Canzoni sulla Shoah per bambini, le più emozionanti da scoprire

Canzoni sulla Shoah: ricordare il Giorno della memoria tramite la musica

Canzoni sulla Shoah per bambini, le più emozionanti da scoprire

Non c’è rabbia qui, non c’è rassegnazione, non c’è desiderio di vendetta. C’è solo il dovere di ritrovare e raccontare, ancora e ancora, storie che, se andassero perse, sarebbe una tragedia. LifeGate può farlo attraverso la musica e proponendo alcuni brani sulla Shoah.

Jozef Kropinski, Rezygnacja

Musicista polacco, Jozef Kropinski nasce nel 1913 a Berlino ma ritorna in Polonia dove completa la sua educazione artistica. Il 7 maggio 1940 viene arrestato dalla Gestapo per aver pubblicato giornali illegali e mandato ad Auschwitz.

Durante oltre quattro anni di prigionia in vari campi di concentramento compone centinaia di poemi e canzoni sull’olocausto.

A Buchenwald stringe amicizia con lo scrittore Kazimierz Wojtowicz e insieme a lui completa questo poderoso quaderno musicale di Auschwitz e Buchenwald, oltre 100 pezzi musicali tra canzoni sulla Shoah, tango per quartetto d’archi, pezzi per pianoforte; un autentico patrimonio dell’umanità. Dopo la guerra si trasferisca a Breslau ma la sua opera, tranne un revival del 1962 quando vengono pubblicate le sue opere dall’Accademia di Berlino, viene via via dimenticata.

Leone Sinigaglia, Due danze piemontesi (1903)

Di famiglia benestante, la storia di questo compositore italiano è impreziosita dalla sua passione per i canti popolari: intorno al 1902 comincia a raccogliere sistematicamente i canti della collina di Cavoretto, utilizzandone alcuni, per la prima volta, nelle Danze piemontesi op. 31, eseguite nel 1903, sotto la direzione di Toscanini, al Teatro Vittorio Emanuele. Il musicista torinese ha raccolto, nel corso di lunghi anni di ricerche non sempre facili, un gran numero di canzoni pressoché scomparse (oltre 500 tra melodie e varianti), di cui solo qualche “vecchia donna” conservava la memoria. L’origine ebraica lo rende oggetto delle persecuzioni fasciste. Il 16 maggio 1944, mentre la polizia fascista lo sta per arrestare all’Ospedale Mauriziano di Torino dove s’era rifugiato con la sorella per sfuggire alle leggi razziali, muore per una sincope.

Gideon Klein, Partita für Streicher (1944)

A proposito delle persecuzioni naziste subite dai musicisti è esemplare, tra tutte, la parabola del compositore Gideon Klein, morto 25enne nel lager dopo un’esistenza trascorsa negli ultimi quattro anni tra i campi di Terezin e Auschwitz.

 La passione per la musica ha consentito a questo pianista e compositore cecoslovacco, anche durante la prigionia, di suonare e comporre in condizioni disumane. Organizzatore della vita culturale nel campo di concentramento di Theresienstadt, la sua morte è avvenuta in circostanze poco chiare proprio durante la liquidazione del campo Fürstengrube nel gennaio 1945.

Non è l’unico musicista di fama, all’epoca, internato.

Con lui, tra i molti, Erwin Schulhoff, compositore e pianista cecoslovacco morto nel lager di Weißenburg nell’agosto 1942, Pavel Haas, Hermann Leopoldi, Hans Krasa, morto ad Auschwitz all’età di 45 anni, la cantante italiana Frida Misul, l’austriaco Viktor Ullman che compose venti opere nei campi di concentramento prima di finire nelle camere a gas di Auschwitz.

Hanns Eisler, Deutsche Sinfonie, Op. 50 (1935-1947)

Pochi sanno che già nella ‎primavera del 1933, con Hitler appena insediato al potere, ci sono in piena attività in Germania almeno ‎tre campi, chiamati di prigionia o di lavoro, di transito, di raggruppamento, a ‎Breitenau, Dachau e Oranienburg.

