10 bugie che ci raccontiamo quando diventiamo mamme

Adolescenti e preadolescenti: che fare se dicono le bugie

10 bugie che ci raccontiamo quando diventiamo mamme

È un comportamento che non piace affatto ai genitori, in realtà le bugie per i ragazzi costituiscono una sorta di ‘prova tecnica’ verso il raggiungimento dell’autonomia e perciò, entro certi limiti, possono essere considerate ‘fisiologiche’. Come ci spiega Paola Scalari, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva

È importante educare i figli a raccontare – e raccontarsi – la verità

“È senz’altro importante che il genitore educhi il ragazzo alla verità, che serve non solo per costruire con lui un rapporto basato sulla fiducia, ma anche per abituare il ragazzo ad affrontare la realtà, quella che piace e quella che non piace, e a non nascondersi dietro una bugia per scappare da una situazione difficile o che impaurisce” premette Paola Scalari, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva.

Ma dire qualche bugia è una tappa fisiologica verso l’autonomia…

Ogni tanto, però, per i nostri figli raccontare una bugia è anche un espediente per affermare la propria autonomia. Lo fanno i bambini più piccoli per provare l’ebbrezza di non essere totalmente trasparenti per mamma e papà o per nascondere qualche magagna.

“E lo fanno a maggior ragione i ragazzi quando si affacciano alla preadolescenza e all’adolescenza, che segnano la fase di passaggio dalla dipendenza dai genitori al desiderio di mostrare di saper badare a se stessi, di compiere delle scelte che non sempre sarebbero gradite ai genitori” sottolinea la psicologa. “E di assumersi la responsabilità sia dell’azione che delle conseguenze, se si viene scoperti. In questo senso la bugia è un fatto positivo, proprio perché educa al senso di responsabilità. Se un giorno il ragazzo salta la scuola con il consenso di mamma e papà, è come se avesse scaricato la verità scomoda anche su di loro e come se le ‘colpe’ fossero ripartite; se invece fa tutto da solo, impara a tollerare la paura dell’essere scoperto e a trarsi d’impaccio sia nei confronti degli insegnanti che dei genitori. Si può dire allora che la bugia è una tappa fisiologica del processo di crescita. Altrimenti sono sempre mamma e papà che decidono e fanno al posto loro. Mentre i figli non crescono mai”.

… Ed un modo per non dare un dispiacere ai genitori

A volte i figli nascondono alcune verità perché temono che arrecherebbero un dispiacere ai genitori o sanno già che loro non approverebbero determinati  comportamenti.

Ma allora perché compiono ugualmente certe azioni? “Perché  sono esperienze che sentono di dover fare su quella strada lastricata di errori che è l'adolescenza, perché si sono trovati in gruppo ed hanno avuto il piacere di farle, perché sanno che rimarranno episodi isolati e non è il caso di far preoccupare i genitori” risponde la psicologa.

“E' vero che vorremmo che imparassero a dire di no, ma d'altro canto, se per anni li abbiamo abituati a conformarsi sempre a quel che mamma e papà volevano, come possiamo aspettarci che abbiano autonomia di pensiero quando sono con gli amici?” 

Cosa fare se ci accorgiamo della bugia? Se è piccola, accettiamola di buon grado

“Dipende dalla bugia” sottolinea Paola Scalari: “Se un pomeriggio ci dice che va a fare i compiti da un amico e invece scopriamo che se ne sono andati insieme al cinema, possiamo anche accettarla facendo finta di nulla, perché dopotutto non ha commesso nulla di pericoloso. Certo, ad un genitore può dispiacere l’idea di essere stato estromesso dal segreto, ma deve mettersi l’animo in pace che è normale che ad un certo punto un adolescente diventi ‘opaco’ ”.

Se è una bugia più grossa, va biasimata e punita.

Come comportarci se invece si tratta di una bugia più importante? “In tal caso facciamo quel che compete al nostro ruolo di genitori, rimproverando, spiegando perché ha sbagliato, mostrando il nostro disappunto per aver visto tradita la nostra fiducia. E, se è il caso, dando a certi comportamenti una punizione, che lui imparerà a sopportare. Perché il nostro compito genitoriale è sempre quello di educarli alla verità, soprattutto nei nostri confronti” prosegue l'esperta.

