Agosto al mare con i bambini: i consigli del pediatra

Contents
  1. Bambini al mare: consigli per una giornata perfetta
  2. Dottoressa, partiamo dal risveglio. Come dev’essere la prima colazione per passare una bella giornata al mare?
  3. A che ora è meglio andare in spiaggia? E una volta arrivati quale dev’essere il primo accorgimento?
  4. Soprattutto nei primi giorni alcuni bambini hanno diffidenza verso il mare. Come fargliela superare?
  5. Torniamo al cibo. Gli spuntini di metà mattina e del pomeriggio vanno sempre fatti? E che cosa si può dare?
  6. E per un pranzo sotto l’ombrellone?
  7. Se lo chiedono tutti i genitori: ma quanto tempo deve passare dal pasto per fare il bagno?
  8. Come dev’essere la cena dopo una giornata a mare?
  9. Può capitare che i bimbi in estate si prendano la febbre, magari per un colpo d’aria o di calore. Come va trattata?
  10. Lo diamo qualche consiglio anche a chi vuole godersi la spiaggia con un bambino di meno di un anno?
  11. 2 domande al Prof. Andrea Vania
  12. In spiaggia capita di imbattersi nelle zecche. Come evitarle?
  13. E che bisogna fare invece per proteggersi dalle meduse?
  14. Costruire castelli di sabbia
  15. Realizzare una pista per le biglie
  16. Cercare conchiglie
  17. Organizzare una caccia al tesoro
  18. Passeggiaresul bagnasciuga
  19. Bambini malati in vacanza: consigli per affrontare al meglio le vacanze in famiglia
  20. Cosa fare se il bambino si ammala durante le vacanze? Attenzione ai cambi di temperatura, al sole, alle allergie e al mal di movimento!
  21. Quali sono i principali disturbi di cui soffrono i bambini durante i viaggi? Le statistiche ci dicono che i due malesseri più comuni sono la diarrea e i disturbi dermatologici (28% e 25% dei casi in viaggi internazionali)
  22. Un ultimo consiglio: andare al mare con la febbre si può?
  23. In vacanza con il neonato: 17 consigli per viaggiare sicuri
  24. 1. Dopo i primi dieci giorni è meglio
  25. 2. Viaggi e vaccini
  26. 3. Tante mete possibili
  27. 4. In campagna occhio agli insetti
  28. 5. Al mare: attenzione al caldo eccessivo
  29. 6. I segnali della disidratazione
  30. 7. Scegli ambienti sicuri
  31. 8. In montagna, ma con moderazione
  32. IN VALIGIA 9. Abbigliamento, ecco il bagaglio minimo
  33. 10. Per il viaggio
  34. 11. Prodotti per il benessere ed eventuali farmaci
  35. COME 12. In auto, controllare le temperature
  36. 13. Ovetto in regola
  37. 14. No problem con il treno
  38. 15. Aereo: si può fare, ma meglio rimandare
  39. A DESTINAZIONE 16. Medici e farmacie: per ogni evenienza, prepararsi in anticipo
  40. 17. Sul posto, un ambiente a misura di bambino
  41. Aiuto, il bambino ha la febbre! I consigli di Pediatri a Domicilio
  42. MIO FIGLIO HA LA FEBBRE, COME FACCIO A SAPERE SE È COVID?
  43. Pediatri a Domicilio Roma – Sconto prima visita per i lettori di Roma03 (anche di notte)
  44. Pediatri a Domicilio Roma e comuni limitrofi, feriali e festivi 24 ore su 24
  45. Pediatri a Domicilio Roma: come funziona il servizio
  46. Dottore, mio figlio ha la febbre: cosa devo fare?

Bambini al mare: consigli per una giornata perfetta

Agosto al mare con i bambini: i consigli del pediatra

Estate, tempo di vacanza in famiglia e di lunghe giornate al mare con i bambini al mare. Indispensabili secchiello e paletta per far divertire i propri figli, ombrellone e una buona crema solare per proteggerli da insolazioni e scottature.

Ma quando è meglio andare in spiaggia e fino a che ora è bene rimanere? E l’alimentazione come deve essere? Bisogna continuare a rispettare la regola dei 5 pasti al giorno, con colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena? E, poi, la domanda da 100 milioni: quanto tempo bisogna aspettare per fare il bagno dopo aver mangiato? Questo e altro ancora lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea, temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché former president dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group.

Dottoressa, partiamo dal risveglio. Come dev’essere la prima colazione per passare una bella giornata al mare?

Il latte va benissimo come sempre, ma può essere anche sostituito con uno yogurt alla frutta, un frullato o della frutta fresca. Se si vuole dare il latte, che sia freddo o almeno a temperatura ambiente: il latte caldo quando ci sono più di 30° è una tortura. No, invece, e nella maniera più assoluta, a tè e bevande zuccherate.

A che ora è meglio andare in spiaggia? E una volta arrivati quale dev’essere il primo accorgimento?

Quanto più piccolo è il bambino, prima si dovrebbe andare in spiaggia in modo da evitare le ore più calde.

