Bambini ed allergie: la scuola è un pericolo

Bambini fragili e rientro a scuola: come proteggere chi ha malattie croniche?

Bambini ed allergie: la scuola è un pericolo

Si avvicina la riapertura delle scuole e dal MIUR arrivano indicazioni che sembrano contraddire le raccomandazioni di base di sicurezza anti contagio da Covid-19: il distanziamento sociale e l’uso di mascherine in luoghi affollati. L’introduzione dei banchi monoposto e l’eliminazione delle classi sovraffollate, le cosiddette “classi pollaio”, sono misure che dovrebbero garantire, almeno in parte, il distanziamento sociale.

Eppure, al momento, l’uso delle mascherine non è obbligatorio e la misurazione della temperatura corporea demandata alle famiglie.

E i bambini con malattie croniche? Alcune scuole stanno inviando alle famiglie di bambini e ragazzi “fragili” la proposta della didattica a distanza, per metterli al sicuro almeno fino a fine emergenza. Ma non tutti i genitori sono d’accordo, perché significa emarginare i propri figli.

I bambini con malattie croniche sono più fragili

Diabete di tipo 1, asma grave, Sindrome di Down, immunodepressione, SLA, fibrosi cistica… Le malattie croniche che colpiscono i bambini sono molte e riguardano dal 10 al 30% di tutti i bambini (fonte: https://www.msdmanuals.com/).

Questi piccoli pazienti non sono più soggetti a contrarre la Covid-19, ma in caso di contagio sono “più fragili”, ovvero hanno un maggior rischio di incorrere in complicazioni che potrebbero mettere a rischio la loro vita. Ecco perché i genitori e le associazioni di pazienti sono in allarme.

Quali sono le precauzioni da adottare che li mettano al riparo pur andando a scuola?

Il professor Giuseppe Mele, Presidente SIMPE, Società Italiana Medici Pediatri.

Immunodepressi in classe senza mascherina?

«I bambini non sono tutti uguali. Al rientro, alcune classi, ospiteranno anche bambini immunodepressi, nei confronti dei quali il Ministero non ha dato indicazioni.

Sono bambini speciali con un sistema immunitario depotenziato su cui occorre focalizzarsi.

Ciò vuol dire che per loro è più difficile difendersi da agenti esterni come batteri e virus, Covid compreso», spiega il Dottor Giuseppe Mele, Presidente SIMPE, Società Italiana Medici Pediatri.

Come funziona il sistema immunitario

«È l’insieme degli organi e delle cellule che protegge dalle aggressioni esterne. Una specie di esercito a disposizione dell’organismo.

Esistono due tipi di immunità, quella innata, contro un gran numero di agenti estranei, che si sviluppa senza che questi abbiano avuto precedenti contatti con l’organismo e che ha tempi di azione rapida, e l’immunità acquisita rivolta contro sostanze estranee, che si sviluppa solo dopo che l’organismo è venuto a contatto con tali sostanze e che porta alla formazione di linfociti C o anticorpi, la cosiddetta immunità umorale. In queste condizioni, con un sistema compromesso, le infezioni virali acute, come il morbillo, la varicella e a maggior ragione la Covid, diventano importanti», continua Mele.

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Il diabete di tipo 1

Anche i bambini diabetici, con diabete di tipo 1 che necessita di terapia insulinica e di monitoraggio costante dei livelli di insulina, la situazione del rientro a scuola appare senza rassicurazioni.

«Come associazione accogliamo e condividiamo le preoccupazioni dei genitori e ci stiamo muovendo con le istituzioni per chiedere attenzione», ci spiega Patrizia Pappini, presidente di Sostegno70, Associazione Onlus fondata nel 2001 da un gruppo di genitori di bambini e ragazzi con diabete, con il sostegno del Centro di Endocrinologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Istituto Scientifico Universitario H S. Raffaele di Milano, Centro di riferimento regionale per il diabete in età evolutiva. 

Alcune famiglie stanno ricevendo dalla scuola la richiesta di compilare un “modulo di fragilità” in cui si dichiara la malattia del proprio figlio, probabilmente con l’intento di attivare la didattica a distanza. Ma non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali dalle istituzioni in proposito. I bambini diabetici non hanno maggior facilità di contrarre la Covid-19, ma in caso di infezione potrebbero avere delle complicazioni.

Al momento, vista l’assenza di indicazioni per i bambini con patologie croniche, la prevenzione nelle scuole è uguale per tutti, ma con queste regole non si protegge nessuno.

