Coco, il nuovo film della Disney Pixar, dal 28 dicembre al cinema

«Coco», il nuovo film di Natale della Pixar | TV Sorrisi e Canzoni

Coco, il nuovo film della Disney Pixar, dal 28 dicembre al cinema

Esce nelle sale italiane il 28 dicembre e ci porta in Messico, nel bel mezzo dei festeggiamenti per il Día de los Muertos. Ecco i motivi per cui correre al cinema

“Coco” Giulia Ausani 21 Dicembre 2017 alle 16:53

Negli Stati Uniti è uscito a novembre e ha riscosso subito successo tra grandi e piccini: parliamo di «Coco», nuovo film Pixar che arriverà nelle sale italiane il 28 dicembre.

Si tratta del primo film della famosa casa di produzione americana con protagonisti messicani e, non a caso, nel giro di poche settimane è diventato il film con il più alto incasso al botteghino nella storia del Messico.

La trama

«Coco» ci porta nel villaggio messicano di Santa Cecilia, alla vigilia del Día de los Muertos, il Giorno dei Morti.

Qui troviamo Miguel Rivera, dodicenne che sogna di diventare un grande musicista proprio come il suo idolo, il grande Ernesto de la Cruz.

C'è solo un problema: in famiglia la musica è severamente proibita, perché, alcune generazioni prima, la trisnonna Imelda venne abbandonata dal marito che aveva deciso di girare il mondo e far conoscere a tutti la sua musica. 

Nel Día de los Muertos gli spiriti dei defunti possono visitare il regno dei vivi.

Per una serie di eventi, però, Miguel finisce nell'Aldilà: ha solo una notte per ottenere una benedizione e tornare tra i vivi, altrimenti sarà condannato a restare per sempre tra i defunti.

A causa della severità dello spirito di nonna Imelda, che è disposta a benedirlo solo se il trisnipote rinuncerà per sempre alla musica, Miguel si lancia alla ricerca di Ernesto de la Cruz, sperando di ottenere una benedizione proprio da lui.

Perché vederlo: una cultura affascinante

«Coco» vi conquisterà per la trama e i personaggi, certo, ma anche perché ci permette di conoscere una cultura come quella messicana, che di rado troviamo rappresentata sul grande schermo (nel 2014 è uscito «Il libro della vita», film d'animazione prodotto da Guillermo del Toro e incentrato sul Día de los Muertos proprio come «Coco»). 

I registi del film non solo sono andati più volte in Messico per essere certi di essere fedeli alla realtà, ma hanno anche chiesto aiuto a veri e propri consulenti culturali.

I festeggiamenti del Día de los Muertos che vediamo in «Coco», quindi, sono estremamente realistici: in Messico è una vera festa, con decorazioni dai colori sgargianti, musica e balli, gite al cimitero improntate più sulla gioia che sulla tristezza, in una festosa celebrazione del ricordo dei cari scomparsi. 

Molto fedeli alla realtà sono anche le ofrendas che vediamo nel film Pixar: dei veri e propri altari in onore dei defunti su cui si lascia del cibo in offerta (generalmente, i piatti che più amavano in vita).

Il ponte che gli spiriti usano per passare dal loro mondo al nostro è fatto di calendule di un vivace arancione: si tratta di calendule messicane che in patria sono note anche come “fiori dei morti”, perché vengono usati per decorare le tombe in occasione della festività.

Animazioni spettacolari

La Pixar riesce sempre a lasciare senza fiato per le sue animazioni, così curate e ricche di dettagli.

Succede anche in «Coco»: la città dei morti è a dir poco spettacolare, sviluppata in verticale e ispirata alla storia di Città del Messico, con torri che alla base presentano le antiche piramidi mesoamericane e in alto hanno invece la tipica architettura coloniale spagnola. Il tutto reso ancora più ipnotico da colori vivacissimi.

La città è popolata non solo dalle anime dei defunti, ma anche dagli alebrije, animali fantastici dai colori sgargianti. Sono loro gli animali guida dei morti e possono essere feroci così come giocherelloni. Anche Dante, il comicissimo cane randagio che segue Miguel in questa avventura, farà la loro conoscenza.

