Allergie respiratorie nei bambini: sintomi, cura e prevenzione

Allergie respiratorie: sintomi e cure

Allergie respiratorie nei bambini: sintomi, cura e prevenzione

Le allergie respiratorie, come le allergie alimentari e, in generale qualsiasi tipo di allergia, sono il risultato ipersensibile del sistema immunitarioa un allergene che entra in contatto con l’organismo attraverso l’aria respirata.

Gli allergeni che scatenano questa risposta generalmente sono pollini, polvere, spore, acari e derivati epidermici degli animali domestici (per esempio i peli).

 
A seconda del tipo di allergene, le manifestazioni cliniche vengono classificate in stagionali e perenni, per cui:

  • Sono intermittenti, ossia stagionali le allergie ai Pollini e alle spore, che possono presentarsi più volte nel corso dell’anno a seconda della produzione di polline ciclica delle piante e durano meno di quattro giorni o comunque meno di quattro settimane.
  • Sono perenni le allergie agli Acari della polvere e ai derivati di animali domestici quando durano per più di quattro giorni a settimana o comunque per oltre quattro settimane.

Tipi di allergie respiratorie

In Europa e nel mondo, le allergie respiratorie rappresentano la forma più diffusa.

  • Rinite allergica​​. La rinite allergica, detta anche “raffreddore da fieno”, è caratterizzata da frequenti starnuti e prurito a livello del naso (per questo, nei bambini con rinite allergica è tipico il gesto di strofinarsi il naso con la mano). Può manifestarsi in particolari periodi dell’anno a causa dei pollini oppure persistere tutto l’anno se la causa scatenante sono gli acari della polvere o un animale domestico.
  • Congiuntivite allergica. La congiuntivite allergica si accompagna di frequente alla rinite allergica e come segni e sintomi principali comporta rossore agli occhi, forte prurito e lacrimazione.
  • Asma bronchiale allergico. L’asma bronchiale è una malattia infiammatoria cronica dei bronchi che nei soggetti allergici a pollini, muffe e acari della polvere si manifesta con difficoltà respiratoria e respiro sibilante in presenza dell’allergene a cui si è sensibili. Come la rinite allergica, anche l’asma bronchiale allergico può essere stagionale o perenne.

La causa principale che scatena un’allergia respiratoria è l’esposizione del soggetto allergico all’allergene, che sia un certo tipo di polline nel caso delle allergie ai pollini oppure gli acari o il pelo di animale.

La permanenza in ambienti ricchi di pollini o l’abbassamento delle difese immunitarie contribuiscono allo sviluppo di allergie anche in individui non predisposti.

L’allergia, inoltre, può comparire a ogni età anche influenzata da un certo grado di familiarità e da una predisposizione genetica.

Si stima, infatti, che soggetti con uno o entrambi i genitori allergici abbiano un rischio rispettivamente pari al 30% e al 60-80% di sviluppare un’allergia nel corso della vita, contro il 10-15% di probabilità di rischio di un soggetto con genitori non allergici.

Tra le cause delle allergie respiratorie si annoverano sicuramente i cambiamenti climatici e l’aumento delle temperature che comportano impollinazioni più prolungate delle specie allergeniche e conseguente migrazione dei pollini.

Anche il fumo e l’inquinamento atmosferico favorirebbero la rinite allergica, tant’è che la percentuale di soggetti allergici sarebbe maggiore nei pressi di vie ad alta percorrenza rispetto alle zone rurali, come pure alcune tipologie di abitazioni che quando non consentono un soddisfacente ricambio di aria negli appartamenti favoriscono il proliferare delle muffe degli acari della polvere.

Segni e sintomi delle allergie respiratorie

In caso di Allergia respiratoria i sintomi principali sono:
•    rinorrea (raffreddore, naso “che gocciola”)
•    starnuti 
•    prurito 
•    ostruzione nasale
•    infiammazione delle mucose
•    prurito e lacrimazione degli occhi
•    tosse continua

Possono però manifestarsi anche sintomi più pesanti, come difficoltà respiratoria grave, e in rari casi, nonostante nella maggior parte delle dei soggetti le allergie non diano luogo a gravi conseguenze, la reazione può essere tale da indurre uno shock anafilattico.

