Allattare al seno? Non è poi così utile

Allattamento al seno: tutto quello che c’è da sapere

Allattare al seno? Non è poi così utile

Allattare al seno è molto importante per la salute e il benessere del bambino, ma anche della neo mamma, come vedremo più avanti nel nostro articolo.

L’allattamento al seno è, dal punto di vista biologico e fisiologico, l’atto più naturale che possa essere compiuto da una mamma e da un neonato, ecco perché si consiglia e promuove la nutrizione con latte materno nei primi 6 mesi di vita del bambino.

Tutte le mamme producono latte, come si può leggere sui vari opuscoli informativi – ma può capitare che non sia sufficiente a nutrire il piccolo o, in casi particolari, sia del tutto assente, rendendo necessario l’utilizzo di latte artificiale, come aggiunta o sostituto.

La dicotomia latte materno/latte artificiale genera, da sempre, discussioni anche molto accese tra le mamme, discussioni dalle quali ci teniamo volutamente alla larga.

Siamo convinti, in effetti, che le scelte o le necessità delle neo mamme siano le uniche che contano e sempre meritevoli di rispetto.

Il nostro unico obiettivo, con questo contenuto, è fornire alcune informazioni utili sull’allattamento al seno, basandoci sulle linee guide e le indicazioni della comunità medica e del Ministero della Salute.

I 10 passi per il successo dell’allattamento al seno

Risale al 1989 la Dichiarazione congiunta OMS/UNICEF“L’allattamento al seno: protezione, incoraggiamento e sostegno. L’importanza del ruolo dei servizi per la maternità”, al cui interno sono contenuti i “10 passi per il successo dell’allattamento al seno”.

Secondo il documento, ogni punto nascita e di assistenza al neonato dovrebbe:

  1. definire un protocollo scritto per la promozione dell’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario;
  2. addestrare il personale sanitario affinché possa mettere in pratica tale protocollo;
  3. informare le donne già durante la gravidanza sui vantaggi e sulla conduzione dell’allattamento al seno;
  4. aiutare le madri perché comincino ad allattare al seno entro mezz’ora dal parto;
  5. mostrare alle madri come allattare e come mantenere la produzione di latte anche in caso di separazione dal neonato;
  6. non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, salvo indicazioni mediche;
  7. praticare il rooming-in, permettere cioè alla madre e al bambino di restare insieme 24 ore su 24 durante la permanenza in ospedale;
  8. incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta;
  9. non dare tettarelle artificiali o succhiotti durante il periodo dell’allattamento;
  10. favorire lo stabilirsi di gruppi di sostegno all’allattamento al seno ai quali le madri possano rivolgersi dopo la dimissione dall’ospedale o dalla clinica.

Latte materno: composizione e nutrimenti

Il latte materno contiene numerosi nutrienti essenziali, i quali comportano vantaggi sia al bambino che alla madre.

Oltre all’aspetto nutritivo, però, il latte materno contiene anche tantissimi fattori bioattivi, fondamentali per lo sviluppo del bambino, in particolare per la crescita tessutale e il sistema immunologico.

Com’è noto, infatti, il rischio di infezioni del lattante è elevato a causa di un sistema immunitario poco sviluppato. Tramite l’assunzione di latte materno, il bambino lo integra e potenzia, grazie agli anticorpi in esso contenuti.

Allattamento al seno: creare un legame con il bambino

Oltre all’innegabile apporto nutritivo, allattare al seno è importante anche per la mamma, che può in questo modo creare un legame indissolubile con il bambino destinato a durare per tutta la vita.

Ecco perché si consiglia di iniziare l’allattamento il prima possibile, anche per evitare eventuali difficoltà da parte del bambino ad attaccarsi al seno per la suzione.

Riuscire ad allattare il bambino in modo corretto, adeguato e sufficiente nelle dosi, è sempre motivo di gioia e soddisfazione per la madre; in un certo senso, è come se ricevesse una conferma concreta del ruolo fondamentale che ricopre per la vita e lo sviluppo del proprio figlio.

