Bambina di 12 mesi si fa un video da sola

Perché il cellulare non dovrebbe essere usato come babysitter: i rischi

Bambina di 12 mesi si fa un video da sola

Quali sono i reali danni che l'utilizzo precoce dello smartphone provoca nei bambini? E come possono fare i genitori quando avrebbero la tentazione di intrattenere i propri figli con il cellulare come se fosse la loro babysitter?

Cellulare ai bambini: i rischi da non sottovalutare

Succede quando si è in casa, si sta preparando la cena e contemporaneamente avviando la lavatrice , oppure al ristorante (prima dell'attuale quarantena), quando i genitori sono ancora all'antipasto e i bambini danno già segni di insofferenza, ma anche sui mezzi pubblici, quando i piccoli sono insofferenti e mamma e papà hanno l'impressione che tutti li stiano guardando. Sappiamo tutti i rischi che corriamo nel dare uno smartphone in mano ai bambini, ma spesso sembra che le circostanze esterne non ci lascino altra scelta che lasciare che i cellulari diventino delle babysitter per i nostri figli. 

Abbiamo chiesto a Marta Versiglia, pedagogista del Centro PsicoPedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti di aiutarci a capire bene perché e quanto sia effettivamente dannoso questo utilizzo improprio del cellulare e di darci qualche suggerimento pratico da applicare nelle situazioni di difficoltà.

Smartphone ai neonati: i rischi da 0 a 3 anni

“Da 0 a 3 anni i videoschermi dovrebbero essere vietati” spiega Marta Versiglia. L'infanzia non ha bisogno di schermi che fanno da filtro, ma di vivere esperienze sensoriali che utilizzino tutti e cinque i sensi: il bambino deve muoversi, sperimentare concretamente, giocare, sfogliare con le mani le pagine di un libro.

Se si pensa che tutto questo possa essere sostituito da un video si fa un grosso errore. Per spiegare meglio ai genitori questo concetto mi riferisco a Maria Montessori, che parlava di “intelligenza della mano”: toccare un tasto, come nel caso del telefonino, non è utilizzare una mano intera ma un dito solo.

Un tasto non sostituisce l'esperienza sensoriale”.

Che cosa succede se impieghiamo lo smartphone per intrattenere i piccini?

“Se un bambino fissa uno schermo per ore, non ha occasione di sviluppare la manualità.

Questo potrebbe comportare grandi probabilità di avere ritardi nel linguaggio e il piccolo potrebbe incorrere in disturbi dell'apprendimento.

Spesso nel mio studio arrivano genitori con bambini di 3 anni che tardano a parlare in maniera comprensibile: approfondendo la situazione con i genitori, capiamo che sono abituati da tempo ad utilizzare videoschermi”.

Gli effetti dello smartphone sui bambini

“Uno dei miti da sfatare sul tema è che molti genitori pensano che sia più difficile e “traumatico” per il bambino sottrargli il cellulare piuttosto che lasciarlo 2 ore davanti a video di o altri intrattenimenti. – prosegue Marta Versiglia – A creare questa confusione ha contribuito anche il marketing: “Se gli dai il cellulare fin da piccolo, tuo figlio avrà più possibilità nella vita” è il messaggio subliminale”.

Ma la realtà è ben diversa. “Se vogliamo ad esempio che il nostro bambino impari l'inglese, dovremo farlo stare in compagnia di bambini che parlano l'inglese, trovargli una babysitter reale, in carne ed ossa, che parli inglese o cantargli canzoncine e filastrocche in lingua: non dobbiamo piazzarlo davanti al tablet che riproduce un cartone in inglese”.

“Per aiutare i genitori a comprendere i reali rischi che si corrono, cito un articolo di Alberto Oliverio, professore emerito di Psicobiologia all'Università La Sapienza di Roma apparso sulla rivista “Vita e pensiero” nel 2014: il bambino piccolo che sta 1 ora davanti allo smartphone corre un rischio di sviluppare un deficit di attenzione 2 volte superiore a chi non lo guarda”.

