Antibiotici ai bambini: guida all’uso

Quando dare gli antibiotici ai bambini

Antibiotici ai bambini: guida all’uso

Gli antibiotici sono utili solo se vi sono infezioni causate da batteri, mentre sono del tutto inefficaci se i responsabili sono virus. Quando usarli con i bambini, perché è importante non abusarne e qualche consiglio ai genitori.

Quando si devono usare gli antibiotici

“Gli antibiotici sono utili solo se vi sono infezioni causate da batteri, che costituiscono circa il 40% delle infezioni respiratorie, mentre sono del tutto inefficaci se i responsabili sono virus, come succede nel 60% dei casi” sintetizza subito Antonio Clavenna, Responsabile dell’Unità di Farmacoepidemiologia-Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.

È vero che, attraverso la sola visita e la descrizione dei sintomi, il medico non ha modo di stabilire con certezza se il bambino abbia un’infezione batterica o virale, neanche se vi sono le famigerate placche alla gola.

Solo per le faringotonsilliti, il pediatra ha a disposizione (ma purtroppo non in tutte le Regioni italiane, per questioni di budget) un test ambulatoriale che, con un semplice tampone faringeo, dice in pochi minuti se vi è infezione batterica da Streptococco oppure no.

Meglio aspettare qualche giorno prima di dare l’antibiotico

Come bisognerebbe regolarsi dunque? Da alcuni anni, soprattutto nei Paesi del nord Europa, prevale un atteggiamento per così dire attendista: se i disturbi del bambino non sono particolarmente seri e il quadro non è preoccupante, si preferisce aspettare almeno 2-3 giorni per vedere come evolve la situazione e, solo se i sintomi non regrediscono anzi si accentuano (ad esempio la febbre resta alta o la tosse si intensifica), si deduce che molto probabilmente si tratta di una patologia di origine batterica e si prescrive l’antibiotico. In Italia questo atteggiamento di ‘vigile attesa’ è adottato quasi esclusivamente in caso di otite.

“D’altro canto da numerosi studi è emerso che, anche in caso di infezione batterica, se non si somministra l’antibiotico l’infezione guarirebbe comunque da sé, mentre il farmaco è in grado di accelerare solo di un giorno – un giorno e mezzo la guarigione, quindi la sua utilità è ridotta” sottolinea Clavenna.

E se c’è un’infezione da Streptococco, accusata di poter provocare complicanze come la patologia reumatica? “La patologia reumatica è una complicanza poco frequente, che può comportare dolore e gonfiori alle articolazioni e, in casi davvero assai rari, problemi ai reni o alle valvole cardiache” specifica Antionio Clavenna: “ma quand’anche si aspettassero 5-6 giorni prima di instaurare la terapia antibiotica, si riuscirebbero ugualmente a scongiurare le complicanze”. LEGGI ANCHE: ANTIBIOTICI AI BAMBINI? CON CAUTELA

Perché non bisogna abusare degli antibiotici

La terapia antibiotica può provocare effetti indesiderati all’apparato gastrointestinale, come diarrea, nausea, vomito, oppure reazioni allergiche come l’orticaria.

“Ma il rischio più serio dell’uso sconsiderato di antibiotici è per la comunità e per le generazioni future ed è costituito dalle resistenze batteriche” puntualizza l’esperto: “c’è il rischio cioè che a lungo andare si selezionino ceppi di batteri resistenti agli antibiotici, contro i quali non si riescano a trovare terapie efficaci.

Per il momento il problema sembra confinato all’ambiente ospedaliero, dove si usano antibiotici più potenti per batteri particolarmente aggressivi, ma non si può escludere che possa estendersi anche alla comunità, se i batteri resistenti si replicano e si diffondono”. Senza considerare che ognuno di noi potrebbe aver bisogno di ospedalizzazione per debellare eventuali infezioni.

Antibiotici: no al fai-da-te e non per telefono

L’antibiotico è un farmaco che deve essere assunto unicamente dietro prescrizione medica: non si può decidere di dare al bambino l’antibiotico solo perché lo si ha già in casa, così come non si può chiedere al pediatra di prescriverlo al telefono senza aver visitato il bambino.

