Coliche del neonato, cibi da evitare, cause e rimedi della pediatra

Contents
  1. Coliche nei neonati: cause e rimedi
  2. Cosa sono le coliche del lattante
  3. Cosa provoca le coliche nei neonati
  4. Come si manifestano le coliche nel lattante
  5. Diagnosi
  6. Cosa fare quando il neonato ha le coliche
  7. La dieta della mamma può provocare le coliche nel neonato?
  8. 20-05-2019 COLICHE GASSOSE: DI COSA SI TRATTA?
  9. LA DIETA DELLA MAMMA E LE COLICHE DEL NEONATO
  10. LATTE, FORMAGGI E LEGUMI: SI O NO?
  11. LA SCELTA DEL LATTE FA LA DIFFERENZA? 
  12. COME SI CURANO LE COLICHE GASSOSE?
  13. PROBIOTICI E FITOTERAPIA
  14. Sostieni la ricerca sui tumori pediatrici con una donazione
  15. Coliche del neonato: cause, rimedi, farmaci
  16. Coliche del neonato
  17. Prognosi
  18. Le cause delle coliche
  19. Che cosa fare se il bebè ha le coliche
  20. Coliche e neonato allattato al biberon
  21. 7 consigli e possibili rimedi per alleviare le coliche del bambino
  22. Quali sono i farmaci anti-coliche?
  23. E il video su come fare il massaggio per alleviare le coliche al neonato
  24. Coliche neonato: sintomi, cause e rimedi
  25. Cosa sono le coliche del lattante?
  26. Come capire se il neonato ha le coliche?
  27. Quando si manifestano le coliche nei neonati?
  28. Quali sono le cause delle coliche nei neonati?
  29. Ci sono rimedi farmacologici per le coliche dei neonati?
  30. Quali sono i rimedi naturali per le coliche dei neonati?
  31. Esistono delle posizioni che possono aiutare a far passare le coliche?
  32. Può essere utile eseguire massaggi per far calmare le coliche?
  33. Che relazione c’è tra coliche e allattamento? 
  34. Quali alimenti evitare durante l’allattamento?
  35. Quali sono i falsi miti che accompagnano la presenza delle coliche nei neonati?
  36. È possibile prevenire le coliche nei neonati?
  37. Il dovere del pediatra

Coliche nei neonati: cause e rimedi

Coliche del neonato, cibi da evitare, cause e rimedi della pediatra

Caratterizzate da un pianto disperato che dura per un periodo di tempo prolungato, le coliche sono manifestazioni dolorose tipiche dei primi mesi di vita.

Le cause non sono ancora completamente note e i trattamenti, piuttosto variegati, sono orientati prevalentemente a tentare di dare sollievo al bambino.

Tra i più utilizzati c’è la cosiddetta posizione anti-colica, utile a favorire la fuoriuscita di aria dall’intestino; posizionato a pancia in giù sul braccio del genitore, il neonato/lattante viene dondolato mentre gli si danno delle piccole pacche sul sedere.

Cosa sono le coliche del lattante

Le coliche del lattante o coliche gassose, comunemente chiamate anche colichette, consistono nella comparsa improvvisa di agitazione e pianto inconsolabile che dura più di 3 ore al giorno, per almeno 3 giorni consecutivi o per più di 3 settimane consecutive.

È la cosiddetta “Regola del 3”, una teoria formulata dal pediatra Morris Arthur Wessel nel 1954 e ancora oggi utilizzata.

Le coliche si manifestano a partire dal secondo mese di vita e di norma tendono a scomparire spontaneamente dopo il quarto mese; colpiscono in modo indifferente circa il 10-30% dei lattanti (sani) di entrambi i sessi, di tutte le etnie e di tutte le classi socio-economiche.

Cosa provoca le coliche nei neonati

Ad oggi non è stata ancora chiarita del tutto l’origine delle coliche, né perché solo alcuni bambini ne siano colpiti. Le ipotesi sulle possibili cause quindi, sono tutt’ora molto numerose:

  • Presenza di un’eccessiva quantità di gas nell’intestino: è dovuta all’incapacità del lattante di coordinare suzione e deglutizione durante i pasti. La presenza di gas nell’intestino talvolta viene attribuita anche a un’alterazione della flora intestinale. Questa eccessiva presenza di aria giustificherebbe l’insorgenza di gonfiore addominale, irritabilità, flatulenza ed eruttazione. Questa ipotesi tuttavia, anche se è la più diffusa, non è stata ancora confermata da nessuno studio scientifico e rimane quindi dubbia
  • Indole del lattante: alcuni lattanti non riescono ad adattarsi (a causa della loro immaturità) agli stimoli ambientali e manifestano questa difficoltà con un pianto inconsolabile. Al contrario, man mano che crescono e che acquisiscono la capacità di gestire gli stimoli esterni le “coliche” scompaiono
  • Allergia o intolleranza al latte o ai cibi ingeriti dalla mamma: questa ipotesi dovrebbe riguardare solamente i neonati/lattanti allattati al seno. Numerosi studi hanno però dimostrato che la frequenza delle coliche è la stessa sia negli allattati al seno sia negli allattati artificialmente e che alimentare il bambino con formulazioni a base di riso o soya non ne riduce in alcun modo la frequenza. Anche la teoria, in passato tanto diffusa, che alcuni cibi (ad es. legumi o cavoli) ingeriti dalla mamma che allatta possano causare le coliche, ad oggi è stata sfatata

Come si manifestano le coliche nel lattante

La manifestazione delle coliche nel lattante è riassunta bene dalla “Regola del 3”: l’elemento fondamentale è quindi il pianto inconsolabile che dura per un lungo periodo di tempo.