La prima cosa da fare? Aprire l’ombrellone! Contro gli effetti nocivi dei raggi solari vanno comunque meglio un cappellino e una maglietta bianca, magari da bagnare di tanto in tanto, piuttosto che quelle creme con protezione +50, che sono appropriate soltanto per chi ha la pelle davvero chiara.

In estate i bimbi devono infatti abbronzarsi, perché solo così possono fare il pieno per l’inverno di vitamina D, che serve a calcificare le ossa ed è coinvolta in moltissimi processi metabolici. Certo, con questo non voglio dire che devono stare sotto il sole alle 2 senza protezione….

Soprattutto nei primi giorni alcuni bambini hanno diffidenza verso il mare. Come fargliela superare?

Come sempre: con l’esempio. Non vanno però forzati: i bambini sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura e quindi bisogna farli acclimatare piano piano, per esempio facendoli giocare a riva con la palla.

Torniamo al cibo. Gli spuntini di metà mattina e del pomeriggio vanno sempre fatti? E che cosa si può dare?

Certamente vanno fatti, ma non con panini super imbottiti, crackers salati e focacce oleose, che appesantiscono e aumentano la disidratazione. La soluzione migliore è la frutta, dando da bere dell’acqua con un po’ di limone, che la rende più dissetante e permette di recuperare quei sali che si perdono sudando.

E per un pranzo sotto l’ombrellone?

Io darei sempre qualcosa di fresco: un’insalata di riso o di pasta, una caprese, un panino con le verdure grigliate o con mozzarella e pomodoro e poi ancora tanta frutta: una bella fetta di anguria, una macedonia di pere e pesche, che è buonissima. Lascerei perdere cotolette, paste al forno e parmigiana, così anche chi di solito sta ai fornelli può riposarsi.

L’alimentazione estiva comporta uno stravolgimento delle abitudini. Il decalogo per mangiar sano sotto l’ombrellone

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Se lo chiedono tutti i genitori: ma quanto tempo deve passare dal pasto per fare il bagno?

Solo in Italia si crede che si debbano aspettare 3 ore, vero è che noi italiani mangiamo troppo ovunque. Comunque, la risposta giusta non c’è perché dipende da quanto si mangia e da quanto è fredda l’acqua del mare.

La differenza di temperatura può infatti indurre una vasodilatazione periferica, che associata alla vasodilatazione viscerale dovuta alla digestione, può provocare un abbassamento della pressione arteriosa e quindi il collasso.

Ma se si mangia leggero e non ci si butta in acqua di colpo, il bagno si può fare anche subito. Per stare freschi ci si può anche sedere a riva e lasciarsi bagnare delle onde.

Per approfondire ti consigliamo di leggere: I benefici di prendere il sole e come farlo in modo sicuro

Come dev’essere la cena dopo una giornata a mare?

In estate i bambini hanno meno fame e quindi non bisogna esagerare. Si può preparare della pasta, del pane e pomodoro, un’insalata con patate e fagiolini. Vanno limitate anche le proteine, che affaticano i reni e il metabolismo, aumentando la temperatura.

Può capitare che i bimbi in estate si prendano la febbre, magari per un colpo d’aria o di calore. Come va trattata?

Non bisogna coprirli come in inverno, perché altrimenti la febbre non va via.

Il bambino con la febbre è come il caffè nella caffettiera: in inverno il caffè si raffredda in 10 minuti, in estate resta caldo per mezz’ora; allo stesso modo, più è alta la temperatura esterna e meno facilmente si abbassa la febbre.

I bimbi vanno quindi tenuti in un ambiente fresco – certo, non bisogna sparargli addosso il ventilatore o l’aria condizionata –, magari mettendogli i piedini in una bacinella con acqua fredda o bagnandogli la fronte.

Lo diamo qualche consiglio anche a chi vuole godersi la spiaggia con un bambino di meno di un anno?

In questo caso la protezione diventa più importante e verso le 12-12.30 – e comunque quando il bambino dà segni di insofferenza – è bene tornare a casa o mettersi all’ombra in una zona ventilata. La testa del bambino va tenuta sempre bagnata.

Nelle ore più calde consiglio poi di togliere il pannolino, che potrebbe causare infezioni alla pelle, e di usare mutandine o teli di spugna.

Se la mamma allatta deve portarsi tanta acqua in modo da recuperare i liquidi, anche perché con il caldo il bambino tenderà a poppare di più.

2 domande al Prof. Andrea Vania

Pediatra, docente universitario e responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica del Dipartimento di Pediatria della Sapienza Università di Roma.

In spiaggia capita di imbattersi nelle zecche. Come evitarle?

Proteggersi dalle zecche è impossibile. Sono insetti attratti da animali a sangue caldo e passano, per esempio, dai cani all’uomo direttamente. Spesso però sostano in attesa sull’erba o su qualche arbusto, ma in estate non possiamo certo tenere un bambino lontano da un prato.

L’importante è sapere che non se si viene punti la zecca non va tirata via a secco, ma bisogna prima ucciderla per evitare che rimanga dentro la pelle il rostro, attraverso il quale vengono trasmesse pericolose infezioni, soprattutto le rickettsiosi.