“Spesso prevale tra i genitori il pensiero che i farmaci risolvano tutto e che sia necessario prenderli anche per curare patologie banali; e spesso i medici ‘cedono’ alle richieste dei genitori di ricevere un farmaco, che però serve più per calmare le loro ansie che per una reale necessità” conclude Antonio Clavenna.

“L’antibiotico è un farmaco efficace, ma perché la sua efficacia sia preservata è necessario somministrarlo solo se non se ne può fare a meno e non come ‘prima scelta’ alla prima tosse, al primo mal d’orecchio o al primo accesso di febbre del bambino”.

Leggi anche: Farmaci per i bambini: istruzioni per l'uso, Malattie esantematiche, sintomi e cure DAL FORUM: ANTIBIOTICO E TOSSE

GUARDA IL VIDEO CON I CONSIGLI DEL PEDIATRA SU TOSSE E BRONCHITE NEI BAMBINI

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/salute/quando-dare-gli-antibiotici-ai-bambini

Antibiotici e bambini: quando servono, come usarli in modo corretto

Antibiotici ai bambini: guida all’uso

L’antibiotico è un farmaco utilizzato per  curare un’ infezione provocata da batteri patogeni (in grado cioè di provocare una malattia).

Gli antibiotici  possono uccidere i batteri (battericidi) o bloccarne la riproduzione (batteriostatici).

Alcuni antibiotici sono in grado di agire contro molti batteri (ad ampio spettro di azione), altri sono efficaci solo su pochi batterispecifici(a spettro ristretto).


Gli antibiotici sono in grado di curare le infezioni causate da batteri ma non sono in grado di curare infezioni provocate da virus.

La scoperta del primo antibiotico moderno, la penicillina isolata dalla muffa, è avvenuta nel 1928 ad opera del biologo inglese Alexander Fleming che ricevette il premio Nobel per la medicina nel1945.

La ricerca ha portato successivamente alla scoperta e alla sintesi di nuovi antibiotici.

Gli antibiotici maggiormente utilizzati in pediatria appartengono ai seguenti gruppi:

  • penicilline;
  • cefalosporine;
  • macrolidi;
  • aminoglicosidi e chinolonici (che si utilizzano molto più raramente e in casi selezionati).

Penso di poter affermare che gli antibiotici sono le scoperte che, insieme con i vaccini, hanno contribuito in modo più significativo alla salvaguardia della salute fisica degli esseri umani: il loro utilizzo permette la prevenzione e la cura di malattie che mietevano migliaia e migliaia di vittime in tutto il pianeta nei secoli scorsi e che ancora continuano a farlo nei paesi poveri dove questi preziosi rimedi non sono disponibili.

Quando e come utilizzare gli antibiotici nei bambini

Nell’esperienza comune di noi pediatri i genitori si pongono spesso con due atteggiamenti completamente diversi nei confrontidegli antibiotici: alcuni genitori vorrebbero utilizzare sempre gli antibiotici, somministrandoli al loro bambino non appena compare la febbre, con la convinzione di accelerare il processo di guarigione e di ridurre il periodo di disagio causato dalla malattia; altri non vorrebbero utilizzare mai gli antibiotici perché  preoccupati per i possibili effetti collaterali e per il  timore che la somministrazione di antibiotici indebolisca le difese immunitarie del bambino, favorendo altre infezioni nei mesi successivi.

Entrambi gli atteggiamenti sono errati: l’uso degli antibiotici non deve essere frutto dell’improvvisazione.