Vi finiscono innanzitutto dirigenti e ‎militanti comunisti e dell’opposizione rastrellati dalle SA dopo il rogo del Reichstag. Eisler compone i primi movimenti della Deutsche Sinfonie, Op. 50 nell’immediatezza di ‎quegli eventi.

Premiato alla XV edizione del Festival della Società ‎internazionale per la musica contemporanea, gli promettono che i suoi componimenti saranno eseguiti ‎all’Esposizione mondiale di Parigi del 1937. Invece no. Il regime nazista, premendo sul governo ‎francese, fa cancellare la performance. La “Deutsche Sinfonie, Op.

50” viene eseguita per la prima ‎volta in studio nella sua interezza solo nel 1995 ad opera della Leipzig Gewandhaus Orchestra diretta da ‎Lothar Zagrosek.‎

Erich Itor Kahn, Ciaccona dei tempi di guerra (1943)

All’avvento del nazismo Erich Itor Kahn, grande pianista, viene sollevato da ogni incarico e costretto a fuggire a Parigi con sua moglie, Frida Rabinowitch. Nel 1939, all’inizio del conflitto mondiale, viene internato come “straniero nemico”. L’occupazione tedesca lo vede addirittura già prigioniero.

Nei campi di Blois e di Milles compone la musica per soprano e pianoforte del Salmo XIII, il salmo di David, che nell’incipit recita “Fino a quando su di me trionferà il nemico?”.

Un’altra composizione di Kahn nella prigionia francese è l’inno “Nenia judaeis qui hac aetate perierunt” per pianoforte e violoncello, un lamento funebre assolutamente profetico , considerato che viene scritto tra il 1940 ed il 1941 quando l’Olocausto non era ancora stato attuato, ma evidentemente ne erano già chiari – a chi voleva vedere – tutti i funesti segni premonitori. Scappato negli Stati Uniti, compone nel 1943 la sua celebre “Ciaccona dei tempi di guerra” per pianoforte.

Arnold Schoenberg, Un sopravvissuto di Varsavia (1947)

L’avvento del nazismo segna un periodo di crisi anche per Arnold Schoenberg, fondatore della scuola di Vienna e grande innovatore; Hitler, amante della musica wagneriana, lo osteggia al punto da indurlo a abbandonare la Germania, prima in Francia e in seguito a Boston, negli Stati Uniti. Tra i suoi capolavori c’è l’opera di musica sull’olocausto intitolata Un sopravvissuto di Varsavia, scritta nel 1947 proprio con l’intento di rievocare la persecuzione contro gli Ebrei. Una drammatica composizione per voce recitante, coro e orchestra. Si dice nell’atto 5: “Fu allora che udii il sergente che gridava: ‘Contateli!’. Cominciarono lentamente e in modo irregolare. Uno, due, tre, quattro – ‘Attenzione!’ il sergente urlò di nuovo, ‘Più svelti! Cominciate di nuovo da capo! Fra un minuto voglio sapere quanti devo mandare alla camera a gas!’”.

Luigi Dallapiccola, Il Prigioniero (1944-1948)

Luigi Dallapiccola compone la partitura del Prigioniero tra il gennaio 1944 e il maggio 1948.

In realtà i primi progetti per un lavoro ambientato nel mondo delle prigioni discendono dall’impressione suscitata in lui dalla lettura, nel 1939, del racconto La torture par l’esperance di Villiers de l’Isle-Adam, che però si trasfigura in forza dagli eventi politici europei di quegli anni e, in particolare, dalla proclamazione delle leggi razziali. A esse il musicista oppone innanzitutto il ciclo di composizioni dei Canti di prigionia, tre preghiere di altrettanti reclusi illustri di canzoni ebraiche sulla shoah, a cui abbina l’opera Il prigioniero per tentare di suscitare interrogativi (più che mai attuali, allora come oggi) sul valore della libertà dell’uomo. Prima rappresentazione a Firenze, Teatro Comunale, il 20 maggio 1950.