Per uccidere una zecca basta soffocarla, coprendola con un batuffolo di cotone o una compressa di garza impregnati d’olio. Una volta fatto, la zecca si staccherà da sola.

Diffusa tra aprile e ottobre la zecca punge sia animali che umani e può essere portatrice di varie malattie

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E che bisogna fare invece per proteggersi dalle meduse?

Di meduse ne esistono di vari tipi, alcune molto velenose, altre meno. Nei nostri mari non ci sono però meduse davvero pericolose. Al bambino va insegnato a star loro alla larga se le vede in acqua. perché al contatto rilasciano delle tossine urticanti e ustionanti.

Nonostante questo, però, molte sono totalmente trasparenti o contorniate semplicemente con un bordino azzurrastro o violaceo difficile da vedere mentre si nuota.

Nel caso di contatto basta lavare la lesione con abbondante acqua fredda oppure, se si ha, usare un gel astringente al cloruro di alluminio, che si trova in farmacia ed è bene avere con sé anche perché è utile pure per le punture di zanzare. In alternativa si può applicare una crema al cortisone.

Costruire castelli di sabbia

Il più classico dei giochi da spiaggia, soprattutto con bambini in tenera età, è senza dubbio la costruzione di castelli di sabbia, dai più semplici, per intrattenere i più piccoli, ai più complessi ed elaborati per coinvolgere anche i più grandi. In alternativa vanno benissimo anche le formine di oggetti e animali che consentiranno di creare simpatiche ambientazioni e storie.

Realizzare una pista per le biglie

Un altro dei grandi classici dei giochi da spiaggia, che si tramanda da generazioni in generazioni, è il gioco delle biglie.

Coinvolgere i bambini è molto semplice: si parte con la creazione di un percorso, fatto di curve, rettilinei, salite e discese e anche qualche buca (per rendere il gioco più interessante) per passare poi alla vera e propria gara, che consisterà nel mettere ai nastri di partenza tante biglie quanti sono i giocatori e colpirle facendo scattare l’indice sul pollice (la cosiddetta schicchera). A vincere sarà chi riuscirà a finire il percorso nel minor tempo possibile.

Cercare conchiglie

Un passatempo rilassante e divertente da fare sulla spiaggia con i bambini è quello di cercare insieme delle conchiglie, specialmente sul bagnasciuga. Sarà un bel modo per collezionare ricordi da rivedere con nostalgia in inverno, creare dei piccoli manufatti o decorazioni, o anche semplicemente distrarre i bambini facendoli camminare e vedere nuovi volti e ambientazioni.

Organizzare una caccia al tesoro

Se volete coinvolgere i bambini in qualcosa di più intrigante, soprattutto in presenza di gruppi di fratellini e cuginetti o amichetti da spieggia, uno spunto interessante è quello di organizzare la classica caccia al tesoro, che consisterà nel nascondere sotto la sabbia elementi tipici del luogo: conchiglie, sassolini, foglie e piccoli oggetti (se possibile non di valore, dal momento che potrebbe essere difficili ritrovarli!). Il consiglio è quello di organizzarla nelle ore più fresche della giornata, per evitare che la sabbia scotti e, se si ha a che fare con bambini più grandi, di arricchirla con indizi da decifrare e con premi un po’ più sostanziosi.

Passeggiare sul bagnasciuga

Sembra un’attività noiosa rispetto agli altri giochi proposti, eppure camminare insieme a bambini sul bagnasciuga o nell’acqua molto bassa della riva è molto rilassante e permette a noi e ai bambini di distrarsi, fare un po’ di attività fisica, nonché di far riposare piedi e caviglie.

Leggi anche il nostro articolo sulle Vacanze con i bambini al tempo del covid

Источник: https://alimentazionebambini.e-coop.it/stili-di-vita/bambini-al-mare-consigli-giornata-perfetta/

Bambini malati in vacanza: consigli per affrontare al meglio le vacanze in famiglia

Agosto al mare con i bambini: i consigli del pediatra

È matematico: i bambini si ammalano sempre durante il weekend o una festività, prima di una gita o recita scolastica, in occasione di importanti impegni di famiglia o…durante le tanto attese vacanze (e il giorno prima di partire naturalmente!). Ma, niente paura, si tratta di situazioni comuni a tutti noi genitori che potranno essere affrontate al meglio con una buona dose di tranquillità e organizzazione pre-partenza.

Cosa fare se il bambino si ammala durante le vacanze? Attenzione ai cambi di temperatura, al sole, alle allergie e al mal di movimento!

Ecco alcuni consigli derivanti da anni di febbre, raffreddore, gastroenteriti dei miei figli durante i nostri viaggi.

La prima cosa che faccio in questi casi? Una telefonata al pediatra (che, fortunatamente, è reperibile anche durante le ferie): certo, non si può fare una diagnosi telefonica ma poiché si tratta del medico che meglio conosce i miei figli mi sento decisamente più tranquilla ad avere un suo primo consiglio.

