Bruxismo: quando il bambino digrigna i denti

Contents
  1. Bruxismo infantile: il tuo bimbo digrigna i denti? ⋆ Studio Prada Como
  2. Possibili cause del bruxismo infantile
  3. Trattamento del bruxismo infantile
  4. Cosa puoi fare a casa?
  5. In conclusione.
  6. Come individuare e risolvere il bruxismo nei bambini
  7. Le cause del bruxismo
  8. Come capire se un bambino è affetto da bruxismo?
  9. Come risolvere il problema del bruxismo?
  10. Il bruxismo nei bambini – Studio del Malvò, Torino
  11. Cause principali del bruxismo notturno nei bambini
  12. Fattori meno frequenti di digrignamento
  13. Il bite per bambini
  14. Dentista per bambini a Torino
  15. Bruxismo nei bambini: cause, sintomi, rimedi e terapie
  16. Bruxismo nei bambini: cause, sintomi, rimedi e terapie da intraprendere
  17. Cos’è il bruxismo?
  18. I sintomi
  19. Cosa fa il dentista pediatrico?
  20. La cura
  21. Bruxismo nel bambino: quando digrigna i denti nel sonno
  22. Quando si verifica e quando non viene considerato occasionale
  23. Come si identifica il bruxismo
  24. Frequenza del bruxismo
  25. Il bruxismo è involontario?
  26. Le cause del bruxismo
  27. I fattori disturbanti
  28. Anche l'arrivo di un fratellino può avere un suo peso?
  29. Ci sono malattie che possono determinare bruxismo?
  30. Familiarità e bruxismo
  31. Ci si deve preoccupare?
  32. Le conseguenze più comuni
  33. Alterazioni
  34. Cura
  35. Aiuto, mio figlio digrigna i denti!
  36. Cos’e’ il bruxismo?
  37. Qual è la percentuale de bambini colpiti?
  38. Come si riconosce?
  39. Che problemi può comportare il digrignare i denti?
  40. Quali sono le cause?
  41. Quando un genitore deve preoccuparsi se suo figlio digrigna i denti?
  42. Come si cura?
  43. Quali consigli?
  44. E se lo stress o l’ansia sono intensi?
  45. E se non dovesse funzionare?
  46. Per gli adulti bruxisti spesso si ricorre ai byte, e per i bambini?
  47. Concludendo?
  48. DOTT.SSA TIZIANA ANEDDA

Bruxismo infantile: il tuo bimbo digrigna i denti? ⋆ Studio Prada Como

Bruxismo: quando il bambino digrigna i denti

Come avevo detto nel primo articolo della serie, dove ho parlato delle cause e dei sintomi del bruxismo, eccoti qui un capitolo a parte sul bruxismo infantile.

Il bruxismo infantile non si considera tanto una patologia come nel caso degli adulti perché tende a scomparire quando il bambino raggiunge l’adolescenza.

In ogni caso, è quel fenomeno che si produce tra i 6 e 10 anni e che coincide con la perdita dei denti da latte e l’occlusione dei denti definitivi.

Consiste nello stringere i denti, specialmente di notte, ed è una forma naturale per stimolare la dentizione e favorire la formazione ossea e muscolare del volto.

Normalmente, questa abitudine diminuisce con l’apparizione degli incisivi e dei primi molari definitivi. Se però, l’abitudine si mantiene nel tempo, potrebbe generare problemi come: dolore ai muscoli della faccia, emicranie, dolore alle orecchie e consumo dei denti.

Possibili cause del bruxismo infantile

Oltre al processo di ricambio dei denti, possono esistere delle ragioni mentali o emotive che causano il digrignamento dei denti di tuo figlio.

La più abituale è lo stress che può essere scatenato da una carica di lavoro eccessivo a scuola.

Altre cause abbastanza comuni sono anche: la separazione dei genitori, possibile bullismo, traslochi, iperattività, la nascita di un nuovo fratellino e cambi nella vita e, infine, le alterazioni del sonno.

Tra le cause fisiche del bruxismo, invece, si possono trovare le malocclusioni e i parassiti intestinali.

Nel primo caso, la malposizione dei denti fa sì che il bambino non trovi una posizione mandibolare comoda e continui sempre a muoverla, digrignando i denti.

Nel secondo caso l’incomodità generata da questi parassiti intestinali predispongono il bimbo a uno stato di tensione e nervosismo che può venire scaricato attraverso il bruxismo.

Trattamento del bruxismo infantile

Dato la gran componente psicologica del bruxismo infantile, bisogna prestare attenzione alla salute emotiva del bambino. Se credi che tuo figlio stia attraversando un periodo difficile e che potrebbe necessitare aiuto, ti consiglio di rivolgerti a uno specialista.

In ogni caso, appena sospetti che il tuo piccolo è affetto da questo disturbo, ti suggerisco di portarlo da un dentista. In questo modo, si potrà valutare l’entità del problema e, nel caso ci siano conseguenze importanti come dolori ai muscoli o un grave consumo dei denti, si potrà procedere al trattamento più indicato.

Nel caso il bimbo ‘si sia mangiato’ quasi tutti i denti ed è ancora in dentizione da latte, si potrebbe optare per la collocazione di corone metalliche preformate a livello dei settori posteriori. Questo viene fatto per evitare che i denti si consumino ulteriormente e per ristabilire una corretta dimensione verticale.

Nel caso invece il bambino sia già in dentizione mista si può optare per la collocazione di ferule occlusali. In questo caso può essere un bite come nel paziente adulto oppure un dispositivo in silicone morbido che rimane più confortevole per il piccolo paziente (Myosa).

Anche con i bimbi si può optare per un trattamento osteopatico come descritto in questo articolo, per ridurre la sintomatologia dolorosa.