Il bambino inoltre è irritabile, si contorce e si irrigidisce, stringe i pugni, ha il volto arrossato, l’addome teso e le gambe flesse sulla pancia.

Le coliche si presentano prevalentemente dopo il pasto della sera, quando i neonati/lattanti sono più stanchi e hanno accumulato molti stimoli esterni che non sanno gestire.

Diagnosi

Sono numerosi i motivi per cui un neonato/lattante può piangere, anche in modo disperato, nei primi mesi di vita. I neonati, infatti, avvertono qualsiasi tipo di dolore in modo amplificato a causa della loro ipersensibilità e dell’immaturità del sistema nervoso che non riesce quindi a interpretare e gestire correttamente gli stimoli dolorosi.

Il pianto inconsolabile, inoltre, è l’unico modo con cui i lattanti possono manifestare ogni loro disagio.

Dal momento che i sintomi delle coliche sono molto simili a quelli dati da alcune condizioni mediche è fondamentale che queste vengano escluse dal pediatra. Una discriminante in tal senso è l’età del bambino: se le coliche persistono oltre i 4 mesi di vita si dovranno valutare altre ipotesi diagnostiche.

Di conseguenza, fondamentale per capire se il bambino piange per le “coliche” è ancora una volta la “Regola del 3 di Wessel”.

Non ci si deve assolutamente affidare a metodi alternativi come quelli erboristici o all’agopuntura, poiché potrebbero essere pericolosi. Controverso è anche l’utilizzo di probiotici, oppure di preparati a base di camomilla o finocchietto; questi mix di erbe, specie se somministrati a dosaggi non adeguati potrebbero infatti essere dannosi per il bambino.

Cosa fare quando il neonato ha le coliche

Qualunque sia l’origine le coliche sono fonte di grande stress sia per i bambini che le sperimentano sia per i genitori. Ad oggi però non ci sono trattamenti di comprovata efficacia scientifica (le coliche non sono una vera e propria condizione medica), ma solo tentativi che ogni genitore può mettere in atto per tentare di consolare il proprio bambino. 

  • Accertarsi che il bambino non abbia fame, sonno o che debba essere cambiato
  • Fargli un massaggio rilassante sulla schiena o sulla pancia in modo da aiutarlo a espellere l’aria in eccesso
  • Garantirgli il contatto pelle a pelle (con la mamma o con il papà), magari tenendolo nella fascia (babywearing)
  • Tenerlo in braccio e cullarlo in modo dolce, cercando la posizione che più lo rilassa. Un valido esempio è la cosiddetta posizione anti-colica (come consigliato dalla Società italiana di pediatria), che consiste nel mettere il neonato/lattante a pancia in giù sul proprio braccio, con la testa nell’incavo del gomito, per poi dondolarlo mentre gli si danno delle piccole pacche sul sedere. In questo modo si favorisce la fuoriuscita di aria dall’intestino
  • Alimentarlo in modo corretto e senza eccessi
  • Ridurre gli stimoli esterni: ad esempio luce e rumori forti che potrebbero innervosirlo
  • Fargli ascoltare una musica rilassante, il suono di un carillon, altri “rumori” rilassanti, oppure cantargli una ninna nanna
  • Fargli un bagnetto caldo e rilassante
  • Portarlo a fare una passeggiata fuori casa, che sia con il seggiolino in automobile o a piedi tenendolo in fascia/marsupio

Talvolta, sempre e solo dietro indicazione del pediatra, vengono utilizzati anche dei farmaci come il simeticone e il cimetropio bromuro; questi sono indicati per alleviare i sintomi dovuti a un’eccessiva presenza di gas e le manifestazioni di tipo spastico dell’apparato gastro-intestinale.

Le coliche gassose si risolvono spontaneamente dopo i 4-5 mesi di vita e le crisi di pianto non hanno nessuna conseguenza negativa sulla salute del lattante. Il segreto, quindi, è solo quello di armarsi di molta pazienza e cercare di alleviare in qualche modo i disturbi del lattante fintanto che non scompaiono in modo naturale.

  • http://www.ospedalebambinogesu.it/coliche-gassose
  • http://www.ospedalebambinogesu.it/coliche-gassose-nel-lattante
  • https://www.sip.it/le-5-cose-sapere-sulle-coliche/
  • https://www.uppa.it/nascere/neonato/coliche-neonato/
  • https://www.mountsinai.org/health-library/condition/infantile-colic
  • https://www.choc.org/programs-services/gastroenterology/colic/
  • https://www.rch.org.au/kidsinfo/fact_sheets/Crying_and_unsettled_babies/
  • https://www.chop.edu/conditions-diseases/colic-and-gas
  • https://www.aboutkidshealth.ca/colic
  • https://kidshealth.org/en/parents/colic.html

Tags :

  • Assistenza Pediatrica
  • , Infermieri
  • , Salute & Benessere
  • , Ostetrica

Источник: https://www.nurse24.it/dossier/salute/coliche-dei-neonati.html

La dieta della mamma può provocare le coliche nel neonato?

Coliche del neonato, cibi da evitare, cause e rimedi della pediatra

Le coliche infantili (anche dette coliche gassose) rappresentano uno dei più frequenti disturbi nei primi tre mesi di vita.

A caratterizzarle è un pianto intenso e inconsolabile, apparentemente privo di una ragione: non c’è (spesso) una malattia a giustificarle né tanto meno è (sempre) «colpa» della fame.