Difficoltà iniziali nell’allattamento al seno

Per quanto sia un gesto naturale, allattare al seno presenta alcune difficoltà che molte donne devono affrontare, soprattutto nei primi giorni.

Il personale sanitario può e deve affiancare la mamma nei giorni di ricovero post parto, consigliandola e assistendola nei primi tentativi con l’allattamento.

Quali sono le principali difficoltà che una donna può incontrare nell’allattare al seno?

  • difficoltà da parte del bambino ad attaccarsi al seno correttamente;
  • individuazione della giusta posizione da assumere per favorire la suzione;
  • sopportare il dolore e il fastidio, in particolare in caso di ragadi al seno e, in casi più complessi, mastite.

Si tratta di difficoltà assolutamente normali, che si affrontano e risolvono facendo attenzione e seguendo i consigli del personale medico e del pediatra.

Nell’immediato post parto la produzione del latte tende ad aumentare progressivamente, anche grazie alla suzione da parte del bambino. Se quest’ultimo dovesse avere difficoltà, è consigliabile spremere il latte manualmente o con una tiralatte, raccogliendolo per poi darlo al neonato.

In questo modo, si stimola l’aumento del flusso di latte materno, superando la fase del cosiddetto colostro.

Cos’è il colostro

Il colostro, altrimenti chiamato “primo latte”, consiste in un liquido giallognolo, composto da acqua, proteine, grassi e carboidrati, che la donna produce già durante la fase conclusiva della gravidanza e nei primi 3-5 giorni dopo il parto.  

Dal valore nutritivo ridotto, il colostro trasmette al neonato le difese immunitarie della madre, che lo proteggeranno nei primi mesi di vita, e favorisce lo sviluppo dell’intestino e dell’apparato digerente.

Con il passare dei giorni, e il conseguente aumento del flusso, il latte materno passa dall’essere colostro al latte di transizione, fino al latte maturo, a partire dai 20 giorni dopo il parto.

Vantaggi dell’allattamento al seno per il bambino e la mamma

Il latte materno rappresenta il miglior nutrimento si possa offrire al proprio figlio, grazie a numerosi vantaggi per la sua salute ma anche per la mamma e la famiglia.

I bambini non allattati al seno hanno maggiori probabilità di:

  • soffrire di diarrea, vomito e infezioni delle vie urinarie, otiti, stitichezza;
  • rifiutare nuovi cibi e sapori;
  • avere problemi di sovrappeso e obesità.

Come anticipato, l’allattamento al seno genera vantaggi enormi anche per le mamme e per la famiglia:

  • protegge la mamma dal tumore al seno, alle ovaie e dall’osteoporosi in età avanzata;
  • facilita la perdita del peso accumulato in gravidanza;
  • rappresenta un indubbio risparmio economico, perché il latte artificiale non ha un costo basso.

Anche se è da preferire sempre il latte al seno, ci teniamo a ricordare che, laddove non si riuscisse ad allattare al seno il bambino, è possibile ripiegare su un latte artificiale senza compromettere la salute del piccolo.

Cosa mangiare durante l’allattamento

In un precedente articolo abbiamo fornito alcune indicazioni sull’alimentazione da seguire in gravidanza, evidenziando cosa evitare e cosa, invece, favorire.

In fase di allattamento, in realtà, non è necessario seguire una dieta speciale, si può tranquillamente riprendere un’alimentazione abituale, facendo però attenzione a consumare abbondante frutta e verdura e bere molti liquidi (soprattutto acqua).

Si consiglia, però, di evitare cibi potenzialmente allergizzanti, piccanti o molto speziati e gli alcolici.

Allattamento al seno: posizione da assumere

Tra le difficoltà iniziali elencate prima abbiamo indicato anche l’assunzione della corretta posizione durante l’allattamento.