Solo il pediatra possiede le conoscenze e l’esperienza che permettono di decidere se prescrivere o meno un antibiotico, secondo linee guida elaborate dalla comunità scientifica internazionale dopo anni di studi e ricerche, e avvalendosi delle informazioni raccolte durante la visita e, se necessario, dei risultati di alcuni esami diagnostici (come tampone faringeo, esame urine e urinocoltura, antibiogramma ,PCR, conta dei globuli bianchi e formula leucocitaria, radiografie) per cercare  di  capire se l’infezione è di tipo virale – e può quindi essere trattata solo con farmaci sintomatici (ad esempio antipiretici) – oppure se è batterica. In caso di infezione batterica sceglierà, nel rispetto delle linee guida esistenti, l’antibiotico più adatto tenendo conto del tipo di infezione da curare, dell’età del bambino e della sua capacità di assumere il farmaco prescritto.

Una volta scelto l’antibiotico il pediatra indicherà:

  • la dose per singola somministrazione che va rispettata accuratamente (ad es. 10 ml di sospensione, 1 pastiglia da 50 gr. ecc.). L’aumento della dose non migliora l’efficacia e non accelera la guarigione, può invece causare maggiori effetti collaterali e, per alcuni farmaci, anche  tossicità. La diminuzione del dosaggio può rendere inefficace la terapia e favorire il fenomeno dell’antibiotico-resistenza (i batteri sopravvissuti sintetizzano fattori di resistenza e quel farmaco non funzionerà più in caso di successivo utilizzo);
  • orari e numero di somministrazioni nelle 24 ore: saltare somministrazioni o cambiare gli intervalli fra una dose e l’altra può compromettere l’efficacia della terapia;
  • i giorni di durata della terapia: capita spesso che i genitori sospendano la somministrazione del farmaco alla scomparsa dei sintomi; questo può causare una recrudescenza della malattia in forma più grave e favorire la formazione di ceppi batterici resistenti a quell’antibiotico (fenomeno conosciuto come antibiotico-resistenza).

E’ importante ricordare che batteri diventati resistenti per un uso scorretto degli antibiotici possono essere trasmessi ad altre persone determinando un danno non solo per il singolo individuo ma per l’intera collettività.

Il  fenomeno della antibiotico-resistenza obbliga ad un uso attento e responsabile di questi preziosissimi farmaci salvavita per far sì che possano conservare la loro efficacia per i nostri bambini e per le generazioni che verranno.

Utilizzo degli antibiotici a scopo preventivo

In alcune situazioni gli antibiotici possono essere prescritti dal Pediatra per prevenire possibili infezioni o  recidive di patologie ricorrenti già trattate.

Queste sono le situazioni più frequenti:

  • bambini che sono stati morsi da un cane o da un altro animale per prevenire possibili infezioni dovute al morso;
  • bambini con ferite a rischio di infezione;
  • bambini che devono essere sottoposti ad una procedura diagnostica invasiva (ad esempio la cistografia ) per evitare di diffondere una possibile infezione durante la procedura diagnostica.

Gli antibiotici possono essere pericolosi per i bambini?

Se gli antibiotici vengono assunti su indicazione del medico e secondo le modalità previste sono farmaci efficaci e sicuri, generalmente ben tollerati e con pochi effetti collaterali.

Possono essere utilizzati fin dai primi giorni di vita dei bambini per curare infezioni perinatali e sono i farmaci non sintomatici di gran lunga più prescritti durante l’infanzia utili per combattere infezioni batteriche molto comuni durante l’infanzia non gravi (come tonsilliti, otiti, infezioni delle vie urinarie) o più pericolose (come la meningite).

Se invece vengono assunti senza prescrizione medica o in modo non corretto, possono diventare inefficaci o addirittura pericolosi per la salute del bambino.

Diarrea

La diarrea è uno degli effetti collaterali più comuni.

E’ dovuta al fatto che l’azione battericida dell’antibiotico nei confronti dei batteri patogeni (“cattivi”) si attua anche nei confronti dei batteri “buoni” normalmente presenti nell’intestinoche svolgono un’azione positiva nei processi digestivi nel nostro corpo.

Lo squilibrio che si crea determina la comparsa  di una diarrea transitoria; la flora intestinale può essere ricostituita con la somministrazione di fermenti lattici per alcuni giorni a fine terapia.