Al momento non è ancora chiaro cosa le scateni, ma tra i falsi miti più duri da scalfire c’è quello che vede la dieta della mamma in grado di condizionare (o meno) la comparsa delle coliche.

Cosa c’è di vero, a riguardo? Le evidenze scientifiche sono poco solide per poter raccomandare alcune variazioni nelle scelte alimentari della puerpera. L’indicazione, anche nel corso dei primi mesi di allattamento al seno, rimane pertanto quella di seguire una dieta varia ed equilibrata, che non contempi esclusioni «categoriche».


Così dal pianto del neonato si capisce se ha le coliche

20-05-2019 COLICHE GASSOSE: DI COSA SI TRATTA?

Le coliche generalmente compaiono già nelle prime settimane di vita e nel 90 per cento dei casi si risolvono spontaneamente entro i tre mesi di vita del neonato. Per riconoscerle, si utilizzano i i criteri di Wessel, nello specifico la «regola del 3».

Si può parlare di colica quando un neonato piange più di tre ore al giorno, più di tre giorni alla settimana, per oltre tre settimane.

 Il pianto che accompagna la colica si riferisce a un dolore addominale acuto e improvviso, prevalentemente serale: accompagnato da agitazione, arrossamento del volto, tensione addominaleflessione degli arti inferiori sull’addome e meteorismo. Come noto, le coliche infantili costituiscono uno dei disturbi più comuni nei primi mesi di vita, con una prevalenza variabile dal 3 al 40 per cento. E rappresentano un motivo di allarme e preoccupazione per molti genitori che, di fronte al pianto inconsolabile di un bambino, non sanno come comportarsi. Anche perché, benché la ricerca sia attiva, le cause del disturbo sono ancora sconosciute. Tante ipotesi e poche certezze. La più ovvia è che le coliche siano dovute all’eccesso di gas prodotti dai batteri intestinali o ingeriti fino all’ultima parte dell’apparato digerente. I riscontri scientifici, però, sono deboli per trasformare questa congettura in una certezza. Da qui il proliferare di altre ipotesi, che vanno dalla presenza di disturbi della motilità intestinale a un particolare assetto del microbiota. Fino alla possibilità che il neonato abbia un’allergia alle proteine del latte. Soprattutto le ultime due supposizioni, spesso portano la mamma a sentirsi in «colpa». Può la sua dieta incidere sulla comparsa delle coliche nel neonato? 

LA DIETA DELLA MAMMA E LE COLICHE DEL NEONATO

Risposta negativa, per il momento. «La scienza dà pochi riscontri a riguardo», conferma Francesco Savino, responsabile dell’unità subintensiva allargata della prima infanzia dell'ospedale Regina Margherita di Torino, tra gli autori di una revisione Cochrane che ha fatto chiarezza sul tema.

 «Sebbene queste siano tra le domande più frequenti che riceviamo dai genitori alle prese con le coliche dei neonati, le evidenze attuali non suggeriscono alcuna modificazione della dieta della mamma durante l'allattamento al seno».

I dati disponibili derivano da studi piccoli, con diverse limitazioni e risultati non sempre concordanti. «Una donna che allatta può mangiare tutto, con moderazione. Non è necessario che escluda alcun alimento in maniera preventiva.

Una dieta di esclusione, in accordo con il pediatra, può al massimo essere intrapresa nel momento in cui si manifestano sintomi riconducibili alle coliche. In questo modo, dopo un paio di settimane, si può valutare l'eventuale beneficio determinato dalla rinuncia ad alcuni alimenti».

Che – è bene ribadirlo – lo si può osservare soltanto se alla mamma viene suggerito di eliminare alimenti fino a quel momento consumati con dosi e frequenze eccessive.

Cautela nell'uso della fitoterapia nei bambini

LATTE, FORMAGGI E LEGUMI: SI O NO?

Tra le categorie di alimenti che più spesso risultano temuti dalle donne, ci sono soprattutto il latte, i formaggi e i legumi. I prodotti di origine animale possono essere causa delle coliche soltanto nel caso in cui il mal di pancia del neonato derivi da un'allergia alle proteine del latte.

In questa situazione, riconducibile all'incirca a 1 caso su 4 di colica del neonato, il passaggio di proteine alimentari intatte attraverso il latte materno (in particolare della b-lattoglobulina) può innescare il malessere.

L'esclusione di latte e formaggi può rappresentare la soluzione per quelle donne allergiche o che annoverano casi di questo tipo all'interno della propria famiglia. La rinuncia deve riguardare il latte, i latticini, lo yogurt e i formaggi stagionati.

L'unica eccezione può riguardare il parmigiano, al cui interno le proteine risultano già digerite.

Nel caso in cui le coliche siano frequenti e intense, un'altra indicazione rimanda alla rinuncia ad altri alimenti che spesso causano allergia: è il caso della soia, delle uova, della farina, delle nocciole, dei pinoli e del pesce.

Cautela viene raccomandata anche nei consumi di cioccolato (in tutte le forme). Quanto ai legumi, «non è vero che la donna deve rinunciarci per tutti i mesi in cui allatta al seno – chiarisce Savino -. Alimenti quali fagioli, piselli, ceci, lenticchie, fave rappresentano una fonte di vitamine e proteine vegetali, di cui c'è bisogno sempre: e a maggior ragione quando si allatta un neonato». 

Acqua e latte: ai bambini (fino ai 5 anni) non servono altre bevande 
 

LA SCELTA DEL LATTE FA LA DIFFERENZA? 