In effetti, una corretta posizione del bambino favorisce l’attaccamento e la suzione, riducendo tutti quei rischi di colichette, ragadi e scarsa sazietà che creano non pochi disagi e preoccupazioni.

Ecco i consigli del Ministero della Salute in merito alla posizione da assumere quando si allatta al seno:

  • la testa del bambino e il resto del corpo devono essere allineati;
  • il bambino deve essere ben sostenuto, in particolare schiena, spalle e collo, lasciando la testa libera di muoversi per attaccarsi;
  • il naso del bambino deve trovarsi di fronte al capezzolo;
  • il bambino non deve attaccarsi solo al capezzolo, ma devi assicurarti che anche buona parte dell’areola entri nella bocca;
  • assicurati che abbia il naso libero durante la suzione, per respirare agevolmente.

Se il bambino non dovesse essere posizionato in modo corretto, potrebbe non attaccarsi bene. Te ne accorgerai, perché sentirai dolore, e vedrai il piccolo agitarsi e staccarsi continuamente dal seno.

Allattamento al seno: perché e quando raccogliere il latte

Raccogliere il latte può essere molto utile e le ragioni possono essere diverse. Magari il bambino ha difficoltà ad attaccarsi, non si sazia a sufficienza, la mamma deve allontanarsi dal piccolo per qualche ora, la produzione di latte è superiore alle esigenze del bambino e il seno si gonfia.

Qualunque sia la motivazione, raccoglierlo consentirà di nutrire il neonato con il latte materno anche con il biberon.

Per raccogliere il latte si può procedere manualmente – è un po’ complicato – oppure acquistare una tiralatte manuale o elettrico, facendosi consigliare dal pediatra.

Il latte raccolto deve essere conservato in contenitori ermetici in frigorifero e consumato entro massimo 5 giorni, oppure surgelato in freezer e utilizzato entro massimo 6 mesi.

Ovviamente, prima di dare il latte al bambino devi riscaldarlo a 37 °C.

Conclusioni

Speriamo di averti fornito informazioni utili e concrete per l’allattamento al seno.

Per approfondire, ti invitiamo a leggere La Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini, elaborata congiuntamente dall’OMS e dall’UNICEF.

Источник: https://www.fondoasim.it/allattamento-al-seno/

Allattamento al seno, 10 regole per allattare bene e a lungo

Allattare al seno? Non è poi così utile

Allattare è un gesto naturale, certo. Ma sfatiamo un mito: può non essere né facile né immediato.

Anche perché negli ultimi 30-40 anni diverse generazioni di mamme hanno allattato artificialmente e se ne è persa la consetudine.

Ecco allora un decalogo per le future mamme e le neomamme per un allattamento ben riuscito. Perché il latte materno è la scelta più giusta per la salute del bambino

Alla domanda: “Hai intenzione di allattare il tuo bambino?”, più del 90% delle future mamme italiane risponde affermativamente. Poi però, dopo la nascita del bebè, sono tante le madri che non riescono a realizzare questo desiderio.

Ragadi, mastiti, bimbi che crescono poco… quando si incontrano degli ostacoli iniziali nutrire al seno tramite allattamento può diventare davvero difficile. E allora vediamo insieme quali accorgimenti possono aiutare la mamma a prevenire o risolvere eventuali difficoltà per allattare a lungo e felicemente.

1. “Chissà se avrò/avrai latte”

Questa domanda è un “classico”. A volte è la futura mamma stessa che se lo chiede, a volte a esprimersi in questo modo sono parenti, amici, conoscenti. Come se avere latte fosse una fortunata casualità e non la norma biologica.

Ebbene, per partire con il piede e con lo spirito giusto, non parlate delle vostre potenzialità di allattare in modo incerto e dubbioso.

Togliete quel “chissà” e fidatevi del vostro corpo che ha tutte le carte in regola per nutrire al meglio il bimbo che nascerà, come già sta facendo dall'inizio della gravidanza.

