofo Leibnitz.

Per esempio:

  • 1 è un suono dentale (come quello che usiamo pronuncianto la T e la D)
  • 2 è nasale, come per la lettera N o GN.
  • 3 è un suono mugolante come la M.
  • 4 è vibrante come la R.
  • 5 è liquido come la L o GL.
  • 6 è palatale come C, J o G.
  • 7 è gutturale come C, CH, G, GH, Q e K.
  • 8 è labiodentale come F o V.
  • 9 è labiale come P o B.
  • 0 è sibilante come S, SC o Z.

Ora puoi suggerire a tuo figlio di memorizzare bene queste associazioni, magari aiutandoti con delle immagini (come abbiamo visto prima).

Una volta fatte proprie si passa alla conversione.

La sequenza 82014 diventa, aggiungendo delle vocali:

F(8) i N(2) e S(0) T(1) R(4) a – FINESTRA

1 1: D T è D i T a.

In questo esercizio le doppie non contano. 11 potrebbe essere anche DiTTa non solo DiTa. Ed è sempre 11 e non 111. Perché 111 sarebbe DeTTaTo o DiTaTa. Con le vocali in mezzo a separare le consonanti.

E se le parole ti sembrano simili?

7 5 è G a L L o

6 5 p G i a LL o (perché il suono del 6 è palatale e non gutturale)

4 – Le mappe mentali aiutano con i concetti!

Sfruttano la creatività, la fantasia, le immagini e i colori per fare entrare nella testa dei concetti. In pratica si traducono informazioni complesse in immagini facilmente visualizzabili e memorizzabili.

Come funzionano?

Si parte da un concetto base, che viene raffigurato nel centro del foglio e poi si sviluppano diversi rami, che rappresentano le informazioni secondarie che vengono associate a parole chiave. Queste informazioni secondarie non solo vengono scritte come parole, ma alcune saranno disegnate con immagini (per ricordarle meglio) e inoltre sceglieremo noi i colori da dare ai vari rami.

Le immagini non devono per forza rappresentare il concetto in questione, ma possono anche solo aiutare a revocarlo.

Chi è Matteo Salvo

Nato nel 1976, Matteo Salvo è laureato in Ingegneria meccanica all'Università di Genova. Dal 2000 insegna tecniche di memoria e metodologie di studio.

Nel 2013 è stato il primo italiano al mondo a conseguire il titolo di International Master of Memory ai Campionati mondiali di Memoria e nello stesso anno è entrato nel Guinness dei Primati per aver memorizzato un mazzo di 52 carte da gioco in apnea.

Tra i suoi libri, Professione studente 30 e lode, Studiare è un gioco da ragazzi, Metti il turbo alla tua mente con le Mappe Mentali e Allena la tua mente in 5 minuti.

Aggiornato il 14.02.2018

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/scuola-4-tecniche-di-memorizzazione-per-ricordare-parole-numeri-e-concetti

Come aiutare i bambini a sviluppare la memoria

Come aiutare i bambini a sviluppare la memoria

Tutti i consigli per aiutare i bambini a sviluppare la memoria con esercizi e giochi, che stimolano la memorizzare di ricordi informazioni

Come aiutare i bambini a sviluppare la memoria? Quando i bambini iniziano a frequentare la scuola, si trovano subito a dover memorizzare nuovi concetti, formule, vocaboli in altre lingue e la memoria diventa un’abilità molto importante. Insegnare ai bambini a ricordare facilmente è un grande aiuto per lo studio, ma anche per non perdere le tracce di momenti importanti della loro vita.

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Dieci attività che potenziano lo sviluppo intellettivo dei bambini dai due ai cinque anni

Ricordare gli eventi importanti

Come genitori vorremmo aiutare i bambini a costruirsi un bagaglio di ricordi che li accompagni il più a lungo possibile.

Molto spesso i genitori si chiedono se i propri bambini una volta diventati grandi ricorderanno un particolare momento trascorso insieme o se conserveranno il ricordo di un nonno o di una casa in cui si è vissuti per alcuni anni.

Sviluppare la memoria a lungo e breve termine è un esercizio che ritorna utile nella vita pratica ma che costruisce la parte di bagaglio emotivo che ci portiamo dietro per tutta la vita.

Cosa aiuta la memoria dei bambini?