Durante la nostra recente vacanza in Puglia, Niccolò ha iniziato a lamentare male alla bocca, difficoltà a mangiare, bruciore: guardando bene ho notato alcune afte sulla lingua e sulla in bocca, sulla parte interna del labbro inferiore; si tratta di un innocuo ma fastidioso disturbo (ne soffro spessissimo anche io in situazioni di particolare stress) che ho potuto risolvere grazie all’utilizzo di un prodotto che mi ha consigliato proprio il pediatra al telefono. Prescrizione a distanza anche per Bianca Zoe che, al mare, si è beccata gli ossiuri.

In altri casi sarà preferibile recarsi alla guardia medica più vicina: febbre alta con necessità di auscultazione del petto, controllo di gola e orecchie, ad esempio.

Vi consiglio di verificare sempre prima della partenza quali siano i presidi medici più vicini alla vostra località di vacanza (se andate in un villaggio o hotel molto grande potrete chiedere di usufruire del servizio sanitario di certo presente in struttura).

E, mi raccomando, non dimenticate mai a casa la tessera sanitaria dei vostri bambini!

Per i viaggi all’estero è importantissimo valutare la destinazione e l’assistenza medica di base offerta in quel paese (come anche le eventuali vaccinazioni obbligatorie o consigliate da effettuare prima della partenza).

Per mete più “impegnative” considerate la stipula di una assicurazione per tutta la famiglia che copra eventuali e impreviste spese sanitarie (spesso anche solo chiamare un medico per una visita in hotel può risultare molto costoso, ve lo dice una che ha preso la legionella in gita scolastica in Spagna…).

Io preparo sempre un sacchetto contenente il kit medico del perfetto viaggiatore: antipiretici, paracetamolo, analgesico, una confezione integra dell’antibiotico ad ampio spettro che assumono i miei figli, gocce di antistaminico per Niccolò che soffre di dermatite, bustine di sali minerali e integratori per gastroenteriti, spray nasale, termometro, spaziatore per aerosol di emergenza, collirio, pomata per le punture di insetti e le scottature, pillole per il mal d’auto/mal di mare, sciroppo per la tosse e fermenti lattici.

Quali sono i principali disturbi di cui soffrono i bambini durante i viaggi? Le statistiche ci dicono che i due malesseri più comuni sono la diarrea e i disturbi dermatologici (28% e 25% dei casi in viaggi internazionali)

Mal di movimento: mal di mare, aereo, auto, Niccolò e Edoardo ne soffrono spesso ma soprattutto ne soffro io. Per ridurre questo inconveniente è preferibile tenere il bambino in posizione eretta o farlo distrarre guardando fuori dal finestrino (no a libri, tablet e simili).

Ai genitori è consigliato di mantenere una guida tranquilla e di evitare di somministrare bibite gassate, latte, pasti abbondanti. Io porto una scorta di crackers e grissini cha aiutano a combattere la nausea.

Non trovo molto efficaci cerotti, braccialetti e gomme da masticare, preferisco l’assunzione di una pastiglia pediatrica mezz’ora prima della partenza.

I bambini possono viaggiare tranquillamente in aereo, mezzo sconsigliato solo in caso di malattie infettive acute (sinusiti o infezioni dell’orecchio), interventi chirurgici recenti e malattie respiratorie croniche severe (sentire il pediatra preventivamente è, in questi casi, d’obbligo).

Colpi di calore/colpo di sole: malessere generale con debolezza fisica, febbre, nausea, vomito, crampi, nei casi più gravi mancamenti: questi i principali sintomi di un colpo di calore.

Cosa fare per evitarlo? Indossare indumenti leggeri dai colori chiari, assumere molti liquidi, mangiare frutta e verdura, bagnarsi spesso la testa e fare bagni frequenti in spiaggia, non bere bevande troppo fredde e evitare le ore più calde per l’esposizione solare.

Fondamentale l’uso di filtri solari che proteggano la pelle da raggi UVA e UVB, gli eritemi e le scottature sono sempre dietro l’angolo! Come intervenire? Gli specialisti ci consigliano di portare il bambino in un ambiente ombreggiato e areato, se manifesta segni di mancamento, è necessario porlo a terra sdraiato con gli arti inferiori più sollevati rispetto al corpo e somministrare liquidi non troppo freddi a piccoli sorsi. In caso di comparsa di febbre superiore ai 38° somministrare un antipiretico, quale il paracetamolo o l’ibuprofene.

Se il bambino non migliora il consiglio – sempre valido – è andare al più vicino Pronto Soccorso.

Un ultimo consiglio: andare al mare con la febbre si può?

Il mio pediatra mi ha sempre detto che se un bimbo è reattivo e si sente tutto sommato bene può andare in spiaggia o fuori per una passeggiata anche con la febbre.

In caso di assunzione di antibiotico bisognerà verificare l’eventuale fotosensibilità del farmaco.

Quindi si può andare al mare con la febbre anche se si è sotto antibiotico previo via libera del medico che ha somministrato il farmaco.

Non mi resta che auguravi buone vacanze e…incrociare le dita!

Источник: https://www.mammaholic.com/bambini-malati-in-vacanza-consigli-per-affrontare-al-meglio-le-vacanze-in-famiglia/

In vacanza con il neonato: 17 consigli per viaggiare sicuri

Agosto al mare con i bambini: i consigli del pediatra

In vacanza con un bimbo piccolo. Ma dove è meglio andare con un neonato? Cosa mettere in valigia e come spostarsi? Ecco tutti i suggerimenti forniti dalla Società italiana di neonatologia.

