Attività per bambini con problemi di udito per favorire l’ascolto e lo sviluppo del linguaggio

Perché la musica aiuta lo sviluppo del linguaggio

Attività per bambini con problemi di udito per favorire l’ascolto e lo sviluppo del linguaggio

Musica e linguaggio hanno molti aspetti in comune.

Entrambi vengono ascoltati attraverso l’udito ed espressi attraverso il suono, possono formare illimitatamente sequenze sempre differenti, sono raffigurati attraverso una rappresentazione scritta costituita da simboli grafici, presentano una sintassi interna (cioè delle regole che governano il modo in cui i vari singoli elementi si combinano per dare un significato comprensibile) e trasmettono messaggi.

Inoltre sia la musica, sia il linguaggio hanno un quadro melodico caratterizzato da elementi come il ritmo, la durata, l’accento.

Effetti positivi della musica sul linguaggio

Nel bambino, la musica aiuta e stimola in molti modi l’apprendimento del linguaggio, come dimostrato da numerosi studi scientifici.

Musica (e parole) in gravidanza per l’imprinting linguistico

L’apprendimento del bambino inizia già nel periodo fetale e l’udito è il primo senso a svilupparsi, raggiungendo la maturazione completa già dal quarto mese e mezzo di gravidanza.

Il feto quindi è in grado di sentire e riconoscere la voce della mamma dal 5°/6° mese di gravidanze e di udire, filtrati e trasmessi dal liquido amniotico e sotto forma di vibrazioni tattili e sonore, i suoni esterni.

Numerose ricerche dimostrano che l’ascolto della musica da parte della madre genera nel feto cambiamenti fisici (modifiche della frequenza cardiaca e movimenti del corpo) e produzione di endorfine (che hanno l’effetto di attenuare il dolore e aumentare il benessere).

Altri studi hanno evidenziato che il feto è già in grado non solo di distinguere la voce della propria mamma (e di preferirla poi dopo la nascita a qualsiasi altra voce femminile)  ma anche di percepire la prosodia, cioè il ritmo, l’accentazione e l’intonazione del linguaggio materno, proprio come una melodia.

Il bambino alla nascita avrà perciò un “imprinting” musicale (e conseguentemente linguistico) che deriverà dall’ascolto della musica e del linguaggio materno nel periodo pre-natale.

Questo imprinting è fondamentale per attivare le prima importantissima modalità di comunicazione del neonato, il pianto, e  per le fasi successive di sviluppo del linguaggio che, attraverso il cosiddetto “tubare” e ai suoni gutturali del 2/3 mesi, porteranno il bambino a pronunciare le prime sillabe.

Senso del ritmo per riconoscere i suoni della lingua parlata

Esiste un forte collegamento tra capacità di linguaggio, senso del ritmo e musica, così come tra la capacità di tenere il ritmo e quella di riconoscere e decodificare i suoni della lingua parlata: un esperimento ha ad esempio dimostrato che i bambini che sono più bravi nel mantenere un ritmo sono anche quelli che pronunciano meglio le sillabe.

Di qui l’importanza che gli studiosi attribuiscono all’istruzione musicale, e in particolare al ritmo, per favorire l’efficienza del sistema uditivo e rinforzare quell’associazione suono-significato così importante per l’apprendimento in genere e per la lettura in particolare.

Canzoni per apprendere

Le canzoni in particolare favoriscono l’apprendimento e la capacità di lettura perché sfruttano la motivazione intrinseca del bambino (cioè la motivazione all’apprendimento che scaturisce dal bambino stesso, dal suo piacere e dalla sua curiosità).

Inoltre gli studi di neuroimaging (risonanza magnetica cerebrale) evidenziano che le canzoni, esponendo il cervello contemporaneamente alla musica e alle parole, attivano e coinvolgono contemporaneamente e in modo integrato diverse aree cerebrali sia dell’emisfero destro (che controlla l’udito e la capacità di apprezzare la musica) che dell’emisfero sinistro (che, nella maggior parte delle persone, controlla le funzioni del linguaggio).

Musica per aiutare a curare i disturbi del linguaggio

In genere, i bambini con difficoltà nel linguaggio hanno difficoltà anche con la sintassi musicale: ciò è giustificato dal fatto che le funzioni di elaborazione delle strutture sintattiche musicali e linguistiche seguirebbero percorsi almeno in parte coincidenti. Su queste basi, si ritiene che l’apprendimento musicale possa servire anche ad aiutare a curare i disturbi del linguaggio, come la dislessia.