Che cosa fare in caso di allergia respiratoria

In presenza di una sintomatologia che possa far sospettare un’allergia respiratoria è necessario rivolgersi al proprio medicoo all’allergologo per una diagnosi corretta e per l’identificazione dell’allergene o degli allergeni ai quali si è sensibilizzati. In caso di esito positivo il medico potrà stabilire un programma a scopo preventivo o terapeutico da mettere in atto, per esempio, prima dell’inizio della stagione dei pollini.

Diagnosi di allergia respiratoria

Un’anamnesi del paziente e della sua famiglia è il primo passo per una diagnosi nel caso si sospetti un’allergia respiratoria.

Utile è anche un’analisi delle abitudini e degli stili di vita del paziente, nonché della situazione ambientale a cui il paziente è esposto.

La diagnostica allergologica vera e propria si avvale di diversi esami tra i quali i riscontri obiettivi cutanei e sierologici.

  • Il cosiddetto “prick-test“, un test cutaneo che si esegue “graffiando” o iniettando estratti di vari tipi di allergeni in un lembo di pelle dell’avambraccio che risponderà visivamente con una reazione simile al pomfo di una puntura di zanzara in corrispondenza della puntura. 
  • Una ricerca più accurata può essere eseguita individuando le IgE specifiche nel siero con un semplice esame del sangue

Come prevenire e come curare le allergie respiratorie

Il modo migliore per prevenire un’allergia respiratoria è quello di evitare il più possibile di entrare in contatto con l’allergene.

Naturalmente, questo è facile in taluni casi e più complicato in altri: in caso di allergia ai pollini, infatti, la soluzione sarebbe rimanere chiusi in casa senza aprire porte e finestre per tutta la durata della migrazione dei pollini!  

In caso di allergia conclamata, alcuni farmaci da banco (decongestionanti, antistaminici e corticosteroidi nasali) possono aiutare a mitigare i sintomi. In caso di allergie più gravi, quando i sintomi perdurano per periodi di tempo lunghi, l’immunoterapia con iniezioni di allergene diluito a concentrazioni crescenti, fa sì che l’organismo si abitui e via via riduca la risposta immunitaria che scatena l’allergia.

Fonti: 

  • Linee Guida Aria
  • EpiCentro
  • Ministero della Salute

Источник: https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/allergie-respiratore-quali-sono-i-sintomi-e-come-curarle

Allergie Respiratorie, la prevenzione è possibile

Allergie respiratorie nei bambini: sintomi, cura e prevenzione

L’Immunoterapia con allergeni è in grado di trattare la causa fondamentale e i sintomi, risolvendo un grave e diffuso problema anche di carattere sociale

Le Allergie Respiratorie sono patologie scarsamente considerate, ciò emerge da numerosi studi condotti presso gli stessi Medici di famiglia. Vengono descritte come banali disturbi, caratterizzati da starnuti, lacrimazione e mal di testa.

La Rinite Allergica interessa una ampia fetta della popolazione e oltre ai fastidiosi sintomi, rappresenta un vero e proprio problema di carattere sociale poiché determina molto spesso assenze dal lavoro, scarso rendimento scolastico e perdita di produttività lavorativa.

Gli allergeni

A livello medico, nelle forme più gravi, è la prima tappa evolutiva per lo sviluppo dell’Asma, tanto che è stato recentemente coniato un nuovo termine “Sindrome Allergica Respiratoria”, che gli americani definiscono con l’acronimo CARS (Chronic Allergic Respiratory Syndrome) che indica un insieme di disturbi che identificano una eccessiva risposta immunologica quando il soggetto allergico entra in contatto con una sostanza in grado di dare risposta allergica: l’allergene.
Le principali sostanze in grado di determinare una risposta allergica sono i pollini di vario tipo, gli acari, le muffe e gli epiteli di animali che determinano problemi per migliaia di persone nel mondo, in Italia per circa il 20% di adulti e bambini.

