15 cose bizzarre che si fanno per i bambini

Contents
  1. Estate tra le Dolomiti bellunesi con i bambini: cosa fare – Dove Viaggi
  2. Dolomiti venete: in vacanza con i bambini
  3. Lo spettacolo della Marmolada
  4. I sentieri della Grande Guerra
  5. Passo Giau: passeggiate a caccia di erbe
  6. Passo Giau e l'Uomo di Mondeval
  7. Il borgo di Sottoguda
  8. Ferrate, orridi e storie di cavalieri: divertirsi in montagna con i bambini
  9. La ferrata nella valle del Parco naturale di Fanes-Senes-Braies
  10. Il Sorapis, uno dei laghi più belli delle Dolomiti
  11. Il Lago di Misurina e le Tre Cime di Lavaredo: i sentieri
  12. Il tramonto e le leggende
  13. Le cose più divertenti dette o fatte dai bambini americani
  14. 1. Mia figlia mi ha chiesto perché il mio seno casca giù
  15. 5. Ha baciato il sedere del cane.
  16. 7. Mia figlia, furiosa perché non le davo le caramelle, mi ha minacciato: “Griderò così forte che i vicini penseranno che mi stai picchiando”
  17. 12. Mio figlio mi ha guardato e mi ha chiesto: “Mamma, tu sei vecchia?”. Gli ho risposto di no. Allora mi ha chiesto: “Quanti anni hai?”. 36, gli ho risposto: sembro vecchia? “Solo sul sedere, perché è grosso”
  18. 14. Mi ha guardato la scollatura e mi ha detto: “Mamma, che cosa ci fa lì il tuo sedere?”
  19. 18. Mio figlio di sei anni, guardandosi il pisello, ha esclamato: “È duro come un osso”
  20. 21. Mia figlia di 10 anni ha detto al padre: “La mamma alza gli occhi al cielo quando parli”
  21. L’ansia nei bambini: ossessioni e rituali
  22. Cosa è l’ansia
  23. Come di manifesta l’ansia nei bambini piccoli
  24. Come di manifesta l’ansia nei bambini in età scolare
  25. Quando l’ansia trasforma i rituali dei bambini in ossessioni
  26. Suggerimenti per genitori
  27. Mammalogopedista
  28. cosa fare se il tuo bambino non lalla
  29. Cosa fare se non noti cambiamenti o se la lallazione è assente

Estate tra le Dolomiti bellunesi con i bambini: cosa fare – Dove Viaggi

15 cose bizzarre che si fanno per i bambini

“Da bambino, andando a scuola, guardavo le Tre Cime di Lavaredo da Auronzo. Alcuni alpinisti per scherzo mi dissero che dalla Cima Grande si vedevano Venezia e il mare.

Allora a 12 anni sono scappato e mi sono arrampicato fino in vetta per guardare il mare”. Invano, ovviamente.

Ma, da allora, Gianni Pais Becher non ha più rinunciato all’emozione di scalare quei monti, diventando alpinista di fama.

Dolomiti venete: in vacanza con i bambini

Il desiderio di andare in montagna nasce sempre da un sogno o da un’emozione, e da piccoli è più facile sia sognare, sia emozionarsi.

Ovviamente senza essere spericolati come Pais Becher, che oggi, dal suo negozio di attrezzature sportive a Misurina, sotto le Tre Cime, raccomanda ai clienti prudenza e consapevolezza.

E quando si tratta di piccoli escursionisti non ha dubbi: il primo approccio con la montagna deve essere un gioco, in sicurezza, ma divertente. 

Chi è nato sulle Dolomiti come Kristian Ghedina, vicecampione del mondo di discesa libera, ha la passione della montagna nel dna: “Finita la scuola passavo le giornate fra le corse in bici sui sentieri e le arrampicate”, racconta.

“Abito sotto le Tofane e i boschi sono sulla soglia di casa: non ho bisogno di andare a cercarli.

È questa sensazione che voglio trasmettere il prima possibile a mio figlio Natan: la libertà di muoversi nella natura e insieme il rispetto delle regole che qualsiasi sport richiede”.

Chi ama la montagna conosce il piacere di condividere certi momenti: l’arrivo a un rifugio, l’avvistamento di uno stambecco, il profumo del bosco. Meglio ancora se i compagni di avventura sono i figli, da avvicinare a una passione che diventa comune.

Le Dolomiti venete contano alcune fra le più entusiasmanti vette che l’arco alpino possa offrire: la Marmolada, le Cinque Torri, le Tofane, le Tre Cime di Lavaredo.

Luoghi di storie e leggende, di popoli antichi e di più recenti eroi, da raccontare a un bambino.

Leggi anche: Guida alle Dolomiti: dove andare e cosa vedere

Lo spettacolo della Marmolada

Si parte dalla montagna più alta, la Marmolada, e dalla salita in funivia fino ai 3.

265 metri di Punta Rocca, sul ghiacciaio dove la neve perenne resiste al caldo dell’estate e la terrazza offre un panorama a 360 gradi, dall’Adamello in lontananza ai vicini Gran Vernel, Pelmo, Civetta.

Dopo uno sguardo alla lingua di ghiaccio che scende verso il lago di Fedaia, si torna alla stazione intermedia di Serauta, dove è allestito un museo che racconta la Prima guerra mondiale in modo coinvolgente e interattivo con filmati d’epoca, reperti, diari dei soldati.

Un’esperienza che nessun libro di scuola può trasmettere: calarsi nella vita quotidiana degli uomini che combatterono battaglie mai condotte a una simile altezza, e scoprire la “città di ghiaccio”, incredibile labirinto di gallerie scavato nel cuore del ghiacciaio dagli austro-ungarici.

Leggi anche: Dolomiti Venete, universo bianco: sulla neve tra malghe e ciaspolate

I sentieri della Grande Guerra

Da Punta Serauta parte un sentiero, a volte esposto, ma con una fune metallica ad agevolare il percorso, che conduce al posto di comando, all’infermeria, alle trincee degli italiani della Brigata Alpi: è il primo approccio del bambino con l’imbragatura di sicurezza, che è consigliato utilizzare.

Altrettanto spettacolare, sia per il “salto” compiuto dalla funivia sia per le storie della Grande guerra, è la salita al monte Lagazuoi, un vero castello di roccia a passo Falzarego.

La cima è un grande museo all’aperto, che si può percorrere liberamente o seguendo un rievocatore storico in divisa dei Tiroler Kaiserjäger, che ricrea l’atmosfera in cui vivevano i soldati in montagna.

L’emozione più grande per i bambini, però, è la discesa perché – armati di caschetto e torcia– si avventurano nelle incredibili gallerie a spirale che percorrono il ventre della montagna, scavate dai soldati italiani per minare le sovrastanti postazioni austriache.

Adatta anche ai più piccini è la bella passeggiata al gruppo delle Cinque Torri, dove un sentiero quasi in piano attraversa le postazioni di vedetta e le baracche del comando italiano, camminando nelle trincee della guerra aiutati dai cartelli informativi.

Passo Giau: passeggiate a caccia di erbe

Se la Grande guerra ancora regala testimonianze sui sentieri (sotto forma di gavette, lattine o pezzi di elmetto), altri “cimeli” delle Dolomiti vanno conquistati.

Inoltrandosi nei pascoli di Passo Giau, con vista sulla conca di Cortina, sovente si sentono strani fischi: sono le marmotte, che, soprattutto di mattina presto, si fanno notare fra i fiori selvatici. 

Di questo paradiso naturalistico ha fatto buon uso lo chef Gigi Dariz, che sotto il passo gestisce il ristorante Da Aurelio in un tabià (fienile) ristrutturato.

Ha ereditato dal padre un ampio sapere circa l’utilizzo delle erbe e dei fiori spontanei, e oggi lo trasferisce a chi voglia seguirlo in passeggiate a caccia di erbe da gustare poi nel ristorante.