Musica per favorire la memorizzazione e la comprensione del testo

E’ evidente a tutti come un testo accompagnato da musica rimanga più impresso nella memoria rispetto ad un testo in prosa e come i bambini stessi dimostrino di apprendere un testo molto più facilmente se espresso musicalmente.

Ciò è dovuto al fatto che la musica ha un impatto emotivo molto più marcato, attivando così quel meccanismo fondamentale dell’apprendimento che è la motivazione intrinseca del bambino.

Ciò ha una corrispondenza nel fatto che le aree cerebrali deputate alla musica sono vicine a quelle del linguaggio, e, pur essendone distinte, tuttavia attivano vie in parte comuni e che interagiscono tra loro.

Un’altra evidenza è che i testi e le melodie imparati nell’infanzia poi rimangono impressi in modo permanente nella propria memoria.

La musica sembra implicata in modo particolare nella memoria a lungo termine e in  quella episodica; infatti la musica risulta estremamente valida nel recupero di ricordi, consci e inconsci, riportando al presente il momento stesso nel quale è stata appresa quella melodia.

Per quanto riguarda i bambini in particolare, per la memorizzazione del linguaggio si è rivelato molto efficace utilizzare canti e filastrocche poiché, soprattutto grazie al fatto di  presentare una segmentazione più evidente rispetto ad un testo in prosa,  permettono di ridurre la complessità e difficoltà sintattiche e fonetiche del testo da memorizzare. Raccontare storie, fiabe e poesie in musica facilita l’apprendimento di nuovi vocaboli e la comprensione del testo. Sonorizzare un testo, anche con l’aiuto di strumenti e materiali adeguati, permette anche di interagire creativamente con esso, selezionandone e sottolinenandone le parti più importanti.

Musica per apprendere attraverso i gesti del corpo

La sonorizzazione di un testo è inoltre un mezzo per associare al testo stesso un’altra componente fondamentale per l’apprendimento del linguaggio in particolare, che è il movimento corporeo. Un testo musicale infatti permette di associare ad un vocabolo o ad una frase un particolare gesto corporeo.

I testi utilizzati devono essere semplici, con varie ripetizioni e le frasi essenziali e concrete per permettere una migliore comprensione ma soprattutto memorizzazione. Questi giochi/esercizi in realtà non sono altro che riedizioni di giochi tradizionali popolari: basti pensare alla canzone “Giro giro tondo, casca il mondo …”.

Essi vengono  utilizzati frequentemente nelle comunità infantili,  perché portano i bambini ad ascoltarsi l’uno con l’altro, promuovono l’attenzione alla corretta pronuncia dei vocaboli, facilitano l’acquisizione di nuovi vocaboli e di nuove frasi da inserire nel dialogo comune e, inoltre, favoriscono un linguaggio più sciolto e scorrevole.

Leggi anche Come favorire lo sviluppo del bambino con la musica Come (e perché) insegnare musica ai bambini Leggere? E’ un gioco da bambini Come favorire lo sviluppo del linguaggio del bambino

Источник: https://www.amicopediatra.it/crescita/perche-la-musica-aiuta-lo-sviluppo-del-linguaggio_linguaggio_sviluppo-cognitivo/

Giochi e attività per stimolare l’apprendimento del linguaggio nei bambini

Attività per bambini con problemi di udito per favorire l’ascolto e lo sviluppo del linguaggio

Di sicuro ricorderete la prima parola pronunciata da vostro figlio o il giorno in cui ha mosso i primi passi. Vedere i nostri figli crescere e imparare nei primi anni di vita è un’esperienza davvero meravigliosa.

Durante la prima infanzia, nell’individuo si verificano più cambiamenti di quanti ve ne saranno nel corso di tutti gli anni di vita successivi. I nostri bambini sviluppano capacità fisiche, psicologiche e sociali. In particolare, il processo di acquisizione del linguaggio è un viaggio assolutamente affascinante.

È possibile stimolare l’apprendimento?

Il cervello dei bambini da 0 a 6 anni è naturalmente predisposto all’apprendimento. Per questo motivo la stimolazione precoce favorisce lo sviluppo di abilità fondamentali che sono destinate ad avere un grande impatto sul futuro di ogni individuo.