La soluzione ci sarebbe: se le ore a scuola sono troppe da passare con su la mascherina, allora si alterni con la didattica a distanza. Per tutti.

Ci vuole alternanza e tener conto di tutti i bambini, tanti, che già soffrono di patologie croniche».

L’asma e altre malattie respiratorie

Asma grave, broncopneumopatia, allergie respiratorie, fibrosa cistica. Sono moltissimi i bambini che ne soffrono e che devono essere protetti da un possibile contagio di Covid-19.

Perché nel caso di contagio, i loro polmoni già provati dalla malattia potrebbero non essere abbastanza forti da affrontare al meglio l’infezione.

Inoltre per questi bambini, l’uso prolungato della mascherina, soprattutto in luoghi chiusi, potrebbe non essere indicato perché può peggiorare i sintomi dell’asma. E alcuni pediatri stanno facendo il certificato per richiedere la didattica a distanza per questi casi.

Insomma ogni scuola, ogni famiglia e ogni pediatra cerca di muoversi di caso in caso al meglio che può per trovare delle soluzioni che proteggano i bambini senza penalizzarli. Un compito molto arduo.

Ne abbiamo parlato con Simona Barbaglia, presidente di Respiriamo Insieme, associazione nata nel 2014 presso l’Istituto Pio XII, centro per la cura e riabilitazione dell’Asma Infantile.

«Con l’approssimarsi del nuovo anno scolastico siamo sempre più impegnati ad accogliere le numerose preoccupazioni dei genitori di bambini affetti da patologia respiratoria cronica che ci chiedono maggiori informazioni e buone pratiche su come garantire ai propri figli una frequenza scolastica in sicurezza visto l’aumentato rischio di contagio registrato in ambiente comunitario.

Non è chiaro ancora nulla. Nessuno si espone riguardo a cosa è meglio fare per i bambini che hanno malattie respiratorie.

I presidi cercano di garantire la maggiore sicurezza per tutti, ma non ci sono indicazioni rassicuranti per i bambini fragili con patologie croniche.

 
Informare, incrementare la conoscenza attraverso le evidenze delle recenti ricerche scientifiche
, rassicurare questi genitori è uno dei compiti delle associazioni di pazienti che, facendo appello a corrette informazioni fornite da fonti scientifiche ed autorevoli e collaborando alla stesura di chiari ed ufficiali protocolli operativi adottati dal sistema scolastico per prevenire, monitorare e gestire l’emergenza Covid-19 a scuola crediamo possano contribuire a fornire gli strumenti più idonei a preparare i genitori a questo nuovo anno scolastico ricco di incognite».

Il medico nelle scuole

«La scuola deve avere un ruolo centrale per la prevenzione e l’educazione sanitaria.

Occorre inserire all’interno dei plessi scolastici la figura del pediatria di comunità, non un referente Covid che abbia imparato qualche nozione, ma un medico in grado di circoscrivere eventuali situazioni a rischio.

In una situazione emergenziale va rivisto il processo di cura. O si agisce in modo diverso o saremo sconfitti. Ora deve essere il medico a cercare il paziente, prima avveniva il contrario», spiega Mele.

Si devono fare più tamponi. A tutti

«Il Covid circola tra i bambini in modo molto elevato e in maniera asintomatica. È davvero importante fare i tamponi nelle scuole anche ai bambini che stanno bene.

Bisogna fare prevenzione e intervenire prima che il bambino stia male. Si è parlato di 400.000 tamponi al giorno: una misura necessaria a ridurre i contagi.

Occorre una visione nuova: si deve andare alla ricerca del virus, non aspettare che il virus si manifesti», conclude il professor Mele.

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Источник: https://www.iodonna.it/benessere/salute-e-psicologia/2020/09/03/coronavirus-scuola-rientro-bambini-fragili-come-proteggere-malattie-croniche/

8. Asma e Allergie a scuola

Bambini ed allergie: la scuola è un pericolo

Il bambino asmatico e/o allergico deve avere la possibilità di essere inserito in tutte le attività ed essere aiutato ad accettare la malattia come una condizione di vita normale. Fondamentale è il ruolo degli insegnanti ad educare il gruppo classe a non isolare il compagno che ha l’asma o altre forme cliniche su base allergica.