Come evitare che ci racconti bugie

Innanzitutto è bene che il genitore non carichi il figlio di aspettative esagerate: non riuscendo a soddisfarle, potrebbe essere più facilmente portato a nascondere comportamenti non rispondenti alle attese. Per il resto, mettiamo in conto che non potremo evitare del tutto le sue bugie. E non sarebbe neanche auspicabile, proprio perché sono indispensabili per il raggiungimento di un'autonomia di pensiero.

E se finisce su cattive strade? “In questo caso il problema non è la bugia, ma tutta l'educazione che abbiamo impartito fino a quel momento, che dovrebbe avergli consentito di costruirsi un suo 'zainetto' di regole e valori fondamentali ai quali attingere per tutte le sue azioni e le sue scelte. Una volta che lo abbiamo ben equipaggiato, non possiamo far altro che dargli fiducia, pur mettendo in conto che qualche volta sbaglierà” fa notare la Scalari.

Aggiornato il 11.10.2018

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/adolescenti-e-preadolescenti-che-fare-se-dicono-le-bugie

Il Rigoletto: La verità è che non ti piaci abbastanza

10 bugie che ci raccontiamo quando diventiamo mamme

Rachel ha un marito che ama, quattro figli adorabili e un sito di lifestyle: una vita perfetta? Non proprio. Non tutto è stato bello, facile e gratificante, anzi.

Il suicidio di un fratello al primo anno di liceo, il divorzio dei suoi genitori, un disturbo alimentare: per anni la vita di Rachel è stata una fuga dall'infelicità, costellata di cadute, dominata dalla paura del giudizio degli altri. E piena di bugie.

Le bugie di Rachel sono quelle che una donna si sente ripetere da sempre: non sei abbastanza brava; non sei abbastanza magra; sei una madre inadeguata…

Ma sono anche le bugie che spesso molte donne per prime raccontano a se stesse, pur di non farsi carico della propria felicità: se solo avessi il lavoro giusto, l'amore giusto, il fisico giusto… Nessuno, però, arriverà mai a portarci “la vita giusta”.

Per riprendere in mano la sua vita, Rachel trova una sola strada: riconoscersi e accettarsi finalmente per la persona che è; applicare verso di sé una sincerità assoluta e coraggiosa; smontare sistematicamente, una per una, le bugie dietro cui la vera Rachel ormai si nascondeva.

n ironia provocatoria e disarmante onestà, questo libro racconta come ci è riuscita, e offre una quantità di consigli utili per fare altrettanto nelle nostre vite. Perché solo affrontando le bugie che ogni giorno ci raccontiamo potremo essere davvero più libere, più sicure, più felici.

L'autrice

Rachel Hollis 

Autrice americana, speaker motivazionale e blogger.

 Il suo primo libro di auto-aiuto, Girl, Wash Your Face, dal suo rilascio nel febbraio 2018 ha mantenuto un posto tra i primi 10 libri più venduti nel paese per sette mesi, ha mantenuto il primo posto per 12 di quelle settimane e ha venduto più di 880.000 copie negli Stati Uniti. È stato il secondo libro più popolare del 2018 su Amazon.

Editore: DeAgostini

Data uscita: 01/09/2020

Lingua: Italiano

Traduttori: Maria Carla Dallavalle

EAN: 9788851180126

 

LEGGI UN ESTRATTO DEL LIBRO SU AFFARITALIANI.IT:

La verità è che non ti piaci abbastanza, Rachel Hollis per DeAgostini

Introduzione

Questo libro analizza alcune bugie che ci feriscono e un'importante verità.

Quale verità? Noi, e soltanto noi, siamo le responsabili di chi diventiamo e di quanto siamo felici. Questo è il succo.

Non fraintendetemi. Racconterò centinaia di episodi divertenti, strani, imbarazzanti, tristi o assurdi, ma ciascu­no di essi mira a chiarire la stessa verità sintetica e degna di un pin su Pinterest: la vostra vita dipende solo da voi.