2. Parola d'ordine: informazione

Allattare è un gesto naturale, certo. Ma non per questo risulta facile e immediato per tutte le donne.

Con l'avvento della formula artificiale, diverse generazioni di donne non hanno allattato o lo hanno fatto per un periodo brevissimo, e così abbiamo perso la confidenza con questo gesto un tempo consueto. Ecco allora che diventa fondamentale prepararsi all'appuntamento con le poppate.

Come? Informandosi. Leggendo, frequentando un corso di accompagnamento alla nascita in cui si affronti l'argomento, partecipando alle riunioni organizzate da associazioni e gruppi di auto-aiuto che si occupano di allattamento.

3. Scegliere il punto nascita giusto

Le prime ore e i primi giorni successivi alla nascita sono molto importanti: il sostegno degli operatori sanitari e le consuetudini del reparto di maternità possono favorire il buon avvio dell'allattamento o, viceversa, ostacolarlo.

Il suggerimento è quindi quello di informarvi per tempo, visitando gli ospedali cittadini e chiedendo come viene gestito l'allattamento (Quando avviene la prima poppata? Mamma e bimbo possono restare insieme giorno e notte? Al piccolo vengono offerti glucosata, integrazioni, ciuccio?).

4. È nato, subito al seno!

Il neonato posato sul petto della mamma e lasciato tranquillo è in grado di trovare da solo il seno e ciucciare le prime gocce di colostro. Mamma e bambino sono naturalmente predisposti per “ritrovarsi” e la particolare situazione ormonale del post parto favorisce l'attaccamento e il buon avvio dell'allattamento.

5. Mamma e bimbo sempre insieme

Per avviare la produzione di latte è necessario allattare spesso, ogni volta che il piccolo sembra interessato a poppare poiché apre e chiude le labbra, volta la testa come per “cercare”, porta le manine alla bocca, sospira, è inquieto.

Perché la mamma possa cogliere questi segnali è necessario che il suo piccino sia vicino a lei, di giorno e di notte.

Il pianto è invece un segnale tardivo di fame che, tra l'altro, può interferire con la poppata se il bimbo arriva al seno troppo stanco o nervoso.

6. Non guardare l'orologio!

L'allattamento non ha orari. Lo schema dei cinque pasti al giorno si adattava bene all'alimentazione con il biberon ma non ha nulla a che fare con l'allattamento.

Le poppate al seno sono scandite dalla richiesta del bebè poiché solo lui sa quando il suo minuscolo stomaco è vuoto e quindi è ora di poppare.

Nei primi tempi poppate frequenti e numerose (10-12 o più nell'arco delle 24 ore) sono la norma e permettono di stimolare in modo adeguato la produzione di latte.

7. Ciucci o biberon, meglio evitare

Al seno il piccolo trova il nutrimento necessario, soddisfa la sete, riceve conforto. Nei primi sei mesi di vita – sottolinea l'Organizzazione Mondiale della Sanità -, l'allattamento dovrebbe essere esclusivo, al bebè non serve altro.

Inoltre, la produzione di latte si basa su un meccanismo di domanda e offerta: più il bimbo ciuccia e più latte viene prodotto.

Tisane, acqua, ciuccio rischiano di interferire con questo meccanismo con possibili effetti negativi sulla produzione di latte e quindi sulla crescita del bebè.

8. Doppia pesata? No grazie!

Un tempo era la norma, ma oggi per i bimbi sani nati a termine è assolutamente sconsigliata.

La pratica di pesare il bimbo prima e dopo la poppata rischia infatti di generare ansie che non hanno ragione di essere e non offre alcuna informazione utile, poiché la composizione del latte materno si modifica continuamente, nel corso delle 24 ore e durante la stessa poppata.

