Asterix e il Segreto della Pozione Magica, recensione del film

Asterix e il segreto della pozione magica: recensione, tra innovazione e tradizione | Cultura Pop

Asterix e il Segreto della Pozione Magica, recensione del film

Uscito in Francia lo scorso dicembre, “Asterix e il segreto della pozione magica” si appresta a debuttare nelle nostre sale il prossimo 7 marzo.

Realizzato ancora una volta dalla coppia Louis Clichy e Alexandre Astier come il precedente Asterix e il regno degli dei, il film d’animazione in computer grafica intraprende un percorso nuovo, in cerca di una maggior originalità e indipendenza dal modello fumettistico del personaggio, così come fissata negli storici fumetti di Goscinny e Uderzo, pur senza la pretesa di stravolgerne la tradizione.

Innovare, senza tradire

Con “Asterix e il segreto della pozione magica” come detto Astier e Clichy si sono sentiti forse più esperti e pronti a tentare una via nuova, in grado di assicurare alla versione cinematografica una sua autonomia e dignità, sempre però nel rispetto dell’originale fumettistico. Per questo rispetto al primo film basato sull’omonima storia a fumetti, Il segreto della pozione magica racconta una storia inedita, che non prende spunto da nessuno dei fumetti canonici.

Questo approccio, oltre che nella storia si riflette anche nel contenuto del film. Per la prima volta infatti, a dispetto del titolo, Asterix è qui un personaggio assai marginale, così come Obelix e, in parte, un po’ tutti i personaggi del celebre villaggio gallico assediato dai Romani. Persino questi appaiono poco, e Cesare forse in non più di due scene.

Allo stesso modo anche la storia narrata, di cui non vi anticiperemo nulla, riflette sul senso della tradizione e sulla necessità di rinnovarla costantemente, senza tradirla.

Del resto tradizione, tradurre e tradire hanno tutti la stessa radice latina, che significa trasportare.

Un concetto quindi molto dinamico, che contraddice l’idea erronea che vorrebbe la tradizione come qualcosa di cristallizzato e fissato una volta e per sempre, a cui attenersi ciecamente e stupidamente.

Una concezione messa in discussione soprattutto dal villain del film, il druido bandito Rancorix, ma a ben vedere ancor di più dallo stesso Panoramix che, convinto di stare invecchiando, intraprenderà un viaggio per tutta la Gallia alla ricerca del suo erede, trasgredendo tutte le regole della tradizione druidica in nome di un bene superiore.

La tradizione è dunque qualcosa di vivo e pulsante, non leggi immutabili scolpite nella pietra, ma piuttosto indicazioni etiche per interpretare il mondo, per cambiare con esso mantenendo una propria rotta.

L’etica, l’adesione a principi universali e non a sciocche abitudini, da tradire o conservare, è del resto proprio ciò che distingue Panoramix dalla sua nemesi Rancorix, il motivo per cui quest’ultimo è inevitabilmente condannato al fallimento e alla solitudine e il secondo è invece amato da tutti e una guida per il suo villaggio.

Divertire, ma non ancora stupire

Astier e Clichy provano dunque a rinnovare in “Asterix e il segreto della pozione magica”, pur restando saldamente nel solco della tradizione. Un atteggiamento visibile ad esempio anche nelle scelte artistiche, soprattutto nell’impostazione grafica.

Il lavoro svolto da Mikros Image è nettamente migliore rispetto ai risultati ottenuti nel 2014 col primo episodio, tuttavia a molti potrebbe sembrare che il lavoro in CGI manchi di dettaglio.

In realtà invece si tratta di una scelta artistica, che può piacere o meno, ma che è dettata dalla volontà di rendere visivamente lo stile di Uderzo.

Il risultato è a nostro avviso gradevole e ben fatto, ma Astier e Clichy hanno forse lavorato ancora un po’ col freno a mano tirato, nella paura di allontanarsi eccessivamente dal modello originario. Il film dunque non spinge mai realmente a fondo sull’acceleratore dell’impatto emotivo.

Fa sorridere e a volte anche ridere di gusto, soprattutto in alcune sequenze come ad esempio quella di apertura, ma mai a crepapelle, fa riflettere ma senza sviscerare le tante suggestioni sollevate pur in maniera consapevole e volontaria, è ben girato ma mai davvero spettacolare.

