Benefici dell’allattamento al seno

Allattamento al seno: benefici per mamma e bambino

Benefici dell’allattamento al seno

Riccardo Davanzo, pediatra neonatologo

L’informazione che il latte materno rappresenti per il bambino un netto beneficio di salute è ormai patrimonio comune della cultura pediatrica e popolare attuale.

Sulla base dei risultati degli studi scientifici condotti soprattutto negli ultimi 40 anni si può sciorinare con sicurezza e orgoglio la lunga lista di malattie infantili, e dell’adulto che sarà, che risultano meno frequenti quando il bambino viene allattato al seno.

Questa protezione, infatti, supera lo stretto periodo dell’allattamento (di mesi o anni che sia), mostrando effetti di lunga durata: in altre parole l’allattamento al seno porta con sé un bonus di salute non solo nei riguardi delle malattie infettive (respiratorie e gastrointestinali innanzitutto), ma anche di condizioni come le allergie, l’obesità, l’armonico sviluppo neurointellettivo e del sistema immunitario.

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Una scelta “controcorrente”

È ben comprensibile quindi, che ci si aspetti che la scelta della donna, di fronte a questa panacea, sia quella di allattare al seno su richiesta del bambino, per sfruttare i meccanismi ormonali che regolano la produzione di latte materno, per aumentare il successo dell’allattamento e per rispondere ai bisogni di tipo relazionale e psicologico del figlio. Questa attesa sulla scelta della mamma non è solo collettiva (della società), ma anche individuale da parte di donne sempre meglio informate, nell’ambito del loro intimo progetto di maternità.

Ma allattare al seno significa, istinto e affetto a parte, anche riconoscere e accettare i bisogni e i ritmi del bambino, avere fiducia nelle sue competenze, capire i segnali che invia, essere disponibili verso l’altro; in sintesi: accettare che questo nuovo altro possa anche non essere così precocemente autonomo, come impropriamente si vorrebbe. Eppure, questa aspettativa entra in contrapposizione critica con la cultura dominante attuale, che al di là dell’iconografia circolante sulla maternità e l’allattamento, proietta modelli in cui invece prevalgono e sono apprezzate indipendenza, organizzazione, efficienza, ossia una serie di caratteristiche, in generale più che positive, ma in cui mamma e bambino possono fare difficoltà a calarsi, a immedesimarsi, nei primi mesi dopo la nascita. La donna in questo conflittuale contesto viene comprensibilmente presa da incertezze, dubbi e può mostrare poca fiducia nella propria capacità di affermarsi da un punto di vista riproduttivo come nutrice della prole.

Allattamento, tra pregiudizi e stereotipi

Per giunta sono ancora presenti o striscianti nella società vecchi stereotipi popolari, che attribuiscono all’allattamento un onere fisico e intellettuale, paventando l’affaticamento fino al decadimento delle condizioni generali di salute, l’aggravamento di malattie preesistenti, indesiderate variazioni (in aumento o in diminuzione) del peso corporeo, l’indebolimento dello scheletro, dei denti, della capigliatura, sacrifici e limitazioni personali.
Per questo complesso di ragioni culturali, sociali, mediche allattare al seno può anche non essere d’appeal per la neo-mamma e non basta a questo punto ricordare che allattare al seno costa meno, è naturale, politicamente ed ecologicamente corretto. In questo complesso contesto in cui la donna sceglie o meno di iniziare ad allattare al seno e/o di continuare a farlo, nonostante le eventuali difficoltà, vale allora la pena fare un po’ di chiarezza sui rischi concreti e sui benefici provati che derivano alla donna dall’allattamento al seno.

I molti pro e i pochissimi contro dell’allattamento al seno

Il rischio di salute collegato all’allattamento al seno da parte di una donna italiana ben nutrita è da un punto di vista epidemiologico veramente trascurabile rispetto a quello delle nutrici e delle balie delle epoche passate o delle donne dei paesi in via di sviluppo.

Per la donna italiana moderna allattare al seno implica l’unico vero rischio di dover affrontare alcune esperienze sgradevoli come il dolore e/o le ragadi del capezzolo, l’ingorgo, la mastite.

È un rischio concreto, ma fortemente riducibile, se la gestione dell’allattamento al seno è fisiologica, vale a dire se è a domanda del bambino, senza aggiunte inutili di latte artificiale e soprattutto con presa corretta della mammella da parte del poppante.

A fronte di questi evitabili problemi, la donna che allatta al seno ha un preciso vantaggio di salute secondo un rapporto dose-effetto.