Può capitare che il bimbo abbia ricevuto pochissimi milligrammi ma di un latte particolarmente ricco e concentrato, e il responso della bilancia preoccupi inutilmente la neomamma. Per verificare che tutto proceda bene è sufficiente pesare il piccolo una volta alla settimana.

9. Consigli non richiesti. Fai orecchie da mercante!

Quando nasce un bimbo parenti, amici, conoscenti, tutti si sentono in diritto/dovere di dire la loro.

Lo allatti troppo spesso! Lo allatti troppo a lungo! Sei sicura di avere latte? Sei sicura che sia nutriente? Non lasciatevi turbare dai commenti di chi non conosce l'argomento e ripropone vecchi luoghi comuni di cui la scienza ha dimostrato l'infondatezza. Non esistono mamme che hanno un latte meno nutriente o meno “buono”, ogni mamma produce il latte perfetto per il suo bambino.

10. Sei in difficoltà? Chiedi aiuto!

Ragadi, ingorghi, crescita scarsa? Nella maggior parte dei casi sono sufficienti pochi suggerimenti mirati e una bella dose di incoraggiamento per superare qualunque ostacolo iniziale.

Ecco perché in caso di dubbi o difficoltà è importante non esitare e chiedere aiuto a una figura esperta in allattamento (consulenti de La Leche League, ostetrica del Consultorio, mamme di un gruppo di auto-aiuto, consulente IBCLC).

(Articolo pubblicato la prima volta a ottobre 2013)

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/allattamento/10-regole-per-allattare-bene-e-a-lungo

Dieta in allattamento: 6 consigli pratici per la mamma che allatta

Allattare al seno? Non è poi così utile

È fondamentale dare consigli semplici e mirati alle mamme, per rendere il momento dell’allattamento al seno il più piacevole possibile.

Il periodo dell’allattamento è emozionante ma non sempre facile, molte mamme non riescono a farlo per diversi fattori, qui riportiamo dei consigli per tutte le mamme che già allattano o che vogliono iniziare. In fondo, poi, altri approfondimenti e consigli sul tema. 

Abbiamo posto 6 domande alle operatrici del progetto Fiocchi in Ospedale, attivo presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli, per dare consigli e suggerimenti utili alla mamma da seguire per la propria dieta alimentare e per nutrire il suo bimbo nel modo più sano e appropriato. 

 

  • Cosa si può mangiare in allattamento? Quali sono i cibi consigliati?  

La dieta della mamma deve essere ricca, varia e ben bilanciata poiché durante l’allattamento il fabbisogno calorico aumenta di circa 350 calorie al giorno e poiché la produzione di latte richiede molte energie.  

Consigliamo quindi, durante l’allattamento, di mangiare cibi come: frutta, sia fresca che secca, verdura di stagione, cruda e cotta, carboidrati – pasta, riso, pane e cereali – anche integrali, e proteine animali e vegetali -carne, pesce, uova, latticini e legumi. Tutti alimenti vari che forniscono nutrimenti ed energia alla mamma e al bimbo. 

  • Quali cibi sono vietati e/o sconsigliati quando si allatta? 

Il principale divieto in allattamento è legato a tutte le bevande alcooliche: birra, vino e superalcolici. L’alcool infatti arriva al latte materno ed è quindi fortemente sconsigliati l’assunzione, in caso di un consumo leggero bisogna comunque distanziare l’allattamento di almeno due ore. 

preferibile inoltre limitare il consumo di cioccolata, caffè e tè perché hanno un noto effetto eccitante sul sistema nervoso, con effetti sulla modulazione del sonno dello stesso bambino. 

È preferibile limitare l’assunzione di insaccati e affettati, che sono fonte di grassi saturi, dolci e bevande zuccherine, così come certe forme di cottura degli alimenti (fritture). 

  • Con quale frequenza è consigliato mangiare in allattamento?  

Come in tutti gli schemi nutrizionali equilibrati è bene fare tre pasti principali e due spuntini, senza mai esagerare con le quantità.