Il documento pubblicato nel 2018 sulla Cochrane Library evidenzia che l'incidenza delle coliche gassose non varia tra i bambini allattati al seno e quelli nutriti con il latte artificiale.

Motivo per cui, se si ha un figlio che ne soffre e che riceve il nutrimento dalla mamma, non è il caso di correre in farmacia per modificare la dieta del neonato. Né, in caso di ricorso alla formula, è indicata la ricerca di prodotti diversi da quelli fino a quel momento assunti.

 Per la stessa ragione, non è il caso di virare sulle bevande di origine vegetale. Nessuna maggiore utilità deriverebbe dal ricorso agli idrolisati spinti (di origine animale e vegetale), utilizzati (su indicazione medica) nei bambini allergici alle proteine del latte. Né ai latti in formula a basso (o nullo) contenuto di lattosio.

 «Non ci sono dati che evidenzino un effetto peggiorativo delle coliche determinato dall'allattamento al seno – aggiunge Savino -. Motivo per cui le mamme che nutrono il proprio bambino devono essere incoraggiate a farlo per non perdere una corretta abitudine, immaginando di poter così risolvere il malessere del neonato».

Tutt'al più, può essere indicata una correzione della dieta materna (per rispettare gli apporti di calcio, vitamina D e ferro), la cui efficacia dovrà essere valutata a posteriori (sulla base della persistenza delle coliche). 

COME SI CURANO LE COLICHE GASSOSE?

Non esiste, al momento, una terapia in grado di risolvere i sintomi della colica gassosa in un neonato. Le manifestazioni tendono a regredire e a scomparire una volta raggiunta i tre mesi (se persistono, è il caso di interpellare il pediatra per valutare la presenza di altre problematiche).

Come comportarsi, nel frattempo? Nessuno dei farmaci utilizzati (a partire dal simeticone) si è finora dimostrato efficace negli studi finora condotti.

Ragion per cui «l’utilizzo della terapia farmacologica deve essere limitato e riservato a casi individuati dal pediatra come necessari e per brevi periodi», aggiunge lo specialista.

Possono invece avere un’utilità – senza conseguenze per il neonato – alcuni rimedi non farmacologici (cantare una ninna nanna, utilizzare un succhiotto, accertarsi che il neonato non abbia fame, tenerlo in braccio e dondolarlo).

È vero che gli alimenti probiotici fanno bene all'intestino?

PROBIOTICI E FITOTERAPIA

Tra questi, può tornare utile la supplementazione con alcuni probiotici (a base di Lactobacillus reuteri) e l’utilizzo di alcuni fitoterapici a base di finocchio, camomilla e melissa. Savino ricorda però che «è importante evitare il fai-da-te: per la difficoltà nello standardizzare il dosaggio delle varie componenti e per l’interferenza che questi prodotti potrebbero avere con la normale nutrizione del lattante».

Sostieni la ricerca sui tumori pediatrici con una donazione

Источник: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/pediatria/allattamento-la-dieta-materna-puo-provocare-le-coliche-nel-neonato

Coliche del neonato: cause, rimedi, farmaci

Coliche del neonato, cibi da evitare, cause e rimedi della pediatra

Coliche del neonato o crisi di pianto inconsolabile? Quali sono le cause, i rimedi e le soluzioni? Quali farmaci possono essere utilizzati?

Coliche del neonato

Le coliche del neonato sono un disturbo che colpisce circa il 10% dei lattanti nei primi mesi di vita e che stressa molto i genitori, che si sentono impotenti di fronte al pianto inconsolabile del proprio figlio. Le cause delle coliche gassose non sono ancora ben chiare, ma esistono accorgimenti che possono dare sollievo al piccolo. Nell'attesa che, dopo i tre-quattro mesi di età, cessino da sole.

vai alla gallery

Il piccolo è scosso da un pianto inconsolabile, si contrae e sembra che abbia un forte mal di pancia: le coliche del neonato sono un fastidio che spesso coglie i genitori di sorpresa….

“Non bisogna pensare alle coliche ogni volta che il neonato piange” dice Arrigo Barabino, primario di gastroenterologia pediatrica presso l'Ospedale Gaslini di Genova. “Nei neonati un pianto, che si prolunga anche per due ore al giorno, è da considerare fisiologico e fa parte del normale sviluppo.

Anche i sintomi hanno caratteristiche ben precise: all'improvviso il bambino, senza alcuna causa scatenante, comincia a essere irrequieto e a strillare, diventa pallido o addirittura cianotico, stringe i pungi, flette le gambe sull'addome. Neanche il seno della mamma o il succhiotto spesso riescono a dargli consolazione. Tra una crisi e l'altra può calmarsi, addormentarsi, emettere un flato, che gli procura sollievo momentaneo.

Di solito (ma non è una regola assoluta) le crisi sono più frequenti nelle ore serali se il bambino è allattato al biberon, mentre nei piccoli allattati al seno possono manifestarsi in qualunque momento della giornata. (Leggi anche: 10 + 1 consigli per calmare le coliche del neonato)

Le coliche cominciano a manifestarsi in genere verso la 4-5 settimana di vita, ma sono autolimitanti, ossia si riducono spontaneamente dopo i 3 mesi, fino a cessare del tutto.