In altre parole più a lungo allatta, anche nel corso di maternità successive, e più esclusivo è questo allattamento (meno aggiunte di latte, camomille, acqua e zucchero) tanto più si riduce il rischio per lei di sviluppare sia il tumore alle ovaie, ma soprattutto quello al seno.

Questa riduzione del rischio è di circa il 4,5% per ogni 12 mesi di allattamento in aggiunta a un calo del 7% per ogni nascita e ci porta a calcolare con facilità che una donna con due figli allattati al seno per complessivi 36 mesi (per esempio 15 mesi il primo e 21 mesi il secondo) si porta a casa una riduzione di circa il 27% di rischio di cancro al seno . Allora cominciamo a comprendere come il tanto discusso allattamento di lunga durata non vada visto semplicemente come una scelta esoterica e ininfluente, ma come un redditizio investimento di salute globale materno-infantile.

Oltre all’effetto sui tumori della sfera riproduttiva, allattare al seno rinforza anche lo scheletro della donna in quanto attiva il metabolismo osseo del calcio, che saprà in età senile meglio difendere la donna dall’osteoporosi.

 Né reggono a un’analisi scientifica seria i timori che l’allattamento al seno sia nella donna causa di depressione dopo il parto.

Per alcune donne l’allattamento al seno può implicare qualche problema fisico al seno (vedi sopra) o un disadattamento al nuovo ruolo materno, ma allo stesso tempo anche un documentato rafforzamento del ruolo materno e dell’autostima, in direzione contraria alla depressione.

Da ultimo dobbiamo ricordare come allattare al seno è compatibile con un moderno stile di vita, che preveda l’attività fisica e sportiva (che aumenta la produzione di latte, senza impoverirne la composizione), le uscite sociali fuori di casa (il latte è sempre pronto e alla giusta temperatura), l’attività sessuale senza rischio di nuova indesiderata gravidanza (è compatibile con l’assunzione della pillola), l’assunzione di farmaci quali antibiotici o antidolorifici per curarsi (visto che molto raramente risultano controindicati).

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Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/nascere/allattamento/benefici-per-mamma-e-bambino/

Allattamento al seno: tutti i vantaggi e i benefici per mamma e bambino

Benefici dell’allattamento al seno

Allattamento al seno, scopriamo tutti i vantaggi e i benefici per la mamma e per il bambini. Inizia oggi, giovedì 1° ottobre 2015, la Settimana dell’allattamento al seno, che si concluderà il prossimo 7 ottobre. Si tratta di un’occasione per informare le mamme e i papà, attuali e futuri, sull’importanza dell’allattamento al seno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e le associazioni mediche di tutto il mondo raccomandano l’allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita del bambini, seguito da un allattamento al seno complementare (cioè accompagnato da altri cibi) fino a 2 anni e oltre con l’obiettivo di favorire il passaggio dall’allattamento esclusivo all’allattamento abbinato a cibi consumati insieme al resto della famiglia, nel modo più salutare possibile, come sottolinea il Centro Nazionale di Epidemiologia.

L’allattamento al seno ha diversi vantaggi sia per la mamma che per il bambino. Innanzitutto aiuta subito a creare un momento di intimità insostituibile tra il piccolo e la sua mamma. L’allattamento al seno stimola l’affetto tra mamma e bambino e permette a entrambi di vivere un rapporto sereno in modo completamente naturale.

Il latte materno è un super alimento e allattare al seno fa bene sia alla mamma che al bambino. Il latte materno e l’allattamento al seno sono di fondamentale importanza per la salute del bambino.

Per il neonato il latte materno è l’alimento naturale per eccellenza.

La Società Italiana di Neonatologia da anni sostiene l’importanza dell’allattamento al seno e ne sottolinea i benefici sia per il piccolo che per la mamma.

Benefici dell’allattamento al seno per il bambino

Il latte materno consente al bambino di costruirsi una forte flora batterica intestinale ed un sistema immunitario sano che sarà fondamentale per la difesa dalle malattie lungo tutta la vita.

I neonatologi della Società Italiana di Neonatologia sottolineano che i bambini allattati esclusivamente al seno per i primi 6 mesi di vita sono più protetti da allergie, asma, dermatiti, diabete mellito e obesità e hanno un minor rischio di SIDS, la sindrome da morte improvvisa del lattante. Inoltre questi bambini allattati solo al seno per i primi 6 mesi presentano un rischio inferiore del 53% di sviluppare la celiachia.

Il latte materno è la migliore medicina per i neonati

Non dimentichiamolo mai: il latte materno è la migliore medicina per i neonati. Ogni bambino dovrebbe avere l’opportunità di avere a disposizione il latte materno.