In generale, bisognerebbe ricordarsi di usare le stesse regole dell'alimentazione in gravidanza: consumare molta frutta e verdura, carne e pesce ben cotti, cereali e pasta in quantità più moderate, bevendo poi molta acqua durante la giornata (ma anche spremute di frutta fresca, tisane e latte).  

  • Esistono cibi che favoriscono l’aumento del latte materno? 

Non esistono alimenti che aumentano la produzione di latte materno.  Il meccanismo della lattazione segue la legge della “domanda e dell’offerta”: più il seno viene stimolato e drenato e più latte viene prodotto.  

Esistono in commercio tisane galattogene che favoriscono la produzione di latte ma è sempre bene consultare il proprio medico o pediatra prima di assumerle. 

  • Perché è importante mangiare bene mentre si allatta? 

Quando il bambino si nutre del latte materno assume tutti i nutrienti utili al suo accrescimento nelle giuste quantità.

Il latte assorbe tutto ciò che la madre mangia nell’intera giornata, per cui è importante seguire un'alimentazione corretta.

L’alimentazione, quindi, dovrà essere varia ed equilibrata anche per garantire il passaggio nel latte di sapori diversi che preparano il bambino a sperimentare con maggiore interesse e curiosità l’alimentazione complementare. 

  • Quanto è importante seguire una dieta varia? 

Durante l’allattamento non occorre seguire una dieta speciale, ma è sufficiente alimentarsi in modo vario ed equilibrato. Le donne che seguono una dieta vegetariana o vegana e allattano al seno possono consultare un nutrizionista per integrare eventualmente proteine, vitamine, minerali e mantenere la loro dieta in equilibrio attraverso soluzioni alimentari alternative.  

Tutti gli articoli sull’allattamento e lo svezzamento 

Ricordiamo che l’allattamento è un momento molto delicato nella vita delle mamme e delle neomamme e ci sono situazioni nelle quali il latte materno viene a mancare per diversi fattori, per avere altre risposte rimandiamo dunque alla pagina con tutti gli articoli sul tema dell’allattamento e dello svezzamento. 

Per approfondire leggi l'articolo sulla Rete 0-6: Allattamento una relazione di cura a tre.

Источник: https://www.savethechildren.it/blog-notizie/dieta-allattamento-6-consigli-pratici-la-mamma-che-allatta

Il latte materno protegge i bambini per tutta la vita

Allattare al seno? Non è poi così utile

Da un'ora dopo il parto e per almeno sei mesi. Con una postilla: se si può, meglio andare avanti fino ai due anni del bambino.

Allattare un neonato al seno è un gesto che, oltre a creare le basi del suo rapporto con la mamma, rappresenta un'opportunità per difendere la sua salute. Sono diversi i benefici così determinati: sia per la salute di chi si nutre sia per quella della donna.

Facendo leva su questo aspetto, l'Organizzazione Mondiale della Sanità punta a far crescere i tassi di adesione alla pratica, nella settimana (1-7 agosto) a essa dedicata.

L'allattamento al seno fa bene anche al cervello

PIU' INCENTIVI PER L'ALLATTAMENTO AL SENO

Nonostante le opinioni degli specialisti sul tema convergano, i tassi di adesione all'allattamento al seno non sono ancora quelli ottimali. I dati più recenti in possesso dell'Istat parlano chiaro. Nei primi giorni di vita, il 90 per cento delle donne italiane comincia ad allattare al seno.

Ma già a quattro mesi, l’allattamento esclusivo crolla al 31 per cento. E soltanto il dieci per cento delle mamme continua ad allattare oltre i sei mesi del proprio bambino. Alla base della rinuncia ci sono quasi sempre le difficoltà nel conciliare l'allattamento con il resto delle attività quotidiane.

Il problema è noto soprattutto alle mamme chelavorano, considerando le resistenze culturali che ancora limitano la pratica negli ambienti esterni.