La città dei morti presenta elementi incredibilmente simili a quelli che conosciamo bene: ci sono degli addetti al check-in che decidono chi può visitare il regno dei vivi, una stazione (la cui architettura è ispirata al Palacio de Correos di Città del Messico) e persino un talent show. Il continuo via vai di spiriti rende poi la città brulicante di vita. E scusate il gioco di parole.

La musica

C'è tanta, tantissima musica in «Coco». Le canzoni del film sono state scritte dal compositore Michael Giacchino e sono perfettamente in linea con i toni del film e con la tradizione musicale di riferimento, quella messicana. Non a caso è proprio un mariachi a dare a Miguel un consiglio che poi metterà in moto tutta la vicenda.

Una storia adatta a grandi e piccini

Chi si preoccupa che il tema della morte sia troppo delicato per gli spettatori più piccoli, può stare tranquillo: è di certo molto presente, ma non viene affrontato in maniera drammatica, anzi è sempre tutto molto allegro, bene in linea con il tono festoso del Día de los Muertos.

I bambini adoreranno Miguel e seguiranno con divertimento le sue avventure, mentre gli adulti potranno rendersi maggiormente conto del messaggio di fondo del film: un invito a preservare il ricordo dei propri cari, perché sono i ricordi che noi abbiamo di loro a mantenerli in vita anche quando ormai non ci sono più.

Источник: https://www.sorrisi.com/cinema/film-in-uscita/coco-il-nuovo-film-di-natale-della-pixar/

Non è una novità: la Pixar ha quel tocco magico con cui riesce a farci commuovere ed emozionare con le avventure di un gruppo di giocattoli, con la storia d’amore tra due robot o persino con ciò che accade nella nostra testa.

Con Coco, poi, ha tentato l’impossibile: fare della morte la protagonista di un film d’animazione senza che questo lo rendesse meno accattivante per i bambini.

In Italia il film esce il 28 dicembre ma, a giudicare dall’enorme successo che ha già ottenuto negli Stati Uniti, sembra proprio che la Pixar sia riuscita nel suo intento.

Ci è riuscita soprattutto grazie all’ambientazione del film: Coco infatti ci porta in Messico, nel bel mezzo dei preparativi per il Día de Muertos, il Giorno dei Morti, che si celebra tra il 31 ottobre e il 2 novembre.

Si tratta di una festa particolarmente sentita, con musica, vivaci decorazioni, fiori dai colori brillanti (la calendula messicana viene anche chiamata Flor de Muerto per la sua associazione alla festa) e piatti tipici che vengono offerti ai defunti sulle ofrendas, altari allestiti dai familiari in onore dei cari scomparsi i cui spiriti, secondo la credenza popolare, possono visitare il mondo dei vivi proprio in queste giornate. In occasione del Día de Muertos è tradizione visitare i cimiteri e trascorrervi ore, magari organizzando un pic nic accanto alle tombe delle persone amate. Si tratta, insomma, di una vera e propria festa a tutti gli effetti, per celebrare con gioia il ricordo di chi non c’è più.

Coco: l’avventura di Miguel nel Regno dei Morti

Coco parte dallo spunto del Día de Muertos per raccontare la storia del giovane Miguel, aspirante musicista in una famiglia in cui la musica è bandita perché, diverse generazioni prima, la matriarca Imelda venne abbandonata dal marito, determinato a inseguire il suo sogno e diventare un cantante di successo. Deciso a partecipare a una gara canora in occasione della festa, Miguel si trova costretto a rubare la chitarra del celebre cantante e attore messicano Ernesto de la Cruz direttamente dal suo mausoleo.

Rubare ai morti è peccato, ed è un peccato ancora più grave se viene commesso proprio in occasione del Día de Muertos: Miguel si ritrova quindi catapultato nel Regno dei Morti, dove trova i suoi familiari defunti, e scopre di avere poche ore di tempo per riuscire a tornare nell’Aldiqua e non restare intrappolato per sempre tra i morti.

Il vero significato di Coco

È proprio qui che entra in gioco la magia di Coco.

L’avventura di Miguel per tornare a casa cela più di una riflessione e sembra quasi un pretesto per quello che è il vero tema portante del film (tant’è che il colpo di scena finale è tutto sommato scontato e prevedibile già dalla prima metà della pellicola): il legame con i propri cari e l’importanza del loro ricordo.