Infezioni da candida

La candida è un fungo che normalmente è presente nel cavo orale e nell’intestino a basse concentrazioni e viene tenuta sotto controllo proprio dalla presenza dei batteri buoni.

Le terapie antibiotiche, riducendo la presenza di batteri buoni, consentono alla candida di prendere il sopravvento favorendo la comparsa di mughetto nel cavo orale o più frequentemente di una dermatite nell’area del pannolinodove l’umidità e il calore costituiscono ulteriori fattori che favoriscono la crescita di questo fungo. Questa dermatite si presenta con papule rosso vivo, non dolenti, prima separate e poi confluenti.

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Reazioni allergiche

Reazioni di tipo allergico possono verificarsi ogni volta che introduciamo nel nostro corpo sostanze ad esso estranee e questo vale anche per gli antibiotici.

  La reazione può essere immediata o necessitare di un processo di sensibilizzazione come avviene quasi sempre con gli antibiotici (in questo caso la prima volta che si somministra il farmaco non succede nulla mentre una successiva somministrazione causa una liberazione importante di istamina che provoca manifestazioni di tipo allergico come macchie sulla pelle, prurito e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie).
La maggior parte delle volte le reazioni allergiche  si risolvono sospendendo la somministrazione del farmaco che le ha provocate. Questi episodi vanno sempre segnalati al pediatra che, se necessario, prescriverà una terapia per contrastare la reazione allergica e terrà conto di quanto accaduto in caso di prescrizioni successive.

Aumento della sensibilità all’azione dei raggi solari

I principi attivi degli antibiotici raggiungono anche le cellule della cute. Alcuni di questi principi,  soprattutto quelli presenti nella  classe dei macrolidi,  possono determinare una fotosensibilizzazione.

In questo caso quando la pelle viene esposta al sole l’azione dei raggi ultravioletti può causare irritazioni e macchie della pelle.

Come regola generale, a maggior ragione in corso di terapia antibiotica, sarebbe bene evitare l’esposizione diretta nelle ore più calde e senza fattori di protezione.

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Terapia  antibiotica e allattamento al seno

Alcuni antibiotici hanno dimostrato di essere ben tollerati dal bambino se assunti dalla mamma durante l’allattamento al seno.  Sarà in ogni caso il  medico a decidere quando è necessario utilizzare il farmaco e quale scegliere.

La maggiore concentrazione di farmaco nel latte viene raggiunta dopo una/tre ore circa dall’assunzione del farmaco. Per ridurre il più possibile la quantità di antibiotico assunta dal bambino con il latte materno è opportuno che

  • la mamma assuma l’antibiotico subito dopo la poppata;
  • se possibile, aspetti alcune ore prima di riattaccare il bambino al seno.

In caso di assunzione di antibiotici in periodo di allattamento al seno, l’ AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) raccomanda di sorvegliare con particolare attenzione le condizioni del bambino allattato, di monitorare e segnalare qualsiasi  reazione avversa  che possa essere attribuita al passaggio dell’antibiotico attraverso il latte materno.

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Terapia  antibiotica e alimentazione

Possono essere sfatati quei miti secondo i quali alcuni alimenti sarebbero da evitare in corso di terapia antibiotica.

Se non esistono restrizioni alimentari dovute ad altri motivi, possono essere assunti tutti gli alimenti che fanno parte di una alimentazione equilibrata e adatta all’età del bambino malato.

La febbre, presente nella maggior parte delle malattie in cui si prescrive un antibiotico,comporta un dispendio maggiore di energie, così il corpo dei bambini consuma una maggior quota di glucosio rispetto alle condizioni normali.

Questo può portare in breve tempo ad un esaurimento delle scorte di zuccheri presenti sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli, scorte di cui i bambini dispongono in misura ridotta rispetto all’adulto. A quel punto l’organismo comincia ad utilizzare i grassi innescando il meccanismo che provoca l’acetone.

Quando si sa di avere un bambino particolarmente predisposto alle crisi acetonemiche è bene seguire un’alimentazione ricca di carboidrati e povera di grassi.

