10 modi per crescere bambini liberi e felici

Crescere bambini felici, le 10 regole che educano alla felicità

10 modi per crescere bambini liberi e felici

A ben pensarci non dovrebbe essere necessario avere delle regole per crescere bambini felici.

Perché i bambini nella loro infanzia, quando hanno un tetto ed un sorriso, insieme ovviamente ad una tavola imbandita, non hanno grandi pretese.

Purtroppo la cronaca ci porta spesso notizie che contraddicono queste semplici verità, rendendo impossibile ad un bambino essere felice.

Inoltre, sempre più, anche i nostri stili di vita sembrano compromettere la felicità dei piccoli, costringendoli ad essere spugne che assorbono ansie, paure, litigi.

Come crescere bambini felici?

Uno studio condotto da un team di esperti appartenenti a diversi Paesi, in occasione della Giornata Universale del Bambino, ha stilato un vademecum.

Consigli e riflessioni da tenere sempre presenti quando incrociamo lo sguardo di un bambino, e per vedere dipinto sul suo volto il sorriso della felicità.

1- Farli giocare molto! Il gioco rende i bambini felici

L‘infanzia è il periodo del sogno, della scoperta, della creatività, quella nella quale qualsiasi cosa può essere motivo di divertimento.

Ecco perchè il bambino deve giocare, magari con qualche arnese tecnologico in meno e provando ad arrangiarsi! Non gli mancheranno mai inventiva e capacità di essere felice!

2- Lasciare fuori i bambini da discussioni pesanti

È risaputo che la mente e la psiche dei piccoli sono delle autentiche spugne. E, contemporaneamente, non possiedono gli strumenti per dominare ansie e paure.

Quindi per non turbare, a volte in modo anche grave, la loro naturale tranquillità, è sempre bene lasciarli fuori da situazioni pensanti, discussioni, litigi.

3- Evitare di paragonarli ad altri bambini

Sempre di più, genitori, zii, tate e persone che convivono con i bambini tendono a raggiungere i loro obiettivi facendo paragoni con altri coetanei.

Quando si inneggia all’amichetto che pare più ubbidiente e ordinato, nella speranza di stimolare il bambino, si commette un grande sbaglio.

Infatti, oltre a stimolare una competizione spesso nociva, si rischia di creare ansia e togliere serenità e felicità al piccolo di casa.

  • Il miglior regalo per i bambini si chiama Tempo

4- Insegnare a superare dalle emozioni negative

I bambini sentono le emozioni, sia quelle positive che quelle negative, in maniera molto evidente.

Ecco perchè riescono a passare dal pianto al sorriso in un batter d’occhio, evidenziando la loro naturale tendenza ad essere felici.

Quando però l’emozione negativa perdura è fondamentale gestirla con pazienza insieme ad un adulto, per aiutarlo a trovare dentro di sè gli anticorpi necessari.

5- Riconoscere i suoi sforzi

È positivo insegnare ai bambini i loro compiti, ed anche mettere i famosi paletti entro i quali dovrebbero stare.

Ma se non fossero bambini non avrebbero bisogno di incoraggiamento e gratificazione, la vera spinta che li motiva e li sprona.

Ecco perchè un complimento ed una parola di apprezzamento sono pillole di gratificazione capaci di rendere felice un piccolo di casa.

6- Insegnare le tradizioni familiari

I bambini hanno bisogno di radici e di punti di riconoscimento per crescere sereni.

Costituiscono una bussola preziosa che porteranno con loro nel momento della crescita e della maturità.

Senza di esse saranno persone incapaci di riconoscenza e di ricordo.

7- Lasciare che sperimentino e cambino

La crescita di un bambino è costellata di prove, esperimenti, sbagli e cadute.

L’attenzione eccessiva che un genitore o un tutore pongono in questi momenti rischia di provocare inibizione e paura, di alimentare insicurezza.

Un bambino, per essere felice, deve imparare a sbagliare.

8- Insegnare il senso di responsabilità

Insieme agli sbagli e alle sue prove un bambino che ricerca la sua dimensione e felicità è giusto che apprenda le conseguenze dei suoi errori.