Cosa puoi fare a casa?

Innanzitutto ti consiglio di diminuire l’attività fisica di tuo figlio prima di andare a letto. Potete fare cose rilassanti insieme, come: leggere una bella storia, fare due chiacchiere o un bel bagno caldo.

Poi assolutamente niente televisione, tablet e videogiochi, per almeno 2 ore prima di andare a letto! Sostituisci questa attività con un piccolo massaggio rilassante ad esempio.

Potresti anche provare a evitare cene pesanti e alimenti contenenti zucchero a partire dalle cinque del pomeriggio.

Per scaricare la tensione, incoraggialo a fare sport durante il giorno cosicché possa scaricarsi e stancarsi e arrivare alla sera più tranquillo. So che quest ultimo punto è difficile ora con i lockdown, sopratutto se vivete in un appartamento. Ci sono però varie playlist su di allenamento in casa, che potete fare proprio insieme ai tuoi figli e non richiedono nemmeno troppo tempo!

In conclusione.

Se sei certo o sospetti che tuo figlio soffra di bruxismo, portalo da un dentista una volta all’anno per un controllo. Tieni a mente però, che il bruxismo infantile, normalmente è fisiologico e cessa una volta cambiati tutti i denti.

Per questa ragione, nella maggior parte dei casi non si tende a intervenire, a meno che non ci siano gravi conseguenze.

La terapia più importante è quella di capire ed eliminare la causa del suo stress, non solo per evitare che digrigni i denti, ma anche per permettergli di vivere più sereno.

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Источник: https://studiopradacomo.it/bruxismo-infantile/

Come individuare e risolvere il bruxismo nei bambini

Bruxismo: quando il bambino digrigna i denti

Il bruxismo è l’abitudine, presente  non solo negli adulti, ma molto spesso anche nei bambini, di digrignare e sfregare i denti gli uni contro gli altri.

Questo fenomeno colpisce maschi e femmine in ugual misura e solitamente si presenta con maggiore frequenza prima dell’età scolare.

Il digrignamento si verifica in particolar modo di notte, nonostante esista anche una forma di bruxismo diurno. Per poter parlare correttamente di bruxismo è necessario che gli episodi si manifestino in maniera ripetuta e frequente durante la nottata.

In età infantile il bruxismo è molto frequente e tende solitamente a scomparire una volta terminata l’eruzione di tutti gli elementi della dentatura decidua, ossia i denti da latte. Quando però, nonostante la comparsa di tutti i denti, gli episodi di digrignamento non si arrestano, è necessario porre particolare attenzione alla situazione.

Il bruxismo, infatti, è una problematica da non sottovalutare e deve essere trattata seguendo un approccio multidisciplinare in quanto le cause che lo provocano possono essere molteplici e possono quindi andare a coinvolgere diversi specialisti.

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Le cause del bruxismo

Prima di passare in rassegna tutte le possibili cause del bruxismo, è bene chiarire che ad oggi non esistono motivazioni scientificamente validate riguardo la patogenesi di questo disturbo.

Rintracciare con assoluta certezza le cause che portano all’instaurarsi del fenomeno del bruxismo nei bambini non è purtroppo così semplice.

Come abbiamo appena detto, infatti, il digrignamento dei denti può essere correlato a diverse situazioni.

Per questo, quindi, piuttosto che di un’unica causa scatenante si parla invece di una serie di concause che possono concorrere all’instaurarsi del bruxismo.

Gli episodi di bruxismo si verificano, come abbiamo visto, principalmente di notte, in particolare durante brevissime interruzioni delle fasi di sonno profondo, definiti “microrisvegli”. Se questi episodi sono molto frequenti, è facilmente intuibile come il bambino affetto da bruxismo non riposi bene.

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La causa di tutto ciò potrebbe essere l’eccessivo stress, che il bambino tende a scaricare durante la notte proprio digrignando i denti.

Il bruxismo però potrebbe anche essere conseguenza di una malocclusione, ossia una alterata posizione dei denti, per la quale le arcate dentarie non combaciano perfettamente.

Le malocclusioni possono essere di diverso tipo e di diversa gravità e, se non trattate, potrebbero peggiorare con l’andare del tempo e causare problematiche notevoli nello sviluppo e nella crescita del bambino.

Per questo motivo è importante tenere sotto controllo il fenomeno e, qualora dovesse verificarsi anche successivamente all’eruzione dei primi molari permanenti (in genere tra i 6 e i 7 anni), sottoporre il bambino a una visita odontoiatrica.

Come capire se un bambino è affetto da bruxismo?

Occorre innanzitutto capire se il bambino produce il caratteristico rumore dato dallo sfregamento dei denti gli uni contro gli altri: il rumore sarà stridente e quasi metallico, difficile da non udire o da confondere con altri tipi di suoni.

Un bambino affetto da bruxismo, poi, potrebbe anche presentare una sensazione di stanchezza maggiore del normale: gli episodi di digrignamento, infatti, si verificano in corrispondenza di “microrisvegli”, il che ovviamente compromette la qualità di sonno.

Chi soffre di bruxismo, poi – e questo vale sia per i bambini che per gli adulti –, potrebbe lamentare una sensazione di rigidità muscolare a livello dei muscoli masticatori, spesso erroneamente confusa con il mal di testa. Il digrignamento, infatti, sottopone questi muscoli a notevole stress e ciò può comportare una alterata e continua contrazione muscolare, che può quindi causare questo tipo di sintomatologia.

Come risolvere il problema del bruxismo?

Il bruxismo è del tutto indipendente dalla volontà del bambino. Pertanto, raccomandare ai propri figli di controllare questo fenomeno è sostanzialmente inutile.