E se questo non è possibile? La Leche League ci ricorda quanto siano indispensabili le Banche del Latte da questo punto di vista.

L’Italia nel 2014 si è confermata come il primo Paese in Europa per il latte materno donato.

In Italia ogni anno 1000 neonati nati prematuri hanno la possibilità di ricevere il latte materno raccolto presso le Banche del Latte. Il latte materno per i bambini prematuri è un farmaco salvavita dato che li protegge dall’enterocolite necrotizzante, una malattia che può portare alla perforazione intestinale e rivelarsi mortale.

l latte materno contiene oltre 700 tipi di batteri. E sono proprio questi batteri, molto più numerosi di quanto si immaginasse fino a oggi, ad aiutare il bambino a digerire il latte materno stesso o a rafforzare il suo sistema immunitario attraverso l’allattamento al seno.

Leggi anche: Allattamento al seno: la mini-guida ai rimedi naturali per avere più latte

I bambini allattati al seno sono più intelligenti

Uno studio condotto di recente in Brasile ha affermato che spesso i bambini allattati al seno risultano più intelligenti, con un livello di istruzione maggiore e con una posizione lavorativa più prestigiosa rispetto a chi non ha avuto la fortuna di essere stato allattato al seno. L’allattamento al seno ha effetti ancora più benefici se viene prolungato durante l’infanzia. Ad esempio, secondo gli esperti può aiutare ad aumentare il QI.

Benefici dell’allattamento al seno per la mamma

Le donne che hanno allattato al seno hanno un rischio inferiore di sviluppare tumori alla mammella e osteoporosi. Secondo gli esperti le mamme che allattano al seno si riprendono meglio e più rapidamente dalla gravidanza e dal parto.

È fondamentale fare comprendere alle donne, a parere dei neonatologi, l’importanza del latte materno per la salute del bambino ed è altrettanto importante accompagnarle durante questa fase delicata della vita, anche quando tornano al lavoro.

Tutte le donne dovrebbero avere la libertà e il tempo di allattare i propri figli. L’allattamento al seno inoltre permette alle mamme di sviluppare un attaccamento profondo con il proprio bambino, un legame naturale e unico che l’allattamento al seno rinnova ogni giorno.

È dunque fondamentale promuovere l’allattamento al seno per aiutare le neomamme a riscoprire il valore di un gesto naturale molto importante.

Leggi anche: Allattamento materno: 10 buoni motivi per scegliere di allattare al seno

Mamme e lavoro

Alcune mamme si trovano a dover rinunciare all’allattamento al seno a causa degli impegni di lavoro.

Purtroppo in Italia per le mamme è ancora difficile riuscire a conciliare famiglia e attività lavorativa, ancor di più in un momento di crisi economica come questa.

La Settimana dell’allattamento al seno vuole essere anche un’occasione per promuovere i diritti di tutte le donne, lavoratrici e non, nella fase del parto e del post parto.

Al riguardo questa settimana a Ravenna e in altre città italiane si svolgeranno numerosi incontri di sensibilizzazione.

Una delle alternative potrebbe essere quella di proseguire all’asilo nido l’allattamento al seno mettendo a disposizione del bambino il latte materno nel biberon.

Si tratta di una proposta nata di recente in Liguria Qui il calendario completo degli appuntamenti dedicati all’allattamento al seno a Ravenna.

Non dimentichiamolo: l’allattamento al seno, oltre ad essere salutare sia per la mamma che per il bambino, per entrambi è un vero e proprio nutrimento per l’anima.

Marta Albè

Leggi anche:

L’allattamento al seno prosegue all’asilo nido col latte materno nel biberon
Latte materno, un super alimento: allattare al seno fa bene a mamma e neonato
Latte materno, la migliore medicina per i neonati: l’importanza delle banche del latte

Источник: https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/allattamento-al-seno-benefici-mamma-bambino/

Il latte materno protegge i bambini per tutta la vita

Benefici dell’allattamento al seno

Da un'ora dopo il parto e per almeno sei mesi. Con una postilla: se si può, meglio andare avanti fino ai due anni del bambino.

Allattare un neonato al seno è un gesto che, oltre a creare le basi del suo rapporto con la mamma, rappresenta un'opportunità per difendere la sua salute. Sono diversi i benefici così determinati: sia per la salute di chi si nutre sia per quella della donna.

Facendo leva su questo aspetto, l'Organizzazione Mondiale della Sanità punta a far crescere i tassi di adesione alla pratica, nella settimana (1-7 agosto) a essa dedicata.

L'allattamento al seno fa bene anche al cervello

PIU' INCENTIVI PER L'ALLATTAMENTO AL SENO

Nonostante le opinioni degli specialisti sul tema convergano, i tassi di adesione all'allattamento al seno non sono ancora quelli ottimali. I dati più recenti in possesso dell'Istat parlano chiaro. Nei primi giorni di vita, il 90 per cento delle donne italiane comincia ad allattare al seno.

Ma già a quattro mesi, l’allattamento esclusivo crolla al 31 per cento. E soltanto il dieci per cento delle mamme continua ad allattare oltre i sei mesi del proprio bambino. Alla base della rinuncia ci sono quasi sempre le difficoltà nel conciliare l'allattamento con il resto delle attività quotidiane.

Il problema è noto soprattutto alle mamme chelavorano, considerando le resistenze culturali che ancora limitano la pratica negli ambienti esterni.

Da qui il messaggio lanciato quest'anno dall'Organizzazione Mondiale e dall'Unicef, che chiedono il riconoscimento universale di almeno quattro mesi di maternità, oltre che un congedo anche per i papà, in modo da rendere condivisa la responsabilità della dieta del neonato (per i primi sei mesi deve prevedere esclusivamente il latte materno). Una volta tornata al lavoro, poi, ogni donna dovrebbe essere messa nelle condizioni di poter ritagliarsi delle pause per allattare il proprio bambino in uno spazio privato e salubre.

I BENEFICI DEL LATTE MATERNO

Per un neonato non c’è alimento migliore del latte della sua mamma, all'interno del quale ci sono tutte le sostanze essenziali per assicurargli la crescita.

 «Il latte materno produce molti benefici per il bambino: dalla corretta formazione del microbiota a un adeguato sviluppo cerebrale – dichiara Vito Miniello, pediatra all'ospedale Giovanni XXIII e docente di nutrizione e dietetica infantile all’Università di Bari -.

Altrettanto rilevante è la funzione preventiva, dal momento che, nei bambini non allattati al seno, aumentano i casi di sovrappeso, obesità, diabete e aterosclerosi in età adulta».

Il latte materno non ha mai la stessa composizione e la stessa consistenza durante la poppata. Per meglio adeguarsi alle necessità di crescita del neonato, nel tempo modifica la sua formula, rendendola unica e inimitabile.

 Quando non è disponibile o se la mamma è in cura con farmaci incompatibili con l'allattamento, il latte offerto gratuitamente dalle donatrici attraverso le banche del latte (38 in Italia) può essere considerato come un'alternativa percorribile.

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UNO «SCUDO» CONTRO LE INFEZIONI 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità invita le donne a portare avanti l'allattamento anche fino ai due anni (o comunque fino a quando la mamma e il figlio lo desiderano). Più ragionevolmente, andrebbe bene arrivare quanto meno al primo compleanno del bambino.

Così facendo, come documentato da uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances, si garantirebbe una protezione contro le infezioni che andrebbe ben oltre il periodo di allattamento e durerebbe in molti casi per tutta la vita.

Merito del trasferimento di cellule del sistema immunitario in grado di «educare» i più piccoli nei confronti delle infezioni avute dalle mamme. Un motivo in più, dunque, per incoraggiarle a non rinunciare a questa abitudine. Ad aiutarle, secondo gli esperti, potrebbero essere innanzitutto le donne già passate da questa esperienza.

Come? Attraverso il counseling telefonico, che secondo uno studio pubblicato sulla rivista EClinicalMedicine può far crescere la quota di mamme che allattano esclusivamente al seno nei primi sei mesi di vita.

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FONDAMENTALE PER I PREMATURI

Più di tutti gli altri neonati, a beneficiare dell'allattamento al seno sono i prematuri.

«Nel loro caso non è soltanto un nutriente, ma il primo strumento di difesa immunitaria – precisa il presidente della Società Italiana di Neonatologia, Fabio Mosca, che dirige l’unità operativa complessa di neonatologia dell’ospedale Maggiore Policlinico di Milano -.

 Per favorire l’allattamento è fondamentale l’apertura delle terapie intensive neonatali senza limiti di orario. Soprattutto nelle prime settimane, il bambino ha necessità di attaccarsi al seno più volte, anche di notte.

In media il neonato poppa 8-12 volte in 24 ore, a intervalli non sempre regolari. Dal momento che la produzione di latte inizia quando il piccolo comincia a succhiare, non occorre aspettare che il seno si riempia tra un pasto e l’altro».   

Источник: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/pediatria/allattamento-al-seno-uno-scudo-che-protegge-il-bambino-per-tutta-la-vita

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