Il contesto familiare ha un’importanza cruciale nello sviluppo dei più piccoli; ciò appare particolarmente evidente nell’ambito del linguaggio, in cui l’interazione e l’imitazione alimentano il motore dell’apprendimento.

Analogamente, quando si tratta di imparare una seconda o terza lingua, come l’inglese, l’ambiente familiare riveste un ruolo molto importante in quanto fonte di stimolo.

L’importanza del gioco nell’apprendimento

Nel corso degli anni molti psicologi, filosofi e pedagoghi hanno rimarcato l’importanza del gioco nei processi di apprendimento.

Come affermato da uno dei primi studiosi dei meccanismi cerebrali nei bambini, Jean Piaget, “I bambini non giocano per imparare, ma imparano perché giocano”.

Giocare è un istinto, una tendenza naturale insita in ogni bambino; rappresenta il modo di scoprire e capire il mondo, nonché di rapportarsi ai propri simili. Giocare in un contesto ricco di affetto e di rispetto potenzia il senso di sicurezza e l’autostima.

Giocando, i bambini accrescono le loro capacità sociali, perfezionano il linguaggio e lo sviluppo intellettivo, imparano a cooperare e a rispettarsi reciprocamente; inoltre, migliorano le proprie capacità cognitive.

L’importanza del gioco nell’acquisizione di una nuova lingua, come l’inglese, è uno dei fattori chiave per l’apprendimento naturale della lingua.

Come è possibile stimolare lo sviluppo del linguaggio nei bambini?

Prima di cimentarsi nel linguaggio, il cervello del bambino si “prepara”, acquisendo le basi che permettono la comprensione e l‘espressione preverbale. Proprio per questo, durante il primo anno di vita l’ascolto è così importante.

Anche in questo caso il nostro istinto di genitori ci guida sapientemente nelle azioni quotidiane, spingendoci a cantare canzoni ai nostri bambini,a leggere loro dei racconti, aprodurre suoni onomatopeici o a ballare tenendoli in braccio: di fatto, tutte queste azioni contribuiscono a stimolare in loro il linguaggio.

Vi piacerebbe entrare nel dettaglio e provare alcune attività? Siete pronti?

5 consigli per stimolare il linguaggio nei neonati

Prima di introdurre il linguaggio attraverso frasi e parole, possiamo aiutarli a costruire le basi del linguaggio espressivo. Ecco alcuni esercizi che potete fare con i vostri bimbi fin dai primi giorni di vita, per stimolare in loro lo sviluppo del linguaggio.

  1. Potenziare il contatto visivo.
    Stabilire un buon contatto visivo è molto importante per ottenere un efficace livello comunicativo. Ricordatevi di posizionarvi possibilmente alla loro altezza e di guardarli sempre negli occhi quando parlate, cantate o giocate con loro.
  2. Fatevi capire anche con i gesti.
    Accompagnate le vostre spiegazioni con gesti ed espressioni facciali: permetteranno loro di decodificare le informazioni e di migliorare l’espressione preverbale attraverso l’imitazione.
  3. Imitate i suoni.
    Cercate di riprodurre i versi degli animali, i rumori dei veicoli, ecc… Nella fase prelinguistica, la ripetizione di sillabe semplici e musicali aiuterà i vostri bambini a costruire le basi del linguaggio e della decodificazione. Inoltre, in questo modo sicuramente riuscirete ad attirare l’attenzione dei vostri ascoltatori, magari strappando loro una bella risata. Quello è senza dubbio il più bel suono del mondo!
  4. Fingere di telefonare.
    I bambini adorano imitare gli adulti: immancabilmente afferreranno qualche oggetto fingendo che sia un telefono con il quale “parleranno” con voi o con i nonni. Cogliete la palla al balzo e intrattenete delle intense conversazioni con i vostri piccoli, continuando il “dialogo” e incoraggiandoli a rispondere.
  5. Stimolazione dell’apparato fonatorio.
    È bene fare ginnastica con i muscoli che si utilizzano per parlare. Fare pernacchie, mandare baci volanti, soffiare in un fischietto o in un tubo, fare smorfie davanti allo specchio, respirare profondamente: sono tutti degli utili esercizi per sviluppare la fonazione.

5 giochi per stimolare il linguaggio… Anche in inglese!