Un disturbo molto diffuso

Secondo l’EFA (European Federation of Allergy and Airway Disease Patient Association) il 30-35% della popolazione europea fa esperienza di qualche forma di Allergia Respiratoria nel corso della vita: il 20% soffre di Rinite Allergica e il 20% di questi ultimi ne presenta una forma grave.

Recenti studi ci dicono inoltre che nella popolazione di adolescenti (13-14 anni) il problema è grave nel 20% dei casi. Uno studio italiano, diretto da Walter Canonica ha seguito 1.

482 Pazienti in cinque Paesi europei con i seguenti risultati: il 67,2% presentava sintomi moderati-gravi, 42,5% aveva sintomi persistenti oltre la stagione della pollinazione e il 31,5% presentava comorbidità con Asma.
L’incremento esponenziale delle Allergie ha recentemente indotto a considerarle una condizione epidemica.

L’Allergia è infatti da considerarsi la più diffusa malattia cronica nella popolazione dei giovani adulti, preceduta solo dall’Ipertensione e seguita da Ipercolesterolemia e Diabete.

Nonostante ciò, il 45% delle persone con sintomi allergici non riceve una diagnosi corretta se non dopo più di un anno dalla comparsa dei sintomi, come ha dimostrato uno studio italiano (La Rosa M. et al.) del 2009, questo perché non vengono riferiti al Medico i sintomi con cui, al contrario, ci si abitua a convivere o vengono momentaneamente attutiti con l’assunzione di farmaci da banco.

L’Immunoterapia

l’“Irish College of General Practitioners” (il Collegio irlandese dei Medici generici) ha rilevato che il 60% degli asmatici, compresi i bambini, non è adeguatamente controllato. La maggior parte degli allergici è trattata con farmaci sintomatici che, non curando in modo radicale la patologia, permettono l’aggravarsi della stessa.

L’unico trattamento che agisce sulla causa primaria della malattia (l’allergene), efficace peraltro anche nei Pazienti “non responder” agli altri trattamenti sintomatici, si chiama “Immunoterapia con allergeni” che consiste nella somministrazione graduale di dosi crescenti dell’allergene responsabile dei sintomi.

Relativamente a questo tipo di terapia oggi sono disponibili nuovi prodotti biomolecolari nei quali la componente allergenica più importante (allergene maggiore) è dosata grazie a tecniche farmaceutiche innovative in cui è determinata la sua quantità in microgrammi.

Questo fondamentale miglioramento del processo produttivo consente di raggiungere una caratterizzazione farmaceutica di tali prodotti. Infatti, conoscere la dose di allergene maggiore (il principio attivo) somministrata diventa fondamentale per l’efficacia e la sicurezza della terapia.

Grazie alla sua facilità di somministrazione nella forma sub-linguale (SLIT) l’adesione al trattamento è maggiore dell’80%.
L’assunzione della SLIT da parte del Paziente richiede pochissimo tempo: la compressa o la soluzione liquida contenente l’allergene viene mantenuta sotto la lingua per due minuti e poi deglutita. 

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Источник: https://www.elisirdisalute.it/temi/medicina/prevenzione/item/201-allergie-respiratorie,-la-prevenzione-%C3%A8-possibile.html

Allergie respiratorie nei bambini

Allergie respiratorie nei bambini: sintomi, cura e prevenzione

In aumento le allergie respiratorie nei bambini: quali sono i sintomi e come si curano rinite e tosse allergica nei più piccoli

Naso che cola, prurito, starnuti, asma e difficoltà nella respirazione: uno scenario piuttosto comune in questo periodo in cui alle solite polveri, muffe e peli di animali domestici si aggiungono anche i pollini delle piante, responsabili di molti casi di allergie respiratorie nei bambini.

Secondo il rapporto annuale dell’Istat, in Italia circa sei milioni di persone soffrono di malattie allergiche croniche, in pratica il 10,7% della popolazione nazionale e i bambini allergici sono sempre più numerosi.