Se in famiglia è appena arrivato un bebè si può comunque andare in vacanza: i bambini non hanno problemi a viaggiare. La Società italiana di neonatologia, però, fornisce alcuni consigli per affrontare viaggi e vacanze in massima sicurezza.

1. Dopo i primi dieci giorni è meglio

I neonati possono affrontare ogni tipo di viaggio, a patto che venga garantito il loro benessere.

Tuttavia, se possibile, è meglio aspettare almeno una decina di giorni dopo la nascita prima di mettersi in viaggio.

In questo primissimo periodo, infatti, alcune condizioni, come un eventuale calo ponderale o la comparsa di ittero, potrebbero richiedere un monitoraggio da parte del pediatra. E a casa è più facile tenere sotto controllo la situazione.

Sono anche i giorni critici per un corretto avvio dell'allattamento al seno e i disagi del viaggio potrebbero creare qualche interferenza.

2. Viaggi e vaccini

Quando programmi le vacanze, valuta bene i tempi per le vaccinazioni obbligatorie, in modo da rispettare le scadenze previste, o comunque di non sfasarle troppo.

3. Tante mete possibili

Non ci sono limitazioni sulla meta: vanno bene sia mare sia montagna, anche se probabilmente è la campagna la destinazione ideale.

4. In campagna occhio agli insetti

Il neonato, che dorme ancora per la maggior parte del tempo, ha bisogno di calma e di ritmi regolari, che sono probabilmente più facili da trovare in campagna, dove in genere c'è anche un clima temperato. Meglio evitare, comunque, le zone in prossimità di stagni e stalle, dove potrebbero concentrarsi insetti come zanzare, tafani o pappataci, fastidiosi e potenziali veicoli di malattie.

5. Al mare: attenzione al caldo eccessivo

Il rischio principale, per il neonato in vacanza al mare, è l'esposizione a temperature troppo elevate, alle quali risulta ancora molto vulnerabili, con il conseguente rischio di disidratazione. Per evitarlo, però, basta garantire al piccolo le giuste condizioni climatiche: preferisci ambienti arieggiati ed evita di uscire nelle ore centrali della giornata.

6. I segnali della disidratazione

Alcuni segnali permettono di capire che il piccolo si sta disidratando: scarsa emissione di urine (il pannolino risulta spesso asciutto), secchezza delle mucose, avvallamento della fontanella anteriore, irritabilità o sopore, talvolta alterazioni della temperatura corporea.

La SIN ricorda che per soddisfare i bisogni di liquidi di un neonato basta il latte e non serve somministrare altri liquidi, acqua compresa.

7. Scegli ambienti sicuri

La tentazione della spiaggetta tranquilla può essere forte, ma è meglio evitare luoghi troppo isolati (come pure quelli troppo affollati) e lontani dalla possibilità di raggiungere facilmente un soccorso in caso di bisogno. L’ideale è scegliere spiagge “a misura di bambino”.

8. In montagna, ma con moderazione

Il clima della montagna è in genere perfetto per un bambino di poche settimane, ma è meglio evitare altitudini troppo elevate (sopra i 2000-2500 metri), o soggiorni troppo brevi, che non permettano i fisiologici adattamenti richiesti dal cambio di altitudine.

Una volta in vacanza, sono sconsigliate gite e passeggiate troppo lunghe e impegnative, anche perché il neonato non ha una struttura ossea e muscolare adatta ad essere trasportato “a spalla”.

IN VALIGIA
9. Abbigliamento, ecco il bagaglio minimo

Se la meta prevede un clima caldo e soleggiato, non serve molto: indumenti chiari e leggeri, di fibre naturali, che lascino scoperti braccia e gambe, un cappellino chiaro a falda ampia per proteggere il piccolo da eventuali congiuntiviti da esposizione solare e un maglioncino in filo contro l’umidità delle ore serali.

10. Per il viaggio

Utilissime le salviette imbevute e i bavaglini, detergenti antisettici per eventuali oggetti che potrebbero venire in contatto con il piccolo, una riserva di pannolini e una copertina per proteggerlo dall’aria condizionata.

11. Prodotti per il benessere ed eventuali farmaci

Oltre alla classiche pomate contro gli arrossamenti della pelle e alla soluzione fisiologica per ilavaggi nasali, può essere utile portare con sé un antipiretico (come paracetamolo in gocce), anche se prima di somministrarlo occorre consultarsi con il pediatra. Anzi: potrebbe valere la pena consigliarsi con il medico anche prima della partenza, per eventuali consigli specifici sulla gestione del piccolo.

Per prevenire le scottature la strategia migliore è una ridotta esposizione al sole, Tuttavia, di tanto in tanto si possono utilizzare per le zone esposte creme con filtro fisico, ovvero contenenti minerali quali ossido di zinco o titanio che riflettono i raggi solari impedendone la penetrazione. Meglio scegliere prodotti non troppo untuosi, per evitare l’occlusione dei pori.