Per risolvere il bruxismo l’approccio terapeutico da adottare può essere multidisciplinare.

Se la causa del digrignamento è da imputare a una malocclusione, una visita specialistica dall’odontoiatra (o ancor meglio l’ortodontista) è la scelta consigliata per farsi guidare nell’approccio al problema.

Come abbiamo già spiegato, però, è sconsigliato intervenire con bite o appositi apparecchi ortodontici prima che il bambino abbia sviluppato la completa permuta dentaria. 

Vogliamo tranquillizzare i genitori più preoccupati sul fatto che solitamente il digrignamento infantile si risolve spontaneamente con la crescita, pertanto la visita ortodontica potrebbe rivelarsi innecessaria. I casi di bruxismo negli adulti sono infatti meno frequenti che nei bambini.

Spesso la causa del bruxismo nei bambini è di natura psicologica o legata allo stress; per questo motivo potrebbe essere indicato l’aiuto di uno psicologo. Risolvere eventuali problematiche di carattere psicologico, infatti, può giovare anche alla salute della bocca.

In casi molto gravi, ma fortunatamente anche molto rari, potrebbe rendersi necessario un intervento di tipo farmacologico, che spetta però ad un neuropsichiatra e non all’odontoiatra.

In particolare, si potrebbe somministrare uno psicofarmaco, il “trittico”, che agendo sul sistema nervoso centrale è in grado di migliorare la qualità del sonno del bambino e quindi avere effetti positivi anche sul bruxismo.

Источник: https://www.centridentisticiprimo.it/come-individuare-e-risolvere-il-bruxismo-nei-bambini/

Il bruxismo nei bambini – Studio del Malvò, Torino

Bruxismo: quando il bambino digrigna i denti

Se hai notato di recente una tendenza nel tuo bambino a serrare le mascelle e digrignare i denti e hai la preoccupazione che questa inclinazione possa danneggiare la salute della sua bocca, abbiamo scritto questo articolo per darti delle indicazioni utili sulla cura del bruxismo nei bambini.  Si tratta, infatti, di un fenomeno piuttosto diffuso nei soggetti in età prescolare: si stima che circa nel 37% dei bimbi si sia manifestata almeno una volta la tendenza a stringere i denti nel sonno.

Cause principali del bruxismo notturno nei bambini

Le cause del bruxismo notturno nei bambini possono essere molteplici; non è stata evidenziata, in realtà, una ragione univoca per questo comportamento, ma piuttosto un insieme di concause.

Il fattore principale può essere riconosciuto nella difficoltà di avere un sonno tranquillo e continuo, inficiato invece da frequenti microrisvegli, il più delle volte dovuti alla presenza di patologie come raffreddori, bronchiti, laringiti, otiti e altre.

Altri fattori capaci di portare all’insorgere del bruxismo nei bambini – che possono iniziare a soffrirne già all’età di due anni – sono gli stati di stress e di tensione emotiva, tutt’altro che rari in tenera età, magari collegati a banali problematicità nella vita quotidiana, a difficoltà di relazione con i propri familiari o con altri bambini, o anche dovuti a “traumi” percepiti come molto forti (basti pensare all’arrivo di un fratellino o di una sorellina, che può essere interpretato dal bambino come una minaccia). In questi casi, solitamente, se si aiuta con pazienza il bambino a superare l’”ostacolo”, il fenomeno del digrignare i denti si dileguerà da sé.

Fattori meno frequenti di digrignamento

Anche una scorretta occlusione delle mandibole, ovvero il loro imperfetto allineamento quando si serrano le arcate dentali – del tutto normale perché la crescita è ancora incompleta in età prescolare – può essere annoverata fra le cause del bruxismo nei bambini.

Un altro fattore scatenante della propensione nei bambini a digrignare i denti di notte può essere individuato nell’infestazione ad opera di vermi denominati “ossiuri”, parassiti che si insediano generalmente nel tratto fra il colon e l’orifizio anale.

Il prurito e l’irritazione causati dal proliferare di questi vermi possono essere un fattore scatenante del bruxismo nei bambini, soprattutto nelle ore notturne, quando il fastidio nella zona perianale tende ad aumentare.

Una volta diagnosticata e curata l’infezione, molto probabilmente anche il digrignamento dei denti scomparirà da sé.

Infine – ma molto meno frequentemente – l’attitudine a sfregare i denti può essere causata da motivi patologici più gravi, fra cui disturbi neurologici come encefalopatie (alterazioni anatomo-fisiologiche del cervello del bambino, che possono essere congenite o acquisite) e paralisi cerebrali infantili (che hanno origine da una lesione del sistema nervoso centrale e che inficiano l’evoluzione neuromotoria e cognitiva del bambino). Se ti sei accorto che il tuo bimbo soffre di bruxismo, tuttavia, non disperare e rivolgiti al tuo medico di famiglia per individuare con sicurezza quale sia la causa di tale disturbo: nella stragrande maggioranza dei casi, come anticipato, si tratta di fattori legati alle piccole ansie e, magari, cambiamenti della vita quotidiana.

Il bite per bambini

Un altro prezioso alleato è sicuramente il tuo dentista di fiducia, che sarà in grado di indicarti le soluzioni migliori per porre rimedio al bruxismo del tuo bambino.

Tra i rimedi a cui si ricorre, solitamente c’è il bite per bambini, un dispositivo in resina trasparente che serve ad ostacolare lo sfregamento delle arcate dentali l’una contro l’altra. Si tratta di mascherine protettive da indossare nelle ore di sonno, studiate appositamente per evitare che lo sfregamento possa causare una progressiva consunzione dello smalto dentale.

La cosa migliore è rivolgersi ad un dentista specializzato, in grado di modellare un bite per il tuo bambino che sia su misura e possa quindi correggere il tipo di difetto che si sia instaurato ed, eventualmente, riallineare le mandibole in maniera corretta.

Generalmente, l’utilizzo del bite assicura un sollievo immediato, aiutando a rilassare i muscoli coinvolti nel fenomeno. Non dimentichiamo che digrignare i denti può, infatti, generare indolenzimenti vari e l’incremento, a lungo andare, della sensibilità dentale.

Per conoscere altri rimedi al problema leggi il nostro l’articolo “Rimedi contro il bruxismo”.

Dentista per bambini a Torino

Se ti sei accorto che tuo figlio digrigna i denti e stai cercando un dentista a Torino che ti aiuti a porre rimedio al problema, puoi rivolgerti senza esitazioni allo studio dentistico del Malvò, il cui staff è specializzato nella risoluzione delle problematiche legate al bruxismo nei bambini.

Per qualsiasi informazione e delucidazione, contatta lo 011/7761661 o scrivi un’e-mail all’indirizzo  info@clinicadelmalvo.com. Il nostro staff sarà lieto di rispondere ad ogni tua domanda.

Источник: https://studioodontoiatricodelmalvo.it/bruxismo-bambini-torino/

Bruxismo nei bambini: cause, sintomi, rimedi e terapie

Bruxismo: quando il bambino digrigna i denti

Il bruxismo nei bambini è un disturbo molto comune negli ultimi anni, che condiziona la vita non solo dei bambini stessi ma anche della sua famiglia, a causa dei malesseri che esso provoca.

Oggi vediamo quindi come si manifesta questa patologia e quali sono i sintomi. Parleremo inoltre del bruxismo notturno bambini e vedremo se esistono per il bruxismo bambini rimedi naturali.

Bruxismo nei bambini: cause, sintomi, rimedi e terapie da intraprendere

Se recentemente ti è capitato di sentire tuo figlio lamentarsi di un mal di testa al mattino, o di un dolore alla mandibola, o di aver difficoltà a parlare e masticare appena sveglio, probabilmente sei di fronte a un episodio di bruxismo nei bambini.

I sintomi e le manifestazioni di questo fenomeno possono essere molto diverse, per questo non sempre è facile riconoscere di essere di fronte al bruxismo nei bambini e agire di conseguenza. Una volta identificato il fenomeno, però, esistono diverse alternative a disposizione per curare questo fastidioso disturbo.

C’è da dire che fino a pochi anni fa, per la precisione il 2005, il bruxismo per bambini non era nemmeno classificato come una vera e propria malattia, ma faceva invece parte delle cosiddette parasonnie, ossia fenomeni del sonno come incubi, pipì a letto e sonnambulismo. Oggi, invece, il bruxismo nei bambini ha la definizione ufficiale di disturbo del movimento del sonno.

Prima di capire le cause e i sintomi di questo disturbo, cerchiamo di darne una definizione.

Cos’è il bruxismo?

Il bruxismo è un fenomeno prevalentemente notturno che consiste nella tendenza a digrignare i denti, serrando quindi con forza la bocca. Si tratta di un gesto che, più o meno consapevolmente, tutti compiamo in determinati momenti come situazioni di stress e ansia e non causa particolari problemi.

Tuttavia, quando il fenomeno tende a ripetersi periodicamente, come ad esempio ogni notte, può provocare una serie di disturbi come dolori e ovviamente delle conseguenze sui denti.

Trattandosi di un movimento involontario, tenderà quindi a essere presente di notte, mentre i bambini dormono, o quando sono particolarmente concentrati.

Per questo, è inutile dire al bambino “Smettila di digrignare i denti!”, poiché non è un’azione volontaria.

Questo continuo digrignare, comunque, porta presto o tardi a problematiche più serie. I denti possono effettivamente arrivare a “limarsi” e a modificare il loro aspetto, compromettendo così la funzionalità della bocca.

  • Il bruxismo nei bambini è abbastanza comune, ma la causa principale potrebbe stupirti: si tratta dello stress.

Quale stress potrà mai avere un bambino? Presto detto: un brutto voto a scuola, i genitori che litigano, il non aver avuto un giocattolo, l’arrivo di un fratellino o sorellina, la perdita di un amico a 4 zampe…

Sono numerose le cause che possono dare origine a questo disturbo psicosomatico. In sostanza, se non si affronta il problema, il fenomeno si ripeterà fin quando permane la situazione di stress, che comunque nei bambini tende a risolversi spontaneamente.

Si stima che circa il 70% dei casi di bruxismo nei bambini sia originato proprio da stress e ansia, disturbando il ritmo del sonno.

  • E proprio i disturbi del sonno sembrano essere la seconda causa più comune: innanzitutto con riferimento a disturbi del sonno veri e propri, come le apnee notturne. Ma facciamo rientrare in questa categoria anche problemi temporanei come raffreddore, tosse, bronchite che vanno a disturbare il sonno causando una serie di micro-risvegli durante la notte. Ed è proprio durante questi risvegli che si registrano i fenomeni di bruxismo nei bambini.
  • Ancora, una componente tra le cause del bruxismo nei bambini è data dalla familiarità. Sembra infatti che i bambini con genitori che hanno sofferto di bruxismo siano più inclini a soffrire del disturbo.