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Per riassumere

  • L’antibiotico è un importante farmaco salva-vita.
  • Va utilizzato solo in caso di effettiva necessità e dietro prescrizione medica (no fai-da-te!).
  • Se assunto correttamente, è un farmaco sicuro che non indebolisce il sistema immunitario del bambino e non lo predispone a successive infezioni.
  • Rivolgiti sempre al tuo pediatra se il tuo bambino non sta bene: non somministrare al tuo bambino un antibiotico di tua iniziativa.
  • Se il pediatra prescrive un antibiotico per il tuo bambino, rispetta le dosi, il numero di somministrazioni e la durata della terapia.

Leggi anche Come somministrare l’antibiotico ai bambini

Источник: https://www.amicopediatra.it/malattie/antibiotici-e-bambini-quando-servono-come-usarli-in-modo-corretto_medicinali/

Antibiotico per il mal di denti? La guida definitiva

Antibiotici ai bambini: guida all’uso

Come molti di noi sanno il mal di denti può diventare davvero un problema!

Se però capita di avere un mal di denti improvviso, magari durante la notte o in periodo dove sembra che trovare un dentista disponibile sia impossibile, molti di noi possono domandarsi: qual’è il migliore antibiotico per il mal di denti?

Premettiamo che questo articolo non vuole essere una guida al “fai da te” in ambito farmacologico, una corretta terapia antibiotica deve essere prescritta e monitorata da un medico, in modo da ridurre al minimo il rischio di avere effetti collaterali e avere il massimo beneficio nel minor tempo possibile quindi..affidiamoci sempre al proprio medico di fiducia prima di cominciare qualsiasi terapia antibiotica.

Antibiotico per il mal di denti: quale scegliere

Molti si domandano se esistono davvero degli antibiotici che funzionano meglio di altri per il mal di denti. La risposta? Certo!

Ci sono alcuni tipi di farmaci come alcune classi di penicilline e macrolidi (due tipi di antibiotici) che tendono a concentrarsi a livello osseo, in genere una problematica dolorosa a carico dei denti è infatti dovuta ad un’infezione che si sviluppa a carico dei tessuti dentali o di supporto del dente e che crea in qualche modo sempre un danno osseo, meglio quindi affidarsi a farmaci che si concentrano maggiormente nel tessuto osseo.

Vediamo ora quali sono i migliori farmaci per il mal di denti:

  • Penicilline: le penicilline sono stati i primi farmaci antibiotici scoperti e grazie alla loro azione a largo spettro che agisce sia su batteri Gram-positivi che su batteri Gram-negativi sono efficacemente utilizzate in ambito odontoiatrico anche grazie alla loro marcata attitudine a localizzarsi a livello osseo.I farmaci maggiormente utilizzati sono Augmentin, Zimox e Velamox (principio attivo amoxicillina).
  • Macrolidi: i macrolidi sono una classe antibiotica molto usata in odontoiatria, vengono però considerati spesso antibiotici di “seconda scelta” poiché meno efficaci delle penicilline e più lenti nell’andare a sviluppare un’azione tossica nei confronti dei batteri. Questi antibiotici hanno infatti un’azione batteriostatica in quanto alterano la sintesi proteica batterica a differenza delle penicilline, che hanno invece un’azione tossica diretta nei confronti dei batteri in quanto alterano la funzionalità della membrana esterna della cellula batterica provocandone la morte cellulare.  I farmaci maggiormente utilizzati in ambito clinico sono Klacid e Macladin, entrambi farmaci a base di claritromicina.
  • Cefalosporine: le cefalosporine sono una classe di antibiotici molto efficace nel trattare le infezioni dei tessuti molli oltre che di ossa e articolazioni e proprio grazie a questa caratteristica vengono frequentemente usate in odontoiatria per trattare soprattutto le infezioni sostenute da batteri Gram-positivi.A causa della loro scarsa azione sui batteri Gram-negativi le cefalosporine vengono spesso usate come antibiotico di seconda scelta.I farmaci maggiormente utilizzati sono: Rocefin (ceftriaxone), Glazidim (ceftazidima) e Cepim (cefepima).