Ecco alcuni giochi destinati a potenziare lo sviluppo del linguaggio; sono anche utili per far sì che bambini imparino l’inglese tra le mura domestiche.

1- I spy…
Un classico che non tradisce mai. In italiano potremmo dire: “Vedo-vedo” “Cosa vedi?” “Una cosa” “Che cos’è?” A quel punto bisogna dare un indizio, in base all’età del bambino o ai vocaboli che intendiamo utilizzare. “Inizia con la lettera M”, oppure “è di colore blu “.

La frase in inglese suona così: “I spy, with my little eye, something with the letter M…// something that is blue”.

2- Simon Says (Simon dice)
Questo è un altro classico. È un gioco che permette di migliorare la comprensione orale, incoraggia l’ascolto attivo e potenzia la velocità di reazione e la coordinazione. Inoltre, consente di apprendere i vocaboli inerenti alle azioni (verbi) e alle parti del corpo.

Il giocatore che inizia dice: “Simon says…” completando la frase con un’azione, ad esempio “let’s jump up and down” (saltiamo su e giù) o “let’s touch our nose” (tocchiamoci il naso) e i bambini devono fare tutto ciò che Simon dice.

Ma bisogna stare attenti: se il giocatore non dice “Simon says” non si dovrà fare nulla, anche se si tratta di un ordine!

3- A bag with stuff (la borsa degli oggetti)
Questo gioco è perfetto per potenziare l’immaginazione, il vocabolario e la capacità di narrare, il tutto rafforzato dall’effetto sorpresa.

Sai come si gioca? Si dovranno collocare diversi oggetti all’interno di una busta, di una cesta o di una scatola, che andrà posizionata al centro della stanza. I giocatori si dovranno sedere attorno al contenitore.

La busta potrà contenere i più svariati oggetti: un cucchiaio, una foglia, un sonaglio, una bambola, una piuma, una ciliegia, un calzino… I partecipanti estrarranno dalla busta due oggetti a caso e dovranno inventare una storia in cui essi siano presenti.

Una variante prevede l’estrazione di oggetti man mano che si prosegue nel racconto, inserendoli progressivamente nella trama.

Per i più piccoli può essere un po’ complicato giocare a questo gioco in inglese; tuttavia, invece di inventare dei racconti, si possono usare gli oggetti estratti dalla busta per creare delle frasi semplici.

4- Giochi da tavolo simili a “Indovina chi?” o “Pictionary”.
Daremo nuova vita a questi classici dei giochi da tavolo…

giocando in inglese! Entrambi i giochi hanno una versione per i più piccoli; se invece siamo in possesso della versione per grandi, possiamo adattare le regole affinché tutti possano sentirsi a loro agio, per trascorrere dei piacevoli momenti in compagnia e ripassare un po’ di inglese.

“Indovina chi?” ci permette di lavorare con le descrizioni (parti del corpo, dimensioni, colori), mentre con “Pictionary” possiamo ampliare il nostro vocabolario e migliorare l’espressione orale.

È una buona idea tenere a portata di mano un dizionario qualora non si conosca la parola inglese che a nostro avviso corrisponde alla descrizione di un determinato disegno.

Le risate sono assicurate e sarà davvero difficile dimenticare il significato di quelle parole il cui disegno ci ha fatto sudare sette camicie.

5- Tongue Twisters (scioglilingua)
A chi non piacevano gli scioglilingua da piccoli? Tante risate, molta concentrazione e un’enorme soddisfazione quando riuscivamo a pronunciarli.

Gli scioglilingua (tongue twisters, in inglese) permettono di lavorare sulla memoria e sulla pronuncia. Provate ad andare al di là del “Tre tigri contro tre tigri”, e dimostrate tutti insieme la vostra abilità cimentandovi con l’inglese.

Vi proponiamo quattro scioglilingua molto semplici per iniziare a giocare con i più piccoli

Ice cream!

I scream, you scream, we all scream, for ice cream!

Two witches, two watches

If two witches would watch two watches, which witch would watch which watch?

She sells sea shells

She sells seashells by the seashore

And the shells she sells by the seashore are seashells for sure

Woodchuck chuck

How much wood would a woodchuck chuck, if the woodchuck could chuck wood?

He would chuck, he would, as much as he could,

And chuck as much wood as a woodchuck would,

If a woodchuck could chuck wood.