8 punti da considerare per l' Asma e Allergia a scuola

  1. I genitori devono informare se il proprio figlio è affetto da asma o da altre manifestazioni cliniche su base allergica, fornendo un rapporto medico con un pro-memoria che riporti i nomi dei farmaci e degli alimenti a cui il bambino è allergico,nonché una copia sempre aggiornata delle prescrizioni e raccomandazioni fissate dal medico curante e,in particolare,delle istruzioni da seguire in caso di crisi asmatica o reazione allergica.
  2. I farmaci antiasmatici devono essere sempre a disposizione del bambino. Anche il più piccolo ritardo nell’assunzione del farmaco può essere pericoloso.
  3. L’assunzione dei farmaci antiasmatici, specialmente prima dell’attività fisica, deve essere consentita. Alcuni bambini si vergognano di prendere i farmaci antiasmatici per via inalatoria di fronte ai compagni e vanno aiutati a superare questo problema.
  4. E’ bene ricordare all’alunno di portare con sé i suoi farmaci durante le gite scolastiche.
  5. Il regime alimentare previsto deve essere rispettato rigorosamente. Con l’aiuto dei genitori, si possono seguire accorgimenti per far partecipare la classe, per esempio si può organizzare una merenda, un pic-nic, una festa, ecc. servendo esclusivamente i cibi consentiti al bambino allergico.
  6. Evitare di esporre il bambino allergico ad allergeni od irritanti adottando misure appropriate.
  7. L’insegnante di educazione fisica deve incoraggiare il bambino asmatico a partecipare all’attività sportiva, ad assumere il farmaco adatto prima dell’inizio dell’attività fisica ed a portarlo con sé durante la lezione. Se tuttavia durante lo sport il bambino lamenta disturbi respiratori non deve essere obbligato a continuare ed il problema va segnalato ai genitori e al medico.
  8. Per l’alunno allergico ai pollini si raccomanda di conoscere i periodi dell’anno “a rischio” (calendario pollinico). In questi periodi il bambino deve poter restare all’interno della scuola, evitare di giocare all’aperto e, su parere del medico curante, potrà essere esonerato dal praticare l’educazione fisica all’aria aperta.

Che cosa fare in caso di comparsa di sintomi in bambini con patologie su base allergica a scuola.

Le patologie su base allergica si possono manifestare con sintomi d’organo o nei casi più gravi in forma generalizzata come lo shock anafilattico. In questi casi è necessario seguire immediatamente le prescrizioni e le raccomandazioni indicate dal medico curante nel piano terapeutico del bambino e trasportarlo al pronto soccorso ogni volta si presentino gravi sintomi generali.

Qualità dell’aria a scuola

La qualità dell’aria nelle scuole è importante perché riguarda un gran numero di persone (studenti, insegnanti e personale non docente). L’inquinamento può essere elevato e causare conseguenze nocive per tutti, in particolar modo per i bambini e i ragazzi affetti da asma,allergia o ipersensibilità,e per gli immunodepressi.

Un ambiente scolastico deve essere sano,cioè tale da favorire il benessere psico-fisico. Non deve indurre malessere, disagi o malattie, né aggravare o peggiorare sintomi preesistenti. Si deve sottolineare che un ambiente adatto ai bambini asmatici ed allergici è sano per tutti.

Conseguenze della cattiva qualità dell’aria a scuola
In funzione degli inquinanti, i principali effetti sulla salute sono i seguenti:

  • Insorgenza di malessere, cefalea, sintomi irritativi (oculari, nasali, delle prime vie aeree e a carico della gola), disagio sensoriale (cattivi odori).
  • Diffusione di malattie infettive (influenza,varicella, morbillo,legionellosi,ecc.).
  • Alterazione della funzionalità respiratoria.
  • Peggioramento della salute, soprattutto di condizioni respiratorie preesistenti e di alattie allergiche in soggetti sensibilizzati (asma).

A ciò si aggiunge la riduzione del rendimento scolastico e della produttività per il personale insegnante.

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Troppo stanco per giocare? Approfondite la presenza di allergia nei bambini

Bambini ed allergie: la scuola è un pericolo

Molti bambini sono naturalmente attivi e curiosi e per loro è difficile stare fermi. Questo è un comportamento positivo, perché sono costantemente impegnati a crescere e ad imparare.

L'allergia può influire non solo sul luogo e sulle modalità di divertimento durante i giochi, ma può anche rendere difficoltoso il mantenimento della concentrazione a scuola.

[1;4;9] Inoltre, un'allergia non adeguatamente curata può evolvere in asma. [1;2;3;6]

I sintomi di allergia a carico delle alte vie aeree includono frequenti starnuti e naso chiuso o rinorrea.[4] Vostro figlio può anche presentare occhi arrossati, pruriginosi o lacrimazione.