Aleksander Tytus Kulisiewicz, Songs from the Depths of Hell (1979)

La voce di Aleksander Kulisiewicz, un sopravvissuto di Sachsenhausen, trasmette ancora speranza, nonostante l’orrore di cui è stato testimone.

Cantante amatoriale all’epoca del suo imprigionamento, Kulisiewicz ha composto 54 canzoni in circa sei anni nel campo di concentramento.

Dopo la liberazione ha ricordato e trascritto sia quelle canzoni che quelle imparate dagli altri prigionieri, dettando centinaia di pagine di musica e parole all’infermiera che l’assisteva in un ospedale polacco.

 L’agonia che trasudano le sue canzoni è evidente, ma la bellezza dell’espressione musicale aiuta a contrastare le sofferenze raccontate qui, e vissute come lui da milioni di persone. L’album, pubblicato nel 1979, è cantato in tedesco, polacco, ucraino e yiddish.

Steve Reich, Different Trains (1988)

Steve Reich è nato nel 1936 a New York da padre di fede ebraica. Mentre in Europa ‎divampano guerre ed Olocausto, lui è costretto a frequenti viaggi in treno tra New York e Los Angeles a ‎causa del divorzio dei suoi genitori.

Molti anni dopo, acclamato come uno dei padri ‎della musica minimale, Reich conduce una riflessione sul fatto che i viaggi in treno della sua infanzia, per quanto da incubo nella sua memoria, erano nulla al confronto delle tratte verso i campi di concentramento e sterminio su cui erano ‎stipati tanti bambini come lui, ebrei d’Europa. Da qui l’album Different ‎Trains, i cui testi sono interviste a persone che vissero gli anni ‎intorno alla guerra. Nel secondo movimento parlano Paul, Rachel e Rachella, tre ebrei ‎sopravvissuti allo Sterminio in Europa, raccontano dell’occupazione nazista, dell’antisemitismo a scuola (i “corvi neri”, ossia gli ebrei) e della deportazione nei campi. Nel terzo, i sopravvissuti rifugiatisi in America, a cui resta il dolore e l’insopprimibile ricordo del male subìto, e di una bambina ‎ebrea che con la sua splendida voce incantava perfino i soldati nazisti.

Goran Bregovic, Train de Vie (1998)

La musica di Goran Bregovic arricchisce questo film del regista romeno Radu Mihaileanu, una tragicommedia di viaggio sotto la triplice insegna dell’umorismo yiddish, di una sana energia narrativa e di un ritmo di trascinante allegria.

Nel 1941, per evitare la deportazione, gli abitanti di uno shetl romeno allestiscono un finto convoglio ferroviario su cui alcuni si travestono da soldati tedeschi, nel folle tentativo di raggiungere il confine con l’Urss e di lì proseguire per la Palestina ed Eretz/Israel, la terra promessa.

Ci riescono, dopo tragicomiche peripezie tra cui l’incontro con un gruppo di gitani che, a bordo di autocarri, hanno avuto la stessa idea. Dialoghi italiani di Moni Ovadia.

Il regista riesce a mettere in scena gli effetti disumanizzanti dell’ideologia e del potere sull’individuo, mostrando come una commedia possa essere più tragica della tragedia stessa. Come egli stesso afferma: “L’umorismo come ebreo, è ciò che mi ha fatto sopravvivere, che ha salvato la nostra vita e la nostra memoria”.

Источник: https://www.lifegate.it/27-gennaio-giornata-della-memoria-10-brani-per-ricordare

I 10 migliori film sulla Shoah per la Giornata della memoria

Canzoni sulla Shoah per bambini, le più emozionanti da scoprire

Civili ebrei del ghetto di Varsavia costretti ad una marcia forzata dai soldati delle SS — Fonte: getty-images

Il 27 gennaio 1945 i cancelli del campo di sterminio diAuschwitz vennero abbattuti e circa 9.

000 prigionieri furono liberati dall'esercito sovietico.

La data, poi diventata il simbolo della fine del genocidio degli ebrei per mano nazista, ha dato vita a una ricorrenza molto importante per il ricordo di quegli eventi e in particolare della Shoah: la Giornata della Memoria.