Prognosi

La prognosi delle coliche gassose è buona per quanto riguarda il sintomo in sé stesso, anche se alcuni studi hanno dimostrato che il lattante con coliche abbia un rischio aumentato di presentare nel primo anno di vita dei disturbi del sonno, dell'attenzione e dell'umore per cui può essere definito di temperamento “difficile”. (Leggi anche 11 consigli per calmare le coliche del neonato)

Le cause delle coliche

“Sulle cause delle coliche sono state fatte numerose ipotesi, ma ancora oggi non abbiamo certezze” dice Barabino.

  • “Una prima ipotesi è quella psico-relazionale, secondo la quale alla base delle coliche ci sarebbe un alterato rapporto mamma-bambino. In effetti le coliche gassose si presentano maggiormente nei primogeniti e nelle classi sociali più elevate, con mamme più apprensive o iperprotettive e possono scomparire se il bambino è affidato alle cure di terzi. Inoltre vi è maggior rischio nelle madri single, depresse o che hanno vissuto con ansia la gravidanza. Tuttavia studi psicologici condotti a lungo termine su tali famiglie non hanno portato a conclusioni ben definite al riguardo.
  • Un'altra teoria chiama in causa l'eccessiva presenza di gas nelle anse intestinali (da qui il nome di coliche gassose), determinata o da eccessiva ingestione di aria col pasto o da produzione di aria intestinale. In effetti alla visita pediatrica l'addome si presenta molto espanso e meteorico, ed in genere l'eliminazione di gas porta beneficio, anche se transitorio. Tuttavia non vi è una chiara dimostrazione che il bambino con le coliche abbia più aria nell'intestino rispetto al bambino senza coliche.
  • Poi c'è la teoria di una eccessiva dinamica della peristalsi. I bambini che soffrono di coliche cioè avrebbero delle contrazioni intestinali più intense a causa di una produzione maggiore di un ormone chiamato motilina (i cui livelli sembrano variare in rapporto all'alimentazione e all'esposizione passiva al fumo di sigaretta). Tale ipotesi è suffragata dal fatto che alcuni lattanti con coliche rispondono positivamente a farmaci antispastici.
  • Altre ipotesi chiamano in causa l'allergia alimentare al latte vaccino, non solo a quello del latte artificiale, ma anche alle piccole quantità di latte vaccino che passano attraverso il latte materno.

Che cosa fare se il bebè ha le coliche

La prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra, che, dopo aver visitato il bambino ed aver escluso altre cause, potrà rassicurare i genitori spiegando loro che:

  • il bambino sta bene e cresce bene: le coliche infatti non comportano rischi per la salutee non compromettono la crescita del lattante;
  • si tratta di un problema maturazionale del neonato e si risolvono spontaneamente dopo i 3 mesi di vita;
  • le coliche non sono indice di scarso affetto o scarse attenzioni da parte della mamma.

Tranquillizzare i genitori, e soprattutto la mamma che trascorre col bambino molto più tempo, è il primo passo per affrontare le coliche nel modo giusto” spiega Barabino.

“Spesso infatti di fronte ad un pianto così inconsolabile e stressante la mamma si sente nervosa e frustrata e le prova di tutte: prova a modificare la sua alimentazione, tenta di cullarlo e calmarlo, lo attacca al seno (o al biberon) continuamente, molte volte guidata e consigliata da parenti e amici (compreso il papà), che la fanno sentire giudicata e inadeguata. Il rischio? Che si crei un circolo vizioso: il bebè infatti capta subito se nell'aria c'è tensione e preoccupazione e quindi potrebbe mostrarsi ancor più irrequieto e implacabile. Viceversa, un atteggiamento sereno e tranquillo diminuisce la tensione mamma-bambino e infonde sicurezza e serenità al piccolo, che potrebbe quietarsi più facilmente”.

E se fosse colpa del latte?

Tra i colpevoli delle coliche viene chiamata in causa anche l'allergia alimentare. “Ha senso sospettare un'allergia solo se sulla cute compare un'eczema e se c'è almeno un familiare di primo grado con accertata allergia” dice Barabino.

“Se la mamma allatta al seno il suo bambino, si consiglia di solito una dieta di eliminazione, che prevede di togliere non solo il latte e i suoi derivati, ma anche altri alimenti potenzialmente allergizzanti, come uova, pesce, frutta secca.

Si è visto che effettivamente in questo modo c'è una riduzione del tempo di pianto, ma non è un beneficio sufficiente a giustificare una dieta così spinta, che a lungo andare provoca carenze nell'alimentazione materna.

Non è invece assolutamente dimostrato che l'assunzione da parte della mamma di alimenti come i legumi o certi tipi di ortaggi, come i cavolfiori, favoriscano le coliche gassose”.

Coliche e neonato allattato al biberon

Se il bambino è allattato al biberon, per alleviare le coliche si possono provare latti più digeribili, con basso contenuto di lattosio, proteine lievemente predigerite e una discreta quantità di prebiotici, come i galattoligosaccaridi e fruttoligosacaridi (sigle GOS e FOS), e ricchi di grassi come l'acido betapalmitico, sostanze presenti naturalmente nel latte umano, che favoriscono la produzione di una flora intestinale simile a quella che si produce con il latte materno e rendono più morbide le feci, facilitando l'evacuazione. Per questo motivo sono utili anche in caso di stitichezza.

Se invece si sospetta un'allergia di tipo alimentare, si può arrivare a formule dietoterapiche, in cui le proteine sono idrolisate, cioè 'spaccate' in tanti piccoli pezzi in modo da neutralizzare il loro potere allergizzante. I loro lati negativi? Sono piuttosto costosi e dal sapore non proprio buono. Si può fare un tentativo di circa 2 settimane; se le coliche regrediscono si continua con tale latte, se non si modificano si ritorna alla formula di partenza.