Dalla rinite alla tosseallergica ecco come riconoscere i sintomi delle allergie respiratorie nei più piccoli e cosa fare per farli stare meglio.

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Sette sintomi tipici delle allergie nei bambini

Video, Allergie nei bambini

La Dott.ssa allergologa Federica Rota ci parla delle allergie più comuni nei bambini, quando è il caso di fare i test allergologici a un bambino e come comportarsi se si sospetta un'allergia del nostro bambino? 

Rinite allergica bambini sintomi

La rinite si verifica quando sostanze irritanti presenti nell'aria (chiamate allergeni) attivano nell'organismo il rilascio di istamina che provoca prurito, infiammazione, muco e catarro.

Le cause più comuni di rinite allergica sono:

  • Polline
  • Acari della polvere
  • Muffa
  • Escrementi di scarafaggi
  • Peli di animali
  • Fumo di tabacco

Quali sono i sintomi della rinite allergica?

Ogni bambino può presentare sintomi diversi che possono includere:

  • starnuti
  • congestione nasale
  • naso che cola
  • prurito al naso, alla gola, agli occhi e alle orecchie
  • sanguinamento dal naso

Rinite nei bambini, cure

Cosa fare se il bambino ha sempre il naso che cola è soffre di un'allergia? Innanzitutto è bene limitare l'esposizione agli allergeni, che siano pollini o polvere perché la prevenzione della crisi allergica è la cura più importante:

  • Controllare il calendario dei pollini ed evitare di far stare il bambino al parco o all'aria aperta nel periodo di massima fioritura: meglio optare per un gioco in casa;
  • se il problema è la polvere rimuoverla quotidianamente con un panno elettrostatico che cattura la polvere e non la sposta semplicemente e prestare grande cura all'igiene dei peluche;
  • evitare di tenere in casa tappeti, moquette o troppi peluche che sono ricettacoli di polvere ed acari.

Il trattamento specifico per la rinite allergica verrà proposto dallo specialista sulla base di una serie di elementi che vanno valutati attentamente. In genere la terapia può includere:

  • Antistaminici che aiutano a diminuire il rilascio di istamina dando sollievo dai sintomi tipici della rinite. Questi farmaci possono causare sonnolenza;
  • Spray nasali antinfiammatori: aiutano a ridurre l'infiammazione nasale
  • Spray nasali a base di corticosteroidi: contrastano anch'essi l'infiammazione e andrebbero utilizzati prima della manifestazione dei sintomi
  • Decongestionanti: riducono la congestione nasale agendo sui vasi sanguigni, in genere non sono adatti a bambini con meno di 12 anni quindi vano utilizzati solo dietro prescrizione dello specialista;
  • Anti-leucotrieni: un tipo relativamente nuovo di farmaci usati per controllare i sintomi di asma e rinite allergica.

Se il bambino non risponde alla terapia lo specialista può proporre una immunoterapia che consiste nell'esposizione, otto stretto controllo medico, allo specifico allergene in dosi sempre maggiori fino a far raggiungere all'organismo un certo grado di tollerabilità.

Prove allergiche nei bambini

Innanzitutto per una corretta gestione delle allergie nei bambini è indispensabile rivolgersi al pediatra prima e all'allergologo poi per verificare l'opportunità di fare le prove allergiche. Individuare quali sono gli allergeni è fondamentale perché in questo modo si può intervenire cercando di eliminare o ridurre l'esposizione alle sostanze allergizzanti.

Le prove allergiche alimentari nei bambini, così come quelle ad altre sostanze come muffe, pollini o acari, vengono fatte con il prick test, il dosaggio sul sangue delle IgE (delle immunoglobuline di tipo E, che vengono prodotte dall’organismo quando entra in contatto con un allergene e svolgono un'azione del tutto simile a quella degli anticorpi), specifiche per la sostanza che è sospettata di essere l'allergizzante.

Se si soffre di un'allergia respiratoria è importate anche fare la spirometria per serve a valutare il grado di funzionalità respiratoria.

Come viene eseguito il prick test?