I sintomi

Veniamo ora alla parte più difficile, che è quella relativa al riconoscimento dei sintomi. Trattandosi di un fenomeno notturno, infatti, spesso non ci si accorge del problema neanche durante i controlli medici. Tuttavia, il persistere del fenomeno potrebbe generare questi sintomi bruxismo:

  • Mal di testa
  • Mal d’orecchie
  • Dolore e rigidità ai muscoli del viso e della mascella
  • Tensione alle spalle
  • Disturbi del sonno

Oltre a ciò ovviamente resta il sintomo e la conseguenza principale che è il consumo dei denti. A sua volta questo può portare a un aumento della sensibilità a caldo e freddo e fratture.

Nel caso in cui ci si trovi di fronte a questi sintomi, la prima cosa da fare è ricorrere a un dentista pediatrico. Un professionista sarà infatti in grado di identificare con certezza la presenza del disturbo e identificare i bruxismo bambini rimedi.

Cosa fa il dentista pediatrico?

Una volta di fronte al piccolo paziente il dentista procederà con un esame obiettivo dei sintomi riscontrati. Verrà poi stilato un piano di cura che ha lo scopo principale di contenere e risolvere i sintomi.

Se la causa del fenomeno è di natura psicologica, la cosa migliore da fare è cercare di capire quale tipo di stress sta affrontando il bambino e cercare di eliminarne la causa.

Se invece il digrignamento è causato da un sonno disturbato, risolvere gli eventuali raffreddori, bronchiti ecc. potrebbe sicuramente aiutare.

In ogni caso, al dentista spetta il compito di studiare dei dispositivi in grado appunto di far fronte ai sintomi, e nel caso del bruxismo il trattamento principe è rappresentato dal bite.

La cura

Il bite dentale è una sorta di maschera che viene inserita in bocca durante la notte. Questa impedisce ai denti di digrignare e consumarsi, evita il rumore notturno e allenta la pressione esercitata dalle due arcate dentali.

Il bite bruxismo è solitamente realizzato in plastica, e per avere una perfetta aderenza può essere progettato appositamente dal dentista.

Oltre alle cure vere e proprie, è certamente importante anche la prevenzione. Ovviamente, i controlli periodici dal dentista dei bambini sono al primo posto: non solo per verificare la presenza di bruxismo, ma anche per controllare il corretto sviluppo dei denti decidui e di quelli permanenti, nonché la presenza di problemi ortodontici.

Inoltre, ci sono alcune abitudini da evitare che potrebbero favorire l’insorgere del fenomeno, come masticare penne, matite e altri oggetti.

Infine, è importante ricordare al bambino che può sempre parlare ed esprimere il proprio disagio, in modo da trovare soluzione alla problematica che dà origine allo stress.

Источник: https://www.dottorsorridenti.it/bruxismo-nei-bambini/

Bruxismo nel bambino: quando digrigna i denti nel sonno

Bruxismo: quando il bambino digrigna i denti

Il bruxismo interessa circa un bambino ogni dieci e l’incidenza è maggiore prima dell’età scolare. Niente di preoccupante ma potrebbe essere una sorta di campanello d’allarme del bimbo e, allo stesso tempo, una richiesta d’aiuto.

Fino al 2005, il bruxismo, ovvero l'abitudine di digrignare i denti durante il sonno, apparteneva all'elenco delle cosiddette “parasonnie”, insieme a

Ora è definito un “disturbo del movimento in sonno”.

Relativamente frequente tra i bambini, nella maggior parte dei casi scompare in modo spontaneo con la crescita e, in particolare, quando la dentizione permanente si completa.

Per sciogliere ogni dubbio sull'argomento nostrofiglio.it ha intervistato Liborio Parrino, responsabile del Centro di Medicina del Sonno, Clinica neurologica universitaria dell'Azienda ospedaliera di Parma e presidente dell'Associazione Italiana Medicina del Sonno (www.sonnomed.it).

Quando si verifica e quando non viene considerato occasionale

Secondo quanto indicato da Gilles Lavigne, che è il massimo esperto mondiale dell'argomento, l'anomalia può considerarsi conclamata quando si verificano quattro episodi di digrignamento per ora di sonno.

Come si identifica il bruxismo

Identificare il disturbo è semplice per via del rumore caratteristico, stridente e quasi metallico, prodotto dallo sfregamento dei denti dell'arcata superiore contro i denti dell'arcata inferiore.

Frequenza del bruxismo

Il bruxismo interessa circa un bambino ogni dieci e prescinde dal genere di appartenenza. L'incidenza è maggiore prima dell'età scolare.

Il bruxismo è involontario?

Digrignare i denti durante il sonno non dipende mai e in nessun caso dalla volontà quindi non ci si può aspettare che il bambino possa in qualche modo evitarlo. E' dunque del tutto inutile raccomandargli di controllarsi quando lo si saluta per la notte.

Le cause del bruxismo

Non è mai stata individuata un'unica causa a cui attribuire la comparsa di bruxismo. Di certo si sa solo che

  • vi è una predisposione naturale a svilupparlo
  • e che gli episodi di bruxismo sono sempre legati ai cosiddetti “micro-risvegli”, brevissime e improvvise interruzioni del sonno dovute ai più svariati motivi.

Qualunque fattore disturbante si renda responsabile di micro-risvegli può dunque essere considerato una concausa.

I fattori disturbanti

Tutti gli eventi che sottopongono il bambino a uno stress sono potenzialmente responsabili. L'accumulo di una tensione emotiva durante il giorno facilmente si traduce, infatti, in un sonno notturno caratterizzato da numerosi micro-risvegli.

Anche l'arrivo di un fratellino può avere un suo peso?

La nascita di un fratellino può di certo diventare un fattore favorente. Accade quando provoca, nel bambino predisposto, ansia, gelosia, frustrazione, timore di non avere più un proprio posto sicuro nel cuore dei genitori.

Ci sono malattie che possono determinare bruxismo?