Senza scendere troppo nei dettagli per evitare spiacevoli spoiler, nel mondo dei morti Miguel scopre che neanche l’Aldilà è eterno. I morti infatti svaniscono se non c’è più nessun vivente che si ricordi di loro.

Nel film questo dà un’ulteriore svolta alla trama che appassionerà i bambini, mentre adolescenti e soprattutto adulti possono soffermarsi sul significato più profondo del film: la morte, per quanto inevitabile, non è definitiva, e i nostri cari non ci lasceranno mai davvero finché noi potremo mantenere vivo il loro ricordo.

Capita spesso di poter dare una lettura a più livelli dei film Pixar: di fronte alla toccante scena di Up che riassume la vita di Carl ed Elle fino alla morte di quest’ultima, un adulto reagirà diversamente rispetto a un bambino, perché vive la scena con una maggiore profondità e con una diversa sensibilità. In Coco succede lo stesso, ma ciò non toglie che anche i bambini sapranno apprezzare il film grazie a battute, gag e alla cura per le animazioni che da sempre sono ingredienti fondamentali dei film Pixar.

In effetti è difficile non restare a bocca aperta come Miguel di fronte allo spettacolo del regno dei morti, un vero e proprio microcosmo curato nel minimo dettaglio.

Check-in, uffici reclami, spettacoli teatrali e persino feste esclusive: quella dei defunti è una società speculare alla nostra, con agenti di polizia, impiegati pubblici e celebrità d’eccezione. Ci sono anche dei coloratissimi alebrije, animali-guida che attingono dalla tradizione messicana.

La Pixar ci aveva già lasciati a bocca aperta con il mondo di Inside Out, ma forse è quello di Coco l’universo più ricco di dettagli, grazie anche alla precisione con cui vengono animate le centinaia di abitanti dell’Aldilà.

La musica, gli alebrije, i colori sgargianti, le animazioni mozzafiato della città dei morti contribuiscono al fascino di Coco e completano un film che, nel celebrare i legami familiari e la loro inossidabilità oltre il tempo e la morte, è quasi una sorta di elaborazione del lutto, un invito a celebrare il ricordo di chi non c’è più invece di logorarsi per la perdita. Proprio come insegna il Día de Muertos.

Источник: https://www.illibraio.it/news/dautore/coco-709247/

Coco – Film (2017)

Coco, il nuovo film della Disney Pixar, dal 28 dicembre al cinema

Coco ci porta in un variopinto villaggio messicano, animato dai preparativi per il Dìa de Muertos e dalla musica delle orchestrine che inonda le strade.

Il dodicenne Miguel (Anthony Gonzalez nella versione originale) vorrebbe immergersi nei festeggiamenti strimpellando la sua chitarra sconquassata, ma sulla famiglia Rivera aleggia una maledizione che impedisce ai componenti di imbracciare strumenti musicali.

Il divieto, imposto decenni prima dalla bisnonna Imelda, non riesce a tenere Miguel lontano da corde e arpeggi. Né lo frena dal venerare e imitare le melodie del suo cantante preferito, il leggendario Ernesto de la Cruz.

Destinato a raccogliere l'eredità familiare ed entrare nel business delle calzature, il ragazzino preferirebbe incorrere nell'ira degli antenati piuttosto che incollare suole e lucidare scarpe per la vita.

Così, nel giorno della festa che celebra i defunti, trafuga la chitarra magica appartenuta al suo idolo e finisce in una dimensione tanto fiabesca quanto misteriosa. Il mondo dei morti appare come una gigantesca metropoli verticale: collegata da tram, regolata da uffici e sportelli, e popolata da arzilli scheletri luccicanti.

Miguel lo visiterà con la guida dell'affascinante spirito Hector (Gael García Bernal), alla scoperta del segreto che si cela dietro alla sua famiglia.