7 consigli e possibili rimedi per alleviare le coliche del bambino

Ecco alcuni consigli pratici che possono rivelarsi utili, se non a eliminare le coliche, ad alleviare i disturbi del piccolo e ridurre le crisi di pianto:

  1. Favorire il contenimento. Abbracciare il bambino e fargli sentire il contatto fisico, ma anche favorire il contenimento nella culla, creandogli una specie di nido con un lenzuolo o un asciugamano arrotolati intorno a lui: è un modo per ricostruire l'ambiente protetto e circoscritto dell'utero materno, che spesso dà conforto al piccolo.
  2. Massaggi. Alcuni bambini provano sollievo se vengono cullati in posizione prona e si fanno dei piccoli massaggi alla pancia; in alternativa si possono mettere a pancia in giù sulle ginocchia, dando piccoli (e delicati!) colpetti sulla schiena.
  3. Ridurre le stimolazioni sia visive che acustiche: no alla luce eccessiva e ai rumori troppo forti, che possono irritare ulteriormente il bambino.
  4. Le tisane. In alcuni casi si rivela utile somministrare tisane a base di camomilla, verbena, menta, liquirizia, finocchio: meglio però chiedere il parere del pediatra ed evitare di acquistare di propria iniziativa dei mix di erbe, che possono avere dosaggi non adeguati ai neonati. È bene inoltre ricordare che qualunque tisana può interferire con l'allattamento, poiché potrebbe indurre un finto senso di sazietà che può ridurre il numero di poppate (e alterare di conseguenza la produzione del latte se il bambino è allattato al seno!) Inoltre non devono essere zuccherate.
  5. Fare un giretto in macchina. Ebbene sì, il classico giretto in macchina per quietare il bambino molte volte funziona, meglio ancora delle passeggiate in carrozzina. Tanto vale provare!
  6.  Il sondino. Può essere d'aiuto se il bambino non riesce ad andare di corpo regolarmente, e questo può succedere se è presente un piccolo tappo di feci oppure se il bambino non riesce a coordinare la spinta con la dilatazione dello sfintere anale esterno (praticamente stringe lo sfintere quando fa la spinta). La mamma può accorgersene perché nota che il piccolo prova a spingere, diventa rosso in volto per lo sforzo ma non riesce a scaricarsi. Nel primo caso il sondino è utile perché toglie il tappo e consente al bambino di liberarsi; nel secondo aiuta a dilatare lo sfintere. L'importante è non esagerare con l'uso del sondino, altrimenti il bambino si abitua e non riesce ad evacuare più spontaneamente.
  7.  Sconsigliati invece i microclismi con glicerina, efficaci se c'è anche stitichezza, ma controindicati se usati per lungo tempo perchè irritano lo sfintere anale rendendolo ancor più spastico.

Quali sono i farmaci anti-coliche?

Ci sono vari farmaci che vengono proposti per alleviare le coliche gassose, ma non sempre sono indicati o efficaci:

  • Simeticone. È un farmaco da banco innocuo, da sempre prescritto per le coliche, in linea con l'ipotesi che attribuisce tale disturbo ad una maggiore presenza di gas nell'intestino: ha infatti azione antimeteorica, poiché rompe le bolle d'aria e le rende più piccole. Dal punto di vista clinico però l'efficacia si è dimostrata piuttosto scarsa.
  • Antispastici. Il più utilizzato è il cimetropio-bromuro. In alcuni casi può funzionare, in altri no, ma a differenza del simeticone non è esente da effetti collaterali, come stipsi o sonnolenza e comunque gli studi condotti sui bambini sono ancora pochi.
  • Probiotici. Se ne parla sempre più spesso, ed effettivamente ci sono studi interessanti, condotti dalle università di Bari e Torino, sull'uso dei probiotici, e in particolare sul lactobacillus reuterii, per alleviare le coliche. Nei bambini affetti da coliche infatti sembra che ci sia un dismicrobismo, ossia un'alterazione della flora batterica intestinale, che il probotico aiuterebbe a ripristinare, in più aiuterebbe ad accelerare lo svuotamento gastrico ed agire favorevolmente sulla motilità intestinale.

(Consulenza: prof. Arrigo Barabino, primario di gastroenterologia pediatrica presso Ospedale Gaslini di Genova)

E il video su come fare il massaggio per alleviare le coliche al neonato

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/cura-e-salute/coliche-che-cosa-fare

Coliche neonato: sintomi, cause e rimedi

Coliche del neonato, cibi da evitare, cause e rimedi della pediatra

Le ragioni del pianto inconsolabile nei lattanti; il rischio di coliche; l’intervento del pediatra.

Finalmente, hai coronato il tuo sogno di diventare mamma o papà. Sai bene che non sarà affatto una passeggiata e che il tuo piccolo richiederà tante cure e attenzioni.

Nei mesi che precedevano il parto, tu e il/la tuo/a partner avete cercato più informazioni possibili a riguardo, in modo da arrivare preparati alla nascita, vivere serenamente la genitorialità e assicurare al bambino tutto ciò di cui ha bisogno.

Per non parlare delle innumerevoli raccomandazioni fatte da nonne, mamme, parenti, amici e conoscenti che ci sono già passati.

Uno dei primi interrogativi che ti sei posto/a riguarda il pianto del neonato. Come interpretarlo? Devi sapere che un bimbo piange per molteplici motivi, in particolare per fame; qualche disturbo o dolore; coliche; disagio; noia; eccesso di stimolazioni; luci e rumori eccessivi; caldo.