Come agiscono gli antibiotici

Tutte le classi di antibiotici agiscono interferendo con i meccanismi di replicazione batterica e impedendo ai batteri che causano un’infezione di replicarsi e proliferare (azione batteriostatica) oppure andando a danneggiare in modo diretto le cellule batteriche (azione battericida).

Chiaramente quando i batteri entrano a contatto con una molecola antibiotica cercano in qualche modo di difendersi producendo delle molecole in grado di inattivare i farmaci.

Proprio per questo motivo è importante che quando si inizia una terapia antibiotica, questa sia portata avanti per un periodo minimo di 5-6 giorni, solo mantenendo un’alta concentrazione di farmaco nel sangue saremo infatti in grado di eliminare tutti i batteri responsabili dell’infezione.

Se invece decidiamo di interrompere precocemente la terapia antibiotica i batteri sopravvissuti saranno in grado di replicarsi e sviluppare quella che si chiama antibiotico resistenza, cioè un processo attraverso il quale i batteri diventano immuni all’uso di quel tipo di antibiotico, che quindi non farà più effetto una seconda volta in caso di infezione, anche a distanza di tempo!
Ricordiamoci quindi di non interrompere mai una terapia antibiotica, a meno che non sia espressamente il medico a consigliarlo.

Antibiotici senza prescrizione medica

Spesso se siamo in una situazione di dolore acuto è facile pensare di affidarsi a internet per “inventare” una terapia antibiotica sul momento pur di far passare il mal di denti.

Spesso questa procedura risulta però dannosa in quanto l’antibiotico scelto affidandosi al web può risultare inadatto e non sortire gli effetti desiderati e inoltre se il dosaggio dovesse essere troppo basso o troppo alto il farmaco potrebbe non essere sufficiente a debellare l’infezione o al contrario risultare tossico per l’organismo.

Se ti stai chiedendo per quanti giorni assumere un antibiotico teniamo intanto presente che una volta iniziata una terapia questa non potrà essere terminata prima di 5-6 giorni inoltre ogni farmaco ha il proprio dosaggio, che deve ovviamente essere aggiustato individualmente in base alla gravità dell’infezione e in base alle condizioni cliniche del paziente.

Andiamo quindi a vedere i dosaggi per i farmaci di uso più comune.

Dosaggi degli antibiotici in odontoiatria

Augmentin-Zimox-Velamox: il principio attivo di questi farmaci è l’amoxicillina, questa molecola è una penicillina molto comunemente utilizzata in ambito odontoiatrico.

L’amoxicillina si assume in genere in associazione con l’acido clavulanico che è un composto che tende a limitare la produzione di enzimi inattivanti l’amoxicillina da parte dei batteri. Generalmente si assumono due compressa da un grammo al giorno a distanza di 12 ore l’una dall’altra. E’ indifferente assumere l’antibiotico a stomaco pieno o vuoto.

Klacid-Macladin: il principio attivo di questi farmaci è la claritromicina.

Questa classe di antibiotici in genere viene riservata a tutti quei pazienti che presentano una forma di allergia verso le penicilline.

I dosaggi teerapeutici pevedono l’assunzione di due compresse da 250 mg da assumersi a 12 ore di distanza l’una dall’altra. E’ indifferente assumere il medicinale a stomaco vuoto o stomaco pieno in quanto l’assorbimento risulta lo stesso.

Antibiotico o anti infiammatorio?

Iniziamo col dire che antibiotici e antinfiammatori sono farmaci molto diversi tra loro che si usano per scopi diversi: l’antibiotico agisce contro i batteri responsabili di un’infezione, l’antinfiammatorio agisce riducendo l’infiammazione e attenuando una sensazione dolorosa.

Molto spesso in caso di infezione il proprio dentista può prescrivere, insieme ad una terapia antibiotica, una terapia antinfiammatoria/antidolorifica proprio per controllare il dolore associato all’infezione.