Presente in Germania dal 1996, in Italia dal 2000 e nel Regno Unito dal 2001, il Giorno della memoria è stato poi istituito per tutti gli stati membri delle Nazioni Unite dall'Assemblea Generale riunitasi nel 2005.

Ascolta su Spreaker.

FILM SULLA SHOAH

Con la Giornata della memoria si ricorda la Shoah, la persecuzione e il genocidio degli ebrei da parte dei nazisti, per inculcare alle nuove generazioni la memoria dell'Olocausto e prevenire il ripetersi dell'orribile esperienza europea. Per dirla con le parole dell'autore italiano Mario Rigoni Stern: “La memoria è necessaria, dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare: è il testamento che ci ha lasciato Primo Levi“. Per ricordare, appunto, e capire meglio la Shoah e il suo significato, abbiamo selezionato dieci film sullo sterminio degli ebrei da guardare in occasione della Giornata della memoria. Tra grandi classici e letture alternative della tragedia, ecco la nostra lista delle pellicole da vedere (e rivedere).

  1. Schindler's List: uno dei più celebri film sulla Shoah. Uscito nel 1993 con la regia di Steven Spielberg, nel cast troviamo attori come Liam Neeson e Ralph Fiennes. Ispirato dal romanzo omonimo di Thomas Keneally, la storia è basata sulla vita di Oskar Schindler, un imprenditore tedesco che salvò circa 1.100 ebrei durante la seconda guerra mondiale. Un classico che noi inseriamo nella nostra lista di film da vedere sulla Shoah. Se non vi abbiamo ancora convinto, lasciamo parlare i numeri: 12 nomination all'Oscar e un totale di 7 statuette guadagnate, tra cui miglior film e miglior regia.
  2. Il diario di Anna Frank: film del 1959 diretto da George Stevens basato sull'adattamento teatrale del diaro omonimo, la raccolta degli scritti della ragazza ebrea durante gli anni in cui visse, con la famiglia, in clandestinità ad Amsterdam e che finisce con l'ultima annotazione del 1 agosto 1944, poco tempo prima dell'arresto e della deportazione della sua famiglia. Anna Frank morì nel 1945 nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. La pellicola del 1959, prodotta a soli 14 anni di distanza dalla morte della protagonista, fu presentato in concorso al 12° Festival di Cannes e vinse tre premi Oscar.
  3. La vita è bella: il film del 1997 diretto e interpretato dall'attore italiano Roberto Benigni che è stato premiato con tre premi Oscar – su sette nomination – per miglior film straniero, migliore attore protagonista e migliore colonna sonora di Nicola Piovani. La vicenda raccontata è quella di una famiglia ebrea italiana che viene deportata in un campo di concentramento. Il protagonista, Guido Orefice, interpretato dal premio Oscar Roberto Benigni, farà credere al figlio, durante la reclusione, che la loro famiglia ha preso parte a uno strano gioco, per cui c'è in ballo un premio finale.
  4. Il pianista: un film toccante tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Wladyslaw Szpilman che, nel 2002, vinse la palma d'oro al Festival di Cannes. Il racconto, toccante e drammatico, narra le vicende di un pianista ebreo che assiste alla creazione del ghetto di Varsavia, e racconta della sopravvivenza e della fuga del protagonista dal ghetto. Accompagnano la pellicola le note del pianista, impregnando la storia di un'ulteriore drammaticità.
  5. The Reader – A voce alta: 5 nomination e un Oscar per la migliore attrice protagonista a Kate Winslet. Sono queste le cifre di The reader, un film struggente basato sull'adattamento del romanzo omonimo di Bernhard Schlink. Il film è diviso in due parti: la prima narra di una storia d'amore tra un 15enne e una 36enne, la seconda riguarda un processo che vede imputate diverse guardie di un campo di concentramento, accusate di aver provocato la morte di centinaia di donne ebree all'interno di una chiesa. Una storia struggente e drammatica il cui finale lascia senza fiato.
  6. La tregua: il film di Francesco Rosi, tratto dall'omonimo romanzo di Primo Levi. L'autore racconta il viaggio che ha dovuto affrontare dopo che l'esercito sovietico ha liberato i prigionieri rimasti nel campo di Auschwitz. Il film del 1997 è stato presentato al 50° Festival di Cannes.
  7. Train de vie – Un treno per vivere: una rilettura quasi ironica della Shoah. Il film del 1998, diretto da Radu Mihaleanu, è stato presentato al Festival di Venezia. La trama racconta di un giovane, anche chiamato “il folle” che nel 1941 torna al suo villaggio ebraico in una città dell'Europa dell'Est e annuncia l'arrivo dei tedeschi. Con la sua comunità decide di inscenare la partenza di un finto treno di deportati per sfuggire ai nazisti: un treno che, in realtà, è diretto in Palestina.
  8. Shoah, il film: un documentario di oltre 600 minuti, opera magistrale del regista francese Claude Lanzmann. Il documentario è girato in Polonia e ha la caratteristica dare la parola, tramite diverse interviste, ai sopravissuti dell'Olocausto, ex ufficiali dell'SS e gente dei luoghi in cui è ambientato.
  9. La scelta di Sophie: il film valse un premio Oscar come migliore attrice protagonista a Meryl Streep. La pellicola è tratta dall'omonimo romanzo di William Styron e narra le vicende di un aspirante scrittore che fa la conoscenza, trasferitosi a New York, di una coppia di ragazzi che vivono nella stessa casa: lei, una donna polacca immigrata dopo la detenzione nel campo di concentramento di Auschwitz e lui un giovane ragazzo ebreo. L'amicizia dello scrittore con la coppia si fa sempre più intima fino a quando la donna polacca confessa un segreto. Il film del 1982 è stato inserito, dall'American Film Institute, nella classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi.
  10. La signora dello zoo di Varsavia: il film del 2017 con Jessica Chastain ispirato a una storia realmente accaduta contenuta nel libro Gli ebrei dello zoo di Varsavia basato sulla storia di Antonina Żabińska. La Żabińska, insieme al marito direttore dello zoo, cerca di difendere gli animali prossimi alla macellazione da parte dei tedeschi. Guadagnano la fiducia degli ufficiali di Hitler e, in gran segreto, riescono a salvare centinaia di ebrei facendoli nascondere nella loro casa e tra le gabbie dello zoo.