Ecco perchè lasciarlo libero di scegliere, sapendo che la sua decisione può portargli un successo o una delusione è la strada maestra per imparare e crescere.

9- Insegnargli a ricordare

Il processo di apprendimento è come una scalata in montagna. Insegna, plasma, ammonisce.

Un bambino che ricerca il senso della vita e vuole essere felice, è un bambino capace di ricordare e memorizzare i suoi passi e le sue scelte.

10- Insegnargli ad essere felice

I bambini sono spugne, lo abbiamo ricordato. Ed imparano a livello psicologico ed emotivo ad essere disposti al sorriso, al coraggio, alla vita!

A vivere e cadere, ma sempre con l’entusiasmo ed il sorriso.

Un invito alla lettura:

  • Un bambino irrispettoso nei confronti dei genitori non rispetterà nessuno

Источник: https://giornodopogiorno.org/2019/07/18/crescere-bambini-felici-le-10-regole-che-educano-alla-felicita/

Come crescere bambini felici

10 modi per crescere bambini liberi e felici

Una ricerca dell’Istituto Superiore della Sanità ha provato a sondare gli stili di vita di 14mila neomadri italiane per scoprire le regole d’oro per crescere i figli in buone condizioni di salute. E innanzitutto felici, sapendo bene che la felicità non può mai essere considerata un traguardo, ma almeno un obiettivo.

Gli esperti della Sanità, in particolare, si sono meravigliati per due dati che sono venuti fuori dalla ricerca: la maggioranza delle madri non legge mai nulla, la sera, ad alta voce ai propri piccoli, neanche una favoletta breve; e soltanto una minoranza allatta al seno.

Due cose, la lettura delle favole e l’allattamento naturale, che invece, danno salute, serenità, e perfino felicità ai bambini.

COME CRESCERE BAMBINI FELICI

Tutti noi vorremmo che i nostri figli fossero sempre allegri, di buon umore, non capricciosi e obbedienti. Dimentichiamo però che l’umore, con le sue oscillazioni, non riguarda solo le persone mature, ma anche l’età più giovanile. E sottovalutiamo alcuni gesti, perfino semplici, che possono dare più serenità e allegria ai nostri figli.

LEGGI ANCHE: Come insegnare la gentilezza ai bambini attraverso il buon esempio e il gioco

BAMBINI FELICI

Insegnare la felicità come regola di vita, per sentirsi bene, stare in pace con se stessi senza frustrazioni, rimpianti e rimorsi.

In alcune scuole del nord Europa la felicità è diventata una materia di studio, anche all’università. Noi pensiamo che i bambini siano felici solo per il fatto di essere bambini ma anche l’infanzia ha le sue paure.

Dunque non sprechiamo la possibilità di rendere felici i nostri figli.

COME RENDERE FELICE UN BAMBINO

Ecco 10 consigli per trasmettere loro la felicità come valore fondante della vita:

1 – Leggere ai bambini: fin da quando sono molto piccoli leggete ai bambini le storie della buonanotte, le fiabe classiche che insegnano loro che c’è sempre un rimedio nella vita, c’è sempre un modo per uscire dalle brutte situazioni on umiltà e dolcezza. Oltre ad essere un momento “educativo” è anche un momento molto intimo tra genitori e bambini ed è una buona abitudine da coltivare.

2 – Chiedere scusa: quando si sbaglia bisogna chiedere scusa. Basta questa semplice parola, a volta, per far tornare i bambini ad essere sereni dopo aver commesso una piccola marachella. E quando siamo noi adulti a sbagliare, non arrampichiamoci sugli specchi e diamo il buon esempio.

3 – Educazione e buone maniere: essere gentili con gli altri è un modo per sentirsi bene e per far sentire bene chi vive intorno a noi. La gentilezza è un valore importante da trasmettere ai nostri figli.

