A scuola a cinque anni e mezzo: i pro e i contro

Anticipo scolastico: fare la

A scuola a cinque anni e mezzo: i pro e i contro

L’anticipo scolastico è stato introdotto con la legge 53/2003, che ha stabilito la possibilità di iscrivere alla prima classe della scuola primaria i bambini di 5 anni e mezzo che compiranno i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. Una possibilità successivamente formalizzata con il decreto legislativo n. 59/2004.

Rimane allora da capire se iscrivere un bambino di cinque anni e mezzo alla scuola primaria sia o meno la scelta giusta da fare.

Generalmente gli elementi che inducono il genitore a prendere questa decisione sono il fatto che il bambino riconosce le lettere o sa già leggere, è “sveglio”, curioso, sa contare, ha una bella chiacchiera e “la sa lunga” su molte cose.

Ma i requisiti che servono per iniziare la scuola hanno poco a che vedere con questi elementi. È invece indispensabile aver raggiunto una certa autonomia, un livello adeguato  di attenzione e di concentrazione, una buona maturità cognitiva ed emotiva, oltre che saper rispettare le regole del gruppo.

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L’autonomia

Un bambino autonomo è capace di tenere a posto i giocattoli, si ricorda dove ha messo le sue cose, sa allacciarsi le scarpe da solo, è in grado di tagliare il cibo con coltello e forchetta, sa vestirsi e svestirsi senza chiedere aiuto.

Sono tutti elementi importanti perché a scuola dovrà togliersi e rimettersi la giacca, dovrà cambiarsi le scarpe quando c’è educazione fisica (con poco tempo a disposizione), dovrà rimanere seduto per tutta la durata delle lezioni, avrà del materiale di cui prendersi cura e da non perdere o rovinare, avrà uno zaino da preparare, avrà bisogno che le sue mani siano pronte a usare bene la penna. Dovrà, insomma, dare prova di sufficiente autonomia.

Il livello di attenzione e concentrazione

Un bambino che ha raggiunto un adeguato livello di attenzione e di concentrazione dovrebbe essere capace di iniziare un gioco e di concluderlo senza abbandonarlo dopo pochi istanti; dovrebbe saper giocare anche da solo, inventando storie o situazioni senza chiedere continuamente l’intervento di un adulto; dovrebbe partecipare alla gestione della vita domestica, per esempio preparando e sparecchiando la tavola. 

Se il bambino riesce a fare queste cose, o altre simili, in autonomia, possiamo immaginare che sarà capace di rimanere concentrato a lungo e questo, una volta seduto al banco di scuola, gli consentirà di svolgere senza difficoltà il compito che gli viene assegnato, sia esso ascoltare una storia, colorare un disegno, copiare dalla lavagna o lavorare con i numeri.

La maturità cognitiva

Un bambino che sa raccontare quanto accaduto ieri o l’estate scorsa, che si accorge se gli abbiamo dato una caramella in più o in meno, che distingue chi ha il gelato più grande e chi ne ha uno più piccolo, che è in grado di ascoltare una storia e poi di disegnare – in maniera abbastanza dettagliata – il personaggio che lo ha colpito di più, ha sicuramente le cognizioni di base che gli permetteranno di imparare a leggere, a scrivere e a far di conto senza difficoltà.

La maturità emotiva

Se un bambino reagisce ai no lamentandosi, ma senza esplodere, se il distacco dai genitori non è sempre una tragedia, se di fronte alla frustrazione di un desiderio (per esempio: «Oggi piove e quindi non puoi andare in bicicletta») trova un’alternativa costruttiva, se quando sbaglia prova di nuovo per fare meglio, allora il bambino sarà capace di affrontare l’impegno emotivo richiesto dalla scuola.

Il rispetto delle regole del gruppo

Una classe, come dice la psicologa Daniela Lucangeli, è un organismo vivente e ogni bambino che ne fa parte ne determina il clima e la capacità di funzionare in fase di apprendimento ma anche di gioco.

È chiaro quindi che un bambino che sa giocare con gli altri, che sa condividere e collaborare, che rispetta il suo turno, sarà in grado di integrarsi nella classe, di rispettarne le regole e di dare il proprio contributo affinché il gruppo possa apprendere tra i banchi di scuola.

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Il gruppo classe

Supponiamo ora che un bambino di 5 anni e mezzo possieda tutti questi requisiti: è il momento di decidere se fargli fare “la primina” oppure no.

Ci sono altri due elementi da prendere in considerazione: il gruppo classe e la perdita di un anno di esperienze.

Alcuni suoi compagni di classe avranno un anno in più rispetto a lui. Il che significa che avranno un anno di esperienze in più e avranno una maggiore dimestichezza con ogni dominio dell’apprendimento.

È importante sottolinearlo perché se il nostro bambino di cinque anni e mezzo basa la sua autostima non solo sul fatto che sa fare le cose ma anche sul fatto che è un passo avanti ai suoi coetanei, improvvisamente potrebbe trovarsi ad avere delle difficoltà rispetto agli altri e a non essere più “il più bravo”.

Questa, chiaramente, non è una regola (lo sviluppo globale di un bambino non dipende solo dall’età, ma anche da altri fattori), però rimane una possibilità.

Vale quindi la pena di riflettere se sia il caso di mettere il bambino in una situazione che potrebbe richiedergli uno sforzo maggiore rispetto a quello che gli ci vorrebbe nella stessa situazione, ma posticipata di un anno. Se a un bambino viene imposto uno sforzo eccessivo perderà infatti l’entusiasmo e la motivazione ad apprendere perché lo riterrà troppo difficile. 

Un anno di esperienze in  meno

L’anticipo scolastico comporta necessariamente una privazione: al bambino viene negato un intero anno di gioco, di scoperta del mondo e di fermentazione delle competenze acquisite. Uso l’espressione “fermentazione delle competenze” perché è proprio quello che avviene tra i cinque e i sei anni e mezzo.

In questo periodo le esperienze che sono state fatte si trasformano, inizia la fase di astrazione, ed è come se i bambini mescolassero tra loro gli elementi che hanno visto, sentito, provato, scoperto, e li trasformassero mediante una reazione chimica, quale è la fermentazione, per farli diventare un prodotto complesso come il vino o il pane.

I bambini, in questa fase, comprendono i nessi tra le esperienze che hanno vissuto e si preparano a formarne di nuovi.

Quale decisione, allora?

Il consiglio ai genitori che pensano di scegliere l’anticipo scolastico, quindi, è di valutare attentamente tutti gli elementi che abbiamo discusso e di parlarne con le insegnanti della scuola dell’infanzia, con il pediatra ed eventualmente con esperti dello sviluppo e pedagogisti, in modo da avere un quadro della situazione il più chiaro possibile, nell’interesse dello sviluppo del bambino.

Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/educazione/scuola/anticipo-scolastico/

Anticipatari a scuola: i pro e i contro della primina

A scuola a cinque anni e mezzo: i pro e i contro

L’anticipo di iscrizione alla scuola primaria in Italia è consentito ai bambini che compiono sei anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.

Essere anticipatari a scuola è davvero un’opportunità di crescita per i nostri figli? O si sottrae invece loro un periodo di gioco spensierato? Meglio scegliere la primina? O invece decidere di non accelerare i tempi, obbligando i bambini a stare seduti ore in un banco? Scegliere non è facile, poichè entrano in gioco moltissimi fattori. Si tratta di una tematica che va analizzata da diversi punti di vista: pedagogico, psicologico, sociale e familiare. Per una scelta consapevole occorre affidarsi anzitutto alle indicazioni fornite dal pediatra e dai docenti della scuola dell’infanzia frequentata dal bambino.

La scelta va naturalmente calibrata su ogni singolo bambino, poichè un inizio scolastico forzatamente anticipato può rappresentare un vero e proprio trauma per il piccolo.

Un cattivo inizio può pertanto minare l’autostima del bimbo, segnandolo da un punto di vista emotivo.

D’altro canto, invece, l’anticipo può rivelarsi un alleato potente per alimentare nel bambino la voglia di imparare e di aprirsi alle sfide.

Anticipatari: valutare con obiettività

Non tutti i bambini nati nel periodo utile per l’anticipo sono pronti: l’ingresso a scuola a 5 anni deve essere riservato infatti solo a quelli che dimostrano uno sviluppo superiore alla media da ogni punto di vista.

Non dimentichiamo che si tratta di una scelta che va compiuta esclusivamente per il bene del bambino e non per vanagloria dei genitori.

Mamma e papà troppo spesso hanno infatti fretta di vedere crescere il proprio figlio, in un’ottica quasi di competizione.

I genitori indecisi dovrebbero anzitutto confrontarsi apertamente con le maestre della scuola materna, al fine di conoscere le sfumature caratteriali del proprio figlio.

Ogni bambino è un essere umano peculiare, che presenta tappe di sviluppo fisico e psicologico differenti. Il fatto che nostro figlio sappia contare o riconoscere le lettere non è una condizione sufficiente perché sia pronto per l’ingresso a scuola.

È infatti essenziale che sia emotivamente preparato al grande salto della primina.

Non da ultimo, occorrerà valutare con grande attenzione anche le caratteristiche della struttura scolastica ed il metodo didattico scelto dai docenti della scuola che si intende far frequentare al proprio figlio. È infatti importante che la scuola che eventualmente li accoglierà saprà far fronte alle esigenze peculiari dei bambini anticipatari.

Come scegliere consapevolmente

È compito del pediatra, in quanto medico di crescita e di educazione, consigliare o meno la primina, tenendo conto delle capacità psicomotorie del bambino.

Sono 4 i parametri che vanno valutati e che rivelano le capacità psicologiche e motorie del piccolo. Anzitutto, la mancanza di balbuzie: il lessico deve essere normale.

Il bambino deve possedere l’abilità di riconoscere almeno i colori, almeno due su tre. La capacità motoria viene valutata prendendo al volo una palla, almeno due volte su tre.

Infine, deve saper disegnare la figura umana con almeno tre parti definite: testa, tronco, gambe. Se un bambino rispetta questi requisiti possiede le capacità di andare a scuola anche prima dei sei anni.

Nella scelta di anticipare l’iscrizione di un bambino alla scuola primaria, però, non bisogna valutare unicamente le capacità cognitive. Non è sufficiente, in altre parole, che il bambino sappia leggere e scrivere.

Un bimbo di 5 anni e mezzo può infatti essere intelligentissimo, ma totalmente incapace di concentrarsi. È fondamentale infatti tener conto della sfera psicomotoria, emotiva e relazionale.

Secondo recenti risultati della prove Invalsi non esistono sostanziali differenze a lungo termine tra gli anticipatari e i regolari per quanto riguarda i risultati scolastici. Ciò che invece cambia è l’impatto dell’anticipo scolastico dal punto di vista comportamentale.

Un bambino anticipatario può ad esempio soffrire la differenza di età con i compagni di classe o può non essere emotivamente pronto al peso delle prestazioni richieste dalla scuola dell’obbligo.

La maturità emotiva e relazionale del bambino va attentamente valutata.

Occorre infatti che il bambino sappia relazionarsi in modo cooperativo con i coetanei e che sappia accettare in modo sereno le richieste ed i giudizi degli insegnanti.

Deve inoltre essere in grado di portare a termine un compito assegnato e saper gestire le piccole frustrazioni derivanti dalle difficoltà.

I motivi per non anticipare

Secondo alcuni psicologi dell’età evolutiva è meglio attendere, per prolungare il tempo dedicato al gioco libero e all’esplorazione corporea. La scuola può diventare una fonte di stress, più che un’opportunità di crescita e di sviluppo.

Il gioco è infatti una forma di apprendimento: attraverso il gioco, infatti, i bambini danno libero sfogo all’immaginazione o riproducono situazioni di vita reali.

In questo modo sperimentano emozioni e relazioni e sviluppano sicurezza in se stessi.

Il gioco è il bisogno primario e fondamentale del bambino: è lo spazio nel quale vengono costruiti significati condivisi e si instaura tra i bambini la cultura del pari. La scuola primaria non tiene sufficientemente conto del ruolo del gioco e potrebbe richiedere ai bambini più piccoli uno sforzo di adattamento troppo grande.

Secondo alcuni studi anticipare la scuola non mostra vantaggi nè dal punto di vista dello sviluppo verbale, nè per quello logico-simbolico o matematico.

I risultati Invalsi mostrano che gli anticipatari hanno un punteggio in italiano e matematica lievemente inferiori rispetto ai loro compagni in età standard.

Un gap che però sostanzialmente si annulla col proseguire della carriera scolastica.

Le ragioni a favore

Secondo alcuni pediatri i bambini ricevono oggi molti più stimoli di un tempo, pertanto l’ingresso anticipato a scuola è un’opportunità di crescita importante per un bambino.

L’inizio della prima elementare a 6 anni non ha infatti valenza psicopedagogica, ma si riferisce unicamente ad una legge risalente al periodo dell’Unità d’Italia.

I bambini di oggi sono decisamente più inclini all’apprendimento rispetto al secolo scorso, grazie agli stimoli che ricevono ogni giorno. Fondamentale però è che la scuola che accoglie i bambini anticipatari sia dotata degli strumenti didattici adeguati.

Ci sono infatti insegnanti che accompagnano il bambino in modo più graduale nella lettura e nella scrittura.

La scelta è davvero difficile, ma occorre tener presente come prioritario il benessere dei nostri bambini.

Источник: https://www.unadonna.it/mamma/asilo-e-scuola/anticipatari-a-scuola-i-pro-e-i-contro-della-primina/1576527/

Anticipo scolastico. A scuola a cinque anni e mezzo, ma i bambini sono pronti?

A scuola a cinque anni e mezzo: i pro e i contro

Scritto da MM il 8 Febbraio 2015. Pubblicato in Istruzione.

Una possibilità successivamente formalizzata con il Decreto legislativo n. 59/2004 permette ai bimbi nati nei primi mesi dell’anno di saltare l’ultimo anno di asilo e iscriversi direttamente al primo anno di scuola primaria.

Secondo i dati del Ministero dell’istruzione, in Italia il numero dei bambini “anticipatari” è in costante aumento: erano 45.610 nell’anno scolastico 2011/2012 e sono stati 49.586 in quello appena terminato.

La regione con numero superiore di anticipatari è la Campania, confermando una tradizione (quella dei primini) tipica del Sud d’Italia.

Ma è giusto per i bambini saltare l’ultimo anno di scuola dell’infanzia e iniziare in anticipo la scuola dell’obbligo?

Signora, mi è venuto un bambino da otto e mezzo. Che faccio, lascio?

Si tratta di una scelta che i genitori devono effettuare tenendo conto di tutta una serie di fattori: dalle attitudini del fanciullo alle caratteristiche dell’istituto scelto e al metodo didattico adottato dagli insegnanti.Da maestra e mamma, uno dei miei figli è di dicembre, tendo a sconsigliare l’anticipo scolastico.

In questi ultimi anni ho avuto molti alunni anticipatari e, nella maggior parte dei casi, risultavano, naturalmente, più immaturi, avevano difficoltà d’attenzione, concentrazione e, sopratutto, si stancavano molto velocemente.

Le stesse caratteristiche e difficoltà le ho riscontrate con gli alunni di novembre e dicembre.

Fra questi alunni anticipatari ho avuto anche bambini perfettamente in sintonia con la classe, senza difficoltà di attenzione e concentrazione. In particolare un mio alunno nato a marzo ed inserito un anno prima, ha concluso il percorso scolastico brillantemente.

È necessario valutare caso per caso perché un bambino di 5 anni e mezzo può essere molto intelligente e sveglio ma magari non ha ancora quella maturità che gli permette di concentrarsi sui tempi e sui compiti richiesti a un allievo della scuola primaria. Un altro può essere “pronto”.
Un consiglio: parlate con le maestre della scuola dell’infanzia del vostro bambino e chiedete una valutazione di un esperto in psicologia infantile ….. e, nel dubbio, aspettate …..

COSA DICE LA NORMATIVA:

Anticipi di ammissione alla scuola

Il Regolamento di riordino del primo ciclo di istruzione e della scuola dell’infanzia ( dpr n.

89/2009) ha previsto che, a decorrere dall’anno scolastico 2009-10 possono iscriversi alla scuola dell’infanzia i bambini che compiono tre anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.

Per la scuola primaria esiste una analoga possibilità di iscrizione anticipata per coloro che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. Lo ha previsto il decreto legislativo n. 59/2004.

È possibile, altresì, anticipare il percorso scolastico di un anno mediante un apposito esame di idoneità che consente il passaggio diretto al secondo anno di corso, senza frequentare la prima classe. Tale possibilità non è consentita a chi si avvale dell’anticipo di iscrizione alla scuola primaria.

Anticipi di ammissione alla scuola dell’infanzia

L’anticipo di iscrizione alla scuola dell’infanzia, secondo quanto dispone il Regolamento di riordino, avviene garantendo qualità pedagogica, flessibilità e specificità dell’offerta educativa in coerenza con la particolare fascia di età interessata.

Per questo, la frequenza anticipata è consentita alle seguenti condizioni:a) disponibilità dei posti;b) accertamento dell’avvenuto esaurimento di eventuali liste di attesa;c) disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell’agibilità e funzionalità, tali da rispondere alle diverse esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni;

d) valutazione pedagogica e didattica, da parte del collegio dei docenti, dei tempi e delle modalità dell’accoglienza.

Oltre all’anticipo, il Regolamento prevede la possibilità che siano attiviti particolari servizi educativi per bambini di età compresa tra i due e i tre anni, denominate sezioni primavera.

La concreta attuazione di queste sezioni sperimentali viene definita con un Accordo in sede di Conferenza unificata Stato, Regioni e Autonomie Locali, cui seguono apposite intese regionali tra Regione e Ufficio scolastico regionale.

Le sezioni primavera si avvalgono di contributi statali e regionali per il loro funzionamento.

Anticipi di ammissione alla scuola primaria

L’anticipo di iscrizione alla scuola primaria è consentito ai bambini che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.L’ammissione anticipata avviene su domanda della famiglia al momento delle iscrizioni e deve essere accolta dalla scuola, subordinatamente alla disponibilità dei posti e ai criteri di precedenza deliberati dal consiglio di istituto.

L’annuale circolare sulle iscrizioni raccomanda alle famiglie di consultare i comprare synthroid scuola dell’infanzia frequentata dal proprio figlio prima di procedere alla iscrizione anticipata alla scuola primaria.

Esami di idoneità per l’iscrizione al secondo anno di scuola

È consentito alle famiglie iscrivere i bambini al secondo anno di scuola primaria in anticipo, previo superamento di esame di idoneità.

In tal modo, i bambini che si iscrivono in prima passano direttamente alla seconda classe, dopo il superamento dell’esame di idoneità.
Tale possibilità, prevista dalla circolare per le iscrizioni (cm n.

4/2009), è consentita soltanto agli alunni che non si avvalgono dell’anticipo di iscrizione alla classe prima.

Immagine in evidenza fonte pexels

Mi scrivono in molte docenti sulla mia pagina “Sante maestre”.
Condivido i commenti, penso possa essere utile conoscere il parere anche di altre docenti:

R. G.
Sono docente. Due bimbi e mezzo su tre sono troppo piccoli, non reggono il ritmo di attenzione e il pomeriggio hanno sonno. Chi sceglie l’ anticipo ruba un anno di infanzia ai figli e nessuno glielo renderà.

A. M.
Non vedo il motivo per cui togliere un anno di gioco ai figli. Spesso si scambiano i bambini che sanno scrivere e leggere per bambini pronti per la scuola, ma la maturità è un’altra cosa. Poi i ritmi sono diversi.

Troppo spesso ho visto bambini di 5 anni catapultati in realtà scolastiche di 40 ore settimanali e dopo un esordio positivo, cedere o perdere terreno perché alla scuola primaria si chiede altro rispetto alla scuola dell’Infanzia. Spesso inoltre sono i maschietti a patire di più l’anticipo.

Sono contraria, ma purtroppo la legge non è dalla parte dei contrari…e molti genitori si lasciano prendere la mano.

I. B.
Due anticipatari in classe. Uno bravissimo l’altro assolutamente non pronto. Ha bisogno di correre e giocare e non di stare seduto ad un banco. Io stessa sono stata primina e l’ho pagata alle medie. Facciamoli giocare

T. E. P.
Tentano di sbolognarli quanto prima per avere un parcheggio gratis per i figli. Molto triste.

C. A.
Con l’anticipo si tolgono momenti di gioco e svago. Non vi rendete conto del disagio che vivono.

N. V.
È vero che andrebbe valutato caso per caso, considerando diversi fattori, ma in linea di massima eviterei di anticipare l’ inizio della scuola primaria. Un anno di gioco in più non è un anno perso, perché a quell’età il gioco è comunque strumento di apprendimento e palestra per consolidare autonomie e prerequisiti che risultano fondamentali per il percorso successivo…

N. C.
Fra un po’ ci saranno bimbi di cinque anni affidati ad insegnanti di quasi settanta!

E. A.
Ho molti dubbi in proposito…..

N. V. A. G.Lavoro da oltre 20 anni nella scuola e ho lavorato anche nell’Infanzia.

Conosco il lavoro che viene fatto in entrambi gli ordini di scuola ed è proprio per questo che mi permetto di dire che ogni età ha le sue peculiarità e le sue esigenze, che educatori attenti devono saper valutare per garantire ad ogni bambino il percorso più adatto a lui, ma senza forzare le tappe. Qui si aprirebbero un’ infinità di parentesi…

Mi piace · Rispondi · 1 · 20 ore fa

R. G. Io sono andata a scuola un anno prima.., alle elementari non lo sentivo, ma quando tutti i miei amici avevano 18 anni, potevano fare la patente e altre cose a me vietate, ho rimpianto la scelta dei miei genitori.Per iscrivermi al’ università ho avuto bisogno di una deroga perché ero minorenne…

L. M.
Non sono d’accordo. Per molti bambini l’ultimo anno di materna è un puro parcheggio. Io ho avuto in classe bimbi anticipatari che erano tra i migliori e ancora adesso alle superiori viaggiano ad alti livelli.

Perché impedirlo a priori? Il problema è che non sempre le insegnanti dell’infanzia hanno le competenze per consigliare nella scelta. Ho anche bambini di marzo-aprile in anno giusto che avrebbero avuto bisogno di un anno in più alla materna.

Purtroppo loro non possono scegliere.

C. M.
Ogni cosa a tempo debito. Lasciamo che giochino spensierati, visto che possono farlo!

Bambino, Scuola

Источник: https://maestraemamma.it/anticipo-scolastico/

Scuola a 5 anni, sì o no. Come fare la scelta giusta

A scuola a cinque anni e mezzo: i pro e i contro

A scuola in anticipo, sì o no? Qual è la scelta giusta? Anche i bambini che compiranno sei anni dopo il 31 dicembre 2017 ed entro il 30 aprile 2018 possono essere iscritti alla scuola primaria e iniziare a frequentarla dal prossimo settembre. La scelta se farli cominciare in anticipo oppure no spetta ai genitori. Ecco che cosa valutare

Come si fa a decidere la cosa giusta per il bambino? Meglio optare per l’ingresso anticipato per “guadagnare un anno” o non accelerare i tempi e lasciare che ancora per un po’ i propri figli giochino liberamente senza l’incombenza di compiti e tante ore sedute ai banchi di scuola? Ecco che cosa pensano alcuni esperti con visioni diverse e che cosa stabilisce il ministero dell'Istruzione per gli anticipatari.

La scelta va 'calibrata' sul singolo bambino

La scelta, secondo Luigia Milani, psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta dell’adolescenza all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, va calibrata sul singolo bambino. E ponderata bene.

“Perché un cattivo inizio può essere un trauma: minare l’autostima del bambino e segnarlo da un punto di vista emotivo.

Al contrario, invece, un buon inizio lo fa sentire adeguato alle nuove sfide e alimenta il piacere dell’imparare”.

Insomma, pochi mesi di differenza a quella età, è il caso di dirlo, possono fare la differenza e un inserimento traumatico può essere fonte di ansia e demotivazione.

Nel ponderare quindi il passaggio anticipato dalla scuola dell’infanzia a quella primaria non basta valutare solo la maturità cognitiva.

Anche le bambine e i bambini più svegli intellettivamente e già “svezzati” alla lettura e alla scrittura possono provare disagio al peso delle prestazioni richieste dalla scuola dell’obbligo.

Valutate la maturità emotiva del bambino

Non è da sottovalutare, infatti, la loro maturità emotiva: “La capacità cioè di stare serenamente e per molte ore (se la scuola è a tempo pieno) lontano dall’ambiente familiare, capacità che non per tutti si consolida nei primi anni di materna, la capacità di relazionarsi in modo cooperativo con i coetanei (e gli adulti), di portare a termine un compito, di saper gestire piccole frustrazioni legate a eventuali difficoltà, e di accettare in modo sereno le richieste e i giudizi degli insegnanti,” dice la psicologa infantile.

Valutate gli insegnanti e la didattica. Non sono tutti uguali

Da non sottovalutare poi il tipo di scuola e di didattica con cui il proprio figlio si confronterà: “Non tutti gli insegnanti sono esigenti allo stesso modo e se c’è chi accompagna gradualmente gli alunni alla lettura e alla scrittura, ci sono altri invece che corrono di più e che, per alcuni bambini in particolare, possono essere vissuti come troppo esigenti”.

Mettete da parte le vostre aspirazioni. Si parla di vostro figlio

Certo: chi va a scuola prima finisce prima, “ma a mio parere meglio procedere con calma mettendo il bambino nelle condizioni di sentirsi a proprio agio, con i compagni, con le richieste dell’insegnante e con i contenuti dell’insegnamento,” dice la psicologa Milani.

Quindi meglio mettere da parte le proprie aspirazioni genitoriali che, a volte, rischiano di prevaricare sulle reali esigenze dei figli, e considerare i vantaggi che possono derivare dal trascorrere ancora un anno alla scuola materna, dove il gioco la fa da padrone.

Il gioco è un'importante forma di apprendimento. Non è tempo buttato

“Il gioco infatti è una forma di apprendimento e ha un’importanza enorme per la crescita emotiva, perché attraverso il gioco tra pari i bambini possono riprodurre situazioni di vita reali, o dare libero sfogo alla fantasia e all’immaginazione, sperimentando emozioni, relazioni e sviluppando sicurezza di sé” conclude Milani.

Giuseppe Mele (Paidòss): sono a favore dell'anticipo scolastico

Diversa la posizione del pediatra Giuseppe Mele, presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute dell'Infanzia e dell'Adolescenza (Paidòss): “Sono a favore dell’anticipo scolastico perché ritengo che il processo formativo, con l’ingresso nel mondo della scuola, possa esaltare lo sviluppo di un bambino, che oggi riceve molti più stimoli di un tempo. La nostra scuola – conclude – è matura per accogliere gli anticipatari”.

Miur: la scuola deve accogliere gli anticipatari con attenzione e cura

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La scorsa settimana le scuole sono terminate. In questa galleria fotografica abbiamo voluto perlustrare gli studenti in giro per il mondo. Buona visione a tutti.

Aggiornato il 05.12.2016

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/istruzione/scuola-a-5-anni-si-o-no-come-fare-la-scelta-giusta

Iscrizione scuola primaria a 5 anni? Tutto sugli anticipatari

A scuola a cinque anni e mezzo: i pro e i contro

Anticipare l’ingresso dei figli alla scuola primaria? Un bel dilemma per i genitori di bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile del primo anno di scuola elementare. Una questione delicata che vede scontrarsi psicologi e educatori sulle implicazioni pro e contro questa scelta di vita.

Cosa prevede la normativa

Secondo quanto riportato sul sito del MIURl'anticipo di iscrizione alla scuola primaria è consentito ai bambini che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.

L'ammissione anticipata avviene su domanda della famiglia al momento delle iscrizioni e deve essere accolta dalla scuola, subordinatamente alla disponibilità dei posti e ai criteri di precedenza deliberati dal consiglio di istituto“. [1][2]

Ma la libertà prettamente legislativa tiene in considerazione solamente lo sviluppo cognitivo come indicatore rilevante, mentre un corretto sviluppo armonico – secondo la psicologa e psicoterapeuta Francesca Morelli – tiene conto anche della sfera psicomotoria, emotiva, affettiva, relazionale e sociale. [3]

D’altra parte, i risultati riportati dal Rapporto Integrale delle Prove Invalsi 2017 mostrano una sottile differenza – non sostanziale – tra i regolari e gli anticipatari nei punteggi raggiunti in italiano e matematica: differenza che va a scapito degli anticipatari. Dunque a livello di risultati scolastici le differenze ci sono, ma la forbice non sembra così tanto rilevante. Quello che cambia sono gli impatti che un “anticipo forzoso” dell’ingresso a scuola comporterebbe dal punto di vista comportamentale.

Risultati confermati anche dall’Università di Stanford che in uno studio sostiene che gli anticipatari mostrano – verso gli 11 anni – maggior difficoltà a contenere i propri impulsi, sono più disattenti e dimostrano meno autocontrollo.[6]

Ma quanti sono gli anticipatari?

A livello numerico sono presenti piú al Sud che al Nord (dove sono meno dell’1%), raggiungendo l’apice del 4% nelle isole. La tabella mostra la percentuale di regolari (R), anticipatari (A) e posticipatari (P), nelle varie aree geografiche, ulteriormente suddivisi per livello scolastico (livello 2 = seconda classe scuola Primaria).[4]

I motivi degli psicologi contrari

Ci sono “molte buone ragioni per prolungare la stagione del gioco libero, del piacere motorio, dell’esplorazione corporea del mondo fisico e relazionale, e nessuna a favore dell’anticipo dell’enfasi sul verbale e sul logico-simbolico, già peraltro iper-stimolati dallo stile di vita di gran parte dei bambini, causa di disarmonie dello sviluppo cognitivo, affettivo, motorio e relazionale” sostiene Franco Nanni[7], psicologo scolastico, facendo sue le teorie di Peter Gray secondo cui “solo giocando si possono acquisire naturalmente le abilità sociali che serviranno da grandi”.[8]

Anche Federico Bianchi, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, secondo il quale la possibilità, pur consentita dalla legge, “di anticipare l’età di ingresso dei bambini in prima elementare è stata mal interpretata”.[9]

Rispettare i tempi di sviluppo del bambino e collaborare con gli insegnanti sono le due regole da tenere a mente per scegliere al meglio, evitando che la scuola diventi fonte di stress invece che esperienza di crescita e sviluppo.

I motivi degli psicologi a favore

Di idee diverse Italo Farnetani, pediatra e ordinario alla Libera Università Ludes di Malta che sostiene che la possibilità di essere anticipatari non ha valenza psicopedagogica: “ritengo che dovrebbero andare in prima elementare solo quelli che hanno portato a compimento uno sviluppo superiore alla media, tale da non pregiudicare il loro apprendimento”.

A consigliare l’anticipo scolastico dovrebbe, secondo lo studioso, essere il pediatra, in quanto medico di crescita ed educazione (come definito dall’OMS nel ‘74) ma dovrebbe essere necessaria una valutazione basata su 4 parametri, utili per verificare le capacità psico-motorie del bambino:

  • il lessico non deve presentare balbuzie
  • la capacità di riconoscere almeno due colori su tre
  • la capacità di prendere al volo una palla (almeno due volte su tre)
  • il disegno di una figura umana deve constare almeno di tre parti: testa, tronco e gambe.

Se un bambino rispetta questi requisiti, può andare a scuola anche al compimento dei 5 anni”.[10]

E per evitare conflitti in classe, Farnetani suggerisce un cambio strutturale a livello scolastico, puntando su classi organizzate per mese di nascita, in modo da permettere il confronto tra coetanei, con un vantaggio sostanziale anche per le insegnanti nella gestione della didattica e della condotta.

Ai genitori titubanti sulla scelta, gli esperti suggeriscono anche un confronto aperto e schietto con le maestre della scuola materna, per conoscere le sfumature caratteriali del bambino che possono avvantaggiare o meno l’ingresso scolastico anticipato.

Conclusioni e consigli finali

Iniziare il percorso scolastico prima dei sei anni è possibile, per legge. Ma la scelta dovrebbe tenere conto non solo dell’età anagrafica. Troppo spesso i genitori propendono per l’ingresso anticipato a prescindere dalle reali capacità del bambino.

Prima di prendere questa decisione conviene riflettere su questi punti:

  • La possibilità offerta dalla legge di anticipare l’ingresso a scuola è pensata per quei bambini che presentano uno sviluppo superiore alla media, non per tutti i nati fra gennaio e aprile, a prescindere dalle capacità.
  • Bisognerebbe compiere questa scelta solo ed esclusivamente per il bene del bambino e non per la vanagloria dei genitori che – spesso – hanno fretta di vederli crescere. L’ingresso anticipato a scuola significa anche un anno in meno di giochi e spensieratezza.
  • Bisognerebbe consultare innanzitutto il pediatra, che è il medico che segue anche lo sviluppo psicomotorio del bambino.
  • Occorre avere il parere favorevole delle insegnanti della scuola dell’infanzia che devono istaurare un rapporto schietto e sincero con i genitori.

I veri attori principali rimangono comunque i nostri bambini e le scelte migliori sono quelle fatte con il cuore.

Fonti per questo articolo

[1] Anticipi di ammissione alla scuola, Ministero dell’Istruzione >> http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/famiglie/anticipi [2] Decreto legislativo, Ministero della Pubblica Istruzione >> https://archivio.pubblica.istruzione.it/normativa/2004/dec190204.shtml [3] A scuola a 5 anni: si o no?, Francesca Morelli (psicologa e psicoterapeuta) >>

https://www.francescamorelli.com/single-post/2017/07/21/A-scuola-a-5-anni-si-o-no

[4] Rapporto Integrale sulle Prove Invalsi 2017 >> https://www.scribd.com/document/353060223/Rapporto-Prove-INVALSI-2017#from_embed [5] Early educational milestones as predictors of lifelong academic achievement, midlife adjustment, and longevity >>  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2713445/ [6] The gift of Time, Università di Stanford >> http://www.nber.org/papers/w21610 [7] L’anticipo scolastico esaspera le differenze, Giunti Scuola >> http://www.giuntiscuola.it/lavitascolastica/magazine/articoli/cultura-e-pedagogia/lasciate-giocare-i-bambini-l-anticipo-scolastico-esaspera-le-diffrenze/ [8] Peter Gray, Psicologo >> https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Gray_(psychologist) [9] Federico Bianchi >> https://www.tuttoscuola.com/risultati-invalsi-commento-dellesperto-perche-non-bisognerebbe-anticipare-lingresso-alle-elementari/ [10] Italo Farnetani >> http://www.adnkronos.com/salute/2017/09/01/pediatra-dice-all-anticipo-giusto-andare-scuola-anni_ksrqTdHAu9XZIXcmv2HdAO.html

Источник: https://www.metlife.it/blog/famiglia/2018/iscrizione-scuola-primaria-anticipo/

Gravidanza
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