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Источник: https://www.studenti.it/10-film-shoah-per-capire-significato.html

Canzoni sulla Shoah per bambini, le più emozionanti

Canzoni sulla Shoah per bambini, le più emozionanti da scoprire

Canzoni sulla Shoah per bambini, le più belle da conoscere per ricordare e celebrare la Giornata della Memoria del 27 gennaio.

Come spiegare l'Olocausto ai bambini? Una domanda che molti genitori si pongono in vista della ricorrenza importantissima del 27 gennaio, ovvero la Giornata della Memoria che onora tutte le vittime e i sopravvissuti della Shoah.

Oltre alla vasta produzione di libri, romanzi e biografie di chi è riuscito a sopravvivere all'orrore dei campi di concentramento durante l'Olocausto degli ebrei e di altre minoranze etniche per volere di Hitler e del nazismo, c'è anche una vasta produzione di canzoni sulla Shoah per bambini da conoscere, per approcciare al tema da un punto di vista più facile da comprendere dai più piccoli. Ecco le più belle.

Canzoni sulla Shoah per bambini, le più belle da conoscere

Abbiamo scelto tre delle canzoni più celebri sulla Shoah, di cui una italiana e due straniere opportunamente tradotte, per spiegare come la musica ha raccontato al mondo il dramma degli ebrei. 

Auschwitz di Francesco Guccini

Forse una delle più celebri, emozionanti e conosciute canzoni di Francesco Guccini.