4 – Sorridere: Molto spesso, come genitori, siamo presi da tanti problemi e non sempre sorridiamo. Invece bisogna insegnare ai bambini il valore di un sorriso: è contagioso come uno sbadiglio e non costa nulla, sviluppa endorfine e ci fa stare bene. Giochiamo insieme a loro, passiamo del tempo con loro. Senza tablet, smartphone, televisione.

5 – Non giudicare: Di fronte ai bambini è importante avere sempre una parola buona per le persone.

Non giudichiamo i comportamenti in maniera negativa, non usiamo il sarcasmo o l’ironia e cerchiamo di spiegare sempre le ragioni che sono dietro ad un gesto che a loro sembra incomprensibile: il rimprovero di una maestra, l’atteggiamento dell’arbitro di calcio e così via.

Se insegniamo ai bambini a rispettare le opinioni degli altri si sentiranno più consapevoli e felici e non vivranno il giudizio degli altri come una sconfitta ma come un arricchimento.

6 – Niente è per sempre: esistono dei momenti molto belli e anche dei periodi meno belli. Ma non bisogna abbattersi per questo motivo.

Nulla dura per sempre: è bene insegnare ai bambini che tutto ha un inizio e una fine.

Sapranno godere appieno di ogni situazione della vita, senza rammaricarsi quando una vacanza finisce o quando hanno preso un brutto voto. Tutto si può recuperare.

7 – Spiegare e non punire: Noi genitori di oggi siamo figli degli anni in cui i genitori erano temuti. Soprattutto i padri.

Oggi la famiglia “tradizionale” non esiste più: le mamme, spesso, non sono casalinghe e lavorano, i nonni, a loro volta, lavorano ancora, ci sono famiglie allargate e monogenitoriali e, a volte, piacerebbe a tutti i genitori avere quel certo ascendente nei confronti dei figli. Ma bisogna rallegrarsi se questo non accade.

Il dialogo e la spiegazione del perchè un gesto, una parola, un comportamento, vadano bene oppure no, a livello di felicità da parte del genitore e del bambino, pagano sempre. Sarebbe più semplice dare la classica punizione. Ma poi il genitore si sentirebbe in colpa e il bambino infelice. Dunque tanto vale sedersi e parlare.

8 – Elogiare e non sminuire: non diamo per scontato che i nostri figli si comportino bene. E’ giusto rimproverarli quando sbagliano e, nello stesso modo, è giusto elogiarli quando fanno bene.

9 – Nessuno è migliore degli altri: insegniamo ai nostri figli che non sono migliori o peggiori di altri. Che ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti. In termini di autostima lo aiuteremo a sentirsi migliori.

10 – Essere onesti: in un mondo popolato da furbi e prepotenti insegniamo ai nostri figli ad essere onesti con se stessi e con gli altri. Questo li aiuterà a sentirsi più felici perché sapranno che i risultati raggiunti non sono frutto di raggiro ma del loro impegno e della loro fatica.

IL METODO DANESE PER CRESCERE BAMBINI FELICI

La Danimarca è uno dei paesi più felici del mondo e infatti da oltre 40 anni si aggiudica la vetta della classifica del World Happiness Report delle Nazioni Unite.

Cosa che ha suscitato molta curiosità, a tal punto che la psicologa Iben Sandahl e la giornalista americana Jessica Joelle Alexander, sposata con un danese, hanno deciso di indagare sulla questione e scoprire come mai i danesi siano tanto felici.

Ce lo svelano in un libro, divenuto popolare in tutto il mondo, “Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni”.

Dove si scopre che alcuni dei segreti sono l’empatia e il modo peculiare dei genitori danesi di relazionarsi con i propri figli. Il libro in questione è una guida che spiega come mettere in pratica nella vita di tutti i giorni il cosiddetto metodo P.A.R.E.N.

T, acronimo di play, authenticity, empathy, no ultimatums, toghetherness. Eccolo spiegato in pillole.

Play. Secondo le autrici i danesi concedono ai propri bambini molto tempo per giocare liberamente, anziché programmare i pomeriggi con tante attività. In questo modo i piccoli diventano meno ansiosi, più autonomi e imparano a gestire le emozioni.
Authenticity.

La sincerità è fondamentale in famiglia, anche quando si fanno complimenti. Non serve infatti esagerare con complimenti fasulli tanto per accontentare i bimbi, meglio soffermarsi su altro facendo, per esempio, delle domande sul lavoro eseguito per dimostrare interesse.
Reframing.

Trovare il lato positivo delle situazioni, anche quelle spiacevoli, è importante per insegnare ai bambini la resilienza.
Empathy. L’empatia è fondamentale perché aiuta i bambini a connettersi con le emozioni altrui.
No Ultimatums.

Se l’autorevolezza piace ai danesi, l’autoritarismo no. Ecco perché nella loro educazione non privilegiano metodo punitivi né ultimatum.
Togetherness. Parola d’ordine della famiglia danese è intimità.

Che si coltiva stando insieme ad amici e parenti, creando un clima accogliente in casa, passando del tempo con i bimbi a giocare, a preparare del cibo, a gustare qualcosa di buono. Tutti insieme.

TANTI CONSIGLI PER IMPARARE LA FELICITÀ:

Источник: https://www.nonsprecare.it/10-consigli-per-crescere-bambini-felici

Metodo Montessori: 10 principi per educare bambini felici

10 modi per crescere bambini liberi e felici

Il metodo Montessori per educare bambini felici, avete mai pensato di sperimentarlo? I principi alla base del metodo Montessori sono applicabili da tutti, anche in casa e in famiglia, pur non avendo a disposizione i materiali tipici di questo stile di apprendimento.

Secondo Maria Montessori, al centro dell’apprendimento troviamo il bambino stesso con la sua esigenza di apprendere e di imparare all’interno di un ambiente ricco, vario e stimolante.

I bambini stessi possono essere lasciati liberi di scegliere i materiali, i giocatoli e gli strumenti che preferiscono utilizzare in un determinato momento, perché ogni esperienza rappresenta un’occasione di apprendimento.

Ecco alcune riflessioni sul metodo Montessori che potranno ispirarvi come genitori, educatori e insegnanti.

Maria Montessori credeva che i bambini imparassero meglio in un ambiente ordinato. Il consiglio è di creare sezioni diverse in uno scaffale dove riporre libri, puzzle e giocattoli.

È utile scegliere come contenitori ceste e cestini da posizionare ad altezze facilmente raggiungibili dai bambini. L’abitudine all’ordine aiuta i bambini a comprendere quanto sia importante riporre giocattoli e oggetti al proprio posto alla fine della giornata.

Mettete a disposizione dei bambini giochi, mobili e oggetti realizzati in materiali adatti e delle dimensioni giuste per la loro età e statura.

Movimento e apprendimento

Secondo Maria Montessori, i bambini hanno bisogno di concentrarsi in alcune attività che richiedano l’utilizzo e il movimento delle mani.

Pensiamo alla classica scena in cui un bambino impara ad impilare dei cubetti di legno uno sull’altro.

In questa attività, che sembra un gioco, il bambino non si sta semplicemente divertendo ma sta apprendendo l’importanza della concentrazione e della coordinazione.

Maria Montessori credeva che la libera scelta fosse il più importante dei processi mentali dell’essere umano. I bambini imparano molto di più e assorbono più informazioni quando vengono lasciati liberi di compiere le proprie scelte.

Libertà di scelta non significa però libertà di fare ciò che si vuole senza regole. Si tratta infatti di una libertà che porta alla capacità di scegliere la cosa giusta da fare.

E per il bambino la cosa giusta è decidere di soddisfare i propri bisogni per compiere un nuovo gradino del proprio percorso di crescita.

Stimolare interesse

Il bambino impara e apprende meglio se vive in un ambiente stimolante e ricco di oggetti interessanti che attirino la sua attenzione.

I bambini dovrebbero avere a disposizione tanti libri diversi, materiali con cui realizzare nuovi piccoli oggetti fatti a mano, strumenti per disegnare e colorare e tutto ciò che possa stimolare la loro creatività.

Anche un sottofondo di musica classica o rilassante può essere utile durante il gioco e l’apprendimento.

Metodo Montessori: le ricompense

Maria Montessori non amava i sistemi di insegnamento basati sui premi e sulle punizioni perché riteneva che la vera ricompensa per il bambino doveva essere rappresentata dall’apprendimento stesso e dalla sua capacità di aver imparato qualcosa di nuovo grazie alla propria curiosità e alle proprie forze. Secondo il metodo Montessori, il vero premio è riuscire a raggiungere l’obiettivo: completare un puzzle, versare l’acqua nel bicchiere o travasare una piantina.

L’apprendimento dei bambini secondo il metodo Montessori avviene soprattutto attraverso attività pratiche durante l’età prescolare.

Le attività pratiche aiutano il bambino a stimolare il senso del tatto, della vista e dell’udito, ad imparare l’ordine, la concentrazione e l’indipendenza.

Le attività utili ad affinare i sensi contribuiranno ad un migliore apprendimento durante i successivi anni di scuola.

Gruppi con bambini di età diverse, la ricetta del Metodo Montessori

A scuola i bambini vengono distribuiti nelle diverse classi in base all’età, ma Maria Montessori credeva molto nella formazione di gruppi misti con bambini di età diverse perché riteneva che ciò fosse uno stimolo all’apprendimento.

Ad esempio i bambini più piccoli saranno incuriositi da ciò che fanno i più grandi e chiederanno loro delle spiegazioni. A propria volta i grandi saranno felici di insegnare ai piccoli ciò che sanno fare e che hanno già imparato.

Questo consiglio è molto importante per i genitori che hanno bambini di età diverse. Le attività da svolgere insieme durante i lavori di gruppo possono includere: disegno, giardinaggio, lavoro a maglia e sport.

Uno dei principi alla base del metodo Montessori è proprio quello di lasciare interagire bambini di età diverse in modo che imparino gli uni dagli altri.

Importanza del contesto

È importante, secondo il metodo Montessori, che gli argomenti e i concetti da apprendere siano inseriti nel giusto contesto. In questo modo i bambini li comprenderanno e li ricorderanno meglio.

Esempi concreti sono più facili da capire rispetto a concetti astratti.

Questo principio comprende anche quanto sia fondamentale capire che i bambini imparano meglio facendo qualcosa piuttosto che rimanendo semplicemente ad ascoltare.

Il ruolo dell’insegnante secondo il Metodo Montessori

Nel metodo Montessori l’insegnante ha il ruolo di dirigere e di agevolare le attività dei bambini. Non è soltanto una persona che tiene una lezione parlando degli argomenti che vorrebbe insegnare.

I genitori che svolgono il ruolo di insegnanti per i loro bambini nelle esperienze di educazione parentale sanno bene quanto sia importante un coinvolgimento diretto e concreto nelle attività dei bambini, che in questo modo diventano più divertenti e meno aride.

Indipendenza e autodisciplina

Il metodo Montessori incoraggia i bambini a sviluppare indipendenza e autodisciplina. Con il tempo i bambini impareranno a riconoscere quali sono le proprie passioni e inclinazioni e vi faranno comprendere lo stile di apprendimento che preferiscono.

Alcuni bambini amano la lettura, mentre altri sono più portati per le attività pratiche.

Maria Montessori ha cercato di unire in modo bilanciato tutti gli aspetti dell’apprendimento tanto che i principi base del suo metodo possono essere applicati ancora oggi sia dagli insegnanti che dai genitori.

PER CONCLUDERE, LE FACCENDE NEL METODO MONTESSORI

Ricordiamo che i bambini sono naturalmente attratti dalle attività che hanno degli obiettivi finali chiaramente definiti. Amano sentirsi utili agli occhi dei genitori ed è per questo che il loro contributo ai lavori domestici può essere importante. Per questo, secondo il Metodo Montessori, è importante che i bambini fin da piccoli imparino i lavoretti di casa.

Dai 2 ai 3 anni, ad esempio, sono perfettamente in grado di mettere a posto i loro giochi e di impilare libri e riviste, ma riescono anche a riempire la ciotola di cane e gatto.

Dai 4 ai 5 invece potrebbero già cimentarsi in piccole faccende domestiche, come rifare il letto e tirar via le erbacce del giardino.

A 10 anni invece, è possibile chiedere il loro aiuto con i fratellini più piccoli, a scaricare la lavastoviglie e a lavare l’auto. Possono anche cimentarsi in cucina, chiaramente sotto stretta supervisione di un adulto. E sono perfettamente in grado di cambiare le lenzuola del loro letto.

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Источник: https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/montessori-principi-bambini-felici/

10 regole per crescere figli felici e sereni da 0 a 21 anni

10 modi per crescere bambini liberi e felici

E se l’esperienza dimostrasse che i segreti per crescere un bambino in salute e felice sono nascosti dietro la semplicità? A volte bastano piccole azioni quotidiane concrete per rendere più leggero e piacevole il ruolo di genitore e per garantire al bambino la crescita e le attenzioni che si merita. Vediamole insieme con queste 10 regole

1. Osservalo e ascoltalo

Gli occhi sono lo specchio dell’anima e guardare il bambino evitando la superficialità gli permette di sentirsi amato, accolto, di sentire che lui esiste e che esiste per l’amore di mamma e papà, il vero motore e l’alimento che lui desidera ancor prima del cibo. Quindi:

  • guardalo negli occhi quando ti rivolgi a lui.

  • abbassati alla sua altezza ogni volta che ti è possibile quando vuoi comunicargli qualcosa.

  • Chiedigli spesso come si sente: si sentirà ascoltato e imparerà a sua volta a osservare i suoi sentimenti e le sue emozioni.

  • Quando rientra da scuola o dalla scuola materna, per esempio, evita di chiedergli “Come è andata?” (lui si proietta nel fare e nella performance) e chiedigli piuttosto “Come ti senti? Come sei stato stamattina a scuola?” (si sente messo al primo posto e sente che per mamma e papà è importante innanzitutto lui come individuo e non per quello che fa)

2. Ricordati sempre che non è un adulto

Quante volte abbiamo sentito “Fai l’ometto”, “Non piangere che sei grande!” rivolto a bimbi di tre-quattro anni? Davvero a quell’età sono così grandi? Non lo crediamo. È importante che i bambini possano vivere pienamente l’infanzia: giocare, giocare, giocare, essere amati, serviti, aiutati, coccolati, sostenuti.

Se non lo facciamo, alimentiamo in loro una grande lacuna che andranno a ricercare negli anni successivi quando invece dovrebbero iniziare a manifestarsi. Quanti adulti conosciamo non autonomi affettivamente che riempiono i vuoti affettivi con il cibo, il fumo, che hanno bisogno di sentirsi continuamente riconosciuti dall’esterno?

Come applicare in pratica questo consiglio? Ecco due consigli importanti.

  • Evita l’imposizione “forzata” delle regole: il bambino impara con l’esempio e attraverso l’imitazione. La regola imposta lo proietta precocemente in una modalità adulta non adatta alla sua età.

    Per esempio, se vuoi che alla fine di tutti i pasti si lavi i denti, evita la ramanzina e prendilo per mano, andate insieme in bagno e inizia a lavarteli, tu dandogli la possibilità con il tempo di osservarti e di imitarti.

  • Se desideri che impari o che collabori coinvolgilo sempre attraverso il gioco. Per esempio, le pulizie della cameretta possono diventare il gioco dei pirati che puliscono la nave e quindi ci sarai tu che sei il capitano, poi ci saranno il mozzo, ecc. Vedrai che il giorno seguente ti chiederà: “quando puliamo di nuovo la stanza, mamma?”

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3. Fai in modo che viva un ritmo quotidiano armonico

Per il bambino sono fondamentali la routine e i piccoli riti quotidiani perché gli danno sicurezza, lo orientano anche quando non ha ancora la nozione del tempo, gli danno un senso di confine entro il quale può muoversi serenamente. Per ottenere questa armonia puoi:

  • Rendere gli orari della giornata il più possibile simili di giorno in giorno;

  • Evitare di cambiare i posti a tavola o di mangiare una volta a tavola, poi ogni tanto sul divano, ecc.

  • Creare un rito della buonanotte e un rito del buongiorno che accompagnino tuo figlio dolcemente al sonno o alla ripresa della giornata.

  • Evitare giochi troppo movimentati la sera a favore di silenzio, luci soffuse e letture o giochi tranquilli che non lo carichino energeticamente ma favoriscano la calma e il passaggio al sonno.

4. Fai di tutto per essere tu stessa serena e felice

Il bambino impara per imitazione e assorbe tutto dall’ambiente senza possibilità di filtro. Avere un buon esempio da seguire evita di dover spendere tempo e fatica con un metodo educativo da vecchi tempi fatto di imposizioni, ripetizioni, premi e punizioni.

Prenditi degli spazi tutti tuoi per ricaricarti con le cose che ti piace fare: anche noi abbiamo un bambino interiore che chiede le sue attenzioni.

Se li hai, risolvi i tuoi conflitti con il passato e i rancori che hai verso gli altri e verso te stesso: molto spesso quando ci arrabbiamo con i nostri figli, la vera motivazione si nasconde dietro una nostra frustrazione e non in quello che possono aver fatto loro.

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5. Impedisci che perda la naturale fiducia in sé

Il bambino nasce con un’estrema fiducia nella vita e nelle sue possibilità, soltanto che a volte inconsapevolmente l’adulto mina dalle fondamenta questa sicurezza, per esempio quando lo paragoniamo ad altri (il bambino crede che preferiamo altri a lui e inizia a perdere fiducia).

Ecco gli aspetti fondamentali da conoscere per preservare la fiducia di tuo figlio:

  • I paragoni lo demoralizzano e lo fanno sentire inadeguato: ogni bambino è unico con i suoi talenti e le sue debolezze. Dirgli di guardare chi crediamo abbia fatto meglio di lui o sia più bravo di lui non fa altro che scoraggiarlo e non porta a nulla.

  • Il giudizio lo sminuisce: lui è perfetto così com’è. Se ha “sbagliato” in qualcosa molto probabilmente è perché gli mancava qualche informazione a riguardo, o perché non lo ha fatto apposta o perché era stanco o forse distratto.

  • Sii abbondante nel comunicargli quanto lo ami, quanto gli vuoi bene e quanto lui sia meraviglioso sempre.

  • Tuo figlio agisce sempre per un motivo preciso: evita di dirgli “bravo” quando fa qualcosa che ti piace e evita le “facce brutte” o i rimproveri quando fa qualcosa che secondo te non deve fare: lui ha sempre una motivazione per agire in un certo modo e il rischio è che si convinca che per avere la tua protezione e il tuo amore lui debba fare solo le cose che piacciono a te, allontanandosi dalla sua natura e dai suoi sentimenti.

6. Mantieni alta la sua autostima innata

Accettare i bambini e i ragazzi per quello che sono è il principio d’oro per farli sentire sempre sicuri di sé, forti e capaci. Lascialo sperimentare e imparare attraverso il gioco, evitando di stargli troppo addosso con spiegazioni razionali sul perché delle cose.

Per esempio, se tuo figlio vuole toccare la pentola sul fuoco e tu non vuoi perché temi possa scottarsi, è inutile che glielo dici e glielo spieghi, magari abbozzando anche una teoria sul calore. Se sente l’impeto di farlo cercherà comunque di soddisfarlo.

E allora cosa puoi fare? Lascialo sperimentare (che non vuol dire andartene dalla cucina e lasciare che si ustioni). Puoi dirgli con amore che può toccare la pentola ma con attenzione perché brucia (mentre si sta scaldando sul fuoco e non scotta ancora).

Sarà lui ad attivare le sue risorse difensive, a sentire in anticipo il calore e ad andarci con calma, ma intanto sarà riuscito a provarci, a rispondere a una sua curiosità e a verificarla nella pratica. In questo modo difficilmente i bambini tornano a sfidarci o si fanno del male.

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7. Evita la miccia che accende i “capricci”

Il capriccio è sempre l’espressione di un bisogno del bambino che non è stato accolto. Prima di arrabbiarti e porti sul suo stesso piano chiediti che cosa ti è sfuggito, che cosa lui ti sta comunicando, che cosa puoi aver sbagliato nell’interagire con lui. Questo vale non solo per i bambini più piccoli ma anche e sempre per gli adolescenti.

Sii il più possibile neutrale e invece di arrabbiarti prova a chiederti: “Perché si sta comportando così? Se fossi io al suo posto vorrei davanti qualcuno che si arrabbia e non mi capisce o vorrei essere compreso e accolto?”

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8. Dedicagli tempo di qualità

Meglio due ore trascorse con i nostri figli nella completa presenza e nella dedizione totale che tutta una giornata insieme nella noia e nella frustrazione.Puoi iniziare prendendoti un’ora in cui senti di poter stare a sua disposizione e senza pensare ad altro stai semplicemente con lui, asseconda i suoi giochi, ascoltalo, divertilo.

Se hai cose da fare e anche lui di cui occuparti, fai il possibile per coinvolgerlo in modo divertente.

Non dargli modo di pensare che il carico della lavatrice o la cena da preparare siano più importanti di lui: parlagli mentre prepari, o coinvolgilo, facendolo sempre sentire al primo posto.

9. Sii autorevole e non autoritario

A te piacciono le imposizioni e gli obblighi restrittivi? Anche a tuo figlio non piacciono un granché.

L’autoritarietà porta a sentire il bisogno di ribellarsi e di trasgredire, mentre l’autorevolezza si lascia percepire come guida, sostegno e comprensione alimentando il senso di fiducia:

  • chiedi a tuo figlio le motivazioni del suo comportamento, dagli un buon esempio, se è già un ragazzo puoi spiegargli il perché delle cose (magari aiutandoti con degli esempi tratti dalla vita quotidiana).

  • Comportati tu stessa in maniera impeccabile così da essere per lui un buon esempio

  • Ascoltalo, accoglilo e comprendilo in modo che ti stimi: la stima verso il genitore è il vero strumento per essere una guida efficace. Non serve altro per farsi ascoltare.

  • In caso di disagi emotivi l’accoglienza e il “mettersi” dalla sua parte sono fondamentali per fargli sentire di essere sostenuto e di potersi esprimere liberamente.

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10. Fai attenzione alle sue paure

Che sia bambino o adolescente, non ha ancora la maturità interiore per affrontare in autonomia ciò che lo spaventa. Ridicolizzarlo o prenderlo in giro quando è preoccupato per qualcosa o ha paura non aiuta il bambino a trascendere i suoi timori. Fai in modo che nell’ambiente attorno a lui nessuno lo ridicolizzi.

Puoi sostituire il classico “Ma dai, cosa vuoi che sia!” con il “Ti capisco, come mai ti fa così paura? Cosa senti? Come posso aiutarti?

E infine, risolvi tu per lui le sue paure facendogli vedere come si fa attraverso il tuo esempio di neutralità, lucidità e sicurezza: avrà molta fiducia e stima nei tuoi confronti e avrà gli strumenti per completare la sua maturità affettiva così da essere autonomo una volta adulto.

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Che cosa può rendere inefficaci questi suggerimenti? Solo una cosa: dimenticarteli o lasciare che l’iniziale difficoltà nell’abituarti ad applicarli abbia il sopravvento sulla tua forza di volontà nei primi tempi.

Sono principi che rispettano totalmente la natura del bambino e del ragazzo e i loro veri bisogni nelle fasi di crescita. Sono gli stessi che abbiamo utilizzato in un centro residenziale per bambini in affido famigliare per cinque anni, ottenendo ottimi risultati, così come durante il supporto a molti genitori in difficoltà con la gestione quotidiana dei loro cuccioli.

Aggiornato il 21.05.2018

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/psicologia/10-regole-per-crescere-figli-felici-e-sereni-da-0-a-21-anni

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