Segno dei tempi e dei confini sempre più sfumati tra Disney e Pixar: per Coco si spezzerà la tradizione pixariana di abbinare un cortometraggio Pixar all'esperienza in sala. Al suo posto ci sarà una vera e propria featurette Walt Disney Animation Studios di 21 minuti intitolata Frozen – Le avventure di Olaf, diretta dai veterani degli special televisivi Kevin Deters & Stevie Wermers. Nel minifilm Olaf e Sven s'impegneranno per garantire a Anna ed Elsa il Natale che non celebrano da anni (precisamente dalla perdita dei propri genitori). Pensato in origine come special natalizio per l'ABC, è stato arricchito e dirottato in sala, tramutandosi in un altro assaggio del Frozen 2 previsto per il 2019. Guardalo subito su Prime Video

Coco è il 19° lungometraggio animato Pixar, a 22 anni di distanza dal loro debutto in sala con Toy Story.

Immerso nella variopinta e musicale cultura messicana del Dìa de Los Muertos (tra l'1 e il 2 novembre), è nato da un'idea del suo regista Lee Unkrich nel 2010, più o meno nel periodo in cui stava terminando Toy Story 3, anche se la fase di animazione non è cominciata se non nel 2016.

Tra i primi membri della Pixar, Unkrich ha firmato molti classici come montatore, oltre ad aver mosso i primi passi nella regia come regista aggiunto – o co-regista – di Toy Story 2, Monsters & Co. e Alla ricerca di Nemo.

E' importante sottolineare che l'idea originale di Coco risale al 2010, perché inevitabilmente sono fioccati e fioccheranno paragoni con Il libro della vita (2014) di Jorge R.

Gutiérrez, quando la Pixar non sarà apertamente accusata di aver copiato il concept (Gutiérrez tuttavia non si è espresso contro Coco, anzi si è detto curioso di vedere il risultato).

Nel corso della lavorazione ci sono stati anche intoppi riguardanti un tentativo da parte della Disney di registrare il marchio “Dìa de los muertos”, con successiva petizione su Change.org per impedire alla major di apporre un trademark sul nome di una festività religiosa.

La Disney ha capitolato, approfittando dell'occasione per proporre un nuovo titolo internazionale (con l'eccezione del Brasile, dove è stato sostituito da “Viva”, per evitare una somiglianza pericolosa con “cocô”, parola volgare che in portoghese indica gli escrementi).

Anche se normalmente la Pixar non produce musical, e tecnicamente Coco non lo è, la musica svolge un ruolo tanto importante nella narrazione che nel lungometraggio ci saranno canzoni originali, composte da Germaine Franco, Robert Lopez e Kristen Anderson-Lopez (questi ultimi due responsabili dei brani di Frozen, tormentone “Let It Go” incluso). Queste canzoni saranno eseguite dai protagonisti in esibizioni all'interno del racconto.

La colonna sonora invece è a cura di Michael Giacchino, già vincitore di un Oscar per le musiche di Ratatouille, oltre che nomination per quelle indimenticabili di Up. In un abbraccio impetuoso della cultura messicana, in seguito anche a diversi viaggi di lavoro di Unkrich e del team, lo story artist Adrian Molina (che già si occupò degli splendidi titoli in 2D di Ratatouille) è stato nell'ultimo periodo della lavorazione promosso a coregista del lungometraggio per garantire uno sguardo interno alla cultura trattata.
Pixar e Disney nutrono speranze per Coco: nonostante Inside Out nel 2015 abbia dimostrato quanto possa essere ancora coinvolgente un soggetto originale lontano dai franchise e dalle saghe interminabili, l'esito zoppicante di Il viaggio di Arlo potrebbe rendere Inside Out l'eccezione che conferma la regola. Vada come vada, dopo Coco ci saranno comunque due sequel nel futuro pixariano: Gli Incredibili 2 (2018) e Toy Story 4 (2019).

Sommersi dai sequel che stanno annacquando quello che la Pixar rappresentava fino a una decina d'anni fa, è comprensibile ma non perdonabile commettere l'errore di lasciar affondare Coco nel pregiudizio.

Polemiche commerciali o razziali si sciolgono nell'arco di cinque minuti, lasciandoci con un racconto sentito, una costruzione cinematografica che travalica i paletti (autoimposti) dell'animazione ad alto budget attuale, e una cura stupefacente del dettaglio narrativo ed estetico.