Però quella verità non vi risulterà mai credibile se pri­ma non riconoscerete le bugie che la intralciano. Capire che siete voi a scegliere la felicità, che siete voi a tenere in mano le redini della vostra vita, è estremamente impor­tante. È una di quelle verità che dovreste appendere in bacheca come promemoria… ma non è l'unica cosa di cui dovete convincervi.

Dovete anche identificare — e sistematicamente distrug­gere — le bugie che vi raccontate da tutta una vita.

Perché?

Perché è impossibile andare in un posto nuovo, diven­tare una persona nuova, senza prima sapere chi siamo.

La consapevolezza che acquisiamo scavando nelle nostre convinzioni su noi stessi è inestimabile.

Avete mai creduto di non essere abbastanza brave? Di non essere abbastanza magre? Di non meritare l'amore? Di essere cattive madri? Avete mai creduto di meritare punizioni o maltrattamenti? Di non valere nulla?

Tutte bugie.

Tutte bugie alimentate dalla società, dai media, dalla famiglia d'origine, o da chissà cos'altro. Queste false veri­tà sono pericolose, anzi devastanti per la nostra autostima e per la nostra capacità di agire.

L'aspetto più sinistro delle menzogne che ci raccontiamo è che le percepiamo solo raramente. E questo perché ce le sentiamo urlare nelle orecchie da così tanto tempo che ormai sono diventate un rumore di fondo.

La nar­razione negativa ci bombarda ogni giorno, così costante­mente che non ci accorgiamo neppure più della sua pre­senza. Riconoscere quelle bugie su di noi che abbiamo imparato ad accettare e a credere è la chiave per crescere e diventare una versione migliore di noi stesse.

Se riuscia­mo a identificare il fulcro delle nostre difficoltà e a capi­re che abbiamo il potere di sconfiggerle, allora possiamo cambiare totalmente la traiettoria della nostra vita.

Ecco perché faccio quello che faccio.

Ecco perché ge­stisco un sito Internet dove parlo di come realizzare un centrotavola, come essere un genitore paziente o come rinsaldare un matrimonio. Ecco perché ho sperimentato trenta metodi diversi per pulire la lavatrice a carica fron­tale prima di condividerli con la mia community.

Ecco perché conosco la perfetta proporzione tra succo di limo­ne e aceto balsamico per cucinare un brasato delizioso. In altre parole, tratto tantissimi argomenti diversi sulla mia piattaforma  online, ma ín sostanza tutti si riconducono alla volontà di presentare gli elementi che compongono la mia vita e lo sforzo fatto per padroneggiarli.

I miei post dimostrano come sto crescendo e cosa sto imparando, e sono intesi come un incoraggiamento anche per altre donne.

Probabilmente, se avessi avuto un talento partico­lare per l'istruzione a domicilio, il lavoro a maglia, la foto­grafia o il macramé, l'avrei sfruttato per cercare di miglio­rare me stessa e spronare le mie amiche a fare altrettanto.

Invece non mi intendo di queste cose. Ho esperienza in tutto ciò che ha a che vedere con il lifestyle, perciò creo contenuti su questo tema.

Sin dall'inizio della mia carriera mi sono resa conto che molte donne guardano al lifestyle per cercare il modello di qualcosa che devono desiderare di avere o di qualcuno che devono aspirare a essere.

Spesso le immagini proposte sono irraggiungibili — un'altra delle bugie che ci vengo­no propinate — perciò mi sono prefissata di essere onesta, sempre. Ho promesso di essere autentica e sincera, e così, per ogni fotografia di cupcake accuratamente studiata che pubblicavo, ne condividevo una di me stessa con la paresi facciale.

Se andavo a un appuntamento esclusivo, compensavo con un post sulla mia battaglia per perdere peso e alcune foto di me con una ventina di chili in più.

Nel tempo, ho parlato di qualsiasi cosa: le difficoltà del mio matrimonio, la depressione post-partum o quanto mi sono sentita gelosa, spaventata, arrabbiata, brutta, indegna, trascurata.

Ho cercato di essere totalmente sincera su chi sono e da dove vengo.

Non sto scherzando: il gesto più eclatante che io abbia mai fatto è stato postare una foto, poi diventata virale, della mia pancia flaccida piena di smagliature. Eppure… 

Eppure continuo a ricevere messaggi da donne di tutto il mondo che mi chiedono come faccio a tenere tutto sotto controllo, mentre la loro vita è una lotta infinita. Riesco a percepire il dolore che esce da quelle email. Riesco a sentire il senso di vergogna nelle parole che usano per de­scrivere le loro difficoltà, e mi fa male il cuore.

Così rispondo. Dico a tutte loro quanto sono belle e forti. Le definisco “guerriere”, “eroine”, “combattenti”. Le esorto a non arrendersi. Mi sembra la cosa giusta da dire a una perfetta sconosciuta, però non è tutto ciò che vorrei dire.

Non è ciò che direi se a stare male fosse mia sorella, oppure la mia migliore amica. Non è ciò che vor­rei poter dire a me stessa da giovane. Perché se con chi mi sta accanto io sono solidale e incoraggiante…

mi rifiu­to categoricamente di stare a guardare mentre si piange addosso.

La verità è che voi siete forti e coraggiose, delle ve­re guerriere… ma se ve lo dico, è perché voglio che voi stesse riconosciate di avere queste caratteristiche. Voglio prendervi per le spalle e scuotervi fino a farvi battere i denti.

Voglio provocarvi finché non trovate il coraggio di scoprire da sole la risposta che state cercando. Voglio gri­dare a pieni polmoni finché non recepite questa grande verità: avete la vostra esistenza in pugno.

Avete una sola vita, che scivola via a ogni istante.

Perciò smettetela di criticarvi, e di lasciare che lo facciano gli altri. Smettete­la di accontentarvi se ricevete meno di ciò che meritate. Smettetela di acquistare cose che non potete permettervi per fare colpo su gente che non apprezzate poi così tanto. Smettetela di reprimere le emozioni invece di elaborarle.

Smettetela di comprare l'amore dei figli con il cibo, i gio­cattoli o la complicità perché è più facile che essere brave mamme. Smettetela di abusare del vostro corpo e della vostra mente. Basta! Toglietevi da quel circolo vizioso in­finito.

La vita deve essere un viaggio da un posto preciso a un altro, non una giostra che continua a riportarvi allo stesso punto.

La vostra esistenza non deve somigliare alla mia. Dia­mine, la vostra esistenza non deve somigliare a quella di nessun altro, ma essere qualcosa che realizzate con le vostre mani.

Sarà difficile? Certo che sì! Ma se prenderete scorcia­toie è garantito che vi ritroverete sul divano, con venti chili di troppo, mentre la vita vi scorre accanto.

Il cambiamento avverrà da un giorno all'altro? Niente affatto. È un processo che dura tutta la vita. Proverete tecniche e strumenti diversi, e se alcuni andranno bene, magari uno vi sembrerà la soluzione e gli altri trentasette robaccia. Poi vi sveglierete il giorno dopo e ci riproverete.

E ancora.

E ancora.

E fallirete.

Riprenderete le cattive abitudini. Mangerete metà torta di compleanno quando nessuno vi vede, o urlerete contro vostro marito, o alzerete il gomito per un mese. Ricadrete in una routine negativa, perché è così che succede.

Ma quando avrete capito che siete voi l'unica persona ad ave­re realmente in mano le redini della vostra vita, vi rialze­rete e ci riproverete. E continuerete a farlo finché avere il controllo vi sembrerà più naturale che non averlo.

Diven­terà uno stile di vita, e voi diventerete le persone che siete destinate a essere.

È opportuno chiedersi fin dall'inizio e senza troppi giri di parole che ruolo ha la fede in tutto questo. Essendo cristiana, io sono cresciuta con la convinzione che Dio abbia il controllo, che abbia un progetto per la mia vita, e credo con tutta me stessa che sia vero.

Credo che Dio ami ciascuno di noi in maniera esclusiva e incondizionata, ma questo non significa che possiamo sprecare i doni e i talenti che abbiamo, semplicemente perché siamo già abbastanza bravi.

Un bruco è un bellissimo animale, ma se sí fermasse lì, se decidesse che le cose vanno bene così come sono, perderemmo l'occasione di vedere la splen­dida creatura che potrebbe diventare.

Voi siete molto più della persona che siete diventate.

È questo che voglio trasmettere alle donne che mi scri­vono chiedendomi consigli. Potrebbe essere spiazzante sentirselo dire, ma il corollario di questa nuova consape­volezza è una piacevole verità: voi siete più di quello che siete diventate e avete il pieno controllo su ciò che potete fare, a partire dalla vostra presa di coscienza.

Il che mi ha suscitato un'idea.

E se scrivessi un libro su come ho combattuto le mie difficoltà e spiegassi i passi che mi hanno portata a supe­rare quei periodi? E se parlassi di tutti i miei fallimenti, dei momenti imbarazzanti? E se le mie lettrici scopris­sero che a volte mi arrabbio al punto da urlare contro i miei figli? Anzi, non mi limito a urlare, o a strillare, op­pure a rimproverarli con durezza, no: sbraito talmente forte che quando ci ripenso a distanza di tempo provo vergogna e nausea. E se scoprissero che probabilmente ho almeno tre carie in bocca perché andare dal dentista mi terrorizza? E se raccontassi della mia cellulite, o di quel salsicciotto che si forma tra il braccio e il seno quan­do indosso una canottiera, e sembra una terza tetta? Ho già parlato, poi, della schiena grassa? O del pelo che mi cresce sul neo che ho in faccia? O delle mie insicurezze?

E se iniziassi questo libro dicendo che io, da adulta, mi sono fatta la pipì addosso…

più volte? E se aggiungessi che nonostante tutti questi fatti divertenti, imbarazzanti, dolorosi o volgari, sono in pace con me stessa? Che mi voglio bene anche quando faccio cose di cui non vado fiera? E che questo è possibile perché so che in fin dei conti ho il potere di cambiare, ho il controllo sulla per­sona che diventerò? Domani mi sveglierò e avrò un'al­tra possibilità di vivere meglio. Grazie a Dio, ho avuto a disposizione trentacinque anni per fare prove in alcuni ambiti della mia esistenza (come la preparazione di pa­sticci al formaggio) fino a diventare imbattibile! E in altri ambiti (come la gestione dell'ansia) lavoro costantemente da diverse prospettive.

È un percorso che durerà tutta la vita, ma so che ogni giorno mi serve per imparare e per crescere, e questo mí fa sentire in pace con me stessa.

Volete sapere contro quali cose ho lottato? A quali bu­gie su me stessa ho creduto per tanto tempo?

L'elenco sarebbe lungo chilometri. Così lungo, in effet­ti, che ho deciso di dedicare un capitolo a ciascuna delle mie bugie. Ogni sezione di questo libro si apre con una falsa verità di cui ero convinta, seguita dalla spiegazione di come quella convinzione mi abbia ostacolata, ferita, e talvolta indotta a ferire altre persone.

Ma, riconoscendole, ho privato quelle bugie del loro potere. Vi racconterò quindi quali cambiamenti ho apportato nella mia vita per superare le difficoltà — alcune una volta per tutte, altre con progressi e ricadute, soprat­tutto se c'erano in ballo le mie insicurezze più radicate.

Quali sono le mie insicurezze? Be', nelle prossime pagine vi illustrerò alcune fra le più gravi. Spero che vi servano da incoraggiamento. Spero che troverete utili le mie riflessioni. E, soprattutto, spero che farete vostra la consapevolezza che potete diventare chiunque e qualsiasi cosa vogliate.

Ricordate, infine, che nei giorni in cui tutto vi sem­brerà impossibile, l'unica cosa che conterà sarà andare avanti. Anche solo di un centimetro, ma andare avanti.

Источник: https://www.affaritaliani.it/Rubriche/Il_rigoletto/il-rigoletto-la-verita-che-non-ti-piaci-abbastanza-686359.html

Gravidanza
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