Contro le punture d’insetto infine sono sconsigliati i fornelletti e i repellenti da spruzzare sulla pelle (quelli più efficaci, che contengono il Deet, sono controindicati fino ai 12 anni). Se ci sono insetti, è il caso di attrezzarsi con classiche zanzariere, da mettere su culle, carrozzine e possibilmente anche alle finestre.

COME
12. In auto, controllare le temperature

Nessun problema per i viaggi in auto, a patto di garantire condizioni climatiche favorevoli all'interno dell’abitacolo.

E quindi: meglio viaggiare nelle ore più temperate, durante le soste posizionare l’auto all’ombra e non abusare con l’aria condizionata (la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 22-23°C).

Non lasciare mai solo il bambino (l'interno dell'auto potrebbe scaldarsi troppo, facendolo disidratare) e prevedere una sosta ogni due ore, e ogni volta che deve essere alimentato.

13. Ovetto in regola

Per un viaggio in assoluta sicurezza è molto importante rispettare le regole previste dal Codice della strada: il neonato deve essere alloggiato nel suo “ovetto”, conforme alla normativa europea. I dispositivi più recenti sono contrassegnati dalla sigla ECE R44-03 e per legge sono gli unici che possono essere venduti nei negozi.

L'ovetto va fissato al sedile rispettando le regole di installazione: per esempio, fino ai 9 chili di peso del bambino, il seggiolino deve essere posto in senso contrario a quello di marcia.

Il posto più sicuro è il sedile centrale posteriore, più riparato in caso di urto sia frontale che laterale: vietato invece posizionarlo sul sedile anteriore, se è presente l'airbag.

14. No problem con il treno

Il treno rappresenta sicuramente una soluzione comoda, perché c'è spazio per muoversi, per passeggiare e per collocare il passeggino o l'ovetto in caso di necessità. Inoltre, il piccolo può viaggiare in braccio alla mamma.

15. Aereo: si può fare, ma meglio rimandare

Se è proprio necessario, il neonato può tranquillamente viaggiare in aereo, prendendo prima contatto con la compagnia per tutte le indicazioni. In questo caso, è bene farlo succhiare spesso, per ridurre il rischio di dolore alle orecchie, soprattutto durante decollo e atterraggio.

Se possibile, però, è meglio posticipare il battesimo del volo, perché in aereo il piccolo viene sottoposto a stress per eventuali sbalzi di temperatura, di pressione e per la presenza di luci e rumori che possono disturbarlo. Inoltre, aumenta la possibilità di contrarre infezioni respiratorie.

A DESTINAZIONE
16. Medici e farmacie: per ogni evenienza, prepararsi in anticipo

Con un bambino molto piccolo è sempre meglio essere preparati a ogni evenienza, quindi è buona norma informarsi in anticipo sulla presenza di pediatri, farmacie, guardia medica e tutto quello di cui si potrebbe avere improvvisamente bisogno, anche per piccoli inconvenienti.

17. Sul posto, un ambiente a misura di bambino

Albergo, B&B, appartamento: qualunque sia la modalità di soggiorno, è importate che l'ambiente scelto per le vacanze sia attrezzato e a misura di bambino, quindi prima di tutto ben pulito e non troppo caldo né troppo freddo.

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Nei primi tre anni di vita del bebè l’individuazione della località e l’albergo in cui trascorrere le vacanze sono davvero scelte importanti. La selezione degli hotel…

A questo proposito, ecco qualche consiglio sull'uso del condizionatore: le temperature non dovrebbero essere inferiori a 22-23 gradi e le bocchette vanno dirette verso l'alto e non verso il bambino.

Attenzione alla deumidificazione dell'ambiente, perché potrebbe comportare un'eccessiva secchezza delle mucose.

Infine, ricordati di arieggiare più volte al giorno i locali, per evitare l'accumulo di sostanze inquinanti.

Fonte per questo articolo: Comunicato della Società italiana di neonatologia (SIN), a cura del pediatra Marcello Lanari, consigliere SIN

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/vacanza-neonato-17-consigli-viaggiare-sicuri

Aiuto, il bambino ha la febbre! I consigli di Pediatri a Domicilio

Agosto al mare con i bambini: i consigli del pediatra

Diana ha un tempismo strepitoso: è riuscita a farsi venire 38° di febbre per una sola notte nel primo weekend di lockdown e un paio di settimane fa, mentre la curva dei contagi risaliva.

Ho notato subito, però, che non ero di certo da sola: nei gruppi di mamme, infatti, era un tripudio di messaggi che raccontavano di bambini con la febbre e vari sintomi influenzali. Anche il nostro povero Flavietto si è fatto una settimana a casa con l’influenza in pieno agosto.

MIO FIGLIO HA LA FEBBRE, COME FACCIO A SAPERE SE È COVID?

Così ho pensato che, data l’emergenza Covid e questa curva di contagi che risale per qualche mossa – diciamolo – un po’ azzardata, era ora che Roma03 facesse qualche domanda a un gruppo di pediatri, come solo Roma03 sa fare: ossia da mamma in preda a una crisi di ansia!

E quante volte, diciamoci la verità, abbiamo chiesto all’amica “Ma tu ce l’hai un pediatra che viene a domicilio?”