Cosa possono fare concretamente i genitori per evitare questo problema

  • ATTENZIONE AL PROPRIO RAPPORTO PERSONALE CON LA TECNOLOGIA.”Con bambini nella fascia 0-3 è importante che i genitori stiano attenti loro stessi a come utilizzano le tecnologie: non ci si può far vedere assorbiti dalla televisione o dal cellulare. Anche lasciare la televisione accesa in sottofondo crea un deficit di attenzione nel bambino: non può concentrarsi su quello che sta imparando. In questa età infatti sono molto attenti al mondo che li circonda: un rumore di sottofondo li distoglie dalla loro naturalità di apprendimento“.
  • I GENITORI DEVONO TENERE IN MANO IL TELEFONO. “Se come adulti ci facciamo sempre vedere con il cellulare in mano, è naturale che i bambini lo desidereranno” quindi evitiamo di controllarlo ogni due secondi. Importante è anche che il genitore tenga il telefono sempre in mano e non lo lasci mai nelle mani del bambino. Ad esempio, se si usa lo stratagemma di far vedere un video al bambino mentre fa l'areosol per evitare che si muova eccessivamente, il genitore deve sempre tenere in mano il telefono. Finito il tempo dell'areosol, lo smartphone viene spento. Naturalmente il bambino protesterà animosamente, ma il genitore non deve cedere. Il compito di educare spetta a lui”.

Danni causati dal cellulare sui bambini 3 – 6 anni

Dai tre anni in su vanno considerati altri rischi e messe altre regole.

“L'utilizzo, anche nella fascia 3-6, deve essere sempre limitato perché il bambino continua ad apprendere attraverso le esperienze dirette e la socialità.

Per spiegarlo in maniera concreta: non serve un'app che faccia vedere ai piccoli come cucinare, hanno bisogno di sperimentarlo attraverso il gioco simbolico con pentole e cucchiai.

Il “far finta di”, la base del gioco simbolico, funziona solo se lo si mette in atto concretamente, possibilmente con altri bambini e possibilimente all'aria aperta”.

Non sottovalutiamo l'impatto della luce blu: “Mai usare lo smartphone per far vedere video della buonanotte: la luce blu crea disturbi neurofisiologici sul sonno, e le immagini che i bambini vedono dopo cena hanno l'effetto di sovraeccitarli, non di tranquillizzarli. Per questo motivo non andrebbero mai messi  dispositivi tecnologici nella loro cameretta”.

Servono poi delle regole, chiare ed essenziali e non affermazioni generiche come “smetti di stare davanti al tablet.

“Le regole devono essere comprensibili e precise: niente tv in camera, il pc va tenuto in una stanza comune e utilizzato quando c'è un genitore, non esiste la necessità di avere smartphone personali fino agli 11 anni (anche se sarebbe meglio fino ai 13, prima è sufficiente dare ai figli un cellulare senza internet, eventualmente solo con whatsapp, che si trovano in commercio). Si suppone che i bambini non siano mai lasciati soli fino ai 10 anni: perché dovrebbero avere un cellulare per essere rintracciati?”.

Non devono esistere affermazioni come “ridammi il cellulare”: “lo smartphone va sempre tenuto dai genitori. Se si vuole lasciare un attimo in mano al bambino per fare una foto, bisogna ricordarsi poi di riprenderselo subito”.

E se si vuol vedere un cartone dallo smartphone? “Lo si può vedere assieme al bambino, per mezz'ora massimo. La cosa che va assolutamente evitata sono i videogiochi, perchè con questi si entra nell'area del cervello deputata al piacere e possono diventare una dipendenza”. 

Come togliere il cellulare ai bambini

Una volta compresi i danni, come possiamo trovare un'alternativa allo smartphone-babysitter?

0-3: I TRAVASI:

“Se il bambino è nella fascia 0-3 e la mamma deve cucinare, basta sistemarlo sul seggiolone e dargli qualcosa si manuale da fare, come degli oggetti da incastrare, un libricino, delle matite per scrivere.

Ai bambini piace vedere i genitori che cucinano: gli si può spiegare che cosa stiamo facendo e dargli qualcosa da manipolare. Se sono più grandicelli si possono dare loro degli oggetti da cucina, come pentole e cucchiai, per il gioco simbolico.