Di solito, il bambino piange circa 60-90 minuti al giorno durante le prime 3 settimane di vita. Ogni giorno alla stessa ora. Non c’è alcun tipo di consolazione che tenga e questo è del tutto normale. Nelle settimane successive, come precisa il ministero della Salute, il pianto può aumentare di 2-4 ore al giorno, e poi, gradualmente, decrescere intorno ai 3 mesi di età.

Ma che succede se il piccolo piange o urla e solleva le gambine per dolore? Si tratta di coliche. A cosa sono dovute? Come intervenire? Che relazione c’è tra coliche e allattamento?

Prosegui nella lettura del mio articolo per saperne di più sulle coliche del neonato: sintomi, cause e rimedi. A seguire troverai l’intervista al dr.

Francesco Valitutti (pediatra gastroenterologo), dirigente medico di I livello di Pediatria presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno e membro dello Special Interest Group per lo studio della Celiachia dell’European Society of Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition.

Dopo l’intervista, ti parlerò di un’interessante pronuncia giurisprudenziale.

Cosa sono le coliche del lattante?

Con l’espressione «coliche del lattante» si descrive il pianto eccessivo senza una ragione apparente, in assenza di problemi di salute.

Secondo la definizione più corretta, il lattante che ne è affetto, di età inferiore ai 3 mesi, piange per almeno 3 ore al giorno per almeno 3 giorni a settimana (regola del 3x3x3). Colpisce indifferentemente sia i maschi che le femmine.

È una situazione clinica benigna che, però, mette a dura prova non tanto il bambino, ma soprattutto i suoi genitori ed il loro rapporto con il pediatra.

Come capire se il neonato ha le coliche?

Il pianto è il primo strumento di comunicazione che il bambino ha con il mondo esterno: non va certo sottovalutato, ma neanche sopravvalutato.

Oltre ad esprimere stimoli dolorosi, il pianto può essere espressione di un disagio termico, nutrizionale (fame, iperalimentazione), relazionale, circadiano (sonno/veglia).

Ovviamente, la caratteristica principale delle coliche del lattante è l’apparente inconsolabilità del bambino e la remittenza del pianto dopo un breve periodo di tempo.

Proprio le tempistiche di esordio/scomparsa, in presenza di un bambino che si alimenta senza problemi, che cresce regolarmente, che non ha altri disturbi (es. sonnolenza, inappetenza, vomito, difficoltà respiratoria, febbre) e che ha un esame obiettivo normale alle visite mediche, permettono di etichettare correttamente le coliche del lattante.

Il pianto delle coliche può durare fino a un massimo di due ore consecutive, sebbene spesso duri molto di meno. Gli episodi si risolvono nella quasi totalità dei casi entro i tre-quattro mesi di età.

Quando si manifestano le coliche nei neonati?

Si manifestano generalmente dalla nascita fino ai 3-4 mesi di vita. Per ragioni non chiarite si presentano più frequentemente durante le ore notturne.

Quali sono le cause delle coliche nei neonati?

La causa delle coliche non è ben compresa, probabilmente rappresentano un percorso con numerosi fattori contribuenti. Le cause proposte sono gastrointestinali, biologiche (genetiche e maturative, cioè relative all’età) e psicosociali.

Si pensa comunemente che le coliche siano un disturbo esclusivamente gastrointestinale, come l’etimologia della parola vorrebbe appunto indicare. Tuttavia, potrebbero essere gastrointestinali solo alcuni tasselli dell’intero mosaico clinico.

La scarsa o l’eccessiva alimentazione, la mancata eruttazione e l’ingestione di aria durante le poppate sono state descritte come possibili agenti causali, sebbene le evidenze scientifiche al riguardo siano ancora poco definitive.

Un sottogruppo di lattanti con coliche può nascondere un’allergia alle proteine del latte vaccino (alla caseina o alle sieroproteine).

Una revisione sistematica di alcuni studi con campioni non molto numerosi suggerisce che – in casi selezionati – una dieta ipoallergenica per le madri che allattano o i latti formulati con proteine idrolizzate (predigerite) possono ridurre il disagio nei bambini con coliche.

Un’altra ipotesi – seppur ancora contraddittoria – riguarda la possibilità che le coliche siano la conseguenza di un’alterata motilità intestinale secondaria ad un presunto squilibrio del sistema nervoso autonomo ancora immaturo.

Le alterazioni del microbiota intestinale (quella che un tempo veniva designata come flora batterica intestinale) potrebbero avere un ruolo nelle coliche infantili.

Diversi studi osservazionali hanno dimostrato differenze nel microbiota intestinale di lattanti con coliche e lattanti di controllo; inoltre, studi clinici sperimentali hanno confrontato il trattamento con Lattobacillus reuteri (un probiotico) in lattanti esclusivamente o prevalentemente allattati al seno dimostrando che nel gruppo trattato si evidenziavano meno episodi di pianto quotidiano rispetto al gruppo placebo.

Inoltre, il fumo durante la gravidanza o nel post partum è stato associato ad un aumentato rischio di coliche.

Altri studi hanno invece sottolineato come le coliche del lattante possono essere una manifestazione precoce dell’emicrania nella successiva adolescenza: l’emicrania, infatti, sembra essere più comune negli adolescenti con storia di coliche infantili.

