Allattamento: un aiuto dalle erbe galattogene

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Allattamento: un aiuto dalle erbe galattogene

Il bambino è nato, siamo diventate mamme, e il nostro corpo si prepara per sostenerlo.

Subito i primi giorni dopo il parto inizia la secrezione della mammella: il latte dei primi cinque giorni viene chiamato colostro, un concentrato di fattori protettivi (anticorpi) che risponde pienamente alle esigenze nutritive del neonato.

Solitamente, dopo i primi giorni, il seno si ingrossa e può diventare teso: è in arrivo la montata lattea, un momento in cui aumenta la produzione del latte materno e cambiano le sue caratteristiche. E' questo un nuovo periodo della vita di una donna ed è importante che venga affrontato nella massima serenità.

L'allattamento al seno: fattori da considerare

Innanzitutto l'allattamento al seno è un metodo nutrizionale naturalissimo che offre molti vantaggi pratici e psicologici che vanno tenuti in considerazione al momento di scegliere come allattare un neonato e bisogna avere la consapevolezza che la maggior parte delle donne è fisicamente in grado di allattare: è importante però che esse vengano incoraggiate a farlo. Per l’allattamento OMS riconosce l'allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita come pratica di salute pubblica per tutta la popolazione mondiale. 

L'allattamento al seno, se condotto con serenità e fiducia, dà alla madre una grande sensazione di indispensabilità e appagamento mentre al bambino offre la possibilità di uno stretto e confortevole rapporto fisico e sensoriale con la propria madre.

Il latte materno inoltre non ha solo una funzione nutrizionale: la sua composizione gli conferisce le seguenti prerogative: seleziona un'adeguata flora batterica intestinale saprofita, specifica per la nostra specie, che si oppone allo sviluppo di microrganismi patogeni, possiede funzioni protettive con caratteristiche sia antiinfettive sia antinfiammatorie, al fine di proteggere e modulare al tempo stesso eventuali reazioni difensive che un organismo immaturo che un organismo immaturo non sarebbe in grado di bloccare. Grazie a tutto ciò il latte materno può essere considerato un vero e proprio sistema biologico e un “prolungamento” del cordone ombelicale nella vita extrauterina.

E' inoltre noto che sono molti i fattori che contribuiscono a favorire e a mantenere una buona montata lattea, prima tra tutti la condizione psichica della nutrice: preoccupazioni, ansia, ritmi di vita e di lavoro convulsi, dispiaceri, e in genere tutti i motivi di tensione nervosa tendono fatalmente a ridurre la quantità di latte prodotta e a dover cercare alternative al latte materno, prima come “aggiunte” poi come sostituti di ogni pasto. E' pertanto importante che chi allatta cerchi per quanto possibile di non tornare precocemente al lavoro dopo il parto e di mantenere, fintanto che può godersi il neonato, una vita regolare e tranquilla. Per chi allatta è inoltre fondamentale il riposo, soprattutto nelle prime settimane dopo il parto. Fondamentale inoltre, soprattutto per allattamento al seno primi giorni, sicuramente nei primi 15-20 giorni di vita del neonato è bene  stimolare frequentemente mammella e capezzolo attaccando il bambino il più possibile.

Dieta in allattamento 

L'alimentazione, fondamentale per la salute nell'arco di tutta la nostra vita, durante l'allattamento acquista un significato particolare, perchè i cibi freschi e naturali, e per quanto possibile, non contaminati, armonicamente scelti e opportunamente preparati, concorrono in maniera determinante alla buona qualità del latte.

Esso a sua volta costituirà il materiale di base per la solida costruzione di cellule e tessuti nel bambino, permettendogli di muovere, sicuro e protetto, i primi passi nella sua nuova vita. Alla dieta sarebbe bene anche una moderata attività fisica preferibilmente all'aperto e in ambienti naturali sani con esposizione al sole.

