Bonus Baby sitter e asilo di 600 euro mensili: come richiederlo

Bonus baby sitter Inps 2021: a chi spetta e come funziona

Bonus Baby sitter e asilo di 600 euro mensili: come richiederlo

Il bonus baby sitter 2021, annunciato dalla Ministra per le Pari Opportunità e per la Famiglia Elena Bonetti insieme al congedo parentale Covid, cambia veste.

Una nota dell’INPS, in occasione dell’apertura delle domande all’8 aprile, infatti, ha chiarito che “sono cambiati importi e categorie di aventi diritto, fattori che hanno richiesto il necessario allineamento delle procedure amministrative e la configurazione di quelle informatiche”.

Ciò significa che prima di richiedere il beneficio sarà necessario controllare tutti i requisiti necessari per effettuare la richiesta, verificare i moduli e i documenti necessari e controllare gli importi del bonus.

Un’altra novità rispetto al precedente aiuto è la possibilità di utilizzare il bonus baby sitter per pagare i centri estivi: in questo caso, però, il bonus baby sitter diventa incompatibile con il bonus asilo nido.

Vediamo nel dettaglio qual è la procedura da seguire per richiedere il bonus baby sitter 2021, quali sono le indicazioni dell’INSP, come cambiano gli importi e i beneficiari. Qui tutte le informazioni utili per i genitori.

Bonus baby sitter 2021, le istruzioni dell’INPS

È attiva da giovedì 8 aprile la piattaforma dell’INPS che permette di richiedere il bonus baby sitter 2021, previsto dal decreto legge numero 30 del 13 marzo 2021. Una nota dell’Istituto ha chiarito che gli importi e i beneficiari sono cambiati rispetto al bonus baby sitter che avevamo conosciuto con i decreti economici del Governo Conte bis.

Infatti, il nuovo bonus baby sitter è destinato a una platea di beneficiari ben definita e avrà un importo diverso dai 600 euro previsti dai precedenti decreti. La misura è volta a sostenere quei genitori che, presumibilmente a causa della loro attività lavorativa, non sono in grado di accudire i propri figli e devono pertanto pagare una baby sitter.

Quali sono le categorie di soggetti che possono richiedere il beneficio? Ecco una guida completa per effettuare la domanda per il bonus baby sitter.

Bonus baby sitter 2021: a chi spetta?

La platea di beneficiari del bonus baby sitter è cambiata rispetto alle disposizioni dei decreti economici del Governo Conte bis. La Ministra per le Pari Opportunità e per la Famiglia aveva annunciato un nuovo sostegno per le famiglie in seguito all’introduzione di nuove zone rosse in vista della Pasqua e per il periodo immediatamente successivo.

A tale scopo sono stati introdotti nuovamente i congedi parentali retribuiti per le zone rosse e il nuovo bonus baby sitter da 100 euro a settimana.

Potranno richiedere il bonus baby sitter le seguenti categorie di lavoratori:

  • lavoratori autonomi iscritti all'Inps;
  • lavoratori iscritti alla Gestione separata, di cui all’articolo 2, comma 26, della legge numero 335 dell’8 agosto 1995;
  • lavoratori del settore sanitario pubblico o privato;
  • lavoratori del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegati per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19;

Per quanto riguarda il comparto della sanità, le richieste possono essere effettuate dai seguenti specialisti:

  • medici, compresi i medici di base e i pediatri seppur non in possesso di un contratto di lavoro subordinato;
  • infermieri (inclusi ostetrici);
  • tecnici di laboratorio biomedico;
  • tecnici di radiologia medica;
  • operatori sociosanitari, compresi i soccorritori e autisti/urgenza 118.

Bonus baby sitter 2021: cambiano gli importi!

Il bonus baby sitter 2021 erogato dall’INPS, in ottemperanza al decreto legge del 13 marzo 2021 non ha più un valore pari a 600 euro.

Il nuovo bonus introdotto dal Governo Draghi, infatti, ha un valore fino a 100 euro a settimana, ma viene erogato in presenza di determinate condizioni.