Infine, non va sottovalutato il contesto familiare. È comunque il genitore a percepire il problema e quantificarlo in termini di impatto sulla quotidianità familiare. E non va dimenticato che alcuni studi segnalano come l’ansia e la depressione genitoriale possano addirittura influenzare il lattante rendendolo più propenso ad episodi di coliche.

Ci sono rimedi farmacologici per le coliche dei neonati?

Non esistono rimedi farmacologici comprovati. Sicuramente, da evitare è l’iperalimentazione e far assumere sempre al bambino posizioni confortevoli. Spesso, viene consigliato l’utilizzo di simeticone, agente assorbente nei confronti dell’aria in eccesso nell’intestino, ma anche a questo riguardo le evidenze scientifiche sono molto deboli.

Solo in casi molto selezionati e sotto supervisione medica, una dieta ipoallergenica per le madri che allattano o i latti formulati con proteine idrolizzate (predigerite) possono ridurre il disagio nei bambini con coliche. Ad ogni modo, in assenza di risposta dopo 7-10 giorni di prova, tale strategia andrebbe sospesa.

La supplementazione con Lattobacillus reuteri (un probiotico) in lattanti esclusivamente o prevalentemente allattati al seno potrebbe avere una qualche efficacia nel ridurre gli episodi.

Quali sono i rimedi naturali per le coliche dei neonati?

La migliore terapia naturale è il counselling dei genitori che devono essere rassicurati dal pediatra sulla benignità e transitorietà del fenomeno. Sicuramente da evitare sono l’iperalimentazione e far assumere sempre al bambino posizioni poco confortevoli.

Rimedi omeopatici o erboristici non sono raccomandabili in quanto mancano evidenze scientifiche. In aggiunta, l’assunzione di altre bevande (es tisane) diverse quindi dal latte materno è fortemente sconsigliata in quanto il fabbisogno calorico deve a quest’età coincidere con quello di liquidi.

Da tener presente poi che eventuali contaminanti (tossici o batterici) di preparazioni artigianali, omeopatiche o erboristiche, potrebbero essere sicuramente più pericolosi nei lattanti.

Esistono delle posizioni che possono aiutare a far passare le coliche?

Cullare il bambino ed i cambi di posizione vanno incoraggiati durante i pianti parossistici delle coliche.

Ad ogni modo, ciascun cambio posizionale deve essere sempre effettuato con la massima gentilezza, senza rischiare di provocare anche minimi traumatismi.

Assolutamente da evitare è la posizione a pancia in giù specie durante il sonno, per il rischio di morte improvvisa in culla.

Può essere utile eseguire massaggi per far calmare le coliche?

Massaggi e manipolazioni osteopatiche sono prive di evidenza scientifica. Se le possibilità di fare del bene al piccolo con questi strumenti sono dubbie, quello di nuocergli rimangono invece potenzialmente presenti.

Che relazione c’è tra coliche e allattamento? 

Il latte materno è il miglior alimento possibile per il lattante, anche quello che soffre di coliche.

Quali alimenti evitare durante l’allattamento?

La dieta materna durante l’allattamento dovrebbe essere caloricamente congrua, con un introito di acqua di circa 2,5 lt al giorno. La dieta materna deve essere varia ed equilibrata.

Sebbene anche a questo riguardo le evidenze a favore o contrarie a modifiche dietetiche della madre siano controverse, andrebbero evitati gli alimenti fortemente speziati e andrebbero ridotto il consumo di alimenti altamente fermentescibili (tipo aglio e cipolla).

Quali sono i falsi miti che accompagnano la presenza delle coliche nei neonati?

Alcuni falsi miti sicuramente da sfatare sono:

  • che l’allattamento al seno o la dieta materna siano la causa delle coliche;
  • che le coliche siano necessariamente risolte dall’eruttazione o dalla flatulenza;
  • che bruschi movimenti sussultori possano risolvere le coliche.

È possibile prevenire le coliche nei neonati?

Purtroppo, ad oggi, non ci sono interventi profilattici adeguati per prevenire l’insorgenza delle coliche. Sicuramente, un ambiente familiare sereno e disteso può contribuire a non favorirne la comparsa.

 È importante che i genitori prendano del tempo di relax per loro stessi, per affrontare meglio lo stress conseguente alla gestione del bambino con coliche, alternandosi o se necessario facendosi aiutare da persone care (es.

nonni) con cui condividere in parte l’esperienza emotiva-relazionale della genitorialità.

Il dovere del pediatra

Dopo aver approfondito il tema delle coliche nei lattanti nell’intervista al dr. Francesco Valitutti, a seguire ti parlerò di un’interessante sentenza della Corte di Cassazione.

Partiamo da un’importante premessa: il codice di deontologia medica impone al medico [1], oltre al dovere di un intervento terapeutico appropriato, anche quello del sollievo della sofferenza, tenendo presente che la salute deve essere intesa come benessere fisico e psichico, implica anche il dovere di rassicurazione dei genitori di piccolissimi pazienti.

La Corte di Cassazione [2] ha analizzato un caso in cui il pediatra, chiamato per uno stato febbrile di un bambino, si è limitato a dare consigli telefonici, senza percepire il bisogno di rassicurazione dei genitori che dalla visita domiciliare sarebbe stato soddisfatto. Pertanto, in tal caso, si considera violato l’articolo 3 del codice di deontologia medica.

[1] Art. 3 codice di deontologia medica.

[2] Cass. civ. sez. III n.10389 del 30.07.2001.

Источник: https://www.laleggepertutti.it/445115_coliche-neonato-sintomi-cause-e-rimedi

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: