Adozione ai single, quando è possibile?

Adozioni ai single, l’eccezione italiana

Adozione ai single, quando è possibile?

Per la legge italiana un single non può adottare un bambino. La Corte costituzionale sembra aver aperto uno spiraglio a questa possibilità, ma si tratta più di affido che di adozione.

Per lo Stato italiano, sono dichiarati adottabili tutti quei bambini che non hanno assistenza morale e materiale.

 Nel 2014 – ultimi dati disponibili – i minori adottabili in Italia, secondo le dichiarazioni dei 29 Tribunali minorili, sono stati 1397.

Ma per la legge italiana possono essere dichiarati adottabili da parte di persone singole, solo quei bambini che rientrano nelle “adozioni speciali”.

La legislazione. La legge che regola l’adozione nazionale e internazionale è la 184 del 1983. Nello specifico, è l’Articolo 44 a regolare le adozioni “speciali”.

La differenza rispetto all’adozione piena è che, in quelle relative ai casi particolari, il bambino adottato non può assumere lo status di figlio legittimo di chi lo adotta, poiché non si recidono i legami di sangue con la famiglia d’origine, anche se il genitore adottivo ne assume i medesimi doveri.

Sempre nell’articolo 44 si legge che adottare, per i single, è possibile solo nei casi di rapporti stabili e duraturi tra chi vuole adottare e il bambino, in caso di grave disabilità del minore e nel caso sussista l’impossibilità di un affidamento preadottivo da parte di una coppia.

L’estero. Molti italiani, per ovviare al problema, decidono di andare all’estero, dove l’iter legislativo è più semplice. Nei paesi dell’Unione europea come la Francia, la Gran Bretagna, la Spagna e la Germania è consentita l’adozione da parte di single che abbiano un’età maggiore dei 30 anni.

Una volta tornati in Italia però occorre richiedere al Tribunale dei Minori il riconoscimento della decisione presa da uno Stato estero e legittimare l’adozione. In questi casi, come in tutti quelli che riguardano l’adozione di minori da parte di una persona non coniugata, questa viene approvata come “adozione in casi particolari”.

Il caso. Lo scorso ottobre ha fatto scalpore la storia della neonata con sindrome di down affidata a Napoli ad un uomo single, dopo che altre famiglie avevano rifiutato.

  Dopo il no di sette famiglie in lista d’attesa per l’adozione, i giudici, infatti, hanno preso in considerazione la richiesta, fatta tempo prima, di un single, di potersi prendere cura di un bambino con disabilità. Trattandosi di un caso “speciale”, il giudice ha accettato la sua richiesta.

Ora per la piccola e l’aspirante papà inizia un periodo di prova, il pre-affidamento, al termine del quale i giudici valuteranno se sia possibile l’inserimento definitivo della bambina nella nuova famiglia.

La proposta di legge. Nel 2016 la parlamentare di Forza Italia Laura Ravetto ha presentato a Montecitorio una proposta di legge sulle adozioni, per ampliare la platea anche ai single. In quel periodo il Governo stava discutendo del Ddl Cirinnà, che voleva estendere le adozioni alle coppie gay.

La Ravetto, insieme alla sua compagna di partito Gabriella Giammarco, ha avviato un dibattito anche sulle adozioni ai single: “Approvarla – spiega a Lumsanews la deputata – non metteva in discussione l’architrave della famiglia tradizionale”. La proposta però è bloccata da più di un anno e mezzo al Ministero degli Affari sociali.

La Ravetto registra che non c’è la volontà di andare avanti nell’iter legislativo, in quanto gli affari sociali sono gestiti dalla Sinistra che, secondo la deputata, per ragioni politiche fa ostracismo.

Nel mirino anche Maria Elena Boschi, che avrebbe la delega per riesumare la proposta di legge, “ma preferisce tergiversare per ampliare il dibattito alle adozioni in generale”, conclude la Ravetto.

L’intervista a Laura Ravetto (FI)

https://www.lumsanews.it/wp-content/uploads/2017/11/Intervista-a-Laura-Ravetto.mp3

Le associazioni. Donata Micucci è presidente di Anfaa, Associazione nazionale famiglie affidatarie e adottive.

L’adozione, in Italia – dice – è soprattutto nell’interesse di un minore, non deve solo rispondere al desiderio di un adulto di avere un figlio.

“Questo non vuol dire – spiega la presidente di Anfaa – che le persone sole siano da considerare una seconda scelta, ma che per il bimbo, anche per la nostra società, fondata sui valori della famiglia tradizionale, l’impegno e il carico emotivo che costituisce un’adozione risulta più semplice se affrontata da due genitori”.

Anche Marco Griffini, presidente dell’associazione Ai.Bi dichiara a Lumsanews che “dal punto di vista psicologico l’associazione Amici dei Bambini è contraria all’adozione dei single, perché lo renderebbe orfano di una figura genitoriale. Il minore abbandonato, infatti, ha già subito gravi traumi da abbandono e avere un doppio riferimento è meglio che averne solo uno”.

La parola all’esperto

Источник: https://www.lumsanews.it/adozioni-ai-single-leccezione-italiana/

Adozione ai single

Adozione ai single, quando è possibile?

Adozione ai single, quando è possibile in Italia e all'estero e cosa dice la legge

Perché secondo la legge italiana una donna single non sarebbe in grado di amare ed essere un punto di riferimento per un bambino? Viviamo in una società che spesso ci costringe a convivere con l'idea della solitudine, dell'autonomia, dell'individualismo, ma che non è ancora in grado di accettare “un'idea diversa e alternativa di famiglia” creata comunque dalla volontà di dare amore e di crescere un bambino all'amore e alla condivisione. Molti si domandano se sia possibile legittimare l'adozione ai single. Il DDL adozioni, che voleva aprire anche alle coppie omosessuali e ai single la possibilità di adottare un bambino, è stato rimandato ad una più profonda riforma della legge sulle adozioni da discutere nei prossimi mesi, ma qualcosa si è mosso comunque negli ultimi anni.

Adozione ai single in Italia

La legge che regola l'adozione, sia nazionale che internazionale, è la 184 del 1983.

L'articolo 44, che regola in qualche modo le eccezioni alla regola, (solo le coppie sposate possano adottare) dice che nei casi di rapporti stabili e duraturi tra chi vuole adottare e il bambino, in caso di grave disabilità del minore orfano e nel caso sussista l'impossibilità di un affidamento preadottivo, è possibile giudicare un single idoneo all'adozione.

Nella pratica proprio questa piccola apertura ha permesso, nel 2005, ad una donna single italiana di rivolgersi alla Corte Costituzionale per chiedere la possibilità di adottare una bambina bielorussa con la quale aveva instaurato per anni un consolidato rapporti di affetto e convivenza e che aveva necessità di sottoporsi ad urgenti e tempestive cure mediche. In quel caso la Corte si pronunciò per l'ammissibilità della domanda di adozione internazionale.

La Corte ha aperto alla possibilità da parte dei single di adottare un bambino nei seguenti casi:

  • quando tra questa persona e il minore straniero orfano di padre e di madre esiste un rapporto stabile e duraturo, preesistente alla morte dei genitori;
  • quando il minore, orfano di entrambi i genitori, viva una condizione di handicap;
  • quando sussiste l'accertata impossibilità di affidamento preadottivo – per esempio se non si è riusciti ad individuare una coppia idonea ad adottare il bambino o quando tra il bambino e il single esiste una pregressa relazione affettiva molto importante, la cui interruzione potrebbe causare gravi danni psicologici al bambino.

La stessa Corte Costituzionale, nel 2011, ha invitato il legislatore ad ampliare la platea di ammissibilità dell'adozione di minore.

E la recente riforma sulla continuità affettiva contribuisce ad aumentare le possibilità, per un single, di adottare un bambino orfano di mamma e papà e purché abbia instaurato con lui un rapporto continuativo e duraturo di affetto. Questa deroga apre, quindi, la possibilità di adottare un minore anche ai single che ne avevano l'affidamento.

Affido ai single

In Italia è possibile richiedere l'affido di un bambino sia da parte di coppie non sposate che da parte dei single.

L'affido presuppone la possibilità da parte di un soggetto adulto di occuparsi temporaneamente di un minore che si trova in difficoltà e che va allontanato dalla propria famiglia di origine, che non è al momento in grado di occuparsi di lui e con la quale deve comunque mantenere rapporti affettivi e nella quale è previsto prima o poi il suo rientro.

Perché un single possa chiedere l'affidamento di un bambino deve dimostrare di avere spazio adeguato in casa propria per accogliere il bambino, impegnarsi a mantenere i rapporti con la famiglia di origine, poter seguire il minore in un tratto del suo percorso per aiutarlo a sviluppare le sue potenzialità.

L'affido dura al massimo due anni, che sono prorogabili nel caso in cui la famiglia di origine non abbia risolto le sue problematiche on dimostri di potersi occupare del minore.

Molto spesso i single vengono coinvolti nelle forme di affido part-time, cioè quelle che prevedono che il minore, che vive nella famiglia di origine o in comunità, possa trascorrere i pomeriggi o il weekend in un contesto accogliente e sereno.

Per iniziare basta informarsi presso una delle associazioni nazionali che in tutto il territorio si occupano di fare da intermediari tra le persone che desiderano occuparsi di un bambino in difficoltà e i minori: si può trovare un'associazione vicina a casa propria sul sito del Tavolo nazionale Affido.

Adozioni ai single come fare

Se si desidera adottare un bambino da single è importante prima di tutto rivolgersi ad un buon avvocato che possa seguire l'intero iter giuridico.

E' bene ricordare che in Italia si può adottare solo un minore orfano di entrambi i genitori con cui si è instaurato un rapporto di affetto e convivenza duraturo e stabile e che la richiesta va inoltrata al Tribunale dei Minori della propria città.

Adottare un bambino da single all'estero

Come detto, anche le adozioni internazionali sono regolate dalla legge 184 che non considera le persone non spostate idonee all'adozione.

Tuttavia è possibile fare richiesta di adozione nei casi predetti – quindi in caso di handicap del minore, in caso di bambino orfano di entrambi i genitori che abbia instaurato con la persona single un rapporto profondo di affetto e convivenza pregresso alla morte dei genitori, o in caso di  impossibilità di affidamento preadottivo.

L'adozione internazionale da parte di un single può essere, quindi, ammessa dal Tribunale dei Minori in questi casi e resta, comunque, soggetta alla condizione che nel Paese di origine del bambino l'adozione sia ammessa da parte di persone non sposate e all'autorizzazione all'adozione, nel caso specifico, da parte delle autorità del Paese d'origine.
Il discorso è diverso per chi va all'estero e riesce ad adottare un bambino. In questo caso, una volta tornata in Italia, dovrà richiedere al Tribunale dei Minori il riconoscimento della decisione presa da uno Stato estero e legittimare l'adozione. In questi casi, come in tutti quelli che riguardano l'adozione di un minore da parte di una persona non coniugata, l'adozione viene approvata come “adozione in casi particolari”.

E' ciò che è accaduto qualche tempo fa ad una dona single siciliana che aveva adottato un bambino nello Zambia e che una volta tornata in Italia aveva fatto richiesta di ratifica dell'adozione al Tribunale di competenza. Il giudice ha dichiarato efficace la sentenza di adozione pronunciata nello Zambia perché, alla luce dei riscontri e delle verifiche, tra la donna e il bambino si era instaurato un rapporto mamma-figlio consolidato e duraturo.

Adozione ai single in Europa

In altri Paesi, come la Spagna, la Francia, l'Inghilterra e il Portogallo, è possibile adottare un bambino anche se non si è sposati. Qualche esempio:

  • In Francia è possibile adottare per le persone non coniugate con più di 28 anni;
  • in Germania bisogna avere almeno 25 anni
  • in Inghilterra addirittura l'età minima per poter chiedere di adottare un bambino anche se si  single è di 21 anni.
  • Inoltre in molti di questi Paesi, Spagna compresa, possono adottare un bambino persone singole, anche se sono sposate, purché abbiano l'assenso del coniuge ed è autorizzata anche l'adozione da parte delle copie di fatto e coppie omosessuali.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/la-famiglia/il-bimbo-nella-societa/adozioni-dei-minori-per-i-single.html

Adozioni: spazio ai single. Le novità, le procedure e i nuovi paesi accreditati

Adozione ai single, quando è possibile?

Adozioni? A chi vuole iniziare il suo percorso, Barbara Palombelli dice: «Preparatevi a un periodo complicato. Ci vogliono passione, coraggio, pazienza».

«Quando siamo atterrati a Quito, in Ecuador, io, mio marito e il nostro primo figlio Giorgio siamo stati accolti da uno scricciolo di cinque anni, magrissimo, con un fiore in mano. Uno dei momenti più emozionanti della mia vita!».

La giornalista parla con iO Donna della sua esperienza di madre adottiva, alla quale ha dedicato pagine intense nell’autobiografia Mai fermarsi (Rizzoli). Oltre a Francisco, oggi 31 anni, ha adottato in Italia Serena, 29, e Monica, 26. Una follia? «No, nessuno di noi l’ha mai pensato».

Non è un momento positivo per le adozioni, soprattutto quelle internazionali: numeri in calo da anni, brutti episodi di razzismo in crescita.

Per le nazionali va anche peggio, considerata la sproporzione tra domande e adozioni: nel 2017, a fronte di 8.834 domande, sono entrati in famiglia 955 bambini.

Ma la questione è complicata, l’istituto si sta modificando e va fatta chiarezza. Perché le novità non mancano.

Cominciamo da un’ordinanza della Cassazione, che il 26 giugno ha rigettato il ricorso di due genitori biologici: avevano rifiutato il figlio, gravemente disabile, pochi mesi dopo la nascita. Il Tribunale lo ha affidato a un’infermiera pediatrica di 62 anni, single, che se n’è presa cura e l’ha adottato.

Quando la coppia ha voluto indietro il bimbo, la Suprema Corte ha detto no. Il caso ha fatto clamore, ma «in realtà è previsto dall’articolo 44 della legge 184 del 1983», spiega Paola Crestani, presidente del Ciai (Centro italiani aiuti all’infanzia, nato 50 anni fa).

«Sono le cosiddette “adozioni speciali”: piccoli orfani o particolarmente vulnerabili possono essere adottati da persone con le quali hanno un legame affettivo importante, anche se sono single e superano i limiti d’età (45 anni di differenza tra adulto e bambino per un coniuge, 55 per l’altro, ndr)».

Barbara Palombelli commenta: «In linea di principio non sono contraria all’adozione ai single, a patto che ci siano altri componenti della famiglia in grado di sostenere l’impresa. L’impegno e l’amore che servono sono infiniti…».

Internazionali, il calo delle adozioni si è fermato

Non c’è solo l’apertura ai single. L’anagrafe ci segnala cambiamenti importanti. Più “grandi” i genitori ma anche i bambini adottati hanno un’età più alta (vedi box in apertura).

Ma soprattutto, molti tra loro hanno delle difficoltà: tra i 1394 autorizzati a entrare in Italia l’anno scorso, ben 981 avevano special needs, esigenze speciali; una categoria nella quale rientra di tutto, dai problemi di salute, minimi o seri, a quelli di comportamento.

Ci vuole una grande determinazione per creare con loro una nuova famiglia e non tutti ce l’hanno. Però la notizia è che, finalmente, il calo internazionale si è fermato: nel 2018 le coppie che hanno concluso con successo l’iter adottivo sono state 1.

130 (nel 2010 erano 4mila!), solo il 3 per cento meno del 2017, secondo i dati della Cai, la Commissione adozioni internazionali. «Il calo c’è stato ovunque nel mondo, anzi in Italia meno che in altri Paesi» sottolinea la vicepresidente della Cai, Laura Laera.

«Le nostre coppie sono molto generose e disposte a sacrifici; penso a quelle che restano mesi in Nigeria, dove si richiede una lunga permanenza. La diminuzione ha tante spiegazioni, oltre a quella demografica: alcuni Paesi hanno migliorato le loro condizioni economiche, e attuato politiche restrittive.

È successo anche in Italia, quando, negli anni Cinquanta, destinavamo bambini all’adozione internazionale, poi abbiamo smesso. Altri hanno chiuso le frontiere per scelte politiche, come l’Etiopia. Ma stiamo riprendendo a collaborare con la Cambogia, che da 10 anni ha bloccato le adozioni. Bisogna anche fare un lavoro culturale, far capire il valore di dare una famiglia a bambini che non ce l’hanno».

Tempi lunghi, costi alti. E poi?

I tempi di attesa sono estenuanti, le pratiche complicate, i costi alti. Questo frena tante coppie. «Se sei disponibile ad avere un figlio grandicello o con special needs, tutto si velocizza. Ma chi aiuterà la coppia?» dice Crestani.

«Per legge è obbligatorio un accompagnamento dei servizi sociali alla famiglia per un anno. E poi? Diventa tutto a pagamento». L’aiuto dello Stato finisce quando c’è più bisogno. «I momenti difficili arrivano quando il bambino deve integrarsi a scuola e in famiglia» aggiunge Barbara Palombelli.

«Là è necessario un aiuto psicologico. Purtroppo le adozioni erano e restano troppo costose. Si fanno moltissimi controlli prima dell’arrivo e pochi dopo». Sul fronte delle spese, Laura Laera controbatte: «Si può dedurre il 50 per cento delle spese certificate.

Per il resto, abbiamo inserito un rimborso tra i 3 e i 5mila euro, in base al reddito. Ma è vero, resta costoso».

Negli ultimi tempi, si è aggiunto l’allarme razzismo: «Ce lo segnalano le nostre famiglie, prima non c’era» dice Paola Crestani. «Riguarda soprattutto i ragazzini, dalle medie in poi, quando cominciano a essere autonomi. Purtroppo oggi chi ha atteggiamenti razzisti non si nasconde, anzi si sente autorizzato a esprimerli.

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Procedure di adozione lunghe ma garantiste

Sul fronte nazionale, Frida Tonizzo, segretario dell’Anfaa, l’Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie, spiega così il divario tra domanda e offerta: «La procedura di adottabilità è accurata, perché con l’adozione si interrompono del tutto i rapporti con la famiglia d’origine.

Una situazione difficile viene segnalata dai servizi sociali alla Procura della Repubblica, che chiede al Tribunale dei Minori l’accertamento dello stato di adottabilità. Si nomina un tutore, le coppie hanno diritto a un avvocato. D’altra parte i bambini in comunità non sono tutti adottabili, soprattutto se piccoli.

Purtroppo sono ancora pochi gli affidi, che andrebbero sostenuti». Va sottolineato che dal 2015 la legge sulla “continuità degli affetti” prevede che, se un bambino diventa adottabile, in cima alla lista ci siano proprio gli affidatari. Secondo Frida Tonizzo, anche la lunghezza delle pratiche per l’idoneità è una garanzia.

«Non è facile la valutazione degli aspiranti genitori. Soprattutto oggi, perché la decisione di adottare arriva tardi, magari dopo qualche tentativo fallito di fecondazione artificiale. Ma diventare genitori adottivi non è lo stesso del diventare genitori biologici». Non è facile, anzi è difficilissimo.

Però Barbara Palombelli ricorda con emozione il primo incontro con Serena e Monica, in istituto, vestite a festa. «Ho deciso subito di portarle al Luna park: a 7 e 10 anni non avevano mai festeggiato un Natale o un compleanno di famiglia, mai visto il mare, mai un film.

Ho sentito subito che avremmo combattuto per dare loro una vera famiglia. Quella giornata resterà indimenticabile».

iO Donna ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Источник: https://www.iodonna.it/attualita/costume-e-societa/2019/08/05/adozioni-single-novita-procedure-nuovi-paesi/

Adozione single

Adozione ai single, quando è possibile?

Sogni di avere un bambino, ma sei da solo o sola: non hai una moglie o un marito, non sei una persona sposata e quindi ti senti molto scoraggiato perché il tuo più grande desiderio è quello di prenderti cura di un piccolo bisognoso. Sappi che non tutte le strade ti sono precluse: anche in Italia i single possono ottenere un bimbo in adozione.

In questa guida completa sull’adozione single ti spiego come funziona in Italia, come adottare un bambino se sei una donna single o un uomo single, cosa dice la legge in merito, in quali casi particolari è concessa, come avere un minore in preaffido e infine come adottarlo all’estero e ottenere il riconoscimento dell’adozione anche in Italia.

Molti pensano che solo le coppie sposate possano adottare un bambino. Ma si sbagliano: in Italia anche i single possono adottare. E non si tratta di una legge recente: lo afferma la Legge n. 184 del 1983, ossia la legge generale che regola le adozioni.

Vediamo di seguito cosa dice la legge in merito alle adozioni per single, la procedura, come ottenere l’affidamento di un minore e infine come adottare all’estero.

Legge

Nello specifico, all’articolo 44 della L. 184/83 sottolinea che anche le persone single possono adottare, ma solo in casi particolari:

  1. Il bambino è orfano (sia di padre che di madre) e l’aspirante adottante è un parente fino al VI grado oppure, se non è un parente, ha instaurato con il minore un rapporto affettivo stabile;
  2. L’affidamento preadottivo è impossibile.

Quindi, se ricorre il caso 1 o il caso 2, allora anche un single può adottare un bambino. Anche in Italia. Ecco perché si parla di casi particolari per le adozioni da single. Sono casi particolari, ma comunque possibili.

Lo ha confermato anche la I sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n.

17100/2019: due genitori avevano rifiutato il figlio gravemente malato, una infermiera pediatrica lo aveva preso in affido, curato, quindi adottato.

La coppia a un certo punto vuole indietro il piccolo, ma non c’è niente da fare: la Cassazione rifiuta e conferma ancora una volta che il genitore è e sarà l’infermiera.

Praticamente, questa signora aveva preso in affido il bambino, aveva quindi instaurato con il piccolo un rapporto stabile, duraturo, fatto di amore e sicurezze e quindi il tribunale, che opera sempre per il bene dei piccoli, ha concesso l’adozione.

Lo stesso avviene il 14 febbraio 2018: con un decreto, il Tribunale per i Minorenni di Napoli concedono a una signora single l’adozione di una bambina bielorussa con cui aveva già costruito un rapporto affettivo profondo e stabile.

In Italia quindi, se sei single, per poter adottare puoi partire da un affido. Non che la strada sia semplice: ricorda sempre che sei un single e che il tribunale preferirà sempre una coppia sposata, dove ci sono un padre e una madre. L’interesse del bambino infatti è sempre al primo posto e ogni tribunale desidera che i piccoli abbandonati abbiano un papà e una mamma.

Ma le situazioni della vita sono tante e può succedere che in un momento e in una determinata situazione non ci siano una mamma e un papà per un bambino e il tribunale decida di affidarlo a una persona, anche single.