 Per una corretta dieta in allattamento:

– l'acqua è il dissetante naturale migliore, seguita da tisane e succhi fatti in casa;

– ortaggi, legumi, frutta fresca, cereali integrali, sarebbero, per chi allatta, da assumere in abbondanza; una curiosità: alcuni cibi inoltre, come cavolo, aglio, asparagi, cipolle, conferiscono un sapore particolare al latte che può diventare sgradito ad alcuni lattanti ed è bene eliminarli dalla dieta se il neonato non ne apprezza il sapore; il carciofo sembrerebbe ridurre la produzione di latte, mentre salumi, conserve, formaggi fermentati, spezie, alcol, caffè, cioccolato, salvia, possono comportare problemi digestivi e di meteorismo nel neonato; 

– carne, pesce, latte, yogurt, formaggio, uova; è bene che la dieta sia varia perchè favorirà lo sviluppo del gusto nel lattante e la curiosità per il cibo;

– cibi da evitare in allattamento: cibi raffinati, conservati, con additivi, il caffè per più di due volte al giorno, lo zucchero bianco, i superalcolici, il vino e la birra pastorizzati (l'alcol passa rapidamente nel latte).

Assolutamente inoltre non fumare! la nicotina passa nel latte materno e il lattante può diventare irritabile, agitato, e avere sonno disturbato; il latte inoltre può subire un calo e di conseguenza il bambino è insoddisfatto e non aumenta di peso.

 

Integratori allattamento: rimedi naturali 

Quando, nonostante tutti gli accorgimenti sopra citati il latte materno scarseggia, è ancora possibile con l'utilizzo di qualche rimedio erboristico aiutare l'organismo a produrne in quantità sufficiente e di buona qualità, almeno fino al sesto-settimo mese, età in cui il neonato può iniziare senza pericoli lo svezzamento.

In erboristeria esistono per l'allattamento rimedi naturali molto interessanti: ad esempio per aumentare latte materno integratori più spesso consigliati sono le tisane allattamento naturali a base di erbe galattogoghe (cioè “che favoriscono la secrezione lattea”), con una dovuta precisazione! Il seno femminile, nella maggioranza dei casi, all'inizio tende a produrre più latte rispetto al fabbisogno del neonato, mentre poi la produzione dipende dalla quantità di latte che viene tolto dal seno (in base ad un fisiologico meccanismo “domanda-offerta”), dunque le tisane allattamento per aumentare la produzione di latte non possono dare i risultati promessi  se il seno non viene stimolato a sufficienza e drenato spesso.

Su erboristeriacomo.it trovi una tisana allattamento 100% naturale e Made in Italy prodotta e confezionata da una nota azienda agricola italiana, a base di: galega, finocchio, anice, ortica e verbena officinale.

#galega officinale (parti aeree): secondo la tradizione essa manifesta un'azione favorevole sulla secrezione lattea, molto probabilmente per un miglioramento dello stato circolatorio della ghiandola mammaria e quindi del suo trofismo;

#finocchio: i semi di finocchio vengono da sempre impiegati, non solo nell'adulto ma anche in pediatria, nei disturbi dispeptici, nel meteorismo, negli spasmi del tratto gastrointestinale, ma finocchio è utilizzato da sempre anche come galattogogo insieme a galega e anice;

#anice: vanta proprietà carminative (eliminazione dei gas intestinali) meno potenti di finocchio e cumino, ed è considerato anch'esso galattogogo perchè stimola la montata lattea e ha azione sedativa-antispasmodica anche nel lattante;

#ortica: molteplici le su funzioni; attivazione delle funzioni digestive, azione tonificante, ricostituente e depurante, diuretica, antidiarroica, ipoglicemizzante, galattogoga, emmenagoga (il Dott. J.Valnet, in “fitoterapia” segnala che le proprietà galattogene dell'ortica sono confermate anche dagli allevatori di mucche);

#verbena officinale: la verbenina possiede la proprietà di produrre un aumento marcato della secrezione lattea (Leclerc).

Perchè l'allattamento sia un periodo sereno, è importante considerare anche altri integratori allattamento che vengano incontro ad eventuali problematiche correlate all'allattamento. Ad esempio:

– se vuoi agire anche sulla flora batterica per rinforzarla, prova con i nostri “fermenti lattici vivi” sia prebiotici che probiotici che non ti facciano gonfiare (noi ti consigliamo: erboflora intolerance o rigenera, i migliori in commercio in quanto contengono i probiotici migliori e testati e prebiotici con dosaggi mirati per escludere sintomi quali gonfiore addominale tipico delle fibre non correttamente dosate e non accuratamente selezionate); 

– se ti senti gonfia e hai problemi ad eliminare gas intestinali, è ottimo il nostro integratore a base di finocchio Intolerance digest, così come potrebbe interessarti anche la tisana naturale integratore alimentare Aeris in bustine. Altrimenti anche aeris gocce potrebbe essere utile: per la mamma ma anche per neonato con colichette!