In una pentolina si può mettere dell'acqua fredda e della pasta da mescolare, così da imitare quello che fa la mamma o il papà”.

Il concetto è cercare di dare loro delle attività che possono gratificarli e che in qualche modo possono risultare anche utili per voi: “ad esempio potete metterli a sedere su un tavolino basso e munirli di pomodorini, una ciotolina con dell'acqua e dello scottex.

Possono lavare i pomodorini passandoli dentro la ciotola con l'acqua e poi asciugarli con lo scottex, oppure metterli nella ciotola e travasarli in un'altra usando un mestolo con i buchi. E' il principio dei travasi Montessori: vedrete che si concentreranno moltissimo e saranno felici di esserci riusciti.

Se si vuole evitare l'acqua, va benissimo travasare la pasta da una ciotolina all'altra”.

3-6: I PICCOLI AIUTANTI.

“Nella fascia 3-6 anni i bimbi possono tranquillamente darvi una mano in cucina: provare per credere, ne saranno felicissimi. Possono apparecchiare, tagliare la frutta, aiutarvi in tante piccole mansioni. E ricordatevi che a questa età il momento della “noia” è proprio quello in cui si iniziano ad organizzare da soli per giocare in autonomia”. 

AL RISTORANTE. “I locali dove per essere serviti sono necessarie lunghe attese andrebbero evitati. Se si va in pizzeria o in ristoranti family-friendly, ricordatevi sempre di portare uno zainetto con l'occorrente per intrattenere il vostro bambino, selezionandole in base ai suoi gusti.

Un blocco di fogli con matite e pennarelli a cera è un evergreen, ma non sottovalutate anche i libri con gli  stickers o il memory, con carte molto intuitive.

Dai 6 anni in su vanno benissimo anche libri e giornalini con labirinti e cruciverba, il domino (esiste anche magnetico) o giochi di carte come Uno, ma anche dinosauri o pupazzetti per il gioco simbolico“.

Quello che è importante è la consapevolezza della famiglia: “Il bambino sa che lo zainetto è pieno di giochi, lo smartphone non c'è e il genitore non glielo darà. Quindi il piccolo si organizza di conseguenza e non lo chiederà più”.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/psicologia/cellulare-bambini-rischi

Piccole conquiste del tuo bambino da 0 a 12 mesi

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I bambini crescono e imparano più nei primi dodici mesi che in qualsiasi altro momento della loro vita.
Giocare con loro in questa fase è una delle migliori cose che si possa fare.

Attraverso il gioco infatti, i bambini imparano a conoscere se stessi e il loro posto nel mondo, a sviluppare e a mettere in pratica le abilità sociali e linguistiche, a espandere le loro abilità fisiche e a pensare in modo creativo.

È il periodo in cui incominciano a relazionarsi con quello che li circonda e a provare le prime emozioni sensoriali. Il ruolo della mamma in queste prime fasi di vita è davvero necessario per creare un ambiente sicuro in modo che il piccolo possa esplorare senza farsi male o danneggiare nulla.

Nel suo primo anno di vita, il piccolino imparerà molto su come comportarsi, semplicemente guardando ciò che gli altri fanno. In particolare ciò che fa la mamma diventa un importante modello di riferimento che avrà una grande influenza sul comportamento del bambino.

 

Si raccomanda però alle mamme di non farsi prendere dall’ansia e di non cercare nel confronto con gli altri bambini la conferma sulla corretta crescita del proprio.

Tutto questo può essere legittimo, è importante però non cadere nella trappola del paragone, che crea solo inutili frustrazioni.

Infatti ogni bambino ha i suoi “tempi”, perciò le mamme vivano serenamente il meraviglioso viaggio della crescita del loro piccolo senza stress da confronto.

L’AAP (American Academy of Pediatrics) ha pubblicato una linea guida delle conquiste dei bimbi dagli 0 a 12 mesi, piccoli ma importantissimi passi che permettono loro di crescere e svilupparsi fisicamente, emotivamente e psicologicamente. Piccole, grandi conquiste.