  • Vengono posizionate sulla cute delle gocce di estratto allergenico pizzicando la pelle con una lancetta sterile;
  • le molecole dell'allergene penetrano nella cute ed entrano in contatto con le IgE presenti sulla superficie dei mastociti;
  • la cute viene asciugata e dopo una ventina di minuti viene esaminata dall'allergologo che valuterà la presenza di eventuali reazioni positive a uno o più allergeni (generalmente dei piccoli pomfi simili a delle punture di zanzara);
  • se l'attenzione si concentra solo su un singolo allergene allora si possono fare il Prist test e il Rast test, due esami che vengono fatti attraverso verso un prelievo di sangue e permettono di dosare gli anticorpi totali IgE e gli anticorpi IgE specifici di uno specifico allergene.

Quanto costano le prove allergiche?

Se ci si rivolge ad un laboratorio privato il costo dei test allergici può aggirarsi intorno ai 60 euro, mentre se si va in un centro pubblico con la ricetta del medico si paga il ticket di circa 36 euro.

Quando fare le prove allergiche ai bambini

A che età vanno fatte le prove allergiche? In genere si tende a rimandare l'esecuzione del test a dopo il compimento dei 3 anni perché prima il risultato sarebbe inattendibile. A partire da questa età e fino ai 18 anni le prove allergiche hanno, invece, un'ottima attendibilità.

Tosse da allergia nei bambini

Cosa fare, invece, se il bambino ha la tosse allergica e un costante sibilo? In genere quella di natura allergica è una tosse stizzosa e secca e anche in questo caso si tratta di una reazione esagerata che l'organismo a quando entra in contatto con una sostanza allergizzante.

Questi i consigli di ordine pratico:

  • La prima cosa da fare è individuare a cosa il bambino è allergico e limitarne il contatto il più possibile;
  • Farlo bere molto: la salute respiratoria, soprattutto quella dei bambini, è influenzata  anche dalla quantità di acqua che si beve quotidianamente. Quando l’organismo è disidratato infatti aumenta la produzione di istamina, sostanza che favorisce l’insorgenza di reazioni allergiche/asmatiche, perché induce broncocostrizione, interferisce con il sistema immunitario, ed interviene anche nella regolazione dell’acqua nel nostro organismo. Ecco perché i problemi respiratori quali asma, allergie, infiammazioni tracheo-bronchiali e tosse possono essere indotti, facilitati ed aggravati dalla disidratazione. Come ricorda l'Osservatorio Sanpellegrino, numerosi studi hanno dimostrato che una corretta idratazione ha un effetto positivo sui bambini che soffrono di asma, consentendo loro di avere meno episodi acuti.
  • Utilizzare i farmaci prescritti dal pediatra: generalmente antistaminici, broncodilatatori (asma) e nei casi più gravi cortisone.

Video: Allergie respiratorie nei bambini

In questo video l'allergologa, Dott.ssa Federica Rota, ci parla delle principali allergie respiratorie nei bambini. Come distinguerle da un normale raffreddore e come intervenire in caso di asma o rinite allergica.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/allergie-respiratorie-nei-bambini.html

Allergie respiratorie: sintomi, cause e rimedi

Allergie respiratorie nei bambini: sintomi, cura e prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Definizione del problema

Le allergie respiratorie sono malattie causate dall’esposizione ad un allergene, cioè ad una sostanza presente nell’ambiente, esterno o anche interno, a cui il soggetto è sensibile e alla quale risponde con l’attivazione del sistema immunitario. Gli allergeni più frequentemente responsabili di sintomi respiratori sono

  • i pollini (di graminacee, parietaria, ambrosia e betulle, ma anche di cipresso, mimosa, ulivo e quercia, oltre ad alberi e piante infestanti)
  • acari della polvere, peli di animali (cani, gatti etc.)
  • muffe.

Diversi studi hanno, inoltre, mostrato come, in individui suscettibili per storia personale e/o familiare di allergie, numerosi fattori ambientali e socio-economici (fumo, inquinamento atmosferico, stili di vita prevalentemente in ambienti chiusi, stress etc.) possono contribuire allo sviluppo di allergie respiratorie. Le principali malattie allergiche respiratorie sono la rinite e l’asma.
 