Musica per far imparare l’inglese ai bambini

Se seguite con attenzione il nostro blog, presto scoprirete come utilizzare alcune tecniche di musicoterapia per imparare l’inglese.

Semplicemente, il fatto di ascoltare attentamente la musica che più si ama, imparando nel contempo qualche ritornello, rappresenta uno stimolo ideale per fare grandi progressi con la lingua inglese.

La musica è un ottimo strumento per potenziare l’apprendimento dell’inglese nei bambini, poiché essi la adorano e la vivono come un gioco: affina l’udito e la comprensione, permettendo loro di migliorare la pronuncia e di ampliare il vocabolario. Ma, soprattutto, è divertente e naturale: rende il cervello molto più ricettivo durante il processo di apprendimento.

Nel nostro blog troverete tante canzoni da cantare con i vostri bambini; sono classificate in base all’età, con la possibilità di scaricare i testi. Ecco i link:

Attività da svolgere a casa con bambini di 1 e 2 anni.
Attività da svolgere a casa con bambini da 3 a 8 anni.
Attività da svolgere a casa con bambini da 9 a 11 anni.

Se i vostri figli sono adolescenti, potete condividere con loro la musica in inglese che più vi piace: può diventare un grande momento di complicità. Provate a interessarvi ai gruppi che piacciono loro, guardate insieme i video, cercate i testi delle canzoni, imparatele insieme e cantatele a pieni polmoni.

E voi, quali altri giochi fate a casa per allenarvi ad imparare la lingua? Perché non ce li descrivete?

Источник: https://blog.kidsandus.it/giochi-e-attivita-per-stimolare-lapprendimento-del-linguaggio-nei-bambini

Attività per bambini con problemi di udito

Attività per bambini con problemi di udito per favorire l’ascolto e lo sviluppo del linguaggio

La logopedista ci illustra quali attività possiamo fare con i bambini che hanno problemi di udito

Se il tuo bambino ha problemi di udito sicuramente dovrete affrontare delle sfide ma, con l'intervento precoce e la tecnologia moderna, i bambini con problemi di udito possono vivere sani, felici e sono in grado di raggiungere il loro pieno potenziale.

Esistono due tipi principali di perdita uditiva: trasmissiva e neurosensoriale (può essere anche di tipo misto).

  • La sordità trasmissiva si verifica quando i suoni provenienti dall'esterno dell'orecchio hanno difficoltà a raggiungere l’interno per un problema che riguarda l’orecchio esterno (padiglione auricolare) o medio (membrana timpanica e catena degli ossicini). L'ipoacusia trasmissiva è solitamente causata da infezioni dell'orecchio medio e a volte è temporanea.
  • La sordità neurosensoriale riguarda la parte interna dell’orecchio e quindi la coclea o il nervo acustico.

La perdita uditiva può essere lieve, moderata, grave o profonda.

Naturalmente ogni perdita uditiva richiede una protesizzazione diversa, ormai esistono apparecchi acustici sempre più diversificati per far fronte alle diverse problematiche fino ad arrivare all’impianto cocleare per le sordità più difficili che coinvolgono l’orecchio interno.

Sintomi di ipoacusia

Inizio con il dire che ormai esiste loscreening uditivo alla nascita in quasi tutte le regioni ma qualora si notino sintomi sospetti conviene portare il bambino a effettuare un controllo dell’udito o chiedere un parere specialistico. L’esame audiologico non è un esame fastidioso per il bambino e nel migliore dei casi sarà servito a togliervi il dubbio!

Quali sono i sintomi più evidenti a cui prestare attenzione?

Tutti i bambini attraversano le stesse fasi evolutive. I bambini si sviluppano a ritmi diversi, ma dovrebbero raggiungere i traguardi fondamentali delle abilità comunicative nello stesso ordine.

Se il tuo bambino ha problemi di udito, non sentirà la gente parlare, il che significa che potrebbe non rispondere alla tua voce e ad altri rumori nel modo in cui ti aspetteresti. Man mano che cresce potresti notare che il suo linguaggio e il suo modo di comunicare  non si sviluppano come per gli altri bambini.