Tutte le malattie più frequenti nei bambini possono disturbare il sonno notturno, moltiplicando il numero dei micro-risvegli.

Ecco allora che vi può essere una precisa relazione tra

  • raffreddore,
  • otite,
  • bronchite,
  • laringite

(tanto per citare le più comuni) e episodi di digrignamento dei denti in bambini predisposti.

Anche

  • l'ingrossamento delle tonsille e delle adenoidi,
  • il russamento
  • e gli episodi di apnea notturna (interruzione improvvisa e temporanea della respirazione)

sono spesso implicati perché, al pari di altri disturbi, possono interferire sulla continuità del sonno.

Familiarità e bruxismo

E' possibile che uno o entrambi i genitori di un bambino che digrigna i denti durante il sonno abbiano manifestato la stessa anomalia in età infantile. Del resto anche per quanto riguarda la comparsa di altre parasonnie si è individuata una componente familiare.

Ci si deve preoccupare?

In genere l'anomalia non desta alcuna preoccupazione, tant'è che può accadere che passi addirittura inosservata o, comunque, non venga neppure menzionata in occasione dei controlli pediatrici.

Le conseguenze più comuni

Le conseguenze più comuni sono

  • l'usura dei denti (che nelle forme importanti il dentista è in grado di rilevare al primo sguardo)
  • e mal di testa o malessere generale al risveglio.

Di fatto, simili problemi si riscontrano nelle forme di bruxismo più gravi, quindi sono rari in quanto l'anomalia nella maggior parte dei casi compare in forma lieve.

Alterazioni

E' possibile che i bambini che digrignano i denti abbiano altre anomalie del sonno anche se non è chiara l'incidenza.

Un dato singolare è che il bruxismo si riscontra con una certa frequenza nei parenti di primo grado (anche adulti) delle persone colpite da epilessia del lobo frontale.

Questo non significa assolutamente che il bruxismo è un segnale di allarme nei confronti dell'epilessia, però potrebbe rappresentare un elemento interessante per chi si occupa di ricerca nell'ambito della neurologia.

Cura

Di solito il bruxismo si risolve spontaneamente con il passare degli anni, tant'è che è molto più raro nell'età adulta di quanto non lo sia in epoca infantile.

Cure specifiche non esistono: in casi selezionati e gravi, sotto diretto controllo del neuropsichiatria infantile, si impiegano minime dosi di “trittico”, uno psicofarmaco che migliora la qualità del sonno notturno perché limita il numero dei micro-risvegli e controlla i circuiti che governano i movimenti involontari.

Per quanto riguarda il bite, cioè l'apparecchio mobile di protezione dei denti da indossare durante la notte, non è consigliato per i bambini piccoli.

Più in generale, è fondamentale aiutare il bambino a risolvere eventuali disagi emotivi che è importantissimo individuare. I

l bruxismo va quindi considerato anche una sorta di campanello d'allarme e, allo stesso tempo, di richiesta d'aiuto. A volte possono contribuire alla soluzione del problema più serenità al momento della nanna, più vicinanza, più disponibilità di tempo.

Leggi anche:

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/salute/bruxismo-quando-il-bambino-digrigna-i-denti-nel-sonno

Aiuto, mio figlio digrigna i denti!

Bruxismo: quando il bambino digrigna i denti

Alcuni genitori giungono preoccupati dal pediatra o dal dentista pediatrico perché si accorgono che il loro figlio digrigna i denti durante la notte: a volte il rumore è così intenso che lo sentono dalla stanza vicina. Si tratta di bruxismo.

Noi dentisti pediatrici pur rassicurando i genitori prestiamo molta attenzione a ciascun caso clinico visto che riguarda i bambini nel periodo più critico per la loro crescita e sviluppo.

Credo che il bruxismo infantile sia un’entità nosologica che debba essere conosciuta dalla comunità medica per poterlo identificare e poter inviare il piccolo paziente a noi specialisti.

Il ruolo dell’odontoiatra pediatrico è quello di diagnosticarlo precocemente, educare i genitori, prevenire le sue possibili conseguenze ed identificare le comorbilità associate.

Cos’e’ il bruxismo?

Il bruxismo è un’attività ripetitiva dei muscoli masticatori caratterizzata dal serrare e digrignare i denti in una serie di movimenti involontari, ritmici e spasmodici non funzionali della mandibola.

E’ un fenomeno regolato dal sistema nervoso centrale, e presenta due manifestazioni circadiane distinte: può verificarsi durante il sonno o durante la veglia.

Il bruxismo durante il sonno è il più frequente in età infantile.

Qual è la percentuale de bambini colpiti?

Una recente revisione della letteratura scientifica ha riportato una variabilità della prevalenza del bruxismo tra il 3,5% e il 40,6% dei bambini, e diminuisce con l’avanzare dell’età: gli adulti sono colpiti in una percentuale di circa l’8%. Non c’è un’età colpita maggiormente, ma alcuni studi riportano che le fasce d’età 5-7 anni e 11-12 anni siano quelle più rappresentative.

I maschi sembrerebbero maggiormente colpiti rispetto alle femmine.

Come si riconosce?

Si parla di bruxismo possibile quando un familiare racconta episodi di digrignamento dei denti del bambino durante il sonno.

Il bruxismo probabile si ha quando oltre al riferimento del digrignamento dei denti si osservano clinicamente delle caratteristiche tipiche come la maggiore usura dei denti, il dolore o affaticamento dei muscoli masticatori, l’ipertrofia dei muscoli masseteri.

Per la diagnosi definitiva di bruxismo  è necessario oltre alle caratteristiche del bruxismo probabile, una conferma attraverso la polisonnografia in cui si misura l’attività elettromiografica dei muscoli masticatori durante il sonno, associata a registrazioni audio e video del digrignamento.