In altre parole, un vero film Pixar, che si commenta solo dopo essersi ripresi dal primo, potente impatto emotivo. (Domenico Misciagna – ComingSoon.it)
Leggi la recensione completa del film Coco

Una delle tradizioni della Pixar è sempre stata quella di proporre un cortometraggio da lei prodotto come introduzione al nuovo film.

Con Coco questa consuetudine è venuta meno, perché a precedere la proiezione in sala è stata scelto la Disney con Frozen Le avventure di Olaf, preludio a Frozen 2.

I cortometraggi Pixar solitamente non superano i 5 minuti, la Disney, invece, si è spinta oltre, realizzando un corto di ben 21 minuti sul trio Olaf, Elsa e Anna.

Lo spettatore americano, entrato in sala, ha dovuto aspettare per circa 40 minuti l'inizio del film (20 minuti di trailer e altri 20 minuti di cortometraggio) con conseguenti lamentele da parte di molti.

La scelta di abbinare Olaf's Frozen Adventure a Coco ha alla base due differenti ragioni: il co-regista Adrian Molina ha dichiarato che è stato un tentativo di legare due storie sulla ricerca delle tradizioni familiari; oltre tutto, Lou, il corto prodotto dalla Pixar, era già stato inserito prima di Cars 3 e bisognava trovare un'alternativa. Forse non ci si aspettava che Coco avesse un così grande successo, dato che Lee Unkrich, regista del film, ha ammesso che per lui l'abbinamento con il prodotto Disney avrebbe dovuto significare un apporto maggiore di pubblico; peccato, però, che il risultato sia stato l'opposto!

Inutile dire che il minifilm su Olaf è stato rimosso dalle programmazioni americane di Coco.

Dal Nuovo Trailer Italiano del Film Coco:

Miguel: Ernesto De la Cruz, il più grande musicista di sempre…vorrei tanto essere come lui Hector: Se non torni a casa prima dell'alba, sarai bloccato qui…per sempre Mariaco: Ah ja jai, ti ho chiesto una lustrata, non la storia della tua vita!

Miguel: Scusi…

Dal Trailer Italiano del Film Coco:

Miguel: Lo so che non dovrei amare la musica, ma non è colpa mia! La musica è nelle mie vene! Abuelita: I musicisti sono egoisti e inaffidabili! Papà Miguel: Niente-più-musica…obbedirai alla famiglia! Miguel: Per tutta la vita ho sentito qualcosa, che mi rendeva diverso… Ernesto de la Cruz: Uno non può negare ciò che è realmente Hector: Ehi…che cosa fai? Miguel: Cammino come uno scheletro, per mimetizzarmi! Hector: No, gli scheletri non camminano così Miguel: Tu cammini così… Hector: Non è vero…Smettila!!

Miguel: Io e la mia famiglia saremmo anche un po' diversi, ma restiamo uniti..niente è più importante di coloro che ami

La storia di Coco si svolge durante il Dìa de los Muertos, il Giorno dei Morti messicano che si celebra dal 1 al 2 novembre con cibo, bevande e musica (non per la famiglia Rivera, direbbe Abuelita).

Festoni di Papel picado, bandierine di carta colorate, ricadono lungo i cornicioni e dai soffitti delle case, intorno alle ricche Ofrendas, cariche di cibo e offerte per i defunti.

Gli altarini imbanditi, allestiti nelle case, nelle chiese e persino nei cimiteri, prevedono almeno tre “gradini” o livelli di preparazione: su quello più alto viene posizionata l'immagine del defunto, incorniciata da così tanti fiori e caramelle che traboccano sul ripiano più in basso.

Qui un assortimento di oggetti vari che il parente amava in vita si mescola a cibi tradizionali come il pan dulce e il cosiddetto pan de muerto, pagnotte dolci con rilievi croccanti a forma di ossa. Sull'ultimo gradino infine, vengono allineati specchi e candele per guidare gli antenati nel loro viaggio verso l'aldilà.

Tra le decorazioni più amate dai bambini vanno ricordati i deliziosi calaveras, teschi di zucchero da ingoiare in un sol boccone per esorcizzare la morte e non averne mai paura.

Gli altari vengono poi abbelliti con bouquet di cempazuchitl, le calendule dorate che in Coco compongono il magico ponte tra il mondo dei vivi e il regno delle anime, e rappresentano il mezzo per tramandare una benedizione di famiglia.

Non solo le tradizioni dei “vivi” vengono rispettate e citate nel corso della narrazione, lo stesso aldilà è ispirato al gioioso folclore messicano: a cominciare dai defunti, ritratti come eleganti calacas, termine colloquiale per “scheletro”, usato anche per indicare le statuine decorate con corone di fiori che “vegliano” impettiti sulle ofrendas; per finire con i pittoreschi Alebrijes, creature fantastiche intagliate nel legno, dipinte nel film come sfavillanti spiriti guida (attenti a Pepita).

Ecco tutti i premi e nomination Oscar 2018

  • Premio miglior film d'animazione
  • Premio migliore canzone a Kristen Anderson-Lopez, Robert Lopez

Golden Globe – 2018

Ecco tutti i premi e nomination Golden Globe 2018

  • Premio miglior film d'animazione
  • Candidatura migliore canzone originale

BAFTA – 2018

Ecco tutti i premi e nomination BAFTA 2018

  • Premio miglior film d'animazione

Источник: https://www.comingsoon.it/film/coco/53804/scheda/

Coco, la recensione del film

Coco, il nuovo film della Disney Pixar, dal 28 dicembre al cinema

La Redazione di PianetaMamma ha visto in anteprima Coco, il nuovo film della Disney Pixar dal 28 dicembre al cinema. Un film coinvolgente ed emozionante sull'importanza dell'inseguire i propri sogni e celebrare il valore autentico della famiglia

Dicembre è il mese dell'attesa del Natale, delle luci che incantano e dei colori tra le decorazioni natalizie e le vetrine a festa che mettono allegria. E il Natale, che possa essere amato o odiato, è quel momento dell'anno in cui si riscopre il valore autentico, quello legato allo stare insieme ai propri cari, regalandosi momenti di allegria e intimità.

È tradizione per noi di PianetaMamma consigliare ogni anno un film da vedere a Natale con i propri figli, che possa lasciare loro un messaggio importante, o semplicemente possa essere un momento di spensieratezza, allegria e condivisione in famiglia.

E per il 2017, tra le proposte in uscita da non perdere, le nostre preferenze vanno a un piccolo gioiello della Disney-Pixar.

Coco, in sala dal 28 dicembre, è un film speciale che regala quelle emozioni semplici, ma intense e durature, legate a valori importanti da trasmettere a ogni bambino che diventerà un giorno un uomo.

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Coco, il film | Le foto di Coco, film della Disney Pixar

Coco parla dell'importanza di inseguire i propri sogni, ma è soprattutto un film affascinante dedicato alla famiglia, una famiglia come tante, come potrebbe essere la nostra, dove una nonna dolce e severa si preoccupa per il suo nipotino, e i genitori vorrebbero il meglio per i propri figli.

Un nucleo di persone unite non solo da un legame di sangue e per le quali le tradizioni sono importanti e devono essere rispettate, una famiglia come tante con rapporti intensi, belli, ma a volte complicati.

La famiglia determina il tipo di persone che diventeremo e ogni componente di essa, inclusi i nostri antenati, ha avuto un ruolo importante nella costruzione di una storia che è arrivata fino a noi, arricchendosi di generazione in generazione di nuovi elementi e tratti distintivi.

Ogni nucleo familiare è infatti un pozzo da cui attingere racconti di vita tramandati dai nostri cari, a cui si aggiunge anche la nostra storia che costruiamo giorno dopo giorno. Tanti pezzi colorati che vanno a formare con le loro sfumature un quadro unico.

E magari ascoltando il passato dei nostri antenati ci riconosceremo in una passione, un gesto, una particolarità del carattere. Proprio come Miguel, il protagonista di Coco, con il suo trisnonno.

E dal tema della famiglia ne scaturisce un altro quello della morte e dell'importanza di ricordare sempre i nostri cari perché hanno contribuito a delineare quello che siamo.

Trama

Il 19º lungometraggio della Pixar Animation Studios racconta la storia di Miguel, un bambino messicano che ama la musica, aspirante cantante e chitarrista autodidatta, che sogna di seguire le orme del suo idolo Ernesto de la Cruz, il musicista più famoso nella storia del Messico. Ma i suoi sogni sono in contrasto con il volere della sua famiglia e questo lo fa soffrire perché non riesce a trovare un equilibrio.

Ormai da generazioni la musica è severamente proibita nella famiglia di Miguel.

Molti anni prima, la sua trisnonna Imelda e il suo trisnonno si trovarono in un vicolo cieco: lei desiderava dedicarsi alla sua famiglia insieme al marito nel paesino di Santa Cecilia, ma lui non era intenzionato a mettere da parte il proprio sogno e così abbandonò la famiglia per diventare un musicista. Tramandato di generazione in generazione, il divieto di fare musica stabilito dalla trisnonna viene ancora mantenuto con severità, purtroppo per Miguel. Quando il bambino scopre un segreto legato al passato della sua famiglia, un legame con il famoso artista Ernesto de la Cruz, condivide subito la notizia con la sua famiglia pensando che ciò li convincerà a permettergli di diventare un musicista, ma con sua grande sorpresa e immenso dispiacere questo non farà che peggiorare le cose.

Miguel a questo punto si sente costretto a scegliere tra la sua passione per la musica e l'amore che nutre per la propria famiglia.

Vorrebbe condividere con loro il proprio talento, la sua gioia quando suona e canta, dimostrare che fare musica è bello, emozionante e può essere un mezzo per veicolare e tramandare la bellezza della propria cultura e delle tradizioni familiari.

Ma affronta la situazione nel modo sbagliato e durante una ricorrenza importante per la sua famiglia, prende una decisione importante che provocherà una serie di eventi che cambieranno il destino della sua vita e di quello dei suoi cari.

Per il Giorno dei Morti ogni casa messicana, e anche quella di Miguel, viene decorata con svariati elementi, tra cui un'elaborata ofrenda: un altare decorato con foto di famiglia, cibi preferiti e oggetti speciali dei familiari defunti.

Il Día de Muertos è come una grande riunione di famiglia che annulla la divisione tra i vivi e i defunti che vengono a visitare i propri cari lasciando temporaneamente la terra dell'Aldilà.

E proprio in questo giorno così importante, non di lutto, ma di celebrazione e ricordo dei propri cari, Miguel si ribella alle tradizioni di famiglia per inseguire i propri sogni.

Le sue azioni impulsive danno vita a una magica trasformazione che rende Miguel visibile soltanto ai defunti che sono venuti a visitare i loro parenti dalla Terra dell’Aldilà durante il Giorno dei Morti.

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Coco, il film | Le foto di Coco, film della Disney Pixar

Questo vivace e variopinto mondo parallelo è abitato da generazioni e generazioni di persone che molti anni fa lasciarono la Terra dei Vivi: tra loro ci sono anche gli antenati di Miguel, che lo riconoscono subito e si offrono di aiutarlo a patto che lui accetti di rinunciare per sempre alla musica. Ma Miguel non lo accetta e con l'aiuto di un astuto scheletro di nome Hector parte alla ricerca di Ernesto de la Cruz, che pensa possa aiutarlo a capire come mai la famiglia di Miguel abbia preso la strana decisione di bandire la musica. E in questo viaggio di scoperta delle sue origini e di affermazione della sua identità e dei suoi sogni, incontrerà anche la sua trisnonna e scoprirà una verità che cambierà il corso degli eventi. Ma non vogliamo spoilerare il finale e rovinarvi la sorpresa!

Ambientazione del film

In Coco il regista ha reso omaggio al Messico, al suo stile, la sua cultura, i suoi colori e le sue affascinanti tradizioni. C'è un'attenzione accurata ai dettagli e alla fotografia.

Viene sottolineata la differenza tra la Terra dei Vivi e la Terra dell'Aldilà in ogni elemento scenografico e stilistico del film.

Sebbene questi due mondi siano stati progettati per essere in diretto contrasto tra loro, il co-regista e sceneggiatore Adrian Molina afferma che essi condividono delle caratteristiche fondamentali.

Sono entrambi pieni di colori, musica e gioia – afferma. Sia i vivi sia i morti sono ottimisti e completamente devoti alle loro famiglie. Ogni scena riflette lo stato interiore del protagonista che è ancora più esaltato dalla scelta della musica, un elemento fondamentale in Coco.