*rispetto al prezzo attuale del negozio

Источник: https://www.philips.it/c-e/mo/a-forma-di-mamma/blog/crescita-e-salute/2016-09-piccole-conquiste-del-tuo-bambino-da-0-a-12-mesi.html

Disturbi del sonno nei bambini: come risolverli

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Scopri il centro pediatrico di Alice Dutto (Giornalista)

Una delle questioni pratiche da risolvere più comuni per il benessere di un bambino e per l’equilibrio di una famiglia con figli piccoli è quella legata al corretto riposo dei bimbi.

I più comuni disturbi del sonno nei bambini sono: insonnia (20-30%); parasonnie come pavor notturno o risvegli confusionali (25%); disturbi del ritmo circadiano (7%); disturbi respiratori del sonno (2-3%); disturbi del movimento legati al sonno (1-2%); e ipersonnie (0,01-0,20%).

Disturbi che differiscono in base all’età del bambino.

Nella prima infanzia predominano le difficoltà di addormentamento, i risvegli frequenti, parasonnie o i disturbi respiratori del sonno; nelle età successive sono più frequenti i disturbi del ritmo circadiano e quelli del movimento correlati al sonno del bambino; infine, soprattutto in adolescenza, prevalgono i disturbi legati alla scarsa igiene del sonno (cioè la mancanza di attenzione dei giovani a tutti quei comportamenti che fisiologicamente favoriscono un buon sonno notturno). Anche un’eventuale depressione materna può essere all’origine di una insonnia in un bambino.

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Come far dormire i bambini

Come porre rimedio a questi problemi? Soprattutto nei bambini le tecniche comportamentali dovrebbero rappresentare la prima linea di trattamento dell’insonnia.

Quali? La Società italiana di Pediatria ha elaborato una lista di 10 regole per il sonno dei bambini e dei loro genitori che possono curare o prevenire i disturbi del sonno per dormire bene per crescere bene.

  1. Rispettare l’orario della nanna tutte le sere.
  2. Far dormire il bambino sempre nello stesso ambiente.
  3. Dissociare la fase di alimentazione da quella dell’addormentamento.
  4. Rispettare l’orario dei pasti durante il giorno.
  5. Mai usare il tablet o altri dispositivi elettronici dopo cena.
  6. Non dare troppo cibo o acqua prima di dormire.
  7. Regolare con attenzione l’esposizione alla luce.
  8. Evitare sostanze eccitanti dopo le ore 16 (tè, bevande contenenti caffeina o cioccolata).
  9. Favorire un’alimentazione equilibrata.
  10. No ai bambini nel lettone.

Sonno agitato nei bambini

Partiamo da un dato importante: il sonno del neonato non è affatto tranquillo. Il piccolo entra ed esce velocemente dalla fase REM con una frequenza maggiore rispetto agli adulti. In questi passaggi il sonno può essere disturbato: il bambino si muove, agita braccia e gambe, piagnucola, sorride o fa delle smorfie. Ma questo è del tutto normale.

Dopo qualche mese il bambino comincia a dormire per un periodo più lungo e più sereno e un’improvvisa regressione di questa abitudine può essere segno di qualche disagio.

Le cause? Il neonato di pochi mesi si sveglia se è bagnato, ha fame o se a caldo o freddo. Intorno ai nove-dieci mesi intervengono l’ansia da separazione e la paura dell’estraneo.

Anche l’arrivo dei primi dentini, l’inizio dell’asilo o lo svezzamento o la semplice eccitazione per le conquiste del giorno appena trascorso influiscono.

Negli anni successivi più il bambino cresce più la causa va ricercata in un disagio psicologico o in un incubo. Da tenere in considerazione anche lo stato di salute del piccolo. Le disfunzioni delle alte vie respiratorie, ad esempio, influenzano negativamente la durata e la qualità del sonno.

Le infezioni frequenti e le allergie provocano un aumento di volume delle adenoidi e dei turbinati nasali, con conseguente riduzione dello spazio per il passaggio dell’aria. Il piccolo allora tenderà a russare e a respirare attraverso la bocca.

Tale respirazione orale favorisce le infezioni e l’aumento di volume delle tonsille, con ulteriore peggioramento della funzione respiratoria. Il naso “tappato” può impedire la fuoriuscita del muco, che, appena il bambino si corica scende nel rinofaringe, e stimola il recettore della tosse.

E la tosse porta il bambino a risvegliarsi più volte nel corso della notte.

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Risvegli notturni dei bambini

Dopo i sei mesi di età è ragionevole aspettarsi che il neonato dorma la maggior parte della notte; ciononostante circa la metà dei bambini al di sotto dei cinque anni si sveglia ancora.

Alcuni si riaddormentano da soli, altri piangono e chiedono compagnia. Quando il bambino si sveglia è fondamentale capire il motivo del risveglio notturno e agire di conseguenza. Sembra avere paura del buio? Lasciate accesa una luce da notte.

Ha troppo caldo o freddo? Regolate caloriferi, condizionatori o numero di coperte. Se il bambino, senza causa apparente, continua a piangere e a svegliarsi o a volere compagnia, provate a mettere in campo una strategia di comportamento che lo possa aiutare.

Eccone alcune consigliate dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:

  • Sveglia programmata: se il bambino si sveglia alla stessa ora ogni notte, anticipatelo voi di 15-30 minuti e poi rimettetelo a dormire. Gli episodi si ridurranno.
  • Mettete a dormire il bambino nella stessa camera del fratello o della sorella: se pensate che si senta solo, e se il fratello non fa obiezioni, sistemarli nella stessa stanza potrebbe aiutare entrambi a dormire tutta la notte.
  • Insegnate al bambino a riaddormentarsi da solo: assicuratevi che sia tutto a posto e mettete a letto il bambino senza troppe parole. Non dategli cibo (vale sia per i bambini allattati al seno, che per quelli che prendono il latte in formula o sono già stati svezzati), ma solo acqua da bere, se necessario. Non portatelo in altre stanze o nel lettone. Salutatelo e lasciatelo anche piangere per un po’. Ripetete la routine aumentando i minuti di tempo prima di riapparire nella stanza per consolarlo se piange. Dovrebbe essere sufficiente seguire questa strategia ogni sera per alcune notti e fino a due settimane per constatarne l’efficacia.
  • Rassicuratelo e impostate un rituale della nanna: se si sveglia per paura o brutti sogni (più frequente tra i 18 mesi e i 3 anni) – a causa di un evento stressante come l’arrivo di un fratellino o l’inserimento alla scuola materna oppure per uno stimolo come un cartone animato pauroso o un litigio – rassicurare il piccolo è fondamentale. Utile è il rituale che lo accompagna al momento del sonno: la lettura di una fiaba, la ninna nanna, il bacio della buonanotte, azioni e frasi ripetitive che conciliano e tranquillizzano il bambino.

Terrori notturni

Un capitolo a parte lo meritano i terrori notturni (chiamati anche pavor nocturnus) che possono manifestarsi prima dell’anno di età, ma sono più frequenti in bambini di 3-4 anni. Tutto inizia, generalmente, con un grido o col dimenarsi del bambino ancora addormentato che potrà anche mettersi a sedere sul letto, parlare e sembrare terrorizzato pur continuando a dormire.

Voi non svegliatelo e se notate che l’evento si ripete con regolarità ogni notte alla stessa ora, cercate di evitarlo svegliando dolcemente il bambino 5 minuti prima dell’orario a rischio e tenendolo sveglio per alcuni minuti prima di farlo riaddormentare. Il mattino successivo non ricorderà nulla. Questi episodi sono generalmente privi di conseguenze e dovrebbero cessare col tempo.

Ore di sonno per i bambini

Come per gli adulti il ritmo sonno-veglia di neonati e bambini varia. Fin dalla nascita alcuni soggetti necessitano di più ore di sonno rispetto ad altri. La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale segnala a scopo indicativo una media di ore di sonno di cui il bambino ha bisogno, nell’arco delle 24 ore, pisolini inclusi.