[4] Questi sintomi possono essere simili a quelli di un comune raffreddore e di conseguenza potrebbero essere male interpretati e confusi con quelli propri del raffreddore o dell'influenza. Tuttavia, se durante una stagione i sintomi persistono o peggiorano, si potrebbe trattare di allergia.

[9] Se altri membri della vostra famiglia soffrono di allergia, ciò dovrebbe accrescere i vostri sospetti. [4]

Ma il semplice sospetto e un certo grado di probabilità non sono sufficienti quando si tratta della salute di vostro figlio! Un'allergia non adeguatamente curata può evolvere in asma.

È quindi importante ottenere una diagnosi precoce ed accurata.

Così facendo vostro figlio potrà ricevere il trattamento più adeguato alle sue esigenze e potrà godere della bella stagione, delle attività all'aperto, della scuola e di tutto quanto appartiene alla vita di un bambino. [1;2]

Allergia ai pollini

Quando la bella stagione è causa di preoccupazioni

Un'infanzia sana e felice significa, per alcuni, ore di gioco all'aria aperta. Se vostro figlio soffre di allergia ai pollini, non potrà godere dei giochi all'aria aperta quanto vorrebbe.

[15] Il polline è un allergene che si propaga per via aerea, per questo motivo è quasi impossibile da evitare.

Vostro figlio avrà probabilmente bisogno di ricorrere a farmaci sintomatici contro l'allergia da pollini.[9]

Gli acari della polvere

La giornata inizia con difficoltà a respirare, naso chiuso e starnuti frequenti?

Se vostro figlio ha il sonno disturbato da respiro sibilante e tosse, ne risentirà anche la sua giornata. [1;4;9] Sarà probabilmente troppo stanco per giocare e potrebbe avere difficoltà a concentrarsi a scuola.

[1;4;9] La presenza di sintomi allergici particolarmente gravi durante la notte o al risveglio del bambino potrebbero essere provocati dall'allergia agli acari della polvere.

[12;14;17] Ridurre il carico allergenico in casa ed utilizzare farmaci antiallergici può aiutare. [1;9]

Allergia e asma

Prevenire lo sviluppo dell'asma allergico

Se l'allergia di vostro figlio non viene adeguatamente curata, il rischio che i sintomi si intensifichino e che la malattia evolva in asma allergico aumenta in modo significativo.

[1;3;6] I bambini affetti da sintomi allergici a carico delle vie nasali hanno una probabilità sette volte superiore di sviluppare asma rispetto ai bambini non affetti da allergie.

[6] Per tale motivo è importante che i bambini vengano diagnosticati il prima possibile e si sottopongano a trattamenti corretti.

Indipendentemente dalle misure adottate, non si può essere certi che il bambino non svilupperà alcuna forma di allergia. Lo sviluppo dell'allergia è spesso correlato ad un certo grado di predisposizione famigliare.

Un bambino che ha uno o entrambi i genitori affetti da allergia è a maggiore rischio di sviluppare la malattia (rispetto a un bambino nato da genitori senza allergie).[4] Se uno dei genitori del bambino soffre di una forma allergica, la probabilità che anch'egli soffra della stessa allergia varia dal 30 al 50%.

Se entrambi i genitori soffrono di allergia, la percentuale di rischio può aumentare fino all’80%.[20]

Se da un lato non è possibile intervenire per modificare la genetica, ci sono tuttavia delle misure che si possono adottare per ridurre il rischio che vostro figlio sviluppi una forma allergica.

Le madri devono evitare di fumare durante la gravidanza e dopo il parto ed assicurarsi che il loro bambino non sia esposto al fumo passivo.

[21] Inoltre, l'allattamento al seno è consigliato per i primi mesi di vita, in quanto il latte materno rafforza il sistema immunitario del bambino. [21]

Se pensate che vi sia il rischio che vostro figlio possa sviluppare delle allergie, rivolgetevi al medico per una consulenza specifica.

La soluzione ideale per i sintomi allergici consiste nell'evitare l'allergene. Tuttavia, gli allergeni che si propagano per via aerea, come i pollini e gli acari della polvere, sono difficili da eliminare completamente anche con il coinvolgimento di tutta la famiglia.

[9] Restare in un ambiente chiuso durante il periodo estivo o buttare via tutti i giocattoli imbottiti non sono soluzioni che il bambino accetta volentieri.

Nella maggior parte dei casi, la soluzione per vostro figlio potrebbe essere un trattamento farmacologico che possa alleviare i sintomi allergici; in questo modo è possibile consentire al bambino di svolgere le normali attività dell'infanzia.[2;9]

Источник: https://allergia.it/bambini-con-allergia

Gravidanza
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