Nei bambini il metodo clinico più fidato per diagnosticare il bruxismo continua ad essere basato sulla notizia del digrignamento riportata dai genitori, anche se c’è un limite dovuto al fatto che diversi bambini dormono in stanze lontane dai genitori, quindi spesso molti casi vengono diagnosticati in ritardo da noi dentisti quando durante una visita individuiamo uno stato di usura dei denti.

Che problemi può comportare il digrignare i denti?

Le conseguenze del bruxismo possono essere dentali e neuromuscolari: usura dei denti, malattia parodontale, dolore o affaticamento dei muscoli masticatori, ipertrofia dei muscoli masticatori, problemi durante la masticazione, disturbi all’articolazione temporo-mandibolare, limitazione dell’apertura della bocca, mal di testa, disturbi durante il sonno, disturbi respiratori come l’apnea notturna, disturbi nel comportamento.

Quali sono le cause?

Non ci sono dati certi sulle cause, ma il bruxismo è associato a molteplici e precisi fattori di rischio:

  • Sesso: i maschi sono più a rischio delle femmine;
  • Genetica: è ragionevole credere che il bruxismo sia trasmesso geneticamente, quindi genitori affetti da bruxismo potrebbero essere un fattore di rischio;
  • Posizione scorretta durante il sonno: muoversi tanto durante il sonno potrebbe causare ostruzione delle vie aeree che causa continui movimenti dei muscoli durante il sonno, quindi bruxismo. Al fine di ridurre questo rischio o di alleviarlo, i genitori dovrebbero aiutare i figli a correggere la loro posizione durante il sonno e mantenere il controllo delle vie aeree;
  • Dormire con la bocca aperta e russare: entrambi correlati all’ostruzione delle vie aeree, sarebbero un fattore di rischio per il bruxismo;
  • Ansia e nervosismo: cambiare posizione durante il sonno, indica un sonno inquieto, disagio, che portano ad ansia e nervosismo, considerati fattori di rischio per i bruxismo;
  • Stress psicologici o eccessiva responsabilità: eccessivi stress e responsabilità sui bambini determinano un aumento di catecolamine, fattore di rischio per il bruxismo;
  • Fumo passivo: l’esposizione al fumo o alla nicotina può attivare un riflesso trigemino-cardiaco che comporta un effetto simile allo stress psicologico, importante nella patogenesi del bruxismo;
  • Riposo non ottimale: un sonno irrequieto, in una stanza rumorosa, con la luce o schermi accesi, potrebbe essere un fattore di rischio per il bruxismo;
  • Durata del sonno: esiste una correlazione tra le ore di sonno e il bruxismo. Il sonno dovrebbe essere di almeno 8 ore; l’ideale per i bambini sarebbe di 11-12 ore;
  • Altri fattori probabili: mal di testa, mordere il labbro o mordere oggetti, problemi nel comportamento, paura del buio, insonnia, pipì a letto, parlare nel sonno, iperattività, deficit dell’attenzione e problemi emotivi con i coetanei sarebbero probabili fattori di rischio per il bruxismo, ma necessitano di ulteriori studi.

Quando un genitore deve preoccuparsi se suo figlio digrigna i denti?

Il digrignare i denti è un’attività piuttosto frequente nei bambini tra il primo anno di vita e i 3-4 anni: al pari del succhiarsi il pollice, borbottii e vocalizzazioni il bruxismo è un modo che il bambino utilizza per scaricare la tensione emotiva interiore. Il bambino così piccolo non è in grado di elaborare mentalmente l’ansia ed esprime il suo stato di tensione interna in questo modo.

Con il bruxismo notturno il bambino piccolo cerca di padroneggiare il momento dell’addormentamento che è sempre ansiogeno perché ci si confronta con le paure inconsce. Digrignando i denti il bambino cerca e trova conforto, in una sorta di sostituto dei genitori.

Per considerarlo un vero e proprio disturbo bisogna valutare da quanto tempo si protrae oltre i 4 anni, come interferisce nel sonno del bambino, quali altre conseguenze sta comportando a livello dentale e neuromuscolare.

Come si cura?

Nella maggior parte dei casi il bruxismo si risolve spontaneamente, ma la remissione dei sintomi può essere accelerata se i genitori aiutano a diminuire i fattori di rischio: rispettando le 8 ore di sonno, correggendo le posizioni sbagliate durante il sonno e agevolando la posizione che impedisce l’ostruzione delle vie aeree, evitando la TV, i videogiochi o il tablet nell’ora antecedente alla nanna, mantenendo il buio e il silenzio nella cameretta del bambino. Se il problema invece è l’ansia o il nervosismo, mi sento di dare ai genitori dei consigli diversi per ridurre le fonti di stress per il bambino, sia in caso di stress lieve che di stress più intenso.

Quali consigli?

Le coccole svolgono un ruolo fondamentale e consolatorio per il bambino che sta vivendo lievi momenti di stress o ansia, e che possono aiutare nel trattamento del bruxismo.

Il genitore dovrebbe fare in modo di accompagnare il momento della nanna a dei piccoli rituali benefici e rilassanti: preparare una camomilla o valeriana (meglio senza zucchero o miele, ma se dolcificate ricordate di lavare i denti prima di dormire!), un bagno caldo, massaggi e tante tante coccole.

E se lo stress o l’ansia sono intensi?