Allo stesso modo vi emozionerà, ma senza mai commuovervi davvero.

Insomma Asterix e il segreto della pozione magica è un film che prova a fare qualcosa di nuovo e in parte ci riesce, ma senza osare mai davvero.

Il risultato è assai gradevole e garantirà un’ora e mezza di sano intrattenimento per tutta la famiglia e costituisce un passo avanti rispetto al primo film, anche se i colossi statunitensi restano ancora un po’ avanti. La strada intrapresa comunque sembra essere quella giusta.

Le XII Fatiche di Asterix resta a tutt’oggi una delle storie più buffe e divertenti vissute dal piccolo gallo combattivo.

Источник: https://www.tomshw.it/culturapop/asterix-e-il-segreto-della-pozione-magica-recensione-tra-innovazione-e-tradizione/

Asterix e il segreto della pozione magica – Recensione

Asterix e il Segreto della Pozione Magica, recensione del film

I Galli più simpatici, litigiosi e forti che i Romani abbiano mai incontrato stanno per tornare sul grande schermo .

E lo faranno con l’ormai collaudato duo LouisClichy e AlexandreAstier che dopo essersi fatti le ossa con discreto successo con AsterixeilRegnodegliDei (2015), hanno unito ancora una volta forze e creatività per dirigere un nuovo capito della saga degli eroi nati dalla fantasia e dalla matita di RenèGoscinny e AlbertUderzio.

La recensione di Asterix e il segreto della pozione magica

Il 7 marzo, infatti, uscirà anche nelle sale italiane il film d’animazione Asterixeilsegretodellapozionemagica (Astérix:Le secret delapotionmagique, Francia2018) distribuito dalla NotoriousPictures.

Una storia che saprà appassionare, divertire e, cosa non scontata, sorprendere nuovi e vecchi fan del famoso guerriero gallico e dei suoi amici.

Il druido Panoramix, il punto di riferimento del villaggio di Asterix, cade da un albero.

Per i druidi questo è un segno che sta invecchiando, bisogna quindi trovare un giovane erede al quale insegnare come preparare la pozione magica per dare i super poteri ai guerrieri che difendono il villaggio.

Riuscirà Panoramix con l’aiuto di Asterix ed Obelix a trovare un giovane druido degno di questo segreto?

Un film ben riuscito che celebra la tradizionale allegria di Asterix aggiungendo più che un semplice pizzico di novità

Con Asterix e il segreto della pozione magica Clichy e Astier sono riusciti a portare a termine un progetto innovativo e coraggioso sotto molti aspetti, senza mai tradire però lo spirito originale del fumetto.

Tante dunque le novità ma anche le conferme presenti in questa nuova pellicola dedicata al piccolo eroe gallico, a partire dal volere girare tutto il film in CGI cosí come era staro fatto per il precedente Asterix e il Regno degli Dei, con un miglioramento della resa grafica che non sfugge all’occhio. 

La principale sfida che hanno dovuto affrontare gli autori è stata però quella di cimentarsi con una storia che non fosse tratta dagli albi cartacei di Asterix.

Cosa non da poco se pensate che l’ultima volta era successo nel lontano 1976 con Asterix e le 12 fatiche, dove però la sceneggiatura era stata curata dagli stessi Goscinny e  Uderzo.

Libero dagli schemi del fumetto, Asterix e il segreto della pozione magica ha potuto sviluppare una proprio struttura narrativa con dei ritmi più idonei a quelli del grande schermo miscelando con accuratezza alla tradizionale comicità  una vena di una leggera eppure intensa drammaticità che hanno reso questo film qualcosa di nuovo nella saga dedicata ai bizzarri abitanti del piccolo villaggio della Gallia.

Questa originalità di Asterix e il segreto della pozione magica si esprime sotto molti aspetti, a partire dalla storia che non vede più la classica contrapposizione tra galli e un popolo invasore siano essi romani, britanni o vikinghi.

La storia qui raccontata è tutta interna, incentrata sul popolo dei Galli e sui loro più importanti rappresentati: i druidi. Gli stessi Asterix ed Obelix, di solito protagonisti indiscussi, cedono questa volta parte della scena per una coralità di personaggi che trovano in Paronamix e la sua pozione magica il loro fulcro. 