I genitori che intendono richiedere il bonus baby sitter e rispettano i requisiti sopra descritti, dovranno attenersi a queste indicazioni. Si può richiedere il bonus baby sitter in presenza di:

  • figli minori di 14 anni in didattica a distanza;
  • figli minori di 14 anni in quarantena su disposizione della ASL territoriale competente. 

Il sussidio può essere richiesto soltanto se l’altro genitore non sta già usufruendo di altre tutele o del congedo parentale retribuito.

Bonus baby sitter 2021: come si richiede?

Per richiedere il bonus baby sitter 2021 esistono due canali. Per quanto riguarda il primo, è necessario collegarsi al sito dell’INPS (disponibile a questo indirizzo) ed effettuare il login tramite una delle seguenti modalità:

  • credenziali SPID di livello 2;
  • Carta di identità elettronica (CIE);
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • Tramite il PIN dispositivo rilasciato dall’INPS.

Una volta eseguito l’accesso, occorre collegarsi all’apposita sezione “Bonus servizi di baby sitting”, scegliere l’opzione “Prestazioni e servizi”, cliccare su “Tutti i servizi”, poi su “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito” e infine su “Bonus servizi di baby sitting”. Seguendo la procedura riportata sul sito si riusciranno a inoltrare le domande: verranno richiesti, a tal fine, appositi documenti e moduli da compilare debitamente.

In alternativa, è possibile scegliere il secondo canale per l’effettuazione della richiesta: si può ottenere il bonus baby sitter 2021 anche tramite gli enti di Patronati, sfruttando i servizi offerti gratuitamente.

Bonus baby sitter 2021: quando arriva?

Il bonus baby sitter 2021 verrà erogato tramite Libretto di Famiglia o, in alternativa, su richiesta del beneficiario, per l’iscrizione presso i centri estivi, i servizi socio-educativi, centri ricreativi o servizi integrativi. In questi casi, però, il bonus baby sitting non è compatibile con il bonus asilo nido.

Si potrà utilizzare il credito ottenuto fino al 30 giugno 2021.

Bonus baby sitter in arrivo dalle Regioni

Oltre ai sostegni introdotti a livello nazionale, alcune Regioni hanno deciso di introdurre ulteriori misure a sostegno delle famiglie.

Per esempio, Umbria, Liguria e Veneto hanno introdotto un bonus baby sitter a livello regionale, mentre Lombardia, Lazio e Friuli Venezia Giulia prevedono sostegni diversi per i genitori con figli minori impegnati nella didattica a distanza.

Ecco le misure che possono richiedere le famiglie residente nelle Regioni corrispondenti.

Liguria

Nel dettaglio, in Liguria possono richiedere il bonus baby sitter tutte le famiglie con un reddito complessivo ISEE non superiore a 35 mila euro. Il contributo ha un valore mensile pari a 350 euro e viene erogato in presenza di figli con meno di 14 anni (meno di 18 se si tratta di ragazzi con disabilità).

Sempre per le famiglie, la Liguria ha previsto un contributo per il pagamento della retta per l’iscrizione all’asilo nido fino a giugno 2021: il voucher ha un valore compreso tra i 100 e i 200 euro e viene assegnato alle famiglie con un reddito complessivo ISEE inferiore a 20 mila euro.

Umbria

L’Umbria, invece, ha previsto un bonus baby sitter retroattivo dal 1° febbraio, ma da richiedere a partire dal 24 marzo 2021.

Il bonus si rivolge ai genitori con figli fino a 12 anni (o disabili senza limiti di età) e che svolgano un lavoro autonomo o dipendente nel settore pubblico o privato. È richiesto, inoltre, un ISEE non superiore a 50 mila euro.

Il contributo economico è pari a 400 euro una tantum, con maggiorazione di 100 euro per ogni ulteriore figlio (fino a un massimo di 800 euro).

Friuli Venezia Giulia

Diversi i sostegni alle famiglie previsti dal Friuli Venezia Giulia: la Regione ha previsto una carta famiglia per i nuclei con figli dai 3 ai 14 anni.

Il contributo parte da un minimo di 150 euro e raggiunge un massimo di 575 euro da impiegare per pagare baby sitter o centri estivi: lo stanziamento di risorse è pari a 6 milioni di euro per il triennio 2021-2023.

Il Friuli Venezia Giulia ha anche previsto un bonus riservato ai professionisti pari a 6 mila euro per i figli fino a 3 anni e 8 mila euro in caso di figlio minore fino a 8 anni con disabilità.

Veneto

Anche il Veneto è una delle Regioni che ha previsto l’introduzione di specifici sussidi per le famiglie con figli minorenni.

I genitori possono richiedere – fino a ottobre 2021 – il bonus baby sitter, ovvero un contributo pari a 200 euro mensili per i ragazzi con meno di 14 anni.

Il voucher viene erogato per un massimo di 10 mensilità ed è riservato ai nuclei familiari con un reddito complessivo ISEE non superiore a 40 mila euro.

Lazio e Abruzzo

La Regione della Capitale ha stanziato ulteriori fondi per sostenere i genitori con figli impegnati nella didattica a distanza: è previsto un piano per l’infanzia e l’adolescenza. Lo stesso dicasi anche per l‘Abruzzo, previa autorizzazione della Commissione Ue.

Nel Lazio il bonus baby sitter avrà un valore variabile secondo gli importi riportati nel seguente schema:

  • bonus da 800 euro per la fascia 0-3 anni, utile per l'iscrizione ai centri estivi o attività simili e anche per servizi baby-sitting;
  • bonus da 500 euro per la fascia 4-5 anni;
  • bonus da 300 euro per i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 14 anni;
  • bonus da 200 euro per gli adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni.

Lombardia

È previsto subito dopo Pasqua un pacchetto da 25 milioni di euro per la Regione Lombardia, il cosiddetto bando “Protezione famiglia”.

L’assessore regionale alla Famiglia Alessandra Locatelli dovrà tenere conto dell’andamento epidemiologico per definire gli aiuti da erogare alle famiglie che hanno subito riduzioni di reddito a causa della pandemia di coronavirus. Il contributo spetterà ai genitori con almeno un figlio minore a carico.

Bonus baby sitter anche dia Comuni: ecco quali

Anche alcuni Comuni italiani hanno introdotto dei sussidi destinati alle famiglie con figli a carico impegnati nella didattica a distanza. 

In particolare, il Comune di Bologna ha introdotto un bonus baby sitter riservato ai genitori dei bambini di età compresa tra 0 e 3 anni, che non frequentano strutture educative.

Inoltre, è attivo il servizio “Tata Bologna”: le famiglie che assumono una tata per almeno 24 ore a settimane e per un minimo di tre mesi, potranno chiedere un sussidio ulteriore di 200 euro mensili maggiorati di 100 per ogni figlio in più sotto i 3 anni.

A Verbania e Ravenna, invece, sono stati introdotti dei voucher da – rispettivamente – 400 euro e 300 euro per le famiglie con figli fino a 12 anni e con reddito complessivo ISEE non superiore ai 35 mila euro.

Redattore, classe 1998.
Sono veronese di nascita e milanese d'adozione. Mi sono Laureata in Comunicazione e Società presso l'Università degli Studi di Milano e sono da sempre appassionata di giornalismo e attualità.

Entrata nel mondo dell'informazione grazie a uno stage curricolare, ho svolto per due anni l'attività di redattore e social media manager. Attualmente collaboro da remoto con Trend-online, la testata grazie alla quale ho lanciato il mio primo e-book, e con altre testate per la sezione di attualità.

La mia ambizione principale è quella di costruire una carriera internazionale.

Il mio motto è? “Il meglio deve ancora venire”.

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Bonus babysitter da 600 euro al mese col libretto famiglia: chi ne ha diritto, come si ottiene

Bonus Baby sitter e asilo di 600 euro mensili: come richiederlo

Un bonus pari a 3600 euro per pagare la babysitter, al posto del congedo parentale: nonostante l’abolizione dei voucher, i vecchi buoni lavoro, è ancora operativo, per tutto il 2018, il bonus babysitter, che consente di ottenere il pagamento da parte dell’Inps dei servizi di babysitting sino a un valore pari a 600 euro mensili. Il bonus è corrisposto per un massimo di 6 mesi, quindi per 3600 euro totali, come incentivo alla rinuncia al congedo parentale, cioè alla maternità facoltativa; si può ottenere in misura parziale se si rinuncia soltanto a una parte del congedo parentale.

Il bonus babysitter non è più erogato, però, sotto forma di voucher, ma per pagare la babysitter si deve utilizzare il nuovo libretto famiglia, l’unica modalità ora consentita per retribuire le prestazioni occasionali da parte dei datori di lavoro che non sono imprese o professionisti. Ad ogni modo, come dichiarato dall’Inps in un recente messaggio [1], non ci sono problemi per chi ha già richiesto il pagamento da parte dell’Inps dei servizi di baby sitting con i vecchi voucher, cioè con i buoni lavoro: questi infatti potranno essere utilizzati fino al 31 dicembre 2018.

Resta in piedi, inoltre, la possibilità di scegliere, al posto del bonus babysitter, il bonus per il pagamento dell’asilo nido da 3600 euro: in questo caso, tuttavia, l’Inps non riconosce dei buoni all’interessato che fruisce del servizio, ma paga la retta della struttura prescelta.

Ma come funziona il bonus babysitter da 3600 euro e chi ne ha diritto?

Bonus babysitter e bonus nido da 3600 euro

Il bonus babysitter e asilo nido da 3600 euro è stato introdotto dalla legge Fornero di riforma del mercato del lavoro [2]: si tratta di un contributo riconosciuto dall’Inps alle madri lavoratrici che si trovano negli 11 mesi successivi al congedo obbligatorio di maternità, se rinunciano, almeno in parte, al congedo parentale (o maternità facoltativa).

Il contributo può essere erogato, per un massimo di 6 mesi (3 mesi per le lavoratrici autonome), per il pagamento della babysitter o utilizzato per pagare la retta dell’asilo nido (in questo caso, come anticipato, l’Inps paga direttamente l’asilo prescelto, che deve essere convenzionato con l’istituto): in entrambi i casi, il suo valore è di 600 euro mensili, sino a un massimo, dunque, di 3600 euro.

In pratica, la lavoratrice, anziché fruire del congedo parentale (o maternità facoltativa) domanda all’Inps un contributo per pagare la retta mensile dell’asilo nido del bambino, oppure richiede i buoni lavoro, ora il libretto famiglia, per pagare la babysitter.

Il bonus asilo nido non deve essere confuso con la misura del buono nido: quest’ultimo infatti è un rimborso riconosciuto dall’Inps direttamente all’interessato a fronte della retta pagata per l’asilo nido, sino a un importo massimo di 1000 euro annuali, corrispondenti a 90,91 euro mensili erogati per 11 mensilità.

Chi può richiedere il bonus babysitter

Possono richiedere il bonus babysitter e asilo nido:

  • le lavoratrici dipendenti del settore pubblico o privato;
  • le lavoratrici iscritte alla gestione Separata, comprese le libere professioniste;
  • le lavoratrici autonome e le imprenditrici (iscritte alle gestioni degli artigiani e dei commercianti, dei coltivatori diretti etc.).

Per poter chiedere il bonus, la lavoratrice deve trovarsi, al momento di presentazione della domanda, negli 11 mesi successivi al termine del congedo obbligatorio di maternità; inoltre, non deve già aver interamente beneficiato delle assenze per congedo parentale (che non possono, nella generalità dei casi, essere superiori a 6 mesi per ciascun genitore).

L’agevolazione è riconosciuta anche a chi ha più figli, presentando una domanda per ogni figlio, mentre non è riconosciuta alle lavoratrici esentate totalmente dal pagamento dei servizi pubblici per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati, nonché a quelle che hanno diritto ai benefici legati al Fondo per le Politiche delle pari opportunità.

A quanto ammonta il bonus babysitter

Il bonus babysitter o asilo nido, come abbiamo già detto, ha un valore pari a 600 euro mensili, ed è riconosciuto per un massimo di 6 mesi (3 per le lavoratrici autonome): può dunque arrivare sino a un massimo di 3600 euro per le dipendenti, e di 1800 euro per le autonome.

Se la lavoratrice ha già usufruito in parte del congedo parentale, può richiedere il contributo per un numero di mesi pari ai mesi di assenza non ancora utilizzati.

Per le lavoratrici part time, il contributo non è pari a 600 euro ma viene riproporzionato in ragione dell’orario di lavoro: ad esempio, se l’interessata lavora 20 ore alla settimana, con un part time del 50%, ha diritto a 300 euro di bonus mensile.

Il contributo per l’asilo nido è erogato dall’Inps, come abbiamo osservato, direttamente alla struttura prescelta, mentre per quanto riguarda il libretto famiglia o i buoni lavoro per il pagamento della babysitter la procedura per l’erogazione è telematica: deve comunque essere effettuata all’interno del portale web dell’Inps, in un’apposita piattaforma.

Per quanto concerne la procedura di attivazione dei buoni lavoro, che come abbiamo detto possono essere utilizzati, se già richiesti, entro il 31 dicembre 2018, si veda il nostro vademecum: come attivare i buoni lavoro.

Per quanto riguarda, invece, la procedura di attivazione del libretto famiglia, in merito al bonus babysitter, vedremo tra poco gli adempimenti da effettuare.

Come si compila la domanda per il bonus babysitter

Per richiedere il bonus babyistter da 3600 euro bisogna innanzitutto accedere al portale web dell’Inps, area My Inps, utilizzando le proprie credenziali (pin dispositivo dell’Inps, identità digitale Spid almeno di 2° livello, Carta nazionale dei servizi).

Bisogna poi accedere alla prestazione. “Bonus Infanzia: domanda per il contributo asilo e voucher baby sitting (cittadino)”.

A questo punto si deve cliccare nel riquadro Nuova domanda.

Nella domanda per l’erogazione del contributo, la lavoratrice deve inserire:

  • i propri dati anagrafici, compresi residenza ed eventuale diverso domicilio;
  • il numero di telefono cellulare e l’indirizzo Pec (posta elettronica certificata) o email per la ricezione delle comunicazioni da parte dell’Inps;
  • i dati relativi al padre del minore per cui si chiede il beneficio, compreso il tipo di rapporto lavorativo, codice fiscale del datore di lavoro, periodi di congedo parentale fruiti;
  • i dati del minore per cui si richiede il beneficio;
  • i dati riguardanti il congedo di maternità relativo al minore indicato;
  • i periodi di congedo parentale già fruiti per il minore stesso;
  • il beneficio prescelto e mensilità di durata;
  • la struttura per l’infanzia, pubblica o privata accreditata, in caso di contributo per l’asilo nido;
  • i dati relativi al proprio datore di lavoro/committente ed al proprio rapporto lavorativo, oppure dichiarazione di non avere datori di lavoro o committenti.

La lavoratrice deve inoltre specificare di aver presentato la dichiarazione Isee e scegliere, in caso di part-time, il rapporto o i rapporti di lavoro per cui si chiede la concessione del beneficio.

Come si presenta la domanda per il bonus babysitter

La domanda, sia per quanto riguarda il bonus babysitter che il contributo per l’asilo nido, può essere presentata non solo attraverso la piattaforma web dell’Inps, ma anche:

  • tramite contact center, chiamando il numero 803.164, qualora la lavoratrice sia munita di Pin dispositivo dell’Inps;
  • tramite patronato.

Il termine per la presentazione delle istanze è il 31 dicembre 2018.

L’accoglimento della domanda da parte dell’Inps è comunicato tramite i seguenti canali telematici: indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) indicato in domanda, oppure pubblicazione del provvedimento nella stessa procedura telematica alla quale si è acceduto per la presentazione della domanda.

Come si utilizza il libretto famiglia per il bonus babysitter

Per attivare il libretto famiglia bisogna in primo luogo, utilizzando l’apposita piattaforma telematica Inps, registrarsi preventivamente al servizio, al seguente indirizzo: “www.inps.it/ prestazioni occasionali”.

Per accedere a questa piattaforma telematica, bisogna possedere le credenziali di accesso al sito web dell’Inps: è possibile accedere, in particolare, attraverso il Pin dell’Inps, l’identità unica digitale Spid o la Cns, la Carta nazionale dei servizi.

Al momento della registrazione nella piattaforma telematica è necessario scegliere di accedere al libretto famiglia e fornire le informazioni identificative necessarie per la gestione del rapporto di lavoro e degli adempimenti contributivi.

Bisogna poi aver cura che la lavoratrice, cioè la babysitter, si registri ai servizi telematici dell’Inps, e che indichi, sul suo profilo, l’Iban del conto corrente bancario o postale, il libretto postale o la carta di credito su cui l’Inps, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione, dovrà versare il compenso pattuito.

In caso di mancata indicazione dell’Iban, l’Inps verserà il compenso del bonus babysitter con bonifico bancario domiciliato alle Poste.

Una volta effettuata la registrazione al servizio, al termine della prestazione lavorativa, e comunque non oltre il 3° giorno del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione stessa, si devono comunicare, attraverso la piattaforma telematica Inps o il contact center Inps Inail (raggiungibile, come già esposto, al numero 803.164):

  • i dati identificativi della lavoratrice;
  • il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa;
  • il numero di titoli utilizzati per il pagamento della prestazione;
  • la durata della prestazione;
  • l’ambito di svolgimento della prestazione (nel caso della babysitter, assistenza ai bambini);
  • ulteriori informazioni per la gestione del rapporto, come l’appartenenza della lavoratrice a categorie svantaggiate (disoccupati, pensionati o studenti).

La comunicazione avviene attraverso l’utilizzo di un calendario giornaliero gestito attraverso la procedura Inps, in cui le ore di lavoro svolte devono essere indicate giorno per giorno.

Al momento dell’inserimento della prestazione bisogna selezionare l’apposita voce del menu a tendina presente nella procedura: “Acquisto di servizi di baby-sitting (L. 92/2012, art. 4, comma 24, lett.b)”.

Per tutelare la lavoratrice, la piattaforma telematica Inps le invierà, attraverso comunicazione di posta elettronica, sms o servizio My Inps, la dichiarazione trasmessa sullo svolgimento della prestazione lavorativa, con l’indicazione dei termini generali.

Quanto costa un’ora di lavoro della babysitter col libretto famiglia

Il libretto famiglia è composto da titoli di pagamento, dal valore di 10 euro, utilizzabili per pagare prestazioni di durata non superiore ad un’ora.

Il valore nominale di 10 euro è così suddiviso:

  • 8 euro per il compenso a favore del lavoratore;
  • 1,65 euro per i contributi previdenziali (che vanno alla gestione Separata Inps);
  • 0,25 euro per il premio assicurativo Inail (infortuni e malattie professionali);
  • 0,10 euro per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore.

Come pagare la babysitter col libretto famiglia

Una volta effettuata la registrazione nella procedura Prestazioni occasionali, si deve procedere all’acquisizione telematica del contributo per l’acquisto dei servizi di baby-sitting, cioè del bonus babysitter, erogato tramite libretto famiglia, entro 120 giorni dalla comunicazione di accoglimento della domanda da parte dell’Inps. Il superamento di questo termine si intende come rinuncia al bonus.

L’acquisizione telematica di solo una parte del bonus, entro il termine di 120 giorni, comporta l’automatica rinuncia alla restante parte.

Nella Guida al libretto famiglia per retribuire i lavori domestici sono presenti le ulteriori istruzioni per l’utilizzo di questo strumento [3].

FONTE: LA LEGGE PER TUTTI

Источник: https://www.afigisolidarieta.org/bonus-babysitter-da-600-euro-al-mese-col-libretto-famiglia-chi-ne-ha-diritto-come-si-ottiene/

Gravidanza
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