Son morto ch'ero bambinoson morto con altri centopassato per il caminoe adesso sono nel vento.Ad Auschwitz c'era la neveil fumo saliva lentonel freddo giorno d'invernoe adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante personema un solo grande silenzioche strano non ho imparatoa sorridere qui nel vento.Io chiedo come può l'uomouccidere un suo fratelloeppure siamo a milioniin polvere qui nel vento.Ancora tuona il cannoneancora non è contentadi sangue la bestia umanae ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando saràche l'uomo potrà impararea vivere senza ammazzare

e il vento si poserà.

Una canzone che usa la storia biblica del sacrificio di Isacco da parte di suo padre per spiegare la differenza tra la furia cieca dei nazisti contro gli ebrei, che invece non era mossa da nessun ideale spirituale.

La porta si aprì lentamenteMio padre entrò,avevo nove anniEd era così alto sopra di meI suoi occhi azzurri luccicavanoE la sua voce era molto fredda

Disse: “Ho avuto una visioneE sai che sono forte e santo

Devo fare quello che mi è stato chiesto”

Così si avviò verso la montagna,Io correvo, lui camminavaE la sua scure era fatta d'oroBeh, gli alberi si erano rimpicciolitiIl lago come lo specchio di una signoraci fermammo a bere un po' di vinoPoi lui gettò via la bottigliaSi ruppe un minuto dopoE mise la sua mano sulla miaMi sembrò di vedere un'aquilaMa avrebbe potuto essere un avvoltoioNon riuscii mai a deciderePoi mio padre costruì un altareGuardò una volta dietro di sée seppe che non mi sarei nascostoVoi che costruite questi altariPer sacrificare i bambiniNon dovrete farlo mai piùUno piano non è una visioneE voi non siete mai stati tentatida un demone o da un dioVoi che adesso state sopra di loroLe vostre accette appuntite e insanguinateNon eravate qui primaQuando giacevo su una montagnaE la mano di mio padre tremavacon la bellezza della parolaE se adesso mi chiamate fratelloPerdonatemi se chiedo:

“Secondo il piano di chi?”

Quando tutto è ridotto in polvereVi ucciderò se devoVi aiuterò se possoQuando tutto è ridotto in polvereVi aiuterò se devo farloVi ucciderò se posso farloAbbi pietà della nostra uniformeUomo di pace o uomo di guerra

Il pavone fa la sua ruota

With God on Our Side di Bob Dylan (traduzione)

Tra i tanti fatti che hanno scosso il Pianeta in questo secolo, Bob Dylan sceglie di citare in questa canzone contro ogni guerra anche il dramma dell'Olocausto. Ecco la traduzione:

No non conta il mio nome e né la mia etàLa regione in cui vivo è chiamata il Mid-WestLà io sono cresciuto là ho imparato anche ioChe il mio grande paese è amico di DioCe la insegnano i libri la veritàChe la cavalleria massacrava tribùChe sparava agli indiani con quel tipico urlioMa il paese era nuovo e amico di DioE poi tante altre guerre di cui oramaiNon si parla neppure che non contano piùDi un grandissimo eroe mi ricordo anche ioNella mano un fucile e amico di DioPoi la guerra mondiale e ancora non soIl motivo per cui c'eravamo anche noiSi perdeva il potere con un altro rinvioNon si contano i morti se sei amico di DioL'altra guerra mondiale finalmente finìE i tedeschi nemici ora non lo son piùSei milioni di ebrei sono già nell'oblioCertamente i tedeschi sono amici di DioOra c'è il comunismo che odiare dovreiSono i russi i nemici se una guerra verràNoi dovremo schiacciarli e il paese che è il mioSarà sempre più forte e più amico di DioMa se avremo una guerra so che non ci saràNé chi vince o chi perde né chi muore o vivràPremeranno un bottone e sarà un solo addioMa non può aver paura chi è amico di DioMolte volte credete ho pensato tra meHo pensato a quel bacio che ha tradito GesùVorrei il vostro parere più importante del mioGiuda era quel giorno amico di Dio?Ora io devo andare ho il morale un po' giùHo una gran confusione qui dentro di meNon so più cosa dire nella testa ho un ronzio

Ma se è nostro amico ci salverà Dio

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/canzoni-sulla-shoah-per-bambini.html