Spesso accade di scoprire che i bambini hanno dimenticato un momento importante passato insieme, il nome dell’educatrice della scuola materna o di alcuni compagni. A noi sembra strano che non abbiano conservato nella memoria quei dettagli, che erano tanto importanti nel momento in cui li hanno vissuti.

Avendo a che fare con i bambini capiamo subito che la loro capacità di ricordare è strettamente legata alle emozioni provate in quel momento, se si tratta di un evento di durata breve, o alla frequenza con cui sono venuti a contatto con quell’informazione.

Se mostriamo un melograno distrattamente mentre siamo al supermercato, difficilmente i bambini sapranno ricordarne il nome e la forma dopo mesi.

Se acquistiamo un melograno, lo mettiamo in tavola, lo assaggiamo e ripetiamo più volte la parola ‘melograno’ in contesti diversi, i bambini impareranno più facilmente come si chiama quel frutto e tutte le informazioni che ne hanno raccolto: colore, forma, aroma e sapore.

Come aiutare i bambini a ricordare?

La memoria è un'azione spontanea, ma possiamo allenarla ed esercitarla come qualunque altra capacità. Ci sono diverse tecniche di memoria che si possono applicare anche ai bambini, ma i consigli più semplici e facili da mettere in pratica nella vita quotidiana sono: rinfrescare, ripetere, contestualizzare.

Rinfrescare i ricordi per aiutare i bambini a memorizzare

Come si imparare a scuola, la ripetizione è una parte importante dell’azione di ricordare. Che si parli di ciò che i bambini hanno imparato a scuola o dei ricordi dell’estate, rinfrescare spesso la memoria aiuta a non perdere traccia degli eventi e delle cose importanti. Per aiutare i bambini a ricordare possiamo iniziare da semplici azioni:

  •     costruire un album dei ricordi: raccogliere fotografie dei parenti che incontriamo meno spesso o dei luoghi che abbiamo visitato in vacanza;
  •     creare collegamenti: ad esempio cercando di ricordare in quale occasione è arrivato un certo giocattolo.

Ripetere e raccontare aiuta la memoria

Ai bambini serve ricostruire a parole cosa hanno fatto ad esempio nel week-end o durante una gita per fissarli nella memoria. Noi possiamo provare a raccontare un episodio divertente vissuto insieme come se fosse una favola per aiutare i bambini a non dimenticare.

Creare un contesto per ogni ricordo

I sensi aiutano la memoria. Più connessioni creiamo attorno a un dato da memorizzare, più facilmente riusciremo a fissarlo nella mente.

Quando si tratta di concetti imparati a scuola, può essere utile riprenderli a casa con esperimenti o attività creative che aiutino a provare con mano ciò che stanno imparando.

Le tabelline si memorizzano più facilmente se le costruiamo giocando a sommare i sassi o le conchiglie.

Giochi che aiutano a sviluppare la memoria

Alcuni giochi per i bambini possono essere particolarmente utili per allenare la memoria visiva in previsione di sforzi maggiori, che possono presentarsi ad esempio a scuola. I giochi che sviluppano la memoria sono:

  •     il memory
  •     i giochi tradizionali delle carte
  •     gli identikit: si mostra un oggetto o una fotografia di giornale per qualche secondo e poi si pongono delle domande ai bambini su ciò che hanno visto
  •     imparare canzoni e filastrocche, oppure brevi poesie come si fa spesso a scuola.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/giocare-e-crescere/aiutare-bambini-a-sviluppare-memoria.html

Come aiutare i bambini a memorizzare

Come aiutare i bambini a sviluppare la memoria

Esiste un modo per imparare a memorizzare? In realtà ne esistono molti ed è importante scegliere in base al tipo di apprendimento preferito dal bambino oltre che in base all’argomento che si deve imparare a memoria. 

Foto ©Denis Mihailov utilizzata con licenza Flickr Creative Commons

Prima o poi tutti i bambini si trovano davanti alla richiesta di “studiare a memoria”, se ci pensiamo bene,in realtà, qualsiasi cosa sappiamo, la sappiamo proprio perché si trova da qualche parte nella nostra memoria.

Sappiamo decodificare questo testo perché abbiamo memorizzato a che suoni corrispondono i singoli grafemi; comprendiamo le frasi che leggiamo perché abbiamo memorizzato cosa significa ogni parola, e potremmo andare avanti ore a fare esempi.