Ecco cosa dovresti aspettarti da un bambino durante le diverse tappe di sviluppo, se tuo figlio non sta facendo queste cose, potrebbe essere una buona idea parlare con uno specialista:

  • A 0-4 mesi, il bambino dovrebbe spaventarsi a causa di un forte rumore, girare la testa o muovere gli occhi per localizzare la fonte del suono. Se è arrabbiato, dovrebbe calmarsi quando sente la tua voce.
  • A 4-8 mesi , il bambino dovrebbe “far caso” ai suoni intorno a lui, sorridere quando si parla, usare la lallazione, farfugliare e capire parole semplici come “ciao-ciao”.
  • A 8-14 mesi, il bambino dovrebbe rispondere al suo nome, pronunciare semplici parole come “mamma” e “pappa”, copiare semplici suoni e usare la sua voce per attirare l'attenzione delle persone vicine.
  • A 14-24 mesi, il bambino inizierà a sviluppare il vocabolario, comprendere e seguire semplici istruzioni e mettere insieme due parole.

Lo sviluppo del linguaggio nei bambini con problemi di udito

La funzione più importante che viene colpita a causa della perdita dell'udito è l'acquisizione del linguaggio naturale ma lo sviluppo del linguaggio è vitale in quanto è il fondamento della comunicazione.

È il fattore più importante nello sviluppo di un bambino perché è alla base della maggior parte dell'apprendimento, non solo negli aspetti formali dell'educazione, ma anche nello sviluppo del carattere, dello stato emotivo e della relazione sociale dei bambini. Chi dovrebbe occuparsi di far sviluppare il linguaggio e come dovrebbe essere insegnato ai bambini con ipoacusia?

Per rispondere a entrambe queste domande la cosa più semplice è ricordare come i bambini udenti acquisiscono il linguaggio. Il bambino udente l'ha acquisito o imparato dai genitori e dai membri della famiglia intorno a lui attraverso una costante esposizione e interazione.

I genitori insegnano inconsciamente e rafforzano la lingua.

È un fatto accertato che anche il bambino con problemi di udito ha la stessa innata capacità di apprendere la lingua di un bambino udente, ma il motivo per cui potrebbe non impararla è perché non riesce a sentire adeguatamente i suoni che lo circondano (problema che si risolve con le protesi acustiche o l’impianto cocleare).

Naturalmente il bambino con problemi di udito sarà seguito da un logopedista e da altri specialisti ma lo sviluppo del linguaggio avviene primariamente e soprattutto in famiglia!

È importante che i genitori parlino spontaneamente con il bambino anche se la protesizzazione non è ancora perfetta e il bambino non riesce a sentire proprio tutto. Non stimolare il bambino o rivolgersi meno a lui perché “tanto non riesce a seguire tutto”, è un errore! Anzi questi bambini vanno stimolati e introdotti al linguaggio in maniera più intensiva e costante.

I genitori di un bambino con problemi di udito possono, quindi, interagire e parlare con lui in modo naturale come farebbero con i bambini udenti. Dovrebbero però ricordare di:

  • Assicurarsi che gli apparecchi acustici siano utilizzati dal bambino.
  • Assicurarsi che gli apparecchi acustici funzionino in modo ottimale.
  • Parlare al bambino il più naturalmente possibile, preferibilmente in maniera non veloce ma chiara (che non significa scandire parola per parola!).
  • Etichettare e nominare le cose che lo circondano.
  • Interagire su tutte le situazioni che accadono e le attività che svolge.

Durante il giorno ci sono molti momenti ideali per dare a un bambino ipoudente l'opportunità di acquisire il linguaggio, questi sono: alzarsi, lavarsi, fare il bagno, vestirsi, spogliarsi, cucinare, mangiare, andare al mercato o allo zoo, visitare amici, giocare, andare a letto ecc.: le cosiddette routine! Sono questi i momenti in cui le frasi usate hanno un significato reale e quindi i genitori potrebbero aiutare a sviluppare il vocabolario, le strutture linguistiche significative e le capacità comunicative nel bambino.

Attività e giochi

Giocattoli e libri sono le cose più interessanti che aiutano a iniziare una conversazione e anche a fornire un linguaggio verbale ai gesti che il bambino usa mentre gioca o sfoglia i libri.

  • Rendete piacevoli gli apparecchi: aiutate i bambini ad avere una visione positiva della loro tecnologia, non parlarne mai non li aiuta! Può essere utile quando i bambini crescono un po’ fare paragoni con occhiali o altri ausili che utilizzano gli altri membri della famiglia.