È chiaro che, se questa persona ottiene in affido il bimbo, lo cura per tanti anni e costruisce un rapporto affettivo importante e stabile, allora si rientra nel caso previsto dall’art. 44 della L.

184/83: l’adozione è concessa anche al single, purché abbia instaurato con il bambino un rapporto stabile e duraturo. La continuità affettiva è un diritto di ogni bambino.

Affido

Abbiamo quindi visto che in Italia, se sei single, puoi avere un bimbo in affido. E che l’affido rappresenta il primo passo verso l’adozione. Non che sia un percorso facile e veloce, ma rappresenta il primo passo.

In teoria l’affido rappresenta solo una misura temporanea: avrai il bambino con te solo per un periodo limitato (24 mesi con possibilità di rinnovo).

Lo scopo dell’affido infatti, è quello di far mantenere al bambino i rapporti con la famiglia di origine, che in quel momento non può prendersi cura del minore.

Quando la famiglia di origine sarà in grado di fornire al figlio tutto ciò di cui necessita, allora l’affido avrà termine.

Purtroppo però, non sempre succede così.

Alcuni affidi si protraggono per mesi e mesi, anni e, se il tribunale constata che la famiglia di origine non è in grado definitivamente di prendersi cura del piccolo, allora può concedere l’adozione all’affidatario, chiaramente se tra affidatario e bimbo si è ormai instaurato un profondo rapporto affettivo. Le condizioni affinché un affido si trasformi in adozione sono quindi due:

  1. La famiglia di origine, è definitivamente incapace di curare il piccolo;
  2. L’affidatario e il piccolo hanno stretto un profondo e stabile rapporto affettivo.

In questi casi il tribunale può pronunciare l’adozione, anche se si tratta di un single.

Quando si tratta di minorenni dai 2 ai 17 anni, l’affido dura 24 mesi, ma il tribunale può rinnovarlo. Quando si tratta di neonati, spesso l’affido rappresenta una pre-adozione, che seguenti provvedimenti giudiziari confermeranno.

In conclusione: se sei single, al momento non puoi fare domanda di adozione, perché la legge riserva l’adozione solo alle coppie sposate. Ma puoi fare domanda di affido. E chissà che poi l’affido non si trasformi in adozione.

È però importante che tu sappia che l’affido è uno strumento temporaneo: il piccolo potrebbe tornare con la sua famiglia di origine. Anzi, si spera proprio quello. Se questo non può avvenire, il tribunale, il cui compito è tutelare i minori, su tua richiesta, potrà concederti l’adozione. Anche se sei single, alle condizioni che finora ti ho spiegato.

Suggerimento

Se sei interessato ad avere un bimbo in affidamento, contatta i servizi sociali della tua città oppure i Centri Affido distrettuali e Comunali: ti guideranno in questo splendido percorso.

Come ti ho spiegato finora, in Italia un single non può adottare, ma può fare richiesta di preaffido. Ci sono però dei paesi esteri dove anche i single possono adottare. E se adotti un bambino all’estero, poi l’Italia riconosce la tua adozione.

Lo conferma il Tribunale per i Minorenni di Roma con il provvedimento n. 2233/19: un italiano residente in Sudafrica aveva adottato due piccoli. Il tribunale ha riconosciuto all’uomo piena adozione, che quindi rimane a tutti gli effetti padre dei piccoli, con tutti i diritti e doveri che ne conseguono.

Questa sentenza apre un nuovo scenario: la possibilità per i single di adottare un bambino all’estero e, di conseguenza, ottenere il riconoscimento dell’adozione anche in Italia.

Il tribunale infatti, non può negare l’evidenza: i minori hanno bisogno di continuità affettiva e se uno stato ha concesso l’adozione anche a un single, perché ha criteri valutativi diversi ma pur sempre nell’interesse del minore, deve adeguarsi.

Источник: https://www.soldioggi.it/adozione-single-20008.html

Gravidanza
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