Può però non avere senso fare il contrario, pensiamo per esempio al dolore associato all’eruzione di un dente del giudizio, se questo non presenta infezione ha senso prendere un antinfiammatorio ma un antibiotico non è necessario.

Antibiotici omeopatici

Spesso ci sentiamo chiedere se esistono antibiotici naturali o omeopatici. La risposta purtroppo è no. Laddove c’è un’infezione batterica in corso infatti un semplice rimedio naturale non risulta efficace nell’andare a debellare l’infezione presente.

Esistono tuttavia numerosi rimedi naturali utilissimi a prevenire una situazione infettiva, ricordiamo ad esempio l’uso del ghiaccio come crioterapia per favorire la diminuzione del gonfiore, l’uso di un infuso di chiodi di garofano che viene usato per le sue proprietà anestetizzanti utili in caso di dolore, gli olii essenziali, il gel di aloe vera utile per favorire i processi di cicatrizzazione tissutale e il propoli e l’echinacea che fortificano l’organismo stimolando il sistema immunitario in modo del tutto naturale.

Ricordiamo che la migliore cura e prendersi cura dei propri denti attraverso la prevenzione e una corretta igiene orale.

BIBLIOGRAFIA

Источник: https://www.ireosdental.com/antibiotico-per-il-mal-di-denti-la-guida-definitiva/

Antibiotici ai bambini

Antibiotici ai bambini: guida all’uso

Gli antibiotici ai bambini sono dei farmaci che il pediatra prescrive (in questo caso al bimbo, ma si prendono a tutte le età anche se in dosi ovviamente differenti), in determinate circostanze. Quasi sempre i motivi della somministrazione sono rappresentati da malattie dell’apparato respiratorio, quindi faringiti, bronchiti, febbre e a volte anche raffreddori.

Ovviamente, non sempre è necessario prescrivere l’assunzione dell’antibiotico ai bambini, anche se oggi troppo spesso vi è un abuso.

Una recente indagine, condotta su una settantina di medici-pediatri, rivela che hanno prescritto questo farmaco 59 volte su 100 ma solo 36 bimbi dei 59 avevano necessità dell’antibiotico.

Di questi 36 bimbi, però, occorre sottolineare che per circa la metà, era veramente indispensabile l’assunzione dell’antibiotico.

Rischio abuso di antibiotici nei bambini

Abbiamo visto come in Italia, forse per nostra preoccupazione, vengono dati farmaci e antibiotici ai bambini anche laddove non è necessario. E’ estremamente vietato dare ai nostri piccoli farmaci senza aver prima consultato il pediatra.

Solo in un caso si può ricorrere a un antipiretico, ossia quando la temperatura diventa superiore a 38,5°C. Troppo spesso, invece, un bambino per un normale malanno di stagione viene imbottito di antibiotici.

Gli antibiotici però non sono necessario per curare un banale raffreddore, per esempio. Sono virus che devono sfogarsi e che contribuiscono a creare gli anticorpi nel bambino.

Spesso i piccoli, a contatto con i coetane,i sono soggetti a contrarre diversi virus, per cui l’antibiotico non sarebbe efficace. Anche per quanto riguarda l’otite, il discorso dell’antibiotico non regge.

Ma quando un bimbo comincia ad andare all’asilo o alla scuola materna, per quanto riguarda il primo anno, solitamente sono di più i giorni che passa a casa perchè raffreddato, che a scuola.

Per velocizzare i tempi di guarigione, ma anche per la fretta di rispedirlo tra i bambini, molte volte gli vengono somministrate delle medicine sotto forma di antibiotico. Molti però non sanno che le conseguenze possono essere davvero importanti. Ma cosa è dovuto l’abuso di antibiotici ai bambini?

Ci sono diversi fattori da prendere in considerazione. Un bambino, soprattutto al primo anno di frequentazione di asilo, come abbiamo detto, è solito prendersi anche un banale raffreddore, spesso accompagnato da febbre ed è provato che possa avere più di una ricaduta.