La memorizzazione è un passaggio obbligato per l’apprendimento e quindi imparare a sfruttare al meglio la memoria ha una grande rilevanza, soprattutto nei primi anni di scuola.

Tuttavia, non dobbiamo pensare alla memoria come ad un muscolo che si può allenare e rendere tonico per avere risultati migliori, quello che si può esercitare non è la memoria in sé quanto la capacità di trovare i metodi più efficaci per memorizzare, la differenza è sottile ma importante. Quando i figli devono imparare qualcosa  a memoria, il supporto dei genitori si traduce proprio nell’aiutarli a trovare la via più adatta per raggiungere questo scopo.

Chiaramente non esiste il modo migliore in assoluto per imparare a memoria, non esiste perché diversi sono i bambini e i loro cervelli e perché diverse sono le informazioni che vanno imparate: poesie, date, tabelline, lessico, formule sono tutte informazioni che devono essere memorizzate ma sono molto diverse tra loro, richiederanno quindi metodi diversi.

Ma come funziona il processo di memorizzazione?

Senza addentrarci in dettagli neurobiologici, il nostro cervello non funziona come un computer che con lo stesso click salva qualsiasi tipo e qualsiasi mole di informazioni. Il nostro cervello memorizza quando trova degli appigli a cui agganciarsi per trattenere le informazioni. Questi appigli possono essere di tipo visivo, auditivo o cinestesico.

Si tratta di tre diversi canali percettivi (vista, udito, tatto/movimento) attraverso i quali facciamo strada alle informazioni verso la nostra memoria, metaforicamente potremmo pensarli come tre diversi mezzi di trasporto: tutti hanno il medesimo scopo ma caratteristiche diverse, ciascuno sarà più adatto per alcuni tipi di percorsi e meno per altri. Il canale prescelto varia sia in base alle caratteristiche individuali, sia in base al contenuto da memorizzare.

Veniamo a qualche spunto pratico per aiutare i nostri figli a memorizzare, innanzitutto alcune premesse che è sempre bene ricordare. Per poter memorizzare è essenziale:

  • – comprendere bene il testo prima di studiarlo, la comprensione viene prima e facilita la memorizzazione.
  • – eliminare le fonti di distrazione: spegnere tv, radio, telefono, ma anche sgombrare la scrivania da libri e quaderni che non servono.
  • – evitare il sovraccarico, cioè fissare un tempo da dedicare allo studio poi interrompere e ripetere ad intervalli sempre più lunghi (dopo 15 minuti, dopo un’ora, dopo 3 ore, il giorno dopo, ecc.)

Imparare a memoria

Alcuni esempi pratici per memorizzare contenuti di diverso tipo, attivando i diversi canali percettivi:
– tabelline: le tanto temute tabelline si prestano ad essere cantate o rappate. Si trovano canzoncine già pronte oppure si possono inventare.

– per imparare il lessico specifico di una disciplina o parole nuove in una lingua straniera è possibile costruire delle carte da memory in cui una carta della coppia riporti il disegno e l’altra la parola scritta, basterà giocare per memorizzare
– ancora, per imparare termini specifici o elementi di una carta geografica si può preparare un disegno “muto” e scrivere tutti i termini da inserire su dei post it da mettere e rimettere , al posto giusto
– filastrocche e poesie: in questo caso il consiglio principale è assicurarsi che il testo sia stato compreso a fondo, dopo di che, per associare i suoni alla memoria visiva, possiamo evidenziare con lo stesso colore le parole che fanno rima; oppure -per chi privilegia il canale visivo- è possibile disegnare una vignetta che rappresenti la filastrocca; o ancora mimarne i versi per associare le parole ai movimenti del corpo.

Sono solo alcuni esempi, sta a voi e ai vostri bambini trovare il metodo giusto per voi, siate creativi: imparare divertendosi è più bello.

Prova a leggere anche:

  • Impariamo a studiare: il trucco dei cartelli
  • La poesia a memoria
  • Tema del mese: imparare ad apprendere
  • Chi vuole fare i compiti a casa?
  • Cosa mi aspetto dalla scuola

Источник: https://genitoricrescono.com/come-aiutare-bambini-memorizzare/

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