Da qui il messaggio lanciato quest'anno dall'Organizzazione Mondiale e dall'Unicef, che chiedono il riconoscimento universale di almeno quattro mesi di maternità, oltre che un congedo anche per i papà, in modo da rendere condivisa la responsabilità della dieta del neonato (per i primi sei mesi deve prevedere esclusivamente il latte materno). Una volta tornata al lavoro, poi, ogni donna dovrebbe essere messa nelle condizioni di poter ritagliarsi delle pause per allattare il proprio bambino in uno spazio privato e salubre.

I BENEFICI DEL LATTE MATERNO

Per un neonato non c’è alimento migliore del latte della sua mamma, all'interno del quale ci sono tutte le sostanze essenziali per assicurargli la crescita.

 «Il latte materno produce molti benefici per il bambino: dalla corretta formazione del microbiota a un adeguato sviluppo cerebrale – dichiara Vito Miniello, pediatra all'ospedale Giovanni XXIII e docente di nutrizione e dietetica infantile all’Università di Bari -.

Altrettanto rilevante è la funzione preventiva, dal momento che, nei bambini non allattati al seno, aumentano i casi di sovrappeso, obesità, diabete e aterosclerosi in età adulta».

Il latte materno non ha mai la stessa composizione e la stessa consistenza durante la poppata. Per meglio adeguarsi alle necessità di crescita del neonato, nel tempo modifica la sua formula, rendendola unica e inimitabile.

 Quando non è disponibile o se la mamma è in cura con farmaci incompatibili con l'allattamento, il latte offerto gratuitamente dalle donatrici attraverso le banche del latte (38 in Italia) può essere considerato come un'alternativa percorribile.

Olio di palma e latte artificiale: cosa c'è da sapere

UNO «SCUDO» CONTRO LE INFEZIONI 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità invita le donne a portare avanti l'allattamento anche fino ai due anni (o comunque fino a quando la mamma e il figlio lo desiderano). Più ragionevolmente, andrebbe bene arrivare quanto meno al primo compleanno del bambino.

Così facendo, come documentato da uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances, si garantirebbe una protezione contro le infezioni che andrebbe ben oltre il periodo di allattamento e durerebbe in molti casi per tutta la vita.

Merito del trasferimento di cellule del sistema immunitario in grado di «educare» i più piccoli nei confronti delle infezioni avute dalle mamme. Un motivo in più, dunque, per incoraggiarle a non rinunciare a questa abitudine. Ad aiutarle, secondo gli esperti, potrebbero essere innanzitutto le donne già passate da questa esperienza.

Come? Attraverso il counseling telefonico, che secondo uno studio pubblicato sulla rivista EClinicalMedicine può far crescere la quota di mamme che allattano esclusivamente al seno nei primi sei mesi di vita.

Quando è giusto dare il latte artificiale a un neonato?

FONDAMENTALE PER I PREMATURI

Più di tutti gli altri neonati, a beneficiare dell'allattamento al seno sono i prematuri.

«Nel loro caso non è soltanto un nutriente, ma il primo strumento di difesa immunitaria – precisa il presidente della Società Italiana di Neonatologia, Fabio Mosca, che dirige l’unità operativa complessa di neonatologia dell’ospedale Maggiore Policlinico di Milano -.

 Per favorire l’allattamento è fondamentale l’apertura delle terapie intensive neonatali senza limiti di orario. Soprattutto nelle prime settimane, il bambino ha necessità di attaccarsi al seno più volte, anche di notte.

In media il neonato poppa 8-12 volte in 24 ore, a intervalli non sempre regolari. Dal momento che la produzione di latte inizia quando il piccolo comincia a succhiare, non occorre aspettare che il seno si riempia tra un pasto e l’altro».   

Источник: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/pediatria/allattamento-al-seno-uno-scudo-che-protegge-il-bambino-per-tutta-la-vita

Gravidanza
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