Si nota, inoltre, uno studio approfondito del Messico sotto ogni aspetto, antropologico, culturale, geografico e artistico.

Miguel e la sua famiglia vivono a Santa Cecilia, un affascinante paesino dotato di una piazza centrale molto movimentata in cui gli abitanti si riuniscono.

L’aspetto e l’atmosfera di Santa Cecilia sono ispirati ad alcuni dei villaggi visitati dai filmmaker durante i loro viaggi di ricerca. Ma questi viaggi hanno influenzato anche molti altri elementi del film.

La storia di Coco è ispirata agli abitanti, alle culture e alle tradizioni del Messico – afferma Unkrich – Gli abitanti del Messico ci hanno fatto pensare alle nostre storie familiari e al modo in cui questo ci rende le persone che siamo. Siamo davvero grati delle opportunità che ci sono state offerte e possiamo affermare con sincerità che siamo diventati delle persone diverse grazie a queste esperienze.

C'è un omaggio culturale a un giorno importante nella cultura messicana, il Dia de Muertos (il giorno dei morti) che la Pixar ha rappresentato con molta cura dei particolari dopo aver effettuato molte ricerche e studi. Nel film è importante capire che anche i bambini sono felici di prendere parte a questa celebrazione per ricordare i propri cari.

Da segnalare anche il bellissimo cameo a Frida che nel film sta lavorando a un’elaborata opera di performance art per L’Alba Spettacolare di Ernesto de la Cruz.

Frida Kahlo è un’icona travolgente all’interno della storia messicana – afferma Unkrich – La sua arte e la sua forza interiore ci hanno ispirato in tantissimi modi diversi. In Coco, questo cameo rende omaggio a Frida Kahlo, alle sue opere e agli abitanti del Messico che la amano

E c'è molto di Frida e dei suoi quadri in questo film bellissimo, ricco di spunti di riflessione e da cui partire per un viaggio alla scoperta della cultura messicana.

Coco, un film da non perdere

Coco è un film colorato, coinvolgente che si costruisce su toni intensi ed emozionanti. Un film che mostrerà ai bambini un volto “più amico” della morte e dell'Aldilà.

La terra dove vivono i defunti non è triste e cupa, ma ricca di colori, divertimento, magia, ma sopravvive grazie ai ricordi dei vivi. Per questo è importante celebrare il passato, ricordare i propri cari, e riconoscerne il valore nella costruzione della nostra storia e identità personale.

E inoltre non bisogna rinunciare ai propri sogni, ma allo stesso tempo è necessario rispettare la propria famiglia con le sue tradizioni.

Informazioni sul film 

https://.com/PixarCocoIT/

https://.com/DisneyPixarIT 

https://instagram.com/DisneyFilmItalia

Hashtag #CocoIlFilm

  • Coco è diretto da Lee Unkrich (Toy Story 3 – La Grande Fuga) e co-diretto da Molina (story artist di Monsters University) a partire da una sceneggiatura scritta da Molina e Matthew Aldrich (Spinning Man). Il film è prodotto da Darla K. Anderson (Toy Story 3 – La Grande Fuga), mentre John Lasseter è il produttore esecutivo.

    Coco vanta una colonna sonora originale composta dal premio Oscar® Michael Giacchino (Up, Rogue One: A Star Wars Story), una canzone scritta dai vincitori dell’Oscar® Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez (Frozen – Il Regno di Ghiaccio) e brani musicali aggiuntivi scritti da Germaine Franco (Dope – Follia e Riscatto, Shovel Buddies) insieme a Molina. Il team è inoltre arricchito dal consulente musicale Camilo Lara del progetto musicale Mexican Institute of Sound e dai consulenti culturali Lalo Alcaraz, Marcela Davison Avilés e Octavio Solis.

  • Data di uscita: 28 dicembre 2017
  • Durata: 109 minuti
  • Distribuzione: The Walt Disney Company Italia

Coco, clip in esclusiva per PianetaMamma

Ecco un assaggio di Coco, un film emozionante e coinvolgente dal 28 dicembre al cinema.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sport-e-tempo-libero/coco.html

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