  • Dalla nascita a tre mesi: un neonato può dormire 16-17 ore su 24, oppure solamente 8. Il suo sonno dipende anche dal numero di pasti che fa, specie nelle ore notturne. Altre variabili possono disturbare il sonno del neonato come, ad esempio, il troppo caldo o il troppo freddo.
  • Da tre a sei mesi: il bambino crescendo ha bisogno di essere nutrito meno frequentemente di notte e, di conseguenza, i periodi di riposo si allungano. Alcuni bambini dormiranno per circa otto o più ore per notte.
  • Da sei a dodici mesi: a questa età i pasti notturni non sono più necessari e alcuni bambini      potrebbero dormire anche fino a 12 ore consecutive.
  • A dodici mesi: i bambini dormono circa un totale di 12-15 ore.
  • A due anni di età: è probabile che dormano circa 11-12 ore per notte, con uno o due pisolini durante la giornata.
  • A tre-quattro anni di età: hanno bisogno quasi tutti in media di 12 ore di sonno. Ad alcuni   potrebbero bastarne 8-10, altri invece potrebbero arrivare fino a 14. Alcuni potrebbero aver bisogno anche di un pisolino durante il giorno.

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(13 Dicembre 2018)

Laureata in Comunicazione d’Impresa all’Università Cattolica del Sacro Cuore, oggi è una giornalista professionista appassionata di mobilità, genitorialità e ottimizzazione dei contenuti per il web. Lavora per la content agency FpS Media e collabora con il Corriere della Sera e Quattroruote.

Ha scritto per quasi tutti i gruppi editoriali, sulla carta e sul web: è la firma di articoli su Nostrofiglio, La Cucina Italiana, Wired, GQ, Non Sprecare, Real Time, Focus Junior e Focus Star. Ha prodotto servizi video per Tiscali e AdnKronos.

Con le sue colleghe ha fondato Wannabemum, sito di notizie, video e approfondimenti sul mondo dell’infanzia e dell’accudimento.

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Источник: https://bimbi.santagostino.it/2018/12/13/disturbi-sonno-bambini/

Lo smartphone fa davvero male ai bambini?

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I bambini sono attratti in modo sorprendente dalla tecnologia. Che si tratti di smartphone, tablet o pc, poco importa: sin da piccolissimi, sono in grado di interagire con i device elettronici con grande naturalezza e di concentrare la loro attenzione sullo schermo come difficilmente riescono a fare per altre attività.

Vi siete mai chiesti perché i bambini amino così tanto smartphone e tablet? E come mai pediatri ed esperti chiedono invece ai genitori di limitarne l’uso?

Lo smartphone genera dipendenza

La risposta a queste domande risiede in quello che accade nel cervello e, in particolare, nel funzionamento del sistema dopaminergico, che regola il meccanismo della gratificazione tramite ricompensa.

Semplificando, ogni volta che proviamo una sensazione positiva e gratificante (un cibo buono, un video divertente, una notifica sul telefono…) il cervello rilascia dopamina, un neurotrasmettitore che influisce sulla motivazione e sul comportamento teso alla ricerca di gratificazione (la dopamina è infatti anche chiamata l’ormone dell’euforia).

Nel momento in cui il bambino ha tra le mani uno smartphone e riesce con un semplice tocco a far accadere qualcosa che gli piace e lo diverte, il cervello produce dopamina; la produzione di dopamina genera una sensazione positiva nel piccolo, che cercherà sia di mantenere quella situazione a lungo, sia di ricercarla in futuro (ognuno di noi è predisposto a ricercare ciò che genera piacere!). Più il bambino usa strumenti tecnologici, maggiore è la sua gratificazione.

Questa modalità riproposta per periodi lunghi rischia di generare una vera e propria dipendenza, in quanto il cervello si sarà abituato al livello elevato di dopamina provocato dalle gratificazioni indotte dall’uso dello smartphone e ne chiederà un uso sempre più intensivo per mantenere il livello di piacere a cui è abituato (con un meccanismo in parte analogo a quanto avviene quando un adulto assume droghe).

Pur in assenza di dati relativi a bambini molto piccoli, si tratta di un fenomeno preoccoupante, che rischia di avere effetti sullo sviluppo cerebrale dei bambini e conseguenze sulle loro capacità cognitive.