Le allergie rappresentano una delle più frequenti malattie croniche, interessando in Italia circa 20 milioni di persone, di cui circa 1 milione e 200 mila bambini. La prevalenza delle malattie allergiche è in aumento in tutto il mondo, particolarmente nei Paesi a basso-medio reddito, tra i bambini e i giovani adulti. La rinite allergica (con o senza congiuntivite) colpisce dal 5-50% della popolazione mondiale, mentre il 5-12% della popolazione europea è affetto da asma allergica, percentuali destinate ad aumentare nei prossimi anni anche a causa di variazioni climatiche e peggioramento dell’inquinamento atmosferico.

Le allergie respiratorie scatenate da allergeni presenti in ambienti domestici, come la polvere o le muffe, interessano i pazienti tutto l’anno.

Le allergie respiratorie causate da allergeni presenti nell’ambiente esterno, come i pollini, sono, invece, prevalentemente malattie stagionali, in quanto colpiscono milioni di persone nei periodi di maggior fioritura delle piante.

Infatti, è soprattutto in primavera che l’atmosfera è invasa da invisibili nubi di pollini che si depositano ovunque, anche a chilometri di distanza dalla sorgente. Nei soggetti allergici il contatto delle mucose congiuntivali o delle vie aeree con questi pollini causa una sintomatologia clinica caratteristica.

   

La rinite allergica, nota anche come febbre da fieno, è una infiammazione della mucosa nasale caratterizzata da almeno due dei seguenti sintomi:

  • naso che cola”,
  • starnuti e ostruzione
  • prurito nasale.

Una classificazione della rinite allergica prende in considerazione la durata e l’intensità dei sintomi e l’impatto sulla qualità della vita. In base a queste caratteristiche viene classificata come:

  • “intermittente” se i sintomi hanno una durata minore di 4 giorni a settimana o durano meno di 4 settimane,
  • “persistente” se la durata è maggiore di 4 giorni a settimana o i sintomi durano di più di 4 settimane.

In base alla severità è poi ulteriormente classificata in lieve o moderata/severa.

La rinite è talvolta associata alla congiuntivite (e in tal caso si parla di rino-congiuntivite allergica), caratterizzata da prurito, lacrimazione arrossamento degli occhi.

L’asma è una malattia eterogenea che si manifesta con un insieme di sintomi (respiro sibilante o fischi, affanno, mancanza di respiro, senso di oppressione toracica e tosse) variabili nel tempo per intensità e frequenza, dovuti ad una infiammazione cronica delle vie aeree con ispessimento della mucosa e aumentata produzione di muco.

  La diagnosi clinica di malattie allergiche respiratorie è basata sulla raccolta dei dati anamnestici e sull’esame obiettivo. Importanti sono gli esami allergologici (più comunemente i test cutanei e meno frequentemente la valutazione delle Immunoglobuline E (IgE) specifiche al fine di evidenziare se il soggetto è allergico o meno e, in caso affermativo, a quale/i allergene/i.

L’asma e la rinite allergica hanno un notevole impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti, interferendo con le normali attività quotidiane, scolastiche e lavorative.

Inoltre, è da considerare il fatto che le allergie da pollini possono essere soggette a una predisposizione genertica: questo vuol dire che un bambino con genitori sani corre il rischio di essere allergico per il 10-15%; mentre, nel caso in cui uno dei due genitori sia allergico, la percentuale di rischio aumenta fino al 30%. Se invece tutti e due i genitori sono soggetti allergici a pollini, il bambino potrà sviluppare anch'egli un'allergia analoga nel 60-80% dei casi (secondo l'Istituto Bambin Gesù, per la Salute del Bambino e dell'Adolescente).