Per i bambini è divertente imparare a distinguere quelle commestibili e quelle da evitare, e poi scoprire che alcuni fiori si possono cogliere e mangiare.

Passo Giau e l'Uomo di Mondeval

Dal Passo Giau parte anche il sentiero Cai n°436, che sale per 200 metri fino a forcella Giau.

Da qui si apre il meraviglioso Mondeval, altopiano erboso sovrastato dalle creste lunari dei Lastoi di Formin. In breve si arriva alla sepoltura dell’Uomo di Mondeval, vissuto qui circa 7.

500 anni fa. Il cacciatore e le sue armi sono visibili nel museo Vittorino Cazzetta a Selva di Cadore, insieme ai resti della sua capanna e al suo corredo funerario, la collana di denti di cervo e un arpione.

Il borgo di Sottoguda

Nella vicina Sottoguda, uno dei Borghi più belli d’Italia, con i fienili in legno e i balconcini fioriti, si imparano invece attività montane decisamente più recenti.

In estate, infatti, in piazza si ballano danze nei costumi tradizionali, le botteghe del borgo restano aperte e gli artigiani mostrano i mestieri del legno e del ferro. 

Ferrate, orridi e storie di cavalieri: divertirsi in montagna con i bambini

In montagna occorre imparare alcune regole e tecniche, per divertirsi in sicurezza. Ecco perché una giornata insieme a un esperto è utile e interessante.

“All’inizio l’approccio deve assumere i contorni del gioco”, spiega Filippo Menardi, guida alpina specializzata nelle attività con i bambini, che fa parte dell’associazione Cortina 360°.

“Il timore dell’altezza e la fatica vengono facilmente superati nell’infanzia, a maggior ragione se l’attività viene svolta in gruppo e si instaura un desiderio di emulazione dei compagni d’avventura.

La presenza della guida alpina è importante per ispirare fiducia nel giovane escursionista”.

Per testare l’abilità fisica e le reazioni al vuoto si può trascorrere un pomeriggio al Cortina Adrenalin Center, un parco avventura con diversi percorsi fra gli alberi, piuttosto adrenalinici, fra ponti sospesi, carrucole volanti, reti da scalare.

Leggi anche: Dolomiti Venete, universo bianco: sulla neve tra malghe e ciaspolate

La ferrata nella valle del Parco naturale di Fanes-Senes-Braies

Quando viene il momento di provarsi sul campo, però, il “battesimo” della ferrata più adatto è nella magica valle del Parco naturale di Fanes-Senes-Braies, che collega la Conca d’Ampezzo con l’Alto Adige. Dopo una breve salita si attraversa l’orrido di Ponte Alto sul rio Travenanzes, dove ancora si ricordano le gesta del cavaliere Gabriele di Brack, detto il Gran Bracùn.

Fra storia e leggenda, si narra che nel XV secolo, mentre il cavaliere veniva dal Marebbe a far visita alla sua amata, i proprietari dei pascoli, invidiosi di quest’amore, manomisero il ponte per farlo precipitare; egli però, con gesto audace, superò il baratro a cavallo.

Poco oltre, in una radura vi è l’attacco della facile ferrata Barbara/Delaiti, la prima che si propone ai bambini. Una cengia passa in modo spettacolare sotto la scrosciante cascata di Fanes, per poi proseguire fra balze di roccia fino alla risalita. Fra forre, acque gorgoglianti, ponti e una vegetazione fitta, l’emozione è assicurata. 

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Il Sorapis, uno dei laghi più belli delle Dolomiti

Ai piccoli appassionati di dinosauri si può raccontare che 250 milioni di anni fa le Dolomiti erano il fondale di un mare poco profondo dove fioriva la vita. Oggi si cammina su quelle che in passato furono barriere coralline e capita ancora di trovare tracce di conchiglie che i ladini di un tempo scambiarono per raggi di sole pietrificati.

Nate da acqua e roccia, le Dolomiti regalano specchi d’acqua simili a gemme, come il lago di Sorapis. Per arrivarci dal Passo Tre Croci, sopra Cortina d’Ampezzo, si imbocca il sentiero 215, che porta a un profondo vallone coperto di pini mughi.

Un breve tratto con un cordino metallico e una scala che supera balzi rocciosi danno un brivido all’escursione (imbragatura solo per bambini molto piccoli). Il premio, poco oltre il rifugio Vandelli, è il lago, davvero unico: color anice, dai tratti evanescenti e cangianti in modo irreale, sovrastato dalla cima del “dito di Dio”. 

Leggi anche: I più bei laghi delle Dolomiti da vedere in una vacanza in montagna

Il Lago di Misurina e le Tre Cime di Lavaredo: i sentieri

Un altro specchio d’acqua, smeraldino, consente di regalarsi una pausa facendo un bel picnic su una barchetta a remi: è il lago di Misurina, in cui si specchiano le Tre Cime di Lavaredo, celebre meta dell’alpinismo eroico.

Ovviamente non è necessario arrivare alle vie direttissime sulla Cima Grande per emozionarsi.

Dopo aver percorso il tracciato 101 alla base delle Tre Cime, si sale verso il sentiero Innerkofler, un sistema di gallerie della guerra che, fra spettacolari pinnacoli di roccia, attraversa a mezza quota il monte Paterno, da percorrere con imbragatura, caschetto e torcia frontale.

Finestre nella roccia regalano i più entusiasmanti scorci sulle Tre Cime e una deviazione per la prima breve arrampicata in verticale porta alla croce sommitale e alla soddisfazione della “prima vetta”: facile, ma regala sensazioni aeree. E nel “libro di vetta” in cima si possono raccontare le proprie emozioni con tanto di firma. 

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Il tramonto e le leggende

Le Dolomiti sono montagne strane, appassionanti anche al tramonto, quando l’enrosadira le infiamma: piuttosto che parlare di rifrazione della luce solare sulla dolomia, è bello raccontare di Laurino, il re dei Nani, del suo amore infelice per la bella Similde, del suo famoso giardino di rose colpito dalla sua stessa maledizione: né di giorno né di notte alcun occhio umano avrebbe potuto ammirarlo.

Ma, nel lanciare questo malaugurio, dimenticò di inserire l’alba e il tramonto: è in questi due momenti che la roccia regala sempre colori da leggenda.

Dove Viaggi ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Источник: https://viaggi.corriere.it/itinerari-e-luoghi/cards/estate-tra-le-dolomiti-bellunesi-la-montagna-a-portata-di-bambino/

Le cose più divertenti dette o fatte dai bambini americani

15 cose bizzarre che si fanno per i bambini

Non mettono malizia in ciò che dicono e fanno: i loro disastri si possono superare solo ridendoci sopra. Un esempio? Dalla cacca in piscina al bacio sul sedere del cane al “Mamma, che ci fa il tuo sedere lì”, domanda fatta guardando la scollatura. Tratto dall’Huffington Post  

Ecco le migliori “f-ed up things” (cioè cavolate) combinate dai bambini americani e raccolte dall’Huffington Post.

1. Mia figlia mi ha chiesto perché il mio seno casca giù

2. Con il piede sulla testa del fratellino neonato, mio figlio di due anni e mezzo mi ha chiesto: “Lo calpesto?”.

3. Il mio bambino di 16 mesi è uscito impettito dalla camera da letto, succhiando un vibratore viola come se fosse un lecca-lecca.