Pediatri a Domicilio Roma – Sconto prima visita per i lettori di Roma03 (anche di notte)

Quindi non solo oggi vi presentiamo PEDIATRI A DOMICILIO – ROMA un servizio super efficace di pediatri preparati, su Roma e h24, ma vi diamo anche uno sconto di 10€ sulla prima visita: basta comunicare il codice “roma03” al call-center oppure inviarlo via WhatsApp (vale anche sulle visite notturne!) dal 1° al 30 settembre 2020

Abbiamo chiesto di risponderci proprio ai dottori di Pediatri a Domicilio Roma, l’unico servizio di medicina domiciliare a Roma esclusivamente dedicato alla salute dei più piccoli!

Pediatri a Domicilio Roma e comuni limitrofi, feriali e festivi 24 ore su 24

Un servizio che è nato con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze di molti genitori che spesso, appunto, cercano qualcuno che possa visitare a casa per rendersi conto delle condizioni di salute del proprio figlio.

Ma posso chiamarli a qualunque ora? Certo! Pediatri a Domicilio Roma, offre visite pediatriche private domiciliari a Roma e comuni limitrofi, nei giorni feriali e festivi, di giorno e di notte, 24 ore su 24.

Non solo. I medici di Pediatri a Domicilio Roma eseguono visite pediatriche sia in urgenza che programmate per seguire il bambino a 360 gradi, fare visite di routine o bilanci di salute.

Pediatri a Domicilio Roma: come funziona il servizio

Come funziona il servizio? Basta chiamare il call-center o contattarli in modo pratico e veloce su WhatsApp (cell.

3312220070) e un operatore organizzerà la visita con un pediatra disponibile nel minor tempo possibile.

Niente lunghi spostamenti, niente file in pronto soccorso o ambulatorio che, di questi tempi, è una bella tranquillità… non trovate?

Ovviamente tutte le visite a domicilio vengono eseguite nel pieno rispetto delle norme per la prevenzione della diffusione del COVID-19.

Dottore, mio figlio ha la febbre: cosa devo fare?

Ed eccoci quindi alle risposte dei Pediatri a Domicilio in fatto di febbre, Covid e influenza dei nostri bambini quando siamo in vacanza. Ma anche questo tanto atteso – e un poco temuto – rientro a scuola:

D: In questi giorni sui gruppi di mamme si susseguono notizie di bambini (ma anche adulti) con febbre, mal di gola, tosse. Come mai ci si ammala così tanto in estate? C’entra anche l’aria condizionata?

R: Negli ultimi mesi si è assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, complice, in parte, il reinserimento in comunità dei bambini.

Dopo i mesi di lockdown infatti, dove i bambini sono rimasti in casa riducendo le possibilità di contagiare ed essere contagiati, il ritorno a una vita sociale, caratterizzato anche dalla apertura dei centri estivi, ha favorito la diffusione delle infezioni soprattutto respiratorie.

A questo si aggiunge il maggior risalto che viene dato a questi sintomi dettato dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

L’aria condizionata non c’entra nulla, ma è opportuno ricordare che i bambini hanno una percezione diversa della temperatura per cui sconsigliamo l’aria condizionata a temperatura molto bassa soprattutto durante la notte (da preferire la modalità deumidificazione-dry).

D: Sintomi influenzali e Covid: come non entrare nel panico? C’è un protocollo da seguire, anche dopo che si è guariti?

R: In presenza di un bambino con febbre e/o sintomi respiratori, il consiglio è quello di avvisare sempre il pediatra che attraverso una intervista telefonica potrà stabilire in maniera preliminare se sussistono le condizioni (contatto diretto con soggetti Covid positivi, provenienza da aree in cui è stato isolato un focolaio, provenienza da Nazioni ad alto indice di contagio, etc.) all’invio diretto del bambino presso ospedali predisposti a eseguire il tampone nasale per la ricerca del virus SARS Cov-2.

In tutti gli altri casi (che rappresentano la maggior parte delle occasioni) il bambino deve essere visitato o in ambulatorio o a domicilio, in base alle condizioni cliniche. Dobbiamo ricordarci che oltre all’infezione da SARS Cov-2 esistono tantissime altre cause di malattia nel bambino che non bisogna sottovalutare.

D: I bambini hanno spesso febbre e raffreddori e le mamme, comprensibilmente, si spaventano per un rialzo di temperatura importante e che magari non si abbassa nemmeno con la Tachipirina… quando è il momento di chiamare il pediatra?

R: Il pediatra può essere avvisato sempre, soprattutto in presenza di una emergenza sanitaria come quella attuale. Particolare attenzione va posta però al bambino con condizioni generali scadute e che presenta febbre persistente da più di 48 ore e poco responsiva agli antipiretici come il paracetamolo o l’ibuprofene.

D: Dato questo particolare periodo, per quanto tempo dobbiamo tenere a casa i nostri bambini dopo che hanno avuto la febbre? È necessario tenerli in casa finché non è passata del tutto?

R: Valgono quelli che sono i consigli di sempre. Il bambino che ha avuto febbre deve osservare una corretta convalescenza al proprio domicilio.

Il periodo varia da caso a caso anche in base alla patologia presentata.