A volte si preferisce ricorrere alla scelta “facile” degli antibiotici ai bambini per la veloce guarigione della malattie virale del bambino. Un altro fattore da non sottovalutare è la disponibilità dei medici pediatri, soprattutto nelle grandi città, il pediatra ha orari che non combaciano con le esigenze del bambino o della mamma.

Per questo, i bambini vengono portati spesso al Pronto Soccorso dove vengono visitati da medici, che, non solo non hanno mai visto il bambino, ma non conoscendo nemmeno il quadro generale di salute del piccolo, tante volte prescrivono l’antibiotico con estrema facilità.

Rapporto corretto genitori-antibiotici

Capita anche che i medici si lascino influenzare benevolmente della mamma, e prescrivono gli antibiotici ai bambini. Chi scrive è dell’idea che l’antibiotico e tutti i farmaci in generale, vadano somministrati in casi di estrema necessità. Un raffreddore, una volta che si sfoga, passa anche senza l’aiuto di farmaci, ma resta beninteso, che è solo una mia idea personale.

Al contrario, ci sono mamme sempre in ansia, che per la salute del proprio bimbo, sono capaci di tempestare di telefonate il medico anche per un banale nasino che cola. Il pediatra, quindi a volte, si muove secondo “l’idea” della mamma. C’è da esempio, chi preferisce prodotti omeopatici e così il pediatra (se pediatra omeopata) prescriverà farmaci naturali.

Conseguenze dell’abuso degli antibiotici ai bambini

Come abbiamo già visto, gli antibiotici ai bambini vengono prescritti anche laddove non è proprio necessario. Ma per un bambino che assume un ciclo di antibiotici, che conseguenze può avere il suo organismo? La somministrazione degli antibiotici ai bambini per un normale raffreddore o comunque per una malattia nata a causa della diffusione di un virus, è pressochè inutile.

Ma la cosa più preoccupante, è che l’organismo del piccolo può risentirne. Ci sono infatti, delle situazioni per cui anche l’antibiotico non dà spiegazione riguardo l’assunzione.

A lungo andare, infatti, se il bimbo viene spesso “imbottito” di antibiotici, può portare anche all’allergia del farmaco.

Inoltre, un abuso dell’antibiotico può portare disturbi gastrointestinali, come mal di stomaco e diarrea, giusto per citarne alcune, a testimoniare l’intolleranza.

Da ultimo, ma non sicuramente per ordine di importanza, è l’assunzione di antibiotici anche quando non serve.

Se per esempio, viene somministrato, una cura di questo farmaco per una banale infezione virale, ma non sarebbe necessaria, in un secondo momento, magari a causa di una ricaduta, la situazione peggiora per il sopraggiungere di un’infezione batterica più importante. In questo caso, l’assunzione dell’antibiotico, che potrebbe essere idonea, non risulterebbe efficace.

Ma l’abuso di antibiotici ha conseguenze anche verso la popolazione. I batteri sono facilmente trasmissibili da bambino a bambino, soprattutto se frequentano l’asilo o scuola materna che sia. Ed è proprio questo un altro motivo per cui si ricorre all’uso scorretto dell’antibiotico. Così facendo, aumentano i ceppi di batteri che resistono a questo farmaco.

Presenza di antibiotici negli alimenti

Non solo un abuso di antibiotici ai bambini, inteso come farmaco, ora dobbiamo fare anche i conti con quello che mangiamo.

Gli antibiotici possono venire somministrati anche agli animali in allevamento, non per curare quelli malati, ma anche per quelli che scoppiano di salute, in via precauzionale.

Un’indagine ha rivelato la presenza di antibiotico, nelle uova, nella carne, nel pesce (gamberetti), ma anche nel miele.

Approfondire le regole d’uso di antibiotici nei bambini

  • Ecplanet
    Sito molto ben costruito che tratta l’abuso dell’antibiotico, le diverse tipologie di questo farmaco e le loro proprietà. All’interno di Ecplanet tanti argomenti di medicina, con tante notizie utili.

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Gravidanza
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