In ultimo, il tè rosso bio potrebbe essere un ottima bevanda sia in gravidanza che allattamento, mentre nei casi che purtroppo aihmè ci sono, di depressione post partum, anche in allattamento c'è Ansioniax giorno.

Farmaci e piante da evitare in allattamento

Si consiglia sempre alla puerpera di evitare o ridurre i farmaci a meno che questi non siano strettamente necessari.

In linea generale in allattamento farmaci da evitare sono: i salicilati, i lassativi e i purganti, gli psicofarmaci e i tranquillanti, i contraccettivi, gli anticoagulanti, gli eccitanti nervosi (caffè, tè..), ed è vietato fumare.

Anche alcune piante medicinali sono sconsigliate assumerle durante l'allattamento; ecco la lista di ESCOP:

– le piante che potrebbero essere utilizzate anche in  allattamento sono: aglio, anice verde (infuso acquoso), altea radici, curcuma, biancospino, echinacea, eleuterococco, ginseng, melissa foglie, rusco, tarassaco, arnica fiori (uso esterno), calendula fiori (uso esterno), finocchio, semi di lino, camomilla matricaria fiori, mirtillo frutto, ortica, Ispagula semi e cuticola, semi di psillio;

– piante controindicate: assenzio, boldo, cimifuga, celidonia, frangula, ginepro frutti, radice di liquirizia, poligala radici, rabarbaro radice, salice corteccia, foglie di salvia officinale, uva ursina foglie. 

Dal Capasso, in “Fitoterapia”, 2005:

Dott.ssa Laura Comollo

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TUTTI I DIRITTI RISERVATI, IL PRESENTE TESTO NON E' RIPRODUCIBILE SENZA ESPRESSA AUTORIZZAZIONE DI ERBORISTERIACOMO.IT

Bibliografia:

Alimentazione e fitoterapia. Metodologia ed esperienze cliniche- Di Alessandro Formenti

Dizionario di fitoterapia e piante medicinali

Fitoterapia, Capasso 2005

ESCOP, inserto alle monografie

Allattamento, Paola Negri

Источник: https://erboristeriacomo.it/it/blog/210_integratori-allattamento.html

Come produrre più latte materno

Allattamento: un aiuto dalle erbe galattogene

La maggior parte delle mamme che allattano, prima o poi ha comprato una di queste tisane, integratori, gocce, pastigliette e polverine varie “per mamme che allattano”, con il pensiero “magari non funziona, però non si sa mai”.

È ovvio, lo spauracchio di tutte le mamme è non avere latte. E le industrie lo sanno bene.

Dagli articoli precedenti avrete già capito due cose:

  1. nella maggior parte dei casi, il poco latte è fasullo: di latte ce n’è quanto basta;
  2. per aumentare la produzione di latte serve una maggior stimolazione del seno, e cioè attacco al seno corretto e poppate frequenti (o una stimolazione adeguata con un buon tiralatte).

Ne consegue che generalmente i galattogoghi, ammesso che funzionino, non servono a nulla se non a farvi buttar via i soldi.

Se realmente c’è poco latte, è necessario come sempre capirne le cause e correggere quegli aspetti (per l’appunto, attacco, frequenza delle poppate eccetera) che hanno portato al calo di produzione, così da risolvere in maniera definitiva il problema e senza dover dipendere dal galattogogo.

È importante capire che un galattogogo, per quanto efficace, da solo non serve a nulla. I galattogoghi generalmente stimolano l’ipofisi a produrre più prolattina, ma se il latte non viene rimosso di frequente (dal bambino o con il tiralatte) la produzione di latte non aumenta.

In alcuni casi selezionati i galattogoghi effettivamente possono aiutare una mamma che vuole allattare, ma il loro uso deve essere sempre preceduto da un’attenta valutazione di una persona esperta in allattamento e devono comunque essere utilizzati assieme a tutti gli altri accorgimenti che portano a una maggior stimolazione del seno.

Ad esempio, una mamma che è separata dal proprio bambino, ad esempio per motivi di salute, può mantenere la produzione di latte utilizzano un galattogogo, ovviamente in associazione all’uso del tiralatte. Questo accade tipicamente con i bambini ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale.

Anche una mamma che intende allattare un bambino adottato, o che vuole riprendere l’allattamento dopo averlo interrotto può aiutarsi con un galattogogo.

Può essere di aiuto anche quando si vuole ritornare all’allattamento esclusivo dopo essere passati ad aggiunte di latte artificiale.

Ribadisco che è fondamentale un’analisi di tutta la gestione dell’allattamento: non si può prendere il galattogogo per tutto il periodo in cui si allatterà, quindi si tratta di un “aiutino” che serve a sbloccare la situazione, ma poi bisogna attuare tutte le strategie che mantengano la produzione di latte adeguata, senza l’uso del galattogogo.

Ovviamente sto parlando dei galattogoghi “veri”, di quelli che funzionano.

Quali sono i veri galattogoghi?

Alcuni farmaci hanno come effetto collaterale l’innalzamento dei livelli di prolattina. Questi farmaci sono il metoclopramide, il domperidone, il sulpiride e la clorpromazina.

Non sono farmaci nati per aumentare la produzione di latte, ma sono stati creati e studiati per curare specifiche malattie (ad esempio, metoclopramide e domperidone sono degli antivomito).

Essendo dei farmaci, presentano degli effetti collaterali, in alcuni casi anche seri.

Quindi, se qualcuna di voi stava per fiondarsi in farmacia per procurarsi uno di questi farmaci pensando di aver trovato la manna dal cielo, si fermi! Oltretutto sono farmaci che si possono acquistare solo con ricetta medica, proprio perché non sono acqua fresca.

Considerate inoltre che se effettivamente serve un galattogogo, questo andrà preso per qualche settimana (prima deve cominciare a fare effetto, poi bisogna stabilizzare la produzione di latte e poi bisogna gradualmente calare la dose), mentre invece un antivomito in genere si prende solo per qualche giorno, quindi i suoi effetti sono stati considerati nel breve periodo e non per un uso prolungato. Questo deve essere tenuto presente dal medico che eventualmente vi dovesse prescrivere il farmaco.

Proprio per monitorare eventuali effetti collaterali, è necessario che durante il periodo di assunzione del farmaco un medico verifichi periodicamente lo stato di salute di madre e bambino.

Esistono anche alcune erbe per le quali è riconosciuta una certa efficacia nell’aumentare la produzione di latte, pur non essendoci studi scientifici rigorosi.

Queste erbe sono:

  • il Fieno Greco ( Trigonella Foenum-Graecum);
  • la Ruta Caprina (Galega Officinalis);
  • il Cardo Mariano (Silibum Marianum).

Generalmente devono essere assunte in forma concentrata (capsule, tintura madre), dato che le tisane hanno una concentrazione inferiore e soprattutto più incerta.

Il fatto che si tratti di piante, non significa per forza che gli effetti collaterali siano assenti!

Spesso si pensa “è naturale, quindi non fa male”, e quindi si assumono prodotti a base di erbe con leggerezza, magari prendendone grandi quantità nella speranza di ottenere un effetto maggiore. Invece le erbe hanno delle vere e proprie proprietà farmacologiche, quindi fanno effetto sul nostro organismo, nel bene e nel male.

Credo che nessuno prenderebbe una dose doppia di antibiotico per far passare prima un’infezione. Allo stesso modo, i rimedi a base di piante, chiamati fitoterapici, devono essere assunti con lo stesso rigore con cui si prende una medicina “tradizionale”.

Avrete notato che non ho parlato di dosaggi di nessun galattogogo: la cosa è voluta, per evitare la tentazione del rimedio fai-da-te. Come detto, prima di ricorrere ad un galattogogo bisogna consultare un esperto in allattamento e eventualmente insieme insieme valutare se è veramente necessario.

NdR Vi consigliamo di consultare i nostri libri sull’allattamento >

E tutti gli altri prodotti “per far venire il latte”?

In farmacia, erboristeria e nei negozi di articoli per bambini, è tutto un fiorire di prodotti che evocano fiumi di latte che escono da turgidi seni… Se leggete con attenzione, nessuno di questi prodotti vi promette di avere più latte. Vi cito un esempio (reale):

X è un integratore dietetico composto dalla selezione e miscelatura di 7 estratti vegetali dalle riconosciute proprietà galattogoghe (Fieno Greco, Galega, Verbena), tradizionalmente utilizzati per calmare le tensioni addominali (Finocchio e Tè di Rooibos) e di gusto estremamente piacevole (Ibisco e Lampone). X disseta con gusto, è ricca di vitamina C e aiuta l’assunzione di acqua da parte della mamma, favorendo la lattazione.

Qui c’è scritto solamente che alcune piante hanno proprietà galattogoghe, e queste piante sono contenute nel prodotto.

In questo prodotto però c’è una quantità ridicolmente bassa di queste piante, quindi è improbabile che ci sia un effetto farmacologico, e cioè che aumenti il vostro latte.

Infatti poi c’è scritto che la produzione di latte è favorita dal fatto che la mamma beve (anche se questo è discutibile, leggete oltre) dato che la bevanda è buona. Non c’è scritto che questo prodotto vi fa aumentare il latte grazie alle piante in esso contenute!

Diversi prodotti, pura avendo nomi o immagini che fanno riferimento all’allattamento, alla fin fine vi dicono solo che sono buoni da bere. Oppure dicono “ideale per la mamma che allatta”, ma non si sa bene cosa voglia dire.

Intendiamoci, questi prodotti non sono dannosi, a meno di farne un consumo eccessivo (vedere oltre). Se li bevete perché hanno un gusto che vi piace, buon per voi. Ma se li bevete nella convinzione di avere più latte, state buttando via i soldi.

E anche parecchi soldi, dato il prezzo di qualcuna di queste “polverine magiche”.

L’azienda produttrice di uno di questi integratori è stata più volte pesantemente multata dall’Antitrust proprio perché la sua pubblicità prometteva mari e monti alle mamme, senza però avere delle sufficienti prove scientifiche a sostegno. Non metto in dubbio che ci saranno schiere di mamme pronte a difendere questo o quel prodotto.

Avete presente però cos’è l’effetto placebo? È una sorta di autosuggestione (molto potente!) per cui ci si convince che un certo farmaco funzioni, anche se magari in realtà si tratta di acqua e zucchero.

Per la riuscita dell’allattamento la componente psicologica è importantissima: se una mamma è insicura o ansiosa, nonostante ci sia tutto il latte che serve l’allattamento potrebbe fallire, magari perché la mamma si convince di avere poco latte (e come ho già scritto la casistica è molto ampia!). Prendendo questi prodotti, una mamma potrebbe sentirsi più sicura di sé, perché ha questo aiuto esterno, e allora ha la sensazione di avere più latte di prima.

E tutto questo le industrie lo sanno molto, molto bene.

Ci sono tre aspetti di questo che non mi piacciono (punto di vista strettamente personale): innanzitutto questi prodotti costano, e la mamma quindi spende soldi per niente, dato che il latte ce lo aveva anche prima.

Poi alimentano il mito del “poco latte”: non fanno altro che confermare alle mamme che il poco latte è un’epidemia da trattare con una specie di medicina, quando invece il più delle volte il poco latte è fasullo e anche nei casi effettivi, la “cura” migliore non è certo quella di utilizzare dei galattagoghi di efficacia molto dubbia.

Inoltre, come consulente per l’allattamento, so quanto è importante che una mamma creda in sé stessa, ma questi prodotti non fanno altro che confermare l’insicurezza di una mamma. In pratica una mamma pensa di riuscire ad allattare solo grazie a questo o quel prodotto, e non grazie a sé stessa e al suo bambino, come in realtà succede.

Avete presente la storia dell’elefantino Dumbo, che sapeva volare da solo ma credeva di riuscirci solo grazie alla piuma che teneva nella proboscide? Questi prodotti sono come la piuma, ma bisognerebbe portare la mamma a capire che può “volare anche senza la piuma”, cioè “allattare anche senza questi prodotti”.

È vero che per produrre più latte materno occorre bere latte e birra?

Nella tradizione popolare, si consiglia alle donne che allattano di bere latte per aumentare la propria produzione di latte. È una cosa senza alcun fondamento (e senza alcun senso).

Anche la birra è considerata una bevanda che fa aumentare il latte. Alcuni studi confermerebbero che delle sostanze contenute nella birra aumentano i livelli di prolattina, ma l’eventuale vantaggio viene vanificato dagli effetti negativi dell’alcool. Quindi, evitate di bere birra e alcol in genere durante l’allattamento.

Come produrre più latte materno con l’acqua?

Alzi la mano chi, allattando, non si è mai sentita dire che deve bere di più per via del latte. Lo so, lo dicono a tutte! Questo è un grande equivoco, è stata invertita la causa con l’effetto.

La realtà è che siccome allattate allora avete più sete e quindi bevete di più. E non il contrario! Non è che siccome bevete di più allora riuscite ad allattare.

Non dovete quindi sforzarvi a bere più, questo non vi farà avere più latte.

È logico che per produrre latte, composto in gran parte da acqua, avrete bisogno di ingerire più liquidi, ma il nostro organismo ha un bellissimo sistema di allarme che si chiama “sete”: quando avete sete, significa che avete bisogno di bere. Punto.

Non è vero quindi, come è scritto su certe tisane, che bere più liquidi fa venire più latte. Questo potrebbe portare la madre (convinta di avere poco latte proprio grazie a certe frasi riportate su questi prodotti) a bere grosse quantità di acqua o tisane varie, oltre il necessario.

Ingerire eccessive quantità di liquidi è molto dannoso per l’organismo.

Una volta un papà mi raccontò che sua moglie praticava l’allattamento misto perché non aveva abbastanza latte. Io gli offrii il mio aiuto, dicendo che se voleva la moglie poteva contattarmi.

Lui serio mi rispose che il pediatra aveva già dato alla moglie le indicazioni per aumentare la produzione di latte, ma che lei proprio non se la sentiva e che anzi stava pensando di abbandonare del tutto l’allattamento al seno.

Le indicazioni erano “bere 8 – 10 litri di acqua al giorno”. Mi auguro vivamente che sia stata una bugia da parte della moglie, che forse voleva smettere di allattare ma non osava dirlo apertamente al marito.

Un consiglio del genere non solo non fa aumentare il latte, ma avrebbe spedito la mamma che lo avesse osservato dritto dritto in ospedale, se non peggio.

In conclusione, quasi certamente non avete bisogno di un galattogogo. Se realmente la produzione di latte non è adeguata alle richieste del vostro bambino, bisogna capirne la ragione e attuare di conseguenza una strategia. Nei pochi casi in cui un galattogogo può essere di aiuto alla mamma, deve essere usato sotto supervisione medica e con il supporto di una persona esperta in allattamento.

Sara Cosano

Per saperne di più:

– Un dono per tutta la vita di Carlos Gonzales – Il leone verde Edizioni

– Allattare, un gesto d’amore di Tiziana Catanzani e Paola Negri – Bonomi Editore

– Allattare.net di Maria Ersilia Armeni – Castelvecchi Editore

Chi può aiutarti:

Le tre figure principali nel sostegno alle mamme che allattano sono:

Consulenti professionali in Allattamento Materno (IBCLC): professionisti sanitari specializzati nella gestione clinica dell’allattamento al seno.

La Leche League: associazione a livello mondiale con più di 50 anni di storia che aiuta le donne tramite consulenti che sono mamme con esperienza di allattamento al seno.

– Peer counsellors (consulenti alla pari): mamme che aiutano altre mamme nei gruppi di auto-aiuto.

Potete trovare I contatti nell’articolo Vuoi allattare? Ecco chi ti aiuta…

Bibliografia:

– The Academy Of Breastfeeding Medicine – Protocol #9: Use of galactogogues in initiating or augmenting maternal milk supply

– Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – bollettino 19/2008

– European Network for Public Health Nutrition: Networking, Monitoring, Intervention and Training (EUNUTNET). “Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni: raccomandazioni standard per l’Unione Europea”. European Commission, Directorate Public..

– Gardner JW. Death by water intoxication. Mil Med 2002; 167(5):432-434

Источник: https://www.bambinonaturale.it/2010/01/come-produrre-piu-latte-materno/

Tisane in allattamento: quali si possono bere?

Allattamento: un aiuto dalle erbe galattogene

Come sappiamo, sono molte le tisane consigliate in gravidanza, per ridurre qualche piccolo disturbo e per portare benefici alla mamma e al bambino.

L’alimentazione durante l’allattamento, però, necessita di alcuni accorgimenti diversi da quelli seguiti durante la gestazione.

Vediamo, quindi, se e quali tisane in allattamento sono consigliate?

Tisane in allattamento: quali benefici?

Molte mamme che allattano si affidano al “rituale delle tisane”, che rappresentano uno stile di vita sano e naturale subito dopo il parto. Le tisane, infatti, aiutano le mamme nell’amorevole quanto difficoltosa attività dell’allattamento, sostenendole e donando loro preziosi benefici.

Per portare avanti questo importante compito, la mamma può e deve dedicare dei momenti della giornata a se stessa e al proprio benessere, con gesti e rituali che rappresentino per lei coccole e fonte di rilassamento.

Bere una calda tisana in allattamento, quindi, offre un principio di azione mirato a ottenere un beneficio sull’organismo.

Tisane consigliate in allattamento

Sappiamo che gli alimenti che la donna che allatta assume e le sostanze che beve arrivano direttamente all’organismo del bambino attraverso il latte materno.

Per questo sono sconsigliati cibi e bevande poco idonei a quel particolare momento, come alcolici ed eccitanti (tè o caffè) ma anche bevande zuccherate ad alti livelli di coloranti.

Una buona tisana può andare a sostituire tutte queste bevande, ma quali sono le tisane, durante l’allattamento, consigliate?

Secondo gli esperti, le tisane a base di erbe galattogene, ossia quelle che favoriscono la produzione di latte, sono le più consigliate durante il periodo dell’allattamento.

Tra queste, in particolare:

  • tisana al cardo mariano: la pianta galattogena più importante. Ha un alto contenuto di bioflavonoidi, in particolare flavonolignani, sostanze in grado di mantenere livelli stabili e corretti di ormoni femminili, stimolando così la produzione di latte. Ha anche un effetto disintossicante e tonicizzante del fegato;
  • tisana alla galega: erba galattogena con forte presenza dii bioflavonoidi, che stimolano una migliore circolazione del sangue nella ghiandola mammaria;
  • tisana all’anice verde: ha una grande quantità di fitoestrogeni, cioè di ormoni naturali che favoriscono la produzione di latte materno;
  • tisana al finocchio: in allattamento è estremamente consigliata perché ha molteplici benefici, quali:
    • azione digestiva, aiutando a produrre e secernere succhi gastrici;
    • azione depurativa;
    • azione carminativa;
    • combatte i crampi addominali;
    • azione antibatterica e antimicotica
    • sgonfia l’intestino ed è utile anche per calmare le coliche dei neonati;
    • fluidifica muco e catarro.
  • tisana all’ortica: ricca di sali minerali, calcio, ferro, fosforo, magnesio e silicio, che assicurano benessere all’organismo della mamma che allatta.

Per quanto riguardo la scelta delle erbe da utilizzare per la composizione delle tisane, il dosaggio e la quantità, è bene affidarsi ad i consigli di un esperto erborista, in quanto, anche se è metodo naturale di benessere e piacere, il sorseggiare bevande depuranti e rigeneranti non deve essere affatto sottovalutato.

Ecco un video che mostra una ricetta di una tisana per l’allattamento.

Allattamento: tisane da evitare

Abbiamo visto quali tisane assumere quando si allatta. Ora vediamo, invece, quali sono le tisane sconsigliate in allattamento e quelle da bere con moderazione.

  • Si può bere camomilla in allattamento, che ha un effetto calmante sulla mamma e sul bambino, ma è preferibile non esagerare perché una dose eccessiva potrebbe avere un effetto controproducente sul bambino.
  • Riguardo la tisana allo zenzero in allattamento vi sono molti pareri discordanti. Lo zenzero, come sappiamo, ha numerosi effetti benefici, ma potrebbe risultare fastidioso al bambino perché piccante. La soluzione ideale è quella di non esagerare nel consumo.
  • Evitare la menta e il rosmarino che potrebbero avere un effetto eccitante sul bambino.
  • Evitare la tisana alla curcuma in allattamento perché il suo sapore forte potrebbe modificare il sapore del latte e risultare non gradita al bambino.
  • Evitare la tisana alla valeriana in allattamento perché l’assunzione di valeriana è sconsigliata prima dei 6 anni in quanto potrebbe causare un eccessivo effetto sedativo.

Источник: https://www.costantinodicarlo.it/editoriali/tisane-in-allattamento-quali-si-possono-bere/

Erbe galattogoghe, un aiuto per l’allattamento al seno

Allattamento: un aiuto dalle erbe galattogene

Per un neonato il migliore alimento possibile è il latte materno che apporta tutte le sostanze essenziali e offre molti vantaggi in termini di salute, crescita e sviluppo psicologico.

Il latte materno non ha mai la stessa composizione nel tempo e la stessa consistenza durante il corso della poppata. Per meglio adeguarsi alle necessità di crescita del neonato, infatti, nel tempo modifica la sua formula, rendendola unica e inimitabile. E’ sempre disponibile e alla giusta temperatura, non richiede preparazione ed è facilmente digeribile.

Più spesso di quanto si possa pensare, questo gesto naturale e gratificante, però, può diventare difficile e stressante.

Se dovesse succedervi non perdetevi d’animo, dopo 30-40 anni di allattamento artificiale è normale che la consuetudine pratica e psicologica sia andata in parte persa, quindi non sentitevi inadeguate e chiedete aiuto (esperte della Lega del Latte, ostetriche dell’ospedale o del consultorio e le altre neomamme)!

Scarsa produzione di latte materno

Se il problema è un’insufficiente produzione di latte materno le erbe possono essere di grande aiuto. La tradizione erboristica può vantare molte erbe galattogoghe, ossia in grado di accrescere la produzione di latte materno che possono essere impiegate anche per lunghi periodi, alternandole.

Per stimolare la produzione di latte

Le piante più utilizzate per stimolare la produzione di latte materno sono il Finocchio e la Galega, da consumare sotto forma di infuso.

  • Infuso di Galega: aggiungere 3-4 cucchiai di parte aerea fiorita per un litro di acqua bollente, lasciare riposare 10 minuti, filtrare e consumare durante la giornata.
  • Infuso di Finocchio: porre un cucchiaino di semi schiacciati (che in realtà sono i frutti della pianta!) in una tazza d’acqua bollente e lasciare riposare a recipiente chiuso per 10-15 minuti prima di filtrare. Se ne consigliano tre tazzine al giorno.

In erboristeria si trovano preparazioni specifiche a base di Finocchio e Galega da assumere secondo i dosaggi indicati sulla confezione.

Se si sceglie la tintura madre, il dosaggio consigliato è 30-35 gocce per ogni erba disciolte in acqua, per due o tre volte al giorno.

Il Carvi fa parte a pieno titolo delle piante galattogoghe, ma è poco utilizzato da solo per l’aroma intenso. Le sue proprietà sono molto simili a quelle del Cumino e del Finocchio. Unisce alle virtù galattogoghe quelle digestive, disinfettanti e spasmolitiche.

Molto diffuso è anche l’Anice verde da utilizzare in infuso (vedi preparazione dell’infuso di Finocchio), in tintura madre.

  • Infuso di Anice, Finocchio e Cumino: preparare una miscela composta da 40g di Anice, 30g di Finocchio e 30g di Cumino (o di Carvi). Un cucchiaino di miscela per tazza d’acqua bollente, da lasciare in infusione per 10-15 minuti prima di filtrare. Bere tre tazze al giorno, lontano dai pasti.

L’unione fa la forza

Siccome non siamo tutti uguali è bene che ogni neomamma, con un po’ di pazienza, trovi la preparazione più efficace per lei e più gradita al neonato. L’importante è attenersi alle erbe più collaudate e seguire sempre i dosaggi indicati dagli esperti. Le preparazioni composte da più erbe sono da preferire perché abbreviano i tempi di ricerca e tengono conto di più aspetti contemporaneamente.

Le principali erbe in grado di favorire la lattazione agendo in sinergia sono Finocchio, Anice, Cumino e Galega a cui si aggiungono Angelica e Ortica, tonificanti e ricche di minerali.

Anche al Luppolo sono attribuite virtù benefiche, per questa ragione la tradizione popolare suggerisce di bere birra al Luppolo, anche se in realtà è preferibile non abusare di alcolici durante l’allattamento.

Da sapere

Prima di assumere infusi galattogeni consultate un medico, un esperto o un erborista che conosca il vostro stato di salute generale, le vostre possibili allergie ed eventuali patologie in corso.

Le piante da evitare

Ma fate attenzione: durante l’allattamento alcune erbe alcune erbe vanno evitate.

L’Assenzio perché pare che renda amaro il latte. La Gialappa e le altre erbe con proprietà purganti che potrebbero addirittura arrestare la produzione di latte.

Il Fieno greco che è un ottimo ricostituente e galattagogo, ma va preso solo in piccole quantità e miscelato ad altre erbe aromatiche, perché il suo aroma molto intenso può alterare il sapore del latte, rendendolo sgradito al bambino.

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Источник: https://www.erboristeriadeifrati.it/erbe-galattogoghe-un-aiuto-per-lallattamento-al-seno/

Gravidanza
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