Per la comune influenza l’ideale sarebbe quello di tenere a casa il bambino per 24h dopo la risoluzione della febbre, potrà uscire successivamente in assenza di sintomi e se in buone condizioni generali.

D: Se siamo in vacanza e il bambino ha raffreddore e tosse, oppure ha appena avuto la febbre, per quanto tempo è bene non fargli fare il bagno in mare o al lago?

R: Un bambino con sintomi respiratori o con febbre di solito non dovrebbe essere portato al mare, questo perché i suddetti sintomi sono spesso associati a uno stato di malessere generale che potrebbe peggiorare se non si preferisce il riposo. In fase di guarigione e nei giorni successivi alla febbre, se il bambino sta bene, può gradualmente ritornare al mare nelle ore meno calde.

D: Estate, corse, giochi… sudore! Quella che le nonne chiamano “Freddata”, ossia prendere freddo dopo una grande sudata, esiste davvero? Ci date qualche accorgimento per non trasformare i momenti di gioco in momenti di pericolo per la salute?

R: Premettiamo che non esiste malattia infettiva in assenza di germi quali batteri virus o funghi.

Pertanto la “freddata” non è causa, di per sé, di alcuna malattia. Esistono invece dei fattori predisponenti le infezioni respiratorie, quali gli sbalzi di temperatura, che posso facilitare l’ingresso di microrganismi nel nostro organismo.

D: Antibiotico sì, antibiotico no: ci sono mamme che lo vorrebbero ai primi sintomi… ma quanto tempo è bene aspettare per capire se sia il caso di prenderlo, sempre dietro prescrizione medica?

R: Antibiotico MAI senza valutazione medica (che non vuol dire soltanto prescrizione medica).

L’avvio di una terapia antibiotica va eseguita sempre dopo la valutazione di uno specialista pediatra che è in grado di distinguere le infezioni batteriche (per le quali è necessario l’antibiotico) da quelle virali (per le quali la terapia con antibiotici non trova alcuna indicazione).

Ricordiamo che la mortalità per infezioni batteriche resistenti agli antibiotici è in continuo aumento nel mondo e queste sono secondarie all’uso indiscriminato di antibiotici dovuto spesso alla medicina “fai-da-te”.

D: Ho un bambino piccolo, andremo in vacanza lontano da casa… cosa mettere in valigia per essere pronti a ogni evenienza fra termometri e antipiretici? E se gli viene la febbre mentre siamo in vacanza cosa faccio?

R: Spesso diciamo alle mamme di partire in estrema tranquillità proprio perché, al giorno d’oggi in qualsiasi parte del nostro Paese, è estremamente facile raggiungere, eventualmente, una farmacia.

Per chi volesse comunque partire “già attrezzato” può mettere in valigia un antipiretico (farmaco contro la febbre), una crema contro le ustioni e un antistaminico.

Raccomandazione diversa va data a chi soffre di patologie croniche per cui è sempre bene portare con sé tutti i farmaci necessari.

D: I nostri bambini sono stati a casa, senza avere contatti con gli altri bambini, per molto tempo: questo può aver indebolito il loro sistema immunitario? Cosa dobbiamo aspettarci al tanto atteso rientro a scuola?

R: Non esiste una correlazione tra lo stato di isolamento a casa e l’indebolimento delle difese immunitarie. Il rientro a scuola comporterà, inevitabilmente, una ripresa e un aumento delle malattie infettive, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio. Questo sarà secondario alla maggiore probabilità di contagio tra bambino e bambino in un ambiente “chiuso” come quello della scuola.

D: Cosa si può fare per rinforzare il sistema immunitario di un bambino, visto che fra un mese si torna tutti a scuola?

R: Non possiamo far nulla per rinforzare le difese immunitarie di un bambino. Se parliamo di un bambino sano infatti (senza patologie note del sistema immunitario), non vi è ragione per pensare che le sue difese siano alterate. L’unica raccomandazione è quella di rispettare una corretta alimentazione e di evitare cicli di antibiotici non necessari.

D: Avete consigli, raccomandazioni, previsioni per questo tanto atteso rientro a scuola?

R: L’anno scolastico entrante sarà ricco di perplessità soprattutto da parte dei genitori.
Ai bambini, soprattutto piccoli, non è facile far rispettare le regole imposte agli adulti (distanziamento sociale, utilizzo delle mascherine, disinfezione/lavaggio delle mani).

In attesa di un tanto atteso vaccino, l’unico consiglio che possiamo dare è quello di fare prevenzione.

Consigliamo quindi di:

1-Evitare la scuola in caso di febbre e/o sintomi influenzali (respiratori e/o gastrointestinali)

2- Vaccinare tutti i bambini contro l’influenza stagionale

3- In caso di dubbi sullo stato di salute del bambino non portatelo a scuola ma richiedete che venga visitato da un pediatra

4- Non somministrate farmaci senza la prescrizione medica ricordando che non esiste alcuna copertura antibiotica contro le infezioni virali

Источник: https://roma03.it/blog/aiuto-il-bambino-ha-la-febbre-i-consigli-di-pediatri-a-domicilio/

Gravidanza
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