    Abbellite gli apparecchi con adesivi, fate similitudini tra il bambino con sordità e personaggi dei cartoni o fumetti che indossano qualcosa di simile. Fate scegliere al bambino il colore delle protesi acustiche e come decorarle, sarà più probabile che così le consideri degli “amici fidati”.

  • Parlate! Non è sempre facile ma fatelo, è ciò che potrebbe fare la differenza! C'è molta ricerca che mostra che il numero di parole che un bambino ha all'età di 4 anni è direttamente correlato al numero di parole che un bambino ha sentito.

    Poiché soprattutto inizialmente un bambino con ipoacusia non sentirà tutto, avrà bisogno di più input.

  • Giochi di rima. Man mano che i bambini crescono, divertitevi a fare tanti giochi di rima. Creare rime è molto utile per costruire abilità fonetiche che sono fondamentali per la lettura.
  • Giochi ritmici.

    Battere le mani a ritmo, camminare seguendo un ritmo, è divertente ed è una buona abilità da allenare nei bambini con problemi uditivi. Ricordatevi che anche la lingua a un suo ritmo! Spesso è proprio la prosodia a risultare non adeguata nei bambini con sordità.

    Battete una varietà di ritmi diversi partendo da qualcosa di breve e continuando con ritmi più complessi.

  • Non lasciate che i bambini passino troppo tempo davanti alla tv o al pc/tablet: i bambini non imparano la lingua guardando la TV, la imparano interagendo con le persone! Quindi trascorrete del tempo con loro e inserite il linguaggio verbale senza forzarlo, commentate ed espandete le parole e le frasi del bambino, piuttosto che chiedergli di ripetere le parole
  • Leggete ogni giorno. La lettura aiuta e sostiene sempre lo sviluppo del linguaggio. Quando i bambini imparano a leggere, leggeranno soli se sono stati abituati a farlo e ad amare i libri, voi potete comunque aiutarli a leggere cose sempre un po' più difficili.
  • Cantate. Non dovete essere veramente bravi, dovete solo essere in grado di portare avanti una melodia, tenere il tempo e divertirvi. Il canto fornisce un buon senso del ritmo e il tono li aiuta a riconoscere la melodia nel parlato e quindi la prosodia.
  • Suonate. I bambini che non possono sentire bene potrebbero perdere l’opportunità di apprezzare adeguatamente la musica. Usate il tamburo e chiedete al bambino di seguire il ritmo con le mani o su un altro tamburo. Suonate diversi strumenti senza farglieli vedere e chiedetegli di indovinare quale strumento avete suonato. Alternate suoni lunghi a suoni brevi e chiedetegli quale è durato di più. Fategli scegliere uno strumento e voi fate lo stesso e chiedetegli di seguire il ritmo di quella canzone che vi piace tanto mentre la cantate!
  • Provate a fare indovinare a vostro figlio la fonte del suono. Da dove viene quel suono che si è sentito? Magari il bambino chiude gli occhi e voi nascondete un pupazzetto sonoro.
  • Giocate a riconoscere i suoni. Potete giocare a sentire, riconoscere e imitare i versi degli animali o i suoni ambientali.
  • Recitate anche molte filastrocche. Le filastrocche contengono ritmi e rime, abilità che aiutano lo sviluppo della parola e del linguaggio.

Ricordate di rinforzare sempre il lessico man mano che il bambino cresce, quindi non serve semplificare le frasi e utilizzare spesso le stesse parole in modo che così “anche se non le sente bene le impara”. No, il bambino ha bisogno di sentire tanti termini nuovi che man mano riconoscerà e farà suoi.

Se il bambino ha già una protesizzazione ottimale naturalmente non avrà alcun problema ad apprendere e utilizzare le nuove parole. Lo stesso discorso vale per l’aspetto pragmatico. Giocate con i modi di dire, doppi sensi, non sottovalutate questo aspetto linguistico che solitamente rappresenta per tutti i bambini un ambito complesso.

Spegnete la TV o la radio, la lavastoviglie e magari anche il cellulare mentre state provando a parlare con vostro figlio.

La musica  e i rumori di sottofondo non sono utili alla comunicazione se non voluti di proposito. Se siete più persone cercate di far parlare a turno tutti, rispettando i tempi di conversazione.

È difficile sentire quando due persone parlano allo stesso tempo!

gpt inread-altre-0

Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/attivita-per-bambini-con-problemi-di-udito.html

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: