Aiutare il bambino ad affrontare la morte di una persona cara

Contents
  1. Aiutare un bambino a superare un lutto
  2. Aiutare un bambino a superare un lutto, ne parliamo con Play Mind
  3. Il lutto e i bambini, un’opportunità di crescita!
  4. Tutti i bambini reagiscono in modo diverso!
  5. Bisogna incoraggiare i bambini ad esprimere i sentimenti!
  6. Essere appropriati dal punto di vista dello sviluppo!
  7. Aiutare un bambino a superare un lutto, bisogna essere diretti!
  8. Partecipare al funerale!?
  9. Discutere di una vita dopo la morte?!
  10. Non ignorare il tuo dolore!
  11. Attenersi alle routine!
  12. Alcune situazioni specifiche
  13. La morte di un nonno
  14. Trattare gravi problemi
  15. Conclusioni
  16. Studi: Viale Serra, 6 Milano (MI)–Via cava Madonnina, 5 Nova Milanese (MB)
  17. Aiutare il bambino ad affrontare la morte di un familiare
  18. Il concetto di “morte” dipende dall’età
  19. La reazione dei bambini di fronte alla morte
  20. Strategie per aiutare il bambino ad affrontare la morte di una persona cara
  21. Comunicare la notizia prima possibile
  22. Evitare gli eufemismi
  23. Aiutare il bambino a esprimere quello che sente
  24. No all’iperprotezione anche se l’intento è aiutare il bambino
  25. Esprimere il proprio dolore
  26. Dire addio è il primo passo per superare il lutto
  27. Lutto: come aiutare i bambini ad affrontare le perdite
  28. Come viene affrontata la morte nella crescita?
  29. Segnali di allarme di una difficoltà nell’elaborazione del lutto
  30. Sostenere l’espressione del dolore
  31. Rassicurare
  32. L’importanza del congedo
  33. Rafforzare i ricordi
  34. Rispettare i tempi
  35. Gli adulti devono prendersi cura di loro stessi
  36. Chiedere aiuto ad una psicoterapeuta
  37. Come spiegare un lutto ai bambini: i consigli della psicologa VIDAS
  38. L’elaborazione del lutto nelle diverse fasi di vita del bambino
  39. Come parlare di morte ai bambini
  40. Educare al tema della morte
  41. Ascoltare, più che parlare
  42. Esprimere i propri sentimenti
  43. Comprendere le reazioni del bambino
  44. Prevedere un sostegno psicologico
  45. Come aiutare i bambini ad accettare la morte
  46. Preparare i bambini alla morte
  47. Come spiegare la morte ai bambini
  48. Come parlare della morte ai bambini
  49. Fasi dell’elaborazione del lutto
  50. Vari tipi di lutto
  51. Letture per comprendere la morte

Aiutare un bambino a superare un lutto

Aiutare il bambino ad affrontare la morte di una persona cara

Non puoi proteggere i tuoi figli dal dolore della perdita, ma li puoi aiutare a sviluppare delle abilità che li possono aiutare a superare questo trauma e periodo di distacco. In questo articolo introdurremo l’argomento su come aiutare un bambino a superare un lutto.

Aiutare un bambino a superare un lutto, ne parliamo con Play Mind

Cos’è Play Mind? È un centro di servizi psicologici e di benessere alla persona, diretto dal Dott. Paolo Di Marco: laureato in Psicologia Clinica di Comunità, Master in Counseling e Coaching, Specializzazione in Psicoterapia Analitica Transazionale, Master in Gestalt Bodywork, psicoterapeuta EMDR Practitioner accreditato.

Coordinati dal dottor Di Marco gli psicoterapeuti di Play Mind si pongono come obiettivo quello di “attivare la mente di chi soffre di un disagio psichico o di un malessere esistenziale”.

L’obiettivo è quello di offrire alle persone uno stimolo capace di riattivare la propria vita e rimettersi in gioco con modalità nuove, fuori dal proprio copione abituale, per riattivare la propria vita.

Il lutto e i bambini, un’opportunità di crescita!

La maggior parte dei bambini piccoli è consapevole della morte, anche se non la comprende. La morte è un tema comune nei cartoni animati e in televisione e alcuni amici di tuo figlio potrebbero aver già perso una persona cara.

Sperimentare il dolore in prima persona è un processo diverso e spesso confuso per i bambini. Come genitore, non puoi proteggere un bambino dal dolore della perdita, ma puoi aiutarlo a sentirsi al sicuro.

Questo avviene consentendo e incoraggiandolo ad esprimere i sentimenti, aiutandolo a sviluppare atteggiamenti positivi, che gli serviranno anche in futuro.

Tutti i bambini reagiscono in modo diverso!

Dopo aver perso una persona cara, la reazione di un bambino può essere particolare, possono passare dal pianto che dura un minuto e successivamente passare a una fase di gioco.

I suoi umori mutevoli non significano che non sia triste o che abbia finito di soffrire; i bambini affrontano la perdita in modo diverso rispetto agli adulti e il gioco può essere un meccanismo di difesa per evitare che un bambino venga sopraffatto.

È anche normale sentirsi depressi, colpevoli, ansiosi o arrabbiati con la persona che è morta o con qualcun altro. I bambini molto piccoli possono mostrare segni di regressione, ad esempio bagnando il letto o tornando a fare discorsi infantili, esprimendosi con una loro terminologia.

Bisogna incoraggiare i bambini ad esprimere i sentimenti!

È positivo che i bambini esprimano qualunque emozione provino. Ci sono molti buoni libri per bambini sulla morte e, leggere questi libri insieme, può essere un ottimo modo per iniziare una conversazione con vostro figlio.

Poiché molti bambini non sono in grado di esprimere le proprie emozioni attraverso le parole, i disegni, la costruzione di un album, la visualizzazione di album fotografico o raccontare storie; sono delle valide alternative.

Essere appropriati dal punto di vista dello sviluppo!

È difficile sapere come un bambino reagirà alla morte o anche se riuscirà a capire il concetto. Non è il caso di fornire volontariamente troppe informazioni, potrebbero sovraccaricarlo. Piuttosto è molto più importante rispondere alle sue domande.

I bambini molto piccoli spesso non si rendono conto che la morte è permanente e possono pensare che una persona cara morta tornerà se loro faranno le loro faccende e mangeranno le verdure. I bambini capiscono che la morte è cattiva e non amano la separazione, ma il concetto di “per sempre” non è presente.

I bambini più grandi in età scolare comprendono la permanenza della morte, ma possono avere ancora molte domande. 

Aiutare un bambino a superare un lutto, bisogna essere diretti!

Quando parli della morte, non usare mai un eufemismo. I bambini sono estremamente letterali e sentire che una persona cara “è andata a dormire” può essere spaventoso. Oltre a far temere a tuo figlio di andare a dormire, l’eufemismo interferisce con la sua opportunità di sviluppare atteggiamenti costruttivi, di cui avrà bisogno in futuro.

Partecipare al funerale!?

Partecipare o meno al funerale è una decisione personale che dipende interamente da te e dal bambino. I funerali possono essere utili per fornire la chiusura del funesto evento, ma alcuni bambini semplicemente, non sono pronti per un’esperienza così intensa.

Non forzare mai un bambino a partecipare a un funerale. Se tuo figlio vuole andare, assicurati di prepararlo per quello che vedrà. Spiega che i funerali sono occasioni molto tristi e alcune persone probabilmente piangeranno.

Tieni presente che anche il bambino meglio preparato potrebbe arrabbiarsi e il suo comportamento può essere imprevedibile. I bambini si potrebbero comportare in un modo che non ti aspetti, se decidi che un funerale non è il modo migliore, ci sono altri modi per dire addio.

Ad esempio, piantare un albero, condividere storie o rilasciare palloncini può essere una valida alternativa per chiudere il lutto con un bambino.

Discutere di una vita dopo la morte?!

L’idea di una vita dopo la morte può essere molto utile per un bambino in lutto, tuttavia questo dipende dalle differenti credenze religiose sull’aldilà, se sono presenti nella vostra famiglia è il momento giusto per parlarne.

Ma anche se non sei religioso, puoi comunque confortare tuo figlio con l’idea che una persona continua a vivere nei cuori e nelle menti degli altri.

Puoi anche creare un album o piantare una pianta che rappresenti la persona che hai perso.

Non ignorare il tuo dolore!

I bambini spesso imiteranno il comportamento doloroso dei loro genitori. È importante mostrare le tue emozioni poiché rassicurano i bambini che, sentirsi tristi o turbati va bene. Tuttavia, reagire in modo esplosivo o incontrollabile insegna a tuo figlio modi malsani di affrontare il dolore.

Attenersi alle routine!

I bambini trovano grande conforto nelle routine, quindi se hai bisogno di un po’ di tempo da solo, cerca di trovare parenti o amici che possano aiutare a mantenere la vita del tuo bambino il più normale possibile, sebbene sia importante soffrire per la morte di una persona cara, è anche importante che il bambino capisca che la vita continua.

Alcune situazioni specifiche

Per molti bambini la morte di un animale domestico sarà la prima esposizione alla morte. I legami che i bambini costruiscono con i loro animali domestici sono molto forti e la morte di un animale domestico di famiglia può essere profondamente sconvolgente.

Non sminuite la sua importanza e non sostituite immediatamente l’animale morto con un nuovo animale. Date a vostro figlio il tempo per metabolizzare la perdita per il suo cane o gatto.

Questa è un’opportunità per insegnare ai vostri figli cosa comporta la morte e come affrontare il lutto, in modo sano ed emotivamente favorevole.

La morte di un nonno

È un’esperienza comune per i bambini piccoli e può far sorgere molte domande, come ad esempio: “Mia madre sarà la prossima?” È importante dire a tuo figlio che probabilmente vivrai per molto tempo.

Dopo la morte di un genitore, i bambini si preoccuperanno naturalmente della morte del genitore rimasto o di altri custodi. Rassicura un bambino che è amato e che sarà sempre curato.

È una buona idea fare affidamento sui membri della famiglia durante questo periodo per fornire ulteriore assistenza e cure. Quando si tratta di membri della famiglia (genitori o fratelli, figli), può essere raccomandabile qualche seduta di psicoterapia.

  La terapia fornisce un altro sbocco per parlare, specie per bambino che può sentirsi “bloccato”, come se non potesse parlare con altri membri della famiglia, perché anche loro sono in lutto.

Trattare gravi problemi

Se noti che tuo figlio sembra insolitamente turbato e incapace di far fronte al dolore e alla sua perdita, potrebbe avere qualcosa chiamato disturbo dell’adattamento.

Il disturbo dell’adattamento è una condizione grave e angosciante che alcuni bambini sviluppano dopo aver vissuto un evento doloroso o distruttivo.

È una buona idea consultare il medico di tuo figlio se ritieni che il bambino non si stia riprendendo normalmente da una perdita.

Conclusioni

Il nostro tema d’approfondimento di oggi era come aiutare un bambino a superare un lutto! Speriamo di essere riusciti a darvi un quadro abbastanza completo di come approcciare il lutto ai bambini. Uno psicologo, con un rapporto terapeutico idoneo, può dare una mano laddove si verifichino situazioni gravi.

Studi:  Viale Serra, 6 Milano (MI)Via cava Madonnina, 5 Nova Milanese (MB)

Источник: https://psicoterapeuta-psicologo.com/aiutare-un-bambino-a-superare-un-lutto/

Aiutare il bambino ad affrontare la morte di un familiare

Aiutare il bambino ad affrontare la morte di una persona cara

La morte fa parte della vita, ma quando ci riguarda da vicino e colpisce una persona cara, chi le era vicino ne è coinvolto. Aiutare il bambino ad affrontare la morte può essere difficile perché ancora non ne capisce completamente il significato. È importante soprattutto fargli capire che può esprimere i suoi sentimenti senza timore.

Il concetto di “morte” dipende dall’età

Il significato della morte cambia con l’età.

La comprensione del bambino sul tema della morte dipende dall’età. Un bambino di due anni percepirà unicamente l’assenza della persona che è venuta a mancare.

A partire dai 3 anni, i bambini possono credere che la morte sia temporanea o reversibile.

Tra i 5 e i 6 anni, cominciano a capire che è definitiva e assimilano la differenza tra la vita e la morte.

Il bambino per allora sa che le persone muoiono, ma fino agli 8-9 anni di età non riesce a immaginare che lui stesso potrebbe morire. È a partire dal decimo anno di vita che si comincia a comprendere la morte nella sua totalità.

La reazione dei bambini di fronte alla morte

I bambini reagiscono in funzione di quello che osservano in famiglia

La reazione di un bambino di fronte alla scomparsa di una persona cara si adegua a quanto osserva nei propri familiari.

Nelle famiglie in cui si parla apertamente di questo argomento, i figli hanno maggiori possibilità di manifestare il dolore e la tristezza.

Al contrario, se in famiglia il tema della morte è un tabù, sarà più difficile affrontare un evento simile, perché il bambino non sa come esprimere quello che sente.

Alcuni bambini manifestano il proprio dolore con il silenzio, altri con la tristezza. Altri, ancora, possono assumere un comportamento di sfida, difficile da gestire. Ci sono anche casi di regressione, ansia, rabbia o depressione. La reazione dipende molto dal legame che lo univa alla persona defunta.

La risposta del bambino alla morte di un familiare si può manifestare anche a scuola. Possono sorgere problemi come disturbi dell’attenzione e della concentrazione, della memoria (dimenticanze frequenti) con conseguente calo del rendimento scolastico.

Strategie per aiutare il bambino ad affrontare la morte di una persona cara

Così come conta l’età del bambino, è altrettanto importante il grado di vicinanza con il familiare deceduto. La morte del nonno, la nonna, la zia o un cugino non sarà traumatica quanto la morte di uno dei genitori o di un fratello. Tuttavia, è necessario quanto più possibile aiutarlo ad affrontare il tutto, a esprimere il dolore della perdita.

Comunicare la notizia prima possibile

Non ci sarà mai un momento ideale per annunciare la morte di una persona cara. È quindi bene farlo prima possibile. Se la scomparsa riguarda il padre o la madre, è meglio che sia il genitore vivo a comunicarne il decesso. Se il genitore è molto sconvolto dal dolore, tuttavia, sarà bene affidare questo compito a un altro familiare stretto.

Evitare gli eufemismi

La nonna “ci ha lasciati”. Ai bambini occorre dire chiaramente che la morte è definitiva. Rispondete a tutte le loro domande in modo naturale e con la maggiore calma possibile. Usate un linguaggio appropriato all’età del bambino, affinché vi possa comprendere bene.

Non è necessario fornire al bambino dettagli che non richiede. Se il motivo del decesso è l’età avanzata o una malattia, spiegategli che tutti moriremo quando invecchieremo o se ci ammaleremo. Se si tratta di un incidente, ditegli che l’accaduto ha avuto conseguenze sul corpo della persona scomparsa.

Aiutare il bambino a esprimere quello che sente

Lasciare che liberi le proprie emozioni è un modo per aiutare il bambino a superare il lutto

La morte di un genitore provoca un grande vuoto. Il genitore vivo deve farsi carico dei bisogni affettivi o emotivi del bambino quando riceve la notizia o durante il funerale.

Detto in altro modo, magari il bambino ha bisogno di un abbraccio per poter piangere. Altri bambini avranno bisogno di parlare o addirittura di giocare ed essere iperattivi durante il funerale. Lasciateli esprimere.

Certamente mentre giocano, stanno cercando di gestire le emozioni che li assalgono.

No all’iperprotezione anche se l’intento è aiutare il bambino

È idea diffusa che si debba proteggere i bambini dall’idea della morte. Li si allontana dai funerali, si evita di parlare della persona scomparsa o di piangerla. Alcuni adulti arrivano a inventare storie sul decesso, evidentemente per difendere i bambini dal dolore.

Sebbene le intenzioni siano buone, questo non aiuta i bambini. I piccoli hanno bisogno di esprimere le emozioni, di poter dire liberamente che sentono la mancanza di una persona quando non c’è più.

Leggete anche: I nonni non muoiono mai: dormono nei nostri cuori

Esprimere il proprio dolore

Ai vostri figli farà bene vedervi piangere in questi casi. Manifestando apertamente il dolore che sentite, aiutate i bambini a esprimere a loro volta il senso della perdita.

Consentendovi di piangere, state insegnando ai vostri figli che il pianto è un fatto necessario e naturale quando si perde un proprio caro. Naturalmente bisogna evitare di spaventarli: quello di cui non hanno certo bisogno è di vedervi crollare, al punto da temere di perdervi. È il modo in cui l’adulto gestisce il proprio dolore ad aiutare il bambino a superare il lutto.

Dire addio è il primo passo per superare il lutto

Incoraggiare il bambino a scrivere una lettera può essere un buon modo per aiutarlo ad affrontare la morte di un familiare.

Se il bambino assisterà o meno al funerale dipende dalla famiglia e dal bambino stesso. Se è abbastanza grande, è importante spiegargli cosa succederà nel corso del rito funebre.

In questo caso il bambino può chiedere di restare a casa, decisione che dovrà essere rispettata. 

Se invece decide di presenziare alla cerimonia, potrebbe volerla abbandonare in qualsiasi momento. Anche in questo caso, occorre rispettare la sua volontà, senza obbligarlo a restare. A tale scopo, è meglio prendere accordi con una persona intima e di fiducia che possa ritirarsi con il bambino se manifesta questo desiderio.

In ogni caso, fate in modo che il bambino possa salutare la persona cara, anche se decide di non assistere al funerale.

Ciò può avvenire, ad esempio, attraverso una lettera oppure, trascorso qualche tempo, con una visita al cimitero.

Dare la possibilità di dire addio significa aiutare il bambino a fare il primo passo verso l’elaborazione del lutto, ma non deve per forza avvenire davanti al corpo della persona scomparsa

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Источник: https://viverepiusani.it/aiutare-il-bambino-ad-affrontare-la-morte-di-un-familiare/

Lutto: come aiutare i bambini ad affrontare le perdite

Aiutare il bambino ad affrontare la morte di una persona cara

Affrontare la morte di una persona cara è un processo doloroso per tutti.

I bambini possono incontrare maggiori difficoltà nell’elaborare un lutto perché provano un dolore molto intenso, difficilmente gestibile e duraturo che può rappresentare un fattore di rischio per il successivo sviluppo.

Inoltre, le perdite minacciano il loro senso di sicurezza in quanto sentono che i punti di riferimento vacillano poiché la famiglia intera soffre.

Il processo di elaborazione del lutto è soggettivo e dipende dall’età, dalle risorse famigliari e sociali e dalla qualità del legame con il defunto.

La possibilità di partecipare alla cura e al congedo, di esprimere la sofferenza e di proseguire la vita quotidiana sono fattori che aiutano ad affrontare la perdita.

Invece, i fattori che compromettono l’elaborazione del lutto sono la morte vissuta come un evento improvviso e grave, la presenza di traumi precedenti e difficoltà relazionali ed una significativa difficoltà nell’occuparsi del bambino da parte degli adulti superstiti .

Come viene affrontata la morte nella crescita?

I bambini acquisiscono gradualmente la padronanza del concetto di morte e la capacità di far fronte alle perdite. Possiamo individuare alcune fasi indicative:

Fino ai 3 anni è difficile distinguere tra cose vive e inanimate, ma sono molto sensibili alle emozioni delle persone di riferimento. Quando l’adulto è triste, addolorato, sofferente, il bambino percepisce che qualcosa non va, si sente perso e manifesta il bisogno di vicinanza e rassicurazione con un comportamento irritabile, irrequieto e tendente al pianto.

Tra i 3 e i 5 anni i bambini comprendono la differenza tra le cose e le persone vive e non vive, ma non hanno acquisito il concetto di irreversibilità della morte. Potrebbero cercare il defunto e chiedere “dove è andato?” oppure “quando ritorna?”. La morte viene percepita come non definitiva, un lungo sonno profondo o un viaggio che prevede un ritorno.

Tra i 6 e i 9 anni si comprende che la morte è irreversibile. Le perdite delle persone care vengono vissute con estrema paura e ansia. Spesso i bambini di questa fascia d’età sviluppano molta curiosità per gli aspetti che riguardano la morte e per i riti funebri, quindi possono porre molte domande per acquisire informazioni.

Tra i 9 e i 12 anni i bambini hanno un concetto chiaro della morte. In caso di lutto di una persona cara, non vivono ancora le emozioni in modo regolato e alcuni possono tendere a nascondere le loro emozioni, a voler apparire più forti e in grado di affrontare la sofferenza.

Segnali di allarme di una difficoltà nell’elaborazione del lutto

Il processo di elaborazione del lutto nei bambini presenta delle differenze rispetto a quello degli adulti in quanto le fasi vengono vissute con meno stabilità e si verifica una maggiore alternanza di emozioni.

Inoltre, fino ai 6-9 anni, il concetto di irreversibilità della morte non è pienamente acquisito, per cui può essere difficile comprendere che la persona cara non tornerà e questo può destabilizzare le sue emozioni.

Inoltre, i tempi di elaborazione sono soggettivi e dipendono da molti fattori individuali, relazionali ed ambientali.

L’elaborazione del lutto prevede fisiologicamente la presenza di stati emotivi faticosi caratterizzati da tristezza, paura, colpa, rabbia ed insicurezza. I seguenti segnali possono essere considerati come un campanello di allarme per un processo traumatico o che presenta complicazioni:

  • frequenti crisi di rabbia ed aggressività, difficilmente contenibili e diverse da quelle avute in passato.
  • Regressione a fasi precedenti dello sviluppo. Vengono perse le autonomie raggiunte precedentemente nel mangiare, vestirsi, addormentarsi, sembra più difficile stare senza l’adulto anche per brevi periodi…
  • Isolamento o dipendenza dagli altri.
  • Negazione o rifiuto di quanto accaduto.
  • Sintomi psicosomatici. Tensioni muscolari o dolori come mal di pancia e mal di testa che non sono spiegabili come fisici, ma espressione di un malessere psicologico.
  • Disturbi del sonno: il bambino fa incubi spaventosi e si sveglia frequentemente.
  • Alterazioni nell’alimentazione: inappetenza, abbuffate o selettività che portano a variazioni di peso.
  • Disturbi dell’attenzione e della concentrazione per cui il rendimento scolastico e le attività quotidiane sono compromesse in modo significativo.

Sostenere l’espressione del dolore

Gli adulti, mossi da un istinto protettivo, possono avere la tentazione di non parlare ai bambini della morte o evitare di riferire quanto è accaduto e la sofferenza che provano.

Tuttavia, i bambini, come gli adulti, hanno il diritto e il bisogno di capire ed addolorarsi per le perdite subite.

Hanno necessità di sapere cos’è successo ed essere accompagnati nel dolore dando parole alle loro emozioni, sapendo di avere figure di riferimento che sono forti e presenti anche se vacillano per la loro sofferenza, comprendono e vivono quel che il bambino sente. Il bambino ha bisogno che gli adulti legittimino il dolore e le emozioni provate aiutandolo a parlarne e che rispondano alle sue numerose domande sulla morte e su ciò che cambierà dopo la perdita.

E’ importante che la morte e il defunto non siano argomenti tabù per la famiglia. E’ importante che si nomini e ricordi chi non c’è più  e che si possa parlare della possibilità e fatica della perdita delle persone care.

Rassicurare

Il bambino può manifestare tante emozioni che lo destabilizzano. Può, quindi, sentirsi perso e non in grado di affrontare un dolore così grande, soprattutto se è mancata una delle persone più importanti per lui.

E’, quindi, molto importante stargli vicino, rassicurarlo che non verrà abbandonato e che si farà di tutto per essere presenti per lui.

Serve esplicitare che la morte è inevitabile, a volte le cose possono sfuggire dal controllo e che non si è colpevoli di questo, ma si può trovare il modo per andare avanti.

L’importanza del congedo

I momenti successivi alla morte di una persona cara sono molto importanti in quanto consentono di prendere congedo e salutarla.

Infatti, la preparazione degli abiti, la scelta della fotografia, l’acquisto di fiori, l’organizzazione del funerale, la cerimonia e la vicinanza delle persone sono utili per prepararsi a salutare il defunto.

Sono momenti significativi per vivere gradualmente il passaggio tra la presenza e l’assenza della persona amata. Aiuta concentrarsi sul proprio dolore mettendo temporaneamente in pausa la quotidianità.

Anche bambini hanno bisogno di dire addio alla persona che è morta prendendo parte a questo processo di congedo. Per loro è importante capire che c’è stato questo passaggio e fare qualcosa di pratico per salutare la persona cara.

Quindi, è consigliabile farli partecipare al funerale e proporre dei rituali da fare insieme.

Ad esempio si potrebbe proporre di preparare un disegno, scrivere un biglietto od una lettera, inventare una storia, scegliere dei fiori, accendere una candela..

Rafforzare i ricordi

Quando muore una persona cara, spesso si può avvertire il forte timore di perdere anche i ricordi. I bambini vivono ancora di più questo rischio in quanto le loro capacità di memorizzazione sono meno affinate.

Per gestire questa paura, si può proporre di cercare delle fotografie che raffigurino alcuni momenti belli trascorsi insieme alla persona cara e scegliere un posto speciale dove esporle.

Si può proporre anche di costruire una scatola dei ricordi in cui custodire gli oggetti e le fotografie che ricordano esperienze svolte insieme al defunto.

L’adulto può anche spiegare che non perdiamo mai chi abbiamo amato perché possiamo tenere viva la sua memoria nel nostro cuore.

Rispettare i tempi

Sempre mossi da una modalità protettiva, gli adulti sperano che il dolore dei bambini non sia troppo duraturo. Quindi, possono tendere a inibirlo od evitarlo non parlandone o negandolo. Invece, è importante rimanere vicini al bambino, rispettandone i tempi. Infatti il processo del lutto è soggettivo: ognuno ha i suoi ritmi.

Gli adulti devono prendersi cura di loro stessi

Il bambino riesce ad elaborare meglio il lutto se ha accanto figure di riferimento presenti e in grado di accogliere il suo dolore.

Ciò non significa che gli adulti devono nascondere la propria sofferenza, ma anzi che dovrebbero viverlo e mostrarlo in modo funzionale, legittimando le proprie ed altrui emozioni e la possibilità di gestirle e andare avanti.

Questo risulta sicuramente difficile per una famiglia che ha subito una perdita e può capitare di sentirsi sopraffatti.

E’ importante che l’adulto di riferimento del bambino si prenda cura anche del proprio processo di elaborazione del lutto, eventualmente chiedendo aiuto ad una psicoterapeuta, per poter sostenere adeguatamente il piccolo.

Chiedere aiuto ad una psicoterapeuta

Se, nonostante queste indicazioni, il bambino dovesse rimanere triste, arrabbiato, spaventato e presentasse dei sintomi in seguito alla morte di una persona cara, allora è consigliabile intraprendere un percorso di sostegno psicologico e psicoterapia per aiutarlo ad elaborare il lutto in modo efficace e sciogliere gli eventuali nodi traumatici.

Источник: https://www.nadiaandreotti.it/bambini-in-lutto/

Come spiegare un lutto ai bambini: i consigli della psicologa VIDAS

Aiutare il bambino ad affrontare la morte di una persona cara

Quando una persona cara è affetta da una malattia inguaribile, per tutti i componenti della sua famiglia si prospetta un periodo difficile, durante il quale i bambini sono spesso tenuti all’oscuro di ciò che sta accadendo.

In realtà anche i più piccoli devono essere coinvolti in questo processo di cambiamento che un lutto inevitabilmente prevede ed è necessario essere pronti a rispondere a tutte le domande che possono porre sulla morte.

Ma quali sono le modalità migliori per spiegare un lutto ai bambini? In questo articolo cercheremo di dare risposta a questa domanda, anche con l’aiuto di Giulia Crespi, psicologa VIDAS.

L’elaborazione del lutto nelle diverse fasi di vita del bambino

Il bambino ha bisogno di verità ed autenticità, perché è in grado di capire tutto ciò che gli accade intorno addirittura prima dell’adulto.

Questo perché “sente” ciò che accade all’interno della famiglia e inevitabilmente percepisce un clima di tristezza e dolore che lo circonda.

Evitare di spiegare ciò che sta accadendo è controproducente, perché lo induce a darsi delle risposte da solo, il più delle volte sbagliate e molto spesso autocentrate, tanto da arrivare ad attribuirsi la colpa della morte del nonno o del fratellino.

Il modo in cui un bambino elabora l’esperienza del lutto dipende poi da diversi fattori, alcuni soggettivi, come la sua personalità o il legame affettivo che lo lega alla persona morta o che sta per morire, altri oggettivi e che riguardano la fascia di età a cui appartiene.

Fino ai 3 anni i bambini non comprendono il concetto di morte, ma vivono comunque uno stato di confusione dettato dall’agitazione e dalla tristezza che percepiscono attorno a loro. In questi casi l’unica cosa da fare è dimostrare maggiore affetto con coccole, abbracci e continue rassicurazioni.

Dai 3 ai 6 anni i bambini vivono la morte come evento temporaneo e pensano che la persona morta prima o poi tornerà. In questa fase però sono in grado di provare dolore e sofferenza per la perdita e, soprattutto intorno ai 5/6 anni, rivolgono molte domande sul tema della morte, a cui è opportuno dare sempre risposte coerenti e realistiche.

Da 6 a 8 anni la morte diventa un’esperienza più reale e definitiva, i bambini dimostrano interesse verso i rituali come il funerale e la sepoltura, ma non sono in grado di incanalare correttamente le loro emozioni, che possono sfociare in comportamenti aggressivi, frustrazione e rabbia.

Da 8 a 11 anni la morte è interpretata come interruzione delle funzioni vitali, ma ancora i bambini non sanno interpretare ciò che sentono e lo manifestano attraverso atteggiamenti regressivi e aggressivi verso amici e familiari.

Dopo gli 11 anni, l’elaborazione del lutto è più matura e consapevole, restano tuttavia i problemi legati alla gestione delle emozioni, che d’altronde riguardano anche le persone adulte, e la difficoltà di comunicare i propri stato d’animo in maniera serena e partecipativa.

Come parlare di morte ai bambini

Non esiste un modo univoco e universalmente valido per trattare il tema della morte con i bambini, esiste piuttosto un canale comunicativo specifico per ciascuna famiglia, che solo chi ne fa parte (genitori, nonni, fratelli e sorelle) conosce nel profondo. La nuova realtà va costruita passo dopo passo insieme al bambino, attraverso un percorso che segua i suoi tempi.

“Non esiste una comunicazione giusta o sbagliata, esiste la comunicazione giusta in relazione a quel bambino in particolare e a quella situazione”. (Giulia Crespi)

Ci sono però alcune indicazioni generali per aiutare un bambino ad elaborare il lutto di una persona cara e interpretare la morte come un evento naturale che fa parte del ciclo della vita di tutti noi. Di seguito abbiamo raccolto alcuni consigli utili ad affrontare questo delicato momento, redatti anche con l’aiuto e l’esperienza di Giulia Crespi, psicologa in VIDAS dal 2018.

Educare al tema della morte

I bambini conoscono già il tema della morte, perché ne sentono parlare nei film, nelle canzoni, nelle conversazioni tra i genitori, non di rado hanno già avuto esperienze dirette, ad esempio a seguito della scomparsa di un animale da compagnia.

Il problema non è quindi introdurre l’argomento, quanto farlo in maniera schietta e sincera, magari partendo da un lutto che è già avvenuto per ricollegarsi a quel momento e spiegare l’evento con le stesse modalità. Meglio evitare spiegazioni troppo semplicistiche, che possono creare confusione e paure immotivate.

Giulia ci racconta così come una mamma ha spiegato in modo efficace la morte del papà a suo figlio:

“Ho in mente una famiglia che ho seguito: un bimbo di quattro anni che ha perso il papà e la mamma è stata bravissima nel raccontargli una storia legata alle stelle.

Gli ha detto che il papà sarebbe diventato una stella, una cosa sempre visibile, che c’è e il bambino può guardare come punto di riferimento.

Gli ha raccontato che il papà stava male, che non sarebbe guarito, spiegandogli che aveva una malattia (in questo abbiamo lavorato insieme, spiegare la malattia è un compito delicato e va fatto in modo che il bambino non pensi che se un altro componente della famiglia si ammala si tratti della stessa cosa) da cui non poteva guarire: lo sciroppo, le classiche compresse della tachipirina (elementi che il bambino conosce) non bastavano.  Ora questo bimbo quando sente la mancanza del papà chiede alla mamma di guardare le stelle e hanno comprato un telescopio proprio a questo scopo”.

Ascoltare, più che parlare

I bambini hanno bisogno di sapere che possono esprimersi liberamente con i loro genitori, i quali sono disposti ad ascoltarli e rispondere a tutte le loro domande, senza mai giudicare e reprimere le loro emozioni. In caso di lutto in famiglia, più che parlare bisogna ascoltare e accompagnare, come ci spiega Giulia:

“Con i bambini è molto più semplice perché loro sanno cosa vogliono. Spesso basta un ascolto attento di quello che stanno facendo e di quello che stanno vivendo e loro stessi indicano la strada”.

Un esempio concreto è la partecipazione ai funerali, per la quale in genere sono i genitori a decidere di non portare i bambini; invece la cosa migliore da fare è chiedere loro se hanno voglia di partecipare, per sentirsi parte della famiglia e avere la possibilità di dare un ultimo saluto a chi hanno amato.

Esprimere i propri sentimenti

Affrontare la morte è difficile anche per i genitori, che a loro volta possono essere legati da relazioni affettive molto forti con la persona che non c’è più.

La cosa migliore è far trapelare il proprio dolore anche davanti ai figli, perché questo li autorizza a fare lo stesso: piangere non è segno di fragilità, quanto il sintomo di qualcosa che rende tristi e che può legittimare anche i bambini a fare lo stesso.

“A volte i bambini si trattengono (nel piangere) perché vedono che i genitori non lo fanno mai.  Da una parte non vogliono dare dei pensieri, ma trattenere le emozioni per un bambino è complicato, perché non hanno altri strumenti come i nostri per esprimersi in altro modo, ad esempio con la verbalizzazione.

Un bambino non dirà mai che è triste, non riconosce la tristezza, dirà piuttosto che è arrabbiato. Un bambino triste non è per forza un bambino giù di morale, può essere anche un bambino che lancia oggetti, che si arrabbia, che è agitato, perché esprime la tristezza in modi diversi.

Per questo è importante da adulti farsi vedere nella naturale espressione dei sentimenti, in modo da legittimare i bambini a poter piangere se ne hanno bisogno”.

Comprendere le reazioni del bambino

I bambini possono esprimere il loro disagio legato alla sofferenza in molti modi differenti: rabbia, aggressività, problemi di alimentazione e di sonno, regressione sono solo alcuni dei sintomi che qualcosa non va.

La cosa migliore da fare è non colpevolizzare certi comportamenti, ma cercare di comprenderli e contestualizzarli nella situazione che il bambino sta vivendo, anche con il supporto delle insegnanti e della comunità sociale nel quale è inserito.

Prevedere un sostegno psicologico

Spiegare un lutto ai bambini non è semplice, soprattutto se i genitori per primi hanno difficoltà a elaborare l’evento.

Chi lo desidera e ne sente la necessità può rivolgersi a psicologi privati o associazioni che offrono un supporto psicologico rivolto sia agli adulti che ai bambini.

Come VIDAS, che dal 1982 è vicino a chi soffre, anche attraverso diversi servizi di sostegno al lutto rivolti sia alle persone sia alle comunità.Per maggiori informazioni sui servizi di sostegno al lutto di VIDAS scarica la brochure o contatta il numero 02.3008081.

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Come aiutare i bambini ad accettare la morte

Aiutare il bambino ad affrontare la morte di una persona cara

Come aiutare i bambini ad accettare la morte? Dinanzi alla morte i bambini possono avere reazioni diverse: piangere, gridare, lamentarsi e tutto ciò consente di manifestare la sofferenza e di elaborarla

La morte è da sempre un argomento difficile da affrontare, lo è per noi adulti figuriamoci per i bambini! Non è semplice far capire che il nonno che li accompagnava tutti i pomeriggi al parco non ci sarà più o il loro amato cane non giocherà con loro. Sì, perché quando si parla di lutto non bisogna dimenticare di includere anche gli animali che per tanti anni hanno fatto compagnia ai nostri figli e che sono sempre stati considerati parte della famiglia.

Il lutto è un’esperienza traumatica, pensare di non poter parlare, sentire o abbracciare qualcuno per noi importante è qualcosa di devastante. All’inizio lo viviamo come una grande angoscia ed ingiustizia, con il passare dei giorni viviamo il vuoto fisico ed emotivo di chi ci ha lasciato per poi arrivare piano piano all’accettazione dell’evento. 

Preparare i bambini alla morte

Nel caso dei bambini è importante che siano preparati ad affrontare la perdita di qualcuno.

Come ho già avuto modo di dire diverse volte, parlare di argomenti delicati è sinonimo di condivisione familiare, i bambini sanno molto bene che non vivremo in eterno, ne parlano tra di loro, lo vedono in tv, pertanto è utile affrontare l’ argomento senza fare troppi giri di parole. Arrivare al punto dunque, utilizzando le parole appropriate.

Come spiegare la morte ai bambini

Quando e come affrontare l’argomento? Come aiutare i bambini ad accettare la morte? Spesso sono i genitori che comunicano la perdita di una persona cara o del loro animale domestico ai bambini.

Il tono di voce è pacato, il viso è triste e si inizia raccontando quante cose belle si è fatto con la cara nonnina di turno per poi ricevere dal figlio una domanda diretta e scontata: “E’ morta?” Fin dalla più tenera età i bambini sono abituati all’idea di morte perché nei loro giochi sono presenti personaggi che potrebbero passare a miglior vita (diciamo così).

La strega muore, il dinosauro viene sconfitto e muore, il cattivo di turno, insomma, muore! Ma quando si ha a che fare con qualcuno a noi familiare le cose cambiano.

Come parlare della morte ai bambini

I genitori molte volte fanno fatica ad iniziare l’ argomento, chiedono consiglio ad uno specialista infantile, all’insegnante, al medico di famiglia o ad amici che hanno già trattato la cosa.

Si pongono mille domande del tipo: “cosa devo dire”, “a che età possiamo introdurre il discorso”.

Il mio consiglio è quello di non aspettare che l’evento si presenti, ma appena il bambino è in grado di capire e ragionare sull’evento si può iniziare.

  • Prima di tutto i genitori se hanno deciso di spiegare la morte al proprio figlio non devono fare, nel frattempo, nient’altro.
  • È bene che la coppia decida insieme come introdurre il discorso, a cosa fare riferimento e il metodo più appropriato da seguire per il bambino.

    Insomma, per argomenti così delicati non bisogna arrivare impreparati e non bisogna improvvisare.

  • Ma piuttosto è importante mostrarsi sicuri, tranquilli e pronti a ricevere ogni tipo di domanda.

Fasi dell’elaborazione del lutto

La notizia è stata data e adesso? A cosa andrà incontro vostro figlio? Analizziamo brevemente le fasi più importanti dell’elaborazione di un lutto. Sicuramente siete stati bravi a dare la notizia e prima ancora a preparare il terreno, ma non vi aspettiate che l’annuncio passi inosservato.

  • Per prima cosa il bambino vivrà comunque uno shock, una sorta di trauma, insomma stiamo pur sempre parlando della morte eh.
  • Allo shock, appunto, iniziale seguirà la disperazione accompagnata dal pianto. La tristezza è la prima emozione infatti che sopraggiunge.

    Alcuni però la vivono in maniera diversa e provano rabbia e disperazione.

  • A volte sono arrabbiati con la persona che è venuta a mancare, fanno fatica infatti a vivere ed accettare l’abbandono e in alcuni casi cercano di mantenere le distanze con chi sta loro vicino proprio per paura di vivere un secondo abbandono.

  • Qualcuno può andare incontro a problemi legati all’ansia e al sonno, la mente registra un forte stato emotivo che accompagnerà il bambino per un lungo periodo. Non è solo la notizia o l’assenza che crea agitazione, ma tutto ciò che ruota attorno all’evento, soprattutto i primi giorni legati al funerale, al dolore dei familiari.

    Alcuni genitori fanno vivere ai propri figli ogni momento, non è possibile stabilire se sia giusto o sbagliato, ciò che conta però è come viene affrontata la situazione.

  • Il bambino potrebbe vivere con molta agitazione il dolore degli altri, la vista di una bara e questo aumenterebbe lo stato di ansia andando incontro alla paura, quando invece dev’essere compreso che si tratta di un passaggio naturale per l’uomo. Ma, si sa, la morte purtroppo non guarda in faccia nessuno.

Vari tipi di lutto

La morte di una persona anziana è quella che meglio viene accettata e elaborata. È difficile invece spiegare ai bambini e fargli accettare la morte di un genitore per malattia o incidente o peggio ancora di un coetaneo.

Vivere accanto ad un malato significa accompagnarlo nel lento e faticoso cammino della malattia, vedere la sofferenza e il dolore che sta vivendo in quel momento la persona a noi cara e augurarsi che finisca di soffrire il prima possibile.

Diversa è invece la condizione di chi deve vivere un lutto dovuto ad un incidente stradale, per esempio, o ad una calamità naturale.

La persona con cui parlavamo e scherzavamo fino al giorno prima improvvisamente non c’è più.

È uno shock talmente grande che la ripresa dev’essere accompagnata da un forte supporto emotivo, non esclusivamente specialistico, ma l’importante che non si è lasciati soli, soprattutto i bambini.

Letture per comprendere la morte

Per concludere, riporto alcuni testi per bambini e ragazzi che affrontano questo tema così delicato.

  • Paola non è matta. Anna Lavatelli. Battello a vapore, a partire dai 9 anni. Narra la storia di una bambina molto legata al suo nonno che dopo la sua scomparsa si sente sola e vorrebbe che continuasse a vivere nella sua immaginazione.
  • La morte raccontata ai bambini.

    Bruno Ferrero, Anna Peiretti. Ed. Elle Di Ci. Il libretto contiene undici brevi storie per parlare ai bambini di un tema delicato come quello della morte. Ogni racconto tenta di rispondere a una domanda o sviluppa un aspetto.

  • La storia della libellula coraggiosa. Chiara Frugoni.

    Feltrinelli, per ragazzini dai 10 ai 13 anni. Un ragazzino chiede alla mamma perché il nonno non c’è più…la risposta è in una fiaba.

  • Trilogia: Innamorata di un angelo. Federica Bosco. Newton Compton Editori. Perfetto per gli adolescenti.

    Racconta la storia di una ragazzina che parla con il suo fidanzatino morto durante un salvataggio in mare. Perfetto per riflettere sulle persone che abbiamo accanto

  • Le parole per dirlo. Gli adolescenti e la morte. Enza Corrente Sutera, Ed. La Meridiana. Dai 12 anni.

    Sette storie di adolescenti che raccontano le emozioni forti e dolorose della loro esperienza di lutto per la morte di una persona cara: un amico, il proprio ragazzo, un genitore. 

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/aiutare-il-bambino-ad-accettare-la-perdita-di-una-persona-cara.html

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