4. Ha fatto la cacca nel vasino, e quindi per decorare il tutto ha aggiunto gli orecchini preferiti della mamma.

5. Ha baciato il sedere del cane.

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Liberi di esprimere il proprio “estro creativo”, ecco cosa sono in grado combinare fra le mura domestiche i nostri adorati pargoli. Abbiamo raccolto le foto più simpatiche sul…

6. Ha bevuto la birra trovata su un marciapiede nel quartiere.

7. Mia figlia, furiosa perché non le davo le caramelle, mi ha minacciato: “Griderò così forte che i vicini penseranno che mi stai picchiando”

8. Sono uscita di casa lasciando i miei due figli con mio marito. Al ritorno ho trovato mio marito che piangeva, il bambino di 7 mesi che piangeva e quello di 2 anni che guardava attento la sua cacca sul tappeto.

9. Al ristorante, durante l’ordinazione del pasto, il mio bambino di 3 anni se n’è uscito dicendo: “Per me una birra ghiacciata”

10. La mia bambina di due anni e mezzo stava correndo nuda per casa, quando mi si è avvicinata e mi ha detto: “Mamma, ho una macchinina in tasca”.

Le ho detto che, essendo nuda, non aveva tasche, e quindi era impossibile che ci tenesse una macchinina.

Allora si è piegata sulle ginocchia e ha estratto la “Oscar Mayer Wienermobile” (un’auto pubblicitaria a forma di wurstel, ndr) dalla vagina, esclamando: “Vedi? Avevo la Wienermobile in tasca!”.

11. Il cane ha vomitato sul tappeto. E il mio bambino di due anni ha mangiato il vomito.

12. Mio figlio mi ha guardato e mi ha chiesto: “Mamma, tu sei vecchia?”. Gli ho risposto di no. Allora mi ha chiesto: “Quanti anni hai?”. 36, gli ho risposto: sembro vecchia? “Solo sul sedere, perché è grosso”

13. Ha fatto la cacca in piscina.

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Si chiama Awkward Family Photos e contiene decine e decine di foto di famiglia imbarazzanti che chiunque ha nei cassetti o negli scatoloni in cantina ma solo pochi si azzardano a mostrare. In…

14. Mi ha guardato la scollatura e mi ha detto: “Mamma, che cosa ci fa lì il tuo sedere?”

15. Ai bagni pubblici ho detto alla mia bambina di non toccare il water perché era sporco. Siccome ho detto no, allora ha appoggiato la mano sul water e poi se l’è leccata.

16. Il mio bambino di 20 mesi si è infuriato con me, ha sbattuto la porta di camera sua, si è strappato il pannolino e ha fatto pipì direttamente nell’umidificatore.

17. I miei due figli (3 e 5 anni) hanno deciso di sperimentare la cacca in tandem: entrambi sullo stesso wc, seduti uno dietro l’altro.

18. Mio figlio di sei anni, guardandosi il pisello, ha esclamato: “È duro come un osso”

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Un ritratto di famiglia professionale può diventare estremamente divertente dopo che la decisione del piccolo neonato di… “andare in bagno” tra le braccia del papà….

19. Ho trovato foto private di mia figlia di 4 anni sul suo iPad. (Guarda anche Nativi digitali: consigli ai genitori)

20. Ha chiesto alla nostra vicina quando fosse prevista la nascita del suo bambino (la nostra vicina non è incinta, è solo grassa).

21. Mia figlia di 10 anni ha detto al padre: “La mamma alza gli occhi al cielo quando parli”

* Il blog dell’Huffington Post ha raccolto, sotto il titolo “The Most F-Ed Up Thing My Kid Has Done” (le più grandi ‘cavolate’ del mio bambino), una carrellata di testimonianze (che il quotidiano garantisce essere autentiche): l’idea è stata ispirata dallo spettacolo “The Pump and Dump Show: A Parentally Incorrect Comedy Show and Night Out, For Once” (che tradotto suona come “Lo spettacolo del pompa e sgonfia – il riferimento è al tiralatte, ndr –, una commedia genitorialmente incorretta per passare una serata fuori, una volta tanto”) delle comiche americane Shayna Ferm e Tracey Tee, che dal palcoscenico invitano tutti i genitori a condividere le loro esperienze più strane, in una catarsi che sembra quasi una seduta di terapia di gruppo. “Capiamo che sia difficile ammetterlo – dicono le due artiste all’Huffington – ma la maternità è piena di momenti decisamente poco glamour e molto stancanti, durante i quali non è difficile sentirsi soli”. Ecco allora che condividere le proprie esperienze “serve per rendersi conto che capita a tutti, non sono solo i propri figli a combinare cavolate”.

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Non sempre i papà sono impeccabili nelle foto ricordo, anzi spesso assumono delle espressioni più che divertenti o si fanno ritrarre in posizioni a dir poco esilaranti. Ecco una…

E voi, mamme, avete aneddoti divertenti “made in Italy” da aggiungere alla raccolta?

Источник: https://www.nostrofiglio.it/famiglia/costume/le-cose-piu-divertenti-dette-o-fatte-dai-bambini-americani

L’ansia nei bambini: ossessioni e rituali

15 cose bizzarre che si fanno per i bambini

L’ansia nei bambini a volte può manifestarsi in forme molto particolari che possono mettere i genitori alla prova nel capire la differenza tra normalità e disturbo.

Cosa è l’ansia

Vorrei cominciare specificando che l’ansia è in generale una sorta di silenzioso malessere e la maggior parte delle persone che ne soffre tende a nasconderla.

Nei bambini può esprimersi con sintomi diffusi o specifici, può essere proiettata sulle relazioni sociali, può avere come oggetto il corpo oppure la mente e i suoi pensieri reali o irrazionali.
Sai bene che è impegnativo essere genitore di un bambino ansioso proprio perché a volte non sei  in grado di capire quale sia l’origine del suo timore.

Il bambino percepisce una sensazione di pericolo imminente che minaccia il suo stato di benessere.

Come di manifesta l’ansia nei bambini piccoli

Nei bambini piccoli l’ansia può presentarsi con:

  • disturbi dell’alimentazione
  • disturbi del sonno
  • irritabilità e agitazione
  • difficoltà a separarsi dal genitore.

Sono bambini che tendono ad essere poco esplorativi nel gioco e possono assumere dei comportamenti controllanti.

Come di manifesta l’ansia nei bambini in età scolare

In età scolare l’ansia comporta anche:

  • difficoltà di concentrazione,
  • affaticabilità
  • preoccupazione del giudizio degli altri
  • perfezionismo
  • comportamenti compulsivi
  • lamentele somatiche.

In questa fase possono essere presenti anche sentimenti depressivi che insieme all’ansia influenzano l apprendimento.

In generale il bambino che soffre di ansia si sente insicuro riguardo alla proprie capacità, è molto diffidente e ha paura di essere sopraffatto dalle proprie emozioni.

Ma affrontiamo adesso l’argomento dell’articolo.

Quando l’ansia trasforma i rituali dei bambini in ossessioni

Forse ti sei chiesto molte volte perché tuo figlio non esce di casa se non ha  spento e riacceso l’interruttore un numero preciso di volte, oppure perché ogni volta che rientra in casa si lava ripetutamente le mani e mostra un’eccessiva preoccupazione dello sporco, oppure perché evita di toccare i giochi degli altri bambini o di andare a casa di questi ultimi, oppure perché riordina e ricontrolla le sue cose in maniera ossessiva come un rituale fino a che gli oggetti non sono posizionati  in modo “giusto”; ecc.

In una certa misura i comportamenti ossessivi sono normali nei bambini (come non calpestare le righe, contare tutti gli scalini, le mattonelle, ecc.);  quando però questi comportamenti diventano molto invasivi e fastidiosi tali da bloccare lo svolgimento delle azioni quotidiane o un rallentamento delle stesse, bisogna considerarli da un’altra prospettiva.

Questi bambini infatti trascorrono molto tempo in attività che richiederebbero normalmente pochi minuti.

Sono in qualche modo “intrappolati” in queste idee ossessive:

  • contaminazione
  • ordine
  • controllo
  • accumulo
  • superstizione

che si intromettono in maniera indesiderata e senza apparente motivazione contro la volontà del bambino. Sono accompagnati da un sentimento d’ansia (indotto dal contenuto dell’ossessione stessa).

I comportamenti ripetitivi (ad es. lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (ad es. contare, ripetere parole mentalmente, ecc.) sono messi in atto dal bambino quasi in modo obbligato in risposta ad un’ossessione, a prevenire l’ansia o il disagio o prevenire alcuni eventi o situazioni temuti.

Va da sé che “questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o a prevenire, sono chiaramente eccessivi.” (APA, DSM-5)
I bambini piccoli possono non essere in grado di articolare le ragioni di questi comportamenti manifestando una scarsa consapevolezza.

Quando le ossessioni e i rituali compulsivi causano un disagio clinicamente significativo e una compromissione del funzionamento in ambito sociale o in altre aree importanti, quando i membri della famiglia involontariamente assecondano la sintomatologia diventando parte dei rituali, possiamo parlare di un disturbo ossessivo compulsivo meglio conosciuto con l’acronimo DOC.

Nella maggior parte dei casi coinvolge in numero maggiore i maschietti e può manifestarsi in compresenza di un disturbo da deficit di attenzione/iperattività e/o disturbi dell’apprendimento.

Suggerimenti per genitori

Alcuni suggerimenti per i genitori:

  • È importante non etichettare il bambino come uno che fa “cose strane”
  • Non assecondare il bambino nel rituale
  • Non minimizzare il problema ma consultare uno specialista quando i  comportamenti si manifestano con una frequenza tale da invalidare e limitare il bambino e la famiglia nelle attività di vita quotidiana.
  • Evitare di negare ma parlare del doc come di qualcosa esterno a lui che lo spinge a fare le cose, magari dandogli anche un nome buffo come “brainbug” , baco della mente!

di Enrica Ciullo

fonte: www.forepsy.it

Источник: https://bresciabimbi.it/lansia-nei-bambini-ossessioni-e-rituali/

Mammalogopedista

15 cose bizzarre che si fanno per i bambini

 La lallazione è una fase dello sviluppo linguistico fisiologico del bambino che di solito si manifesta tra i 4 e i 10 mesi di età. È conosciuta anche con il termine inglese BABBLING.

La lallazione si manifesta e poi evolve da canonica e variata.

La lallazione canonica è caratterizzata dalla ripetizione di sillabe composte da una consonante ed una vocale tipo: MA-MA-MA-MA oppure TA-TA-TA-TA. E’ difficile raccontare a parole com’è la lallazione, se vuoi puoi ascoltarla nel video.

La lallazione variata, invece, è una produzione linguistica più evoluta che si presenta successivamente a quella canonica ed è formata da sillabe piane o complesse, con due o più consonanti diverse: MA-MA-PA oppure PA-PA-MA-NA. Guarda qui:

E qui:

La fase della lallazione è molto importante perché la sua qualità è un indice predittivo di come saranno le prime parole del bambino: più la lallazione è ricca di suoni diversi, più il bambino avrà una buona qualità delle prime parole. È importante che:

  • Ci sia un esordio in tempi adeguati della lallazione, intorno ai 6 mesi di età e comunque entro gli 11 mesi.
  • Che sia una lallazione che passa da canonica a variata e quindi che duri almeno qualche mese.
  • Che sia “rumorosa” e frequente: di solito i bambini quando lallano lo fanno molto spesso nei momenti di cura (bagnetto, fasciatoio) o al risveglio e con un buon volume di voce.

La Lallazione ad un certo punto scompare lasciando spazio alle prime parole; la lallazione può mischiarsi alle prime parole, coesistendo per un po’ di tempo, altre volte la lallazione può fermarsi all’improvviso tanto che spesso i genitori si allarmano perché il bimbo diventa molto silenzioso.

Come detto questo è normale, dopo circa qualche giorno o una settimana, aspettiamoci la comparsa delle prime paroline.

Molte fasi dello sviluppo linguistico passano attraverso momenti di apparente peggioramento o blocco o regressione che indicano in realtà al passaggio ad una nuova capacità emergente: se sei un neo genitore, per evitare inutili ansie ti suggerisco il Diario del Linguaggio che ti spiega passo passo le tappe dello sviluppo fisiologico, cosa puoi aspettarti e cosa tenere sotto controllo.

Può esserti utile anche questo video sull’importanza della Lallazione.

Nella lallazione il bambino non ha ancora intenzionalità comunicative; è un allenamento motorio che producendo suoni da’ al bambino il piacere di ascoltarsi.

L’adulto che risponde a questo primo linguaggio introduce gradualmente nel piccolo la consapevolezza che i suoni da lui emessi provocano una risposta di cura o comportamenti comunicativi a lui rivolti.

Forse non tutti sanno che il logopedista può monitorare lo sviluppo linguistico del bambino già in questa fase, per esempio nei casi “a rischio” come condizioni sindromiche o nei bambini fortemente prematuri; è addirittura possibile fare una analisi dettagliata della lallazione. Come si fa? Si chiede ai genitori del bambino di registrare a casa la produzione del loro bambino per una durata di almeno 20-30 minuti mettendo insieme diversi momenti della giornata in cui c’è una produzione maggiore di vocalizzi e babbling, tipicamente:

  • quando il bambino è sul fasciatoio
  • mentre fa il bagnetto.

È importante che la registrazione venga fatta nel giro di un paio di giorni perché a questa età la produzione linguistica varia anche in soli 10 giorni.

Poi, un logopedista esperto in questo ambito, riascolta (munito di cuffiette e computer) la registrazione e trascrive suono per suono. Da questa trascrizione estrapola dati utili a identificare se quel babbling è o meno adeguato alla fase di sviluppo. Si può ripetere dopo un mese o due, se necessario, per valutare se c’è una progressione nella sua qualità.

cosa fare se il tuo bambino non lalla

In letteratura praticamente tutti gli autori sono concordi nell’affermare che una lallazione scarsa o assente è indice di rischio per future difficoltà di linguaggio.

Consiglio quindi di porre particolare attenzione a questa fase e nel caso notiate una certa tendenza al silenzio, di stimolare il vostro piccolo trovando momenti di gioco-conversazione  faccia a faccia, come per esempio il gioco del cucù, dei giochi di vocalizzi o smorfie buffe.

Molto importante è anche rispondere alle sue produzione, semplicemente ripetendo quello che “dice” e creando piccole conversazioni.

Il consiglio di tenere un Diario del Linguaggio resta sempre valido, sapete ormai quanto lo consideri uno strumento utile e valido per non cadere in inutili ansie o, al contrario, non sottovalutare segnali di difficoltà.

Se desideri imparare a tenerne uno puoi leggere questo articolo: Come tenere un Diario del Linguaggio.

Se invece desideri approfondire lo sviluppo del linguaggio e vuoi essere sicuro che tutto proceda con i giusti tempi, Scopri il Diario del Linguaggio di Mamma Logopedista, scarica l’ANTEPRIMA GRATUITA per valutare i contenuti e decidere se fa al caso tuo.

Cosa fare se non noti cambiamenti o se la lallazione è assente

Se con tutte le indicazioni di cui sopra tu dovessi notare che la situazione non si sblocca o hai l’impressione che ci sia qualcosa che non va, ricorda che non è mai troppo presto per consultare un logopedista che può anche semplicemente fare un incontro conoscitivo, darti alcune strategie e rivalutare le cose ad intervalli regolari con un monitoraggio dell’evoluzione linguistica oppure continuare con un couseling logopedico. A volte questa può rivelarsi l’unica strada che riesce a tranquillizzarti e il logopedista saprà dirti se le cose stanno procedendo secondo le attese.

Источник: https://www.mammalogopedista.it/wordpress/la-lallazione/

Gravidanza
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