Al problema della possibile dipendenza, se ne aggiungono altri sia fisici che psicologici e relazionali.

Rischi di un uso eccessivo di smartphone e tablet

La tecnologia ha anche indubbi aspetti positivi. I bambini di oggi (definiti appunto nativi digitali) vivono in un contesto altamente tecnologico che è bene sappiano conoscere ed utilizzare.

 E’ fondamentale però trovare un equilibrio fra tempi e modi di utilizzo ed essere consapevoli dei rischi cui l’uso eccessivo della tecnologia può esporre i bambini.

Obesità

L’utilizzo eccessivo della tecnologia porta i bambini a muoversi di meno e la conseguente sedentarietà comporta un aumento del peso e del rischio di obesità infantile.

 I bambini hanno bisogno di muoversi, sia per prendere confidenza con le potenzialità del proprio corpo sia per allenare le capacità cognitive, in un processo di crescita che coinvolge tanto la sfera del corpo quanto quella della mente.

Riduzione delle ore di sonno

I bambini chehanno un televisore, un computer o un tablet nella loro camera da letto rimangono svegli più a lungo la sera.

L’uso di device elettronici prima di andare a dormire, inoltre, rende più difficile addormentarsi e interferisce con la qualità del sonno notturno.

Dormire a sufficienza nell’infanzia (ma anche durante l’adolescenza) è indispensabile per una armonica crescita fisica e psicologica.

Disturbi della vista

L’uso prolungato di schermi video aumenta l’incidenza di disturbi della vista anche nei più piccoli: quando un bambino è “imbambolato” davanti ad uno schermo, sbatte meno frequentemente le palpebre e questo genera secchezza e bruciore agli occhi. Anche la luce blu emessa da telefonini, computer e televisori concorre a mettere a rischio la salute visiva dei bambini.

Osservando il fenomeno da un punto di vista educativo, le criticità aumentano.

Distorto senso del limite

Il mondo digitale insegna ai bambini ad avere tutto e subito: un click è sufficiente per avviare il cartone preferito, saltare la pubblicità, cambiare contenuti, avviare e giocare con un’app. Invece un genitore è chiamato ad allenare il proprio figlio al senso del limite, al tempo dell’attesa e a gestire la frustrazione che ne consegue, oltre che ad esprimerla nella maniera corretta.

Isolamento

I dispositivi tecnologici pongono l’individuo in una dimensione solitaria, dove non sono richieste capacità relazionali né comunicative: ciò contrasta con il processo evolutivo del bambino, il quale nei primi anni di vita sperimenta le proprie abilità sociali e può implementarle e rinforzarle solo attraverso l’esercizio delle stesse.

Problemi comportamentali

Contenuti violentivisti sullo schermo senza il controllo dei genitori possono portare a problemi comportamentali dovuti al turbamento che le immagini hanno provocato o all’imitazione da parte dei bambini dei gesti osservati.

Ritardi dell’apprendimento e delle abilità sociali

I bambini che utilizzano troppo i dispositivi elettronici in età prescolare possono presentare problemi di attenzione, di utilizzo del pensiero astratto, di linguaggio e di acquisizione delle abilità sociali.

Questo può dipendere dal fatto che questi bambini interagiscono meno con i loro genitori e i loro coetanei.

Anche l’uso eccessivo dei dispositivi elettronici da parte dei genitori durante il tempo libero è pregiudizievole per il corretto sviluppo del bambino, perché lo priva di una preziosa opportunità di interazione con gli adulti di riferimento.

La soluzione? Adottiamo alcune regole

Come abbiamo visto la tecnologia è in grado di influire sui sentimenti, l’apprendimento, il pensiero e il comportamento dei bambini nel periodo della loro vita più facilmente condizionabile.

Cosa si può fare? E’ semplice: usiamo il buon senso ed adottiamo alcune regole.

Man mano che il bambino cresce, ed è in grado di comprendere, è importante (per quanto possibile) cercare di condividere queste regole con i nostri figli, affinché acquisiscano consapevolezza e autocontrollo.