Proprio quando i soggetti colpiti sono i bambini, l'allergia assume un impatto rilevante verso i familiari: i genitori diventano, infatti, protagonisti insieme al bambino della gestione di asma e rinite nella loro globalità (assunzione corretta dei farmaci, monitoraggio dei sintomi, visite di controllo, interventi di prevenzione, cambiamenti nello stile di vita, spese mediche etc.). Un’adeguata gestione della patologia è, quindi, fondamentale non solo per la prevenzione e il trattamento dei sintomi, ma più in generale per migliorare la qualità della vita dei soggetti affetti e dei loro familiari. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito, nei programmi di gestione delle malattie croniche, l’Educazione Terapeutica che “consiste nell’aiutare il paziente e la sua famiglia a comprendere la malattia ed il trattamento, a collaborare alle cure, a farsi carico del proprio stato di salute ed a conservare e migliorare la propria qualità di vita”. In questo modo, tra i medici ed il paziente/famiglia, si costituisce una “alleanza terapeutica”.

La prima cosa da fare se si sospetta un’allergia respiratoria è rivolgersi al proprio medico e/o allo specialista allergologo al fine di effettuare una corretta diagnosi, identificare eventuali allergeni responsabili della sintomatologia e pianificare interventi di prevenzione e trattamento anche prima dell’inizio della stagione pollinica.

La lista che segue riporta alcuni consigli utili ad attenuare, almeno in parte, i sintomi e i fasti dell'allergia. Il decalogo riportato è stato redatto da WAidid (World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders) in occasione dell'imminente primavera.
 

  1. Durante i periodi di pollinazione è meglio evitare uscite nelle ore di maggiore concentrazione pollinica, preferendo le uscite in prima mattina o tarda serata.
     

  2. Tenere chiuse le finestre durante le ore centrali della giornata. 
Sicuramente è importante far cambiare l'aria all'interno dei vari ambineti, ma si consiglia di effettuare tale operazione durante la mattina presto.
     

  3. Evitare umidità e pioggia perché possono portare a un aggravamento 
dei sintomi nasali e bronchiali. Durante i temporali, i pollini vengono ridotto in frammenti ancor più piccoli rispetto al solito, e in questo modo riescono a penetrare con più facilità nelle vie aeree.
     

  4. Consultare settimanalmente i calendari pollinici. Questo permette di conoscere il periodo di fioritura delle piante responsabili delle manifestazioni allergiche, e quindi di scegliere con più accuratezza i momenti da trascorrere all'aperto.
     

  5. Evitare i viaggi in macchina o in treno con i finestrini aperti. Se si viaggia in macchina usare preferibilmente un 
impianto di aria condizionata munito di filtri di aerazione anti-polline/antiparticolato e cambiarli alla fine di ogni inverno.
     

  6. Lavarsi i capelli e fare la doccia ogni sera. In questo modo, i pollini che si sono depositati sui capelli e sul resto del collo, verranno rimossi e non si rischierà di inalarli durante la notte.
     

  7. Si consiglia di indossare sempre mascherina e occhiali da sole in occasione di uscite all'aperto.
     

  8. Evitare l'utilizzo di tappeti in casa e lavare quanto più freqeuntemente possibile i tendaggi dal momento che sono il luogo in cui più facilmente si depositano le particelle allergizzanti.
     

  9. Evitare le gite in campagna, soprattutto se è presente vento, e non passeggiare nei prati dove sia stata recentemente 
tagliata l’erba. Per evitare che i sintomi si aggravino è possibile utilizzare una mascherina protettiva. 
     

  10. Evitare l'assunzione di farmaci in assenza di un consulto col proprio medico curante. Si sconsiglia fortemnte il soggetto allergico alla libera gestione dell'allergia e si invita inoltre a seguire con la massima attenzione le indicazioni date dal medico.
  • Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica: https://www.epicentro.iss.it
  • Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organisation): https://www.who.int
  • Ministreo della Sanità: https://www.salute.gov.it
  • Gestione della rinite allergica e del suo impatto sull’asma basato su: “Allergic rhinitis and its impact on asthma workshop report” in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Progetto “Aria” Italia.

 

Источник: https://www.doveecomemicuro.it/enciclopedia/malattie/allergie-respiratorie-pollini-e-affini

Gravidanza
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