In alcuni momenti emotivamente stressanti come l’inizio della scuola, l’arrivo di un fratellino/sorellina, un trasferimento di città, un lutto in famiglia, la perdita di un animale, il cambio di scuola ma anche fattori minori come un rimprovero, una parola detta in un certo modo dal genitore o dall’insegnante o un dispetto da parte di un amichetto possono portare un bambino particolarmente sensibile a scaricare l’ansia in eccesso digrignando i denti durante la notte. Ricordo il caso di una bambina di 7 anni con un grado eccessivo di usura dentale. La bambina era apparentemente serena e la mamma escludeva qualsiasi fonte di ansia o stress. Parlando con la bimba ho scoperto che un compagno di classe le rubava e distruggeva tutte le gomme per cancellare, riducendole in pezzetti. La mamma era ignara di questi continui episodi, e ha iniziato a spiegarsi quella strana “epidemia” di gomme stranamente perse o date in prestito da ricomprare così spesso. In tutto questo la bambina accettava il comportamento del compagno di classe, dicendo che comunque per lei non rappresentava un problema cancellare con i piccoli pezzetti di gomma distrutta e che per lei andava bene così. In questi casi il mio consiglio per i genitori è quello di insegnare al bambino come esprimere all’esterno il proprio disagio, risentimento e rabbia; sarà poi lui a scegliere il linguaggio più adatto alla sua età: semplicemente sfogandosi e parlandone, disegnando, facendo dei giochi di costruzione e creatività, praticando attività fisica.

Qualora questo non dovesse funzionare, consiglio ai genitori di intensificare l’ascolto ma anche le coccole. Abbracciando, accarezzando, facendo dei massaggi ai propri bambini è possibile che questo comportamento possa sostituire l’automatismo motorio nella sua funzione consolatoria, aiutando a calmare questi sentimenti negativi che possono sfociare in bruxismo.

E se non dovesse funzionare?

Se non dovesse funzionare, e se il bruxismo ha già comportato conseguenze dentali e neuromuscolari, si può provare con:

  • Psicologia: i trattamenti psicologici durante l’infanzia permettono al bambino e futuro adulto di affrontare i conflitti e tensioni emozionali nella maniera migliore, con un effetto positivo nel controllo del bruxismo;
  • Fisioterapia: tecniche di autocoscienza attraverso il movimento atte a migliorare le posizioni cranio-cervicali, effettuate anche solo 1 volta a settimana, sembrerebbero limitare il bruxismo notturno: questo è il risultato di uno studio scientifico sperimentale che ha portato ad un miglioramento nel 77% dei bambini bruxisti partecipanti allo studio;
  • Ortodonzia e chirurgia: alcune alternative chirurgiche come rimuovere le adenoidi e le tonsille in bambini con ostruzione respiratoria in caso di iperplasia adeno-tonsillare ha avuto effetti significativi diminuendo il bruxismo in quei pazienti. Anche l’espansione del palato tramite apparecchio ortodontico nei bambini con palato stretto e problemi respiratori ha comportato una riduzione del bruxismo, minore russamento e minori movimenti durante il sonno.

Per gli adulti bruxisti spesso si ricorre ai byte, e per i bambini?

Il byte è un dispositivo occlusale che viene prescritto agli adulti che soffrono di bruxismo per proteggere i denti dall’usura prima che questa determini problemi di ipersensibilità, per ridurre un’iperattività dei muscoli masticatori, per ridurre tutti i sintomi che il bruxismo comporta, tra cui la tensione e i dolori dell’articolazione temporo-mandibolare. Il byte di solito si porta tutte le notti, è facile da usare, non ha un costo eccessivo, è un trattamento reversibile e se portato correttamente risolve il bruxismo.

Nei bambini con denti decidui o dentizione mista invece non è indicato perché interferirebbe con i processi di crescita della mandibola e del mascellare superiore.

Concludendo?

Quando un genitore si accorge che il proprio bambino digrigna i denti durante la notte, consiglio una visita con il dentista pediatrico che individuerà se il bruxismo è in uno stadio iniziale o se ha già causato dei disturbi. Nella maggior parte dei casi il dentista pediatrico consiglia una condotta osservazionale-non interventista, monitorando il piccolo paziente periodicamente.

Tuttavia, se il bruxismo manifesta sintomi come mal di testa, problemi respiratori durante il sonno e tutte le conseguenze viste in precedenza, verranno dati al genitore i consigli più adatti al grado di bruxismo: dalle coccole per ridurre piccole tensioni, ad un approccio multidisciplinare per i casi più complessi.

DOTT.SSA TIZIANA ANEDDA

Laurea con lode in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Cagliari, è specializzata in Chirurgia Odontostomatologica presso l'Università degli Studi di Milano. Owner di dentalbaby, portale di informazione scientifica sulla salute orale pediatrica rivolto ai genitori e ai colleghi odontoiatri ed igienisti.

Dott.ssa Tiziana Anedda | Iscrizione all'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Cagliari | Albo Odontoiatri pos.

n° 726 | Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria all'Università degli Studi di Cagliari in data 15/07/2004 | Abilitazione conseguita nella II sessione del 2004 presso l'Università degli Studi di Cagliari | Specializzazione in Chirurgia Odontostomatologica conseguita presso l'Università degli Studi di Milano.
La Dott.ssa Tiziana Anedda dichiara che il messaggio informativo contenuto nel presente sito web è diramato nel rispetto delle linee-guida contenute nelle “Direttive per l'autorizzazione della pubblicità e dell'informazione su siti internet e per l'uso della posta elettronica per motivi clinici”. Dichiara, inoltre che il sito web corrisponde alle linee-guida inerenti l'applicazione degli art. 55-56-57 del Codice di Deontologia Medica (pubblicità dell'informazione sanitaria).
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Источник: https://www.dentalbaby.it/l-esperto-risponde/aiuto-mio-figlio-digrigna-i-denti

Gravidanza
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