Un nuovo nemico giunto dal passato metterá a dura prova le coscienze dei nostri amici Galli

L’aspetto più interessante e, a mio avviso, più innovativo di questo nuovo film dedicato ad Asterix resta comunque il ruolo che assume il cattivo, interpretato questa volta da Rancorix, vecchia conoscenza di Panoramix, intenzionato a mettere le sue mani sul segreto della formula magica ad ogni costo.

Invece di essere la consueta figura un po’ grottesca, Rancorix viene però qui raccontato nella sua completezza e con tutte le sue contraddizioni che porranno i nostri eroi davanti a difficili scelte tra cosa sia giusto e sbagliato, bene o male.

uesto farà si che nella ricerca dell’erede di Panoramix, tra una pozione sbagliata che scoppia e una scazzottata, la storia di Asterix e il segreto della pozione magica assuma un climax che ci accompagna con calcolata esperienza cinematografica fino ad un finale a dir poco epico!

Come abbiamo visto sono molte le novità, che comunque non lascieranno delusi nenache gli spettatori più  affezionata alle classiche storie di Asterix.

Clichy e Astier hanno infatti saputo imporre la loro vena creativa senza tralasciare tutti gli elementi più iconici, dalle simpatiche gag comiche alle galline e cinghiali che rallegrano la vita del villaggio, ai pirati destinati ad affondare,  fino agli immancabili romani sempre pronti a farsi prendere a cazzotti dai galli ribelli.

Asterix e il segreto della pozione magica è un film d’animazione divertente sia per i grandi che per i più piccoli e che riesce a ben costruire sulla tradizione del racconto di René Goscinny e Albert Uderzo innovandolo però con un gusto cinematografico che fino ad oggi mancava e che accompagna lo spettatore fino al gran finale! 

Non resta quindi che aspettare il 7 marzo per tornare al cinema a sorridere, e anche emozionarsi, con Asterixeilsegretodellapozionemagica.

Источник: https://www.justnerd.it/2019/03/04/asterix-e-il-segreto-della-pozione-magica-recensione/

Asterix e il Segreto della Pozione Magica

Asterix e il Segreto della Pozione Magica, recensione del film

Abbiamo visto Asterix e il Segreto della Pozione Magica, al cinema dal 7 marzo 2019, ecco la nostra recensione

Qual è la ricetta segreta della pozione magica che rende i Galli così potenti, forti e veloci tanto da riuscire sempre a resistere agli attacchi dei centurioni romani guidati dal potente Cesare? Soltanto Panoramix la conosce e, adesso che sta diventando vecchio e rischia di soccombere agli acciacchi della vecchiaia, il saggio druido decide di trovare in tutta la Gallia un giovane promettente al quale trasferire la conoscenza degli ingredienti segreti.

E' da qui che prende le mosse il film Asterix e il Segreto della Pozione Magica, in uscita al cinema in Italia dal 7 marzo 2019, che segna il ritorno sul grande schermo dei Galli più simpatici del mondo dei fumetti. Lo abbiamo visto in anteprima insieme ai bambini.

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Asterix e il segreto della pozione magica film | Le foto dell'ultimo film dedicato ad Asterix, Obelix e i Galli più famosi

La trama

Il film d’animazione in computer grafica è stato realizzato dai francesi di M6 Studios con la collaborazione di Mikros Animation ed è tratto dai fumetti targati Hachette Livre. Per i più esperti precisiamo che non si tratta di una storia tratta da un fumetto, bensì di una storia inedita.

Panoramix, il mago del villaggio, sta invecchiando. È tempo di trovare un giovane erede a cui tramandare il segreto della pozione magica che dona i super poteri che hanno permesso ad Asterix e Obelix di salvare la loro terra dagli attacchi nemici.

Ma stavolta c'è un nuovo nemico da combattere.

Si tratta di Sulfurix (Rancorix), un anziano druido vecchio amico di Panoramix che crede di essere più potente di lui grazie alla sua magia del fuoco e che non ha mai smesso di provare rancore verso l'amico che invece viene considerato il più famoso druido di sempre grazie alla sua pozione magica segreta.

Non vogliamo dirvi di più per non svelare le tante sorprese di questa storia, ma vi consigliamo di vederlo soprattutto per poter rincontrare i cari, vecchi amici Galli e per farvi tantissime risate insieme ai bambini.