10 film da vedere sulla Shoah per il Giorno della Memoria

Canzoni sulla Shoah per bambini, le più emozionanti da scoprire

Il ricordo prima di ogni cosa, per evitare che le brutalità si ripetano: con questi 10 film da vedere sulla Shoah commemoriamo i caduti dell'Olocausto in vista del 27 gennaio, Giorno della Memoria 2021

È estremamente difficile riuscire a restituire gli orrori e le tragedie che l'Olocausto ha inflitto a milioni di persone. Ricordare questa tremenda pagina di storia è, però, un dovere: per questo, in vista del Giorno della Memoria, ci sono almeno 10 film da vedere sulla Shoah.

Con gli occhi dei protagonisti ci immergiamo in storie drammatiche di speranza e disillusione, perché non c'è niente di più valido dell'immedesimazione per urlare a gran voce: mai più!

Il bambino con il pigiama a righe

L'innocenza e la dolcezza di due bambini si scontra con l'immane tragedia dell'Olocausto: Il bambino con il pigiama a righe, oltre a essere uno dei libri che raccontano la Shoah più emozionanti del secolo, è anche un film che spacca il cuore.

Protagonisti sono Bruno, bambino tedesco di otto anni figlio di un ufficiale nazista, e Shmuel, un bambino con un pigiama a righe: si tratta di un piccolo ebreo che vive nel campo di concentramento dove il padre di Bruno lavora.

I due, seppur separati da un filo spinato, giocano e diventano amici. Il finale li vedrà uniti nel modo più drammatico, testimoni inconsapevoli di un sistema deplorevole.

Il diario di Anna Frank

È uno dei film da vedere sulla Shoah più significativi: arriva infatti sul grande schermo nel 1959, a soli 14 anni dalla morte di Anna Frank nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, cosa che rende la pellicola ancora più intensa e drammatica.

Come è chiaro, il film si basa su quanto narrato nel diario di Anna Frank, ma il punto di vista è differente: a raccontare la storia, infatti, è Otto Frank, padre di Anna e unico sopravvissuto della famiglia.

Il film raggiunge il suo apice nel finale, quando Otto legge la frase più toccante ed emozionalmente devastante di sua figlia: Nonostante tutto, io credo ancora che la gente in fondo sia buona.

Il pianista

Diretto da Roman Polanski, Il Pianista è basato sull'omonimo libro autobiografico che racconta le memorie di Władysław Szpilman, pianista e compositore ebreo-polacco.

La potenza narrativa della pellicola è indiscutibile: il tormento e la paura di Szpilman sono magistralmente restituite dal protagonista Adrien Brody, acclamato per la sua performance.

Brody è riuscito a raccontare l'improbabile alleanza con un ufficiale tedesco, affascinato dal talento musicale del protagonista, con un'espressività e una capacità attoriale fuori dal comune.

Jona che visse nella balena

Un film diretto da Roberta Faenza, dove ancora una volta ritroviamo il netto contrasto tra l'innocenza infantile e la cruda realtà dei rastrellamenti. Protagonista della pellicola infatti è Jona, bambino olandese di tre anni.

Jona, deportato in un campo di concentramento, vivrà vicino alla mamma in una baracca soffrendo la fame e il freddo, subendo molestie e privazioni. I suoi genitori muoiono mentre lui, pur sopravvivendo, sembra aver perso ogni emozione.

Solo con il tempo, Giona riuscirà a ritrovare la gioia, memore di una madre che, come un fiore in un mare di cemento, non ha fatto che ripetergli di non odiare nessuno, mai.

Schindler's list

Non è solo un film da vedere sulla Shoah, è IL film: in Schindler's List dolore, disperazione, spirito di sacrificio e speranza si intrecciano grazie all'ingegno di Steven Spielberg.

Per chi non lo sapesse, il film segue le vicende di Oskar Schindler, industriale tedesco che insieme alla moglie Emilie è riuscito a salvare più di mille rifugiati ebrei.

Divenuta una delle più viste nel Giorno della Memoria, la pellicola narra tutti gli sforzi di Schindler per corrompere ufficiali tedeschi e proteggere gli ebrei che ha impiegato come forza lavoro, tenendoli lontani dai campi di concentramento.

Il film è stato girato interamente in bianco e nero, fatta eccezione per poche scene a colori divenute iconiche: la scena iniziale, in cui due candele si spengono; la scena del rastrellamento e della riesumazione, dove appare la bambina dal cappotto rosso e il finale, dove appare la tomba del vero Oskar Schindler.

La signora dello Zoo di Varsavia

Una pellicola più recente (risale al 2017) ma estremamente meritevole e d'impatto: La signora dello Zoo di Varsavia si ispira a una vicenda realmente accaduta.

Narra la storia di Antonina e Jan Żabiński, marito e moglie a capo dello zoo di Varsavia. Con l'invasione della Polonia, lo zoo si svuota per via delle bombe e degli abbattimenti degli animali perpetrati dai soldati tedeschi, diventando un deposito di armi.

Antonina e Jan rimangono a capo dello zoo, trasformandolo in un allevamento per maiali: così facendo, riescono a creare delle gallerie collegate al ghetto, dove gli ebrei vivono in condizioni disperate, e a dare loro una nuova speranza.

La tregua

Basato sull'omonimo romanzo di Primo Levi, La Tregua sposta lo sguardo ancora più in là, mettendoci di fronte a ciò che è avvenuto nella fase successiva all'Olocausto.

La pellicola, diretta da Francesco Rosi, racconta il lungo viaggio di Levi per tornare a casa: un cammino, quello da Auschwitz a Torino, fatto di mesi di spostamentie sofferenze nell'Europa centro-orientale.

La Tregua è la testimonianza delle ulteriori sofferenze inflitte a milioni di sfollati al termine della Seconda Guerra Mondiale, uomini che avevano già subito ogni tipo di orrore.

La vita è bella

Non avrebbe bisogno di presentazioni, La Vita è Bella. Il film di Roberto Benigni aiuta a non dimenticare la Shoah e la racconta in modo inedito e carico di sentimento.

La pellicola, infatti, narra dell'amore tra il cameriere ebreo Guido e la maestra elementare Dora, da cui nasce il piccolo Giosuè. La famiglia verrà deportata in un lager e Guido, pur di proteggere il bambino, fingerà di star partecipando a un gioco, dove il primo premio è un carro armato.

La storia, struggente, è liberamente ispirata a due zii di Nicoletta Braschi, che si chiamavano proprio Dora e Guido.

Storia di una ladra di libri

Basato sul libro La Bambina che salvava i libri, il film Storia di una ladra di libri parla di Liesel Meminge, una bimba tedesca che durante l'ascesa del nazismo sviluppa una grande passione per la lettura.

La bambina sarà testimone di tutti gli orrori del regime nazista e, per sfuggire e far sfuggire gli altri dalla realtà, decide di rubare i libri che il reich sta facendo scomparire dalla circolazione.

Liesel farà amicizia con un giovane ebreo, Max, e proprio con lui condividerà la passione per la lettura e per la scrittura. La guerra, però, è impietosa e i due dovranno affrontare prove dolorose.

Un sacchetto di biglie

In ultimo, tra i film da vedere sulla Shoah non dovrebbe mancare Un sacchetto di biglie. I protagonisti sono due ragazziniebrei, Joseph e Maurice, che vedono cambiare le cose intorno a loro durante l'ascesa del nazismo.

Additati, emarginati e messi da parte, i due faticano a comprendere quanto accade, avvertendo un profondo senso di ingiustizia. Le cose peggiorano quando il padre li avvisa di un'imminente partenza verso luoghi più sicuri.

La famiglia infatti si separerà e i fratellini dovranno imparare a cavarsela da soli. I piccoli fuggiranno da Parigi attraverso luoghi sconosciuti imparando a difendersi, a eludere i controlli delle SS e a scappare dalle barbarie naziste per ricongiungersi alla famiglia.

Источник: https://www.donnamoderna.com/lifestyle/film-da-vedere-sulla-shoah

Gravidanza
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