L’American Academy of Pediatrics propone alcune linee guida  per aiutare i genitori ad un corretto uso degli strumenti tecnologici presenti nelle nostre case.

Bambini sotto i 2 anni

L’uso di device digitali dovrebbe essere molto limitato e solo in compagnia di un adulto che parla e spiega quello che si sta vedendo. Un utilizzo intelligente potrebbe essere quello delle video-chat con parenti lontani che vogliono interagire con il bambino.

Se proprio si vuole far familiarizzare il proprio bambino con strumenti digitali fra i 18 e i 24 mesi  è molto importante:

  • scegliere applicazioni o video di alta qualità ed adatti ai bambini;
  • essere sempre presenti e utilizzare il mezzo digitale con il bambino;
  • non permettere che il bambino ne faccia uso da solo.

Bambini da 2 a 5 anni

  • Limitare l’utilizzo a non più di un’ora al giorno.
  • Favorire altre attività salutari per il corpo e la mente dei bambini come ad esempio giochi all’aperto, sport, musica, lettura di libri con mamma e papà.
  • Scegliere applicazioni interattive non violente e che propongano valori socialmente condivisibili.
  • Guardare i  video insieme, giocare insieme ai propri bambini e discutere dei contenuti dei video o dei giochi.

Bambini in età scolare

  • Stabilire un tempo massimo di utilizzo giornaliero.
  • Concordare con il bambino delle regole di utilizzo (es. divieto di utilizzo durante il tempo dedicato ai compiti) e spiegare perché è importante rispettarle.
  • Spiegare con un linguaggio semplice ma chiaro che il web non è un luogo sicuro per i bambini.

Alcuni consigli pratici per i genitori

  • Non sentite l’obbligo di introdurre precocemente la tecnologia nella vita dei bambini. Le interfacce dei mezzi tecnologici sono intuitive e i vostri bambini non “resteranno indietro”;  impareranno molto in fretta nel momento in cui inizieranno ad utilizzarli.
  • Spegnete la TV o il computer e lasciate il telefono in modalità silenziosa (e fuori dalla vista) quando non li state usando.

    La presenza di sottofondo di uno mezzo tecnologico ancora in funzione anche se non usato può disturbare la relazione e l’interazione bambino-genitore e il gioco che il bambino sta facendo, momenti entrambi importanti per lo sviluppo del linguaggio e delle competenze sociali ed emotive.

  • Fate in modo che nelle camere da letto, nei momenti dei pasti e in quelli dedicati al gioco fra un adulto e un bambino non siano presenti mezzi tecnologici o che siano spenti.
  • Evitate di far usare strumenti tecnologici nell’ora precedente il sonno notturno.

  • Evitate di utilizzare i cellulari come unico mezzo per calmare i vostri bambini: occasionalmente possono essere usati a tale scopo (durante una visita medica o un viaggio in aereo) ma utilizzarli continuamente come strumento per calmare il bambino può portare a problemi che riguardano l’identificazione del senso del limite e la gestione delle emozioni.
  • Stabilite delle chiare regole di utilizzo della tecnologia non solo per i figli ma per voi stessi: ricordate che siete voi il primo esempio per i vostri figli.
  • Proponete ai bambini delle esperienze di vita senza tecnologia: ad esempio, potreste organizzare con altri genitori o con la scuola alcune giornate a contatto con la natura durante le quali sia “bandito” l’uso della tecnologia.
  • Man mano che il bambino cresce, aiutatelo a comprendere i vantaggi ma anche i rischi della tecnologia.
  • Cercate di essere genitori informati. La tecnologia evolve rapidamente: per essere d’aiuto ai nostri figli nell’uso consapevole dei vari device elettronici dobbiamo in primis conoscerli e saperli utilizzare.

Leggi anche Come calcolare i percentili di crescita Stare all’aria aperta: perché fa bene ai bambini Parola d’ordine: giocare! Leggere? E’ un gioco da bambini Come favorire lo sviluppo del bambino con la musica

Источник: https://www.amicopediatra.it/crescita/lo-smartphone-fa-davvero-male-ai-bambini_dipendenze_tecnologia-e-mass-media/

Gravidanza
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