Perché è diverso

Chi è abituato ai soliti film di Asterix e Obelix forse rimarrà sorpreso (ma certamente non deluso): Obelix si vede davvero poco e forse solo in qualche scena che di sicuro farà ridere a crepapelle i bambini, e lo stesso Asterix agisce poco, anche perché non ha la superforza e si limita a fare da scorta all'anziano druido in cerca di un erede. Ciò che colpisce è l'importanza data alla tradizione che va tramandata e preservata, senza snaturarla. Un po' come i nostri nonni ci raccontano le storie della loro gioventù, oppure nostra madre ci scrive nel suo prezioso quadernetto le ricette delle sue torte o delle sue lasagne, Panoramix sceglie di trasferire la sua conoscenza alle generazioni future, andando contro le tradizioni del suo popolo in virtù del bene per l'intera comunità.

I 60 anni di Asterix

Asterix e i suoi amici compiono 60 anni. Le loro avventure debuttarono, infatti, il 29 ottobre 1959 nel primo numero della rivista ‘Pilote’ per opera dallo sceneggiatore Renè Goscinny e dal disegnatore Albert Uderzo e, con versioni in 111 tra lingue e dialetti, Asterix resta ancora oggi il fumetto più tradotto al mondo.

Qual è il segreto della pozione magica?

La pozione magica è fondamentale nella storia perché conferisce una forza sovrumana a chi la beve. Panoramix è l' unico depositario della ricetta segreta e quando si mette in cerca di un druido a cui tramandare la sua conoscenza la domanda sorge immancabile; ma cosa ci sarà mai in questa pozione che bolle in pentola?

Insieme ai bambini abbiamo provato a indovinare guardando il film: tante erbe selvatiche e qualche strano liquido. Così abbiamo scoperto che nella ricetta ci sono

  • vischio,
  • carote,
  • rape,
  • sedano,
  • olio di roccia,
  • estratto di barbabietola.

Ma ciò che la rende davvero unica è l'ingrediente segreto nascosto nel suo falcetto d'oro.

Info sul film

  • ASTERIX E IL SEGRETO DELLA POZIONE MAGICA
  • di Louis Clichy e Alexandre Astier
  • Prodotto da On Animation Studios
  • Dall’opera di René Goscinny e Albert Uderzo
  • Una storia originale di Alexandre Astier
  • al cinema del 7 marzo 2019

Trailer

Ecco il trailer italiano del film

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sport-e-tempo-libero/asterix-e-il-segreto-della-pozione-magica.html

Asterix e il segreto della pozione magica, la recensione: Sono Pazzi Questi Registi

Asterix e il Segreto della Pozione Magica, recensione del film
Asterix e il Regno degli Dei: Asterix e Obelix in una scena del film animato

È con un po' di malinconia che ci prepariamo a scrivere questa recensione di Asterix e il segreto della pozione magica, il decimo film d'animazione (e il quattordicesimo tout court) basato sulla celebre creazione fumettistica di René Goscinny e Albert Uderzo, che proprio nel 2019 festeggia il suo sessantesimo anniversario. Malinconia dovuta a un dettaglio simbolico che inevitabilmente verrà a mancare nel doppiaggio italiano: nella versione originale francese (che il sottoscritto ha visto), la voce del protagonista non è più quella di Roger Carel, storico doppiatore del guerriero gallico sin dal primo film animato nel 1967. Ritiratosi in parte già dal 2010, Carel (oggi ultranovantenne) è tornato a prestare la voce ad Asterix eccezionalmente nel 2014, prima di annunciare il suo ritiro professionale definitivo. Lo ha sostituito Christian Clavier, già interprete del personaggio nei primi due film live-action usciti nel 1999 e nel 2002, segnando quindi un momento di transizione ancora più potente, per lo meno per gli spettatori francofoni, di quanto non lo fosse stato, qualche anno addietro, il passaggio all'animazione digitale tridimensionale.

Una storia (quasi) interamente originale

Asterix e il segreto della pozione magica è il secondo film animato del franchise a cura dei registi Alexandre Astier (che firma anche la sceneggiatura) e Louis Clichy, già autori di Asterix e il Regno degli Dei.

Quest'ultimo era basato su uno degli albi più amati della serie, mentre in questa sede Astier ha preferito puntare su una storia originale, la prima volta per le produzioni animate dai tempi de Le 12 fatiche di Asterix, uscito nel 1976.

Ci sono sprazzi occasionali de L'Odissea di Asterix, ma nel complesso è praticamente tutta farina del sacco di Astier: il druido Panoramix, da decenni custode del segreto della pozione magica che permette agli irriducibili galli di resistere all'invasore romano, si fa male durante la consueta routine mattiniera nel bosco, e decide che è arrivato il momento di trovare un successore. Ma dovrà farlo in fretta, perché in sua assenza la pozione rimasta non durerà in eterno, e i legionari romani non demordono.

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Asterix e il Regno degli Dei: Asterix e Obelix in una scena del film

Da un lato, la decisione di non adattare un albo specifico sorprende un po', dato che il materiale non manca (anche contando solo l'epoca Goscinny-Uderzo, prima della morte dello storico sceneggiatore) e il lavoro fatto sul film precedente aveva la giusta miscela di fedeltà letteraria mista a invenzioni che rispettavano comunque lo spirito dell'opera, tra cui l'esilarante sequenza accompagnata dalla canzone nostrana Sarà perché ti amo; dall'altro, tenendo conto del curriculum di Astier che include la serie televisiva di culto Kaamelott, rielaborazione parodistica dei miti arturiani, lasciare libero sfogo alla creatività del co-regista non è un'idea malvagia, soprattutto quando il soggetto originale in questione permette ai personaggi secondari di avere una presenza che non sempre gli spetta nell'universo cartaceo. Alcune trovate della trama andranno perse nel doppiaggio, tra cui un paio di gag sulla cultura elvetica, ma nel complesso, al netto di una visibile differenza tra l'estro linguistico di Goscinny e quello di Astier (il quale inserisce anche una brillante sottotrama sulla parità dei sessi), lo spirito ribelle e irriverente del fumetto è preservato, fin dalla sequenza d'apertura dove i riflettori sono puntati su un povero cinghiale che, come da copione, deve evitare di finire tra le mani di Obelix.

Un universo a tutto tondo

Asterix e il Regno degli Dei: una scena tratta dal film animato

Archiviato il capitolo scrittura, il grosso del lavoro lo fa l'animazione, con lo stesso stile del film del 2014.

Per i fan nostalgici può ancora risultare straniante il passaggio dalla tecnica tradizionale (talmente aderente al look fumettistico che negli anni Sessanta e Settanta la regia di un paio di film fu affidata direttamente ai creatori di Asterix) alla nuova estetica digitale accompagnata dalla stereoscopia tridimensionale.

Ma è proprio quello stile, così diverso dalla bidimensionalità cartacea degli irriducibili galli, a rendere ancora più deliziosamente surreale e caricato il mondo ai tempi di G.C.

(Giulio Cesare, ça va sans dire) e meno invasivi i rimandi a fenomeni della cultura popolare che si sono affermati dopo il periodo d'oro del fumetto, che si tratti di Tom Cruise o dei Power Rangers. Non è esattamente l'Asterix che conosciamo, ma complessivamente è sempre lui, il minuto guerriero che, armato di pozione magica, ci stordisce e ci incanta, a suon di pugni e giochi di parole, da quasi sei decenni.

Источник: https://movieplayer.it/articoli/asterix-e-il-segreto-della-pozione-magica-recensione_20437/

Visto con i bambini, la recensione di Asterix e il segreto della pozione magica

Asterix e il Segreto della Pozione Magica, recensione del film

Nel 1959, sul primo numero della rivista Pilote, faceva il suo debutto uno dei personaggi più iconici dei fumetti e vero e proprio eroe francese: Asterix.

60 anni, più di 30 albi, 10 lungometraggi animati, quattro film in live action e un’infinità di videogiochi dopo, Asterix è ancora oggi attuale e modernissimo.

Sarà per l’attitudine dei suoi “genitori”, René Goscinny (testi) e Albert Uderzo (disegni), di dargli sempre una connotazione politica, vedi per esempio Le 12 fatiche di Asterix che ironizzava sulla burocrazia, o sarà per la forte componente umoristica, ma il suo personaggio non sente il passare del tempo e continua a conquistare nuove generazioni, grazie anche al suo recente rilancio in CG. In occasione dei festeggiamenti per i 60 anni del mitico gallo arriva al cinema il decimo lungometraggio animato con una storia completamente inedita. Qui la recensione di Asterix e il segreto della pozione magica.

La recensione di Asterix e il segreto della pozione magica

Tutti i nove film d’animazione che lo hanno preceduto, compreso il primo totalmente in computer grafica uscito quattro anni fa, erano tutti tratti dalle storie a fumetti originali.

Il segreto della pozione magica è invece il primo lungometraggio totalmente originale che ha rivisitato il mondo di Asterix pur rimanendone fedele allo spirito e ai mille dettagli che lo caratterizzano. 

Nei suoi tanti anni di “carriera” Asterix ha sempre difeso il suo villaggio gallico dalle mire di espansione di Cesare grazie alla pozione magica preparata da Panoramix.

Ma cosa succederebbe se il celebre druido non fosse più in grado di realizzarla? L’idea alla base del film parte proprio dall’esigenza di dare spazio a personaggi minori ma molto importanti nello snodo narrativo della storia e di scoprire di più sul legame fondamentale da la popolazione gallica e la magia.

La trama

Un giorno come tanti, in cui la vita del villaggio scorre tranquilla e i nostri eroi, Asterix e Obelix, sono intenti come sempre a dare la caccia ai cinghiali, Panoramix cade per la prima volta da un albero ferendosi a una gamba.

Ora che è immobilizzato in poltrona, il druido si rende conto di non essere in grado di raccogliere gli ingredienti necessari a preparare la pozione magica rendendo così il villaggio vulnerabile agli attacchi dei romani.

Urge così partire per una spedizione alla ricerca di un giovane druido a cui tramandare il segreto della pozione magica, ma trovarlo non sarà così facile.

Soprattutto perché a mettere i bastoni tra le ruote ad Asterix, Obelix e Panoramix ci penserà Rancorix (in originale Sulforix), un vecchio druido rancoroso e vendicativo consumato dalla brama di potere. 

Sotto la superficie

Se il precedente film puntava sulle lusinghe del capitalismo per far scaturire l’umorismo, qui è l’indole lassista delle nuove generazioni a diventare il perfetto bersaglio per le frecce dell’ironia di Alexandre Astier, sceneggiatore del film oltre che regista, insieme a Louis Clichy. Esplorando la necessità delle vecchie generazioni di tramandare il loro sapere a quelle più giovani, viene infatti evidenziato come i ragazzi di oggi non danno il giusto peso a quello che viene loro insegnato. Senza contare che una certa rettitudine morale è assolutamente necessaria per avere a che fare con informazioni così preziose. Cosa succederebbe se la formula della pozione finisse nelle mani sbagliate? A ridare fiducia nelle nuove generazioni ci pensa Pectine, una giovane studente dei corsi di Panoramix che ama realizzare invenzioni di ogni tipo e non si tira indietro quando l’avventura chiama…

Anima POP

Come in tutti i film di Asterix, anche ne Il segreto della pozione magica sono stati disseminati moltissimi omaggi e riferimenti alla cultura pop che faranno divertire i genitori ancora prima dei bambini. Così come la musica, a partire dai titoli di testa accompagnati dalla hit You Spin Me Round ( a Record) dei Dead or Alive, un fantastico spint iniziale che da la carica a tutto il film.

Visto con i bambini – La recensione di Asterix e il segreto della pozione magica

Alex (10 anni) e Giorgio (8 anni) sono cresciuti guardando le avventure di Asterix e Obelix e quindi attendevano con molta impazienza l’arrivo de Il segreto della pozione magica per divertirsi con le loro nuove avventure.

Giorgio è rimasto un po’ deluso di non aver potuto vedere Obelix prendere a schiaffoni i romani, perché è sempre una delle sue scene preferite, ma si è consolato con le buffe scene con i cinghiali e con l’entrata in scena di Pectine, il suo nuovo idolo.

Alex invece, molto attratto dal lato magico della storia, ha trovato il cattivo molto più interessante di molti altri visti nei film precedenti e si è divertito molto con le scene in cui erano presenti tutti i druidi.

“Sembrano degli scienziati pazzi” ha detto sorridendo, già immedesimandosi nel suo futuro in cui si vede in camice bianco pronto a realizzare qualche folle invenzione. 

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Gravidanza
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